MAIEUTICA

By md

Incontrare un libro è in generale un’esperienza straordinaria. Per i ragazzi lo è ancora di più: un libro è un oggetto misterioso, una promessa, una scoperta, ed è fatto per suscitare sorpresa e meraviglia. L’incanto di un libro può segnare l’esistenza in modo indelebile. Bisogna far sì che questi oggetti meravigliosi si trovino, anche solo per caso, sulla strada dei bambini fin dai primi anni di vita.

Con in mente questa premessa, qualche giorno fa sono stato chiamato a tenere una “lezione” in una quinta elementare sui generi letterari. Si trattava di lavoro, questa volta, non di piacere. Infatti mi trovavo lì in veste di bibliotecario. Ma non ho saputo resistere, e allora ad un certo punto ho virato di 180° e ho chiesto ai ragazzi: “che cos’è il libro secondo voi?”. Ho così proposto loro di ricercarne la definizione astratta, il concetto. Niente meno! Siccome non ho visto nelle loro facce nessun segno di smarrimento o di sgomento, abbiamo cominciato insieme a cercare.

Senza nemmeno farlo apposta il primo termine che è venuto fuori (tutta farina del loro sacco, giuro, io mi sono limitato a condurre il gioco e a fare da “maieuta”) è stato: idee. Sì: un ragazzo ha affermato che nel libro ci stanno delle idee. Cos’altro? ho chiesto io. Un attimo di pausa, qualche tentennamento, e poi un fiume in piena. Il libro è quell’oggetto che è fatto di:

informazioni
storie
disegni
emozioni
scoperte
parole
poesia
numeri
capitoli
ordine
inizio-fine
tempo
spazio
trama
immaginazione
linguaggio
sorpresa

e poi, alla fine, qualcuno ha tirato fuori la parola magica: “tutto”. Nei libri c’è tutto, o meglio ci può essere tutto. Non solo: il libro è una totalità, è completo, perfetto, compiuto, finito, autonomo, che vive di vita propria e non ha più bisogno di niente.
Ecco l’altra parola magica – il “niente” – molto più difficile da far venir fuori, e di fatti ho utilizzato una qualche metafora sostitutiva per parlarne. Pensate ad un contenitore, ho detto loro, una bottiglia vuota ad esempio, e immaginate di riempirla con quello che volete, il liquido o la bibita che preferite. Ecco, il libro è un insieme di pagine bianche dove tutto può essere scritto. Anche le vostre storie, emozioni, sensazioni… Il tutto si riversa nel niente. La potenza del nulla (la pagina bianca!) che genera il tutto. Naturalmente queste ultime espressioni le ho tenute per me…

Ad un certo punto, inevitabilmente, è anche saltata fuori la questione della differenza tra libro e internet, la fisicità dell’uno e impalpabilità dell’altro, ma ho dovuto tagliar corto, ché la cosa si stava facendo piuttosto complicata.

Una piccola e banale lezione di biblioteconomia o di letteratura tramutata in un vero e proprio simposio filosofico. Non è un caso che uno dei ragazzi ad un certo punto abbia esclamato: nel libro c’è anche la filosofia! Ma tu sai cosa significa questa parola? – gli ho chiesto. Naturalmente non lo sapeva, ma suonava bene, era anch’essa una parola magica!

Foto: biblioragazzi foto
coinsquolino foto (entusiasta lettore di Harry Potter, in lingua inglese!)

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7 Risposte a “MAIEUTICA”

  1. gabriella Dice:

    Ciao Mario,
    ho aperto ora il tuo blog, è bellllllllissimo!!!!! Complimenti.
    Ciò che hai scritto sui ragazzi mi ha piacevolmente sorpresa e devo dirti che non mi sarei aspettata di leggere e contemporaneamente rivedere il tuo intervento in classe.
    Le risposte inaspettate, che hanno dato i ragazzi alla tua domanda “Cosa è per voi un libro?”, sono state puntuali e pertinenti. Ci hanno stupito, entusiasmato e questo ha motivato i ragazzi stessi alla ricerca di ulteriori risposte che scalfissero ancor più nel profondo. Loro stessi mi hanno richiesto di nuovo la tua presenza in classe “per capire meglio i libri” che forse ho insegnato loro ad apprezzare come compagni di momenti importanti della nostra vita.
    Ciao gabriella

  2. ARES Dice:

    ARES

    Si,si e’ bravissimo e costante!!.. tanto di cappello a md

  3. ARES Dice:

    ARES

    Ma chi e’ sta’ Gabriella?.. quli ragazzi.. quale scuola?..

    non dirmi md.. che oltre a stare sulla rete.. operi anche nel tessuto sociale…. anvedi il mio filosofo md

    FILOSOFI..della rete… prendete ESEMPIO!!!!!

  4. md Dice:

    Gabriella è l’insegnante della V A delle scuole elementari di Rescalda, presso cui ho tenuto la “lezione”, e che, a quanto pare, coinvolgendo anche l’altra quinta, diventerà un progetto di più ampio respiro sul libro.

  5. ARES Dice:

    Ares

    Bene, bene.. W i libri di qualita’.. appproposito, avete affrontato il tema dela qualita’ di un libro?.. e’ difficile parlarne con dei bambini di questo…e’ gia’ tanto se li leggono..
    .. va be’ non parlatene:
    io ho perso molto tempo a leggere libri totalmente inutili.. pero’, diciamo che ora mi accorgo dalle prime pagine e a volte addiritura dalla sinossi se sto leggendo un libro di qualita’ o meno.. … va be’ .. anche questa l’ho detta!! :o 9

  6. md Dice:

    Sì, con i bambini è molto difficile fare un discorso qualitativo sui libri. Qualcuno sostiene che qualsiasi cosa va bene, purché leggano, dunque anche Geronimo Stilton, i Libri Game, i Piccoli Brividi, ecc. ecc., insomma tutti quei libri seriali fatti un po’ con lo stampino e del tutto congeniali all’epoca della commercializzazione radicale di ogni cosa.
    Poi c’è il fenomeno Harry Potter, anch’esso seriale e ultraomologante (tutti gli editori sono alla spasmodica ricerca del nuovo Harry Potter che gli farà guadagnare montagne di soldi), ma di buona fattura – la Rowling sa scrivere e sa miscelare bene i generi. E poi, Harry Potter all’inizio non se lo filava nessuno, poi c’è stato il passaparola e solo qualche anno dopo è diventato un fenomeno di mercato di proporzioni abnormi. Oltre al fatto che ormai è più letto dagli adulti che dai bambini diventando il prototipo del cross-over e del libro unico.
    Prima o poi, al di là della sua qualità letteraria, bisognerà fare un bilancio serio: quanto Potter ha veramente allontanato o avvicinato i ragazzi alla lettura?
    Ci sono poi i piccoli editori che fanno libri di altissima qualità (sul piano delle storie, della forma, della grafica, dell’impaginazione, ecc.) – vedi Orecchioacerbo, Topipittori, Zoolibri, Babalibri, il Castoro… Io, da bibliotecario e da lettore appassionato, faccio di tutto per promuovere questi che spesso, nelle librerie e nei megastore invasi dal profluvio di fantasy e di seriali, annegano e diventano invisibili. Avete fatto caso che una strategia fondamentale delle maggiori case editrici è quella di occupare militarmente gli scaffali delle librerie? Più pubblichi più occupi più vendi, poco importa la qualità.
    Naturalmente è solo un abbozzo di discorso…

  7. mattiac. Dice:

    ciaooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

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