Ieri durante un incontro con dei ragazzi di quinta elementare, ho presentato un libro dell’editore Orecchio Acerbo intitolato Il libro sbilenco. Prima però di rivelarne il contenuto, ho chiesto loro di immaginarlo. Ne è nata una discussione semifilosofica e semiseria sull’opposizione dritto/storto che è durata per ben mezz’ora. Come si possa discutere per tutto questo tempo, con venti ragazzini, di una parola del genere rimane per me misterioso – e, appunto, piuttosto sbilenco. Sta di fatto che si è cominciato col parlare di corpi, di espressioni, di figure, di spazio, per poi finire con le azioni, l’ondeggiare della mente, e perfino la schizofrenia: “io sono sbilenco – ha esclamato un ragazzino – perché sono ora in un modo e subito dopo in un altro”. Evidentemente la percezione dell’ortopedia antropologica, etica e sociale e della sua trasgressione è ben chiara nei suoi termini concettuali fin dalla più giovane età – attenzione, non solo in termini pratici ma anche astratti e teorici.
Tant’è vero che mostrare lo splendido “silent book” L’albero di Iela Mari sull’alternanza delle stagioni ha generato l’esibizione di fronte a me del procedimento logico di induzione, se è vero che nel giro di pochi minuti dai termini empirici e naturalistici, i miei teneri uditori sono disinvoltamente passati ad utilizzare concetti come “ciclo”, “processo”, “infinito”, “ciclicità di nascita e morte”, e simili.
Ma non è finita. Se ancora qualcuno può avere dei dubbi, subito dopo, nel presentare un altro libro bislacco sempre di Orecchio Acerbo intitolato Niente, una storia divertente sulla vacuità della pubblicità, i fanciulli hanno bellamente glissato sullo specifico e, temerari, si sono lanciati nel cercare di definire quel concetto tanto strano e a sua volta sbilenco che è il nulla: qualcuno ha provato ad immaginare il vuoto, l’invisibile, il tutto che sparisce, e così via. Il niente non c’è eppure c’è, dato che se ne parla: paradosso quantomai strano. E si sono così resi conto che nelle espressioni che utilizzano ogni giorno il niente c’è eccome, anzi pullula. “Che cosa hai fatto oggi a scuola?” si sentono chiedere di solito dai genitori, e la risposta è sempre la stessa: “Ma… niente!”. Appunto.
(Il booktrailer del “Libro sbilenco” è su youtube)

Venerdì 28 Marzo 2008 alle 2:58 pm
AaaaaAres
Che meraviglia!!!..
md… ma ti pagano per fare queste lezioni ai bambini di 10 anni?
Venerdì 28 Marzo 2008 alle 3:06 pm
““Che cosa hai fatto oggi a scuola?” si sentono chiedere di solito dai genitori, e la risposta è sempre la stessa: “Ma… niente!”. Appunto.”
ovvero … niente di bello, niente di divertente, niente di interessante, niente che mi abbia stupito, niente di niente … la solita noiosa barba di tutti i giorni … insomma ?
Venerdì 28 Marzo 2008 alle 8:10 pm
@Ares: alcune le sto facendo come bibliotecario, dunque è “lavoro” (anche se divertente), ma direi che per il 90% di queste attività (compresa la preparazione) non ho visto una sola lira
@Milena: per qualcuno può anche essere così, ma per la maggior parte di quella classe direi di no, e in qualche caso potrebbe persino esserci una difesa gelosa di cose che sentono come proprie, da non condividere con gli adulti
Sabato 29 Marzo 2008 alle 1:02 am
@md
ovviamente non mi riferivo a quella classe … mi sono solo ricordata che mio figlio Riccardo rispondeva sempre così, alle elementari, quando glielo domandavo.
“Cosa hai fatto oggi a scuola?”. “Niente”. Poi per un po’ ho smesso di chiederglielo. Almeno fino alle superiori, quando ha cominciato a darmi qualche rispostuccia più entusiasta.
E devo dire che sono stata molto delusa dagli stimoli che la scuola ha potuto offrire ai miei figli, e non solo ai miei figli. E’ un discorso molto lungo, ma qualche volta sembra proprio che le attività scolastiche a qualcuno scivolino addosso come l’acqua sul marmo.
Ma forse è anche vero che è una questione di carattere. C’è chi racconta tutto e chi, come dici, è geloso, o introverso.
Ora che siamo entrambi adulti, però, io e Riccardo abbiamo una buona confidenza. E’ pericoloso iniziare a parlare, fra me e lui, non si sa mai dove andremo a finire
Sabato 29 Marzo 2008 alle 10:42 am
@Milena: che bello!
E’ vero, sulla scuola ci sarebbe un discorso lunghissimo da fare. A volte cerco di immaginare come la si potrebbe rifare da capo e ripensare dalla fondamenta, chiamandola anche in un altro modo, e mi vengono le vertigini.
Lunedì 31 Marzo 2008 alle 10:42 am
Ares
Basterebbe che vi fossero insegnanti ingamba e preparati… poi tutte le difficolta’ organizzative della scuola si supererebbero.. io su 25/30 insegnanti che ho cambiato, solo 3 erano brave e preparate… garda caso erano 3 donne; … diversissime tra loro: la Trentini/Albanello di italiano, era una donna senza eta’, tra i 60 e gli 80 anni…. la Radice era di biologia, 40 anni..prendeva le rane e gli scarafaggi con le mani.. poi cera la simpaticissima e giovanissima Guia di matematica(la definivo la filosofa)… che e’ riuscita a farmi recuperare in un solo anno le lacune accmulate nei due anni precedenti.. sono stato fortunatissimo!!..
Gli insegnanti maschi.. per la maggior parte erano frustrati o eccessivamente e ingiustificatamente severi…. una tristezza d’uomini..
Giovedì 3 Aprile 2008 alle 7:29 pm
io sono uno di quei bambini di dieci anni di quinta a
Giovedì 3 Aprile 2008 alle 7:34 pm
sta roba che scrivete è un sonnifero molto potente
Giovedì 3 Aprile 2008 alle 7:55 pm
Parbleu!!!!
Giovedì 3 Aprile 2008 alle 9:08 pm
mattia sei un grande!!!!!!
(p.s. ma stanotte ho avuto una pensata: proporrò a Gabriella un piccolo esperimento filosofico nel mese di maggio, per concludere in bellezza le nostre discussioni sbilenche, e ti assicuro che saranno tutt’altro che soporifere…)
Sabato 5 Aprile 2008 alle 6:23 pm
di che si tratta?
Sabato 5 Aprile 2008 alle 8:30 pm
mattia, ti posso solo dire che c’entrano le ciliegie… ma naturalmente si tratta di una metafora… di più non posso anticipare
Lunedì 7 Aprile 2008 alle 8:36 pm
CILIEGE?!
Lunedì 7 Aprile 2008 alle 10:01 pm
sì sì, ciliegie-domande (a proposito, è corretto sia ciliegie che ciliege): hai presente il modo di dire “una ciliegia tira l’altra?” ecco, io credo che succeda la stessa cosa con le domande…
Martedì 8 Aprile 2008 alle 5:29 pm
no! con le domande RETORICHE!!!!!
Martedì 8 Aprile 2008 alle 5:55 pm
no Mattia, non ti allarmare, nessuna retorica, solo belle discussioni, vedrai!
Mercoledì 9 Aprile 2008 alle 7:07 pm
chissà che roba oooo
Venerdì 11 Aprile 2008 alle 11:15 pm
lòkxcbnmfgxòòpffffffffffffffffffffffflllllllllllllllllllllccccccccccccòb
fffffffffffffffvkvkvkckllkvlkblvckjxnlgvbòlkxlògkljbklxklbklxfgkgf
vklxgjvinbkxfgvibnxigfvjioxfiojfgvbndijofgiojbndiojfgbhfggkljkj
gkxjiogixfbhiojxfgihbijofgiohnxfjioghnojigxfhnijoxfginijfgxngpokn
giohioxiojgnhfgxipohnpofghnpkocgfpkonjgfnopkcghopkjnopkcghopkj
ghpoknkopghpokjnpokghnopkopkghpoknèpgnmP?
Venerdì 11 Aprile 2008 alle 11:16 pm
ho scritto qualcosa di lungo come mi hai detto tu
Sabato 12 Aprile 2008 alle 1:14 am
ora è tutto (lungamente) chiaro …
Sabato 12 Aprile 2008 alle 10:06 am
mattia, l’ho detto che sei un genio!
Mercoledì 16 Aprile 2008 alle 9:06 pm
si lo so lo so o so!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mercoledì 16 Aprile 2008 alle 9:06 pm
troppo modesti si lo so
Giovedì 17 Aprile 2008 alle 5:20 pm
scherzavo
Martedì 13 Maggio 2008 alle 6:07 pm
è qua che posso scrivere le grandi domande?