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	<title>Commenti per La Botte di Diogene - blog filosofico</title>
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		<title>Commenti su La dittatura delle immagini di md</title>
		<link>http://mariodomina.wordpress.com/2009/11/23/la-dittatura-delle-immagini/#comment-5887</link>
		<dc:creator>md</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 16:36:35 +0000</pubDate>
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		<description>Riporto due citazioni riportate da Cristina a questo stesso post, ma nella pagina di facebook (lo dico piano perché detesto abbastanza quel soffocante social network, ma i contenuti del mio blog compaiono  e vengono commentati anche di là):

&quot;L&#039;occhio domina il nostro mondo, sfociando nella frenesia delle immagini che, stratificate, perdono il loro senso: alla maggior parte della gente le immagini orrorifiche appaiono appunto vuote, finte, come le immagini di film cruenti. &quot;(&gt;&gt;Baudrillard).
&quot;Dare ascolto ai sensi più lenti e profondi, che danno vera percezione dell&#039;alterità, potrebbe essere una risposta&quot; (&gt;&gt;Herder, &quot;Plastica&quot;).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto due citazioni riportate da Cristina a questo stesso post, ma nella pagina di facebook (lo dico piano perché detesto abbastanza quel soffocante social network, ma i contenuti del mio blog compaiono  e vengono commentati anche di là):</p>
<p>&#8220;L&#8217;occhio domina il nostro mondo, sfociando nella frenesia delle immagini che, stratificate, perdono il loro senso: alla maggior parte della gente le immagini orrorifiche appaiono appunto vuote, finte, come le immagini di film cruenti. &#8220;(&gt;&gt;Baudrillard).<br />
&#8220;Dare ascolto ai sensi più lenti e profondi, che danno vera percezione dell&#8217;alterità, potrebbe essere una risposta&#8221; (&gt;&gt;Herder, &#8220;Plastica&#8221;).</p>
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		<title>Commenti su Aforisma 23 di md</title>
		<link>http://mariodomina.wordpress.com/2009/11/18/aforisma-23/#comment-5886</link>
		<dc:creator>md</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:57:29 +0000</pubDate>
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		<description>@milena:
anch&#039;io non sapevo chi fosse Péri, ho trovato qualcosa nell&#039;edizione francese di wikipedia.
Non c&#039;è una ragione particolare per cui ho riportato quel verso, semplicemente mi piaceva, anche se magari decontestualizzato suona in maniera diversa. Ma lì dov&#039;è è, appunto, fuori contesto.
Grazie per le interessanti citazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@milena:<br />
anch&#8217;io non sapevo chi fosse Péri, ho trovato qualcosa nell&#8217;edizione francese di wikipedia.<br />
Non c&#8217;è una ragione particolare per cui ho riportato quel verso, semplicemente mi piaceva, anche se magari decontestualizzato suona in maniera diversa. Ma lì dov&#8217;è è, appunto, fuori contesto.<br />
Grazie per le interessanti citazioni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Aforisma 23 di milena</title>
		<link>http://mariodomina.wordpress.com/2009/11/18/aforisma-23/#comment-5885</link>
		<dc:creator>milena</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:16:57 +0000</pubDate>
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		<description>@md: ho notato che hai riportato in cima al blog la frase di Gabriel Péri, “Preparerò tra poco dei domani che cantano”. Io non sapevo nemmeno chi fosse Gabriel Pèri, e anche dopo una breve ricerca non ne so molto di più. Ovviamente la mia attenzione si era soffermata più su quel “quando mi volgo attorno, non odo canti, ma ruggiti”, anche se non voglio perdere la speranza che possano esistere “dei domani che cantano”. Ma siccome non voglio limitarmi ad immaginare il motivo per cui hai deciso di mettere in cima al blog proprio quella frase, ti chiedo  di esprimerti a tal proposito, se non ti dispiace</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@md: ho notato che hai riportato in cima al blog la frase di Gabriel Péri, “Preparerò tra poco dei domani che cantano”. Io non sapevo nemmeno chi fosse Gabriel Pèri, e anche dopo una breve ricerca non ne so molto di più. Ovviamente la mia attenzione si era soffermata più su quel “quando mi volgo attorno, non odo canti, ma ruggiti”, anche se non voglio perdere la speranza che possano esistere “dei domani che cantano”. Ma siccome non voglio limitarmi ad immaginare il motivo per cui hai deciso di mettere in cima al blog proprio quella frase, ti chiedo  di esprimerti a tal proposito, se non ti dispiace</p>
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		<title>Commenti su La dittatura delle immagini di milena</title>
		<link>http://mariodomina.wordpress.com/2009/11/23/la-dittatura-delle-immagini/#comment-5884</link>
		<dc:creator>milena</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:15:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://mariodomina.wordpress.com/?p=3709#comment-5884</guid>
		<description>Le immagini dell’orrore (variamente commentate)  ci raggiungono mentre magari stiamo comodamente seduti nelle nostre poltrone. Se riuscissimo a tralasciare i commenti dei giornalisti e prendere le sole immagini mute, credo che, anche da sole, queste immagini griderebbero l’orrore della violenza. 
Ognuno di noi poi le interpreterebbe a suo modo, con gli strumenti di cui dispone per interpretare il mondo. Per qualcuno griderebbero vendetta, per altri giustizia, per altri ancora pietà o compassione. O forse un po’ di tutte queste cose insieme.
Comunque ogni immagine, anche nel caso non si possa negare che sia vera, può mostrare solo qualche frammento, qualche aspetto della realtà. Come dire che di un corpo, mettiamo il caso di un cubo che ci stia di fronte, ne possiamo scorgere tre lati, e mai tutti i sei lati contemporaneamente. Così è la verità</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le immagini dell’orrore (variamente commentate)  ci raggiungono mentre magari stiamo comodamente seduti nelle nostre poltrone. Se riuscissimo a tralasciare i commenti dei giornalisti e prendere le sole immagini mute, credo che, anche da sole, queste immagini griderebbero l’orrore della violenza.<br />
Ognuno di noi poi le interpreterebbe a suo modo, con gli strumenti di cui dispone per interpretare il mondo. Per qualcuno griderebbero vendetta, per altri giustizia, per altri ancora pietà o compassione. O forse un po’ di tutte queste cose insieme.<br />
Comunque ogni immagine, anche nel caso non si possa negare che sia vera, può mostrare solo qualche frammento, qualche aspetto della realtà. Come dire che di un corpo, mettiamo il caso di un cubo che ci stia di fronte, ne possiamo scorgere tre lati, e mai tutti i sei lati contemporaneamente. Così è la verità</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Transanimali di Luciano</title>
		<link>http://mariodomina.wordpress.com/2009/11/13/transanimali/#comment-5883</link>
		<dc:creator>Luciano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:32:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://mariodomina.wordpress.com/?p=3534#comment-5883</guid>
		<description>Salve.
Certo che no. Però io mi limitavo a dire che questa dicotomia animale/uomo come buono/cattivo in realtà non necessariamente sussiste. Poi tutto evolve, ma secondo me per governare l&#039;evoluzione bisogna capire quale sia il punto di partenza. Solo così si arriverà al corretto punto di arrivo. Poi se ci pensi bene, riguardo al forzare i nostri limiti biologici, noi lo facciamo da sempre e questo è proprio dovuto alla nostra capacità di creare un concetto che quando non rimane soltanto astratto ha delle indubbie ricadute sul nostro comportamento. Anche se alla fine spesso quando ci sembra di essercene affrancati i nostri limiti tornano sotto mentite spoglie. Guarda ad esempio la disputa tra nomos e physis, cioé tra diritto sociale e diritto (lasciamelo passare) naturale costituito dalla legge del più forte. Si dice che la nascita del diritto abbia appunto sconfitto la legge naturale perché il più debole può veder vinte le sue ragioni, ma se guardi bene chi fa valere queste ragioni? Lo stato. E lo stato non è forse il più forte?

A presto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve.<br />
Certo che no. Però io mi limitavo a dire che questa dicotomia animale/uomo come buono/cattivo in realtà non necessariamente sussiste. Poi tutto evolve, ma secondo me per governare l&#8217;evoluzione bisogna capire quale sia il punto di partenza. Solo così si arriverà al corretto punto di arrivo. Poi se ci pensi bene, riguardo al forzare i nostri limiti biologici, noi lo facciamo da sempre e questo è proprio dovuto alla nostra capacità di creare un concetto che quando non rimane soltanto astratto ha delle indubbie ricadute sul nostro comportamento. Anche se alla fine spesso quando ci sembra di essercene affrancati i nostri limiti tornano sotto mentite spoglie. Guarda ad esempio la disputa tra nomos e physis, cioé tra diritto sociale e diritto (lasciamelo passare) naturale costituito dalla legge del più forte. Si dice che la nascita del diritto abbia appunto sconfitto la legge naturale perché il più debole può veder vinte le sue ragioni, ma se guardi bene chi fa valere queste ragioni? Lo stato. E lo stato non è forse il più forte?</p>
<p>A presto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La dittatura delle immagini di Luciano</title>
		<link>http://mariodomina.wordpress.com/2009/11/23/la-dittatura-delle-immagini/#comment-5882</link>
		<dc:creator>Luciano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:20:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://mariodomina.wordpress.com/?p=3709#comment-5882</guid>
		<description>Salve.

Credo che la spiegazione sia da ricercare in due fattori:
1) Il senso della vista è la nostra modalità percettiva principale e su di essa (o intorno se preferisci) si è sviluppata in modo massiccio la nostra capacità espressiva di rappresentazione e informazione.

2) L&#039;esistenza nelle nostre strutture cerebrali (non siamo i soli ma in noi appaiono assolutamente peculiari) dei cosiddetti neuroni specchio che ci permettono di &quot;metterci nei panni degli altri&quot; e quindi sentire,seppur in modo indiretto, quello che proveremmo noi nel avere detrminate esperienze.

Per inciso quello che mi preme rilevare a proposito della filosofia greca è che l&#039;importanza della stessa è non già il fatto di essere stata introdotta dai Greci appunto ma il fatto che essi la posero per la prima volta in forma scritta. L&#039;importanza della scrittura nello sviluppo della mente umana è fondamentale, perché con l&#039;ausilio della teoria in forma scritta ha fatto si che potesse essere non solo discussa ma soprattutto conservata. Di fatto rappresenta, anche se non solo in questo caso, l&#039;evoluzione che ci ha permesso il passaggio dauna cultura esclusivamente orale ad una chirografica, ovvero alla possibilità per tutti (anche se sappiamo che lo fu solo in via teorica) di accedere alla cultura.

A presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve.</p>
<p>Credo che la spiegazione sia da ricercare in due fattori:<br />
1) Il senso della vista è la nostra modalità percettiva principale e su di essa (o intorno se preferisci) si è sviluppata in modo massiccio la nostra capacità espressiva di rappresentazione e informazione.</p>
<p>2) L&#8217;esistenza nelle nostre strutture cerebrali (non siamo i soli ma in noi appaiono assolutamente peculiari) dei cosiddetti neuroni specchio che ci permettono di &#8220;metterci nei panni degli altri&#8221; e quindi sentire,seppur in modo indiretto, quello che proveremmo noi nel avere detrminate esperienze.</p>
<p>Per inciso quello che mi preme rilevare a proposito della filosofia greca è che l&#8217;importanza della stessa è non già il fatto di essere stata introdotta dai Greci appunto ma il fatto che essi la posero per la prima volta in forma scritta. L&#8217;importanza della scrittura nello sviluppo della mente umana è fondamentale, perché con l&#8217;ausilio della teoria in forma scritta ha fatto si che potesse essere non solo discussa ma soprattutto conservata. Di fatto rappresenta, anche se non solo in questo caso, l&#8217;evoluzione che ci ha permesso il passaggio dauna cultura esclusivamente orale ad una chirografica, ovvero alla possibilità per tutti (anche se sappiamo che lo fu solo in via teorica) di accedere alla cultura.</p>
<p>A presto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Transanimali di md</title>
		<link>http://mariodomina.wordpress.com/2009/11/13/transanimali/#comment-5881</link>
		<dc:creator>md</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:09:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://mariodomina.wordpress.com/?p=3534#comment-5881</guid>
		<description>Sai bene Luciano che concordo solo su una parte delle tue considerazioni, e cioè quelle che ci avvicinano all&#039;animalità (certo che siamo animali!), ma non sull&#039;altra, quella che ci preclude la possibilità di forzare alcuni limiti della nostra base biologica (certo non tutti), non solo teoricamente ma anche praticamente.
E di fatti, tanto per fare un esempio minuscolo, non è possibile (almeno per ora) evitare di alimentarsi di altri esseri viventi, ma si può scegliere se farlo un po&#039; più razionalmente, essendo abbastanza inutile nutrirsi di animali che a loro volta si nutrono di vegetali...
Il fatto poi che la &quot;proprietà&quot; derivi da elementi territoriali (cosa indubbia), con la connessa questione dell&#039;estraneità, non vuol certo dire che le costruzioni sociali e politiche debbano necessariamente rispettare quel dato originario e che non possano invece riplasmare abitudini e modi di accedere alle risorse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sai bene Luciano che concordo solo su una parte delle tue considerazioni, e cioè quelle che ci avvicinano all&#8217;animalità (certo che siamo animali!), ma non sull&#8217;altra, quella che ci preclude la possibilità di forzare alcuni limiti della nostra base biologica (certo non tutti), non solo teoricamente ma anche praticamente.<br />
E di fatti, tanto per fare un esempio minuscolo, non è possibile (almeno per ora) evitare di alimentarsi di altri esseri viventi, ma si può scegliere se farlo un po&#8217; più razionalmente, essendo abbastanza inutile nutrirsi di animali che a loro volta si nutrono di vegetali&#8230;<br />
Il fatto poi che la &#8220;proprietà&#8221; derivi da elementi territoriali (cosa indubbia), con la connessa questione dell&#8217;estraneità, non vuol certo dire che le costruzioni sociali e politiche debbano necessariamente rispettare quel dato originario e che non possano invece riplasmare abitudini e modi di accedere alle risorse.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Transanimali di Luciano</title>
		<link>http://mariodomina.wordpress.com/2009/11/13/transanimali/#comment-5880</link>
		<dc:creator>Luciano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:30:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://mariodomina.wordpress.com/?p=3534#comment-5880</guid>
		<description>Salve a tutti.

Che post succulento questo qui. Alla fine si ritorna sempre alla questione se siamo o no diversi dagli animali. Ma no che non lo siamo...io l&#039;ho sostenuto mille volte, siamo dei Primati, cugini, per così dire, di Scimpanzé e Bonobo. E ognuna delle specie che popolano questo pianeta ha le proprie caratteristiche che ne evidenziano la peculiarità animale. Noi abbiamo il linguaggio, la capacità di usare l&#039;analogia per creare simboli che ci hanno permesso di generare concetti astratti. L&#039;errore che compiono in molti è quello di voler vedere nelle altre specie caratteristiche che ci sono proprie. Come ad esempio inorridire per il leone che impietosamente uccide la gazzella per mangiare e non pensare che noi facciamo lo stesso con polli, mucche, conigli, etc, etc. Anche con i vegetali con buona pace dei vedetariani/vegani. Il leone non è impietoso con la gazzella, come l&#039;uomo non è pietoso con ciò che mangia. Si dice che noi siamo l&#039;unica specie dedita al male...ma noi non sappiamo se anche in altre specie esistano animali che rispondano ai nostri criteri per definire la malvagità. Qualcuno all&#039;inizio ha parlato dell&#039;accoglienza. Il problema è molto più complesso di quel che può sembrare a prima vista. L&#039;uomo, per sua natura, ha la capacità di astrarre e di creare da un fatto determinato dall&#039;esperienza un concetto che può essere esteso ad altri ambiti.Voi direte che cosa c&#039;entra? C&#039;entra per il fatto che l&#039;uomo come molti animali (credo quasi tutti, ma non sono un etologo) possiede il concetto di territorio e della difesa delle risorse atte alla propria esistenza. Si può dire di no, ma io credo che il concetto stesso di proprietà derivi da quello (nel senso che ne costituisce la radice, evoluta e adattata nel tempo fino ad arrivare al concetto che noi conosciamo). Ora provate a ragionare con parametri umani a quel che significa ciò che succede quando un nuovo individuo si presenta nel territorio di un altro animale o gruppo di animali. Non c&#039;è condivisione, non c&#039;è accoglienza. Noi siamo animali come le altre specie ma pensiamo di essere diversi perché indossiamo i vestiti, andiamo agli aperitivi etc. etc.

A presto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti.</p>
<p>Che post succulento questo qui. Alla fine si ritorna sempre alla questione se siamo o no diversi dagli animali. Ma no che non lo siamo&#8230;io l&#8217;ho sostenuto mille volte, siamo dei Primati, cugini, per così dire, di Scimpanzé e Bonobo. E ognuna delle specie che popolano questo pianeta ha le proprie caratteristiche che ne evidenziano la peculiarità animale. Noi abbiamo il linguaggio, la capacità di usare l&#8217;analogia per creare simboli che ci hanno permesso di generare concetti astratti. L&#8217;errore che compiono in molti è quello di voler vedere nelle altre specie caratteristiche che ci sono proprie. Come ad esempio inorridire per il leone che impietosamente uccide la gazzella per mangiare e non pensare che noi facciamo lo stesso con polli, mucche, conigli, etc, etc. Anche con i vegetali con buona pace dei vedetariani/vegani. Il leone non è impietoso con la gazzella, come l&#8217;uomo non è pietoso con ciò che mangia. Si dice che noi siamo l&#8217;unica specie dedita al male&#8230;ma noi non sappiamo se anche in altre specie esistano animali che rispondano ai nostri criteri per definire la malvagità. Qualcuno all&#8217;inizio ha parlato dell&#8217;accoglienza. Il problema è molto più complesso di quel che può sembrare a prima vista. L&#8217;uomo, per sua natura, ha la capacità di astrarre e di creare da un fatto determinato dall&#8217;esperienza un concetto che può essere esteso ad altri ambiti.Voi direte che cosa c&#8217;entra? C&#8217;entra per il fatto che l&#8217;uomo come molti animali (credo quasi tutti, ma non sono un etologo) possiede il concetto di territorio e della difesa delle risorse atte alla propria esistenza. Si può dire di no, ma io credo che il concetto stesso di proprietà derivi da quello (nel senso che ne costituisce la radice, evoluta e adattata nel tempo fino ad arrivare al concetto che noi conosciamo). Ora provate a ragionare con parametri umani a quel che significa ciò che succede quando un nuovo individuo si presenta nel territorio di un altro animale o gruppo di animali. Non c&#8217;è condivisione, non c&#8217;è accoglienza. Noi siamo animali come le altre specie ma pensiamo di essere diversi perché indossiamo i vestiti, andiamo agli aperitivi etc. etc.</p>
<p>A presto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ciclohasard! di Aldo</title>
		<link>http://mariodomina.wordpress.com/2009/11/19/ciclohasard/#comment-5879</link>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:00:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://mariodomina.wordpress.com/?p=3788#comment-5879</guid>
		<description>@Md
Resto in attesa del post, anche se quello di oggi (sulle immagini) ha agganci significativi con quel tema.
Infatti il mondo delle idee rigurda proprio le immagini che il nostro cervello memorizza. E&#039; il vedere (idein) che ci consente di immaginare. Direi tutto molto lineare e per nulla iperuranico. Di Damasio io ho letto solo “L’errore di Cartesio” e mi è parso con-vincente.
Penso che con le neuroscienze si potrà superare definitivamente Cartesio, il dualismo platonico, l&#039;imperativo categorico di Kant e lo spirito Assoluto di Hegel ed uscire a &quot;riveder le stelle&quot;, riunificando spinozianamente mente e cervello, moralità e utilità. Sono le condizioni materiali della vita (biologica) ha dettare l&#039;agenda del pensiero, come ci insegnava il buon Marx, e poi Darwin e Nietzsche ... Al filosofo non resta che rispondere alla domanda fondamentale: perchè l&#039;essere e non il nulla? 
Ma questa è un altra storia ... tutta riconducibile alle ricerche delle scienze fisiche. Non ci resta che attendere.
A presto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Md<br />
Resto in attesa del post, anche se quello di oggi (sulle immagini) ha agganci significativi con quel tema.<br />
Infatti il mondo delle idee rigurda proprio le immagini che il nostro cervello memorizza. E&#8217; il vedere (idein) che ci consente di immaginare. Direi tutto molto lineare e per nulla iperuranico. Di Damasio io ho letto solo “L’errore di Cartesio” e mi è parso con-vincente.<br />
Penso che con le neuroscienze si potrà superare definitivamente Cartesio, il dualismo platonico, l&#8217;imperativo categorico di Kant e lo spirito Assoluto di Hegel ed uscire a &#8220;riveder le stelle&#8221;, riunificando spinozianamente mente e cervello, moralità e utilità. Sono le condizioni materiali della vita (biologica) ha dettare l&#8217;agenda del pensiero, come ci insegnava il buon Marx, e poi Darwin e Nietzsche &#8230; Al filosofo non resta che rispondere alla domanda fondamentale: perchè l&#8217;essere e non il nulla?<br />
Ma questa è un altra storia &#8230; tutta riconducibile alle ricerche delle scienze fisiche. Non ci resta che attendere.<br />
A presto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La dittatura delle immagini di Vincenzo Cucinotta</title>
		<link>http://mariodomina.wordpress.com/2009/11/23/la-dittatura-delle-immagini/#comment-5877</link>
		<dc:creator>Vincenzo Cucinotta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 10:52:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://mariodomina.wordpress.com/?p=3709#comment-5877</guid>
		<description>Vorrei obiettare sul far coincidere pensiero e razionalità, che mi pare stia un po&#039; alla base della domanda che poni nel post. 
Partirei da Platone. Nel mio libro, avanzo un&#039;ipotesi che credo originale: lo sviluppo della filosofia greca a cui tanto dobbiamo, rispondeva ad un&#039;esigenza prioritaria, quella dello sviluppo dello stesso linguaggio. 
La vera preoccupazione di Platone a me pare sia di ordine semantico-lessicale, nel senso che è pressocchè impossibile distinguere nella sua filosofia le idee dalle parole. Quando quindi egli si appella a un mondo delle idee, difatti rivendica un&#039;abilità delle parole, e cioè del linguaggio a riprodurre la realtà. Portando il suo ragionare alle estreme conseguenze, è in qualche misura costretto a concludere che una cosa detta è più vera di una reale, con conseguenze che sappiamo enormi su tutto il pensiero occidentale. MD non me ne voglia, ma questo stesso blog non potrebbe neanche esistere senza Platone, giacchè è evidente che la gran parte delle questioni filosofiche sono in definitiva questioni linguistiche, anche se bisognò attendere il ventesimo secolo perchè ciò apparisse chiaro. 
La razionalità è una categoria difficilmente definibile. Credo che si intenda in definitiva un pensiero che corrisponda a delle regole logiche. D&#039;altra parte, le regole logiche infine non sono che regole del linguaggio, non dissimili dalle regole sintattiche. Quindi, il cerchio si chiude: la razionalità è la coerenza nel linguaggio, e quindi il punto fondamentale sta tutto nell&#039;accettazione dlele regole lessicali, così da poter attribuire alle cose dette il privilegio di essere vere, anzi direi perfino il monopolio della verità. Nel mio libro, difatti, io distinguo nettamente la verità dalla realtà, perchè sono convinto che la verità è una categoria applicabile soltanto alla sfera linguistica. 

Sulla questione poi delle immagini nel mondo in cui viviamo, ci sarebbe tanto da dire: forse, in un successivo intervento...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei obiettare sul far coincidere pensiero e razionalità, che mi pare stia un po&#8217; alla base della domanda che poni nel post.<br />
Partirei da Platone. Nel mio libro, avanzo un&#8217;ipotesi che credo originale: lo sviluppo della filosofia greca a cui tanto dobbiamo, rispondeva ad un&#8217;esigenza prioritaria, quella dello sviluppo dello stesso linguaggio.<br />
La vera preoccupazione di Platone a me pare sia di ordine semantico-lessicale, nel senso che è pressocchè impossibile distinguere nella sua filosofia le idee dalle parole. Quando quindi egli si appella a un mondo delle idee, difatti rivendica un&#8217;abilità delle parole, e cioè del linguaggio a riprodurre la realtà. Portando il suo ragionare alle estreme conseguenze, è in qualche misura costretto a concludere che una cosa detta è più vera di una reale, con conseguenze che sappiamo enormi su tutto il pensiero occidentale. MD non me ne voglia, ma questo stesso blog non potrebbe neanche esistere senza Platone, giacchè è evidente che la gran parte delle questioni filosofiche sono in definitiva questioni linguistiche, anche se bisognò attendere il ventesimo secolo perchè ciò apparisse chiaro.<br />
La razionalità è una categoria difficilmente definibile. Credo che si intenda in definitiva un pensiero che corrisponda a delle regole logiche. D&#8217;altra parte, le regole logiche infine non sono che regole del linguaggio, non dissimili dalle regole sintattiche. Quindi, il cerchio si chiude: la razionalità è la coerenza nel linguaggio, e quindi il punto fondamentale sta tutto nell&#8217;accettazione dlele regole lessicali, così da poter attribuire alle cose dette il privilegio di essere vere, anzi direi perfino il monopolio della verità. Nel mio libro, difatti, io distinguo nettamente la verità dalla realtà, perchè sono convinto che la verità è una categoria applicabile soltanto alla sfera linguistica. </p>
<p>Sulla questione poi delle immagini nel mondo in cui viviamo, ci sarebbe tanto da dire: forse, in un successivo intervento&#8230;</p>
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	</item>
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