Un buon modo per “festeggiare” un anno di attività del blog – oltre che preliminarmente ringraziare tutti i lettori e le lettrici, i commentatori e le commentatrici, continui o discontinui, fedeli od occasionali che siano – è quello di proiettarsi in avanti. Immaginare nuovi scenari, progetti, discussioni, attività.
E’ con questo spirito che ho pensato innanzitutto di modificare la veste grafica, un po’ perché ogni tanto è bene cambiare, ma soprattutto perché pensavo da tempo ad una piattaforma più leggibile, magari anche a scapito dell’eleganza formale. Di sicuro un fondo bianco e i caratteri un po’ più nitidi vanno in questa direzione.
Ma passiamo alle prospettive: non abbandonerò certo lo stile e le tematiche che finora hanno contraddistinto questo blog, ma vorrei anche, accanto a queste, introdurre alcuni nuovi progetti. In particolare due sono quelli su cui vorrei lavorare, il primo di medio, l’altro di lungo periodo.
Il primo: una serie di post filosofico-politici a commento della nostra costituzione, che ha appena compiuto i sessant’anni e che, almeno per quanto concerne i principi fondamentali, non pare dimostrarli affatto.
Il secondo, molto più ambizioso e di non facile realizzazione: una piccola storia della filosofia ad uso e consumo del web. Una storia della filosofia magari meno barbosa di quella dei manuali – pur indispensabili – che punti ad “attualizzare” i temi storici della tradizione filosofica e a renderli fruibili ad un pubblico più vasto (ma non meno esigente, visto il livello dei contenuti che circolano in rete). Che non vuol dire “semplificare”, come mi pare dimostri già questo blog, ma connettere “vita” e “filosofia”, biografia e concetti, la quotidianità e il domandare essenziale, il particolare e l’universale. Facendolo alla maniera del web 2.0, cioè attraverso l’interazione, la circolazione reticolare e l’interdisciplinarietà dei contenuti. Ma, soprattutto, la discussione: la scrittura e una sorta di neo-oralità sembrano qui convergere per dar luogo ad un’arena virtuale inusitata. Una piazza del sapere in continuo divenire.
D’altro canto la bellezza della filosofia sta innanzitutto nell’interrogarci in continuazione circa il senso e il significato del nostro agire. Perché sto scrivendo questo. Perché sono attraversato da determinati pensieri. Che cosa definisce la mia umanità. Il significato dei miei molteplici rapporti col mondo, con gli altri, con me stesso. Che cosa sono questo “me stesso” e che cosa sono “gli altri”. Identità e diversità. L’origine di tutto ciò e la sua destinazione. Ripescare nella storia della filosofia, del pensiero, della scienza materiali che ci aiutino oggi a rispondere, può essere un’esperienza insieme bella e utile. La bellezza e lo splendore potendo non essere disgiunti dalle nostre piccole storie individuali.
Tag: digitale
Martedì 19 Febbraio 2008 alle 5:15 pm
Molto bella la nuova veste grafica, leggera fresca e piena di luce come un bel giorno di primavera.
Grazie di tutto.
Anche di tutto cuore.
Mercoledì 20 Febbraio 2008 alle 8:29 am
Grazie a te Milena, è sempre un piacere.
Mercoledì 20 Febbraio 2008 alle 8:53 am
Molto bella la veste, apprezzata anche dal mio astigmatismo.
Seguirò con interesse entrambi i progetti che hai esposto
Un saluto Fabrizio
Mercoledì 20 Febbraio 2008 alle 11:24 am
Ciao,anch’io mi associo a chi qui sopra apprezza la nuova veste grafica.l’uso del bianco come sfondo e la nuova foto con botte rendono il tutto più leggero,più arioso.
Mercoledì 20 Febbraio 2008 alle 12:10 pm
Ares
md… io non posso farti i complimenti: ho visto sempre la stessa grafica a sfondo bianco.. ogni tanto ho visto anche la versione in nero…. credo che dipenda da qualche codice di conversione che dalla mia rete non viene letto o viene letto solo qualche volta… spero di vedere la nuova versione nel suo aspetto originale…. l’importante e’ che i contenuti non cambino di spessore.. per il resto qualunque grafica per me va bene. BUON LAVORO…sto’ distibuendo l’indirizzo del tuo blog a tutte le mie conoscenze, nessuno a mai scritto ma tutti afermano che sia un buon blog ..BUON BLOG..BUON BLOG
Mercoledì 20 Febbraio 2008 alle 12:25 pm
Questa veste grafica la trovo preferibile. Mi piace l’idea di una specie di enciclopedia di MD sulla filosofia per quelli come me che, come amo dire spesso lol, non sono del ramo.
Il tuo blog mi piace quindi continua così.
Ciao, Daniele
Mercoledì 20 Febbraio 2008 alle 3:20 pm
Grazie a tutti!!!
Mercoledì 20 Febbraio 2008 alle 5:08 pm
Sì sì, di fronte a questa nuova pagina si ha come l’impressione di essere usciti dalla caverna. (!)
Come qualcosa che è stato in incubazione per un certo periodo dopodichè all’improvviso esce alla luce. Il contrasto è forte. I miei errori risultano ora più evidenti. Mi consola pensare che la verità (secondo Vico, mi par di ricordare) non sia che il cammino dell’errore. Ma anche che la verità sia l’intero del cammino.
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Colgo l’occasione per segnalare il Festival di Filosofia “Filosofarti”, a Gallarate dal 2 al 10 marzo 2008.
Tra gli altri, ci saranno incontri con Gianni Vattimo, Carlo Sini, Enrico Berti e Salvatore Natoli.
Il programma è consultabile al sito:
http://www.fondazioneculturalegallarate.it/
Mercoledì 20 Febbraio 2008 alle 6:42 pm
Il bello dei blog è che sai come e quando comincia, ma non immagini dove vai a finire. E’ forse una delle attività più stimolanti da un punto di vista intellettuale perchè permette un confronto continuo e, soprattutto, non si smette mai di pensare.
La scrittura una neo-oralità? Chissà. Stranamente però solo ora, nell’epoca del digitale si è recuperata una perduta abitudine per lo scrivere ragionato che, sicuramente aiuta: scripta manent.
Michelangelo
PS. bella veste grafica, è come se avessi aperto gli scuri sul buio del blog precedente!
Mercoledì 20 Febbraio 2008 alle 7:00 pm
Grazie Michelangelo!
Quando parlavo di neo-oralità pensavo alla filosofia dialogica delle origini, quella in cui la scrittura era collaterale, da tenere ai margini se non addirittura da rifiutare. Il dialogo permesso dal blog, che come giustamente sottolinei è oggi un’attività tra le più stimolanti, si pone forse in un’area intermedia tra scrittura (solipsistica e tradizionale: quella del libro, insomma) e scambio dialogico continuo.
Ma forse è un’altra cosa ancora…