Chi sono

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Mario Domina

NOTA BREVE (e formale)

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio Corpi in divenire. Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola primaria Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso.
Dal 2007 gestisce il blog filosofico La Botte di Diogene.
Nel 2012 partecipa con un proprio saggio-contributo alla raccolta collettiva Corpo e rivoluzione: sulla filosofia di Luciano Parinetto, a cura di Manuele Bellini, edito da Mimesis.
E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

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NOTA MEDIA (e informale)

Che dire di me stesso? Non è mica facile parlare di sé, eppure c’è chi lo fa con grande naturalezza, persino in terza persona. Io ci provo, ma per fare l’originale uso la seconda persona!

Tu sei nato nel 1962, nella casa di tuo nonno, in un paese dei Nebrodi, all’una di notte. Al momento della nascita non respiravi, eri bluastro e cianotico, e allora l’ostetrica ti ha preso a schiaffi e sbattuto energicamente sul letto. A quel punto ti sei deciso e hai urlato e pianto (non sapevi ancora che nella nascita è inscritta anche la possibilità del rifiuto della vita…).

Sei stato costretto a emigrare, come tanti altri, fuggendo dalla miseria dell’isola, e così sei partito con tua madre nel 1964 per ricongiungerti con tuo padre che aveva cominciato a sputare sangue da qualche anno nelle fonderie lombarde. E’ un’esperienza che non hai dimenticato e che ti fa essere solidale con tutti i migranti di ieri e di oggi. Forse per il trauma subito, non hai profferito parola fino ai due anni suonati. Ma poi… beh, poi non hai taciuto più.

Grazie alla sacrosanta scuola di massa ti sei emancipato, almeno culturalmente. Naturalmente non hai potuto fare il liceo, che ai tuoi tempi era roba da sciuri, e hai dovuto ripiegare su una scuola un po’ più proletaria, l’Istituto tecnico per geometri, con profonda delusione della tua prof di lettere che ti aveva raccomandato il classico. (Era pur sempre un modo per non fare l’operaio o il magut come tuo padre…).

A 16 anni hai scoperto Dostoevskij e la lettura e non ti sei più ripreso. Così, di nascosto, sotto il banco, tenevi i Fratelli Karamazov nell’attesa di dare una svolta alla tua vita. Sempre a quell’età hai cominciato a militare nell’estrema sinistra e a partecipare ai vari collettivi, assemblee, occupazioni, scioperi e a tutto quello che di contestatario c’era in giro. Contemporaneamente sperimentavi alcune forme possibili di cristianesimo e di “vita cristiana radicale”, scoprendo così il fascino dell’ossimoro. Di lì a poco, però, avresti scelto per un ateismo ed un materialismo piuttosto radicali.

A 19 anni ti sei iscritto alla Facoltà di Lettere, all’Università Statale di Milano. Nel frattempo ti inguattavi in un posto di lavoro molto comodo, presso il Comune di Rescaldina: impiegato agli Uffici Demografici. Per ben 15 anni hai fatto quel lavoro bizzarro, come ebbe a definirlo un tuo compagno di università, per poi finalmente diventare bibliotecario nel 1998.

L’incontro con la filosofia è stato piuttosto tardivo, per la precisione nel 1984, ed è legata all’incontro con una persona – come spesso succede – che è stato così il tuo primo maestro. Giocoforza passare alla facoltà di Filosofia e, dopo lunghe traversie compresa una bella depressione, l’anno di militare più altre cosette, finalmente ti sei laureato nel 1997 con una tesi su Antropologia e politica in Jean-Jacques Rousseau. Beh, per una volta te la puoi anche tirare: 110 e lode! (e ci credo, dopo un quindicennio volevo anche vedere…)

A questo punto hai cominciato a divertirti: corsi popolari di filosofia, conferenze, seminari, la costituzione dell’Associazione filosofica Noesis, il progetto di filosofia con i bambini e, per finire, questo blog. E così il circolo si chiude.

Che altro si può dire di te? Ah sì, una volta un ragazzo palestinese ti fece una domanda strana: “che filosofo tieni?”. Naturalmente non fosti in grado di rispondere. Mettiamola così, prova ora ad elencare i filosofi e le tematiche che conosci meglio o che ti interessano di più:

vediamo… direi… i presocratici, Diogene, Platone, Aristotele, Epicuro, Spinoza, Rousseau, Kant, Hegel, Marx, Schopenhauer, Nietzsche, Jonas, Foucault, Arendt; l’antropologia filosofica (con in testa la questione della “natura umana”), la biopolitica, l’ecosofia, la filosofia della scienza, la filosofia femminista…

Ultime curiosità: sei sempre stato libertario, antirazzista, antifascista, antiautoritario e antimilitarista; uno dei discrimini che utilizzi per frequentare le persone è la loro eventuale misoginia e omofobia. Di recente sei diventato vegetariano.

Ma, soprattutto, sei finito, relativo e in perenne divenire… insomma, umano come tutti gli altri.

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NOTA LUNGA (disponibile solo quando tutto sarà compiuto…)

foto di ro_buk


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