IL SOGNO DI MATTEO

By md

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C’era una volta Leo Lionni, uno dei più grandi illustratori contemporanei… La casa editrice Babalibri, che Dio la benedica, ne sta ripubblicando gli albi. L’ultimo, Il sogno di Matteo, è un piccolo gioiello, come tutti gli altri del resto. Lionni lo ha scritto e illustrato nel 1991. Con la semplicità del tratto e del testo che lo contraddistinguono, riesce qui a costruire una storia di livello altissimo in cui si intrecciano il tema della povertà, del riscatto sociale, del rapporto tra arte e realtà, tra sogno e realtà, la trasfigurazione della mediocrità del reale in bellezza, l’importanza dello studio, ecc. Da non credere come abbia fatto a fare tutto ciò in poche pagine. Le tavole sono straordinarie! Il libro si presta anche per essere utilizzato come introduzione all’arte per bambini molto piccoli. Ma è godibilissimo da tutti, grandi e piccini, come si suol dire…

Qualche brano, giusto per dare l’idea:

“Nella penombra di una soffitta polverosa tappezzata di ragnatele, viveva una coppia di topi e il loro unico figlio Matteo. In un angolo, fra mucchi di vecchi giornali, pile di libri sfasciati, una lampada rotta e quella che una volta era stata una bambola, c’era il giaciglio di Matteo. I topi erano poverissimi e il piccolo Matteo era la loro unica speranza. Andava bene a scuola e chissà…”
La stessa stanza, qualche pagina dopo, farà dire a un Matteo appena risvegliatosi da un sogno bellissimo che si svolge all’interno di un quadro: “Come è brutto il mondo!”. “Ma ecco che, – continua Lionni – come per magia, tutto cominciò a cambiare: le forme si abbracciarono teneramente, i colori emersero dal disordine e acquistarono una nuova vivezza…”.

Indovinate un po’ che cosa corse a dire subito Matteo ai suoi genitori a proposito di quello che avrebbe fatto da grande!

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30 Risposte a “IL SOGNO DI MATTEO”

  1. Mi Dice:

    Dai, non tenerci sulle spine…

  2. md Dice:

    eh eh eh, immagina, immagina… tanto non lo rivelerò!

  3. Mi Dice:

    …qualche indizio?

  4. md Dice:

    dai non è difficile, immagina che la storia sia un po’ autobiografica…

  5. Mi Dice:

    continuerò a lavorarci su…
    (per cominciare)
    certo che fra il dire e il fare…
    com’è bello il mare?

    è arrivato un grillo sulla tastiera
    (questa sera)
    è verde chiaro
    con un punto rosso sulla schiena.

  6. Ares Dice:

    Ares
    L’artista..hem..il pittore!
    Cosa ho vinto?

  7. Mi Dice:

    … trovo che ‘artista’ sia una parola un po’ gonfia… e d’altronde leggendo il testo, sappiamo già che farà l’illustratore… nel senso che cercherà di mostrare come le cose possono cambiare… le forme si abbracciarsi teneramente, i colori emergere dal disordine e acquistare una nuova vivezza…
    come dice lo stesso autore…

  8. mi Dice:

    qualche errore qua e là, non ho riletto…
    comunque non si vice niente…
    semmai qualcosa da perdere.

  9. Ares Dice:

    Ares
    Perdere?..e che si perde?..

    .. ma no e’ un topolino.. non puo’ pensare di fare l’illustratore.. prima pensa di fare il pittore, lo dice ai genitori.. poi il “sistema” lo porta a fare l’illustratore per qualche casa editrice.. per on morire di fame…
    md.. confermi?

  10. Ares Dice:

    Ares
    .. pero’ poi mi dite cosa ho vinto?

  11. mi Dice:

    se vuoi proprio vincere qualcosa… puoi provare a giocare al superenalotto… chissà mai che prima o poi… buona fortuna!

  12. mi Dice:

    che poi, quello che quel topolino farà da grande, è un po’ in là da venire… dire una cosa, è una cosa, altra cosa è farla diventare realtà. che poi uno cerca una cosa e poi ne trova un’altra. cerchi le indie e trovi l’america… e lì, o ti accontenti o fai un giro un po’ più al largo… se ce la fai…
    piuttosto quel topolino ha delle scelte da fare: starsene nella soffitta con genitori e ragnatele, o salutarli e dirgli ciao: se sto qui non andrò mai da nessuna parte. potrebbe restarsene lì a sognare e di quando in quando levare un po’ di ragnatele… ma le ragnatele, non possono levarsele anche da soli, non ce la fanno? non possono chiamare un’impresa di pulizie? sono proprio così derelitti o sono proprio un po’ viziati a farsele levare da Matteo? povero Matteo, si trova in un bel dilemma…

  13. Ares Dice:

    Ares
    Cappero e’ vero gli dice che va via di casa!.. porca merenda..
    ..
    Evidentemente lo davo per scontato.. ma non lo era cosi’ tanto
    ..
    va be’ vado a giocare al superenalotto

  14. mi Dice:

    cosa c’è da perdere? le illusioni forse? come i denti di latte che non servono più? c’è sempre una buona occasione per predere le illusioni. Però se togli la speranza ad un topo, allora è quasi quasi meglio un volo d’angelo, e non pensarci più. Forse?

    ma anche i genitori… poverini… senza contare che nel frattempo – che i topi, si sa, si riproducono rapidamente – sono nati tanti fratellini, e sono tutti lì a dire a Matteo, “resta con noi, non te ne andare sulle strade del mondo… Matteo”.

  15. mi Dice:

    il prezzo non è scontato… non si sono saldi a metà prezzo
    a quanto pare

  16. Ares Dice:

    Ases
    Contesto l’autore Lionni:
    un topo non si puo’ chiamare Matteo!

    al limite Skuitty ..o Gigio…… ma Matteo no!!..
    ..mi ricorda mio cugino, che ora avra’ la iattura di avere un nome da bambino, ma quando eravamo piccoli era il piu’ coccolato e chiamato!.. lo odiavo.. una volta l’ho preso a morsi.. e’ in quella occasione che ho perso i miei incisivi da latte!!

  17. mi Dice:

    certo che eri un bel cattivello.. da bambino.. e poi cosa hai fatto? sei diventato samurai,
    oltre che contestatore?

    eh, sì, non bisognerebbe umanizzare troppo gli animali, lo dicono anche i veterinari.. non è giusto neanche per loro: vivendo con gli ‘esseri umani’, si addomesticano e perdono la loro natura selvaggia, che poi non sanno più chi sono e appena escono pigliano botte da orbi (sto pensando alla mia gattina Cippy, che perlomeno non ha un nome umano, ma le piglia, eccome! da quei brutti gattacci neri o bianchi.).

  18. md Dice:

    zzzzzzzzz

  19. mi Dice:

    risposta sbagliata!
    ci si vede domani.
    e spero che ci sia l’aria condizionata.

  20. mi Dice:

    o almeno un ventilatore

  21. Ares Dice:

    ARES
    Chi possiede animali e’ una bestia feroce!!

  22. mi Dice:

    questa non l’ho capita… è un po’ ambigua

  23. Ares Dice:

    E’ una frase che ho detto quand’ero 13enne

  24. mi Dice:

    ma se non mi spieghi il contesto… rimane sempre ambigua
    devi darmi più particolari… sennò, come faccio a mettere insieme la struttura del romanzo?

  25. Ares Dice:

    Be’ e’ volutamente ambigua.. a 13 anni ero piu’ evoluti di adesso!

  26. mi Dice:

    pure io

  27. Ippolito Dice:

    Complimenti al curatore del Blog

  28. md Dice:

    Grazie!

  29. lealidellafarfalla Dice:

    Bella segnalazione. Sopratutto sotto natale, questo blo fornisce spunti sorprendenti, ne approfitterò ;-)

  30. md Dice:

    Grazie!! (con due punti esclamativi perché wordpress mi dice che altrimenti si tratterebbe di un commento duplicato, incredibili queste macchine, ora ti dicono anche quello che si deve e non si deve scrivere…)

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