60 ANNI DI COSTITUZIONE – La liberazione dei bambini
Nella mia selezione bibliotecaria dei libri per ragazzi più interessanti dell’anno precedente, ne ho incontrato uno quantomai prezioso edito da Sonda, casa editrice di Casale Monferrato eticamente impegnata, intitolato Il grande libro della costituzione italiana. E’ un libro che non dovrebbe mancare in nessuna classe delle scuole elementari e medie di tutto il territorio italiano. E non solo perché ha il pregio di rivolgersi tanto ai bambini italiani che a quelli “stranieri” che frequentano le scuole italiane, ma perché nel farlo il punto di vista assunto è quello dei diritti di cittadinanza che vanno al di là della lingua e dei confini nazionali. Col risultato di aprire gli “autoctoni” all’altro, e gli “altri” all’autoctono, mettendoli in comunicazione su un piano “universale” (con tutte le virgolette del caso) che possa costituire un terreno comune e condiviso di costruzione della convivenza. Il risultato è l’essere cittadini, poco importa quali accenti, colore di pelle o etnia ci stiano dietro. Una cittadinanza che non è pura forma, ma sostanza.
Ma veniamo al libro, che si suddivide in tre sezioni.
La prima parte è dedicata ai valori della Costituzione italiana. Roberto Piumini ce li presenta con le sue parole essenziali, illustrate meravigliosamente dal compianto Emanuele Luzzati. Sono 15 le parole o i concetti chiave (lavoro, democrazia, diritti umani, uguaglianza, cultura, ricerca, dialogo, pace, ecc.). Alcune tavole di Luzzati sono delle vere e proprie reinterpretazioni, che arricchiscono e impreziosiscono il testo: il lavoro, ad esempio, viene rappresentato con la metafora dell’albero, ai cui piedi i bambini godono dei suoi frutti. Il tricolore, anziché pruriginoso motivo di retorica nazionalistica, diventa occasione di festa. E sentite Piumini come ce lo rappresenta:
“Verde come pianura a primavera e le foreste di Alpi e Appennini: ma allora non distese di cemento, cavalcavia e brutti magazzini. Rosso come la fiamma dei vulcani, le fragole, le rose e i papaveri: ma allora non discariche abusive, quartieri tristi come dei cadaveri. Bianco come la neve dell’inverno, la nuvola in cielo, illuminata, ma allora non il buio del degrado, l’aria malsana, grigia e inquinata”.
La seconda parte riporta per intero i 54 articoli che costituiscono i principi fondamentali della costituzione, e lo fa in ben dodici lingue: albanese, arabo, cinese, ebraico, francese, inglese, portoghese, rumeno, russo, spagnolo, tedesco, oltre all’italiano. Così il ripudio della guerra affermato dall’articolo 11, in portoghese suona: “A Italia repudia a guerra com instrumento de ofensa à liberdade dos outros povos e como mejo de resoluҫao das controversias internacionais”; mentre il diritto di asilo dello straniero sancito dall’articolo 10, in rumeno diventa: “Strainul caruia ii este interzisa in tara sa exercitarea efectiva a libertatilor democratice garantate de Constitutia italiana are dreptul de azil per teritoriul Republicii, in conformitate cu conditiile stabilite de lege”.
La terza parte ha una valenza insieme didattica e di gioco, con schede, approfondimenti, domande aperte, proposte, quiz…
Un tempo ricordo che a scuola c’era l’ora di “educazione civica”. Ora non so che fine abbia fatto quella “materia”. A parte il fatto che la scuola dovrebbe essere costitutivamente “educazione civica” (perché se non insegna agli individui a convivere, ad accettarsi e a valorizzarsi reciprocamente non vedo che ci sta a fare), comunque tornare a parlare dei principi costituzionali non potrebbe che farle bene. Non si tratta di forma o di retorica, si tratta della sostanza della democrazia. Di vera paideia. E questo bel libro può essere uno strumento utile e prezioso per entrambe le cose.
Tag: costituzione

Martedì 29 Aprile 2008 alle 8:55 am
come sempre interessante, e culturalmente essenziale
Martedì 29 Aprile 2008 alle 10:24 am
grazie Fabrizio!
Mercoledì 9 Luglio 2008 alle 9:22 pm
da mi piazi .siete bravi.mi piazi ,mi piazi…ciaooooooooo
Giovedì 10 Luglio 2008 alle 12:46 am
bene, abbiamo stabilito un contatto anche con l’ambasciata rumena, di questi tempi non è male, ciao!!!
Giovedì 10 Luglio 2008 alle 10:37 am
Ares ^__^
ehehheheh che bello!!.. ciaoooooooo!!… come si dice “ciao” in rumeno ?