Una sera, persero la stella, come mai?
Per averla troppo guardata.
I due re bianchi erano sapienti di Caldea,
tracciavano a terra cerchi con il bastone.
Facevano calcoli, si grattavano il mento.
Ma la stella era fuggita, come fugge un’idea.
E quegli uomini la cui anima aveva sete di guida,
piansero, mentre alzavano tende di cotone.
Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri due,
si disse: «pensiamo anche a una sete che non sia la nostra:
bisogna dare da bere agli animali».
E mentre teneva in mano il secchio,
nell’umile spicchio di cielo in cui bevevano i cammelli,
vide la stella d’oro, che danzava in silenzio.
(Edmond Rostand, La stella)

sabato 24 dicembre 2011 alle 2:17 pm
Tanti cari auguri di buone feste e buon natale, caro Mario
e che la stella, luminosa e sovrana, ci guidi sempre!
C.
sabato 24 dicembre 2011 alle 2:57 pm
è bella questa poesia
… e che una stella possa danzare nelle più umili cose che facciamo …
auguriamoci tutti quanti
milena
domenica 25 dicembre 2011 alle 12:50 am
auguriamocelo, cara Carla e cara Milena
domenica 25 dicembre 2011 alle 10:24 pm
che bella…. grazie mario un abbraccio caldo
domenica 25 dicembre 2011 alle 11:28 pm
anche a te Cristina!
lunedì 26 dicembre 2011 alle 12:23 pm
chissà se conosci anche le opere di cui parlo nel mio ultimo post…
lunedì 26 dicembre 2011 alle 3:42 pm
Dissento da questa contagiosa melassa natalizia! Intanto il nero é pur sempre un re, e per povero che sia starà sempre meglio di uno dei suoi sudditi, e poi gli é andata a culo: metti che guardasse per un momento dall’altra parte, e addio stella cometa. E poi perché gli altri due avrebbero dovuto disprezzarlo? E’ per la solita storia del colore della pelle? C’era già il k.k.klan? Oppure il disprezzo nasceva da screzi dinastici ancora oggi sconosciuti? Si sa come sono i re: tutti culo e camicia, ma basta un niente per farsi la guerra, tanto a crepare son sempre gli stessi! Son domande da togliere il sonno, e voi state lì a farvi gli auguri! Ho finito, anzi é finito l’effetto delle mie medicine…un caro saluto a tutte/i.