
7. Tra le foglie dell'oleandro si intravvede una striscia d'azzurro. E' così invitante, ma anche così lontana. E' forse la meta?

8. Appoggia lievemente l'orecchio sulle creature secolari, e dimmi che cosa puoi sentire...

9. Il viandante non considera mai una perdita di tempo il sostare a contemplare la bellezza.

10. Il profumo del gelsomino, l'ombra, l'acqua: talvolta un frammento di paradiso si materializza in terra nella forma semplice del ristoro.

11. Lungo il cammino però si annunciano anche i segni dell'inferno: la montagna è stata ferita dalla mania distruttiva degli umani. Il dono del fuoco si è mutato in follia nichilista.

12. Sembra che la meta sia stata guadagnata. I sandali sono impolverati e le membra stanche desiderano immergersi nelle acque cristalline del Mediterraneo. Ma laggiù all'orizzonte si stagliano nuovi profili. Parrebbe un'isola. E se si provasse a raggiungerla?
Tag: fotografia, metafore
Venerdì 9 Gennaio 2009 alle 4:20 pm
Certo viaggiare è una cosa meravigliosa… non tanto per dove si arriva ma per ciò che si incontra viaggiando, l’essenza del viaggio sta nella possibilità di vedere quante cose meravigliose ci sono in questo mondo. Le persone spesso non si rendono conto di quanta meraviglia questa vita offre loro… ogni giorno, ogni luogo, sanno regalare meraviglie nuove, emozioni diverse, esperienze uniche. E da tutto si impara, da tutto si capisce che questo mondo è pieno di opportunità e questa vita ha davvero tanto da offrirci.
Venerdì 30 Gennaio 2009 alle 6:29 pm
c’è bellezza e dolore, in queste foto, come nella visione che ho ad ogni viaggio in Sicilia
la n.8 è quella che preferisco – l’ulivo come incontrodi storia umana e natura, del sacro e del focolare, di Atena e di Efesto, dell’altare e della “froggia” (gli antichi fabbri forgiatori usavano per la fusione dei metalli bruciare la sansa delle olive macinate)
ciao, e.
ti segnalO questo mio poemetto su LPELS
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/01/29/prova-delle-madri/
Venerdì 30 Gennaio 2009 alle 8:06 pm
grazie Enrico, lo leggerò senz’altro