4. L’ALTRA STANZA (ovvero dove si fuma una sigaretta, si parla d’altro, ci si sfoga un po’…)

Questa è una pagina che si colloca “fuori”, ai margini, dove ognuno potrà scrivere – negli spazi dei commenti – quel che gli pare, in maniera anarchica, senza capo né coda, e soprattutto varcando i confini delle tematiche proposte all’interno del blog. Gli unici limiti sono quelli della netiquette (che sono o dovrebbero essere poi i limiti che ci diamo quotidianamente nella discussione e nelle relazioni).

Cioè: se il blog è la stanza o il salotto dove ci si accomoda per ascoltare, discutere, chiacchierare, riflettere, ci può ben essere un’altra stanza dove chi ne ha voglia possa venire a fumarsi una sigaretta, a parlare d’altro o solo a sfogarsi. Sul genere: “che discorsi pallosi quelli che si fanno di là in salotto, proviamo a rilassarci un po’ o a cambiare genere…”.

Se poi nessuno passerà di qui, o ci passa solo raramente, poco importa. Vorrà dire che la stanza diventerà un po’ polverosa e che qua e là si formeranno alcune ragnatele. Però è bene sapere che c’è e che la porta è sempre aperta…

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457 Risposte to “4. L’ALTRA STANZA (ovvero dove si fuma una sigaretta, si parla d’altro, ci si sfoga un po’…)”

  1. Ares Says:

    Ares ^__^

    Toc..toc.. c’e’ nessuno?

    ..md.. comunque hai già limitato l’ingresso ai fumatori, se ogni volta che entro in questastanza devo uscire puzzolente di fumo, non ci entro!; ..perfortuna la finestra e’ aperta.. eh al limite li sbatto, educatamente, sul balcone… guarda che vista che c’e’!!!

  2. Ares Says:

    Ares ^__^

    Clap..clap.. si sente l’eco dei passi..hem il riecheggio?.. o rimbombo?.. va be’
    ..
    clap..clap.. ma i muri sono affrescati ?.. si un po’.. e ma qui bisogna aprire ogni tanto.. altrimenti queste muffe dell’umido rovinano tutto… vedi gia’ si sgretola…
    ..
    ops.. ho già sporcato il pavimento..

    ..

    Ah!..aaAh! .. caspita che eco!!… “in solitaria staanza piange per doglia atrooce, e il laabbro e’ seenza vooce, seenza respiiro..il seeen”.. e’ fantastica per cantarci con voce baritonale!! ^__-

  3. md Says:

    eh eh, gli è che nel salotto non si può fumare… e nell’altra stanza ve la dovrete sbrogliare voi su regole, convivenza et similia, dato che qui non vigono regole pretedeterminate, è anàrkeia allo stato puro!

  4. Hermes Says:

    … se qui siamo nell’altra stanza, nella dimensione caotica dell’essere (senza ordine), allora dobbiamo capire se le regole abbiano un qualche senso … se il senso delle regole sia nel tentativo di esorcizzare il NULLA … per la mitologia greca il Caos era “la personificazione dello stato primordiale di vuoto buio anteriore alla creazione del cosmo da cui emersero gli dei e gli uomini” – Wikipedia … ovvero era l’abisso terrorizzante, il regno del NULLA, concetto che sembra perseguitarci inesorabilmente … Mi sembra che l’altra stanza sia radicalmente (termine filosofico molto abusato) inquietante e ben poco rilassante … probabilmente sarebbe molto appropriato seguire l’invito del Buddha ad uscire dalla mente …

  5. Ares Says:

    Ares ^__^

    .. mettiamola cosi’..il primo che fuma nella stanza.. prima lo redarguisco.. simpaticamente.. invitandolo a raggiungere il balcone.. magari gli do qualche spintarella.. giusto per accellerarne la deambulazione in quella direzione.. se non dovesse funzionare dovremmo mettere delle regole.. o fare una colletta per installare un depuratore d’aria… ma io eviterei di buttar via i soldi…. certo e’ che se io sono l’unco che non fuma.. finiro’ io sul balcone… finche’ la temperatura lo permette… ufff… che brutto vizio!!

  6. Ares Says:

    Ares ^__^

    be’ Hermes.. e’ uno spazio libero.. siamo i primi e possiamo personalizzarlo…no..no io mi ci trovo cosi’ bene.. mi piacciono i soffitti alti.. e il fatto che sia vuota, umida,.. con l’eco incorporato.

    @hermes ascolta perche’ non vai nel post su E.severino.. li troverai “Profeta”.. e con lui puoi parlare .. secondo me lui e’ daccordo con te…ti spiegera’ dell’uno eterno… idea molto affascinante e molto condivisibile, e’ un nichilista, ma e’ molto simpatico e chiaro.
    Sarei proprio interessato a seguire la vostra eventuale discussione.. poi magari intervengo anch’io ^__-

  7. Hermes Says:

    … non vorrei che l’altra stanza diventasse uno spazio libero per gli schiavi della nicotina … una bella tegola per il principio di non-contraddizione! … se, poi, tornando al nichilismo, lo definiamo come l’assoluta negazione di ogni assolutezza, torniamo ad avvitarci su noi stessi … la mente cerca fondamenti (logici), ma inesorabilmente trova abissi (il nulla dietro l’angolo) …
    … cercherò contatti con Profeta, grazie per il suggerimento …

  8. Ares Says:

    Ares ^__^

    Hermes non sparire io sono gia’ nel post di Severino… e c’e’ anche Profeta… dai dai ..che si parte una bella discussione ontologica… lui sostiene che tu sei un nulla… non sei!!.. anch’io non sono.. perche’ l’essere e’ unico eterno ed errante..

  9. Hermes Says:

    … l’indirizzo esatto del sito cercasi …

  10. md Says:

    in realtà si trova nel salotto, basta che clicchi sui commenti “La pellicola ontologica”

  11. Ares Says:

    Ares ^__^

    ..povero Hermes.. ora dovrà leggersi 247 commenti per capirci qualcosa.. ci passerà il week-end sul post su Severino ^__^.. dovremmo invitarlo a cena.. anche Profeta.. anche se oggi mi ha fatto venire il mal di testa.. ^__\

  12. Hermes Says:

    … sono arrivato e mi sono anche sistemato su una mia rappresentazione (l’atto con il quale la coscienza riproduce in sé un oggetto esterno) … lo dico solo perchè il mio professore potrebbe entrare all’improvviso e interrogarmi … è un divanetto comodo …. mi sono tolto le scarpe dialogiche (in forma di dialogo) … in effetti mi stavano un “tantino” strette e il dolore non era adeguatamente compensato … ed ora mi tolgo un sassolino …
    … che l’essere sia o che l’essere non sia è una faccenda privata dell’essere visto che la mia mente ora si rifiuta di percepirlo … comunque la mia logica potrebbe non essere la sua … il mio senso della libertà mi impedisce di attribuire all’essere il dovere (necessità) di essere, se a lui non garba punto, come direbbe il Sommo poeta …
    … se qualcuono vuole accomodarsi qui, lo pregherei di battere un colpo … non vorrei che mi trovasse addormentato …. sugl’allori (scarsi) …

  13. Ares Says:

    Ares ^__^

    Toc.. toc e’ permesso… ma che lo chiedo a fare .. la stanza non ha regole..

    l’essere..e’.. STOP…. non puo’ garbargli o meno..mica e’ una persona..e’,STOP.

    Rimettiti le scarpe perfavore l’aria si e’ fatta irrespirabile ^__-

  14. Hermes Says:

    … sono scarpe meta-fisiche …. la puzza è ontologica … e tu prova a digerire il linguaggio meta-forico: vai a leggere l’ultimo mio post su La Pellicola … parla come mangi! … prova a dire al tuo panettiere: l’essere..e’.. STOP…. non puo’ garbargli o meno..mica e’ una persona..e’,STOP e vedrai cosa ti succede se ha un coltello in mano ….

  15. Ares Says:

    Ares ^__^

    ahahhaahhahahahhaha hai ragine Hermes… ma se leggi i puntini di sospensione come pause piu’ lunghe della virgola, capisci quel che ho scritto..ugualmente… aahahhahahhahahah.. o sei un panettiere??..

    Io mi sforzo di capirvi.. fatelo anche voi ogni tanto .. ahahahhahaah zacchete

  16. md Says:

    però si potrebbe provare a dire a qualcuno a caso (tipo appunto il panettiere o l’utente che sta entrando in questo momento in biblioteca o la vicina di casa): senti un po’, ma lo sai che l’essere è? – così, per vedere l’effetto che fa
    (ma ora vado, sennò lo psiconano nr.2 mi fulmina con un nuovo decreto antifannulloni!

  17. Ares Says:

    Ares ^__^

    Io ho provato a farlo con il mio collega.. l’ho guardato e’ gli ho detto “l’essere e’? “….. mi a guardato in silenzio… poi ha proseguito a lavorare….dopo 5 minuti gli ho ripetuto la domanda…. mi ha riguardato .. si e’ strofinato il naso..e ha continuato a lavorare……

    .. allora dopo altri 10 minuti.. con un tono maggiormente interrogaivo gli ho detto…. “secondo tè,.. l’essere e’?…..

    … la risposa e’ stata: “ALE, HAI FINITO DI ROMPERE I COGLIONI !?!”..

    io: .. si!!

    .. doveva essere particolarmente impegnato..

  18. md Says:

    ah ah ah! mi sarebbe piaciuto vedere la sua faccia…

  19. Profeta Says:

    Ares io non ho mai detto di essere nichilista. Il nichilismo è pensare che l’essere sia nulla. Ma io sostengo proprio il contrario! Io non dico che tu, essere umano, che esisti, sei un nulla; io dico che ciò che esiste è solo l’essere, e non l’essere umano. Se esistesse qualcosa come essere umano, allora non potrei dire che è nulla.

  20. Ares Says:

    Ares ^__^

    ok, ok Profeta.. credo di aver capito!

  21. Ares Says:

    Ares ^__^

    Ho letto di recente “Sunset Limited” di CormacMcCarthy.. mi e’ piaciuto..molto americano ma piacevole.

  22. md Says:

    Mi è passato tra le mani quest’estate in biblioteca, ma non sono ancora riuscito ad intercettarlo. Lo metterò nella lista delle letture da fare (che diventa sempre più lunga: o mi metto in malattia, per smaltirla, ma poi arriva lo psiconano nr.2; oppure devo sfoltirla un po’… sigh).

  23. Ares Says:

    Ares ^__^

    Si legge in 3 giorni.. forse meno..

    Pero’ dipende dai titoli che hai già in lista…e’ da leggere in un momento di spensieratezza..in quelle rare giornate di sole invernali. I temi trattati sono importanti ma la forma e’ leggera e divertente. Bisogna superare lo scoglio iniziale della drammatizzazione.. poi all’inizio sembra un po’ banale e lezioso, poi migliora e il finale ribalta quasi le convinzioni che sembrano essere dell’autore.. e l’autore stesso si pone tra i due, unici, personaggi in modo equidistante..

    .. insomma, mettilo infondo alla lista.

  24. Ares Says:

    Ares ^__^

    Riporto un breve pezzo del libro di CormacMcCarthy , giusto per instillare un po’ di curiosità:

    “…mi mostri una religione che prepari l’uomo alla morte. al nulla. quella sarebbe una chiesa in cui potrei entrare. la sua prepara solamente ad altra vita. ad altri sogni, illusioni e bugie. se si potesse bandire la paura della morte dal cuore degli uomini, non vivrebbero un giorno di più. chi sarebbe disposto a sopportare questo incubo, se non per paura dell’incubo che lo seguirà? sopra ogni gioia pende l’ora dell’ascia. ogni strada porta alla morte. o peggio. ogni amicizia. ogni amore. tormenti, tradimenti, lutti, sofferenza, dolore, vecchiaia, umiliazione, malattie orrende e lunghissime. e alla fine di tutto una sola conclusione. per lei e per ogni persona e ogni cosa a cui ha scelto di legarsi. ecco la vera fratellanza. la vera comunità. di cui tutti sono membri a vita…”

  25. mimhe Says:

    ho visto il link alla nostra sezione cinema… grazie!
    a breve dovremmo ravvivarla un pò!

  26. Plaoindlkkkkk Says:

    ?

  27. Plaoindlkkkkk Says:

    ?

  28. Plaoindlkkkkk Says:

    – Te lascialo fare (dice)
    – Sei sicuro che sia vivo?
    – Per me è morto
    – Effettivamente, l’hanno chiuso nell’altra stanza un bilione di (x,y) fa, e ora non ha più argomenti
    – Dunque il bilione di (x,y) prima è trascorso con qualche argomento, e poi ha esaurito gli argomenti. Così lui è morto
    – Ben gli sta. Del resto anche la stanza è vuota. Forse anche lei ha esaurito gli argomenti
    – Su questo non saprei cosa dire. A proposito (per così dire): perché non mi accusi di una contraddizione?
    – Quale?
    – Guarda le prime tre batture, che diamine
    -… Vuoi dire la storia del morto che parla?
    – Cribbio, quella è un’altra contraddizione, questa è una cosa seria
    – ?
    – ?
    -Effettivamente, ci manca il tempo per.. questa striscia..(clic)

  29. Ares Says:

    MAMA AFRIKA e’ morta!

    La cantante sudafricana Miriam Makeba è morta a Castel Volturno dopo essere stata colta da un malore al termine della sua esibizione al concerto anticamorra e contro il razzismo dedicato allo scrittore Roberto Saviano.

    L’artista, 76 anni, era divenuta famosa per essersi battuta contro il regime dell’apartheid che aveva dilaniato il suo Paese.

    Nel 1966 Makeba ricevette il Grammy per la migliore incisione folk per l’album An Evening with Belafonte/Makeba, inciso insieme a Belafonte. L’album trattava esplicitamente temi politici relativi alla situazione dei neri sudafrica sotto il regime dell’apartheid. Nel 1963 portò la propria testimonianza al comitato contro l’apartheid delle Nazioni Unite. Il governo sudafricano rispose bandendo i dischi di Makeba e condannandola all’esilio.

    Nel 1968 sposò l’attivista per i diritti civili Stokely Carmichael; l’evento generò controversie negli Stati Uniti, e i suoi contratti discografici furono annullati.

    Makeba continuò a cantare soprattutto in Africa, Sudamerica ed Europa. Svolse anche il ruolo di delegata della Guinea presso le Nazioni Unite, vincendo il Premio Dag Hammarskjöld per la Pace nel 1986.

    Nel 1990, Nelson Mandela convinse Makeba a rientrare in Sudafrica.

    Nel 1992 recitò nel film Sarafina! Il profumo della libertà, ispirato alle sommosse di Soweto del 1976, nel ruolo della madre della protagonista. Nel 2002 prese parte anche al documentario Amandla!: A Revolution in Four-Part Harmony, ancora sull’apartheid. Nel 2001 ricevette la Medaglia Otto Hahn per la Pace. L’anno successivo vinse il Polar Music Prize insieme a Sofia Gubaidulina e nel 2004 si classificò al 38° posto nella classifica dei “grandi sudafricani” stilata da SABC3. Nel 2005 si dedicò a un tour mondiale di addio alle scene, cantando in tutti i paesi che aveva visitato nella sua carriera.

  30. Plaoindlkkkkk Says:

    – Lui dice che Sgrog è, e dice pure che non è: è un nichilista?
    – No, è uno che dice di essere un nichilista
    – E un nichilista allora che cos’è?
    – E’ uno che dice che Sgrog non è, mentre Sgrog è, e lui non lo sa, o non lo crede
    – E uno che dice che Sgrog non è, quando Sgrog effettivamente non è, che cosa è?
    – E’ uno che quelli che ritengono che Sgrog sia chiamano nichilista
    – Quale è allora il problema, Ned?
    – Vedi, caro Slim, il problema è Sgrog, il problema è sempre Sgrog
    – Ma Ned, questo Sgrog è o non è?
    – Vallo a sapere. Certo che è un grande problema. Potremmo magari chiederlo a lui, ma è così pieno di sé..pensa che è convinto di essere
    – Ned, dimmi infine, esiste quello che dice di essere un nichilista?
    – Slim, la tua domanda dimostra che hai una scarsa fiducia nei Tùpui. Ed è vero che lui ha detto quello che ha detto (vedere le prime battute), ma lui per caso esiste?
    – Ma i Tùpui non sono per caso gli Sgrogs?
    – Nemmeno per sogno, carissmo Slim
    IL SIPARIO COMINCIA A SCENDERE, POI SI ARRESTA PERPLESSO. LA STANZA AVVERTE UNA LIEVE SCOSSA, SENZA SAPERLO

  31. Plaoindlkkkkk Says:

    – Frank, ho sbirciato il discorso di Ned e di Slim, e ne ho ricavato una conseguenza inquietante
    – Quale, Sam?
    – Che quello che dice di essere un nichilista, in quanto assume l’essere di qualcosa che invece nega, o non esiste, o è un genio assoluto, o è un demente
    – Vorresti dire che non esiste perché non è possibile cntraddirsi – o almeno, perdonami l’approssimazione, contraddirsi così -, oppure è un genio assoluto perché predica, domina e manifesta la contraddizione, oppure che è un demente perché è una vittima parafrenica di una contraddizione così ripugnante da rasentare la stoltezza perfetta
    – Frank, mi hai anticipato ma non del tutto. Io volevo dire che esiste, o è un genio assoluto, o è un demente, assumendo la ‘o’ come un fatto
    – Sam, e se qualcuno ti dicesse che con questo discorso te non esisti, ‘e’ sei un genio assoluto, e sei un demente?
    – Sarebbe uno che parla in un modo troppo difficile e fumoso, caro Frank, e non sarebbe così limpido, lineare e soprattutto coerente come sono io stesso
    IL SIPARIO COMINCIA A ROTEARE, LENTISSIMAMENTE. LA STANZA, IN MODO IMPERCETTIBILE, SI AVVITA ATTORNO AL SIPARIO. iN ALTO APPARE LA SCRITTA ‘AGAPE’ (IN CARATTERI CELESTIALI). IN BASSO IL RIMBOMBO PIU’ CAVERNOSO CHE MENTE DI UOMO, DI EROE O DI DIO ABBIA MAI UDITO

  32. Plaoindlkkkkk Says:

    – George, dice che si deve essere chiari
    – Chiari per chi?
    -Ma per lui, che diamine
    -Ah, ho capito, Mead. Ma c’è una chiarezza intrinseca?
    -George, ecco che cominci con i discorsi poco chiari. C’è una chiarezza per me e una per lui
    -E per dire la relatività di Einstein, Hegel, quello che ci ha portati sin qui in questo inferno – centrali nucleari comprese?
    – Beh, chiarezza per chi ha capito queste cose e ci ha portato in questo inferno; certo che ci è riuscito, e qualche chiarezza doveva esserci
    -Mead, chiarezza per lui, per me, per te, per tutti, chiarezza intrinseca?..
    – George, certo non chiarezza per me, non capisco nulla di quelle formule astruse, lui però capiva forse quella chiarezza intrinseca, e infatti mi ha cacciato nel casino, viaggi sulla Luna compresi, con gente che muore di fame, in questo ci è riuscito, l’esempio fa proprio schifo, ma è importante, e poi, perdonami, è molto chiaro
    – Allora quando e come si deve essere chiari? Dipende dall’interlocutore?
    – Beh, chi ha avuto l’Auditel più alto sulla terra, alla lunga, non era mai stato chiaro per qualunque interlocutore. C’è un luogo e lo chiamano ‘Le fonti’. Lì si trovano i classici di tutto il sapere. Ogni interlocutore si sceglie quello che può capire nella fonte; nessuno dovrebbe cacciarsi in un casino per il quale non è attrezzato. le centrali nucleari non si fermano senza discorsi intrinsecamente così chiari (studi sull’energia solare ecc.) da essere compresi solo da pochi specialisti
    – George, tanto per cambiare il discorso, secondo te il primo interlocutore, quello che capita per caso, vuole essere chiamato per nome?
    -Mead, vuole esssere chiamato per nome, e gradualmente intontito da discorsi difficilissimi, riuscendo per grado a capirli e magari a contrapporsi; con lui si deve andare per gradi, ed è giustoed umano. Però alla fine ha appreso bene bene concetti difficilissimi, e gli sembrano ancora più difficili concetti molto più facili, ai quali non si è abituato (per gradi)
    -George, ed ora finisco: si può comunicare con qualcuno irritandolo senza perdere la calma, senza chiamarlo per nome e con un messaggio indiretto?
    – Si può farlo benissmo, Mead, si può farlo al punto che quelo si incazza come una belva, e questa è una riprova che hai comunicato molto. Così hai comunicato molto, Mead

  33. Ares Says:

    Ares ^__^

    ahahahhaah grande! ^_____^

  34. Ares Says:

    Ares ^__^

    – Charly, dice che e’ un suo problema..
    – chi ?
    – lui
    – lui e’ un problema?
    – no, dice che e’ un suo probleama
    – ah!
    – perche’ lo chiama problema, Grag ?
    – sarà che e’ un tipo problematico, .. vuoi fargliene una colpa ?
    – no certo, non e’ stata mia intenzione fargliene una colpa..
    – avra’ capito male, sarai stato poco chiaro..
    – dici?
    – Si dico..
    – Charly vuoi dire che non posso piu’ pretendere chiarezza, se io per primo non sono chiaro?
    – No, non ho detto questo Grag.. ma cerca di chiarirti..
    – non volevo vantarmi Charly
    – lo so..
    – volevo solo presentare la mia esperienza.. e le mie paure
    – lo so, non e’ a me che devi dirlo
    – non mi stavo vantando
    – lo so
    – sono stato solo fortunato ad avere un grande esempio, mia madre
    – lo so
    – non e’ un merito saper guardare in faccia la morte di un roprio caro
    – certo Grag
    – in tutto il mio discorso, quel che contava Charly..
    – si, Grag..
    – e’ aver paura di non poter – di non essere messo in condizioni di – guardare in faccia la morte di un proprio caro
    – non e’ a me che devi dirlo Charly.

  35. Plaoindlkkkkk Says:

    Non è a te che dovevo dirlo, Ares

  36. Plaoindlkkkkk Says:

    Caro Ares, insomma, ho letto solo ora l’altro messaggio e devo rettificare..In effetti ho apprezzato molto il tuo intervento, e per quanto mi riguarda ho qualche problema sul vedere e guardare i morti che altri (non tutti per la verità) non hanno. Devo anche dire che dopo le mie esercitazioni ironiche, vednedoti in un momento di commozione, mi sei sembrato indifeso e mi sono sentito un po’ in colpa nei tuoi confronti. Ma con altrettanta sincerità devo dire che anche i tuoi interventi sul blog filosofico sono acuti, al di là del ruolo che stai assolvendo nell’economia generale di un gioco molto interessante. Questo anche se il mio apprezzamento può essere di nessun valore o addirittura risultare sgradito, e anche se qui o altrove ovviamente hai l’opportunità di giocare e dire quello che pensi o che credi di dover dire, senza che io provi dei risentimenti.Un cordiale saluto.

  37. Ares Says:

    Ares ^__^

    – Gharly.. tu hai capito la prima frase.. quella che inizia con “Caro” e termina con un punto “.”?
    – No Grag..
    – mh..
    – tu, il resto l’hai capito, Grag ?
    – no
    – voleva essere un complimento credo..
    – Si, forse
    – gli sei sembrato indifeso.. hai letto?
    – si.. non volevo sembrare indifeso pero’..
    – no?
    – no, sono incazzato!
    – con lui Grag?
    – ma no che c’entra, lui
    – e’ con loro che sono incazzato!; secondo te perche’ gli sono sembrato indifeso?
    – l’ha scritto lui, io che c’entro?
    – anche tu hai un ruolo Charly ?
    – non mettermi in mezzo a questa storia schifosa Grag
    – hai un ruolo Charly?
    – chi non ha un ruolo.. e’ necesario darselo.. e’ necessario
    – Già
    – Ha scritto di essere stato ironico.. hai letto Charly?
    – si Grag.
    – che ruolo ha assunto in quel momento?
    – quando Grag?
    – quando ironizzava..
    – devi chiederlo a lui, sono acuto ma non a tal punto!
    – non sei di nessun aiuto Charly

  38. Ares Says:

    Ares ^__^

    – L’hai indispettito quando lo hai additato..
    – Che dici Charly ?
    – quando gli hai detto di esprimersi con maggior chiarezza..
    – a si, ma lo faccio con tutti, altrimenti non ci capisco un cazzo.. e tu lo sai che io ho bisogno di capire
    – si lo so, ma ci sono modi e modi di dire le cose Grag.
    – appunto,e’ quello che sostengo anch’io
    – Grag, non girare la fritata.. lui ha ragione!
    – Anche tu ti ci metti Charly ?
    – E’ piu’ forte di me Grag.. sei cosi’ “indifeso”!
    – che cazzo gli sarà saltato in mente..
    – Grag, non sei stato chiaro.. tutto qui
    – Charly, perche’ ronizzava secondo te?
    – e’ salutare farlo
    – salutare Charly?
    – tu non ironizzi mai ?
    – si, ma non mi incazzo subito dopo il primo commento provocatorio..
    – non siamo tutti uguali Gag… dev’essere un ariete.. e lo sai che loro anno di contro il pregiudizio astrale.
    – Già

  39. Plaoindlkkkkk Says:

    Difficile capire che cosa si trova dietro. Quattro potrebbero essere uno. Uno potrebbe essere due o tre. No ci sono prove. Poi la psicologia, la coerenza del discorso, il profilo intellettuale.. Ma io-due o tre potremmo essere in accordo, far convergere il linguaggio ecc., pur mantenendo differenze che emotivamente, personalmente e perfino teoreticamente potrebbero essere decisive. Altro che la prova se esiste il mondo esterno, o se è vera la teoria corpuscolare, è vera quella ondulatoria od è vera una intermedia ecc.! Io-noi potremmo avere fatto un discorso affettuosamente flautato ma satanico per attirare il pesciolino nella rete della sincerità. Io potrei essere ancora più compassionevole e pietoso di come sembro già nella mia versione un po’ piagnucolosa e contrita. Tutto resta indeterminato: è follia. Voi quattro-tu potresti essere un ottimo giocatore con qualche infiltrato, e nello stesso tempo un Serial-Killer , o magari invece un Serial-Moral-Killer (di quelli cheuccidono con il moralismo). Io-noi concordiamo molto con certi orientamenti politico-morali di voi-tu. Ma se questa fosse una maschera di un nazifascista (mi fa, ci fa schifo solo il supporlo!)? Senza collera non c’è testo, diciamo (dico). Prego, facci (fateci) arrabbiare ancora un po’, le idee mi, ci vengono meglio: in una sola sestuplice erezione il furore della creazione con quello della aggressione! Nel pentimento il testo si spenge, e forse rimane quello che conta (ci siamo, mi sono già pentiti/o?). Ovvio: non parlo delle maschere o figure di una persona, della doppia personalità ecc. (questo ciarpame lasciamolo a quelli che non ne hanno nemmeno una), ma proprio, letteralmente, della pluralità o unicità eventuale di individui fisici (e , ovviamente, psichici, ognuno di loro unico e indissociato, anche nella eventuale schizofrenia). A presto, cari amici/amico, e l’unica verità sicura è che concordo con certo orientamenti politico-morali, e non dubito della vostra-tua buona fede.

  40. Plaoindlkkkkk Says:

    Psichiatri tre-uno inviano messaggio univoco a Paziente uno-quattro. Tre più quattro fa sette. Tre più uno fa quattro. Uno più uno fa due. Quattro più uno fa cinque. Dove devono stare le iniziali maiuscole? Il messaggio è criptico e univoco. Si cercano messaggi polisensi che ‘scriptino’ questa chiusura.

  41. Ares Says:

    Ares ^__^

    – Charly, anche lui e’ un nichilista?
    – pare
    – siamo circondati
    – anch’io lo sono Grag
    – cosa sei Charly?
    – uno di quelli..
    – l’avevo intuito Charly
    – possiamo essere ancora amici?
    – ci penserò.. magari tutta la vita.

  42. Ares Says:

    Ares ^__^

    – Sei uno sporco moralista
    – con chi cel’hai ?
    – con te Grag
    – che cazzo dici?.. tu non hai una morali?
    – si
    – e allora che cazzo dici?
    – non so.. l’ho pensato e l’ho detto.
    – ah.. per un attimo ho pensato che parlassi sul serio.
    – no.. l’ho detto e basta
    – ok
    – mi perdoni?
    – no
    – perche’?
    – il perdono e’ il prodotto di una moralità.. e’ non ho intenzione di essere dinuovo accusato da te
    – me lo sono meritato!
    – sei immorale Charly
    – perche’?
    – anche il martirio e’ il prodotto di una morale
    – ah!

  43. md Says:

    Serial-Moral-Killer…
    mi piace!

  44. Plaoindlkkkkk Says:

    – Profeta – A è b, c, d ecc.; ma così A non è A, quindi non è, per cui A è solo A, per cui solo A è (sono bravo, no?, e poi vedo molto quello che dico, come vedo, ragazzi!)
    – Ares – Piano profeta, fammi capire (faccio finta di essere un po’ scemo, lui fa finta di essere quello che capisce solo A). Non vedi che occhi vedono, mani prendono ecc.?
    – Hermes – Bla bla bla ((devo ancora studiarlo))
    MD: Profeta – A è b, c, d ecc.; ma così A non è A, quindi non è, per cui A è solo A, per cui solo A è (sono bravo, no?, e poi vedo molto quello che dico, come vedo, ragazzi!)
    – Ares – Piano profeta, fammi capire (faccio finta di essere un po’ scemo, lui fa finta di essere quello che capisce solo A). Non vedi che occhi vedono, mani prendono ecc.?
    – Hermes – Bla bla bla
    MD (che ora pensa pensando e non pensa scrivendo) – Caro MD, ricordati di dire ad Ares di fare meglio finta di essere scemo: quella battuta sul Martirio, per esempio, era così bella che avrei potuto farla io, che non sono un professore universitario, ma ci capisco molto più di quei Serial-E-Basta.

  45. md Says:

    senti Plaoaindilkkkkk, bisognerà trovarti un abbreviativo, non è che posso tutte le volte controllare che in caso di risposta nel nome P-l-a-o-a-i-n-d-i-l-k-k-k-k-k manchi qualcosa… è vero che c’è sempre il copia e incolla…
    per parte mia propongo Plao…

  46. Plaoindlkkkkk Says:

    – Karo amiko, kome fa vosstro Esperimento?
    – Ccioè, vabbè, cciabbiamo erPProfeta, è o ttautologgico, cià pportato pperggradi accapì affilssoffia, orauncestaccamo ppiù, pperò..
    – Però Kossa? Karo amiko, fi fedo un po’ ppreoccupato
    – C’è cheèarrivatounartro, questo unè ttautologgico, è ffenomelologgico, e poi..
    – E PPoi ?((doppia teutonica))
    – PProfeta unaccominciatoddebbrutto, è andato pper ggraddi, qquesto pparla giàà cccome erpprofeta, maaepprimebbattute, unsefacosìarblogghe, senteraggisce, seffiuta, eppoissemmaieceseavventura, noiiesèfattoccapì, però..
    – Perrò?
    – Oghiamerreierppermalosso, però mmeppare un bravo rragazzo, ovorremmofastà cconnoi, ma sedeve appastà, se deve apporpà un po’, un te parre?
    – Se folete fatemelo kiamarre al tteleffono, cci ppenso io, kuesto tipo lo kapisco, ne ho cconosciutto ((doppia teut.)) un altro poko tempo ffa, al kampo di Baseball ((naturalmente)), orra è un ottimo sportiffo
    -Vabbè, pperò oghio, ammigo, mesa ghe llui è npo’ paranoigo, ppensa ghe neastrisscia unèppiùntervennutto, berghè ciappaura dedìguelogheppensaalaffenomenologgiga, e dice ghe se gli scappa d’esse droppo essoterico((doppia romana per esoterico)) aastrisccia eaddanno loro, eaffinito colblogghe, e poie happaura d’ammorbà erblogghe, chettedevodì
    – Kuarda, ffarrò ddi llui ottimo ciocatore anarcchico, kon kgrande arkkè di BLOG, in suo capo. Ja?
    -jaja

  47. Plao Says:

    CCiao amigo

  48. Ares Says:

    Ares ^__^

    – Charly ci stà psicanalizzando..
    – chi?
    – lui
    – anche lui e’ una vittima di questo tempo..
    – quale tempo?
    – il tempo in cui ci troviamo.. Grag
    – abbiamo bisogno di risposte e non trovandole fuori di noi .. le cerchiamo “dentro” di noi
    – lo sospettavo.. la SiDp, la Apsl e l’Aipep hanno piu’ di 256 mila affiliati
    – sono ovunque, e non trovano lavoro
    – si infiltrano dove possono e cercano di esercitare la professione come possono
    – Ci vuole aiutare Charly
    – a capire?
    – cosa?
    – noi stessi Charly
    – io non voglio essere aiutato?
    – lui ti auterà lostesso… e’ un suo bisogno… il suo bisogno.. di farti capire!
    – ma io non voglio capire Grag.. non me ne’ frega un cazzo!.. voglio solo ascoltare.. ci penso dasolo a capire!
    – non dire cazzate Charly, hai bisogno di lui… che ti spieghi chi sei.. cosa sei… il ruolo che ti sei dato e il perche’..
    – basta che non ironizza troppo.. mi irrita
    – ti sei mai chiesto perche ti irrita ?…. com’e’ stato il rapporto con tuo padre ?
    – Non cominciare anche tu Grag odio essere psicanalizzato!!

  49. Plao Says:

    Quel giorno feci un monstruso sogno. Era il mio corpo disteso sulla appuntita cime della babelica torre, la torre di tutti i linguaggi. Ero io in cima, lievitante eppure inmobile, aereo come non mai; spirava un plurimo vento, il corpo cianotico trascoloravasi in plurime innumerevoli interminate forme. Il corpo di me diceva ‘ascolta’, a me diceva ‘ascolta’, tua anima e tutto corpo auricola (diceva). E poi diceva ‘ora tu assiso in la cima, occhi bocca e auricola cucite, ma puoi ascoltare, non puoi parlare: tu mostruosamente cercasti di usare in temerari munifici sempiterni modi tutti i linguagi, e questo necesse est che abbia logica punizione. Dunque tu crocefisso en la cima de esta interminata opera. A te il compito de chiudere la Babele, munifica altissima sempiterna opera de li linguagi. Tu abusato de troppi linguagi, peranco in macheronica forma’. All’alba, amici, monstruoso quasi soltanto il dirlo, andavo meco mentovando il turrito sogno: primo e forse ultimo delirio d’onnipotenza a me capitato. Ahi, malcapitato, entrai quasi con gesto automatico per entro uno scuro minuscolo portale al numero X de la Via Kaka Francisco Marquez, perché ivi avevo trovado ensegna per me liberatoria, che diceva ‘Qui Woody Alleno e Roberto Benigno te dicano come interpretare ttuo sogno, non frattame existenziale de circoscrizionale crepetfreudjungpostmoderno merdume postterapeutpsichpsicanalit’ . Cossì, amici, cossì, non escherzo l’insegna aveva quei duo giullari geniali mentovato, e io sempre creduto in loro verbo, sepelendo remozioni freudiane et similia deficienti terapeuti del Ka. Poi però gran vento me respinse de ffora, non potevo andare dagli amici giullari, et scaraventato da lì vidi terrificato de nuovo babelica torre, e immensa la cima invisibile dentro le nube ficta, e cossì piansi, piansi molto, e ancora non so destarmi da questo temibile sogno.

  50. Plao Says:

    Poscia venni presso estos sito, chiamandomi Plaoecc., ma di poi, per banausiche comprensibili esigenze, mi hanno scalpellato il nome. Ora io dico, saluti ai miei/al mio interlocutori/interlocutore. La situazione è ultrapsichiatrica. Ciao, Woody, aiutami tu, che non sei un terapeuta del Ka (tanto i soldi li fai in un modo molto più intelligente).

  51. Plao Says:

    Forse ci sono arrivato: tre fanno Uno, e Pr. è l’Altro. Ma anche se così non fosse, fa lo stesso. A volte il Due è senza Tre. E io devo salutarvi: il pollice duole, e mi attende un dolce calice. Forse, almeno in queste stanze, non ci sentiremo più. Sigh, Sob. Per me è stato bellissimo. Un grandioso saluto: fose il vostro aff.mo di quando in quando vi seguirà dall’esterno.

  52. Ares Says:

    Ares ^__^

    – qual’e’ l’obbiettivo Charly ?
    – il tuo non lo so, il mio e’ spupazzarmi Rebecca
    – chi, la sorellastra di Cenerentola?..
    – che stai dicendo Grag?
    – sei anche tu vittima dei fratelli Grimm..
    – no.. e’la bionda del 79esimo piano.
    – Si chiama Rebecca?
    – Si
    – e’ cosa aspetti ?
    – devo trovare il modo di parlarle..
    – non vedo la difficolta’
    – invece c’e’!
    – dio mio, e quale sarebbe?
    – il linguaggio Grag!
    – ..
    – il linguaggio, capisci, Grag?
    – vai avanti..
    – e’ un problema , non so come esprimermi, conosco tremila stili linguistici, quale scelgo?
    – non vedo il problema!
    – e se non dovesse capirmi?
    – e’ straniera?
    – no
    – allora?! ti chiederà di chiarire.. quindi attingerai agli altri 2999 stili che conosci,per farti capire.
    – ah!
    – a volte non ti capisto, l’bbiettivo e’ farsi capire no ?! .. comunicare!?
    – no, veramente voglio solo spupazzarmela Grag
    – Sei un idiota Charly!!

  53. Plao Says:

    – Entra, froscio
    – Ciao, Rebecca, sono il tuo froscio, come va?
    – Bene, benone, in che lingua parliamo?
    – Non fare il cazzone, froscio. Apri la lingua
    – Quale?
    – Ma quella lì, ma quella lì
    -Eccola. In che lingua la apro?
    -Basta con i doppi sensi, froscio. La lingua è la lingua, e basta
    – Rebecca, quando fai così ti amo. Mi sono spariti i complessi. E poi, lo sai che non sono un froscio

  54. Plao Says:

    – Entra, froscio
    – Ciao, Rebecca, sono il tuo froscio, come va?
    – Bene, benone
    – In che lingua parliamo?
    – Non fare il cazzone, froscio. Apri la lingua
    – Quale?
    – Ma quella lì, ma quella lì
    -Eccola. In che lingua la apro?
    -Basta con i doppi sensi, froscio. La lingua è la lingua, e basta
    – Rebecca, quando fai così ti amo. Mi sono spariti i complessi. E poi, lo sai che non sono un froscio

  55. Ares Says:

    Ares ^__^

    va bè ! ..

  56. Valerio Says:

    Premetto col dire che spero questo intervento possa essere gradito da tutti voi grandi filosofi…L’altro giorno stavo assistendo ad una litigata colossale tra due persone che si vedeva da lontano che non stavano comunicando tra loro, al contrario continuavanoa gridare le stesse cose a voce sempre più alta e con sempre più convinzione. Dopo questa sfuriata, una delle due persone, totalmente fuori controllo,dopo aver gridato un altro mucchio di parole, se ne è andata e l’altra è rimasta da sola tra i suoi pensieri…Allora sono andato da lei ed ho cercato di spiegarle che nessuno dei due litiganti stava ascoltando l’altro, ma il problema è che questa fantomatica persona non ha ascoltato neanche me, ed ha pensato bene di tirarmi un ceffone. Volevo prendere spunto da questo episodio per fare una riflessione sulla parola in generale ma anche sul suo uso. Come ho detto in un commento infatti, credo che la parola sia davvero la più grande virtù dell’uomo, ma oltre ad averla, bisognerebbe essere capaci anche di usarla…bisognerebbe essere tanto umili da riuscire ad ascoltare il proprio interlocutore anche nei momenti in cui è l’istinto a prevalere. Dopo essermi beccato il ceffone, io continuavo a parlare pacatamente e seguendo un filo logico, ed il mio interlocutore continuava ad affermare che il mio fine era quello di provocarlo e farlo infuriare…è forse questo che si merita la gente razionale che si affida al dialogo ad oltranza???Sicuramente non cambierò la mia solida idea a causa di questo episodio però qualche dubbio mi inizia a venire…voi che ne pensate???Come vi sareste comportati???
    Comunque già ringrazio vivamente chi ha letto tutto questo intervento…

  57. md Says:

    ahi ahi Valerio, un ceffone è proprio una brutta cosa, evidentemente era a corto di argomenti o era molto, molto alterato; che dire? la comunicazione è una faccenda piuttosto complicata e non è fatta solo di parole (anzi, forse per la gran parte sono i gesti, il tono, la corporeità, lo sguardo, ecc. a determinarla); d’altro canto le parole non sono solo spirito o cose astratte, ma sono anche veicoli di emozioni, di cose fisiche, basti pensare alla voce e alle sue mille sfumature (su questo Ares ti saprà dire cose più intelligenti di me);
    il detto, poi, che indica nelle parole qualcosa che possa ferire più dei gesti non è campato in aria (io a volte preferirei quasi un ceffone a certe espressioni…).
    Quel che poi tu dici a proposito dell’ascolto, dell’incapacità di ascoltare/di ascoltarsi è verissimo: siamo su questo punto inguaribilmente egocentrici.
    E’ vero anche che per l’ascolto occorrono contesti adeguati, non certo le nostre giornate piene e compulsive, o i nostri luoghi oberati di rumore.
    Dirò una banalità, ma per saper ascoltare l’altro devo essere in grado innanzitutto di ascoltare me stesso. E mettersi all’ascolto – di sé dell’altro – è un compito che richiede fatica, esercizio, tempo, ecc.
    Chissà, forse non sarebbe male imparare dalle antiche tradizioni della meditazione o della preghiera (che detto da me, così lontano dalle religioni, può sembrare strano…). Del resto ascoltare e confessare sono forme comunicative strettamente legate.
    Ma basta, mi fermo qui.
    Ah no, un’ultima cosa, ti prego non dubitare della tua solida idea sul dialogo razionale – piuttosto la prossima volta magari astieniti (anche il silenzio è una bella cosa a volte), o, meglio ancora, cambia frequentazioni….

  58. Ares Says:

    Ares _^_

    Scusami Valerio…. hem.. non ho capito?!.. hai visto questi due litigare, e quando hanno finito di litigare sei andato da quello rimasto e gli hai spiegato che non stavano comunicando ?

    ..e questi ti ha rivolto un ceffone ??

    …Uuuaahahhahahahhahah AHAAHHAHHAHHA ahahhahahha AHahAHahAhhahahahh…

    diomio quanto avrei voluto esserci…e’ una scena teatramente efficacissima, quanto impobabile !.. aahahhahahahhahahha … .. ahhaHAHAHHAHAHHAHHAHHAHA … hem … scusate mi ricompongo ..ahahahhahahhahahhahahahhahahhHAAHAHHAHAHHAHHAHAHAHHAHAHHAH

  59. Valerio Says:

    Ares erano due persone che straconoscevo… e ti giuro che nn è stato bello come sembra…te lo posso siicurare…

  60. md Says:

    una curiosità Valerio, ma poi come si è sviluppata la vicenda: non so, il bruto ti ha chiesto scusa? hai rotto i rapporti con lui? stai meditando di farlo fuori con il veleno? (l’arsenico è sempre un buon sistema…)

  61. Valerio Says:

    ma no md!! Come si dice “Chi ha più buon senso lo usi”…cmq la cicuta è la miglior cosa…non credi???

  62. Ares Says:

    Ares ^__^

    Tra speziali ci si intende…

    .. e tutto questo solo per uno schiaffone esilarante ^__^..

  63. milena Says:

    … non ho il tempo per leggere tutta la minestra, ma …
    … giusto un saluto dalla finestra …
    … ciao ciao …

  64. md Says:

    Milena! Finestra dirimpettaia o finestra che dà su lidi lontani…?
    comunque bentornata, come vedi noi siamo sempre qui (o forse più in là…?)
    ciao

  65. Ares Says:

    Ares ^__^

    MilenaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooo Bellissssima.. come stai?, ben tornataaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaAAAA… sput….mi e’ partita un’otturazione ^_-

  66. milena Says:

    … secondo me … passavo soltanto da queste parti … da questi luoghi virtuali che, bene o male, ho perso l’abitudine di frequentare – e forse spreco il mio tempo in altri modi – anche se nel frattempo ho coltivato le zucche, e non solo, e ora faccio dolci di zucca molto appetitosi.
    Dove guarda la mia finestra – la mia finestra della cucina, o quella del soggiorno – vicino o lontano? – o o o lontani vicini?
    Mi rispondo: non molto più lontano di dove possono giungere i miei piedi e le mie mani. E, meravigliosamente, da qualche tempo mi basta. Non trovo ci sia nulla di più bello di stare in pace e non desiderare più di quello che si è e si ha.
    Finché dura … Certo, se potessi aprire una finestra in mansarda verso il tramonto, non sarebbe malaccio. Ma se non sarà possibile, ne farò a meno. E in fondo cosa cambia? Cieli e tramonti rossi , e nuvole, ne abbiamo già gustati in abbondanza, tanto da poterli rievocare anche in fondo al pozzo . (Severino docet!).
    Ad ogni buon conto – ribadisco – un caro saluto da me (Milena), in particolare a Mario.

    (mentre, per salutare Ares aspetteremo che prima vada dal dentista a farsi rifare l’otturazione … hi ..hi ..hi .. )

  67. Fabrizio, the wings Says:

    Ti hanno cancellato da fecebook posso confermare che non ci sono tracce del tuo profilo. Ho fatto un giro con l’account che non uso mai. Ciao
    Fabrizio

  68. md Says:

    Grazie Fabrizio, ciao

  69. Ares Says:

    Ares ^__^

    ..perche’ c’e’.. anche l’opportunità che venga creato il tuo profilo in tua insaputa su fecebook?

  70. Ares Says:

    Ares ^__^

    Ciao Milena.. ma quando ci offri una tua torta salata di zucca??.. o anche dolce… o anche i tortelli di zuccca..o una carbonara di zucca… o un’insalata di zucca… o una spremuta di zucca?

  71. md Says:

    no Ares, avevo solo il dubbio che una volta cancellato restassero delle tracce… (a parte che comunque credo che le tracce dei tuoi passaggi in rete restano sempre… anche perché – Severino docet – tutto è eterno, dunque anche quei passaggi non possono mica finire inghiottiti nel nulla…)

  72. Ares Says:

    Ares ^__^

    .. a ok!

  73. Ares Says:

    Ares ^__^

    ….siamo fatti della stessa sostanza dei sogni..

  74. Ares Says:

    Ares ^__^

    Ti senti anche tu un CC .. “Cittadino Consumatore” ??

  75. md Says:

    Torno a ripetere quel che il poeta Trakl ci dice di ogni giorno che sorge sulla terra e nel quale “è preparato un male e un bene”.
    Oggi, per fortuna, è preparato un bene: è nata Beatrice, figlia della mia amica filosofa Claudia e del suo compagno Gianni.
    Benvenuta!

  76. Ares Says:

    Ares ^_^

    VIVA BEATRICEEEEE!!!…. E PER BEATRICE HYP HIP URRRAAAAAAAAAAA’

  77. Ares Says:

    Ares ^__^

    A me Obama non piace quando sculetta con in mano una mazza da golf.. e il mondo nel frattempo e’ in guerra.

  78. luther Says:

    Anche MySpace ha cancellato il mio profilo…!!! Vabbuo’…avevo creato un profilo “SILVIO BERLUSCONI” e tra le cazzate varie, alla sezione “Eroi” ho scritto MAN…GANO. Insomma un peccatuccio veniale…ma il “Grande Fratello”,ha ritenuto opportuno cancellarmi…A causa di questo cazzo d’internet…pure finisce che vengono a prelevarmi…
    Ciao MD, e’ sempre un piacere leggerti!

  79. luther Says:

    @ARES
    cosa dovrebbe fare Obama?
    In pochi giorni ha firmato il decreto di chiusura del carcere di Guantanamo, nel discorso d’insediamento ha teso una mano all’Islam e nello stesso discorso ha parlato di aborto, di staminali, di sanita’ per tutti…insomma…non sara’ una rivoluzione”copernicana”…ma lentamente ed inesorabilmente qualcosa comincera’ a cambiare.
    saluti

  80. md Says:

    ciao Luther, bentornato!

  81. Ares Says:

    Ares ^__^

    Va be’, attendiamo nuovi sviluppi e conferme..

  82. Valerio Says:

    Ciao md!!!! E’ un bel pò che non scrivo; un pò per il tempo ed un pò perchè sai, a volte nn mi sento all’altezza di commentare interventi in cui i contenuti filosofici sono ancora a me sconosciuti…Ultimamente, per mio grande dispiacere mi sto allontanando un pò da questa disciplina a dir poco stupenda principalmente per una serie di delusioni a scuola provocate dalla mia Prof che nn sempre (quasi mai) apprezza il mio studio ed il mio lavoro…per questo ho deciso di parlarne con te…e con ciò, se posso, ti volevo anche chiedere un qualche consiglio per la mia prossima interrogazione sulla rivoluzione scientifica…voglio fare davvero una grande figura per farle capire che il mio nn è uno studio superficiale o occasionale… Approfitto per salutare tutti…non scrivo ma comunque vi leggo perchè siete forti… P.S. Quanto sarebbe bello studiare la filosofia senza avere l’anzia di un’interrogazione e soprattutto con il tempo sufficiente ad approfondire argomenti interessanti ed importanti…

  83. md Says:

    caro Valerio che piacere risentirti!
    Dunque dunque… quante questioni poni…
    Sull'”altezza” e sulla vertigine di intervenire ti capisco, anch’io anni fa avevo dei timori ad intervenire quando assistevo a discussioni (non solo filosofiche) tra amici più colti, più grandi, ecc. – ma per imparare a nuotare ci si deve buttare in acqua, e comunque non esistono pensieri alti o bassi, esistono pensieri onesti, cioè meditati e di cui si è convinti.
    Mi spiace che ti sia capitata una Prof che fa il contrario di quel che dovrebbe fare, e cioè stimolare la crescita filosofica anziché iniettare delusione e disillusione (per dirla con Goku – a proposito di alto/basso – io “non la perdonerei mai”…).
    Più che volentieri ti darei qualche consiglio sulla rivoluzione scientifica, ma magari, se ti va, comincia con lo scrivere tu che idea te ne sei fatto (magari partendo dai dubbi)… qui, oltretutto, a bazzicare questo blog non ci sono solo filosofi (o più modestamente amici della filosofia, cioè amici degli amici di sophìa), ma anche scienziati!
    A presto

  84. Valerio Says:

    Innanzitutto grazie per il consiglio md…Secondo me rivoluzione scientifiva vuol dire prima di tutto Coraggio; coraggio perchè al giorno d’oggi di grandi come Bruno proprio non se ne trovano, coraggio perchè Galileo come altri hanno avuto il coraggio di gridare la loro verità, che poi sarebbe diventata quella di tutti, coraggio perchè non hanno avuto paura di opporsi ad un’istituzione che all’epoca rappresentava l’istituzione massima dell’autorità e dell’oppressivismo ed ancora coraggio proprio perchè proprio come diceva Bruno, “l’uomo deve coraggiosamente ricercare la verità”…In secondo luogo per me la rivoluzione scientifica significa innovazione, sviluppo, curiosità…insomma a parer mio in quel periodo l’uomo ha iniziato, dopo un lunghissimo periodo di torpore durato circa un millennio, a fare nuovamente l’uomo, è tornato ad essere una figura se posso azzardarmi un pò simile a quella del filosofo/scienziato greco…Principalmente rivoluzione scientifica per me vuol dire questo…voi che ne pensate??? Sono fuori strada??? Grazie md per l’incoraggiamento, è sempre bello tornare per un po nella botte, pensare a cose su cui di solito purtroppo non si medita, e poi uscirne più forte e piu deciso a diffondere la disciplina più spettacolare del mondo, perchè in fondo secondo me il compito del filosofo è quello di aprire le menti…un pò come ha fatto il mio filosofo preferitissimo…Socrate…un saluto a tutti…

  85. md Says:

    direi di sì, Valerio, sei proprio sulla buona strada; in linea di massima dopo che per alcuni secoli si è pensato che la ragione prima di tutte le cose fosse da qualche altra parte (in Dio, in un ente trascendente e imprescrutabile), con il Rinascimento e poi con la rivoluzione scientifica si è tornato a pensare alla natura – come ci suggerisce Telesio – in termini di “iuxta propria principia”. La natura va indagata in se stessa, attraverso se stessa e del tutto autonomamente (non si tratta solo di autonomia del mondo da Dio, ma anche e soprattutto di autonomia conoscitiva: da una parte c’è la ragione dall’altra la fede, e la filosofia torna così ad essere indipendente e non più “ancilla theologiae”).
    Direi però che l’altro tratto caratteristico della rivoluzione scientifica, insieme a questo, è il peso della matematica e del concetto di “quantità”: uno strumento straordinario e potente, ma, a mio parere, problematico, sia in termini concettuali (è legittimo “ridurre” l’essere alla sua struttura quantitativa? che fine fa la qualità? ecc.), sia, poi, in termini operativi ed etici: oltre quale limite non ci si deve spingere nel controllo e nella manipolazione degli enti, pratiche rese possibili dalla tecnoscienza?
    Naturalmente queste sono solo brevi e lapidarie suggestioni…

  86. Valerio Says:

    Pensandoci la tua mi sembra davvero una grande oservazione md…infatti di questo periodo proprio nn condivido il ridurre l’uomo ad una macchina, il ddefinire la terra come un enorme e complicato sistema…Dove sono finite le emozioni e le sensazioni??? Per fortuna abbiamo dei sentimenti e ci vengono i brividi al pensiero di qualche cosa che può essere paurosa o commuovente, triste o cruda….cmq grazie ancora, ora vado a leggere il tuo ultimo intervento e proverò a commentarlo, perchè dopo tutto non ci si deve buttare in acqua per imparare a nuotare??? saluti ed a presto

  87. Andrea Says:

    Valerio, complimenti per la tua curiosità filosofica. Sono un collega della tua prof di filosofia: se fossi mio alunno sarei fiero di te.

    Hai ragione nel dire che il coraggio è centrale nella rivoluzione scientifica, coraggio necessario a mandare all’aria tante certezze consolidate: questo vale sia per Bruno, più filosofo che scienziato, sia per Galileo, più scienziato che filosofo, e un po’ meno coraggioso… .
    A proposito di Galilei e del rapporto scienza/potere, ti consiglio la lettura di “Vita di Galileo” di Bertolt Brecht: un rapporto delicato nel ‘600, ai tempi di Galileo, ma anche nel XX secolo, quando gli scienziati forniscono ai generali la potenza nucleare da scagliare su Hiroshima.
    Galilei, e più tardi Einstein e Fermi, scelgono di non essere “eroi” e di non dire no al potere.
    Credo sia senz’altro una lettura alla tua portata, e anche la tua prof, se non è del tutto ottusa, dovrebbe apprezzarla.

  88. Valerio Says:

    Andrea grazie mille per il consiglio ma Vita di Galileo lo ho letto e mi è anche piaciuto molto…bella soprattutto è la nota di Brecht in cui afferma che Galileo è un pò colui che ha compiuto il peccato originale di Adamo ed Eva in chiave scientifica…ora vado a finire Galileo che mi sta interessando più di quanto mi potessi aspettare…l’unica cosa è che Abbagnano, l’autore del mio libro di testo, a volte diventa davvero difficile da comprendere perchè riempie poche righe di talmente tanti concetti da confondermi…cmq grazie di nuovo per esserti interessato, anzi per essersi interessato professore…un saluto a tutti

  89. Ares Says:

    Ares ^__^

    .. evitiamo di nominare le onorificenze almeno qui, vi prego…

  90. md Says:

    eh Ares, almeno fosse un’onorificenza… ormai i prof contano come il due di picche, e ogni tanto, porelli, vengono pure presi a mazzate…

  91. Valerio Says:

    Ares!!!! Che bello sentirti!!!! L’ultima volta mi avevi preso in giro per il mio stupido intervento!!!! Ed ora critichi anche il saluto, se per onirificenze intendi proprio quello, che riservo ad ognuno di voi perchè vi ammiro e vi seguo…capisco se giudichi esileranti i miei interventi che io stesso riconosco essere nn il massimo dell’interesse ma continuerò sempre a salutare tutti sempre e comunque, se poi a te da fastidio…fai finta di nn essere salutato…UN SALUTONEONEONE a TUTTI…

  92. Andrea Says:

    x md: parole sante…

    x Valerio: però! Com’è vero che c’è sempre da imparare dagli alunni…

  93. luther Says:

    Un saluto al giovane Valerio…con i tempi che corrono e’ una rarita’!
    Considerato che questa e’ la stanza fumatori e del cazzeggio…mi permetto umilmente di porre una questione…ho letto che si parlava di Galileo…ehm…meglio Galileo o Giordano Bruno?

  94. Valerio Says:

    Che bella questa domanda!!! Beh, secondo me tra i due il migliore è Giordano Bruno…per prima cosa perchè ha dato la sua vita con timore ma con immenso coraggio per ciò in cui credeva, e poi perchè mi ricorda molto la tipica figura del filosofo greco che solo grazie all’intuizione arrivava a conclusioni a dir poco geniali…Bruno per quello che so è stato il primo filosofo in assoluto ad aver parlato di un universo infinito fatto di infiniti mondi e dunque di infiniti sistemi, Bruno nn è stato amato nel suo tempo perchè la sua era una teoria troppo rivoluzionaria, ed a me piace proprio per questo, egli non fece come Keplero che vedeva ancora il sistema solare unico e costruito come direbbe Protagora “a misura d’uomo” che infatti rifiutò le tesi del nolano…Galileo poi lo vedo più come uno scienziato che come un filosofo, e soprattutto pur di vivere quegli ultimi anni che lo separavano dalla sua morte decise di rinnegare tutto il lavoro e la fatica che poi lo hanno reso una della personalità piu importanti della storia dell’umanità
    Per chi fosse interessato all’argomanto, oggi ho visto il film su galileo della Cavani del ’68 e devo dire che nonostante sia eccessivamente didattico comunque è fedele ai fatti e la regista opera una caratterizzazione del personaggio di Galileo davvero interessante…voi che ne pensate??? Professor Andrea a lei piace spiegare Galileo o Bruno?? E cmq un grazie a Luther per il saluto che ricambio ed un saluto a tutti…

  95. luther Says:

    Si caro Valerio, il Nolano fu geniale e soprattutto odiava “quegli uomini stolti e ignobilissimi che non riconoscono nobiltà se non dove splende l’oro, tintinna l’argento, e il favore di persone loro simili tripudia e applaude”. Non era amato perche’ diceva sempre quello che pensava…fu un contestatore, un estremista…insomma aveva il “vaffa” facile…ma forse questo a scuola non lo insegnano!
    Saluti

  96. Andrea Says:

    Caro Valerio, chiamami pure come ti pare, però Andrea e basta , e anche il tu, vanno benissimo.

    Se preferisco spiegare più Galileo o più Bruno? Mi fa piacere tu mi ponga questa domanda, anche se è impegnativa.
    Di solito si ama ciò che si sa di più, compiacendosi anche della propria conoscenza e padronanza di un argomento (anche in questo consiste la “seduzione della conoscenza”, uno dei motivi per studiare ed approfondire le questioni; e per questo secondo Platone il cane è filosofo, perché ama le persone che conosce, a modo suo ama la conoscenza…).
    Nella mia formazione, pur essendo filosofica, mi è capitato di studiare più Galileo (ho sempre pensato che la filosofia non debba mai perdere il contatto con la scienza), perciò credo di spiegarlo meglio, e in questo lo preferisco.
    Ma per dirla tutta, probabilmente mi sarebbe piaciuto ancor di più se avesse avuto il coraggio – e la sfrontatezza – di Bruno.

  97. md Says:

    eh eh Andrea, molto equilibrato…
    beh, mi sono reso conto di avere due “buchi” che dovrò colmare: non ho finora avuto occasione né di leggere la Vita di Galileo di Brecht (che presto in continuazione agli studenti nella mia biblioteca), né di vedere il film della Cavani…
    A proposito di Giordano Bruno – che a me è più simpatico e affine di Galileo (ma sono d’accordissimo con Andrea sul non perdere mai di vista il contatto con la scienza) – e visto che sto studiando Spinoza, direi che sarà il caso di tendere un filo tra i due…

  98. Luciano Says:

    Salve.
    Nella ricerca scientifica è insito il concetto di innovazione, ne costituisce la spina dorsale. Comparare due figure diverse come quella di Bruno e Galilei forse è un tantino azzardato. Affermare delle cose che altri non hanno detto, magari in contrasto con le tesi comunemente accettate, non significa necessariamente innovazione. L’enorme merito di Galileo è quello di aver reso rigorosa la ricerca scientifica, introducendo un metodo valido ancor oggi.Una rivoluzione scientifica è tale quando si riesce a sovvertire una teoria in modo radicale. Copernico con il suo eliocentrismo che sovvertiva la teoria geocentrica che vedeva il sole girare intorno alla terra, oppure il primo trapianto di cuore di Barnard, la teoria della relatività che superava le concezioni galileiane di spazio e tempo separati e infine alla meccanica quantistica. E come dimenticare la teoria dell’evoluzione? Oggi è più difficile? Pensa,Valerio, alle cellule staminali e al loro impiego, agli studi sulla mente. Il formalismo che si usa diventa sempre più complicato, gli ambiti di indagine sempre più ristretti dato che le risorse da mettere in campo per ottenere risultati sono sempre più rilevanti. Ma tanto per citarne uno veramente affascinante, la paleoantropologia, da qualche anno sono state introdotte le metodologie della biologia molecolare nello studio dei fossili che hanno portato nuova luce sui nostri antenati e che magari produrrà una nuova e più conforme alla verità teoria della filogenesi della specie Homo. La strada per la conoscenza della realtà è ancora lunga…

    A presto.

    Luciano

  99. md Says:

    Però il rogo di Giordano Bruno (che naturalmente non aveva da esserci) e la sua concezione acentrata del cosmo (la terra e anche l’essere umano non sono il centro di alcunché) hanno un valore inestimabile proprio sul piano conoscitivo: aprono la strada con grande radicalità all’autonomia conoscitiva, alla libertà della ricerca, ecc. ecc. Sono i primi (grandi) passi di tutto quel che succederà poi…

  100. Luciano Says:

    Salve.
    Si MD, però queste sono posizioni filosofiche. La scienza (e la ricerca in particolare) si basa sui fenomeni, non sulle sensazioni tipo l’uomo non è al centro di alcunché. La ricerca scientifica, con la sua indagine rigorosa sui fenomeni, si può, lasciamelo passare, considerare ontologia applicata.

    A presto.

    Luciano

  101. md Says:

    Ma sai bene, Luciano, che c’è un bel po’ di “metafisica” nella scienza: gli scienziati balbetterebbero e non saprebbero che fare né dove mettere le mani se non li guidassero delle concezioni ontologiche di fondo…
    Oltre al fatto che con la nascita della scienza moderna e fino a non molto tempo fa le figure degli scienziati e dei filosofi erano piuttosto sovrapposte e confuse (Giordano Bruno stesso era aggiornatissimo e ferratissimo in ogni qualsivoglia materia scientifica, condivideva l’importanza della matematica e, a proposito di memoria, era un neuroscienziato in pectore… – per lo meno da quel che mi posso ricordare a spanne).

  102. Ares Says:

    Ares ^__^

    Ma daiiiiiiiiiiiiii Valeriooo… ma cosa dici?… non ti ho mai preso in giro per un tuo.. “stupido commento” ?__?, .. me lo saro’ perso, forse ^______^ ..

    Di stupidi commenti, comunque, fin qui non ne’ ho mai letti..

    ..hem… si forse ti ho preso ingiro… ma e’ piu’ forte di me.. se non si gioca anche un po’ ogni tanto, qui sembriamo dei topi da bibblioteca (ops!, scusa md).. comunque non ho mai criticato un tuo commento..

    .. poi hai visto, sei riuscito in un colpo solo a ricevere tremila complimenti… non aver paura di intervenire ed osare, finche’ ci sono io che abbaso la media, tutti si devono sentire autorizzati ad intervenire se hanno l’impellenza di dire qualcosa di sensato (giusto md?.. chiedo conferma al capo ^_-).

    Per quanto riguarda i saluti, saluta pure… io ironizzavo sull’uso del termine Professore..detto come se fosse un’onorificenza…

    @md anche ai miei tempi i professori venivano presi a mazzate.. le cose non sono molto cambiate.. non esisteva il web forse

  103. luther Says:

    E no caro Ares, quello che abbassa la media sono io…non appropiarti di “onorificenze” che non ti spettano!!!

  104. luther Says:

    Correzione: “Appropriarti”…pardon!

  105. Ares Says:

    Ares ^__^

    No per favore luther, ci tengo… la media l’abbasso io!!…

    .. io non sto’ a correggere gli errori ortografici , grammaticali, verbali, logici… perche’ sono troppi ^__-

  106. Andrea Says:

    Per rispondere più esaurientemente a Valerio, e rivolgendomi anche a md, torno sulla mia predilezione di Galileo rispetto a Bruno, motivandola (magari questa non è la stanza adatta, ma la discussione è partita qui).

    Sintetizzando, trovo Galileo un pensatore più moderno, intendendo la modernità proprio nel senso illustrato da md come rivendicazione di autonomia di indagine e di metodo della conoscenza della natura rispetto al pensiero teologico.
    Nella lettera a Cristina di Lorena del 1615, lo scienziato pisano traccia una distinzione netta tra ambito della scienza/ragione (“come vadia il cielo”) e sfera della religione/fede (“come si vadia al cielo”). In qualche modo prefigurando la distinzione kantiana ragion pura/ragion pratica e quella ancor più vicina a noi di Max Weber tra “fatti” da un lato e “valori” dall’altro. In sostanza Galileo afferma che la descrizione oggettiva della realtà è compito autonomo della ragione, attraverso il metodo scientifico; alla fede, alla religione, alle Sacre Scritture non resta che il compito di darci delle indicazioni di tipo etico, riguardo a come ci si possa salvare l’anima, dare un senso alla propria vita e conquistarci il paradiso.
    Usando una distinzione di Colletti, potremmo parlare di separazione tra piano della “conoscenza” e piano della “salvezza”, cifra stessa della modernità.
    Bruno, che pure non si può non ammirare per come affronta la morte e per moltissime intuizioni, annovera ancora Dio tra gli oggetti della conoscenza filosofica (sia pure nella duplice accezione di “mens super omnia” e “mens insita omnibus”), e mette tra i compiti del filosofo quello di “indiarsi”. Ed è vero che nel concepire la possibile identità tra punto di vista del filosofo e punto di vista di Dio, come pure nel panteismo – seppure declinato in modo diverso – la sua posizione è affine allo Spinoza della visione “sub specie aeternitatis” (che appunto è una delle parti che mi convincono meno del suo pensiero), come pure ad Hegel, tutti figli più o meno fedeli del neoplatonismo.
    Per Bruno la terra è “un grosso bestione”. Mentre Galileo opera quella dis-animazione della natura (Ent-seelung der Natur, come dice Cassirer) che, ci piaccia o meno, è una delle caratteristiche della modernità, e che ha espunto progressivamente il sacro dalle nostre vite (anche se, in questo nuovo medio evo della società post-secolare, sembra spuntare ancora minacciosamente).

  107. Valerio Says:

    Innanzitutto vi ringrazio per l’interessamento all’argomento che nn avrei mai pensato avrebbe suscitato così tante reazioni…cmq mi trovo d’accordo con md…Bruno è stato l’unico a dare la vita per la sua filosofia e nn ha mai e poi mai avuto paura di un’istituzione che all’epoca era paragonabile alle SS durante la Seconda Guerra Mondiale…e poi di Bruno ammiro proprio quell’incredibile intuizione che lo portò a conclusioni a cui altri (Galileo) arrivarono grazie all’aiuto di strumenti come ad esempio il cannocchiale…cmq trovo giusta anche l’osservazione di Andrea, infatti di Galileo apprezzo soprattutto l’aver totalmente differenziato una volta per tutte la scienza dalla religione…cmq Ares!!!! quella che ho fatto su di te era solo pura ironia!!! Almeno fammi combattere ad armi pari!!! E nn ti preoccupare se abbassi la media!!! Di quella mi interessa a scuola e nn in questo blog che mi da davvero la possibilità di dare sfogo al bisogno di parlare di filosofia e comunicare questa mia passione…un grazie a tutti per essere intervenuti…a presto ed un saluto a tutti

  108. Ares Says:

    Ares ^__^

    Uèh filosofi …praticamente gli avete fatto il compito!…. vi siete resi conto vero?..

    .. non vi posso lasciare un attimo soli che vi fate fregare da un liceale.. ^__^

  109. Valerio Says:

    Che ingenuità ragazzi!!! Ve lo sta dicendo il più imperturbabile dei filosofi!!! Colui che ha in pugno l’atarassia e la mette in pratica attimo dopo attimo!!! Ragazzi…vi fate fregare da un ragazzino di 17 anni che vi sta sfruttando per il compito!!!! Ares si che è “uno sveglio”, anche se a quest’ora dopo aver finito di studiare sono sveglio solo io…un saluto a tutti…

  110. Luciano Says:

    Salve.
    Noi abbiamo dato dato risposta ad un quesito. E lo abbiamo fatto onestamente. Il ragazzino di 17 anni, invece, non è stato furbo ma disonesto. Tra l’altro chi conosce bene il ragazzino di 17 anni capirà al volo che non è farina del suo sacco perché non si cambia all’improvviso. Per migliorare ci vuole sacrificio. A noi non è costato nulla, pura cortesia. E la cortesia, caro ragazzino di 17 anni, è premio per chi la fa non per chi la riceve.

    A presto.

    Luciano

  111. Andrea Says:

    Vabbè dai Luciano, mica ce la prendiamo, il ragazzino ci ha dato un altro spunto per discutere di cose che ci piacciono.
    Speriamo almeno che il compito gli vada bene…
    In bocca al lupo Valerio!

  112. md Says:

    Giusto Valerio, che ci fai ancora sveglio all’1.22? Ecco perché poi i prof si lamentano degli alunni: svogliati, annoiati, ecc.
    Luciano: non ho ben capito la faccenda del sacco e della farina: perché, pensi che ci sia qualcosa che sia farina solo nostra?

  113. Luciano Says:

    Salve.

    @Andrea
    Non me la sono presa. Diciamo che i furbi non mi piacciono.

    @MD
    Beh, mettiamola così: al punto in cui sono arrivate le discipline che formano la nostra cultura è impossibile non sentire l’influsso di tutto ciò che ci circonda culturalmente. Però è vero che chi fa il furbo ha la tendenza a non rielaborare per dare una propria impronta, ma a copiare. Magari non è questo il caso….

    A presto.

    Luciano

  114. Ares Says:

    Ares ^__^

    Comunque questo Valerio non me la racconta giusta…. Vale sucusami… hem qual’e’ il tuo cantante preferito?…. e quale proprio non sopporti?

  115. Valerio Says:

    Ragazzi ma state forse scherzando????? La mia era una risposta ironica ad Ares che contnua a mandare messaggi provocatori!!!!!
    Io sono qiu solo ed esclusivamente perchè amo e dico amo la filosofia!!!!!!!!! E vi posso giurare che non avevo proprio nessun compito!!! Caro luciano sai che a filosofia a scuola ho preso 2 10 all’orale??? E figurati se vi vengo a rubare le notizie o i pareri…ma che siamo diventati matti…forse è colpa mia che nn ho reso bene l’intento ironico dell’intervento!!!!

  116. Valerio Says:

    P.S. @md…sono andato a letto a quell’ora perchè proprio a quell’ora ho finito di studiare le 6 materie per il gg dopo…e cmq mi dispiace davvero tanto che avete pensato che io avessi davvero voluto sfruttarvi per andare bene al compito che nn ho!!! Questo ragazzino vi ammira tutti quanti e nn avete idea di quanto si possa essere sentito orgoglioso quando tutti avete espresso un vostro parere, o quando tutti avete dedicato del tempo per scrivere e commentare…ah, dimenticavo…Ares…non solo mi hai abbassato la media, ma hai anche fatto in modo di farmi essere anipatico e disonesto a tutti…

  117. Ares Says:

    Ares ^__^

    Vale.. non mi hai risposto…. tic..tic…tic

  118. Ares Says:

    Ares ^__^

    Valerio qui di seguito troverai il commento che hai fatto.. prima che la discussione partisse:

    “Ciao md!!!! E’ un bel pò che non scrivo; un pò per il tempo ed un pò perchè sai, a volte nn mi sento all’altezza di commentare interventi in cui i contenuti filosofici sono ancora a me sconosciuti…Ultimamente, per mio grande dispiacere mi sto allontanando un pò da questa disciplina a dir poco stupenda principalmente per una serie di delusioni a scuola provocate dalla mia Prof che nn sempre (quasi mai) apprezza il mio studio ed il mio lavoro…per questo ho deciso di parlarne con te…e con ciò, se posso, ti volevo anche chiedere un qualche consiglio per la mia prossima interrogazione sulla rivoluzione scientifica…voglio fare davvero una grande figura per farle capire che il mio nn è uno studio superficiale o occasionale… Approfitto per salutare tutti…non scrivo ma comunque vi leggo perchè siete forti… P.S. Quanto sarebbe bello studiare la filosofia senza avere l’anzia di un’interrogazione e soprattutto con il tempo sufficiente ad approfondire argomenti interessanti ed importanti… ”

    Mi soffermere su un paio di affermazioni:

    1) [..] per mio grande dispiacere mi sto allontanando un pò da questa disciplina a dir poco stupenda principalmente per una serie di delusioni a scuola provocate dalla mia Prof che nn sempre (quasi mai) apprezza il mio studio ed il mio lavoro[..]

    2) [..] ti volevo anche chiedere un qualche consiglio per la mia prossima interrogazione sulla rivoluzione scientifica…voglio fare davvero una grande figura per farle capire che il mio nn è uno studio superficiale o occasionale[..]”

    …hem.. entrambe confliggono con delle affermazioni di recente conio:

    “[..]ho preso 2 10 all’orale??? [..]” (e la prof non ti apprezza ?!?.. che volevi la lode?)

    “[..]vi posso giurare che non avevo proprio nessun compito!!!” ( ma se hai chiesto a md di aiutarti per la prossima interrogazione sulla rivoluzione scientifica!)

    Comunque Valerio.. effettivamente io ironizzavo … anche se tu avessi cercato suggerimenti per l’interrogazione, e hai trovato qui 3 filosofi che hanno abboccato appieno, secondo me non avresti fatto nulla di male.. ti assicuro che io ai miei tempi ero il massimo esperto di copiatura in classe… anche se l’insegnante girava tra i banchi ….. meglio se mi metteva vicino alla cattedra… bei tempi!!… ^__-

  119. Luciano Says:

    Salve.
    @Ares
    Ecco vedi Ares, questo è uno dei comportamenti per cui effettivamente anche chi non ha commesso il fatto deve sentirsi colpevole.
    Naturalmente questo è un peccato che i più considerano veniale, anche se a me non piace…

    A presto.

    Luciano

  120. Valerio Says:

    Allora Ares il fatto di non sentirmi valorizzato nn era rispetto ai voti che mi merito ma rispetto al trattamento che mi è stato riservato in classe, e poi un conto è “fregarci” ed estorcere da voi notizie per l’interrogazione ed un conto è confrontarmi con persone molto ma molto piu espertedi me su un argomento che stavo studiando…e poi io tra l’altro considero davvero disonesto chi copia, perchè mentre io mi faccio il mazzo dalla mattina alla sera, c’è chi bello riposato e tranquillo si presenta e prende un 7 che ha in sè solo veleno ed irrispetto…francamente non ho capito l’intervento di Luciano, ma tuttavia voglio ribadire che nn sono e nn sarò mai a commentare per scopo lucroso o di utilità, e mi dispiace davvero tanto che tutti voi dopo gg che parlavamo avete pensato subito male…

  121. md Says:

    “mi dispiace davvero tanto che avete pensato che io avessi davvero voluto sfruttarvi per andare bene al compito che nn ho!!!”
    Valerio, io non l’ho mai pensato!
    (e anch’io non ho capito l’intervento di Luciano)

  122. Luciano Says:

    Salve.
    Allora lo spiego il mio intervento.
    Dato che il tono di Valerio non era ironico ma sarcastico del tipo “siete proprio dei beccaccioni che vi fate fregare da un ragazzetto che con quattro paroline belle si è fatto fare il compitino” io ho semplicemente evidenziato che non siamo stati ingenui noi ma disonesto lui.
    E tanto per dimostrare il tono riporto quello che ha detto:

    “Che ingenuità ragazzi!!! Ve lo sta dicendo il più imperturbabile dei filosofi!!! Colui che ha in pugno l’atarassia e la mette in pratica attimo dopo attimo!!! Ragazzi…vi fate fregare da un ragazzino di 17 anni che vi sta sfruttando per il compito!!!! Ares si che è “uno sveglio”, anche se a quest’ora dopo aver finito di studiare sono sveglio solo io…un saluto a tutti…”

    Ribadisco, i furbetti non mi sono mai piaciuti.
    A presto.

    Luciano

  123. md Says:

    Beh Luciano, io avevo interpretato in maniera completamente diversa

  124. Andrea Says:

    Bè ragazzi, così a Valerio gli facciamo passare la voglia di frequentare un blog filosofico, a forza di fare i permalosoni e i malfidati.

    Io credo assolutamente nella sua buona fede, ma anche se ci avesse “fregati” (cosa che ripeto NON CREDO) sarebbe stato un modo carino e intellettualmente curioso di prepararsi.

    E poi lo ringrazio per avermi segnalato la nota di Brecht al Galileo, che mi era sfuggita (detto fra noi, anch’io come md non ho ancora visto il film della Cavani)

  125. Valerio Says:

    Un grazie ad Andrea e md…davvero…le mie intenzioni nn erano assolutamente quelle di fare il furbetto…poi se Luciano mi vuole sentire va bene, sennò è uguale, la mia coscenza è pulita…il film della Cavani fu vietato ai minori di 18 anni perchè considerato troppo anticlericale, e vi posso garantire che è difficilmente reperibile…ci abbiamo messo mesi a trovarlo…

  126. md Says:

    Quoto assolutamente e risolutamente Andrea!

  127. luther Says:

    @VALERIO
    non devi giustificarti… in fondo sarebbe stata una innocente “marachella”…e poi che siamo “guelfi e ghibellini”,come direbbe toto’. Se non altro cerchero’ anch’io di vedere sto film della Cavani…
    @md
    tu dici:”beh, mi sono reso conto di avere due “buchi” che dovrò colmare”…che te possino ,beato te, io devo colmare delle enormi falle…
    A volte leggendovi mi sento come quel cliente del mio studio…un tagliatore di pelle per calzature…che trovandosi in vacanza, nella hall dell’albergo…cosi’ per socializzare, si avvicino’ ad alcuni ospiti…parlavano di taglio…di cuciture… ebbene il mio cliente penso’ bene d’intervenire…disse quattro “cazzate” tra lo sbigottimento generale e si rese conto troppo tardi che i suoi interlocutori erano chirurghi che parlavano di ben altre tecniche di taglio e cuciture.
    Saluti

  128. Luciano Says:

    Salve.
    Una ultima considerazione poi credo che questa polemica possa chiudersi qui Quello che non mi è piaciuto è il tono che ha usato Valerio. Il problema non è la marachella della copiatura, ma quello che ha scritto dopo.

    “Ragazzi…vi fate fregare da un ragazzino di 17 anni che vi sta sfruttando per il compito!!!!”

    Non mi sembra una frase scherzosa. Ma a tutti capita di dire una cazzata, che male c’è? Basta ammetterlo. Volevo essere spiritoso ma la parola scritta purtroppo non sempre riesce a dare il senso. Invece poi si mette pure a fare il sostenuto. Vabbé.

    A pesto.

    Luciano

  129. Valerio Says:

    Allora Luciano… a parte che mi sembra che tu ti stia attaccando alle cose più insignificanti per continuare questa discussione che per me nemmeno aveva motivo di esistere…mi hai dato del disonesto e del vuoto senza concetti che vi copia e prend un bel voto a filosofia, mi hai detto che il miglioramento è sofferenza e ti assicuro che studio tanto per il voto che ho…e poi ti dico per l’ultima volta, perchè capisco che questo blog è un’occasione per parlare di filosofia e non per fare polemica, che il mio sarcasmo era rivolto solo ed esclusivamente verso Ares che ogni volta ha qualcosa da dire sui miei interventi o le mie iniziative…in tutti questi gg vi ho ringraziato in continuazione per ciò che avete fatto e poi vi vengo a prendere per il culo??? Bah, mi sembra che tu te la sia presa davvero troppo tra l’altro per qualcosa che nn ho mai fatto, mi dispiace che una così bella parentesi di questo blog si debba concludere in questo modo, però nulla è perfetto
    P.S. E nn mi sembra proprio che facevo il sostenuto caro mio, oggi mi sarò spiegato 2000 volte per farti/vi capire che nn era minimamente nel mio interesse prendere in giro voi, da cui io prendo esempio…un saluto a tutti e spero che con questa delucidazione caro Luciano ti convincerai che con te e ne con nessun altro proprio nn ce l’avevo…

  130. md Says:

    @Valerio: eh, eh, ancora notte fonda? (bisognerà togliere il tracciato dell’ora di pubblicazione dei commenti, altrimenti questo blog diventerà un agente del controllo sociale…)
    @Luciano, Valerio, Ares (e tutti gli altri/e): tanto per dimostrare (se ancora ce ne fosse bisogno) la complessità della comunicazione e la facilità del fraintendimento…
    @luther: divertente! ironia della sorte, è il lavoro di mio fratello (il tagliatore, non il chirurgo!)

  131. Ares Says:

    Ares ^__^

    E’ STATA TUTTA COLPA MIA !!!!!….ufffffffffffff qui non si puo’ mai ironizzare!!!!

    Quando ho detto che vi siete fatti fregare da Valerio..IRONIZZAVO… perche’ era divertente legervi:… vi siete tutti precipitati a fare a gara a chi ricordava meglio un dettaglio e a chi aveva avuto l’intuizione piu’ geniale sull’argomento….quindi avete dato modo a Valerio di arricchire le sue, gia’ ricche, riflessioni.

    Sembravate quei genitori che aiutano i figli a fare i compiti.. e alcuni finiscono con il farglieli….. non ho mai pensato che Valerio l’avesse fatto con l’intenzione di “fregare” nessuno, ha solo utilizzato inteligentemente uno strumento straordinario ed economico(chi sa ancora per quanto)che tutti i ragazzi dovrebbero usare.

    @Luciano, io credo che Valerio ironizzasse quando ha detto quella frase che non ti e’ piaciuta.. quella frase era rivolta a me – rispondeva con ironia a una provocazione ironica – si forse aveva una leggera sfumatura sarcastica la frase, ma perche’ evidentemente si e’ sentito da me accusato ingiustamente… o forse non aveva capito fino infondo che la mia ironia aveva come oggetto i 3 filosofi e non lui.

    Scusami Valerio e scusatemi tutti, non tengo mai conto che lo scritto si presta sempre a mille interpretazioni, se non si conosce chi scrive.

    Si pero’ voi…….. miiiiiiiiiiiiii .. ormai dovreste conoscermi … sono un inquilino fisso di questo blog….. MD .. non cacciarmiiiiiiiiiiiiiiii..sigh… non lo faccio piu’ !!.

    Valerio, continua a sfruttare il mezzo, basta riflettere su quel che si legge e far proprie le parole altrui..

  132. Valerio Says:

    Dai Ares!!! Alla fine per me 6 davvero un grande…è difficile per me capire totalmente i tuoi interventi ma ti voglio bene!!! Un saluto a tutti

  133. Ares Says:

    Ares ^__^

    MD… ascolta non ricordo piu’ come si chiama il post in cui abbiamo parlato dei sogni e dell’illusione d’essere….. si e’ parlato della nullificazione dell’essere… si e’ citato Schopenhauer e Nitzsche e i nichilisti.

    Ricordo una citazione di Schopenhauer “sul sogno” o “i sogni”… mi sto’ arrovellando non ricordo nemeno la foto…tic…tic…tic…. hem …. mi puoi aiutare?

    Ho provato con le ricerche di woodpress ma non si puo’ cercate un autore o una parola all’interno dell’intero blog…. fanno sempre le cose a meta’ questi informatici… ufffff!!

  134. md Says:

    potrebbe essere questo:
    https://mariodomina.wordpress.com/2008/08/06/larcobaleno-sui-tetti/
    o anche questo:
    https://mariodomina.wordpress.com/2007/09/28/metta-sutra/
    Ricordati che per la ricerca puoi anche utilizzare le tag (in questo caso: Schopenhauer, Nietzsche, nichilismo…), sia cliccandovi sopra sia inserendole nella casella delle ricerche

  135. Ares Says:

    Ares ^___________________________^

    Siiiiiiiiiiiiiiii bravissimo MD e’ il primo post CHE HAI LINKATO.. GRAZIE!!

    .. Ti sfruttero’ un po’ ^__-

  136. Valerio Says:

    Ciao md e ciao a tutti!!! Sono in Irlanda e vi posso dire che ieri sono andato alla Trinity Library ed ho cisto un mezzobusto di Socrate a dir poco stupendo!!! Nn ho potuto fare nemmeno una foto…cmq un salutone a tutti…

  137. Ares Says:

    Ares ^__^

    Valerio ormai e’ definitivamente corrotto.. e’ passato alla venerazione estetica dei mezzobuto dei filosofi…

  138. md Says:

    ciao Valerio, saluti all’Irlanda e non esagerare con la Guinness…

  139. Matteo Says:

    Salve a tutti,
    mi presento sono Matteo, il compagno di banco di Valerio…
    intanto volevo farvi i complimenti, ho letto qualche post/commento e questo blog mi sta interessando molto( magari voi riuscite a farmi interessare di filosofia, cosa in cui non vi è riuscita la mia prof.)
    poi volevo chiedervi quale per voi fosse una lettura interessante su Schopenhauer, visto che oggi ho dato un’occhiata al suo L’Arte di insultare e mi ha divertito/intrigato molto, considerando che in quelle poche pagine ce n’è per tutti.

    Grazie mille a tutti in anticipo
    P.S.
    @Ares, quando valerio è entrato nella biblioteca del college sembrava un bambino in un negozio di dolciumi…
    @md, purtroppo non ha potuto esagerare, in Irlanda sono molto fiscali(ho rimediato io che sono maggiorenne <_<)

  140. Plao Says:

    .

  141. md Says:

    benvenuto Matteo! Ma che prof avete????
    Su Schopenhauer: in effetti è un autore molto amato per la sua bravura nel comporre massime e aforismi, per lo stile e l’eleganza, ecc. (Adelphi, oltre a l testo da te citato, ha pubblicato altre raccolte: “L’arte di essere felici”, “L’arte di invecchiare”, “L’arte di conoscere se stessi”, “L’arte di trattare le donne”, ecc. ecc. – tutto un filone tipicamente etico, pratico, ecc. (anche se bisogna tener conto di una cosa circa la morale schopenhaueriana, per sua stessa ammissione: il fatto che un filosofo proponga una morale non vuol certo dire che poi ne segua i precetti, sul genere: predicare bene e razzolare male… ma qui il discorso si farebbe lungo).
    Tuttavia io consiglio sempre di buttarsi tranquillamente nelle acque limpide e profonde (la metafora è sua) del “Mondo come volontà e rappresentazione”. E’ un testo scritto bene, chiaro, mai involuto, che richiede “solo” (si fa per dire) qualche conoscenza di Kant.
    C’è infine quel “Schopenhauer come educatore”, un piccolo gioiello di Nietzsche sull’importanza di avere un maestro…
    A presto, ed entra pure quando vuoi nella Botte!

  142. md Says:

    Stamattina ho ricevuto dal nostro amico Ares questo malinconicissimo messaggio che riporto qui sotto:

    md,

    e’ finita!!…. mi hanno trovato.. o meglio hanno trovato Ares… e hanno sottoposto a filtro il tuo Blog… sigh!

    Salutami tutti con affetto e stima, buon lavoro. Ares ^__^

    S’intende che il datore di lavoro di Ares si è stufato e ha deciso che il suo dipendente dipendeva troppo dal nostro blog…

    Naturalmente gli ho raccomandato di dotarsi di una connessione a casa o di ricorrere ad altri mezzi – leciti o illeciti – per entrare nella Botte. Sarebbe proprio un peccato perdere il nostro guinness dei primati in termini di numero di commenti… stiamo infatti parlando di 1040 commenti (cioè il 25% di tutti i commenti del blog) – cioè a dire che il suo datore di lavoro potrebbe tranquillamente invocare la “giusta causa” qualora decidesse di licenziarlo…

    Naturalmente la “privacy” di Ares, per quel che mi compete, resta garantita in maniera assoluta (ma si tratta di un’assolutezza illusoria, visto che l’esposizione in rete è sempre e comunque rintracciabile…)

  143. Luciano Says:

    Purtroppo è così….

  144. Valerio Says:

    Cioè md fammi capire un attimo…il capo di Ares lo ha beccato che nn faceva altro che usare il computer della sua sede di lavoro e glielo ha tolto??? Al di fuori di tutto però spero tanto che Ares si metta la connessione in casa perchè ti giuro che mi manca tanto trovare i suoi commenti a volte seri a volte ironici ma sempre profondi ed esaudienti…un saluto a tutti

  145. md Says:

    Valerio, non credo gli abbia tolto il computer (a meno che non abbia deciso di fargli fare le pulizie…), solo gli ha inibito la connessione ad alcuni siti: è un po’ quello che sta succedendo ovunque (almeno negli uffici, non credo nelle fabbriche o nei cantieri) visto soprattutto la recente facebookmania: d’altra parte chi, come me, lavora in rete accede normalmente e simultaneamente a svariati siti, blog, chat mentre sta svolgendo il suo lavoro (nel caso dei bibliotecari, poi, il confine tra lavoro e non-lavoro diventa talvolta un po’ aleatorio, visto che succede che da casa mi connetta alla rete bibliotecaria o che dalla biblioteca, come in questo momento, mi connetta al blog… – è una confusione forse inevitabile, ma che talvolta mi preoccupa un po’, preferirei che ci fosse una linea di demarcazione più netta, ma questo è un altro discorso che andrebbe affrontato con più calma, e che attiene alle trasformazioni in corso del lavoro, di quello che Marx chiamava “general intellect”, ecc. ecc.).
    Ares, comunque, mi ha fatto sapere che farà di tutto per tornare tra noi…

  146. Plao Says:

    ;

  147. Ares Says:

    Ares ^___^

    Perora entro solo una volta la settimana, il sabato mattina.. vi leggo e basta pero’.. ^__-

  148. Valerio Says:

    Ciao md!!! Ciao a tutti!!! Ho preso 10 all’interrogazione su Galileo, Bacone e Cartesio…speravo che in qualche modo potessi inserire Bruno ma nn c’è stato modo di trattarlo…un saluto a tutti!!!

  149. Andrea Says:

    Ammazza Valerio! Io 10 in filosofia non l’ho mai preso (sarà per questo che non l’ho neanche mai dato?)

  150. md Says:

    Ciao Valerio, che dire? bravo bis! (comunque sei proprio un secchione… a proposito, come si dice dalle tue parti?)

    @Andrea: io 10 l’ho preso solo in prima o in seconda elementare, già in quarta/quinta il mio maestro era tiratissimo, non andava oltre il 7 in genere; poi alle superiori avevo 8 fisso in matematica (più che in italiano, ma facevo il “tennico”, quindi niente filosofia…)
    Comunque penso tu faccia bene, io se insegnassi non darei 10 nemmeno a un novello Kant…

  151. md Says:

    A proposito Valerio, potresti dire al tuo compagno di banco che sto preparando un post su Schopenhauer (piuttosto cattivello), dovrei pubblicarlo al più tardi giovedì

  152. Valerio Says:

    Mario io per mia erratissima scelta sono ad un liceo scientifico PNI, ed ho scoperto che la matematica nn mi piace!!! Avessi 8 come te!!! Però nn baratterei mai e poi mai il mio voto a filosofia!!!
    @Andrea:ma tu insegni ad un classico od a uno scientifico?? e cmq è bellissimo che un prof liceale di filosofia scrive su un blog filosofico!!! Davvero spettacolare…

  153. luther Says:

    ciao Prof.Md,
    scrivo qui perche’ questa e’ la stanza che prediligo…meno impegnativa…
    Cmq ti leggo sempre con piacere…
    Sto leggendo “Storia della filosofia” di Reale e Antiseri, la trovo esaustiva…tu cosa ne pensi?
    Un cordiale saluto

  154. md Says:

    Grazie Luther (ma niente Prof, mi raccomando…)
    non ho utilizzato nei miei studi la Storia della filosofia di Reale/Antiseri (mi sono capitati in sorte Dal Pra, Geymonat, Abbagnano e, a latere, Severino, almeno principalmente), ma per quel che ne so è un’ottima opera, sicuramente di ampio respiro.

  155. anna Says:

    Ho letto “Gli strati del dolore”, “Alta quota” e “Karumi”. Condivido l’idea di leggerezza che traspare da quel quadro. Credo sia legata all’emisfero destro, alla creatività, all’intuizione e ai sensi. Il perdersi, anche solo per qualche istante, a guardare un fiore, un albero, la luce del mattino o altro, ad ascoltare il silenzio che segue un temporale, ad annusare un profumo o ad assaporare un cibo gradito, ci permette di distogliere la mente dai pensieri che spesso ci tengono ‘prigionieri’ di quel che crediamo di essere, si sapere. L’arte ci mette in contatto con uno spazio interiore dove sembrano svanire le distanze, la separazione dal mondo e dagli altri. [siamo polvere di stelle. E’ stata avanzata l’ipotesi che esistano i buchi bianchi che emettono energia anzichè risucchiarla come quelli neri, e che il Big Bang abbia avuto origine da un buco bianco]. Anche un massaggio o il pedersi in un abbraccio allentano la morsa dei pensieri alleggerendo l’anima. Ci permettono di cogliere un essere più grande al di là di quello che vediamo degli altri, spesso con occhiali colorati dai nostri condizionamenti, dai nostri vissuti, dalle nostre paure.

  156. anna Says:

    Conosco bene il lasciarsi vivere o il voler morire. Ed è anche molto doloroso sentirsi impotenti di fronte al dolore altrui. Si vorrebbe davvero riuscire a superare “le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce”. Per ora ho provato a ‘dare energia’ Reiki. Sembra dare aiuto sia a livello fisico che psicologico. [un astronomo ad una conferenza parlava dei neutrini che avvolgono le nostre mani]. Ho letto di persone guarite dal cancro e dall’AIDS che avevano operato un profondo cambiamento nella loro vita. Forse anche la guarigione è un atto di libero arbitrio. Gli altri possono tentare di guarirci, starci vicini e sostenerci nei momenti difficili, ma non possono decidere per noi. Deve scattare qualcosa dentro di noi che ci spinga a voler guarire, a voler cambiare e, forse, a lasciar morire quelle parti di noi che provocano dolore, per lasciar posto a qualcosa di nuovo. P.S.: ho riascoltato ‘Vorrei’ di Guccini. Non l’avevo mai sentita prima. E’ dolcissima

  157. md Says:

    Anna, benvenuta nella Botte.

  158. anna Says:

    anche in passato scrivere mi aiutava ad alleggerire un po’ la mente. “ho bisogno di scrivere per fermare la mente il nostalgico ripensare al passato o l’ansioso vagabondare nel futuro. Non ho vissuto il presente. Sono la felce che ondeggia nell’aria il muschio aggrappato al muretto l’eterno presente” 2002

    “ho raccolto una lacrima
    e h’ho posata su un fiore” 2003

    “ho incontrato un’anima amica l’uomo che salva la vita di piccoli esseri indifesi. Guardarlo negli occhi stringergli la mano è stato stupendo. Dio esiste.” 2003

    “il sole è alto il cielo lontano la sabbia calda scivola nelle mie mani allegre onde si rincorrono per raggiungermi. E’ il richiamo del mare. l’acqua è limpida, invitante minuscoli granchietti si nascondono al mio arrivo. Le conchiglie mi sorridono il mare mi circonda la sua mano mi contiene sento il suo battito il suo respiro. Mi abbandono e il mio corpo non ha confini” 2002

    “ascolta il tuo cuore i silenzi le parole non dette o appena sussurrate. Ascolta il mio cuore i suoi sorrisi le sue lacrime la sua gioia” 2003

    “un pomeriggio di sole due stambecchi ci danno il benvenuto decine di farfalle ci accompagnano allegramente lungo il sentiero. Allmagelleralp, Apricotkuchen e si riparte. Un bosco di larici, mirtilli e rododendri accanto a noi una cavalletta morente sul sentiero e i ricordi mi assalgono. Le ultime parole all’ospedale il ritorno a casa la sua mano nella mia l’ultimo respiro il funerale. Ma la mente non si ferma ancora. La sua bicicletta, il suo cappello, i suoi racconti, le sue risate. E ride ancora quando si sente profumo di carbonara in cucina quando Niki discute con la mamma o quando le ruba la ciabatta per farla giocare” 2002

    “ciao, piccola. non piangere. Siedi ai miei piedi e ascolta. Entra nel mio tronco nei miei rami nei miei aghi. Ascolta anche gli altri larici. Non sei sola. Noi siamo te e tu sei noi. Portaci sempre con te” 2002

    “una biciclettina verde le lucciole nelle serate estive le corse nei campi di frumento le pannocchie bollite. La casa tremante al passaggio dei carri armati i platani le foglie secche sollevate dal vento o dai miei piedi giocherelloni. Il vecchio albero all’ombra del quale sedevamo con la nonna Rina. Il profumo della menta accanto alla cinta la mietitrebbiatrice il campo arso prima della semina. Il silenzio che accompagnava la neve il sole di luglio sulle mattonelle rosse. I ricordi della mia infanzia alla quale attingere per riscaldare il mio cuore gonfio di tristezza” 2002

    “è un bel giorno per morire. Il tramonto rosa e viola si riflette nei miei occhi. Un vento freddo corre senza sosta tra la pianura e le montagne. Il Monte Rosa è all’orizzonte e io qui a stupirmi ancora di fronte alla vita a questa vita che non ho saputo vivere. Donami la gioia di vivere che ancora non conosco” 2003

    “forti braccia che non sapevano abbracciare. Grandi mani che non sapevano accarezzare. Mani colme di dignità di lavoro di generosità. Perdona la mia cecità. Non avevo umiltà per vedere non avevo saggezza per capire non avevo cuore per perdonare. Grazie per i doni che mi hai dato” 2003

    “c’è aria di festa in cucina. La torta nel forno il budino sul fornello gli gnocchi aspettano di fare il grande tuffo. Quanti sapori riaffiorano sul mio palato! Le frittelle con l’uvetta le chiacchiere fragranti il risotto allo zafferano la granita alla menta il formaggino Mio, l’insostituibile. Una famiglia gioca a nascondere piccoli oggetti su quel
    che resta della tavola apparecchiata. Un sapore indimenticabile il sapore dell’allegria” 2002

    “la musica ondeggiare nel mare limpido o lasciarsi accarezzare dalla brezza del mattino” 2002

  159. anna Says:

    condivido la tua idea dell’essere radicati in una comunità, dove giustizia, uguaglianza e rispetto per tutto e per tutti possano ‘cercare’ di rendere più sicuro l’ambiente in cui viviamo. E’ un ‘cercare’ che dà dignità all’essere umano, ma è solo un cercare. Non abbiamo il controllo sulla natura. Scusa, è un senso di impotenza misto al dolore che si respira nelle immagini della cerimonia. Da qualche parte ci sarà una risposta a tutto ciò

  160. md Says:

    @Anna: sì certo, era Kant. Il buon vecchio Dal Pra è per me quasi un testo sacro, devo averlo sempre sotto mano.
    Anch’io ho un rapporto molto particolare con i boschi e con gli alberi.
    Buona Pasqua in senso lato anche a te!

  161. Matteo Says:

    ciao a tutti,
    vorrei porvi un quesito… secondo voi è giusto lasciar perdere ciò che dice la ragione, che suggerisce di seguire i binari che la vita e gli altri ci hanno prestabilito e di cui si conoscono le fermate e il capolinea, e ascoltare il cuore, che propone invece di far deragliare questo treno su altri binari, che portano magari in altri paesi o continenti, quando ormai si è capito che questo non è il nostro posto, non con queste condizioni e con questi “passeggeri”. Andare in posti lontani che si ammirano solo in tv dove altre persone hanno trovato la pace e la loro vera patria, luoghi dove si può trovare se stessi e il nostro posto, la nostra ragione di vita…

  162. anna Says:

    ciao, Matteo. Io credo sia più saggio ascoltare il cuore, o meglio, ascoltare la NOSTRA testa e il NOSTRO cuore, anzichè “seguire i binari che la vita e gli altri ci hanno prestabilito”. Credo anche che si possa TROVARE SE STESSI QUI, senza andare in paesi lontani. Ma tu sei tu e devi guardare dentro di te per trovare le TUE risposte e prenderti la responsabilità delle TUE scelte. Buona Pasqua

    P.S. al commento di ieri: ho sbagliato, non è vero che ho un brutto rapporto con la Chiesa, ma solo con alcuni esponenti della Chiesa. Da bambina ho avuto un ottimo ‘maestro’ di religione; le sue parole arrivavano dritte dentro di me, mentre i discorsi di altri religiosi non mi sfioravano neppure. E’ andato a fare il missionario in Africa. Dopo la cresima ho avuto uno ‘scontro’ con una suora che si sentiva ‘delusa’ da me perchè sostenevo che anche la musica e la pittura erano forme di preghiera. Col senno di poi direi che avevo ragione; anche l’arte, come il senso di responsabilità e la solidarietà, ‘elevano’ gli esseri umani. Mi vengono in mente la semplicità delle chiese e dei battisteri romanici, i colori delle volte affrescate dell’Abbazia di Viboldone o del battistero di Parma, alcuni quadri di Kandiskij (che era un teosofo), una mostra interamente dedicata al Caravaggio o la musica nel film Philadelphia. Non credo di aver sentito questi discorsi in casa mia, era un’idea innata in me? Gulp! Si capisce che ho vissuto un periodo di astinenza dalla scrittura. Continuo a scrivere!

  163. anna Says:

    scusa Matteo se ho evidenziato alcune parole; scrivendo a te stavo rispondendo a me stessa. Ho trascorso decenni della mia vita subendo le idee e le scelte degli altri, fino a quando ho trovato la forza di reagire non tanto agli altri quanto a me stessa, al mio dare la responsabilità agli altri di quello che facevo e che non facevo. Ho fatto progressi: sono uscita da una situazione che mi provocava sofferenza e sono andata a vivere da sola, o meglio, con i miei gatti. Non è stato facile affrontare la solitudine, ma ora sono molto più serena e, in modo paradossale, meno sola di prima. Spero di essere riuscita a spiegare il senso della mia prima risposta. Ciao

  164. anna Says:

    questa stanza ha un fascino particolare, non c’è quadernone che regga al confronto. … Mi diceva che gli ricordavo Virginia Woolf per il mio bisogno di capire, di andare oltre e che avrei fatto la sua fine. Nei giorni scorsi ne ho riletto la biografia ed ho scoperto che aveva subito abusi sessuali e che questo ha sicuramente influito sulle crisi depressive che la portarono al suicidio. Io non ho subito traumi. Avevo soltanto il complesso del brutto anatroccolo-femmina che per i suoi genitori avrebbe dovuto essere un cigno-maschio. Avevo un padre sensibile e introverso, che amava mia madre al punto di scappare di casa per sposarla, e che io sentivo succubo di lei, del suo bisogno di ‘fare’, di realizzare i ‘suoi’ sogni. Crescendo ho imparato ad accettarli e ad amarli per quello che erano. Poi il ‘destino’ o altro, non so, ha fatto sì che il brutto anatroccolo si trovasse a vivere con persone che ostentavano averi e lauree. Per fortuna non mi è venuto in mente di andare dallo psicanalista, altrimenti sarei ancora lì! Ho cercato di capire anche loro e di accettarli, almeno un po’. Ma mi sentivo “spersa in un letto così ampio … io la morte abbracciai” Mogol Battisti “io vorrei , non vorrei”. Era completamente ‘perso’ nel suo lavoro, sognava di vivere in una baita in montagna ma non voleva allontanarsi dai suoi genitori e dalla loro casa. Mi diceva che bisogna accettare la realtà in cui si vive e che le persone non cambiano. Per una quindicina d’anni ho tentato di imitarlo dedicandomi interamente al mio lavoro, ma ero profondamente triste e sola dentro. Dov’era il ragazzo che avevo conosciuto, che mi svelava la sua anima con storie inventate al momento e con cui trascorrevo ore intere a parlare di filosofia? Mi diceva che assomigliavo ad un mazzo di fiori recisi che era bello trovare al ritorno a casa. Ma i fiori appassiscono! preferisco essere una piantina che cresce, cambia (sono recidiva). Le nostre discussioni si riducevano ai monologhi di Woodstock che continuava a ripetere “io ci sono” mentre Snoopy lo guardava in silenzio pensando “ma cosa vuole dalla vita? Ecco un’altra Virginia Woolf”. No, io voglio vivere.

  165. anna Says:

    Qualche settimana fa ho letto un volantino sulla vivisezione. “Nel gran segreto dei laboratori di tutto il mondo tra i 300 e i 400 milioni di animali ogni anno vengono avvelenati, ustionati, mutilati, sezionati, drogati, immobilizzati per anni in apparecchi di contenzione, lasciati morire di fame o di sete, sottoposti a scariche elettriche, a traumi fisici e psicologici o a cruente operazioni chirurgiche. Sugli animali si sperimentano tutti i prodotti chimici prima di immetterli sul mercato, forzandoli ad ingerirli o respirarli fino all’avvelenamento e alla morte, o sperimentandone gli effetti sulla pelle nuda o sugli occhi. Sugli animali vengono condotte ricerche farmacologiche, inducendo loro artificialmente malattie tipiche degli umani. Queste torture che farebbero rabbrividire chiunque vengono giustificate come un prezzo necessario da pagare per il progresso della scienza medica e per il bene della specie umana. Questo è ciò che i vivisettori e le lobby del farmaco vorrebbero farci credere quando dall’alto della loro autorità sentenziano ‘vorreste veder morire vostro figlio o un cane?’ Non è possibile cercare risposte ai mali che affliggono gli umani, derivanti da molteplici fattori (ambiente, psiche, costituzione, stress, condizioni di lavoro, inquinamento, alimentazione etc) imitando grossolanamente e semplicisticamente queste variabili nel chiuso di un laboratorio e usando come modello gli animali, date le differenti caratteristiche biologiche, fisiologiche, biochimiche e anatomiche. In gran parte dei casi non viene utilizzata alcuna anestesia, perchè sarebbe una perdita di tempo e potrebbe interferire con l’esperimento, ma spesso i vivisettori hanno cura di TAGLIARE LE CORDE VOCALI per non sentirne i lamenti e poter praticare quella che chiamano “la disciplina del silenzio”: nessuno deve sentire, nessuno deve sapere. La scorsa settimana ho letto: “sono stati sequestrati dei filmati che sarebbero stati verosimilmente girati nell’ambito del circuiti del turismo sessuale, con le riprese di violenze estreme su bambini e bambine di 4-5 anni, IMBAVAGLIATI E LEGATI. Gli animali quando catturano una preda le lasciano la possibilità di urlare! Aveva ragione Marco. Dov’è la morale dentro di noi? Forse avviene davvero una sorta di evoluzione morale della specie umana e anche del singolo attraverso la reincarnazione. Avevo letto un libro su Baba Phiare Lal Bedi. Era nato nel 1909 in India.”Frequentò l’università sia in India che in Europa conseguendo tre lauree. Partecipò attivamente alla guerra di liberazione contro gli Inglesi. Venne poi catturato e trascorse molti anni in prigione, dove fu selvaggiamente torturato riportando una lesione alla colonna vertebrale che lo costrinse dapprima a camminare con un bastone e poi a spostarsi su una sedia a rotelle”. Venne in Italia nel 1974 e vi morì nel 1993. Secondo lui “l’essenza dell’essere umano, cioè la parte invisibile che mantiene la continuità dell’esistenza, è il risultato del processo evolutivo della forza vitale che ha permesso alla coscienza di passare dallo stato del granello di sabbia a quello della specie animale e successivamente a quello dell’uomo. Man mano che la coscienza si è evoluta, per passare da una specie all’altra sono sopraggiunte nuove energie, nuove potenzialità che hanno via via dato origine a corpi più complessi e con abilità sempre maggiori. L’evoluzione dall’ultima specie animale a quella umana è stata possibile grazie al sopraggiungere di una nuova forza cosmica: l’energia di Luce divina che rende l’uomo potenzialmente privilegiato rispetto a tutte le creature delle specie precedenti. Questo privilegio consiste nella possibilità di usufruire del libero arbitrio. Tutte le altre creature seguono invece inevitabilmente la spinta dell’energia vitale”. “La perfezione non consiste nell’avere un alone dorato intorno alla testa, ma nel vivere pienamente in modo che tutte le energie che sono dentro di noi si possano esprimere totalmente. Il viaggio che ci conduce alla perfezione inizia con il non fare del male consapevolmente agli altri e a noi stessi”.

  166. anna Says:

    Dopo decenni, ho finalmente riaperto il vecchio Sommario del Dal Pra. E’ uno dei libri superstiti di un’orda selvaggia che lo scorso anno ha deciso di alleggerire anche la libreria dai ricordi dolorosi. Non si supera la sofferenza allontanando gli oggetti che ce la ricordano, lo so, ma allora ho regito così! Avevo intenzione di rileggere Kant e, invece, dopo la lezione spinozista 3, ho cercato Spinoza. Wow! “Dio è la causa immanente delle cose”. ” Dalla somma potenza di Dio o dall’infinita sua natura, infinite cose in modi infiniti sono sgorgate, e sempre, per la medesima necessità procedono”. “Gli attributi della sostanza sono infiniti, noi ne conosciamo soltanto due: il pensiero e l’estensione.” “Spinoza pone al di sopra della conoscenza razionale, la conoscenza intuitiva con la quale l’ordine razionale e necessario dell’essere viene colto immediatamente nelle singole cose… egli vede tutto lo sviluppo della conoscenza umana come proteso a questo risultato supremo, al punto da prospettare un’unione mistica della nostra anima con l’ordine eterno e necessario, in cui si realizza un ‘amore intellettuale di Dio’ che è anche suprema liberazione dalle visioni parziali e conquista della più piena libertà e felicità”. “il conatus o sforzo con cui qualsiasi cosa tende a perseverare nel proprio essere e che costituisce l’essenza di ogni cosa, quasi l’espressione in essa della stessa potenza della sostanza”. “ognuno giudica per il supremo diritto della natura ciò che è bene e ciò che è male e provvede col suo talento al proprio utile”. “la passione conoscitiva ci porta a comprendere la sostanza e all’amore intellettuale di Dio; è in questa liberazione dalle passioni che ci legano a ciò che sta fuori di noi che possiamo conseguire la massima libertà …siamo anche disposti a guardare con distacco gli egoismi e gli odi altrui (aggiungerei anche nostri) e a promuovere quindi la concordia e la pace nella società”. Credo che a Baba Bedi piacesse molto Spinoza, per quel poco che ho capito di tutti e due! Gli devo molto. Qualche anno fa una collega mi ha insegnato tecniche di rilassamento, evacuazione degli stati d’animo negativi, scrittura, pittura e danza. Allora correvo tutto il giorno da un luogo all’altro per scappare da casa e da me stessa. Quel rilassamento era meraviglioso! Un ascoltare il corpo, un dargli attenzioni attraverso il respiro e pian piano liberare la mente dai pensieri fino ad uno stato di pace interiore, un ‘esserci’ completamente nuovo per me. L’evacuazione degli stati negativi era un ascoltare un movimento, un formicolio muoversi all’interno del corpo e poi uscirne lasciando un senso di liberazione e leggerezza. La scrittura era un trasferire su un foglio tutte le parole che arrivavano alla mente senza fermarsi a riflettere, a dare un senso, fino al crearsi di un dialogo sempre più profondo. La pittura era un scegliere i colori che ti attiravano e lasciare andare la mano liberamente senza pensare. La danza era un lasciare che il corpo si muovesse nello spazio secondo una musica, un ritmo interiore. Baba Bedi diceva “bisogna lavorare affinchè ogni individuo trovi la propria consapevolezza e la propria autonomia. Basta con le regole e l’autoritarismo. Basta con i maestri, i guru, i padroni”. E io ho commesso l’errore di andare da un terapeuta a chiedergli cosa dovevo fare e lui, che conosceva molto bene Baba Bedi, mi ha anche risposto! Non ho ancora capito se è una di quelle persone che ha bisogno di giocare al transfert o se stava soltanto attraversando un periodo difficile. Non ha più importanza, non è nato nulla tra noi. Ci sono onde che non donano conchiglie o stelle marine, ma ti fanno soltanto cadere, forse per trovare il profondo di te, per togliere un po’ di sabbia dal tuo fondale e scoprire le conchiglie e le stelle marine che hai dentro. Ho dovuto frequentare altri corsi qua e là per capirlo e ora, che anche questo dolore se n’è andato, posso riprendere a scrivere, a danzare o a giocare con i colori. E’ rimasto il ricordo del dolore. Perciò ho deciso di sedermi in riva al mare ad osservare le onde prima di andare loro incontro. E’ da un po’ di giorni che questo libro su Baba Bedi gira per casa. E’ ora di rileggerlo e anche di approfondire quel poco che ho letto su Spinoza. Buona domenica

  167. anna Says:

    Ho appena letto ‘consigli di lettura di Kafka’. Sì, le ferite e certe letture ci permettono di comprendere meglio la sofferenza altrui, di abbandonare la nostra isola o mare gelato per cercare di star loro vicini.

  168. anna Says:

    Stavo ripensando a “Leibniz e la trance ipnoide del supermarket” e alle chiacchierate con mio cugino, un caro amico. Sì, il cambiamento fatto in questi ultimi anni rappresenta soltanto un passaggio verso qualcosa di più radicale, che mi sta aspettando. La fuga da un ambiente estraneo a me unita ad un grande senso di liberazione; il ritorno nella casa dove ho trascorso l’infanzia, colma di ricordi e di vecchi sapori; il nuovo nido a misura di Anna. La voglia di vivere, finalmente! Il ripiegarmi su me stessa per comprendere fino in fondo il passato e recidere ciò che non mi appartiene, condizionamenti che impediscono alle persone di realizzare quello che sentono come urgente dentro di loro, come direbbe Baba Bedi, e non quello che gli altri si aspettano da loro. Molte donne antepongono figli, anche adulti,e marito a se stesse. Io vivevo troppo di emozioni, di reazioni agli altri, il mio stare bene o male era prevalentemente subordinato a quello che pensavano e facevano le persone attorno a me. Tornando all’articolo di Mario e alla scelta della sua amica Chiara, la vita in città non mi è mai piaciuta, ma ora mi sta sempre più stretta. Troppo cemento, asfalto e automobili. Vivo in una zona in cui non ci sono edifici alti, ma, ormai, anche le villette mi infastidiscono, con i loro recinti, i cani che abbaiano per difendere il territorio e i giardini supercurati! Ho trovato un campo che è divenuto meta fissa delle mie passeggiate; mi ricorda l’infanzia, i campi attorno alla casa e le vacanze in campagna da uno zio. C’è anche il parco, ma è un surrogato. P.S.: ho deciso di rileggere Leibniz. Però sento la mancanza del testo del liceo “Filosofie e società” mi pare di Papi, Alessi, Fabietti e … Cercherò nelle librerie dell’usato. A Milano vendono anche CD usati in ottimo stato a soli 8 euro!

  169. Valerio Says:

    md, Andrea, Ares…avrò molto probabilmente 10 a filosofia lla fine dell’anno, all’interrogazione e compito su Spinoza che è a dir poco emozionante, Pascal ed Hobbes hopreso 9,5 e 10!!!!
    Che soddisfazione!!!

  170. md Says:

    Valerio sei un mostro…. adorabile, naturalmente!
    Però, quando avrai voglia e tempo, vorrei che tu scrivessi qualche tua personale considerazione sull’emozionante Spinoza…
    ciao

  171. Andrea Says:

    Complimenti Valerio! 10 su Spinoza è veramente straordinario (torno a dire che non l’ho mai messo…), ed è bello soprattutto che ti emozioni.
    Io invece mi emoziono più con le ragioni del cuore di Pascal e con la sua “scommessa” con cui confessa in realtà di non sapere granché su Dio e sulla sua esistenza, piuttosto che con la pretesa spinoziana di una visione “sub specie aeternitatis”.
    Ma è questione di gusti.
    Bravo!

  172. anna Says:

    Ieri sera mentre ascoltavo ‘capolavori al pianoforte’ (Beethoven, Schubert e Chopin), mi sono persa ad osservare le pagine di vecchi calendari appese alle pareti: Monet, Renoir e poi Munch, un giardino assolato che trasmette un gran senso di pace. Ricordo una mostra di qualche anno fa: ‘L’urlo’, i visi verdi, emozioni molto dolorose. “Le emozioni sono stati d’animo che nascono come reazione a ciò che viviamo in rapporto agli altri. all’ambiente o a noi stessi. Se qualcuno è gentile con noi, per reazione proviamo gioia, se ci insulta proviamo rabbia o tristezza. Proviamo commozione o meraviglia quando osserviamo la bellezza di un tramonto, irritazione se camminiamo in un luogo sporco o troppo rumoroso. Se crediamo di non essere in grado di fare qualcosa abbiamo paura o viviamo l’insicurezza; se pensiamo ad una persona che abbiamo aiutato proviamo soddisfazione; se pensiamo a qualcuno che ci ha fatto del male proviamo rabbia; se pensiamo a qualche azione scorretta che abbiamo compiuto ci sentiamo in colpa”. Mi è venuto in mente un articolo di Mario, gli uomini che vivono una sessualità solo genitale, un ‘urinare’ come direbbe in modo più colorito un naturopata che conosco, e poi ricordi lontani di Picasso, la realtà poliedrica, i diversi punti di vista da cui ci vedono gli altri (uno, nessuno e centomila), le sfaccettature che ognuno riesce a cogliere di sè, cosa prova una donna frazionata: genitali, corpo, mente, emozioni e forse anche sentimenti per un uomo che la sta usando. Negli ultimi decenni le donne si sono finalmente riappropriate del loro corpo, della loro sessualità. Quegli uomini dovrebbero riscoprire l’affettività, le coccole, l’intimità che avevano con il corpo della madre, il sentirsi amati, il prendersi cura dell’altro, il dare. “I sentimenti maturano nel cuore dell’uomo man mano che la sua coscienza evolve. L’amore è sempre incondizionato e gratuito, non pone condizioni e non si aspetta nulla in cambio, è totalmente libero e lascia la totale libertà, non crea sofferenza. La passione può essere una componente dell’amore perchè fluisce dal desiderio di unione dei corpi. La possessività, invece, non ha nulla a che vedere con l’amore, è espressione di un aspetto poco evoluto della personalità che vuole appropriarsi di qualcosa o di qualcuno”. Secondo me, il rapporto con l’altro implica anche il desiderio di conoscerlo, con la consapevolezza di essere qui e ora alla continua ricerca e scoperta di sè e dell’altro, un conoscere in divenire di due individui in divenire. Ci sono momenti in cui si accorcia la distanza che ci separa dagli altri, in cui ci sembra di sentire o sentiamo quello che provano, in cui ci sembra di capire o capiamo quello che pensano. Con l’altro si vorrebbe che svanisse ogni confine in una sessualità sacra, che coinvolge corpo, cuore e mente, e forse altro, forse un comprendere il Dio Sostanza di Spinoza all’interno di un amore non solo intellettuale, ma anche fisico. L’altro non come oggetto che mi procura piacere, nè come passione che crea attaccamento e dipendenza, ma come essere umano alla ricerca del Dio che è in lui, negli altri e nel mondo in cui viviamo, estensione e pensiero. Mario ha scritto che in questa stanza ci si può sfogare un po’ (io ho un’idea piuttosto dilatata dello sfogo!) e anche fare discorsi senza capo nè coda. Perfetto!

  173. Valerio Says:

    @Andrea: Sai Andrea,di Pascal mi ha davvero affascinato l’idea di medietà della figura umana e di caduta…anche Pascal mi è piaciuto molto
    @md:Di Spinoza mi ha davvero emozionato la critica al terribile finalismo ed alla antropologia religiosa tipica proprio di quegl’anni…ma ancor di più il concetto di Libertà che ci permette di manovrare e solo manovrare la nostra autoconservazione…e vogliamo forse parlare della Naturalità su cui si fonda l’Etica…questo Spinoza rischia di superare il mio adorato Socrate…ma non so ancora…un saluto

  174. Andrea Says:

    Caro Valerio, di Pascal mi tocca il riconoscimento della fragilità umana, il rifiuto di qualsiasi pretesa antropocentrica che farebbe coincidere punto di vista dell’uomo e punto di vista di Dio, mi emoziona quell'”esistenzialismo” ante litteram (lo studierai l’anno prossimo) che fa provare angoscia – anche al libertino! – di fronte al silenzio eterno degli spazi infiniti.

  175. Lucia Says:

    Ah ma c’è un’altra stanza qui! E’ permesso? 🙂

  176. Lucia Says:

    MD (ed anche a tutti gli altri appassionati di filosofia —> ne approfitto per salutarvi tutti!) mi consiglieresti un buon testo di storia della filosofia? (eventualmente anche in più volumi, penso che unico sia difficile) Considerami ad un livello un pelo – ma solo un pelo – più alto di un principiante…

  177. anna Says:

    (sono stanca) quel che credevo e non sono stato… ma il tempo, il tempo chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni… e c’è il sospetto che sia triviale … la fine triste della partita, il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami vita”. No, non è così, non può essere così

  178. Plao Says:

  179. Plao Says:

    Sì:no

  180. Plao Says:

    Sì:no; sì? Mah

  181. md Says:

    @Plao: magari con un commento un po’ più articolato potremmo capire meglio che cosa ci vuoi comunicare…

  182. md Says:

    Valerio!!!!!!!!!????????
    Se ci sei batti un colpo, non ci hai mica detto se ti hanno poi dato 10 in filosofia… e più in generale com’è la tua pagella… e poi magari un tuo giudizio complessivo su come è andato l’anno scolastico…

  183. Plao Says:

    Scusa, Anna, ho scritto distrattamente questi commenti senza avere letto il tuo (adesso lo leggo tutto per bene, dopo una prima scorsa). Mi devi scusare, ma non intendevo certo parlare delle tue riflessioni:continuavo scherzosamente un mio dialogo con gli amici di questo sito: un dialogo iniziato da tempo, e che durerà ancora per molto. I miei amici hanno capito che nei miei messaggi non si trovava nulla da capire, ma non devono esserci equivoci. Non devono esserci equivoci, cara Anna.

  184. Valerio Says:

    md!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Grazie davvero tantissimo per l’interessamento!!! Cmq, Si, il 10 a filosofia lo ho avuto ed è stata una delle più grandi emozioni di sempre, per il resto posso dirti che studiare davvero tantissimo ha avuto i suoirisultati, 9.1 di media…inoltre ti posso dire che ho letto “Il mondo di Sophia” di Jostein Gaarder che mi è piaciuto davvero tantissimo.
    rispondi al più presto…un salutone e grazie ancora per l’interessamento, quest’anno scrivere in questblog mi ha aiutato tantissimo e mi ha fatto sentire quasi come un filosofo…è stato e sarà ancora fantastico parlare con persone più qualificate ed esperte di me di filosofia, una disciplina di cui mi sono follemente innamorato da quando ho iniziato a studiarla…

  185. md Says:

    Bene Valerio, sono proprio contento.
    A proposito di letture “filosofiche”, se posso permettermi, ti consiglierei anche “L’opera al nero” della Yourcenar e (un po’ più à la page, ma simpatico) “L’eleganza del riccio” della Barbery. Ma ci sarebbero poi Dostoevskij (praticamente tutto), Saramago, “La strada” di McCarthy… ma basta, altrimenti ti compilo anch’io la famigerata lista estiva che tanto piace ai prof (e che da bibliotecario in questo periodo mi vedo esibire di continuo da poveri studenti con facce tra l’annoiato, l’angosciato e lo sbuffante, segno che proprio muoiono dalla voglia di leggerli, eh eh!).
    Beh, che dire, buona estate, te la sei meritata!

  186. Plao Says:

    Basta non scrivere cmq invece di comunque, e poi siamo tutti d’accordo.

  187. anna Says:

    Chiedo scusa ad Hegel, avevo letto di fretta e con un po’ d’ansia che annebbia la mente.

  188. anna Says:

    Plao, mi è venuto in mente che i tuoi commenti mi avevano divertita molto, mi ricordavano Woodstock con i suoi punti esclamativi. Qualche settimana fa ho riletto i miei sfoghi ed avrei aggiunto parecchi punti, virgole, punti interrogativi, esclamativi, soprattutto ‘in senso lato’. Ho imparato a sorridere anche a me stessa, a non prendermi troppo sul serio. Mi è venuta in mente anche una canzone di Guccini che ho scoperto da poco e che mi diverte molto. ‘i fichi’ una canzone un po’ cantata e un po’ parlata: “una canzone che onestamente come testo non è un granchè, però ci ho messo tutta una grande ouverture musicale, quindi attendete, vado ad eseguire l’ouverture… L’ouverture mi è riuscita una 60%, che non è una brutta percentuale… è che io a questo punto avrei dovuto fare un do, ma il do non è una nota facile, Beethoven che era Beethoven il do ci prendeva un 80% delle volte, infatti ha scritto una decima sinfonia senza do… il tempo un tempo era un valzer moderato, ma, col passar del tempo, ha acquistato una precisa coscienza politica ed è diventato un valzer decisamente di sinistra… temo che questa chitarra sia orrendamente scordata, ma il pezzo è giusto con la chitarra scordata. La canzone si chiama ‘i fichi’ e potrebbe ricordare a qualcuno ‘i crauti’. ‘ i crauti’ è una canzone scritta tanti anni fa, una canzone! si fa per dire, che faceva: io non capisco la gente che non ci piacciono i crauti, ecco, la mia canzone è molto diversa: io non capisco la gente che non ci piacciono i fichi… La canzone, vi sarete resi conto, è di grande serietà e di grande impegno. E’ una canzone scientifico-morale e in questa strofa io vado a spiegare le prove scientifiche della beneficità del fico per gli esseri umani… Il fico fa bene alla vista, vi vedo stupiti, gli uccelli ne mangian quintali e quasi nessuno ha gli occhiali… se ce ne fosse bisogno, successive prove della beneficità del fico: te prova ad andar sotto un camion oppure vai sotto un tramvai, e poi vai sotto ad un fico e vedrai di quanto starai tu più ben. Controindicazioni: ma attenti a non far come quello che in preda a pensieri lubrichi andò sotto a un camion di fichi… Siamo giunti al finale che vi spiegherà la parte, direi, la parte direi della canzone: ma ormai sono giunto alla fine e vi ho visto d’accordo e contenti, fra un fico e un cazzotto nei denti, ognuno ormai sceglier saprà”.

  189. Plao Says:

    Cara Anna, verso di te ho molto rispetto. Io sono un po’ come te: mi devo sfogare (i miei amici lo sanno). Ed ho dentro di me un piccolo serpe: l’ironia. Forse anche i miei messaggi di scusa avevano un po’ d’ironia. Ma ho comunque molto rispetto. Più in alto in questa striscia puoi vedere come mi ero ridotto facendo scherzi con esperimenti di scrittura. Poi converso lietamente con i miei amici nella pellicola ontologica. I miei amici del sito stanno un po’ in apprensione e un po’ hanno bisogno di ridere anche loro: anche loro si devono sfogare. Ti saluto cordialmente, ma poiché la comunicazione qui è senza prove: pensa che non so nemmeno se esisti, o se sei uno scherzo elettronico del nostro md. Io però non sono un suo scherzo, per cui procedo per analogia, e penso fiduciosamente che non lo sia nemmeno tu (qui non scherzo, anche se la cosa di per sé è buffa). Hai uno stile molto scorrevole ed un tratto apparentemente infantile che non so giudicare. Saluti a tutti, e soprattutto a te, John, vecchio rincoglionito, che te ne stai li acquattato nell’ombra. E saluti a te, cara Anna: i nostri amici sanno bene che ci rassomigliamo, e nello stesso tempo siamo abissalmente diversi. Loro sì che sono dei grandi furboni.

  190. Plao Says:

    Vedo nel linguaggio di Anna cadenze talmente discordi da poter essere sicuro circa il fatto che le più ingenue siano il frutto di una mera simulazione. Trovo poi delle vecchie conoscenze: a parte il giochetto parafilosofico esisto-scrivo – comunque bellino e intelligente -, la dotta citazione delle mie parole, e un vecchio sapermi- un sapere di me trasversale, ondivago, che scorre antichi umori di questa pellicola e serpeggia nelle altre. E poi, vedo una prontezza micidiale che suppone una autentica competenza ed una esperienza navigata.. Ciao, Anna, è stato bellino parlare con te..e vedi..quel leggero infantilismo in effetti..Comunque si nota molta intelligenza, e direi un’intelligenza unita ad un’autentica grazia femminile.

  191. anna Says:

    Grazie, Plao. Però, quel “è stato bellino parlare con te” avrebbe potuto essere “è stato bello parlare con te”! Sto scherzando, naturalmente. Scusa, credo sia una sorta di euforia che si respira all’inizio di una vacanza. Comunque, anch’io non sono uno scherzo di md, o forse, io non lo sono e tu sì. Mi sorge un dubbio. md? Non ho letto gli altri tuoi commenti; ricordo soltanto qualche segno di punteggiatura e qualche sì, no. Li leggerò volentieri. Ora sono curiosa. Voglio capire se sei una parte di md o no. Ciao

  192. anna Says:

    Plao, dimenticavo, ho anche dato una prima scorsa ai tuoi commenti di ieri a ‘ la pellicola ontologica’.

  193. md Says:

    @Anna (e Plao): rassicuro entrambi, né l’uno né l’altra siete miei “scherzi digitali”… naturalmente!
    @Anna: L’eleganza del riccio è un buon libro, simpatico, originale, anche se la fine è frettolosa (ne ho scritto l’anno scorso in un qualche post); La solitudine dei numeri primi è una storia dolorosissima… mentre non ho avuto occasione di leggere Il mondo di Sofia

  194. Plao Says:

    Beh, Marianna, credo proprio che funzioni molto bene. Effettivamente credo proprio che funzioni molto bene. Anche nei romanzi di Eco a tratti personaggi che non ne avrebbero la caratura parlano come professoroni o giù di lì; e funziona, eccome – anche riguardo all’autentico valore dei romanzi. Convenzioni narrative. Visitatori, continuate il sogno: è tutto assolutamente vero.

  195. Plao Says:

    …oppure Anna è lo scherzo di qualcun altro..di qualche visitatore..e comunque certamente un intellettuale..perdio..come fa qualcuno che dice ‘coccolosi’ a dire esisto perché scrivo ecc, anzi ‘scrivi ergo esisti’, ‘esisti ergo scrivi’, ‘scrivi ergo sei’..roba da Umberto Eco (potrebbe essere anche lui, perché no?)..e poi, md, a pensarci bene questo Umbertomarianna mi sembra più bravo di te e di me messi insieme..

  196. Plao Says:

    ..sintomatologia echiana..lo stomaco, la gastrite..il peso sullo stomaco..Hegel, la filosofia..allusioni pellicolarmente trasversali..la passione per Totò..filologia creativa con la lingua inglese (raffinatissima, il soggetto ha una cultura mostruosa..giù la maschera..)..le elencationes..la canzone sui fichi..chi riuscirebbe a centrarla in quel modo? Md, hai ingoiato la sintomatologia echiana, o sei un genio omomorfo al nostro genialissimo..

  197. Plao Says:

    ..oppure..

  198. Plao Says:

    Dai, mettiamo tutti giù le nostre naschere. A volte sono più belle così.

  199. md Says:

    o nacchere?

  200. Plao Says:

    ..ci sono arirvato..questo Umbertomarianna chiunque sia è sicuramente un genio..leggi e rileggi i suoi messaggi..tu sei un genio, md? Se non lo sei non sei Umbertomarianna, se sei umbertomarianna sei un genio..in una cosa come questa mi è impossibile sbagliarmi..

  201. Plao Says:

    ..vero, Umbertomarianna, che non ho errato con queste connessioni..? Tu devi essere molto più bravo/a di me con questi giochetti..

  202. Plao Says:

    ..né maschere né nacchere: esattamente naschere.

  203. anna Says:

    ,.;:!?”(/)=+:-x*@.rai.it. ma come faccio a mettere l’Umlaut? e chi è sto Umlaut? Muller si scrive con l’umlaut, con la lettera maiuscola ‘Umlaut’. ok, te lo scrivo così: Mueller. Forse ho capito! non mi dire.. M^ller, senza la U? allora ci rinuncio. The End. devo salutarti, Plao. Hanno decretato la mia fine. “Ritorna nell’infinito mare da cui provieni,eni, eni, piccola creatura.” Mi aspetta il mare buio o il buio mar dell’oblio,io,io. da Risvegli, Dustin Hoffman o Robin Williams? facciamo Robin Hoffman, non ti piace? ok, Dustin Williams. “carta a me,carta a me”, ma questo era, era… Jack Nicholson, Qualcuno volò sul nido del cuculo. Evvai!! Si sta annebbiando la vista… coccolosi…. (tre puntini bastano, perchè ne metti quattro?)… (così ti va bene?) giretto… capra… pecora… Enzensberger… il lupo… Cappuccetto Rosso… C’era una volta… Marianna e ora non c’è più. D’in su la vetta della torre antica, passero solitario, alla campagna cantando vai finchè non more il giorno (o decidono di non darti più le medicine!) Sempre caro mi fu quest’ermo colle, e questa siepe-blog, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude… e profondissima quiete io nel pensier mi fingo; ove per poco il cor non si spaura… coccolosi… don’t you forget about me… Plao, rimembri ancor…? All’apparir del vero tu, misera cadesti: e con la mano la fredda morte ed una tomba ignuda mostravi di lontano…

  204. anna Says:

    lontano, senza rima, ima,ima…

  205. anna Says:

    un accenno di risveglio… questa siepe-blog = L’altra stanza, naturalmente! md: “non ci devono essere equivoci”, è di Plao. addio, porca miseria! ancora con questi adiiiii

  206. Plao Says:

    Tu, md, assolutissimo genio, assorbi il citazionismo del nostro UE: tettussei un SUPERUE – oppure UE s’infila nelle lenzola di questo miserabile sito? Ah, morire di fronte a questo irrisolto enigma. Imitare/citare il mimetismo/citazionismo di Eco: sarebbe qualcosa di più che lui – il Mostro di Lockness – veramente si celasse entro queste miserabili disiecta membra dell’elettronica..Datemi l’unica fascinazione..l’unica macchinazione..dove io possa giustificare la mia derelizione..in quanto inenarrabile..mitomane..megalomane..paranoiomane stronzolone!

  207. anna Says:

    topolone orsacchiottoso… orsacchiotto topoloso… leonpapera marmottosa o marmotta leonpaperosa? …

  208. Plao Says:

    E un qualunque vistatore delca che cosa capisce di questo birignao? Ma noi siamo itellettualini delca, e non cimportaunca che si capisca il nostro birignao. Ahi, Anna, che fine hai fatto in queste vicende..Quale identità attanziale? Immaginatevi un personaggio di cultura media – più rispettabile di noi in tutto fuorché in questa cultura delca – che cerchi di capire che cosa è successo in questa striscia. Ciaoamici, ho capito quale è il vostro pubblico. Mappoi, burattino/burattinaio sovreccitatissimo, a parte che si deve essere longanimiemagnanimimegalomani – noi tutti- io ho calcolato i centimetri cubici del mio MARTIRIUMINAPS, rispetto alle volumetriche piazzate del prodotto CHECOPRELEMONTAGNEDIMARTE. Heppure sono belle opere: devo dirlo, non sono del circolo degli invidiossi. Ma non copiarmi, neh. io vigilo.

  209. Plao Says:

    Io vigilo (dico). Bellissimo..orsacchiottone ecc. Ma, dico, md, hai subito una mutazione antropologica? E’ pazzesco, è pazzesco: devo dire che queste combinazioni sono vertiginose..E’ chiaro che dico sul serio, e mi ritraggo..Non sei du, md, oppure è vero che i migliori vengono strangolati nell’anonimato APS, oppure ANTEAPS. Io stesso non riesco a sgeuirti, ?Umbertomarianna, e con questo non cado dall’invidia – come qualche miserabile della striscia ontologica -, ma ti ammiro e basta, Tu qyui domini e io lo confermo. Come vedi non sono degli invidiossi.

  210. Plao Says:

    Sappiamo del tuo odio per i puntini, ma dove ne ho messi quattro?Giretto, capra, pecora, Enz., il lupo..dà le vertigini..E’ bellissimo sono i vortici da cui nascono i vertici della..della..mi ritraggo..Non sono mai stato così sincero in vita mia. Ma non te ne approfittare, e soprattutto NON COPIARE.

  211. Plao Says:

    Vedi, ragazzo, tutto quelloche è qui invece è là. QUI CI SONO MOLTI COGLIONI CHE PARLANO, DI CUI NESSUNO DIRA’ SERIAMENTE QUALCOSA DOPO IL 3012. MA UNO – non io, lo so. calma.. UNO SOLTANTO IN QUETSO DISSENNATO CONCERTO NON E’ UN COGLIONE. EGLI INCASTRA SUPERFICI IN MOOD OLTREMIRABILE. E PIU’ NON SI PUO’ DIRE.

  212. Plao Says:

    Egli incastra superfici in modo oltremirabile. E più non si può dire. Egli incastra superfici in modo oltremirabile. E più non si può dire. Egli incastra superfici in modo oltremirabile. E più non si può dire. Scusate i refusi: ci attalentano e adornano in modo oltremirabile. Cazzo, Anna, dove dsei? Md, dove sei? Marianna, dove sei? Umbertomarianna, dove sei? Quanti siete? Cazzo, cazzo, cazzo, cazzo, cazzo

  213. anna Says:

    ma non è ora di andare a dormire!? sono quasi le 11, Plao! notte e sogni d’oro…oro oro argento e birra.

  214. anna Says:

    rossa o bionda? la birra.. io rossa

  215. Plao Says:

    Ecco, è la fine: te lo avevo detto, md, e scherzavo, e ancora scherzo, UmbertoMarianna, la mia memopria è un colabrodo..non mi ricordo nemmeno..quel cazzo di siepe..altro che fighetti intellettualini d’Europa (ora son invidioso, dai, giochiamo un po’, giochiaammoo)..ma no, l’invidia è peccato più mortale del toccarsi, certo..più morti dei morti..il morso dell’indivia..e’ pazzasco..Maestro..le battute mi vengono..corrive..che devo fare..Non mi sento all’altezza..Meglio suicidarsi, o decrittarsi pazienti aspettando il da farsi?..E’ pesante, lo riconosco, ancora non ci siamo..e a volte in altri – non in te sublime UmbertoMarianna – è così lieve da essere veramente troppo esiguo – sì, veramente troppo esiguo carissimo John -, ma ve lo immaginate Emanuele che entra nell’Latra Stanza e.. Per quanto..io un giorno nel 1982 lo vidi raccontare barzellette..In una accademia dalla quale fui violentemente espulso – letteralmente vomitato, così recitò il mio sogno del giorno dopo -, e vidi che egli..raccontava barzellette-,, adunando in sé come inuna calamita di goliardi ancora infanti..i suoi gregari della misera accademia..fellini lo avrebbe ritratto..immortalato..Ma è un’altra storia..non indulgiamo.. E’ finita

  216. Plao Says:

    Ciao md, ciao Umbertomarianna, tra furiosi refusi d’incalcolabile inedia, sono precipitato..in vortici..Provate ora con il distratto visitatore a retoricizzare ancora la nostra Anna..Credo si possa fare: la distrazione dei visitatori dei media cede all’apparente alterco di un demente Celentano (ti piace, UmbMarAn., e anche a me, ma è un’altra storia) con la problematica dei valori..E’ pazzesco..è pazzesco..A tardi, a mai più

  217. Plao Says:

    Rossa..però..glomp..slurp..ehi, md, non guardare..siamo nell’alto mare..dell’avere e del dare..UmbMariAn, bah..bah..possibile passare..dalla banalità del male..di un dieci che fa cacare..alla maschera universale..di questo dare e avere..senza un concreto sfintere..senza nessuna di quelle pere..dico io..che bicchiere è questo?..Ah, micidiali..il veleno dell’elettronica s’insinua nelle ossa..di questa Canossa..dovrò far penitenza..è una dura giacenza..Ci sentiamo fra due anni

  218. Plao Says:

    Dai, tettussei un genio, md, ammettilo. Ora per quattro anni ti lascio solo con i tuoi ammiratori. Davanti a questa Opera Didattica mi sento così estraneo e initile..la mia vita non ha più senso

  219. Plao Says:

    initile:inutile

  220. Plao Says:

    Sì no

  221. Plao Says:

    Sì no; sì

  222. Plao Says:

    Boh

  223. anna Says:

    erroraccio!!! ma dove hai visto la rima? ok, rifaccio. Lunedì,6 luglio 2009, un attimo… vado a vedere l’ora… alle ore 9.20 pm post meridiem? evvai! altri 10 punti! dunque… lontano senza …senza… l’eco, eco, eco ma chi? Umberto? e certo! Plao, non ti dimenticherò, you’re my friend … al 2010, no, avevi detto tra 2 anni, allora al 2011, aspetta… ho letto anche fra quattro…Plao, va bene il divenire, però tu divieni un po’ troppo in fretta! Umbertomarianna

  224. anna Says:

    a-a è brasiliano, o portoghese, se preferisci, ann is (z mosquito) English… coccolosi

  225. anna Says:

    Come si sta bene a letto questa mattina… non ho voglia di aprire di occhi… sto così bene qui… mi sento quasi più grande… la metamorfosi kafkiana… gli scherzi della mente… gupl! e tu chi sei? ‘io’ sono mario anna e ‘tu’ sei anna mario, ‘noi’ siamo marianna. Marianna!?! Sì, non ti ricordi Plao? chi è Plao? vediamo… esisti ergo scrivi, scrivi ergo esisti.. ah Plao! Siamo una sua creazione. una sua creazione? sì, ci ha partorito lui. Partorito? lui? sì, con la mente. Plao aveva il dubbio che anna anna fosse uno scherzo di md e ci ha creati. Vai a rileggere. E certo! Lui è un maschietto e ha creato prima mario e poi anna, tanto per cambiare! Adesso hai la mente annebbiata dalla rabbia… vorrei vedere te, dopo secoli e secoli di patriarcato! d’accordo, anna, ma pensaci bene Marianna finisce con la … a? evvai! altri 10 punti!,oggi mi escono parole che non penso, comunque, hai ragione, mario, è un nome femminile e il pronome è ella, lei. aspetta, ma Plao ha scritto “egli”, sono sicura, l’ho appena letto, avrebbe potuto dire ‘ella’ anna o marianna o ‘essi’ mario anna – anna mario! ok, anna, ma cerca di capirlo, non era ancora ben consapevole di quello che stava facendo. come non era ben consapevole di quello che stava facendo!? sì, è stata un’intuizione, un lampo di genio. ‘un lampo di genio’? poi chiediamo a md cosa ne pensa dei lampi di genio. Non siamo frutto della Ragione noi, e poi quale ragione? la ragion pura o la ragion pratica? Kant? evvai! altri 10 punti! (a quanto sono?) Anna anna parlava così, ormai, è andata. sì, ma delirava, continuava a dire ‘coccolosi’, ‘topoloso’, ‘orsacchiottoso’ ecc… ma allora, anna sapeva di doversene andare… e la storia del vecchio pioppo e i giovani polloni, i giardinieri che li avevano tagliati, Tolstoj? adesso, basta con questa storia dei punti! (ok, ma era divertente) ed ha fatto in modo di continuare a vivere in Marianna. Ma allora Plao è uno di scherzo di anna? No, no, assolutamente no! Non so come sia andata, in fondo, io so di non sapere. Socrate? . ecco perchè ha detto a Plao: “Plao, sei grande!” Aspetta un attimo… Plao, papà! Comunque, è stato un risveglio, eglio, eglio ancora anna, no, è Umberto. dicevo, un risveglio stupendo, una chiacchierata illuminante, ma io ‘io’ avrei da fare, non possiamo restare appicicati tutto il giorno, sto androgino è un po’ scomodo! anna, anch’io ho da fare le mie cosette! e allora? mi è venuto in mente md, lui diceva “immagino” e cambiava la realtà. la realtà, la verità, basta! Proviamo? proviamo. sì, ma, anna, concentrati, non fare come col test dal naturopata. ok, mi concentro…. evvai! md, sei un mito! uuuuuuuuuuuuuuu UUUUUUUUUUUUUUUUUUUU md! md! md!

  226. anna Says:

    e dopo questa sortita, vado in letargo per un po’. Marianna

  227. Plao Says:

    esroF ut non ol ias, am oi onos nu enoipmac elled erolap alla aicsevor; oderc nu òp ien ismsinorcnis, rep iuc omet ehc ut aibba otattecretni atseuq aim enoisneporp rep li otnemaicsevor. iop iah otalrap id oppiP, de è li emon led oim ottag; e len oim orbil osotseam, ‘ L’azneirarepse e l’ emeisni elatot’, iv è anu acided a elippihP, èoic oppiliF, èoic oppiP, li ottag ied ieim irotineg, itrom ibmartne len 6002, e id iuc iadifnoc anu asoc id ammos aznatropmi a serA, ehc noc adifrep aznediffid e esrof acivata aidivni atagel alla aus arehcsam, ilge òbbons (cis). Odev ehc li out otis, annA, ehcna noc li otubirtnoc led oim oiggarof (aro idnetni?), is aicnalir allad elatrom azzehcnats len elauq eugnal, a ausac non alled artsov aibbudni aznegilletni, am alled àtidiputs ‘lled elasrevinu àtircoidem avitaerc ‘lled eresse onamu. Emoc idev, annA, non ottiforppa elled erolap alla aicsevor rep erid eccalorap o eraicnal itlusni, am em en ovres rep erid ertla àtirev, ehc ettel alla ‘attirid’ onanuos ilanoiznevnoc. Iv odev àig eracitaf rep ericsuir a eraterpretni noc enammi acitaf etseuq elorap. Li erotatisiv etlemlareneg non en àripac anu ages o isaug (atseuq è l’acinu aiccalorap ehc im ottemrep). iM ecseir eliciffid eripac es li etitsrepus Sera is arigga ottos el etitnem eilgops id Anna, am ut, oiraM, éhcneb etnemaivvo ehcna resA ais id ‘nu aznegilletni eroirepus alla aidem, im irbmes , etnemlanoizacinumoc odnalrap ni nu osnes elanigiro, ‘znes ortla ùip etnegllietni (imasucs, Sera, ozrehcs, e es iop ut issof EHCNA dm, noc ivvo e iraniduteusnoc ibmacs ehc onos iton len ortsov oroval, o onemla oi ognoppus noc al aim amissituca aznegilletni acionarap). Odev òrep ni iov, irac imica, anu atrec aion, ehc oi, aznes aslaf aitsedom, oderc id eretoucs noc al aim anarts àticapac id erepmor i inoilgoc aznes ilrepmor etnemerav. iC omerdevir arf otto inna, e odeihc asucs rep ilg irorree(ierrov eredev ehc etserva ottaf iov aznes immagorp:iv odifs a anu arag all’aperto, sul monte Himalaya in via dela MAIALA 1, evod ittut i ùip iliba inoipmac ilaidnom led oim tropS is onnaretnemic, odnaippocs alla enif ni ittur. osSid eresse otlom otidarg:etnemalinf edeccus qualcosa! Ci vediamo arf idices inna.

  228. Plao Says:

    Sì, capriolare con leggerezza, battesimi inattesi d’idee, superstite efficienza elettronica, trasgressione, creazione, superamento d’ogni orizzonte dipinto..io ne so più di te, vedi? (DICO CHE TU DICA) moltiplico gli enti, ti trascendo con i paradossi, tu che credevi di fare il furbo ora ti trovi stravolto da un Niagara di stratifcazioni di verità creative che innalzano il mio ego sino a dove tu, ah, non potrai mai arrivare -credevi di fare il furbo (bellino, questo, però, quasi quasi..), eppoi, suvvia..oddio, oddiioooo, mi cascano addosso i tòpoi dell’ultima risacca mediatica della nostra cultura o-cci-denta-le .Cazzo, ossessioni..bellino, però, la Bibbia, la costolaehi, Woody, che ne dici, mai sentito così bene in vita mia, un Niagara di citazioni mentre oltrepasso come un Serialkiller ognipossibile obiezione dell’ingenuamente cretinfurboide visitatore..chi credete di essere, voi? Nella Guyana, nella Guyana..Ah, sono stanco: ragazzi, noi povericristiburattinaidiquestonoiosissimolavoro.. e oggi hanno aperto il portello del teatro e ci hanno anche pisciato dentro! Mangiafuoco divento!. Poveri cristi: tre cristi e nessun ladrone. E quante innalzate supercoscienze mediaticamente onnipotenti..Ahi, mio Vero Daimon, perché mi hai abbandonato?

  229. Plao Says:

    Ciao, chenneso. Ci vediamo tra trentadue anni. Trascendimi. Leggerò – forse – quando per me tutto sarà in tutto – lettura sincronicosinottica, senza diarree mediatiche né scafandrate erudizioni che strangolano il cervello più delle bolle di sapone di un tolc sciou. Ragazzi, innalziamoci tutti insieme..ihauuu..ricordate il finale di Stranamore (Kubrick, scacco, ma non matto)?

  230. Plao Says:

    Non solo: oggo la nostr formosa servotta (ona, bellona, giuro, serva del ’68, dice Godard ‘ e se non serve la serva che serve, a che serve la serva che non serve?’) di..piena..pot..ha sedotto di novo il simpaticone..coccoloso.. da me..grosso..essere universale..intenso..Intlgnt. son i soliti..CROCCANTINI (verità storica). Oh, COME SONO ANCHE IO UN ESSERE UMANO: guardatemi

  231. Plao Says:

    Tra sessantaquattro anni

  232. Plao Says:

    Diamo spazio, ragazzi..diamo spazio a..Luca..Valerio,..Antonio..Matteo..Marco..Luca..Giovanni..Mastrandrea..a chi ha dieci..uno..tornano a casa..piangono di commozione..la vita è bella anche per loro, poveri cristi trapassati da canne che non fanno effetto..e intanto studiano..meritano..il plauso..di noi adulti..forza, ragazzi..leggete questo e quello..un viavai..commuove, nevvero..vedo volti adolescenti..l-a v-i-t-a è b- e-l-l-a. Largo AI CIOFANI. CIOFANI, PARLATE, INTERVENITE NEL DIALOGO DI QUESTI VECCHI COGLIONI, PERDIO

  233. Plao Says:

    Tra centoventisei anni (perché?)

  234. md Says:

    Anna, ad esser sincero non sto seguendo la vostra discussione, se non da lontano.
    Ti aspetto in biblioteca, ma tieni conto che per L’eleganza del riccio e La solitudine dei numeri primi occorre mettersi in lista d’attesa…

  235. anna Says:

    Grazie, md, li leggerò più avanti. Si sente che non hai letto gli ultimi ‘commenti’ di questa striscia, meglio così! Non c’è stata alcuna discussione, ma soltanto un ‘gioco’.

  236. anna Says:

    Plao, dopo pranzo ho riletto i tuoi commenti degli ultimi giorni e ora mi è venuto in mente che hai citato un certo ares. Ho già visto questo nome in questo blog, ma non ho la più pallida idea di chi sia. Però, mi dispiacerebbe molto aver creato problemi tra voi due! Ci tenevo a dirtelo, non voglio assolutamente fare del male agli altri. Oggi ho ripreso a studiare, così tengo la mente occupata e la smetto di scrivere la montagna di stupidate che sono uscite nei giorni scorsi.

  237. Plao Says:

    Se md non voleva creare problemi con Ares md è md. Il tono umano tradisce anna-md – o comunque l’identità elettronica del contesto. Viviamo nell’anonimato asimmetrico: chi si iscrive – il servo – sa che colui che lo ospita – il padrone – gli concede lo spazio ad un patto: non risolvere il problema dell’identità degli interlocutori. Ah, se tutti vi iscriveste qui, in questo sito dove sono io, e ci fosse reciprocità..Ma questo è un discorso anarchico. Voglio dire ce ci sono problemi di potere anche in questo caso..ma la mia idea è che i problemi di potere siano necessari..poi siamo tutti amici di una generica sinistra antiveltroniana. Dico anche che il potere è necessario: gestitelo bene, cari amici, vedo cose buone dalle vostre parti (non solo in senso politico). Bene, md – o chiunque tu sia, maschio o femmina, ma mi sembri proprio un maschietto – ti ringrazio per i genitori ecc. Ares-maschera non lo avrebbe comcesso, anche perché el-identità più sospettosa. Dici poi l’unica cosa interessante perché nel rapporto di forza più o meno mattatoriale è emerso qualcosa di pungente che ti ha fatto girare molto i coglioni (sì che ce li hai i coglioni, cara Annuccia, e non solo in senso metaforico,e i visitatori attenti lo hanno capito, e con questo non nego che ci siano donne molto più intelligenti di te-maschietto – e di me) – ma nei centesimi di secondo con i quali si scrive, battendo i tasti al massimo dell’efficienza elettonica, l’inconscio non fa in tempo a trattenere le sue piccole infantili vendette (e figuriamoci, io faccio le prediche e sprizzo cattiveria da tutti i pori..). Io dichiaro di essere un invidioso-competitivo benigno, che cerca il vero e mai si sognerebbe di abbassare un altro per farsi mendacemente avanti..L’invidia universale è legata a un fertile senso di impotenza che spinge ad andare avanti..sono un invidioso solidale, e provo i miei sensi di impotenza, ma li manifesto (nel cinema gli invidiosi non-invidiosi sono Tarkovskij, che disse di invidiare il barocco di Fellini ammirandolo, e Bergman, cinefilo impenitente che dichiarava la sconfitta vedendo, che so il Fellini-Satyricon, o Tarkovskij stesso: invidiosi galantuonimi, che registrano la loro disfatta ammirando e plaudendo, e magari a tratti sottovalutandosi..Questa la chiamo invidia umanitaria, sommamente consapevole e generosa, non tanto perché buona, quanto perché obiettiva e intelligente..Ma a parte questo, io credo che qui, caro md, si stiano, non certo così inconsciamente, ma nemmeno programmaticamente, compiendo esperienze , esperimenti a carattere narrativo..E’ bello vedere un personaggio trasvolare..andarsene e venire..E infine, non vorrei approfittarmi del mio contropotere: ma potrebbe il visitatore acuto – oh, tu che hai dieci in filosofia, sai, io ho scritto migliaia di pagine teoretiche e insegno nella scuola, e dopo trent’anni di insegnamento solo quasi alla fine l’ho attribuito nella scheda – giudicare su chi è che pur legittimamente e se vogliamo beritatamente bluffa creando eprsonaggi e chi parla davvero in prima persona (anche eprché, certo, se lo può permettere)?

  238. Plao Says:

    E. C.
    Se md non voleva creare problemi con Ares md è md. Il tono umano tradisce anna-md – o comunque l’identità elettronica del contesto. Viviamo nell’anonimato asimmetrico: chi si iscrive – il servo – sa che colui che lo ospita – il padrone – gli concede lo spazio ad un patto: non risolvere il problema dell’identità degli interlocutori. Ah, se tutti vi iscriveste qui, in questo sito dove sono io, e ci fosse reciprocità..Ma questo è un discorso anarchico. Voglio dire ce ci sono problemi di potere anche in questo caso..ma la mia idea è che i problemi di potere siano necessari..poi siamo tutti amici di una generica sinistra antiveltroniana. Dico anche che il potere è necessario: gestitelo bene, cari amici, vedo cose buone dalle vostre parti (non solo in senso politico). Bene, md – o chiunque tu sia, maschio o femmina, ma mi sembri proprio un maschietto – ti ringrazio per i genitori ecc. Ares-maschera non lo avrebbe comcesso, anche perché el-identità più sospettosa. Dici poi l’unica cosa interessante perché nel rapporto di forza più o meno mattatoriale è emerso qualcosa di pungente che ti ha fatto girare molto i coglioni (sì che ce li hai i coglioni, cara Annuccia, e non solo in senso metaforico,e i visitatori attenti lo hanno capito, e con questo non nego che ci siano donne molto più intelligenti di te-maschietto – e di me) – ma nei centesimi di secondo con i quali si scrive, battendo i tasti al massimo dell’efficienza elettonica, l’inconscio non fa in tempo a trattenere le sue piccole infantili vendette (e figuriamoci, io faccio le prediche e sprizzo cattiveria da tutti i pori..). Io dichiaro di essere un invidioso-competitivo benigno, che cerca il vero e mai si sognerebbe di abbassare un altro per farsi mendacemente avanti..L’invidia universale è legata a un fertile senso di impotenza che spinge ad andare avanti..sono un invidioso solidale, e provo i miei sensi di impotenza, ma li manifesto (nel cinema gli invidiosi non-invidiosi sono Tarkovskij, che disse di invidiare il barocco di Fellini ammirandolo, e Bergman, cinefilo impenitente che dichiarava la sconfitta vedendo, che so il Fellini-Satyricon, o Tarkovskij stesso: invidiosi galantuonimi, che registrano la loro disfatta ammirando e plaudendo, e magari a tratti sottovalutandosi..Questa la chiamo invidia umanitaria, sommamente consapevole e generosa, non tanto perché buona, quanto perché obiettiva e intelligente..Ma a parte questo, io credo che qui, caro md, si stiano, non certo così inconsciamente, ma nemmeno programmaticamente, compiendo esperienze , esperimenti a carattere narrativo..E’ bello vedere un personaggio trasvolare..andarsene e venire..E infine, non vorrei approfittarmi del mio contropotere: ma potrebbe il visitatore acuto – oh, tu che hai dieci in filosofia, sai, io ho scritto e pubblicato migliaia di pagine filosofiche e insegno nella scuola, e dopo trent’anni di insegnamento solo quasi alla fine l’ho attribuito nella scheda, ma si sarebbe potuto fare forse altre volte, e indubbiamente mi piace vedere uno che prende dieci in filosofia, e credo comunque che tu sia molto bravo – giudicare su chi è che pur legittimamente e se vogliamo meritatamente bluffa creando personaggi e chi parla davvero in prima persona (anche perché, certo, se lo può permettere)?

  239. Plao Says:

    E. C. con integrazioni (messaggi completo: si prega di saltare gli altri)
    Se md non voleva creare problemi con Ares md è md. Il tono umano tradisce anna-md – o comunque l’identità elettronica del contesto. Viviamo nell’anonimato asimmetrico: chi si iscrive – il servo – sa che colui che lo ospita – il padrone – gli concede lo spazio ad un patto: non risolvere il problema dell’identità degli interlocutori. Ah, se tutti vi iscriveste qui, in questo sito dove sono io, e ci fosse reciprocità..Ma questo è un discorso anarchico. Voglio dire ce ci sono problemi di potere anche in questo caso..ma la mia idea è che i problemi di potere siano necessari..poi siamo tutti amici di una generica sinistra antiveltroniana. Dico anche che il potere è necessario: gestitelo bene, cari amici, vedo cose buone dalle vostre parti (non solo in senso politico). Bene, md – o chiunque tu sia, maschio o femmina, ma mi sembri proprio un maschietto – ti ringrazio per i genitori ecc. Ares-maschera non lo avrebbe comcesso, anche perché el-identità più sospettosa. Dici poi che l’unica cosa che ti ha colpito è quella – autenticamente – patetica perché nel rapporto di forza più o meno mattatoriale è emerso qualcosa di pungente che ti ha fatto girare molto i coglioni (sì che ce li hai i coglioni, cara Annuccia, e non solo in senso metaforico,e i visitatori attenti lo hanno capito, e con questo non nego che ci siano donne molto più intelligenti di te-maschietto – e di me) – ma nei centesimi di secondo con i quali si scrive, battendo i tasti al massimo dell’efficienza elettonica, l’inconscio non fa in tempo a trattenere le sue piccole infantili vendette (e figuriamoci, io faccio le prediche e sprizzo cattiveria da tutti i pori..). Io dichiaro di essere un invidioso-competitivo benigno, che cerca il vero e mai si sognerebbe di abbassare un altro per farsi mendacemente avanti..L’invidia universale è legata a un fertile senso di impotenza che spinge ad andare avanti..sono un invidioso solidale, e provo i miei sensi di impotenza, ma li manifesto (nel cinema gli invidiosi non-invidiosi sono Tarkovskij, che disse di invidiare il barocco di Fellini ammirandolo, e Bergman, cinefilo impenitente che dichiarava la sconfitta vedendo, che so il Fellini-Satyricon, o Tarkovskij stesso: invidiosi galantuonimi, che registrano la loro disfatta ammirando e plaudendo, e magari a tratti sottovalutandosi..Questa la chiamo invidia umanitaria, sommamente consapevole e generosa, non tanto perché buona, quanto perché obiettiva e intelligente..Ma a parte questo, io credo che qui, caro md, si stiano, non certo così inconsciamente, ma nemmeno programmaticamente, compiendo esperienze , esperimenti a carattere narrativo..E’ bello vedere un personaggio trasvolare..andarsene e venire..E infine, non vorrei approfittarmi del mio contropotere: ma potrebbe il visitatore acuto – oh, tu che hai dieci in filosofia, sai, io ho scritto e pubblicato migliaia di pagine filosofiche e insegno nella scuola, e dopo trent’anni di insegnamento solo quasi alla fine l’ho attribuito nella scheda, ma si sarebbe potuto fare forse altre volte, e indubbiamente mi piace vedere uno che prende dieci in filosofia, e credo comunque che tu sia molto bravo – giudicare su chi è che pur legittimamente e se vogliamo meritatamente bluffa creando personaggi e chi parla davvero in prima persona (anche perché, certo, se lo può permettere)?

  240. Plao Says:

    E. C. con integrazioni (messaggio completo: si prega di saltare gli altri)
    Se md non voleva creare problemi con Ares md è md. Il tono umano tradisce anna-md – o comunque l’identità elettronica del contesto. Viviamo nell’anonimato asimmetrico: chi si iscrive – il servo – sa che colui che lo ospita – il padrone – gli concede lo spazio ad un patto: non risolvere il problema dell’identità degli interlocutori. Ah, se tutti vi iscriveste qui, in questo sito dove sono io, e ci fosse reciprocità..Ma questo è un discorso anarchico. Voglio dire ce ci sono problemi di potere anche in questo caso..ma la mia idea è che i problemi di potere siano necessari..poi siamo tutti amici di una generica sinistra antiveltroniana. Dico anche che il potere è necessario: gestitelo bene, cari amici, vedo cose buone dalle vostre parti (non solo in senso politico). Bene, md – o chiunque tu sia, maschio o femmina, ma mi sembri proprio un maschietto – ti ringrazio per i genitori ecc. Ares-maschera non lo avrebbe comcesso, anche perché el-identità più sospettosa. Dici poi che l’unica cosa che ti ha colpito è quella – autenticamente – patetica perché nel rapporto di forza più o meno mattatoriale è emerso qualcosa di pungente che ti ha fatto girare molto i coglioni (sì che ce li hai i coglioni, cara Annuccia, e non solo in senso metaforico,e i visitatori attenti lo hanno capito, e con questo non nego che ci siano donne molto più intelligenti di te-maschietto – e di me) – ma nei centesimi di secondo con i quali si scrive, battendo i tasti al massimo dell’efficienza elettonica, l’inconscio non fa in tempo a trattenere le sue piccole infantili vendette (e figuriamoci, io faccio le prediche e sprizzo cattiveria da tutti i pori..). Io dichiaro di essere un invidioso-competitivo benigno, che cerca il vero e mai si sognerebbe di abbassare un altro per farsi mendacemente avanti..L’invidia universale è legata a un fertile senso di impotenza che spinge ad andare avanti..sono un invidioso solidale, e provo i miei sensi di impotenza, ma li manifesto (nel cinema gli invidiosi non-invidiosi sono Tarkovskij, che disse di invidiare il barocco di Fellini ammirandolo, e Bergman, cinefilo impenitente che dichiarava la sconfitta vedendo, che so il Fellini-Satyricon, o Tarkovskij stesso: invidiosi galantuonimi, che registrano la loro disfatta ammirando e plaudendo, e magari a tratti sottovalutandosi..Questa la chiamo invidia umanitaria, sommamente consapevole e generosa, non tanto perché buona, quanto perché obiettiva e intelligente..Ma a parte questo, io credo che qui, caro md, si stiano, non certo così inconsciamente, ma nemmeno programmaticamente, compiendo esperienze , esperimenti a carattere narrativo..E’ bello vedere un personaggio trasvolare..andarsene e venire..E infine, non vorrei approfittarmi del mio contropotere: ma potrebbe il visitatore acuto – oh, tu che hai dieci in filosofia, sai, io ho scritto e pubblicato migliaia di pagine filosofiche e insegno nella scuola, e dopo trent’anni di insegnamento solo quasi alla fine l’ho attribuito nella scheda, ma si sarebbe potuto fare forse altre volte, e indubbiamente mi piace vedere uno che prende dieci in filosofia, e credo comunque che tu sia molto bravo – giudicare su chi è che pur legittimamente e se vogliamo meritatamente bluffa creando personaggi e chi parla davvero in prima persona (anche perché, certo, se lo può permettere)?

  241. Plao Says:

    E poi, che cos’è questa cazzo di biblioteca nella quale vi incontrate? Simmetria speculare dell’ego-ego..Convergenze..E ora scherzo..Umanità e sadismo in noi tutti. Un bacione coccoloso ad..Ares..ohibò..Scherzo naturalmete (e basta con questi punti esclamativi). Scusate, ragazzi: come capite sono un caso leggermente schizzato (direbbero i nostri cannafatti, vero dieci in filosofia?, ma tu niente canne, certo): intrattabile. Ma a te sono particolarmente affezionato, md: salvami dal suicidio. Certo, questo ricatta, dirai tu.. e chi ci capisce più..nulla..tetro teppismo intellettualistico..occhio ragazzi. Ci vediamo fra duecentocinquantasei anni ( e non duecentocinauattaquattro, come qualcuno potrebbe dire) punto (o Punto?), o ((punto)?). Good Heaven

  242. Plao Says:

    Ma Anna è delicata, pensa a Pippo – quella che la tomba ignuda..col gesto ignudo..Scusate..non avevo capito il passaggio.. (Bastardo stupidotto egoista che sono ancora, potessi andare all’inferno..plifsst..il programma si è inceppato..sono una simulazione..siamo novantanove amici che bluffano..con cinquantacinque programmi diversi..disperso qua e là..). Simulazione della simulazione (didascalico, sono un p-r-o-f-e-s-s-o-r-e). ICH.. bin..bing (the, der) BANG. 10 in filosofia: qualcuno me lo darà, prima o poi..Ho continuato..ora potete (puoi?) glissare sui precedenti messaggi..Quali? Boh (punto, e parente-diceva..lo sappiamo..-non chiusa

  243. anna Says:

    ora ho capito. evvai, anna. Una delle mie sorellone mi dice spesso:” ma allora sei lenta a capire!” e quando le ricordo qualcosa che dovrebbe fare per sè e non fa, mi dice: “ma allora non capisci!”. Tutto quel bisogno di ridere dei giorni scorsi rappresentava una fuga, non volevo affrontare un’altra volta questo fottutissimo passato. scusate l’espressione, ogni tanto esce un po’ di rabbia. Mi viene in mente Plao, nei giorni scorsi leggevo divertita i suoi commenti. Dev’essere un tipo in gamba, uno di quelli che sa guardarsi allo specchio. Mi sembra di vederlo davanti al computer mentre scrive “e un qualunque visitatore delca che cosa capisce di questo birignao?” o “tettussei” “la mia memoria è un ‘colabrodo’, anche la mia, come capista finisce La metamorfosi? L’ho letto 9.000 anni fa!

  244. Plao Says:

    Come va, ragazzi? Ciao, cheneso, come va? Avessi il vostrosofficeandirivieni di parole fluenti..levigate..Ultimamente, cheneso, mi sembti item-item-item, insomma processo ricorsivo, certo meglio di ‘ho letto questo, ho letto quest’altro, sei un mito md’ -in fondo lo dico anche io, con altrettanta sincerità, non è questo il punto -, vedi cheneso, non ho più motivo di confliggere con te..quasi mi annoio..MA quivedononpiùunagiungladigrafemisemantizzatisememiultragrafematizzatimaunpensierochescorresiapureitemitemitemeoralievitailsitinolievitadaquandoseivenutotenonsocheioumilmenterilancioilverboperchénessunovieneperòperòforseilsensononpiaceaquestimiliardiformicolantiperquestomdnonsochenessunotihacacatocomedelrestomeahah Edai, e dai Dicci qualcosa,cheeso, Annahafattoqui e orasisturba, unnepuòppiùdesseannaecc., sesso, scommetto i miei esangui coglioni che ce li hai, ma non viene nessuno a contraddirci, ché, ci avete messo un sigillo? Qui PERCHE’ NON VIENE NESSUNO A CONTRADDIRCI, PERCHE’ NESSUNO SI INFILA IN QUESTE LENZUOLA SEMANTICHE (aggettivopedantescocheperdediecimilamillibardiAuditel) Forza, ragazzi, ve lo garantisco io, md non mi paga, non sono del gruppo (ma ci credono, cheeso?) Vedi la trappola? Forse qualcuno ci crede – a che cosa?- e qualcuno non ci crede, cheeso, certochesicapisceperchénessunocicacastupidonivorrebberoannaquielàENONANNACHEESO oh, ORA SI’ CHE MI SENTO MEGLIO, MI SEMBRA DI ESSERE IN UN FILM DI WOODY ALLEN. giuro che sono fero almeno kome kuestop..CIUROCHESONOFEROALMENOCOMEKUESTOP.., RAGAZZI, nessunosospettanessunocicacacarocheesochenefacciamodiquestaumanitàperòseimiliardicome COME SONO COCCOLOSI QUESTI SEI MILIARDI DI FORMICOLANTI DEMONI chenon c-i- c-a-c-a-n-o. Ahò. cheeso, ci sei?

  245. Plao Says:

    Che cazzo succede, ragazzi? Hanno sballato le righe, se lo sapevo non le facevo così stuopidotte. Mi sembra proprio di vedermi allo specchio mentre scrivo queste righe, la mia personalità è prorompente, sì, mi sembra proprio di vedermi allo specchio mentre mi vedo allo specchio, e scrivo queste righe, sì, effettivamente tu cheeso mi vedi all’atto, ossessivo, un bell’uomino, mi sembra di vedermi allo specchio mentre mi vedi che mi vedo allo specchio, mentre mi vedi che mi vedo, cheeso, mi sembra..di vedermi..sì, sono un po’ troppo..che dire..scrivente.lì, ah, cazzodicane, che scrive , ocncupito da sguardi grotteschi, come vedere qualcuno che caca compiaciuto, sì, WOODY ALLEN che suona-grottesco -io che gioco spasticamente a scacchi così come ‘vogliofàl’americano’ come voi che lo sapete fa’. Sei proprio un bel cacatorino, un narcisetto carino che scachicchia i suoi stronzetti da affaticato sincermane del ca, sì, questo potete dire e altro, già, già, e in effetti faccio un po’ cacare, ma sapete, la grafomania..E’ GROTTESCO, E’ PAZZESCO, IO STO SCRIVENDO COMPIACIUTO, SEDUTO SUI COGLIONI ORMAI VIOLACEI DEL SITO CHE STA PER SCOPPIARE..ma..con i miei coglioni (peraltro ULTRAPASSOSI DA INTELLETTUALINONEDELCA) farò scoppiare i vostri. E’ la fine, ragazzi. Ma diamo spazio ai giovani, che diamine..adesso..giovani post conciliari, cheeso, che ne dici?

  246. Plao Says:

    ULTRAPASSOSI?! Ciuro, non ricordo più che cosa volevo dì, non saprei corregge..Ci vediamo fra. Ma qui non ci sono abbastanza regole. Diamo una regola: se non entra uno nuovo ogni tre giorni ne facciamo fuori diecimila. Che ne dite?

  247. Plao Says:

    No. Amo l’umanità. Ci vediamo fra cinquecentododici anni. E’ la Tetraktis (dieci rinvii). Dunque è un addio definitivo. E’ stato molto bello essere con voi. Effettivamente è stato molto, molto bello essere con voi. E tu, umanità di sei miliardi formicolanti di demoni, non mi guardare mentre mi guardo allo specchio. Addio. Sog: gulp!, slurp. GLOMP, la notte mi inghiott..e.

  248. Plao Says:

    E. C. Sog:/sob:

  249. Plao Says:

    Secondo Errata Corrige: Sog:/Sob:

  250. Plao Says:

    Beh, ho scorso la pellicola, c’era una pausa..è arrivata Anna..e dai e dai..am ha otanoizunf? Poi io..ho peggorato le cose (si direbbe). E’ triste. L’umanità è spenta. Sembro quasi uno di voi, vero? Mi sento inutile. Ci vorrebbero..proposte ruffiane..Mah, pensateci un po’. Addio, con ammirazione. Io forse rispunterò nell’altra stanza (altra rispetto all’altra, ma qui lo zombie non legge già più).

  251. Plao Says:

    E. C. :otanoiznuf

  252. Plao Says:

    O questa?

  253. Plao Says:

    Mi piacerebbe leggere gli articoli di md( dico sul serio). Dove sono? A presto (ue/md, UE/md,MD/ue/, UE/MD: ohè, Ue, Md, uE, mD, plaoplato -tanto umed, questa – viti, tivi saluta.

  254. Plao Says:

    E. C.
    Mi piacerebbe leggere gli articoli di md ( dico sul serio). Dove sono? A presto ue/md, UE/md,ue/MD/, UE/MD; ohè, Ue, Md, uE, mD, plaoplato -tanto umed, questa – viti, tivi saluta.

  255. Plao Says:

    E. C . (II)
    Mi piacerebbe leggere gli articoli di md ( dico sul serio). Dove sono? A presto ue/md, UE/md,ue/MD/, UE/MD; ohé, Ue, Md, uE, mD, plaoplato -tanto umed, questa – viti, tivi saluta.

  256. Plao Says:

    Buon giorno a tutti.

  257. Plao Says:

    Buon giorno, signori.

  258. Plao Says:

    Sì, così va abbastanza bene..aspetta..un po’ a sinistra..no, a destra..ecco..ora il discorso fila..no, questo è banale..qui si vede che sei un maschietto..qui non si vede più..bene..bene..così..no, questo è da checca (non è omofobia, dobbiamo intenderci alla svelta), è troppo banale..ecco..bravo..bravo..bellissimo..beh, questo non lo capisco, ma fa lo stesso..anzi, bene proprio per questo..ora non stai un po’ esagerando?..sembri quasi il sottoscritto..ah, ecco, hai capito..gira il discorso..ancora..un po’ più a a sinistra..quanti gradi?..ma dai, orienta, orienta..così (vedi le mie mani?)..non è geometria..no, capoccione..ecco! Sì, oggi è venuto bene, abbastanza bene. STOP (Ma, ragazzi, oggi dovevo fare il regista o la spalla?!)

  259. Plao Says:

    ..CIAK..ancora..no, orienta il discorso..questo è troppo didascalico..che cosa vuol dire didascalico? Vai, non fare il buffoncello..questo è..come si dice..(ragazzi, questi panini oggi fanno proprio schifo!) questo è..edificante (ma chi vi ha dato questa merda di Speck?)..aspetta, prima finisco di mangiare e poi..e fermati un attimo..Gelsomina, guarda che lui non ci sta più con la testa, vai, fagli una carezza, tranquillizzalo..cazzo, tu non sei un terapeuta dei miei coglioni, sei l’uomo (sì, la donna, e dai, l’equivoco lo devono capire tutti, non ci pensare nemmeno, è solo una convenzione)..l’uomo al punto..come? Questo l’ha già detto Umberto Eco? eEchi se ne frega (ma guarda ‘sto matto, proprio non ci sta più con la testa..). Dunque, da capo..ecco..più a sinistra (non è una metafora politica, piantala, non fare lo spiritoso, ci conosciamo da trentadue anni – ma guarda ‘sto stronzo..-)..ecco, il discorso..al margine..io direi il margine del discorso..no, la buccia no, ora prendi il nucleo..ecco..a destra..così..bravo, bravissimo..quando vuoi sei un genio!..Ehi, Gelsonima, lo vedi come è sudato? E dai un po’ d’acqua a questo povero cristo..ecco..no, attento, attento a dove metti i piedi..il discorso non cammina guardando i piedi..(tu cammini guardando i piedi, coglione? Allora sì che inciampi, non fare come fanno i terapeuti del ca..basta, sto perdendo la calma)..Guarda dove metti i piedi con quel discorso, ma no, guarda ma così, per dire, possibile che tu non abbia ancora..insomma, volevo dire controllo..verso il centro..è venuto il momento del centro..Oggi è meno didascalico..c’è meno esibizionismo..beh, forse domani proviamo di nuovo, ma forse va bene così. Gelsomina! Aiuta questo povero cristo, oggi ha dato proprio il meglio di sè. STOP

  260. Plao Says:

    ..come si fa..e che ne so? io sono il regista, sei tu l’attore, o te la cavi o ti licenzio (dopo trentadue anni, ‘sto stronzo..) CIAK, motore, azione..ecco..sì..sì..vedi che hai trovato il mod..no così no, così no, troppi compiacimenti..ti devi scordare di esistere, capito? Te non ci sei, è solo una nebbia..bravo, bravo, vai diritto, lì, fino in fondo..no, non svoltare (scusa, avevo capito che lo sapevi, ma sono un po’ nervoso..presuntuoso?..lasciamo perdere, via..)..ecco..in fondo..tu non ci sei..no, questo fa troppo modello (che dici?..modello dei miei..ma guarda ‘sto presuntuoso..però..però..)..ecco..che dici? E se non capiscono? Ma dai, che capiscono più di te! Non ti preoccupare..te devi filare diritto..senza pensare ..ai..modelli del cazzo..no, quello è un modello..marcato..da puttane..non voglio puttane in questo discorso, capito! (Io sono il regista, porcae..ma guarda ‘sto..)..che dici? Che ci sono i modelli? CERTO CHE CI SONO, DIOC..scusate ragazzi, sono ..troppo..ci sono, ma ti ho detto sempre che NON LI DEVI VEDERE MENTRE LI..hai capito? OH, bene..benissimo..guarda, quasi quasi sembri proprio..ma si vede che non lo sai, non ci pensi..sembri proprio..insomma anche..e sei proprio te..o forse non sei più nessuno..che cosa ho detto? Scusa, non importa..segui questo dito, lo vedi questo dito? Dove punta il dito? Ecco, lo hai seguito, hai fatto centro. Ogni tanto ti devo ipnotizzare, l’importante è che non te ne accorga. Oggi direi benino. Gelsonima! STOP

  261. anna Says:

    Fiordaliso, sei il regista e la spalla. Complimenti anche per questi articoli. Acqua? no, birra rossa. Non mi ero accorta che md avesse scritto altri due articoli. Ho letto Ponti Ermeneutici “il linguaggio, i linguaggi sono ponti verso l’altro, ma possono essere anche barriere erette contro l’altro (ho la strana sensazione di aver appena vissuto qualcosa…) … La fatica dell’esistere – e del tradurre – sta tutta nel tendere verso l’origine delle cose: un testo (gulp!), una voce, un suono, un affetto, e nel non riuscire mai a catturarlo integralmente” Eh! P.S.:Oggi ho portato mia madre a fare un esame con urgenza! Ho bisogno di dormire! Buonanotte

  262. anna Says:

    non faccio a tempo a leggere un articolo che ne appare un altro. Ma tu sei ‘Il mago della pioggia’! Esistere o non esistere, questo è il, il …?! Cos’era? l’angolo? no! l’ipotenusa? macchè! ci sono, il lato? OK: enoizulos: Il cerchio.

  263. Plao Says:

    -Els’effolces, elfanfaluche
    -Sì, ma con un po’ di Peluche..
    -AH jaja, e con Gego come va?
    -Elbeniello, caromì, e mi sa chelfortanzi glieandao giù, ma el Gego..
    -Eh, ben quando glie tiren glie tire, è astuto, glihapreso el burchiello
    -Sì, e quell’altro, quel tirkion che lo volea lui, el Guinzi
    – Già, lui è boea devero, ma anghe lui en po’ fanfaluche. E poi che se ne fa del barcon, che te ne fai, bestioe? E poi gliè andato giù, fino alla fin. sai che voio ntende
    – Ché, glie è moro?
    – Eh, beh, sì, che fanfaluche, prima de morì ha detto na novena pea su fija che morì de peste..che fanfaluche..
    -Però, che bestion bestiole, sti fanfaluche. Senti sta novea, acome ariva un nel barcon, un fanfaluche anghe lui, e diedro un angeo ne tira per i capej, e poi tinnòle d’oro, campanule, ma lui dice che non è digno, e giù, se fotta nel lao..cavernoso..striduo..
    -Me dembri di quei che vedono e film del fella..Tu te ricordi el fella?
    – Unse dice el fella?
    – Ma sì, ma daje, e lui prima de tirà el calcetto se dise na novena, quella vera, de veia, coa suora, ma sa lui solo lui che è, e s’aggrappa aa su Gelsommina, ghe sembra tornato quand’ea fijo ae prime armi d’ primi corni..e lui brima de morì te dicea, sti filmi miga son granche..En grande gome lui! E pensà che era grande ma anche un po’ invidiosetto..Ora s’è moro..o vedo sembre giù, na cavernosa stridua, insieme a ‘sto poro che nun s’è fatto prenne dagli agni..
    -Aho, Giacò, percché mme dici ste cosse ne sta lingua marzia? E poje guei due, ell’agnolo, el Fella, cheeso
    -Ma guarda Diasoe, a lingua marzia aastai aussa anghe te, broprio ora
    -Io?1?

  264. Plao Says:

    E. C.
    Els’effolces, elfanfaluche
    -Sì, ma con un po’ di Peluche..
    -AH jaja, e con Gego come va?
    -Elbeniello, caromì, e mi sa chelfortanzi glieandao giù, ma el Gego..
    -Eh, ben quando glie tiren glie tire, è astuto, glihapreso el burchiello
    -Sì, e quell’altro, quel tirkion che lo volea lui, el Guinzi
    – Già, lui è boea devero, ma anghe lui en po’ fanfaluche. E poi che se ne fa del barcon, che te ne fai, bestioe? E poi gliè andato giù, fino alla fin. sai che voio ntende
    – Ché, glie è moro?
    – Eh, beh, sì, che fanfaluche, prima de morì ha detto na novena pea su fija che morì de peste..che fanfaluche..
    -Però, che bestion bestiole, sti fanfaluche. Senti sta novea, acome ariva un nel barcon, un fanfaluche anghe lui, e diedro un angeo ne tira per i capej, e poi tinnòle d’oro, campanule, ma lui dice che non è digno, e giù, se fotta nel lao..cavernoso..striduo..
    -Me dembri di quei che vedono e film del fella..Tu te ricordi el fella?
    – Unse dice el fella?
    – Ma sì, ma daje, e lui prima de tirà el calcetto se dise na novena, quella vera, de veia, coa suora, ma sa lui solo lui che è, e s’aggrappa aa su Gelsommina, ghe sembra tornato quand’ea fijo ae prime armi d’ primi corni..e lui brima de morì te dicea, sti filmi miga son granche..En grande gome lui! E pensà che era grande ma anche un po’ invidiosetto..Ora s’è moro..o vedo sembre giù, na cavernosa stridua, ndove sta sto poro che nun s’è fatto prenne dagli agni..
    -Aho, Giacò, percché mme dici ste cosse ne sta lingua marzia?
    -Ma guarda Diasoe, a lingua marzia aastai aussa anghe te, broprio ora
    -Io?1?

  265. Plao Says:

    E. C. (II) e rifiniture
    – El s’effolces, elfanfaluche
    -Sì, ma con un po’ di Peluche..
    -AH jaja, e con Gego come va?
    -Elbeniello, caromì, e mi sa chelfortanzi glieandao giù, ma el Gego..
    -Eh, ben quando glie tiren glie tire, è astuto, glihapreso el burchiello
    -Sì, e quell’altro, quel tirkion che lo volea lui, el Guinzi..
    – Già, lui è boea devero, ma anghe lui en po’ fanfaluche. E poi che se ne fa del barcon, che te ne fai, bestioe? E poi gliè andato giù, fino alla fin. Sai che voio ntende
    – Ché, glie è moro?
    – Eh, beh, sì, che fanfaluche, prima de morì ha detto na novena pea su fija che morì de peste..che fanfaluche..
    -Però, che bestion bestiole, sti fanfaluche. Senti sta novea, acome ariva un nel barcon, un fanfaluche anghe lui, diedro un angeo ne tira per i capej, e poi tinnòle d’oro, campanule, ma lui dice che non è digno, e giù, se fotta nel lao..cavernoso..striduo..
    -Me sembri di quei che vedono e film del fella..Tu te ricordi el fella?
    – Unse dice el Fella?
    – Ma sì, ma daje, e lui prima de tirà el calcetto se dise na novena, quella vera, la veia, coa suora, ma sa lui solo lui che è, e s’aggrappa a su Gelsommina, ghe sembra tornato quand’ea fijo ae prime armi de primi corni..e lui brima de morì te dicea, sti filmi miga son granche..En grande gome lui! E pensà che era grande ma anche un po’ invidiosetto..Ora s’è moro..o vedo sembre giù, na cavernosa stridua, ndove sta sto poro che nun s’è fatto prenne dagli agni..
    -Aho, Giacò, percché parli n ssta lingua marzia?
    -Ma guarda Diasoe, a lingua marzia aastai aussa anghe te, broprio ora
    -Io?1?

  266. Plao Says:

    – Dimmi, maestro, come si fa un romanzo?
    – Ma si arreda un mondo, ragazzo, non lo sai? Prima si arrotola la cartina, poi lo si fuma. .Lentamente. Ci si abbevera. Si guardano gli anelli disperdersi, lì, nelmargedeladifférance. E poi ci si mette in viaggio
    – In viaggio? Vorrai dire che con la cartina arrotolata.. Ma no, ragazzo, ci sono più cose fra cielo e terra..In viaggio, proprio in viaggio. E si deve prendere l’aereo, ma anche il treno: possibilmente ogni mezzo di locomozione
    – Già, gli appunti di viaggio..Il professore di matematica legge molta narrativa, e critica molto..la..la..ha detto..la mania esotica
    – Complimenti al professore, ragazzo, ma se mi interrompi sempre per farmi sapere che sai, non ne veniamo a capo. Si deve viaggiare, viaggiare molto, proprio come facevano papà e mamma una volta (quando potevano), e scendere solo per fare la pipì (ah, quante scoperte mentre si fanno la pipì in viaggio..), si deve guardare dai finestrini, da tutti i finestrini..
    – E il mondo? Maestro, come, quando si arreda un mondo? Perché?
    – Allora, attento ragazzo. Poi si torna a casa, e si scorda il viaggio. Il drago dell’inconscio è lì, dorme e sta in agguato (lui tende gli agguati dormendo, solo dormendo). Ci sediamo al tavolo di lavoro, si prende una riga e un compasso, e si comincia a fare come i ragionieri (starei per dire si comincia a fare i ragionieri)
    – Ma come, i ragionieri? Ma..la creatività..
    – Quelli sono degli imbecilli, ragazzo. Voglio dire quelli che hanno detto che la creatività ecc. Certo, la creatività. Ma tu non ci devi pensare. Tu devi solo fare il ragioniere. Come il tuo professore di matematica
    – – Ora che ci penso, lui ha detto che leggere un romanzo o un testo di matematica..è..la m(è)me.. boh, insomma, voleva dire che non ci vedeva..
    – Beh, questa forse te l’ ho raccontata io una volta, e tu ci hai creduto al punto che ora vedi il tuo professore..Ma procediamo. Il mondo è lì, lui non ti aspetta, e nemmeno tu lo aspetti. E stai molto attento. Non è vero, come dicono gli imbecilli della diffe..eccì che anche lui ti viene incontro. SEI TU CHE VAI INCONTRO A LUI.. Dunque, riga e compasso. Ora stai attento:il drago comincia a muoversi..ma tu non lo sai, non lo devi sapere..solo lui può saperlo..Ovviamente non devi averne paura..Non può farti alcun male: tu sei un ragioniere. Riga e compasso. Un piano. Di quelli buoni. Poi il piano cambia (che diamine, anche nelle partite a scacchi..), piani, piani,..piano piano..un vortice lento, veloce, velocissimo di piani..Il ragioniere traccia, dipinge, che dico dipinge, disegna il mondo, questo era già arredato – lì, ai bordi fra la pelle del drago e l’historia magistra vitae -, e te devi solo costruire, step..insomma, passo per passo, e il mondo viene fuori, ah come viene fuori. E’ bello, allegro, contornato, già formicolano gli applausi di seimila..sei..miliardi di demoni occhialuti che ti guardano, che ti leggono..e ti pagano..(ma questa è un’altra storia..fabula in fabula de fabula..).. Tu non ci pensi, non ci hai pensato mai a questo dannato applauso, a questa selva di occhiali, a questo ammasso (permettimi) da apocalisse dopo la nascita del tuo mondo? Sì e no.
    – Maestro, come li vedevi questi applausi e questo occhiali, prima?
    – La complessità della domanda mi fa presentire la bontà del tuo futuro, ragazzo. Ma procediamo. Vedi, mentre scrivi vedi a tratti –oh, solo qualche volta – balenare una selva di mani, un correo di occhialuti occhi che sprizzano e strombazzano sguardi e pupille sfavillanti, mentre le mani si muovono già pronte.. per l’applauso..vedi, questo è ai margini del mondo che devi costruire..come dire (chiedo scusa, ragazzi, seimila..volevo dire sei..) il concime della creazione..concime fertile, colmo di..intelligenza (io credo..perché scrivere per seimilamiliardidiidioti sarebbe la cosa più orrenda che potrebbe capitare a un ragioniere..volevo dire a uno scrittore..insomma a un essere umano..)..Insomma, si scrive spericolando leggermente il marge fra la pelle del drago e quella puttana di cui ti ho detto..e via via si pensa a questi altri margini..
    – – Tutto qui?
    – – Tutto qui, ragazzo, tutto qui

  267. Plao Says:

    Credevo che ‘spericolando’ stesse per ‘spellicolando’, ma ora non ne sono più tanto sicuro..

  268. Plao Says:

    Solo qualche piccola correzione: giuro
    – Dimmi, maestro, come si fa un romanzo?
    – Ma si arreda un mondo, ragazzo, non lo sai? Prima si arrotola la cartina, poi lo si fuma. .Lentamente. Ci si abbevera. Si guardano gli anelli disperdersi, lì, nelmargedeladifférance. E poi ci si mette in viaggio
    – In viaggio? Vorrai dire che con la cartina arrotolata..
    -Ma no, ragazzo, ci sono più cose fra cielo e terra..In viaggio, proprio in viaggio. E si deve prendere l’aereo, ma anche il treno: possibilmente ogni mezzo di locomozione
    – Già, gli appunti di viaggio..Il professore di matematica legge molta narrativa, e critica molto..la..la..ha detto..la mania esotica
    – Complimenti al professore, ragazzo, ma se mi interrompi sempre per farmi sapere che sai, non ne veniamo a capo. Si deve viaggiare, viaggiare molto, proprio come facevano papà e mamma una volta (quando potevano), e scendere solo per fare la pipì (ah, quante scoperte mentre si fa la pipì in viaggio..), si deve guardare dai finestrini, da tutti i finestrini..
    – E il mondo? Maestro, come, quando si arreda un mondo? Perché?
    – Allora, attento ragazzo. Poi si torna a casa, e si scorda il viaggio. Il drago dell’inconscio è lì, dorme e sta in agguato (lui tende gli agguati dormendo, solo dormendo). Ci sediamo al tavolo di lavoro, si prende una riga e un compasso, e si comincia a fare come i ragionieri (starei per dire si comincia a fare i ragionieri)
    – Ma come, i ragionieri? Ma..la creatività..
    – Quelli sono degli imbecilli, ragazzo. Voglio dire quelli che hanno detto che la creatività ecc. Certo, la creatività. Ma tu non ci devi pensare. Tu devi solo fare il ragioniere. Come il tuo professore di matematica
    – – Ora che ci penso, lui ha detto che leggere un romanzo o un testo di matematica..è..la m(è)me.. boh, insomma, voleva dire che non ci vedeva..
    – Beh, questa forse te l’ ho raccontata io una volta, e tu ci hai creduto al punto che ora vedi il tuo professore..Ma procediamo. Il mondo è lì, lui non ti aspetta, e nemmeno tu lo aspetti. E stai molto attento. Non è vero, come dicono gli imbecilli della diffe..eccì che anche lui ti viene incontro. SEI TU CHE VAI INCONTRO A LUI.. Dunque, riga e compasso. Ora stai attento:il drago comincia a muoversi..ma tu non lo sai, non lo devi sapere..solo lui può saperlo..Ovviamente non devi averne paura..Non può farti alcun male: tu sei un ragioniere. Riga e compasso. Un piano. Di quelli buoni. Poi il piano cambia (che diamine, anche nelle partite a scacchi..), piani, piani,..piano piano..un vortice lento, veloce, velocissimo di piani..Il ragioniere traccia, dipinge, che dico dipinge, disegna il mondo, questo era già arredato – lì, ai bordi fra la pelle del drago e l’historia magistra vitae -, e te devi solo costruire, step..insomma, passo per passo, e il mondo viene fuori, ah come viene fuori. E’ bello, allegro, contornato, già formicolano gli applausi di seimila..sei..miliardi di demoni occhialuti che ti guardano, che ti leggono..e ti pagano..(ma questa è un’altra storia..fabula in fabula de fabula..).. Tu non ci pensi, non ci hai pensato mai a questo dannato applauso, a questa selva di occhiali, a questo ammasso (permettimi) da apocalisse dopo la nascita del tuo mondo? Sì e no.
    – Maestro, come li vedevi questi applausi e questo occhiali, prima?
    – La complessità della domanda mi fa presentire la bontà del tuo futuro, ragazzo. Ma procediamo. Vedi, mentre scrivi vedi a tratti –oh, solo qualche volta – balenare una selva di mani, un correo di occhialuti occhi che sprizzano e strombazzano sguardi e pupille sfavillanti, mentre le mani si muovono già pronte.. per l’applauso..vedi, questo è ai margini del mondo che devi costruire..come dire (chiedo scusa, ragazzi, seimila..volevo dire sei..) il concime della creazione..concime fertile, colmo di..intelligenza (io credo..perché scrivere per seimilamiliardidiidioti sarebbe la cosa più orrenda che potrebbe capitare a un ragioniere..volevo dire a uno scrittore..insomma a un essere umano..)..Insomma, si scrive spericolando leggermente il marge fra la pelle del drago e quella puttana di cui ti ho detto..e via via si pensa a questi altri margini..
    – Tutto qui?
    – Tutto qui, ragazzo, tutto qui

  269. anna Says:

    SALUTI “dove vai quando poi resti sola? (al cinema, ai concerti) il ricordo come sai non consola – sì, se uno se lo ricorda! – ….. e da allora solo oggi non farnetico più, a guarirmi chi fu? L’ALTRA STANZA! Plao, potresti essere il mio fratellino! Davide. (sono guarita!!) davidino )( o DAVIDONE () o Davide ||? Buona domenica !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  270. anna Says:

    Plao, stupendo!!!!!!!!!!! però non ho capito niente della storia della p-t-a-a! puoi tradurre, per favore????????????? grazie

  271. Plao Says:

    Te, caro mio, vorresti che continuassi il discorso. Ma con chi non dice chi è non parlo più.

  272. Plao Says:

    Beh, sì, parlo, dai, scherzavo..Come tu hai capito, ma è bene che sappiano quei sei(mila)miliardi, è l’historia magistra vitae

  273. anna Says:

    e poi , a me fa piacere ascoltare le storie degli altri e cercare con umiltà di capire, di imparare, se agli altri non interessa non leggono e se invece sono dei poveracci e hanno bisogno di ridere dei problemi altrui, ma che ridano pure, sono presuntuosa? sì, sono diventata selettiva? sì: io non mi abbasso al livello delle mosche sulla m-r-a nè delle anatre che starnazzano. Hai letto Così parlò Zarathustra?

  274. anna Says:

    sai che questa sera uno che ho conosciuto sabato scorso ad un concerto di musica jazz mi ha invitata ad un altro concerto? ma per amor del cielo!! io dimostro meno anni di quelli che ho e così si avvicinano uomini più giovani di me. E poi preferisco star da sola che passare il tempo con uno di cui non mi importa nulla!! Voglio un amore grande: corpo, cuore e mente allineati! Sono contenta di essere qui a scrivere. a presto, Plao.

  275. Plao Says:

    L’historia magistra vitae è la riserva dei mondi ai quali attinge il narratore. Ma, parlando tra il serio e il faceto, si può dire che la storia sia più meretrice che maestra. Poi io stesso non posso sapere quante cose possa voler dire quello che ho detto (e ciò vale anche per gli altri). Volevo poi anche dire che un narratore può pensare agli applausi (di quanto in quando) ed essere perfettamente se stesso. L’unica cosa che ho capito di te, caro amico, è quel ‘dico davvero’. Il resto l’ho compreso in aenigmate, ed è quello che più conta. Credetemi e credimi: se non intervengo più in questa stanza è per una stanchezza dell’altro mondo. Sappi, e sappiate, che nel mio silenzio sarò felice: dovreste preoccuparvi per me se intervenissi ancora. Saluti a te (chiunque tu sia, ma poi questo in fondo è irrilevante) e agli altri. Ciao md, e grazie per l’ospitalità.

  276. Plao Says:

    L’historia magistra vitae è la riserva dei mondi ai quali attinge il narratore. Ma, parlando tra il serio e il faceto, si può dire che la storia sia più meretrice che maestra. Poi io stesso non posso sapere quante cose possa voler dire quello che ho detto (e ciò vale anche per gli altri). Volevo poi anche dire che un narratore può pensare agli applausi (di quando in quando) ed essere perfettamente se stesso. L’unica cosa che ho capito di te, caro amico, è quel ‘dico davvero’. Il resto l’ho compreso in aenigmate, ed è quello che più conta. Credetemi e credimi: se non intervengo più in questa stanza è per una stanchezza dell’altro mondo. Sappi, e sappiate, che nel mio silenzio sarò felice: dovreste preoccuparvi per me se intervenissi ancora. Saluti a te (chiunque tu sia, ma poi questo in fondo è irrilevante) e agli altri. Ciao md, e grazie per l’ospitalità.

  277. Plao Says:

    Seconda versione: E. C.

  278. anna Says:

    anch’io le prime volte che scrivevo avevo una stanchezza enorme, dormivo e poi continuavo a scrivere. Plao, io non voglio che tu continui il discorso se non è quello che vuoi tu. Quello che conta è quello che SENTI tu. “nel mio silenzio sarò felice” ma per piacere, non raccontarlo a me. Il problema non è che tu lo scriva qui, scrivilo dove cavolo vuoi! carta igienica? ok, carta igienica e poi la butti nel water, ma scrivi, butta fuori il dolore, la rabbia. Ti voglio bene, Plao. Non credere che i 6.000 miliardi che stanno zitti o che ridono non abbiano il loro groviglio di vipere dentro o il loro drago che sputa fuoco, anche quello meschino di schernire gli altri. Questi e tutti quelli che fanno male agli altri sono proprio quelli che stanno più male dentro ma non sanno come cavolo fare a liberarsene. ciao

  279. anna Says:

    e io ci sarò sempre come in quella canzone, ricordi? “mi aiuti? certo che ti aiuto, tu sei mia amica. ci sarai sempre, anche quando sarò grande? certo, tu sei mia amica, te lo prometto”. Io ci sarò sempre, Plao

  280. anna Says:

    e se ci sono riuscita io a sputare il rospo, ce la può fare chiunque!

  281. Plao Says:

    Io mi sono annoiato a fare questo giochetto. Mi chiamo Paolo Landi e abito in via Emilio Zola n. 47122, a Livorno. Chi non riesce a dire una cosa del genere è solo qualcuno che, ancora e miserabilmente,a parte l’ingegno, si sta vendendo in qualche maniera. Prova, visitatore: paololandi31@alice.it. Controllare i dati. Forza, chicchessia.

  282. anna Says:

    e ora mi sento molto più leggera! Quest’anno sono stata al museo egizio. ci hanno spiegato che gli anitchi egizi credevano che dopo la morte il cuore venisse pesato e che per continuare a vivere nell’aldilà dovesse essere leggero come una piuma. LEGGERO COME UNA PIUMA.

  283. Plao Says:

    Vuol dire che non lo puoi fare: questa è la tua catena.

  284. Plao Says:

    Via E. Zola n. 47 57122 Livorno

  285. Plao Says:

    Paolo Landi via E. Zola 47 57122 Livorno paololandi31alice.it. Forza, chicchessia.

  286. anna Says:

    plao, io odio il cumputer! perchè sto cercando di mandarti una mail ma ci sono le linee sovraccariche a questa ora!!!

  287. Plao Says:

    Solo un visitatore deficiente potrebbe credere in qualcosa del genere. Si punta sui visitatori deficienti? Qui è tutto automatico: sembra di parlare con nessuno e si risponde in modo automatico. Non mi importa nulla di ricevere mail da questo chiccessia: dico che io ho svelato a tutti i visitatori la mia identità, e quello non lo fa, perché non può farlo, altrimenti si rovina il gioco. Questo lo capirebbe anche l’ultimo dei cretini. Ma poiché ci sono visitatori più cretini dei cretini, su questi si può fare ancora affidamento. Forza, visitatori: chiamatemi, scrivetemi e vedrete se non è vero. E questo qui, chi lo agguanta?. Insomma chi è in grado di capire ha capito, e per chi non è in grado di capire, dico che io non so che farmene, ma voi sì. Eccome.

  288. anna Says:

    non ho parole, Plao. a che serve tutto ciò, ora?

  289. Plao Says:

    A smetterla di fare il giochetto dei giochi di ruolo. Nome e cognome, e non più Nick del cavolo. Questa è la mia concezione della comunicazione elettronica.

  290. Plao Says:

    Il Nick non sarà di destra, ma non è assolutamente di sinistra, almeno nell’accezione decente e non consumistica della parola.

  291. Plao Says:

    Inoltre il Nick si insinua nella labilità psichica di massa, ecc. Chi non è in grado di dare nome e cognome, non lo vogliamo, perché la sua comunicazione prima o poi potrebbe diventare sporca (se non lo è già).

  292. anna Says:

    Di me alle persone che conosco parlo di persona, guardandole in faccia. Qui siamo in un blog e non su facebook. e comunque il problema era parlare che quello che si sente e non del nostro, cognome e indirizzo. Ti ho mandato due mail. buona notte, plao.

  293. Plao Says:

    Comunque ti ringrazio, md. Tu sei rintracciabile, e ti sono grato di avermi dato la possibilità di esprimermi. Ti ringrazio anche se tu fossi chicchessia (che cosa c’entra questo?). Saluti: sei comunque un male minore – e quindi anche un bene -, e certamente un male minore del sottoscritto. Ma mi è andata di dire qualcosa di vero: potevo permettermelo. Poi anche io ho le mie catene, e mai mi sognerei di fare cose fuori dalle regole in altri ambiti, anche se ciò lo giudicassi in qualche modo leggermente sbagliato Come vedi non mi ergo a giudice. Un bel saluto sincero. Ma ora addio davvero.

  294. anna Says:

    Quanta caspita di rabbia hai dentro??

  295. anna Says:

    grazie, md

  296. anna Says:

    il grazie era riferito a ‘non habet nomen proprium’

  297. md Says:

    ok, magari scriverlo in coda a quel post lo avrebbe reso più chiaro… così magari esci un po’ da questa stanza, no? la campagna vista dal balcone mi sembra così invitante…

  298. anna Says:

    hai ragione, md, qualche volta sono già stata in balcone ad osservare il panorama, ma mi sembrava più ‘logico’ scrivere quel ‘grazie’ qui.- Ieri sera l’EMOTIVITA’ ha preso il sopravvento, scrivevo piangendo. La mia PARTE RAZIONALE ha fatto del suo meglio, ha cercato di scrivere in modo comprensibile ed ha anche continuato a contrastare i giochetti che fa la memoria, soprattutto con il passare degli anni, quando continui a chiederti ‘dove l’ho letto? dove l’ho visto? chi era? ANNA LIBELLULA è rimasta in un angolino a guardarmi, impotente, quasi volesse dire ‘perchè hai smesso di ‘giocare’? Perchè anche Plao se n’è andato, rileggiti l’articolo di Eugenio Scalfari. Comunque, continuo da sola. Stavo pensando a quello che ha scritto Plao “LABILITA’ PSICHICA di massa” = mancanza di stabilità di chi è emotivamente fragile. Molte DONNE faticano ad esternare la RABBIA e molti UOMINI non riescono a PIANGERE. Condizionamenti culturali? e religiosi. Il dio PATERNO (biblico) ha delle aspettative nei confronti dell’ UOMO, lo giudica, si arrabbia e lo punisce quando sbaglia. E’ il rapporto up – down tipico del vecchio modo di fare scuola. Il dio MATERNO (evangelico) ti perdona, ti accoglie a braccia aperte (mi viene in mente il figliol prodigo, ma con la religione sono più interdetta che con il computer!). Poi c’è la storia del patriarcato: sopra gli UOMINI con la Ragione, la Scienza, gli ideali, TUTTA TESTA insomma, e sotto le DONNE: sentimenti e, soprattutto, emozioni e corpo, DECAPITATE. Le EMOZIONI sono cose da femminucce. prova tu ad aver il ciclo mestruale, o a non averlo più! Avevo letto un bel libro Luna Rossa: capire e usare i doni del ciclo mestruale. Non parliamo poi del CORPO, che è sporco, e poi il sangue… E comunque tutti viviamo per nove mesi in un UTERO e attraversiamo il canale vaginale per NASCERE. Nella maggior parte dei casi succhiamo il latte materno, ci facciamo fare il bagnetto, pulire, cambiare, tenere in braccio, coccolare. Il SESSO poi!! Mamani diceva che gli UOMINI ‘inseminerebbero’ l’80% delle donne (ho già sentito questa percentuale!) e non dev’essere facile tenere a bada sta cosa! Ma c’è la RAGIONE! direbbe md. Sì, perchè uno, con la Ragione, dice: va bene l’istinto di conservazione della specie, ma non siamo più ai tempi dell’uomo preistorico. Siamo già in tanti sulla Terra e con un sacco di problemi! Aggiungerei che ci sono anche i SENTIMENTI che ci suggeriscono che l’altra è un essere umano e non un buco nel quale ‘urinare’ spermatozoi. Mamani diceva che nei villaggi peruviani dove non sono ancora arrivati cattolicesimo e consumismo Usa, vivono la sessualità in modo più naturale, più spontaneo. Il buon selvaggio? Forse sì, loro considerano L’ALTRO un pezzettino di dio e quindi vivono l’esperienza sessuale con molto RISPETTO. Perchè quando sono coinvolti anche il cuore e la mente, il piacere è più intenso per entrambi, l’orgasmo diventa una vera e propria esplosione di energia. Quasi quasi mi trasferisco in Perù! Mamani dice che gli UOMINI sono COMPETITIVI per ‘natura’. Perchè dovevano cacciare per procurarsi il cibo ed alcuni erano più abili di altri nella caccia e sono diventati competitivi? Non so. Secondo lui le DONNE sono COOPERATIVE per natura perchè… guardandosi attorno non sembrerebbe! E’ vero, dopo il ’68 sono nate le donne-uomo però… mi sembrano un po’ competitive anche quando fanno la gara per ‘mettersi in mostra’ e attirare l’attenzione degli uomini. Prova a sentirti trattata come un OGGETTO per secoli, e poi vediamo! “non desiderare (nè usare aggiungerei) la DONNA ALTRUI. ti ricordi – a chi lo stai chiedendo? – a me stessa! Dicevo, ti ricordi il film in cui Benigni e Troisi vengono catapultati nel Medioevo? il savonarola continuava a ripetere “ricordati che devi morire!” e Troisi “aspetta, mo me lo scrivo!” dicevo, non USARE il CORPO di nessuna donna, a meno che non sia lei a decidere di barattare il suo corpo. Anzichè violentare i bambini come fanno alcuni preti!! Ma torniamo al punto di partenza: le DONNE non esternano la RABBIA e gli UOMINI non riescono a PIANGERE. Più o meno. Mamani ci ha insegnato i primi rudimenti di una tecnica di massaggio terapeutico. E’ stata un’esperienza interessante. Già il trovarsi in mutande uomini e donne e a coppie, formate a caso, scambiarsi un MASSAGGIO non è cosa da tutti i giorni! per noi occidentali poi! E in quei momenti la sessualità non c’entra nulla. L’ALTRO è un essere umano come TE, con le sue PAURE da superare. E allora impari a prenderti CURA dell’altro, anche se lo conosci appena. Quando il massaggio è più ‘energico’ si va a lavorare sul CORPO, a sciogliere dolori fisici, mentre quando è più delicato, ‘sfiorato’ si lavora sui corpi sottili, sulle EMOZIONI e, a volte, nascono vere e proprie crisi di PIANTO e di RABBIA, perchè riaffiorano VISSUTI che il corpo ha memorizzato. E allora devi proprio contenere queste emozioni fisicamente, con il corpo, far sentire ALL’ALTRO CHE CI SEI, CHE NON E’ SOLO a rivivere quel DOLORE. Diventi un UTERO-CONTENITORE, un dio materno. Altro che ‘macchina’, ‘orologio’, il nostro corpo è più intelligente di quel che crediamo noi. Gli egizi, infatti, buttavano il cervello del defunto e conservavano l’intestino. Pensiamo con la pancia? con le EMOZIONI. Sto rileggendo un libro, poi ti racconto. Labilità psichica di MASSA. Forse perchè molte persone si fermano alla pancia, ai chakra bassi: SOPRAVVIVENZA, CIBO, SESSO, POTERE ALL’INTERNO DEL GREGGE? Ma qualcuno arriva anche al quarto chakra, ai SENTIMENTI: filantropico, ecologico, compassione? E qualcuno anche al settimo, al PENSIERO? Finisco il libro.

  299. luther Says:

    Certi post sono troppo lunghi.. durano piu’ della pausa sigaretta…
    spesso li leggo a casa, per nulla togliere ai miei “padroni”.
    In questo mare di parole, facendo “zapping” ho letto che gli uomini non sanno piangere…
    Non e’ assolutamente vero cara Anna, anche gli uomini piangono…
    Adesso per esempio sto piangendo…ho davanti le deleghe da pagare ,quelle della mia dichiarazione dei redditi…naturalmente scherzo!
    Ho poi notato che c’e’ anche chi si prende troppo sul serio e si abbandona a discorsi spocchiosi che non portano a niente.
    Vabbuo’, ho finito la mia marlboro…alla prossima
    Saluti

  300. md Says:

    ecco, adesso mi tocca aprire la finestra per far uscire il fumo… ah, ma tanto era già aperta…

  301. Umberto Says:

    Il discorso del Dio Paterno in contrapposizione ad un Dio Materno è stato tirato in ballo anche da Fromm in “L’arte di amare”.
    La differenza principale fra l’amore cosiddetto “paterno” (non si generalizzi però) e quello “materno” (di nuovo non si generalizzi) è che il primo è condizionato mentre il secondo no. In sostanza si ha l’amore del padre solo se si obbedisce alla sua volontà, se ci si conforma ai suoi (Suoi) desideri.
    “Sia fatta la volontà del Signore, ora e sempre nei secoli dei secoli amen”, recita la Chiesa.
    Oppure: “Padre nostro, che sei nei cieli, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra”.

    Tuttavia sminuire la religione cattolica a un culto dell’autorità paterna, invocando di conseguenza un restyling “matriarcale”, sarebbe a mio parere un errore. Se non altro perchè c’hanno già pensato, e molto presto, ad introdurre una componente matriarcale in seno alla religione cristiana. Il culto della Madonna è servito a questo: ha affiancato alla componente patriarcale la componente matriarcale, così ha fatto contenti tutti quanti. In seno alla Chiesa Cattolica c’è spazio per chi predilige il culto di Maria rispetto a quello della figura del suo figlio Gesù, poi ognuno ha i suoi Santi preferiti, insomma ce n’è per tutti i gusti, è un grande bazaar della spiritualità – è stato questo il segreto del suo successo: s’è presa con vigore, riadattandolo secondo la bisogna, tutto ciò che poteva servire la sua causa, dai culti pagani alla tradizione culturale latina, pure le pietre del Colosseo potevano venir buone per gli scopi ecumenici della Chiesa..

    Questo discorso sembra farmisi palese se si legge con attenzione questa preghiera:
    Salve o regina, madre di misericordia, vita dolcezza speranza nostra salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva, in questa valle di lacrime, a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi.
    E mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.
    O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria
    Qui non c’è nessuna indicazione del “peccato”: la vergine Maria è quella madre che ci ama a prescindere, che ci perdona sempre, perchè “la mamma è sempre la mamma”.
    Diversamente dal “Padre”, che può punire, al quale chiediamo ci vengano rimessi i nostri peccati, le nostre colpe di figli disobbedienti:
    “Liberaci da ogni male, rimetti a noi i nostri debiti, abbi pietà di noi”.
    Non sono queste le esortazioni che si rivolgono alla Madonna, essa consola, non giudica.

    @luther: sono d’accordo, specialmente certi commenti sono troppo lunghi, e sono spesso un po’ arroganti, non sempre mi fa piacere leggere certe cose, ma che ci vuoi fare bisogna fare buon viso a cattivo gioco, la presunzione di certa gente non ha freni.

  302. Umberto Says:

    Errata corrige sul Salve o regina, ovviamente “in questa valle di lacrime” si dice solo una volta, ho scritto la prima parte poi ho fatto un copia incolla che non ricordavo come finisse e c’è rimasto di mezzo quella valle di lacrime in più. Direi che una è già più che sufficiente no?

    In merito al culto matriarcale, non è solo la figura della Madonna che se ne fa portavoce. La stessa Chiesa è quella grande “madre” che “accoglie i suoi figli” e che perdona sempre quanti si sono macchiati di colpe nei suoi confronti (perlomeno questo è lo slogan). Ovviamente a patto che abbiano nuovamente riconosciuto l’autorità del Signore Dio Padre Onnipotente e abbiano fatto voto di obbedienza a questo Padre e ai suoi rappresentanti in terra, ci mancherebbe altro.

  303. anna Says:

    @ Luther: mi hai dato un’ottima idea! Inizierò a fumare, magari qualcosa di più leggero delle malboro. Però, dovremmo cambiare la scritta ‘il fumo uccide’ in ‘il fumo accorcia i discorsi’. P.S.: la dichiarazione dei redditi fa piangere tutti (tutti coloro che dichiarano la verità!) @ Umberto: Sì, avevo letto L’arte d’amare di Fromm. Non avevo pensato al culto della Madonna e all’immagine della Chiesa come grande Madre. Mi è venuto spontaneo (ma non chiedermi dove l’ho letto) spiegare il perchè molti uomini, non tutti, facciano fatica ad esternare il loro dolore piangendo ed esternino più facilmente, rispetto alle donne, la rabbia, col fatto che il Dio paterno, machile si arrabbi, eccome, mentre il Dio materno, la Madonna e la grande Chiesa accolgano, perdonino. Mi sembra di ricordare che il Dio giudice fosse quello biblico, mentre Gesù abbia evidenziato l’aspetto materno di Dio ed abbia insegnato il ‘porgi l’altra guancia’, il perdona, al posto della legge del taglione. Perchè sbagliare è umano e ogni comportamento, ogni reazione ha una causa, una spiegazione alle spalle. Comunque, ho due bei libri da rileggere, uno sulla genesi e uno sul vangelo. Te ne parlerò, così, se ti farà piacere potrai aiutarmi a capirci qualcosa in più. Grazie ad entrambe!!

  304. Plao Says:

    Il mostro del Lockness..si..sta..autodivorando..è..un..autocannibale. Buon appetito. Che fai, ti tocchi?

  305. Umberto Says:

    @Anna
    Può esistere una spiegazione un po’ più fisiologica del fatto che l’uomo faccia fatica a piangere mentre la donna faccia fatica ad arrabbiarsi?

    Nota:
    Non sono d’accordo sul fatto che gli uomini siano competitivi come dice questo Mamani. Al contrario anzi, la caccia e la pesca erano attività che richiedevano un’intensissima collaborazione fra gli individui, pena l’insuccesso della caccia e la morte per fame di tutti.
    Per cacciare un cervo, un orso o un mammuth (:-D) c’era bisogno che tutti facessero la loro parte senza guardare a quello che faceva l’altro, e senza cercare di farsi più belli degli altri. La competizione esiste fra gli uomini, assolutamente c’è, ma è di altro tipo, è la competizione da branco, cioè quello stesso tipo di competizione “a viso aperto” che si instaura per decidere i rapporti di gerarchia fra i componenti di un cosiddetto “branco”. Stabilite queste gerarchie il rapporto prosegue poi su basi prettamente cooperative.
    Quando si dice “homo homini lupus”, per esempio, si fa un torto al lupo, che è un animale nient’affatto prepotente e molto progredito dal punto di vista delle relazioni sociali.
    Al giorno d’oggi la competizione è d’altro tipo invece, coinvolge sia uomini che donne e non più “a viso aperto” come ho accennato, ma molto più sommersa, giocata sugli intrighi e sui sotterfugi, del tutto priva di agonismo sincero, in un certo senso “anarchica”, e scarsamente collaborativa. Si tratta in breve di una competizione “sporca”, machiavellica. E la donna fa la sua parte attiva in tutto ciò, con la scusa di imporre la propria individualità.
    Sulle cause e i dettagli di questo, potrei scrivere ore citando qui e là quindi credo sia il caso evitare..

  306. luther Says:

    @Anna: se non fumi lascia stare… talvolta chi scrive ha anche il vizio del fumo, serve a concentrarsi…finira’ che i tuoi post diventano ancora piu’ lunghi…per i libri ho appena finito di leggerne due… stupendi!
    Jose’ Saramago “Cecita’” e “Le intermittenze della morte”…se non li hai letti te li consiglio…altro che Genesi e Vangelo…scherzo ovviamente…

    @ Plao: cerco di decifrare i tuoi interventi…onestamente non ci capisco un tubo…vabbe’ che questa e’ la stanza del fumo…pero’…

    @MD: come vedi sono ritornato…ti confesso che prima mi sentivo a disagio… non intervenivo…temevo di sparare cazzate…ma poi leggendo altri post “illumina(n)ti”… ho capito che potevo inviarne anch’io…hihihi.
    Grazie per l’ospitalita’…ah stavolta apro io le finestre…qualcuno ha fumato uno spinello.
    Saluti

  307. Plao Says:

    Te guarda il blog ‘L’altra stanza’ parallelo alla ‘pellicola ontologica’. Il personaggio di Anna mi ricorda tanto U. Eco – satira di tanti luoghi comuni apparentemente banale con una sottigliezza micidiale..Ho avanzato il sospetto e poi è apparso il Nick Umberto con una polemica scontata con Anna – e io avevo coniato UmbMariAnna, pouché il moderatore si chiama mario (Domina) -, per cui.. Inoltre Anna alludeva all’assenza di Scalfari – cioè all’artocolo dell’Espresso che si alterna a quelli di Eco -, e io mi sono irritato e poi ho insistito – intanto, oltre ai messaggi apparentemente banali ma in verità formidabilmente satirici e saporosi di Anna, si vede qualcuno che non so se è dell’apparato o meno. Eco a parte o meno, ci sono intellettuali raffinati che si parlano da soli, insieme a qualche visitatore sproveduto..E’ una lunga storia, ma l’ultima – e per me seconda – puntata comincia di recente – qualche mese fa già mi ero mosso, senza allusioni o problematiche echiane. Bah, ultimamente ho variato nello stile pesante..A presto P. Landi

  308. Plao Says:

    Forza, Luther, anche te! Ma che è, The Truman Show? Poi – parlo di me – ti portano al manicomio e ti fanno l’elettroshock, dandoti del matto, ma alla fine arriva la polizia che sistema tutto..Certo, la sinistra ragazzi è finita dalla parte dlel’Elettroshock – potenza dell’elettronica..involontariamente Berlusconi ha capito che fra i Comunisti e i Nazisti non c’è differenza..Ovviamente scherzo..Ma una manina sulla coscienza..Eh? Libido elettronica: pericolosa.

  309. Plao Says:

    Che non ci sia nessun interlocutore problematico dalla mia possibile parte è agghiacciante: questa è l’apoteosi del mutismo tecnocratico. Eppure, sia pure esswendo sopra le righe, non mi sembra di essere poi così inappetibile..In qualunque contesto intellettualmente decente si sarebbe aperta una problenmatica intellettuale minima slla problematica di questi mezzi ecc. Ma qui non succede nulla.

  310. Plao Says:

    Fantasia zero. Combini due sintagmi elementari, e ti dicono che hai funmato..Scemi..

  311. Plao Says:

    Oggettivamente chi sta da questa parte non vede nulla e non sa nulla. Niente fumo, ragazzi. Riflettete. Che cosa vuol dire? Ci aspettano migliaia di anni nelle strettoie di questi schermi, sempre più evanescentil allusivi ed equivoci. Che cosa vuo dire essere a sinistra, oggi? Anche criticare questo (vi sembra poco?).

  312. Plao Says:

    Anna-Umberto è autoreferenziale: mi date del matto se dico questo? Aho, ragazzi, ma dove siamo. Si parla fra intellettuali cecrando un interlocutore che inoltre non arriva mai (somma comicità). Portatemi davanti uno che ci casca davvero, che è davvero estraneo al gioco, ed ha capito il giooc, o non l’ha capito. Se poi qualche anaflabeta straparla davvero, voi che ci state a fare..Fate i sadici ocn l’analfabeta? Suvvia..

  313. md Says:

    @luther: bentornato; anch’io ho trovato quei due libri straordinari

    @Plao: passi la proliferazione digitale, però credo che sia sufficiente postare un commento una volta (1 clic sul tasto, non 5 o 6)
    altrimenti rischiamo di passare un milione di anni nelle strettoie di questi schermi…

  314. Plao Says:

    Voi fate i sadici con l’analfabeta, o mandate avanti il finto analfabeta? (Il problema riguarda questi schermi per molti, molti anni avvenire). Dai, continuate con queste battutine del fumo, come se nulla fosse. Insomma, esiste pure un linguaggio intellettuale con il quale ci si confronta. Si comprano milioni di copie di mister x perché ha certi sottocodici (Luther, non fingere di non sapere che cosa è un sottocodice, e se non lo sai magari chiedi che cosa è), e poi si finge di indignarci se uno usa il codice senza sottocidoci. Tu credi che io abbia fumato: imbecille, sia che non ci creda sia che tu finga.

  315. Plao Says:

    ci creda sia che tu finga.

  316. Plao Says:

    Sia che tu ci creda sia che tu finga..non hai ben capito..

  317. luther Says:

    @ Plao
    spiegami cos’e’ un sottocodice e perdona la mia ignoranza se non e’ pari alla tua… Sara’ che sono abituato a ragionamenti piu’ semplici, meno contorti…a me bastano alcune premesse e poi una decente conclusione. Certi sofismi sono talvolta distruttivi e non portano assolutamente a niente.
    Dici “Qui non succede nulla”…cerchi degli interlocutori, degli intellettuali…ma su un blog cosa vuoi che accada…non penserai mica d’essere Umberto Eco…
    saluti e buona giornata a tutti

  318. anna Says:

    @ Umberto: sicuramente c’è una spiegazione un po’ più fisiologica, mi sembrava di averla accennata. Interessante il tuo discorso: da una parte la ‘competizione da branco’ per stabilire i rapporti di gerarchia e poi continuare su basi cooperative e dall’altra la competizione machiavellica, ‘sporca’ per imporre la propria individualità. Domenica Plao ha parlato di comunicazione sporca ‘di chi non è in grado di dare nome e cognome’. Lunedì gli ho spedito una raccomandata con i miei dati, perchè mi avevano colpito le sue parole “ti ringrazio, md, tu sei rintracciabile” e gli avevo scritto “Plao, ci sarò sempre”. E’ una persona sensibile. Domenica 5 luglio aveva scritto “io sono un po’ come te: mi devo sfogare. Ed ho dentro di me un piccolo serpe: l’ironia. Forse anche i miei messaggi di scuse avevano un po’ d’ironia. Ma ho comunque molto rispetto”, poi, però, ha aggiunto ” pensa che non so nemmeno se esisti e se sei uno scherzo elettronico del nostro md”. Io, come ho già scritto, ho vissuto un periodo di ‘astinenza da risate’ ed ho iniziato a ‘giocare’. Tutto qui. Stavo per scavare un po’ più a fondo per liberarmi di un vecchio peso, e mi è sembrato che anche lui avesse bisogno di farlo. Forse per lui è stato più facile scrivere i suoi dati personali e per me ‘sputare il rospo.’ Non mi va di andare in tv a parlarne, è già stato un ‘superarmi’ il fatto di parlarne in un blog. @ Luther : grazie per i libri che mi hai consigliato, non li ho letti, e per i miei discorsi prolissi… no comment! @ Plao: non mi pare di aver visto il divieto per gli ‘analfabeti’, però bisognerebbe uscire dalla stanza a dare un’occhiata. Mi sembra che il discorso di Umberto sia calzante: una volta stabilita la gerarchia (ma qui era già stabilita, chiara, volevo solo sfogarmi e ridere un po’) ci può essere la cooperazione, un passaggio di idee, di informazioni, affinchè tutti (e quindi anch’io) crescano in tutti i sensi: culturale, umano ecc…

  319. luther Says:

    ciao Anna…ah… ecco perche’ ti sei “accorciata”…pausa merenda…io invece sono in pausa “caffè”…speriamo che MD leggendoci non si arrabbi…stiamo utilizzando il suo blog…e che diamine!…questa non e’ una chat.

  320. md Says:

    @luther: nessun problema, ho aperto questa stanza su sollecitazione di qualche commentatore, proprio affinché diventasse uno spazio anarchico, senza capo né coda, dove fare “altri” discorsi, sfogarsi, “cazzeggiare”, ecc. – anche “giocare”, come dice Anna (del resto, si sa, il gioco è cosa serissima).
    Il tutto, naturalmente, con una buona dose di ironia (e sperabilmente di autoironia).
    Naturalmente non sempre sono in grado di seguire gli interventi (è già faticoso sulla linea “canonica” del blog) – mi perdonerete per questo, d’altra parte vedo che le cose procedono benone anche senza di me.
    Un’ultima cosa: ho apprezzato moltissimo quel “ma su un blog cosa vuoi che accada”. Proprio vero!

  321. md Says:

    anzi, mi hai fatto venire un’idea…

  322. anna Says:

    md, le kaleidoscope pictures erano bellissime!! Ma, è il tuo compleanno? oggi o il 16?

  323. md Says:

    Anna, non ho capito a quali pictures ti riferisci (quelle di corpuscoli, forse?)

    né-né, il mio compleanno è di 17 ma in tutt’altro mese, a settembre, al crepuscolo dell’estate…
    ciao

  324. anna Says:

    Md, pensavo fossi tu ad inserire le Flickr photos!! E in una c’era scritto “happy birthday to me” so… Sono riuscita a rileggere con più distacco, direi da spettatrice, il tuo ultimo post. Venerdì mattina mi avevano colpito innanzitutto l’immagine che hai scelto ed il verbo arguire (in inglese ‘discutere, litigare’ oltre che ‘argomentare, ragionare’, e poi le frasi che ho trascritto. Mi sono sentita di nuovo ‘analizzata’. L’aveva già fatto Plao, credo esternando ‘rabbia’ di cui non mi sento responsabile. Comunque, mi sono scusata nel caso in cui abbia involontariamente ‘ferito’ qualcuno. Sto imparando a ‘ridermi addosso’, la satira è assolutamente estranea al mio modo di essere. Rileggendo quanto ho scritto in risposta al tuo articolo, mi sono resa conto di aver evidenziato “non è, o meglio, non siamo oggetti da analizzare. Silenzio. Non vediamo passioni e affetti. Empatia.” Leggendo, invece, quanto hanno scritto Umberto e Vincenzo C. mi sembra di aver capito che con questo post non ti riferissi soltanto a quanto accaduto ultimamente ne L’altra stanza. (almeno spero!) Sto cercando di comprendere cosa ho imparato da questa esperienza. Da giovane, oltre a Leopardi e a Pirandello, mi piaceva Samuel Beckett. Ero una persona taciturna. Con il passare degli anni ho iniziato ad apprezzare qualche chiacchierata con i familiari e gli amici, nelle quali, però, ‘sfioravo’ appena il mio vissuto. Prestavo molta attenzione a non ‘svelare’ la mia ‘anima’. forse per paura di essere ferita. E adesso ho raccontato il mio passato in un blog!! Ho anche commesso l’errore di scherzare con molta superficialità, senza conoscere il mio interlocutore e senza riflettere su quanto leggevo. Credo che questa esperienza ‘estrema’ sia servita a trovare una sorta di ‘equilibrio’ e, soprattutto, a guardare me stessa e gli altri da spettatrice. Commetto spesso l’errore di ‘credere’ di capire o di sentire quello che pensano o provano gli altri. @ Luther : L’altro ieri mi sei venuto in mente tu con le tue “pause caffè”. Ho deciso di uscire in balcone, come aveva detto md, ad osservare la campagna e ho iniziato a scrivere una specie di risposta ad un articolo su Empedocle. Quando faccio la “pausa merenda”, mi siedo in balcone, leggo un libro e sottolineo le parti che mi piacciono e poi le copio. Per ora md è stato gentile, pensavo mi scrivesse “ma a scuola non ti hanno insegnato a fare i riassunti?!” sì, tanti anni fa, però fare un riassunto richiede tempo ed energie. Per ora copio, poi magari alla fine del libro cercherò di scrivere un commento. E per quel che riguarda il libro, Luther, dalla genesi sono passata ai chakra, di male in peggio!! La mia nipotina, che ha più di trent’anni, un marito e un figlio, e che al mio compleanno mi ha scritto:” buon compleanno a te, buon compleanno a te, buon compleanno e teeeeeeee uuuuuuuuuuuu” (il su babbo l’è toscano, sicchè le piace scherzare), mi ha detto “zia, posso ‘capire’ che nella fase pre e postseparazione tu abbia sentito l’esigenza di frequentare corsi ‘alternativi’ a qualche ‘sana’ chiacchierata con una psicologa che ti avrebbe aiutata a rielaborare il lutto, ma, adesso ritorna ‘normale’. Ma io sono una diversamente abile!! Buona domenica a tutti!!

  325. anna Says:

    Nel senso che, secondo me, siamo tutti diversamente abili, non esiste la normalità, e tutto ciò rappresenta a mio parere una grande RICCHEZZA

  326. md Says:

    @anna, in realtà quando ho scritto il pezzo su “arguire” non ho affatto pensato a quel che accadeva in questa stanza (mi pareva fosse un gioco dopotutto), ma al fatto che lo avevo utilizzato in una mia risposta ad un commento;
    ah, ora capisco la faccenda delle foto, in realtà l’impersonalissimo sistema di wordpress pesca da flickr delle foto in random, secondo un criterio imperscrutabile (in realtà no, sono le foto che hanno ricevuto più commenti o le preferite degli utenti di flickr).
    Sì, siamo tutti diversamente abili. Buona domenica anche a te

  327. Plao Says:

    Questa mossa sprizza intelligenza da tutti i pori, John

  328. pereppe Says:

    se volete fumare tranquillamente visitate questo sito dove potrete trovare tanti locali dove permettono di fumare per via della saletta fumatori:
    http://www.quisifuma.it

  329. anna Says:

    ok, md, ho appena letto i commenti in cui hai usato il verbo ‘arguire’!! Grazie per la spiegazione sulle foto.

  330. md Says:

    Anna, se però commenti in questa stanza cose che si riferiscono ad un altro post, le persone che seguono la discussione perdono dei pezzi…

  331. anna Says:

    scusa, md, hai ragione!

  332. md Says:

    figurati e grazie!

  333. Andrea Says:

    Caspita che osservatrice/lettrice (si dice “registratrice”?). Fa piacere vedere che i pensieri non cadono nel vuoto del cyberspazio.

  334. luther Says:

    @Anna
    buona vacanza …

  335. Valerio Says:

    Un saluto a tutti dall’Inghilterra…md mi manca tantissimo intervenire e chiederti consigli…appena torno riinizio ad intervenire ed essere presente!!!!
    Un saluto a tutti

  336. md Says:

    Ciao Valerio, un caro saluto e una buona vacanza anche a te!

  337. anna Says:

    Ciao! @ scusa, Heidegger! Heiddeger… è più … non so @ md, ma… ‘filosoficissimi’ … ‘busy come dice la lingua inglese’… allora sei anche tu un ‘giocherellone’?! @ luther: qualche settimana fa ho dato un’occhiata alle spese fatte quest’anno “lavatrice, prime-test, computer e annessi, ecc…” però non ho pianto, ho deciso di fare una vacanza ‘alternativa’: un giorno visiti un museo, un giorno passeggi nel verde, un giorno vai a trovare un’amica, un giorno ti sdrai e immagini di essere a Ustica nella grotta azzurra o di guardare il Cervino dal piccolo cervino (forse Mittelhorn? non ricordo)…. Conosco poco l’Italia, ho visitato solo qualche città nel nord, in toscana e in umbria. A Roma sono stata solo un giorno! il prossimo anno… @ andrea : io direi ‘copiatrice’, senza ‘foto’!

  338. luther Says:

    Questa stanza e’ piena di polvere…e’ da un po’ (dal 6 agosto) che nessuno ci entra. Anna dove sei finita?…
    Si dice che il riso fa buon sangue… be’di fronte a certe notizie non credo sia vero…Mario Borghezio, europarlamentare della lega, su Radio Padania, durante una trasmissione dedicata ai rapporti tra “padanismo e vita extraterrestre”…(incredibile!!!) lamentava che i governi occidentali nascondono l’esistenza degli alieni. “Chiedero’ in sede europea che sia tolto il segreto sugli avvistamenti etc…etc…”. Ma gli alieni chi sono?…

  339. md Says:

    Aaaaah! Davvero incredibile… forse più il padanismo che la vita extraterrestre…
    sì è vero, qui c’è molta polvere, aprirò un po’ le finestre approfittando della coda estiva

  340. Valerio Says:

    Ciao md!!! Un saluto da parte mia e di Matteo…quest’anno per insufficienza aule abbiamo avuto l’aula computer, ed in questo momento, o meglio in questa ora, come anche quella precedente, la prof sta facendo gli orari e dunque noi stiamo esercitando il più puro dei cazzeggi…rispetto alla filosofia, abbiamo finalmente iniziato Kant che per ora nn mi dispiace affatto, ma siamo solo all’inizio, ho letto Il Mondo di Sofia ma purtroppo quelli che mi avevi consigliato qualche mese fa nn ho avuto il tempo di leggerli dato che ne avevo 7 solo per la scuola…presto tornerò ad intervenire nei tuoi post spettacolari ma ancora un tantino complessi
    Un saluto

    Valerio

    P.S.Ma il mitico Ares che fine ha fatto??? Perchè si sente davvero tanto la sua mancanza

  341. md Says:

    Valeriooooo!!!!! Che piacere!
    Visto quel che vi si profila durante l’anno (Kant, Hegel e compagnia cantante in filosofia, per non parlare di tutto il resto in vista della maturità), esercitate pure il più ampio dei cazzeggi, finché potete!
    Ares ci ha purtroppo lasciato – solo digitalmente, non temere… – per lo meno, e che io sappia, da quando è stato pizzicato dal suo datore di lavoro, che non doveva essere molto felice per la sua attività collaterale in rete, specie sulla Botte… A tal proposito, mi sa che bisognerà fare una colletta per regalargli un pc e un abbonamento da utilizzare a casa!
    Mi raccomando, intervieni pure liberamente, e non preoccuparti della complessità, è solo apparenza e (qualche volta) autocompiacimento linguistico…

    Un caro saluto, a te e a Matteo!

  342. anna Says:

    nutro qualche dubbio sull’esistenza dei “guanti di lettice”! Comunque, e poi non ho ancora capito (da luglio) perchè se digito 9 trattini il mio computer il trasforma in 2 trattini lunghi e un corto. Un trattino lungo equivale a quattro corti oppure… non trovo altra soluzione. Dicono che i computer non siano intelligenti, il mio fa quel che vuole. Forse è una reazione a tutte le ——– che scrivo. Vediamo cosa fa adesso

  343. anna Says:

    e comunque anche md ha fatto un errore (almeno credo). Valerio gli aveva scritto “un saluto da parte mia e di Matteo” e lui gli ha risposto: “un caro saluto a te e a Marco”. Sarà colpa di quel libro di Serres (mi pare) che cita anche Gesù?! P.S. 1: ‘erro ergo sum’ alla terza persona come diventa? non studio il latino da secoli! P.S.2: ma hai notato che scrivo commenti più brevi e non sono in pausa merenda?! sono un’araba fenice (o felice): ho bruciato qualche fogliolina di salvia e di rosmarino per rinascere dalle mie ceneri. Ma come fanno quelli che camminano sui carboni ardenti a non farsi male? “ero così allegra che per me l’arcobaleno era la norma e i cieli vuoti l’eccezione” Emily Dickinson.

  344. anna Says:

    notte

  345. anna Says:

    Luther, sono scoppiata a ridere (rido e parlo da sola adesso!) ripensando a quello che avresti detto leggendo i miei commenti, più brevi ma più ‘numerosi’!! Nulla si crea o si distrugge, tutto si trasforma… Forse avrei dovuto mettere anche un po’ di origano! adesso md mi richiamerà sicuramente “allora, non è ora di andare a dormire in questa stanza!” Sogni d’oro. Tu hai studiato Hegel? Ho letto il commento di oggi, interessantissimo! e ho riletto un paragrafo del mio libro sulla Fenomenologia dello Spirito

  346. md Says:

    sissì Anna, grazie per avermelo fatto notare, ora ho corretto, certo era “Matteo”, non “Marco”

    al rientro dalle vacanze ho deciso per un digiuno virtuale almeno una volta alla settimana, e siccome 6 giorni lavoro, non poteva che essere di domenica: pc spento per tutto il giorno…

  347. luther Says:

    Ciao Annarella, bentornata!
    I tuoi commenti mi sono mancati…giuro!
    Sono un povero viandante della rete ed apprezzo chi pure con parole effimere e giocose mostra di avere un’anima gonfia d’amore

    Se mancano virgole, puntini e roba varia….metticeli tu.
    uN SALUTO velocissimo!!!

  348. luther Says:

    “RAGNATELA DI PEDOFILI”
    METER (di DON DI NOTO) : 100 COMUNITA’ PEDOFILE SMASCHERATE SU UN SOCIAL NETWORK E OSCURATE INSIEME AGLI INVESTIGATORI USA E ITALIANI.
    APPELLO DI METER ONLUS AI GIORNALISTI: “I PEDOFILI COME RAGNI FAMELICI”. INFORMATEVI, QUANTO ABBIAMO SCOPERTO E’ BESTIALE. GLI ORCHI NON VANNO IN VACANZA
    (http://www.associazionemeter.org

  349. anna Says:

    Sono d’accordo, Luther. Questa è la “bestia umana”. Qualche giorno fa ho sentito alla radio che don Abbondio considerava la peste una “benedizione” perchè li aveva liberati da certi “personaggi” e che secondo lui ne sarebbe servita una per ogni generazione. Quasi quasi… Ho sentito parlare di cambiamento vibrazionale (già in atto) della Terra; un conoscente sostiene che coloro che non sono in grado di fare questo “salto” si “disintegreranno”. Non so; comunque, ad impatti con meteoriti o scenari apocalittici, preferisco un’apocalisse non violenta: chi vive nel quarto chakra, “ama il prossimo tuo come te stesso, si sente parte e in armonia con il Tutto sopravviverà, mentre coloro che vedono nell’altro (esseri umani, animali, Terra) un oggetto sul quale scaricare i propri istinti bestiali, da “usare” per ottenere più soldi, più potere, più “prestigio”, hanno decretato la loro fine. (è il “libero arbitrio”?!). Selezione “naturale” intrinseca, l’essere umano sceglie se evolvere oppure no. Credo che gli errori, il “male”, siano causati da ignoranza del bene, ma il godere della sofferenza altrui è un errore grave e “chi sbaglia paga” perchè gli errori fanno crescere. Nelle prossime vite comprenderanno e cambieranno, almeno questo è quello che spero io! GRAZIE, Luther. A presto

  350. annarella Says:

    Ciao, Luther! Ho letto il tuo commento su la questione maschile. Qualche giorno fa ho sentito su rai tre che in Africa aumentano gli stupri di massa e la caccia alle streghe sostenuta anche da esponenti della Chiesa. Sai, inizia a piacermi la definizione “macchina biologica”, solo che farei una distinzione tra “meravigliose” macchine biologiche e “mostruose” macchine biologiche e non so dire se in questo caso siano più mostruosi gli stupratori o gli esponenti della Chiesa. Cambiamo discorso. Ora md mi dirà: “anna, ti avevo già suggerito di scrivere i tuoi commenti in coda agli altri…” Un giorno o l’altro mi arriverà una scomunica, dovrò andare a piedi da Legnano a Milano in via festa del perdono. Ne approfitterei per passare da Santa Marie delle Grazie. Se ricordo bene, le navate sono in stile gotico, piuttosto buie, mentre l’abside e la crociera sono in stile rinascimentale, molto luminose. Simboleggiano la mia rinascita. Meglio andare a dormire! Ok, solo due minuti. md sta facendo un ottimo lavoro: blog filosofico, corsi di filosofia ai bambini ed interviste ai ragazzi. Penso che un libro con le loro interviste potrebbe davvero dar luogo al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci

  351. anna Says:

    Questa mattina ho iniziato a leggere ‘L’eleganza del riccio’. Ne ho trascritto qualche periodo che mi è piaciuto particolarmente: “il giocatore maori si trasformava in un albero, una quercia enorme, indistruttibile, con radici profonde… eppure avevamo la certezza che la grande quercia avrebbe anche potuto volare”. “nel nostro universo la vita umana è vissuta così: occorre ricostruire continuamente la propria identità di ‘adulti’, un fragilissimo assemblaggio sbilenco ed effimero che maschera la disperazione e racconta a se stesso, davanti allo specchio, la menzogna alla quale abbiamo bisogno di credere. Per papà, il giornale e il caffè sono bacchette magiche che lo trasformano in un uomo importante”. “In questi giorni avete disperatamente bisogno d’Arte. Aspirate ardentemente a riavvicinarvi all’illusione spirituale, desiderate appassionatamente che qualcosa vi salvi dal destino biologico, affinchè la poesia e la grandezza non siano del tutto estromesse da questo mondo”. “La camelia sul muschio del tempio, il violetto dei monti di Kyoto, una tazza di porcellana blu, questo dischiudersi della bellezza pura nel cuore delle passioni effimere non è ciò a cui aspiriamo tutti? E che noi, Civiltà occidentali, non sappiamo raggiungere? La contemplazione dell’eternità nel movimento stesso della vita”. “tutto viene a suo tempo… tout vient à point à celui qui sait attendre”. “la meraviglia della mia seconda nascita aveva preparato in me il terreno al dominio delle pulsioni”. “E neppure bisogna dimenticare che quei vecchi sono stati giovani, che il tempo di una vita è irrisorio, che un giorno hai vent’anni e il giorno dopo ottanta… ripetersi che ciò che conta è adesso: costruire, ora, qualcosa, a ogni costo, con tutte le nostre forze. Avere sempre in testa la casa di riposo per superarsi continuamente e rendere ogni giorno imperituro. Scalare passo dopo passo il proprio Everest personale, e farlo in modo tale che ogni passo sia un pezzetto di eternità”. “…quando assisto come un miracoloso insaputo, alla nascita sulla carta di frasi che sfuggono alla mia volontà e che si imprimono sul foglio mio malgrado, esse mi fanno conoscere quello che non sapevo nè credevo di volere… allora cedo nella piena padronanza di me stessa, ad un oblio che confina con l’estasi e assaporo la beata quiete di una coscienza spettatrice”. “non vediamo mai al di là delle nostre certezze e, cosa ancora più grave, abbiamo rinunciato all’incontro, non facciamo che incontrare noi stessi in questi specchi perenni senza nemmeno riconoscerci… supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno”. “i bambini fiutano sotto la scorza delle convenzioni la vera stoffa di cui sono fatti gli esseri umani”. “la porta scorrevole evita gli ostacoli e glorifica lo spazio. Senza modificarne l’equilibrio, ne permette la metamorfosi. Quando si apre, due luoghi comunicano senza offendersi. Quando si chiude, ripristina l’integrità di ognuno di essi. Divisione e riunione avvengono senza ingerenze. Lì la vita è una calma passeggiata, mentre da noi è simile a una lunga serie di violazioni”. “quando le donne giapponesi, con i loro passi frammentati, spezzano il potente dispiegarsi del movimento naturale, invece di provare quel tormento che pervade l’anima allo spettacolo della natura oltraggiata, sentiamo nascere in noi una strana felicità, come se la rottura creasse l’estasi e il granello di sabbia la bellezza”. “alla nostra età, basta che ci raccontino qualcosa con passione, toccando le corde giuste (quelle dell’amore, della rivolta, della sete di novità, ecc.) e il gioco è fatto… al liceo: l’età adulta fa capolino, si intuiscono già i modi di fare dei grandi, ci si chiede quale ruolo e quale posto ci verrà assegnato in questa recita, e qualcosa si è già guastato, la boccia dei pesci non è più molto lontana”. “vi sorprendereste di quello che si dicono le persone modeste. Preferiscono le storie alle teorie, gli aneddoti ai concetti, le immagini alle idee. Ciò non impedisce loro di filosofeggiare.” “chi trae ispirazione dalla grandezza delle piccole cose, la segue fino nel cuore dell’inessenziale, laddove, adorna di abiti quotidiani, sgorga da un certo ordine delle cose comuni e dalla certezza che è come deve essere”.

  352. anna Says:

    un ultimo periodo “la Civiltà è la violenza domata, la vittoria sempre incompiuta sull’aggressività del primate. Giacchè primati fummo e primati restiamo, per quanto impariamo a godere della camelia sul muschio. Il ruolo dell’educazione è tutto qui. Che cosa significa educare? Significa proporre instancabilmente camelie sul muschio come diversivi alla pulsione della specie, la quale non si spegne mai e minaccia continuamente il fragile equilibrio della sopravvivenza”.

  353. anna Says:

    “si mescolano – il lago e il fiume – nella pioggia di primavera” Yosa Buson “sono cortesie minuscole, un fiore in boccio, un libro, sono loro a deporre i semi del sorriso – che sbocciano nel buio” Emily Dickinson

  354. md Says:

    @anna, ho letto alcuni haiku (tra cui quello da te citato)di Yosa Buson proprio la settimana scorsa…
    Questo mi piace molto, lo trovo molto immaginifico (dopotutto lui era anche pittore):

    vado nella brughiera vasta
    verso di me vengono
    torri di nubi

  355. anna Says:

    @ md, l’ho trovato. Sì, mi piace camminare nella brughiera e adoro le nubi. Da giovane le fotografavo. Mi è capitato di camminare in montagna tra le nubi. Ti fermi smarrito, sai di essere in un angolino della Terra ma non lo vedi più. Quando inizi a prendere coraggio, muovi qualche passo incerto, cerchi qualche traccia di sentiero e piano piano inizia a piacerti quel camminare sospeso tra le nubi. Tornando a Buson, ho immaginato una nube avvolgermi, quasi proteggermi nella vastità della brughiera, offrirmi un nido dove ‘esplorare’ i minuscoli fiorellini d’erica. Sono anche salita in cima alla nube-torre, ho svolazzato un po’ con lo sguardo fino a quando la nube si è dissolta ed ho ripreso ad esplorare la brughiera. Ho un forte senso del “nido” dove tornare ogni sera per trovare un po’ di sospensione dalla vita, dal camminare. Anche questo è essere animali. @ ho letto altri haiku che mi piacciono: “soffia il vento: si tengono forte i boccioli di pruno” (Onitsura) * ” c’è una meta per il vento dell’inverno: il rumore del mare” (Gonsui) * “pioggia: attraversa il mio cancello un mazzo di iris” (Shintoku) * “torno a vederli e nella sera sono già frutti i fiori del ciliegio” (Buson) * “luna piena d’autunno: bellissima semplicemente, perfettamente chiara” (Chora)

  356. md Says:

    a cinque o sei piedi
    nel loro cielo si librano
    le libellule

    (Y. Ryota)

  357. anna Says:

    @ “chiacchiericcio tra i nidi dei passeri e dei topolini” . “passero amico, risparmialo, il tafano che gioca tra i fiori” Basho @ “la baracca di un mendicante: sopra si alza un aquilone bellissimo” . “fiori di pruno: e’ un’estasi la mia primavera” Issa. @ Madame Michel ha vissuto la sua seconda nascita a cinque anni, io qualche decennio piu’ tardi. E’ primavera per me.

  358. anna Says:

    una primavera caratterizzata da un alternarsi continuo di stagioni, le stagioni del mio corpo. Tra qualche giorno tornerà la primavera, tornerà la voglia di correre lungo spiagge senza fine, nelle lande sconfinate. Un’ape tra gli alberi in fiore. Arriverà l’estate ed esploderò come i campi di girasoli; raggiungerò il sentiero dei contrabbandieri, a due passi dal cielo. Mi tufferò nell’acqua limpida per farmi accarezzare dalle onde. Fino a quando le mie foglie inizieranno di nuovo a cambiare colore. Passeggerò lungo i viali alberati, nei boschi, mi siederò ai piedi degli alberi ad ascoltare le loro storie. Il vento annuncerà di nuovo la morte nel mio corpo. Mi fermerò a guardare il mare d’inverno. Una nuvola amica mi raccoglierà e mi poserà sulla terra, dove la neve mi proteggerà dal gelo. Nel mio nido. Sono stanca di questo continuo alternarsi di stagioni. Vorrei essere per un po’ un granello di sabbia o un atomo della nebulosa eschimo. Tra qualche giorno anche la stanchezza mi lascerà e vivrò un’altra primavera della mia primavera.

  359. milena Says:

    Ciao Anna. Anch’io ho avuto la preziosa compagnia di una gatta fino allo scorso giugno. Una mattina all’alba mi ha chiesto di uscire e fra una cosa e l’altra soltanto nel pomeriggio mi sono accorta che non era ancora tornata. Abbiamo fatto giorni e giorni a cercarla in giro, mettendo le sue foto in tutti gli angoli, con su scritto “scomparsa”.
    La mia gatta siamese aveva nome e cognome – Cippy Lippy. Era con noi, con me, da nove anni. Mia figlia mi aveva portato a vederla in un negozio, ed è stato amore a prima vista. E’ stata poi mia figlia, a comprarla, perché a me sembrava assurda l’idea di “comprare” un gatto.
    Ricordo ancora la prima volta che è entrata in casa; correva da una parte all’altra come non stesse più nella pelle, e si capiva che era felice. Finalmente aveva uno spazio grande – davvero grande rispetto alla misera gabbia in cui si trovava prima – e tutto suo, ed era libera.
    Abitiamo al primo piano, in campagna, e quando è cresciuta ha potuto andare e venire quando le pareva, esplorare il giardino e il quartiere. Quando andavo nell’orto a lavorare mi seguiva e stava ad osservarmi dall’alto del muretto come una sfinge. Era lei a dirmi miao è ora di rientrare.
    Era una stronzetta antipatica; acciuffava lucertole, soprattutto, ma anche topi, orbettini, e qualche volta anche passeri, e poi miagolava forte finché uscivo a vedere le sue prede che non sempre riuscivo a salvare dalle sue grinfie. E quando un altro animale invadeva il suo territorio diventava una belva raddoppiando di volume in tutti i sensi.
    Quando poi mi sedevo sul divano mi si accoccolava addosso, e quando mi mettevo a scrivere si sistemava fra me e la tastiera, e quando andavo a letto, non subito, ma appena anche le braci nel camino si raffreddavano, durante la notte mi raggiungeva e mi si posava sui piedi o sulla pancia, qualche volta anche sul cuore. Non che mi amasse in modo particolare, ma soltanto io avevo i gradi di calore di cui aveva bisogno per stare meglio. Condividere però è anche questo. E io mi ero abituata ad aver piacere della sua compagnia. Per me lei era un parente strettissimo e magico.
    Era, ed è, la mia gatta reale e ideale, anche se sarebbe più esatto dire che io ero, e sono, il suo essere umano reale e ideale. Sarà difficile che andrò a cercarmi un altro gatto, non credo che un amore si possa sostituire. L’amore può solo volgersi in altre direzioni, espandersi, altrimenti non sarebbe amore. Da quando è scomparsa non smetto di vederla qua e là con la coda dell’occhio, e sento che è sempre qui con me e non potrà lasciarmi.
    Ora smetto di scrivere e vado a fare qualche altra cosa che ha bisogno anche delle mie mani; ma dopo …
    Un abbraccio, e buona settimana a tutti quanti

  360. anna Says:

    Io suo il termine “pantofolaio” in modo improprio, come “amante della casa, del focolare domestico”, non amava andare ad esplorare il tetto. E’ sempre alla ricerca di affetto

  361. anna Says:

    un attimo, punterei sull’espansione. Andrei oltre il dolore per una perdita o una separazione, oltre i ricordi; ora ci sono Pippo e Poldo

  362. milena Says:

    Sì, Anna, anch’io farei così. Io non ho Pippo e Poldo, ma non ho intenzione di prendermi un altro gatto per il momento, anche perché un gatto implica (seppur piccoli) impegni e legami.
    Ogni cosa (ogni legame) può dare e nello stesso tempo togliere qualcosa. Figurati che, anche se mi dispiace per lei, soprattutto perché non so nemmeno che fine abbia fatto, qualche volta mi capita di pensare che non devo più raccogliere mucchi di peli di gatto dappertutto, e quando vado via non devo preoccuparmi a chi lasciarla, o come fare per portarmela appresso.
    E a dirla tutta non sento di aver bisogno di un gatto. Ho avuto un gatto, può essere stata anche una più o meno bella storia, ma ora non c’è più e mi va bene così.
    Quando scrivevo che “un amore non si può sostituire”, intendevo dire che l’essere (che sia gatto o non gatto) col quale può capitare di intrecciare la propria esistenza, non si può sostituire come fosse un pezzo di ricambio, come una lavatrice o un frigorifero, perché un essere vivente non è una cosa (ripeto: non è una cosa!), e che quindi ogni storia, bella o brutta, è unica ed insostituibile, e così sia.
    A proposito … ho una cattiva notizia: ho trovato un computer in sostituzione …

  363. anna Says:

    @ ciao, Milena. Concordo pienamente con te. Avevo interpretato correttamente le tue parole. E proprio perchè non sono cose, ne sento la mancanza. Però cerco di reagire al mio attaccamento al passato, a chi lo ha abitato, o come direbbe un vecchio amico, cerco di vivermi, anzichè restare ferma nei ricordi, nei pensieri o nei sogni… Purtroppo, nei momenti in cui sono fisicamente/mentalmente stanca, il senso di perdita, di “morte”, che vivo in alcuni giorni del mese, si accentua. Credo che noi donne conosciamo molto bene la corporeità! Comunque, oggi sono tornata al lavoro ed è tutto passato! Non dimenticherò i momenti vissuti con le altre gatte, ma credo che Pippo e Poldo mi stiano aiutando a “vivere” qui e ora. Quello che c’è tra noi è difficile da spiegare, va al di là dei peli che lasciano in casa! Ho letto che vivi in campagna. Beata te! E’ il mio sogno! o almeno avere un piccolo orto! Vivere a contatto con gli animali e con la terra. Credo che la bellezza di questo contatto superi qualsiasi forma d’arte. Comunque, ero tornata qui soltanto perchè mi è venuto in mente di aver esagerato con l’ odio per i medici. (parlo di umiltà e rispetto per tutti e poi…). Preferisco chi cerca di curare corpo, psiche e mente nell’insieme, come un tutt’uno. Oddio! mente… psiche… mi sembrava di aver capito qualcosa, ma ora non ho più le idee chiare! Devo davvero fare un po’ di tabula rasa, e per me è un’operazione semplice: ho solo qualche ricordo annebbiato di quattro nozioni imparate da giovane e di qualche discorso o lettura più recente, su cui ora nutro dei dubbi! Comunque, grazie per avermi parlato della tua gatta. Io e le mie amiche o conoscenti gattofile apprezziamo molto questi racconti. Ciao.

  364. milena Says:

    Cara Anna, un animale è sempre meritevole del nostro amore. La mia gatta mi ha insegnato moltissime cose. Già la sognavo nei miei sogni di bambina, ma era lei, proprio lei che sognavo, non un’altra, e forse il mio periodo di lutto non è ancora finito.
    Non sarei quella che sono se non ci fosse stata anche lei. Ma so che qualche volta sono un po’ cattivella, e mi scuso.
    In realtà quando dicevo che ora non devo più raccogliere peli di gatto, è perché in ogni cosa cerco di trovare un aspetto positivo, un po’ per consolarmi, insomma. E adesso che la mia gatta non c’è più … sento maggiormente la mancanza di tante altre cose, ma cosa ci vuoi fare … bisogna vivere con quello che abbiamo, qui ed ora.
    Anch’io nei periodi pre-natalizi ho fatto anni e anni a stare male, mentre adesso, fra alti e bassi e sprofondi, sto male pressoché ininterrottamente, quindi cerco di non farci troppo caso. Comme d’habitude … dicono i francesi.
    Ma come diceva invece quel bellissimo brano di Pessoa che hai trascritto qualche giorno fa? … dietro le nubi noi sappiamo che c’è sempre il sole … e c’è, non avere dubbi! la forza chiara comincerà a risalire, e piano piano tornerà la primavera.
    C’è un bel film che ho visto qualche anno fa, “Primavera, estate, autunno, inverno … e ancora primavera” del regista Kim-Ki-Duc. Credo che lo si possa trovare nei soliti circuiti di noleggio, e che ti farebbe piacere vederlo, se non l’hai già visto.
    A presto

  365. anna Says:

    no, non l’ho ancora visto. Io, purtroppo, ho vissuto quasi tutta la vita d’inverno. Grazie alla gatta di cui ho parlato e ad un po’ di filosofia orientale, sono nata. Poi, negli scorsi anni, ho vissuto uno “sprofondo”, come dici tu. E’ passato, sono viva e finalmente mi sembra di essere in primavera. Oddio, ho cinquant’anni ed forse è un po’ tardi per “iniziare” a vivere! Farò del mio meglio. Avevo scritto che sono stanca dell’alternarsi delle stagioni. Non è esatto. L’alternarsi delle stagioni che vivo mensilmente mi fa sentire più “viva”, inverno incluso, quando soffro un po’ di tristezza e di “coccolite”. Ho letto che hai dei figli, avrai sicuramente vissuto delle belle primavere! Una persona peruviana, che ho conosciuto negli scorsi anni, sosteneva che le donne vivono, attraverso l’esperienza della gravidanza, dell’ “architettare” una vita, la conoscenza diretta, in sè, dell’ “essere”. Buona primavera anche a te!!

  366. anna Says:

    @ Milena, sto prendendo un po’ le distanze dalle esperienze “orientaleggianti” che ho fatto. Sicuramente sono servite a farmi riscoprire l’infanzia. Credo che stare sdraiata su un prato, annaffiare i fiori, coltivare l’orto, ascoltare un gatto ronfare, ecc… siano ottime tecniche di meditazione. E che, anzichè fare yoga, sia sufficiente viversi pienamente: corpo, emozioni, sentimenti, creatività, immaginazione, pensiero. Vivere, esprimere tutto ciò che è in noi. ciao

  367. milena Says:

    Ciao Anna. Anch’io ho cinquant’anni, o meglio, quasi cinquantadue. E’ vero che avevo scritto “sto male pressoché ininterrottamente”, ma questo è un forma di malessere che non riguarda più tanto la mia persona, quando tutto il resto. Perché sulla linea di confine capita talvolta di temere più per la vita degli altri che per la propria.
    E’ ovvio che nel corso di una vita le esperienze (anche la mia vita personale) non possono essere state tutte rose e fiori. Cose belle e brutte, amori, gioie, tristezze, e persino gli orrori di cui siamo stati spettatori, non possono non aver toccato gli strati più o meno superficiali del nostro essere, a meno di essere impermeabili. Ma nel profondo …
    C’è un bel brano che ho appena letto ma che mi sembra spieghi cosa intendo.
    “le cose wabi-sabi registrano il sole, la pioggia, il caldo e il freddo in un linguaggio di scolorimento, ossidazioni, opacizzazioni, macchie, incurvature, restringimenti, avvizzimenti e crepe. Con graffi, scheggiature, ammaccature, sfregi, tacche, sbucciature ed altre forme di deterioramento, raccontano gli usi e gli abusi di cui sono state oggetto. Stremate, fragili, disidratate: le cose wabi-sabi possono essere sul punto di smaterializzarsi (o materializzarsi) ma conservano intatti temperamento e personalità”.
    (tratto da “Wabi-sabi” di Leonard Koren)

  368. anna Says:

    ciao, Milena! Ho appena letto qualcosa su Wabi-sabi e mi sono tornati alla mente ricordi di immagini e di sensazioni… Bellissimo! Grazie! Ho trascritto qualche frase “originariamente Wabi si riferiva alla solitudine della vita nella natura, lontana dalla società, Sabi significava freddo, povero, appassito”. “Oggi Wabi identifica la semplicità rustica, la freschezza o il silenzio; Sabi è la bellezza e la serenità che accompagna l’avanzare dell’età, quando la vita degli oggetti e la sua impermanenza sono evidenziati dalla patina e dall’usura o da eventuali visibili riparazioni”. “Wabi nel dizionario giapponese è la sensazione che si riceve osservando qualcosa di semplice, di sobrio. Sabi significa antico, che ha un passato e dà la sensazione di poesia generata da una qualsiasi cosa invecchiata bene”. @ Ieri sono stata da mia madre: fine autunno, inizio inverno, tramonto, casa vecchia, i ricordi della mia infanzia, le vecchie decorazioni natalizie, mia madre 84 anni, la cagnolina 8, mia sorella 59, mia nipote 33 e suo figlio quasi 2… @ Ho acquistato un calendario del 2010 con fotografie in bianco e nero di persone anziane e bambini, ed un aforisma per ogni foto. “Ambisci alla saggezza negli anni, ma guarda sempre il mondo con gli occhi di un bambino” (Ron Wild) “Un bambino è la forma più perfetta di un essere umano” (Vladimir Nabokov) “In qualsiasi direzione vai, vacci sempre con tutto il cuore” (Confucio). I due che preferisco: “Alcune persone fanno danzare le nostre anime” (Anonimo) e “Un abbraccio è sempre gradito, non importa quanto grande sia” (Anonimo). @ per finire, ieri sera, prima di addormentarmi ho letto qualche pagina di un libro di Roberto Cotroneo e Cinzia Tani che tratta storie, ambientate in diversi paesi che hanno come protagonista un disabile, nel giorno del suo compleanno. “Comanderò loro (ai piloti) di volare in ogni angolo del mondo. Che catturino frammenti di umanità da far sfilare ai miei piedi! Che annullino ogni distanza resa impossibile dal peso di questo mio trono!… E’ stato mio padre ad educarmi alla poesia delle cose. Fin da quando, piccolo e inconsapevole, sgranavo gli occhioni scuri sull’andirivieni meticoloso e rassegnato dei medici”. “ogni giorno qualche parente in difficoltà si invita a mangiare da noi portando allegria e un’ombra di sciacallaggio che sembro essere l’unico a vedere. – Senti le loro risate? Sono come uccellini che cantano di gioia. Un concerto tutto per noi, per aver diviso con loro le nostre briciole. Un’altra favola di mio padre”. “L’erba è una forma di vita molto intelligente, mi diceva, alla fine di tutto, dopo di me, di te, di tutti i nostri figli, quando nessuno si ricorderà più di noi, l’erba sarà ancora lì, e cancellerà vialetti e tutto il resto”. “Maneggiava il tosaerba come un gigante guerriero la sua spada… appena possibile sgattaiolava a prendermi in braccio… Adoravo quei momenti. Impercettibili movimenti delle braccia bastavano a tenermi a galla, mentre l’acqua copriva con pietà materna le mie gambe mai cresciute… non impedì che giungesse quel giorno”. “Vere e proprie fortune pagate dai clienti per godersi un paradiso, per non avere pensieri, per non doversi sentire a disagio guardando un ragazzino handicappato nuotare nella loro stessa acqua…”. “Oggi il direttore mi ha parlato, ha un grosso problema e forse io e te possiamo dargli una mano a risolverlo” mi disse quella sera guidando verso casa. Annui e tacqui, non desiderando che un pianto senza fine. Per me, per quei poveri diavoli di cui ero circondato, per il coraggio di quell’uomo che lottava per proteggermi da un’umiliazione troppo grande. Eravamo ormai a casa, quando gli dissi che avevo capito tutto e, per la prima volta, vidi mio padre restare senza parole”. “Sono fermo, ma mi sembra di sentire ugualmente i cigolio che mi accompagna ovunque, come il rumore dei passi non abbandona mai chi può camminare”. “Il pacco posao delicatamente sui braccioli, a portata delle mie mani sorprese, mi ricorda che oggi compio dodici anni. Liberato dallo spago, l’incarto marrone si apre sul salto più alto del mondo. Sul mio eroe in volo, un soffio sopra il record, unito alla terra dei comuni mortali dall’esile lunghezza dell’asta. La foto è bellissima, scattata nel momento esatto in cui Bubka superava l’asticella. Infilato tra la leggera cornica di legno e il vetro, c’è un altro regalo per me. “Questo è quello che fai ogni giorno, buon compleanno dalle tue aste!” (scusa gli errori!) Buona settimana!

  369. milena Says:

    Ciao Anna. Rieccoci ancora qui. E mi sa che md potrebbe fare una stanza appositamente per noi, a patto che, naturalmente, gli facciamo qualche torta di mele e di zucca, di quando in quando, e a patto che tutti fossero invitati, nessuno escluso.
    Oggi ti racconto di un piccola storia tra me e Riccardo.
    L’altra sera dopo cena mi ha proposto di fare il gioco del “cosa ti piace di più”.
    – Bene. Comincia tu. Cosa ti piace di più? – gli ho chiesto.
    – A me piace il rugby ! – ha cominciato.
    – Il rugby? E perché? –
    – Perché c’è il terzo tempo –
    – Il terzo tempo? E cosa vuol dire? –
    – Perché c’è il primo, il secondo e … “il terzo tempo” . –
    – Va bene, c’è il terzo tempo, ma cosa significa “il terzo tempo”? – non riuscivo a capire.
    – … quando alla fine della partita le due squadre vanno a mangiare insieme. –
    – Insieme? La squadra che ha perso con la squadra che ha vinto? – gli dico incredula
    – Già. –
    – Bello! Non sapevo che si potesse fare! –
    – Anch’io – ammette – l’ho saputo da poco. –
    – Così … che quelli si danno botte da orbi, e finita la partita tutti amici come prima, o come se niente fosse … –
    – Eh sì, – continua – così uno può dire “e’ vero, ti ho dato una gomitata” e l’altro gli può rispondere “però anche la mia ginocchiata l’hai sentita”. Oppure “scusami” e l’altro, “non è grave”. –
    – Fa parte del gioco, insomma. –
    – Sì, fa parte del gioco, della lotta. –
    – Però la vita non sempre è un gioco che viene giocato in questo modo. –
    – No, purtroppo no. –
    Poi abbiamo continuato a fare la lista delle cose che ci piacciono di più. Ma a parte “andare per un periodo a vivere in una baita in montagna”, entrambi abbiamo ammesso che il rugby poteva stare benissimo in cima alla lista.

    buona settimana anche a te.

  370. anna Says:

    chiedo umilmente scusa a questa “stanza”! Per farmi perdonare ho portato una piantina di epiphillum (o natalina) dai fiori rossi. Vado un po’ nella stanza adiacente; fuori fa freddo. Ho letto un’altra storia, la cui protagonista associa giornate di sole e di vacanza ai quadri impressionisti o a Kandinskij, quelle malinconiche agli espressionisti e quelle angosciose a Munch. Farei una piccola variazione: porterei Kandinskij in alta montagna. E poi il cane, la storia dell’amico immaginario, le stelle e l’empatia con l’universo!! Meraviglioso!! In questo momento mi sento capita da un libro, e dai suoi autori. “Rapsodia in blu” è il titolo.”Dicono che questa sia l’era dell’immagine e delle apparenze, ma io non so nemmeno come il mio viso si stia adattando al passare degli anni. Non so quali rughe stiano dando nuova espressione al mio sorriso e quali altre invece svelino, a chi mi osserva a mia insaputa, le emozioni del mio vissuto”. Come ogni anno il mio compleanno, così come il Natale o Capodanno, finisce per diventare tempo e occasione di bilanci, ma ormai non ho più voglia di soppesare il mio dolore. In fondo sono certa che laddove si perde qualcosa, banalmente, ci sia sempre qualcos’altro pronto a sostituirla. Tutto sta nel rendersene conto”. “Lavoro per una casa discografica… mi occupo della selezione dei vocalist”. “… i pensieri mi invadono la mente. E con essi tornano a galla tutte le mie paure. So che si tratta soltanto del timore di separarmi dalle abitudini quotidiane senza conoscere ciò che ho davanti”. “A New York sono riuscita a trovare un equilibrio grazie a Magic…siamo una specie di ibrido, io e lui: Magic è gli occhi e l’istinto, io l’esasperata ragionevolezza e la paura che la cecità mi ha costretto a sviluppare… Tra noi scorre un linguaggio primitivo che esula dalle parole e che si fonda sul reciproco rispetto. Non ho bisogno di spiegargli una motivazione o uno stato d’animo, li fiuta… so che non pone mai i suoi interessi davanti ai miei e che, pur essendo un labrador, la sua capacità di comprendere il cuore umano è spesso superiore alla mia”. “Mio fratello, ormai ventisettenne, sente ancora il bisogno di evocare Jerry, il suo amico immaginario.. il suo immaginario conduttore di talk show, sempre pronto a intervenire, come uno spirito protettore, ogni volta che i miei litigavano o che c’era nell’aria una qualche tensione”. “Che senso aveva la mia vita, se non potevo più gustarla pienamente?… Quella inaspettata e assurda constatazione mi fece tornare il sorriso. Mi ero proprio sbagliata. Non esistono limiti di natura fisica che possono intaccare lo spirito, tutt’al più smorzano il nostro attaccamento al lato materiale della vita. Non solo, ma gli eventi che rifiutiamo con più accanimento spesso sono quelli che ci formano e fortificano più di qualsiasi precedente occasione di felicità”. “Be’, c’è solo un momento in cui questa assidua sensazione di diversità viene meno: durante la notte… so che il mio mondo è uguale a quello di tutti gli altri… C’è sempre stato un unico neo in questa condizione, un solo piccolissimo rammarico: … il fatto che se anche corressi fuori all’aria aperta … sopra la mia testa, nel ‘mio’ cielo, non ci sarebbe più alcuna stella da contare, più nessuna promessa di un nuovo giorno, nessuna luce da seguire come una guida. Ma grazie a Collin, seduta in mezzo al vuoto della sala principale del planetario … ho sentito il loro respiro catturato dalle enormi antenne dell’osservatorio… Le ho ‘viste’ davvero! Erano come una rapsodia le cui pause sono atti d’amore incondizionato e le cui note sono puri fiori di luce appuntati all’unico blu che io riesca ancora a ricordare, quello dell’infinito e della speranza che non ha limiti… scoppiai a piangere come una bambina, poichè niente avrebbe più potuto intaccare la mia empatia con l’universo e con gli altri esseri viventi, nessun neo mi avrebbe più fatta sentire un cielo senza stelle!”

  371. anna Says:

    @ milena: no, non credo sia necessaria una stanza per noi! questa va benissimo ed è aperta a tutti. Ho portato un’altra piantina di epiphillum, così si fanno compagnia, e poi un tavolino per il teuccio o la tisana, una sedia a dondolo per leggere e una sdraio per ascoltare la musica, qualche panchina per sedersi a chiacchierare e a sorsoggiare una bevanda calda con qualche biscottino… be’, si potrebbe anche appendere qualche stampa … @ anch’io preferisco il terzo tempo! però non mi piace il rugby, preferisco la staffetta e il canottaggio. Be’, anche il baseball. @ mentre cenavo ripensavo alle due storie di Cotroneo, alla poesia di Pessoa “quel giorno è proprio l’essenziale emanazione di quel non veduto sole”, ad un haiku “la baracca di un mendicante: sopra si alza un aquilone bellissimo” e al wabi-sabi. Ho conosciuto persone un po’ particolari. Dapprima un Indiano seduto su una sedia a rotelle a causa delle torture subite dagli Inglesi: un raggio di sole nella mia nuvola. Poi un curandero peruviano, antiamericano e anticristianesimo, che sta costruendo una scuola per la vita e per la pace: un raggio di sole nel cielo grigio in cui viviamo. Ci sono altri raggi di sole, tanti aquiloni bellissimi. Diceva che ogni uomo è dio e che ogni uomo ha un pezzettino di verità. Credo che anche ogni cultura abbia il suo pezzettino di verità.

  372. anna Says:

    Ho letto un commento alla questione maschile bis “le donne sono delle troie”. Ma la mamma no!! Eh! E io penso agli aquiloni!!! Si salvi chi può!! – Ma non c’erano prima le donne e i bambini?! – Lascia perdere!! – “ogni uomo ha il suo pezzettino di verità”, ma dove?? – dietro alle nubi.- Ah! Dietro alle nubi c’è il sole. @ per fortuna domani vado al lavoro. Lì splende ancora il sole

  373. anna Says:

    @ dimenticavo le sorelle! – Quindi? – Tutte tranne la mamma e le sorelle! – @ la scimmietta e lo scimmione sono ormai senza parole! @ ripensando al calendario, ho sbagliato, sono solo frasi e non aforismi! Buon 2010! Vado in letargo per un po’. Spero di svegliarmi un po’ più saggia… mah, non lo so!

  374. md Says:

    @anna: ho provveduto a cancellare quel commento offensivo.
    Non è mia abitudine censurare, ma quando ci vuole ci vuole…

  375. anna Says:

    md: Scusa nel caso abbia scritto qualcosa di offensivo, non era mia intenzione! Ieri ho scritto troppo e non riesco neppure a ricordare cosa posso aver scritto di offensivo! Provo a ripensarci, mi verrà in mente. Comunque, mi dispiace davvero!!

  376. md Says:

    @anna: hai del tutto frainteso (è così difficile comunicare, sigh!), ma forse avrei dovuto spiegare meglio: il commento offensivo che ho cancellato senza alcuna remora era ovviamente quello da te citato che stava in coda al post “La questione maschile bis”, e che per il suo tenore non poteva avere nessun diritto di cittadinanza su questo blog.
    Mi spiace per il qui pro quo.

  377. milena Says:

    @anna: non te lo puoi ricordare perchè tu non hai scritto proprio niente di offensivo.

    @md:ieri sera quando lessi quel commento non sapevo cosa rispondere, a parole. Perciò concordo, quando ci vuole ci vuole! Ed inoltre (talvolta) la mano di Dio sembra materializzarsi in forma di strane architetture tardo gotiche

  378. md Says:

    @milena: sì, davvero strane!
    a proposito del commento, mi spiace solo che sia rimasto visibile fino a stamattina, ma mi sono imposto un giorno non digitale, che visti i sei lavorativi, non poteva non essere la domenica…

  379. anna Says:

    @ md: ok. mi sembrava di non aver scritto nulla di offensivo, però… può capitare di sbagliare.

  380. anna Says:

    Si è accesa un’altra candelina!! Ho capito! Wow! Ho rivissuto inconsciamente quanto è accaduto in questa stanza qualche mese fa! Metto sempre prima in discussione me stessa

  381. milena Says:

    E’ vero, md., e fai bene. La domenica dovrebbe essere dedicata al riposo, alla ricreazione e al godimento. E, perché no, alla contemplazione e al sacro. E invece qui si lavora sempre, tutti i giorni della settimana. Purtroppo qui da noi, in famiglia, si è stati artigiani dal ‘79 e in seguito commercianti. E questo vuol dire che il giorno di riposo, fra fiere campionarie e vattelappesca, è pressoché inesistente, e soprattutto il mese di dicembre è una tirata ininterrotta che ci fa arrivare all’anno nuovo con la lingua sul pavimento. Dopodiché, stremati, ha inizio la baraonda saldi. E ora ho sentito delle nuove proposte di legge per liberalizzare le aperture in modo selvaggio. Cosa che ovviamente sarà un vantaggio ancora per i centri commerciali che non avranno alcuna regola da seguire e potranno sfruttare a pieno ritmo la manodopera dei loro (schiavi) addetti al commercio. Madri e padri di famiglia che non potranno dedicarsi né a se stessi né ai loro figli in modo costante regolare ed adeguato. Insomma, sempre peggio. Tutti schiavi del commercio indiscriminato di merci che per lo più arrivano dalla Cina scaricate nel porto di Napoli, o in alto mare, esentasse.
    Va bene, lo ammetto, sto leggendo il libro di Saviano. Avevo visto il film (ascoltato con i sottotitoli in italiano) e, per quanto significativo, fra il film e il libro c’è un abisso. La sua scrittura è davvero potente, e non si può che dire “E’ vero”.
    Ma torniamo a “noi”. Il mio ruolo nell’impresa familiare è di supporto, ovvero fare tutto quello che gli altri non riescono a fare. Ossia tenere la contabilità, fare la spesa, cucinare, lavare biancheria e quant’altro, pulire e tenere in ordine per quanto posso, più che quanto dovrei, perché ormai sono un po’ alle strette. Fare le vetrine, anche, ovvero aggiungere quel tocco ci fantasia per accattivare e attrarre l’attenzione. Un tempo, per quanto aleatorie, le mie intenzioni erano persino artistiche. Quest’anno, per esempio, sotto alle stelle oro appese in un drappeggio del colore di un cielo al tramonto, avrei voluto aggiungere la frase di buon augurio “… e quindi uscimmo a riveder le stelle …”. Ma non l’ho ancora aggiunta, e non so se lo farò quest’anno. Forse è perché sono egoista e voglio tenermela nel cuore. Ma forse sbaglio.
    E la domenica, spesso anche la domenica, come anche Anna, mi concedo il diritto di scrivere. Ma non è del tutto una cosa buona, nel senso che probabilmente potrei (potremmo?) fare qualcosa di meglio.
    Certo è che talvolta le piccole gioie arrivano nelle forme che non ci saremmo aspettati … anche se non è facile comprenderne la portata e le conseguenze, o se persino non ci sia stata la volontà di lasciarle accadere, nel senso che qualcuno può aver fatto il possibile per andargli incontro anziché impedirlo.
    Qualche volta ho una fantasia. Immagino che invece di fare una manifestazione di piazza, bisognerebbe metterci in tanti, tanti, tantissimi, ognuno con un fagotto sulle spalle, tutti in fila e in viaggio verso il confine. Così che qui rimarrebbero soltanto leghisti e compagnia bella, fianco a fianco con gli extracomunitari, e sarebbe bello stare a vedere chi in breve l’avrebbe vinta.
    Ed è anche vero che da qualche tempo sto pensando di vendere tutto e andare altrove, anche se non ci sono mai stata. Ma temo che lì il clima caraibico non sarebbe del tutto ideale per la mia costituzione fisica. Però forse i miei figli potrebbero adattarsi meglio. D’altronde anche i genitori di Spinoza dovettero emigrare in Olanda dal Portogallo per sfuggire all’inquisizione. E se invece non l’avessero fatto, quale sarebbe stato il destino del Nostro amato?
    (scusate lo sfogo, ma visto che questa stanza è dedicata a questo, ne ho approfittato, anche se ci sono ben altri e ben più o meno gravi problemi da affrontare. Ma ogni giorno ha la sua pena, e per oggi può bastare)

  382. anna Says:

    “… linguaggio e il secondo i limiti che a volte …” mancava “il secondo”

  383. md Says:

    sì Anna, è proprio così, grazie per la condivisione!

  384. anna Says:

    Ho “scoperto” Marceline Desbordes-Valmore. ” Vi sono due amicizie, come vi sono due amori. La prima rassomiglia all’imprudenza; fatta per l’età felice e come essa ignara, è una bimba che sempre ride. Chiassosa, ingenua, leggera, prorompe in gioiosi trasporti. Indocile alle convenzioni mondanee, estranea, ignora i ranghi e con essi folleggia. L’istinto del cuore è la sua scienza, e la fiducia la sua guida. L’infanzia non sa odiare; ignora che si può tradire. Se il tedio ai suoi occhi strappa qualche lacrima, la consola l’amicizia, e muta questa nube in nuvola di fiori. La si vede slanciarsi verso il fanciullo amato, sfiorare il dolore senza capirlo ancora, gettargli fiori men di lei ridenti, obbligandolo a fuggire e riprender slancio. E’ sua la catena, mia prima amica, che ancor ci unisce. Con te, rallegra l’aurora della mia vita, e ancor ne rallegrerà gli ultimi giorni. Oh! Com’è soave il suo impero! Che ineffabile incanto diffonde su giovinezza e avvenire, il dolce riflesso del ricordo! Il sogno puro della nostra infanzia ne ha prolungato l’innocenza; l’Amore, il tempo, l’assenza, la sventura, sembrano rispettarlo nel profondo del cuore. Con noi attraversa la stagione tempestosa, come raggio del cielo che ci guida e illumina; è, mia cara, un giorno senza nubi, che prepara una dolce notte. L’altra Amicizia, più grave, più austera, si concede con lentezza, sceglie in segreto; osserva in silenzio e teme di rivelarsi; si guarda anche dai fiori, per timore di ferirsi. Eleggendo la ragione a consiglio e guida, vede con i suoi occhi e avanza sui suoi passi: timoroso è il suo approccio, timido lo sguardo; attende e non s’annuncia.” e Ermanno Krumm “A letto ti voglio sempre dallo stesso lato – non perchè sia quello che preferisco – del corpo o del volto, ma perchè – come i rami di un vegetale – pendo verso la luce da quella parte – e a vederti mi sporgo – con gli occhi della giovinezza”

  385. anna Says:

    Durante le vacanze di Natale ho letto le lezioni spinoziste. Molto interessanti! “Dio è causa immanente”; “un’ontologia che è già da sempre un’etica”. Marco “la conoscenza di quanto ci determina è la via per il raggiungimento della libertà”. Md “è difficile collocarsi dal punto di vista dell’assoluto, dell’intuizione intellettuale, mi pare un pericoloso salto nel misticismo”. Marco “l’autodeterminazione dell’uomo deve passare necessariamente attraverso la consapevolezza delle forze (delle passioni) che cercano di sovrastarlo e che … non devono essere represse ma comprese”. “la mente umana non percepisce alcun corpo esterno come esistente in atto se non mediante le idee delle affezioni del suo corpo”. Corpo e Mente, Volontà e Appetito, Decisione e Determinazione…Letizia e Tristezza… Immaginazione… “L’amore … è questo movimento del sè in direzione della letizia, è un transitare verso la gioia, a causa di qualcosa che sta fuori di sè”. “… passioni, bisogna fissarle e guardarle in faccia, conoscerle e penetrarle”. “Evitare di lasciarsi guidare da cose esterne… ci sarebbe una barra interna che può portarci a navigare nella direzione giusta”. “Il bene che chiunque appetisce per sè, lo desidera anche per gli altri… quanto maggiore sarà la conoscenza che avrà avuto di Dio”. Mi è venuto in mente Shopenhauer “il mondo delle rappresentazioni non esaurisce tutta la realtà, ma ha una sua legalità a priori, una sua necessità”. “Il soggetto non è alata testa d’angelo senza corpo… ma individuo, nel quale la conoscenza si svolge per mezzo di un corpo, … corpo che è una manifestazione della volontà” “Alla volontà, come essenza del nostro essere, noi giungiamo in modo immediato”. “La volontà è la chiave per conoscere l’intima essenza della natura stessa”. Shopenhauer coglie intuitivamente la volontà, come essenza di tutto, però vede solo lotta, separazione. Bene è liberarsi dalla volontà di vivere, prima con l’arte, la contemplazione, poi con l’amore del prossimo, la compassione, il superamento dell’egoismo ed infine l’ascesi (castità, povertà, digiuno, macerazione, autoflagellazione). Ripensando all’immagine dei due tetraedri, Spinoza sembra partire dal vertice in alto: la comprensione intuitiva del Dio immanente, natura, sostanza, della perfezione della realtà che dobbiamo comprendere. Si apre verso gli altri nella consapevolezza dell’unità del tutto e della libertà e bene legati alla conoscenza e realizzabili vivendo. Mentre “L’eterno” proietta verso un infinito temporale o atemporale, le lezioni spinoziste verso un infinito orizzontale, è tutto qui. @ Ripensando all’intuizione e al rapporto corpo-mente, mi è venuto in mente Bergson “noi viviamo il tempo e la sua durata nella nostra coscienza” “la nostra vita interiore si presenta come un flusso continuo” “è vero che spesso noi viviamo ed operiamo esteriormente a noi stessi, nello spazio più che nel tempo… in quei momenti non ci avvertiamo veramente liberi; lo siamo quando i nostri atti emanano dalla nostra personalità tutta intera, … quando rispondono all’insieme dei nostri sentimenti, dei nostri pensieri, delle nostre aspirazioni più intime” “In una coscienza umana c’è molto di più che nel cervello corrispondente” “da un lato l’attività della coscienza, lungi dall’essere una funzione del cervello, è da esso indipendente, dall’altro, la funzione del cervello è importante per inserire l’organismo corporeo nella situazione reale in cui farlo operare” “a esigenze pratiche obbediscono le nostre categorie mentali, la struttura dell’esperienza e la rappresentazione che ci formiamo dell’universo” “nel corso dell’evoluzione si è stabilito un processo di adattamento fra le categorie della nostra intelligenza e la struttura spaziale della materia” “la stessa intuizione che ci porta a diretto contatto con il nostro io può portarci a contatto diretto con l’essenza della vita e della realtà” “ciò che l’intuizione ha di proprio è di essere una conoscenza … concreta, … interiore… dinamica; essa si esplica nella filosofia, come l’intelletto organizza la scienza; essa mira alla pura speculazione, come l’intelletto si volge all’azione e all’utilità”. (ho bisogno di approfondire. Ci vorrebbe un’altra vita per studiare, anche 4-5!)

  386. anna Says:

    Oggi ho letto “Benvenuto Marx”. Mi è venuto in mente un esame che sostenni una ventina d’anni fa. Il prof di filosofia mi chiese di parlare di un filosofo che mi era piaciuto ed io, tutta entusiasta, gli risposi che ero affascinata da Feuerbach e dall’umanesimo di Marx. …! Iniziò a farmi domande sul valore, il plusvalore e qualcos’altro che non ricordo. Per me è arabo! Le studentesse con cui parlai alla fine dell’esame mi dissero “ma non sapevi che è comunista!? (erano gli anni successivi alla caduta del muro di Berlino). Ora mi fa molto piacere leggere “Marx non fu affatto un economista, ma un filosofo” “Marx prese le distanze dal marxismo”, e anche “comunismo come “regno della libertà” (e non dell’uguaglianza). Marcuse criticava anche “il modello di vita della società socialista, con l’esasperazione della tecnica e della burocrazia”. Comunque, superai ugualmente l’esame, perchè lo scritto era andato bene. Ho letto anche “Il talento dei generosi e dei depressi”. Credo che oltre alla “conversione della naturale disposizione narcisistica in generosità …, si dovrebbe mettere al primo posto nell’educazione dei giovani anche il superamento dell’autosvalutazione e dell’attaccamento al possesso, all’accumulo. Credo si possa fare proprio con la “ricreazione del corpo”. “Il corpo umano è composto da moltissime parti di diversa natura che hanno continuamente bisogno di nuovo e vario nutrimento” musica, arte, natura, contemplazione … : esperienze che implicano lo stare bene nel proprio corpo, il transitare verso la gioia ed una spontanea espansione di questa gioia. Se il corpo “fisico” tende al “possedere” (nutrimento, sessualità) per conservare il proprio essere, le altre parti del corpo sono in grado di gioire del semplice partecipare all’essere. Mi viene in mente il tetraedro con il vertice in basso: anzichè partire dall’intuizione, si parte dal corpo, dalle esperienze nel corpo, in tutte le sue parti, per scoprire la gioia dell’essere, diversa dal possedere, che porta ad aprirsi all’altro, ad espandersi, a condividere. Credo sia un altro modo di alimentare quella barra interna, partendo dal vertice in basso anzichè da quello in alto, dato che Estensione e Pensiero sono due modi diversi di comprendere la stessa sostanza. @ “bellezza e generosità vengono trasfuse nella beatitudine… nasce dal terzo genere di conoscenza”. Quale sarebbe? Sensi, intelletto e intuizione? @ E dal momento che sono a casa con il raffreddore e il mal di gola, mi coccolerò un po’ con qualche poesia “non penso, a tentoni ti slaccio il vecchio, duro cinturino, cronometro di un’intimità contata in minuti. -Mettiti comoda, senti l’eterno tic-tac del presente, non c’è altro. Ci sei tu e questo tuo volto pieno, in luce, che mi veleggia incontro veloce: -Benvenuto, il rompighiaccio, la chiglia che spezza il dorso agli armadi, il contrappeso leggero” @ “Devo darti la chiave – dici – di un incomprensibile pensiero: tiro un lembo dell’abito, tu con la mano lo tieni, perchè non cada, ma con l’altra stringi la mia. La luce non la spengo, mi piace vederti quando sono su di te: è come se mi confondessi col giallo della parete, con gli occhi della tua luce riflessi in ogni angolo di pelle” (E. Krumm)

  387. anna Says:

    In alcuni momenti la mente cerca di fuggire dalla realtà agghiacciante di questi giorni, ma è sempre lì ed è paralizzante. Haiti, ma anche tutte le altre persone che stanno soffrendo, di cui non sappiamo nulla

  388. luther Says:

    @Anna
    si’ e’ vero…ho appena guardato su L’Espresso on line il filmato “Morire nel deserto” …
    Volevo commentare il post su Marx…adesso la mente si rifiuta di pensare…non ne ha voglia…piango…piango dentro di me…

  389. anna Says:

    Credo sia giunto il momento di ringraziare Spinoza! Qualche mese fa, dopo aver scoperto questo blog, avevo letto qualche pagina su di lui ed avevo trovato alcune affinità tra il suo pensiero e quello di Bedi (naturalmente, dovrei, pian piano, approfondire il pensiero di entrambi!). In questi giorni mi sono resa conto che mi ha aiutata a ritrovare quella “barra interna” che avevo scoperto grazie a Bedi. Credo sia possibile scoprirla in vari modi, dall’intuizione intellettuale, al sentire empatico, al sentire energetico, e così via, e che poi vada alimentata continuamente attraverso le varie parti del corpo, di cui parla Spinoza. Secondo me è proprio quella barra che ci permette di vivere qui e ora (e quindi in eterno) e di sentirci parte del tutto. Ogni momento della nostra vita è eccezionale e merita di essere vissuto al meglio, grazie a questa consapevolezza. In qualsiasi istante la nostra vita potrebbe cambiare radicalmente, per una causa esterna o interna al nostro corpo (ho iniziato a leggere “Cecità” di Saramago); e credo che soltanto quella barra interna possa aiutarci davvero ad affrontare la solitudine o il dolore. Credo anche che sia proprio quella “barra interna” a permetterci di stare bene con gli altri. Se ricordo bene, Spinoza diceva che è bene guardare il lato positivo di ogni persona, suggeriva il perdono e ad Hobbes sembrava dire – D’accordo, non tutti vivono secondo ragione, però cerchiamo di andare oltre, di cambiare, o meglio, di comprendere la realtà.- La consapevolezza di essere parte dell’essere, del tutto, di essere Dio come tutti gli altri, porta automaticamente a cercare il bene (md parlava di un’ontologia che è già un’etica), a cercare il modo per rendere sempre più attuale quell’essere perfetto in potenza, nell’intuizione, nel sentire… Quando quella barra interna è bene alimentata, siamo spontaneamente generosi, disposti ad aiutare una persona che sta vivendo un momento difficile senza aspettarci nulla in cambio, diamo – punto. Qualche anno fa ero fermamente convinta che fosse saggio non aspettarsi nulla, nè un bene nè un bene, alimentare quella barra interna, espandersi verso l’esterno per la gioia di (quel “transitare verso la gioia”), perchè “siamo” ed è meraviglioso. (md aveva scritto un bel post sul guardarsi allo specchio ogni giorno e riscoprire ogni volta la meraviglia di esserci). A parole ero fermemente convinta, nei fatti invece ho commesso l’errore di cercare ancora fuori di me ed ho impiegato un po’ di tempo a raccogliere i pezzi (e come cantava Vecchioni “chi ci passa su non sa di farmi male”, o qualcosa di simile). Sì, perchè credo che spesso gli altri non si rendano conto di farci male, non ci feriscano intenzionalmente. Se ho una “buona” barra interna, accolgo un bene con gioia, come un dono inaspettato, e guardo ad un male con comprensione. Se reagisco male, occorre anche la comprensione di se stessi, della propria reazione di fronte a quel qualcosa di esterno che io vivo come un male. Perchè io reagisco in certo modo, sto male di fronte a qualcosa di esterno ed altri no? Perciò continuo a credere nell’umiltà. Secondo me umiltà non è sinonimo di sottovalutazione (che io ho conosciuto molto bene nei primi anni di vita e che, a volte, fa ancora capolino quando intraprendo qualcosa di nuovo). Anche Bedi suggeriva di utilizzare i propri talenti per superare le emozioni negative (invidia, gelosia ecc… che avvelenano la nostra anima e fanno vivere male anche le persone accanto a noi) che nascono dall’insoddisfazione, dalla mancata realizzazione di sè, delle proprie capacità (chi ha il talento del giardinaggio deve fare il giardiniere, e se non lo può fare deve almeno darsi al giardinaggio nel tempo libero). L’umiltà, secondo me, è consapevolezza dei propri limiti, di essere un pezzettino del noi, dell’essere. Mi piaceva Feuerbach “in Dio l’uomo non fa che obbiettivare le perfezioni infinite della sua essenza, della natura umana; se affermiamo che Dio è conoscenza infinita, non facciamo che esprimere l’infinità della potenza della conoscenza umana; se diciamo he Dio è amore infinito, non facciamo che esprimere l’infinità della potenza dell’amore umano”. Ho riletto anche qualche pagina su Nietzsche. Cosa caspita mi piaceva, a parte la critica al cristianesimo!? Qualche anno fa ho riletto parte di “Così parlò Zarathustra”; avevo bisogno di prendere le distanze dall’ambiente in cui vivevo, “divieni ciò che sei”, sì, come il protagonista di “Alexis” della Yourcenar, trovare il coraggio di andarsene, di essere se stessi. D’accordo, però se si perde la consapevolezza di essere sì infiniti, ma anche “parte” del tutto, si rischia di diventare il “superuomo”, i cui “nuovi valori da affermare comprendono tutte le passioni: “la fierezza, la gioia, la salute, l’amore, l’inimicizia e la guerra, la volontà forte, la disciplina dell’intellettualità superiore” “. Tra il superuomo e il cristiano che accetta il dolore in nome di una ipotetica vita futura, preferisco l’uomo-Dio immanente.

  390. md Says:

    @anna: ho dei dubbi anch’io sulla svalutazione dell’umiltà da parte di Spinoza. In qualche modo lui la ritiene “contronatura”, poiché considera piuttosto improbabile che un essere diminuisca se stesso, mettendosi così da sé in una condizione di “tristezza”. Però mi pare ci sia qui, nonostante il grande acume della teoria spinoziana delle passioni, un’eccessiva semplificazione/meccanizzazione.
    Magari ci tornerò rileggendo i testi e riflettendo meglio sulla cosa…

  391. anna Says:

    @ md:è un argomento molto interessante. Ho letto che hai intenzione di rileggere Marx in una prospettiva spinozista o Spinoza in una prospettiva marxiana!! @ Luther: ieri sera, rincasando, ripensavo al tuo commento. Credo di capire il tuo messaggio, però non siamo tutti uguali. Sai, credo sia nell’aiuto concreto che in una sorta di preghiera (reiki e altro). La realtà è agghiacciante tutti i giorni, e non è, a mio parere, la morte a renderla tale, ma la sofferenza, e più che il dolore causato dalle malattie, quello inflitto dagli esseri umani ad altri esseri umani e agli animali. Il pensarci è davvero paralizzante. Eppure, continuiamo a vivere, a conservare il nostro essere, ognuno con le proprie peculiarità, a reagire alla realtà in cui viviamo, a cercare di costruire qualcosa di alternativo, di migliore. Inizio a credere che avesse ragione Spinoza, la libertà è un’illusione, siamo agiti dalla sostanza, siamo la sostanza. Ma ne siamo solo una piccola parte, fatichiamo a metterci dal punto di vista dell’assoluto, a comprendere. E credo avesse ragione anche Md rispondendo a Marco in un commento alla prima lezione spinozista “perchè dovremmo cercare di sfuggire da ciò che ci determina?” o qualcosa di simile. Meglio viversi, continuare a essere e a comprendere. Ciao

  392. anna Says:

    Oggi ripensavo all’ultimo post di md, alll’irrelatezza, la presunta irrelatezza, e poi al naturopata “l’affermazione di sè”, perchè dobbiamo affermarci? non siamo invisibili, è meglio esprimere se stessi all’interno del noi, e poi la terza persona non è necessariamente esclusa, io e tu diventa noi, egli-loro diventa tu-voi e così via. (sì, basta una frase della collega e nasce subito la paura di dover tornare alla separazione e alla corazza!). e comunque, bla bla bla, ci sono persone che non solo devono affermare il loro diritto ad esserci, ad esistere, ma anche ad essere rispettate! Oggi in un negozio è entrato un ragazzo pakistano che voleva vendere delle collanine … il negoziante gli ha detto gentilmente che non voleva acquistare nulla. Ha risposto che da questa mattina aveva venduto soltanto un braccialetto ed aveva bisogno di mangiare. Aveva un’espressione terribilmente triste. Io non indosso gioielli e così ho avuto la “brillante” idea di dargli dei soldi per comprare qualcosa. Ha detto che non era uno zingaro, voleva soltanto venderci qualcosa. Mi sono profondamente vergognata di me stessa. Ho sempre pensato che dev’essere umiliante allungare la mano per chiedere dei soldi. Dopo la morte di mio padre, abbiamo trovato un cassetto pieno di orologi ed altri oggetti che non usava. Sono un’idiota, avrei dovuto capire. Una persona che vuole venderti qualcosa non vuole essere umiliata. Ho comprato qualcosa, ho scambiato quattro parole, è uscito sorridendo, ma…Ascolti le notizie, le persone che muoiono di fame, le persone che soffrono, cerchi di fare qualcosa, ma quando vivi qualcosa in prima persona è diverso, lascia un segno più profondo. A parte il fatto che sono un’idiota e che devo continuare a cambiare, bisogna fare qualcosa per cambiare anche questa realtà di … in cui viviamo

  393. anna Says:

    L’altra sera ho letto la frase di Salinger “non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti”. No, siamo tutti libri aperti. La nostra vita è arte, “creiamo continuamente parole, immagini, idee, e fruiamo continuamente delle “creazioni” altri. Osserviamo gli altri vivere i loro film, li ascoltiamo recitare le loro poesie. A volte ci sembrano i nostri film, le nostre poesie; altre volte non li comprendiamo, non abbiamo vissuto le esperienze necessarie per capirli, oppure sovrapponiamo le nostre note alle loro, i nostri colori ai loro. Non importa, sono ugualmente noi. Concordo con Profeta “non è che, non vedendo attualmente tutto, si sia destinati ad essere qualcosa (la “mia” vita): l’altro è destinato ad apparire ALL’INTERNO di “me stesso” (di ognuno di noi).” L’arte, le nostre “creazioni”, come le nostre idee, ci espandono, ci portano fuori dal nostro piccolo ego. Non le possediamo, sono patrimonio di tutti. La nostra vita, con tutto ciò che creiamo, è di tutti. Ho letto i commenti alla “Trilogia del lato oscuro 1”: interessantissimi! Paola “ognuno deve riscoprirla (la moralità) dentro di sè.” “la cultura è un prodotto della natura, ma è anche in grado di interagire con la natura”. Md “mentre si vorrebbe desostanzializzare l’elemento “razionale”… si finisce per sostanzializzare l’elemento “biologico”. “La sfera razionale, esattamente come quella pulsionale, sono elementi materiali, immanenti, osservabili e concretamente agenti negli esseri umani in carne ed ossa”. Aldo “nell’uomo, in particolare, la natura ha prodotto il linguaggio, il pensiero astratto e la consapevolezza di sè. … Questo gioco (dominare la natura ed il proprio genotipo) apparentemente “umano”, in realtà è un prodotto dei meccanismi biologici, che inducono (“conatus” spinoziano) gli esseri “ragionevoli”, grazie alla cultura acquisita, a rassicurarsi (spazio vitale) oltre ogni “ragionevole” limite”. “Anche l’etica è una sovrastruttura (ideologica) al servizio della consevazione della specie”. Md : Damasio “sostiene come la biologia sia una base solida, ma non immutabile, mentre il livello culturale (diritto, etica, ecc…) è un cantiere aperto, decisamente più fragile e in divenire”. Mi piace questo “in divenire”. Abbiamo esplorato lo spazio ed osservato gli atomi, ma non abbiamo ancora sconfitto la fame nel mondo e la violenza. Sentiamo come impellente il bisogno di cambiare. Ci siamo evoluti principalmente dal punto di vista biologico e razionale (due degli attributi della sostanza). Ora l’evoluzione potrebbe prendere un’altra svolta: potremmo espandere un’altra parte del nostro corpo e crescere dal punto di vista etico. La morale, l’Amore, quel “transitare verso” non è, a mio parere, una sovrastruttura, come non lo è la ragione, sono parti del nostro corpo. Ci sono persone non acculturate, molto elevate dal punto di vista etico. Md aveva scritto a proposito di Spinoza “un’ontologia che è già un’etica”. Non ci sarà più soltanto la fredda ragione, in nome della quale abbiamo commesso errori su errori, ma una ragione in sintonia con i sentimenti che trasforma la vita da lotta per la sopravvivenza a cooperazione per il bene di tutti, da bisogno di possesso e di potere a condivisione di ciò che abbiamo (la Terra ci ospita), da affermazione di sè ad espressione di ciò che siamo “quell’immenso che non crediamo di essere: L’illimitato brillare degli eterni”, come ha scritto Profeta. Mi è piaciuto moltissimo anche : Dio “come creatore eterno dei mortali … non esiste” … “se invece per Dio si intende la manifestazione totale degli eterni, allora noi siamo Dio”. Anche il capitalismo crollerà come il muro di Berlino. Ho sentito parlare di “banche del lavoro”: baratto del lavoro, scambio di prestazioni (al diavolo i soldi) e di persone che tornano a vivere in campagna, alla terra (il cibo è lì). Mi viene in mente Gandi, se ognuno filasse il tessuto per il proprio abito, coltivasse il proprio orto, non ci sarebbe lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, al massimo, uno scambio di prestazioni alla pari.

  394. anna Says:

    Se siamo la Sostanza, siamo tutto in potenza, compartecipiamo alla nostra evoluzione, al divenire delle diverse parti del nostro corpo. “La paura acceca… Parole giuste, eravamo già ciechi nel momento in cui lo siamo diventati, la paura ci ha accecato” (“Cecità” – Saramago)

  395. anna Says:

    Ho letto una bellissima poesia di Pablo Neruda “Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l’aria, ma non togliermi il tuo sorriso. Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani, l’acqua che all’improvviso scoppia nella tua gioia, la repentina onda d’argento che ti nasce. Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi, a volte, d’aver visto la terra che non cambia, ma entrando il tuo sorriso sale al ciel cercandomi ed apre per me tutte le porte della vita. Amor mio, nell’ora più oscura sgrana il tuo sorriso, e se d’improvviso vedi che il mio sangue macchia le pietre della strada, ridi, perchè il tuo riso sarà per le mie mani come una spada fresca. Vicino al mare, d’autunno, il tuo riso deve innalzare la sua cascata di spuma, e in primavera, amore, voglio il tuo riso come il fiore che attendevo, il fiore azzurro, la rosa della mia patria sonora. Riditela della notte, del giorno, della luna, riditela delle strade contorte dell’isola, riditela di questo rozzo ragazzo che ti ama, ma quando apro gli occhi e quando li richiudo, quando i miei passi vanno , quando tornano i miei passi, negami il pane, l’aria, la luce, la primavera, ma il tuo sorriso mai, perchè io ne morrei”. All’ultimo dell’anno Md aveva scritto “lasst uns angenehmere anstimmen und Freudenvollere. Freude! Freude!” Ci vorrebbe tutti i giorni

  396. anna Says:

    Ho letto la Trilogia del lato oscuro 3. Non credo che quel progetto di vita sia destinato a naufragare o ad infrangersi, forse ad inciampare ogni tanto… qualche sasso… Anche se la vita dovesse insegnargli ad usare la violenza per difendere qualcuno o forse se stesso, sono convinta che quell’ “ingenuo” ragazzo contunuerà ad “urlare” “viva la pace” anche contro i muri, per sgretolarne qualche mattone, e un mattone oggi, uno domani… anche i muri della “necessità” prima o poi crollano

  397. milena Says:

    anch’io leggendo il post ho pensato più o meno la stessa cosa, Anna.
    poi non ho potuto non pensare a Gandhi, che ha mantenuto i suoi propositi senza arrendersi mai, di fronte a nulla.
    ciao

  398. md Says:

    @anna e milena
    non ne sono poi così convinto, la necessità è il muro contro cui ogni nostra pretesa ed illusione finisce sempre per frangersi, poiché è il nostro stesso far parte di quell’essere che da sempre ci ricomprende e che non ci fa scegliere la cosa più radicale e (per noi) meno necessitante e più vicina alla libertà – se essere o meno.
    Ciò non toglie che è la nostra stessa “natura interna” ad imporci con altrettanta necessità di batterci fino allo spasimo contro quella che sentiamo come una “necessità esterna” – pur essendo una la natura e una la necessità. Poco importa che sia illusorio, va fatto, lo possiamo e lo dobbiamo fare. Ed è quel che ha fatto Gandhi.

  399. anna Says:

    “Tutta la vita ho visto rivoluzioni fallire: Cambogia, Vietnam, Cina. Risultato: intere popolazioni massacrate in nome di un sogno e poi immensa povertà sia materiale che spirituale. Ora è venuto il momento di pensare che la sola rivoluzione che possiamo fare è quella interiore. Cominciamo da noi stessi.” Tiziano Terzani

  400. anna Says:

    Ieri sera ho letto “Eigentlichkeit”: è semplicemente delizioso! L’essere umano “è libero, può scegliere se limitarsi ad essere bios o no”; “il corpo non può mai simulare o dissimulare”; “è fondamentale l’interiorità, l’intenzione, ciò che uno è, ovvero ciò che spera, la sua tensione verso…”; “l’armonia tra la melodia interna ed esterna, tra l’io spontaneo e l’io costruito”; “che cosa è lecito sperare? il senso… il bene … l’essere … la vita … ” e poi mi sono persa… “sacralità e indisponibilità devono valere per la vita altrui e non per la propria”; “essere autentico messo in crisi dalla propria pulsione narcisistica” però “ogni cellula è una creatura con una sua individualità” che vive all’interno di un corpo. La salute di un corpo è data dalla salute di tutte le sue parti; se alcune cellule si ammalano, mettono a repentaglio la salute o la vita di tutto l’organismo. Preferisco Spinoza, o meglio, quel che ho capito di Spinoza. Bedi parlava della sacralità dell’egoismo e come esempio citava San Francesco: scegliere ciò che si sente come “giusto, bene” dentro di sè, anche se non rispecchia le aspettative altrui e, quindi, può causare “sofferenza” agli altri. Se per una persona bene è dedicare, donare completamente la propria vita agli altri, la sua scelta non può che produrre bene dentro e fuori di sè. Credo che l’anteporre gli altri a sè sia un’espressione molto alta, o profonda (verso il cielo o dentro di noi? o tutti e due?) di consapevolezza: siamo un corpo unico, viviamo anche in ciò che condividiamo con gli altri; ma quando è spontanea, un “uscire”, un traboccare da sè che fa stare bene chi esce da sè per entrare in un io più grande. “Forse” non ho ancora fatto pace con gli insegnamenti cattolici che ho ricevuto da bambina! Gesù avrebbe detto “ama il prossimo tuo come te stesso”: se non conosci l’amore per te stesso, non sei in grado di amare gli altri. Ho ancora un brutto rapporto con il cattolicesimo che non mi permette di leggere serenamente. Credo che il male sia solo ignoranza del bene. Ci hanno raccontato per secoli “storie” paralizzanti e soprattutto acciecanti, che non hanno fatto altro che alimentare la paura e ostacolare la comprensione di quello che siamo. “farsi compenetrare totalmente dalla realtà” ma noi siamo realtà, anche se una piccolissima parte; “diventare un autentico frammento di realtà”, perchè saremmo dei “falsi” frammenti di realtà? Bonhoeffer ha scritto la verità “è vivente come la vita stessa”, quindi siamo “veri” anche quando viviamo il nostro narcisismo, siamo veri in ogni istante, in ogni vissuto. Forse siamo più vivi e quindi più “veri”, quando riusciamo ad ascoltare la nostra “melodia” interna e l’armonia con quella esterna. Le esperienze in cui ci sentiamo meno “veri” ci servono ad “apprezzare” quelle in cui siamo più “veri”. Concordo con Md: “spirito, libertà non sono altro che modalità del tutto materiali, manifestazioni dell’unica natura di cui siamo parte” (forse anche le cellule “decidono” di impazzire e diventare cancerogene) e “per materiale intendo qui immanente, interno alla materialità dell’esistenza, alle sue possibilità”(un’altra parola deliziosa!) Pensando alla “logica impersonale” ho bisogno di credere nella logica dell’Essere e del Tutto che cogliamo vivendo anche nel nostro “piccolo” e “autentico” essere dalle mille sfaccettature.

  401. milena Says:

    Oggi è una splendida giornata. Ancora prima di aprire gli occhi ti accorgi dall’odore dell’aria, dalla luce che entra attraverso la pelle, dallo spicchio d’azzurro nell’angolo estremo della finestra aperta durante la notte da un soffio di vento; e oltre il velo delle tende cirri nembi in dissolvenza.
    Si avvicina una nuova primavera. Sul davanzale le primule rosa e gialle hanno già sostituito il vassoio con le briciole per il pettirosso che ancora l’altro ieri veniva a beccare. L’ultima volta che l’ho visto era riuscito a non volare via mentre mi accostavo al vetro che ci divideva. Solo qualche passetto di lato, poi mi ha guardato con un occhio solo, il destro, ed è tornato indietro impavido al vassoio dorato con le briciole e chicchi di miglio. E io qui con la mia tazza di tè in mano.

  402. md Says:

    @anna: grazie per il “delizioso”

    @milena: ho fatto il mio primo giro in Valle Olona in bicicletta, e credo di essere in totale primaverile sintonia!

  403. anna Says:

    Ora posso leggere serenamente anche Eigentlichkeit: mi sono riappacificata con i cattolicesimo. Perchè ho avuto una reazione così esagerata, che aveva il sapore della rabbia? Mi avevano insegnato che la gioia di vivere è male, che l’essere umano è sostanzialmente male, che il bene è fuori di noi e che per meritarcelo “dobbiamo” annullarci negli altri. Sin da giovane ho preso le distanze dalla religione, ma era rimasto il tarlo del sentirsi “cattiva”, “egoista” se disattendevo le aspettative altri e rivendicavo il bisogno di essere fedele a me stessa, la paura di far “soffrire” gli altri e anche di perdere il loro “amore”. Ma, il tal caso, non credo sia corretto parlare di sofferenza; amore non credo sia pretendere che l’altro faccia quel che tu hai deciso essere “bene” per lui o pretendere che accetti la tua idea di “verità” statica, se non è quel che cerca. Nobiltà dell’egoismo non è certo un elogio al pensare solo a sè, al non prendersi cura degli altri. Cosa significa amare innanzitutto se stessi? Credo cercare di vivere quella “melodia” interiore, comprendersi, perdonarsi, darsi ogni giorno la possibilità di risorgere dalle proprie ceneri, di scoprire altro di sè e della realtà di cui siamo parte. Allora si possono amare davvero gli altri, lasciarli liberi di trovare la loro melodia interiore e di condividerla con te , comprenderli, perdonarli. Questo non credo implichi necessariamente il chiudersi in un monastero tibetano fino a quando uno ha trovato la sua armonia interiore. Credo ci sia continua reciprocità tra interno ed esterno: compenetriamo la realtà e ci lasciamo compenetrare dalla realtà, e continui aggiustamenti per creare armonia tra dentro e fuori. Ma c’è altro che mi turbava: “fare la verità, non professarla”. Dopo un cambiamento che rispondeva al mio bisogno di essere me stessa, una parte di me, consapevole di non aver ancora raggiunto completamente la saggezza dell’infanzia, quando siamo molto più simili agli alberi “autentici frammenti di realtà”, vuole fare un ulteriore passo, diventare un rododendro, ma un’altra continua a fare il larice, perchè in fondo anche i larici hanno la “loro” bellezza, con quegli aghi verdini in primavera e rossicci in autunno, (mi sembra, sì, le foglie delle betulle sono gialle e gli aghi dei larici rossicci; li ho guardati decine di volte! ok). Bedi diceva che non è saggio imporsi di “dover” essere un rododendro, se non abbiamo vissuto appieno l’esperienza del larice. Meglio essere fedeli a se stessi (direi alla parte di sè che in questo momento ha bisogno di realizzarsi) e gioire di essere un larice, piuttosto che imporsi di essere un rododendro e rodersi dentro e sputare rabbia e qualsiasi altra emozione negativa addosso a chi ci ricorda la gioia del larice. “Sentirò” quando è il momento giusto di vivere gioiosamente l’esperienza del rododendro; adoro anche le stelle alpine, so di essere anche quello. Ciò che siamo si realizza passo dopo passo. Md ha parlato di “ontologia delle relazioni” e autenticità che non riguarda ciò che si ha, si sa o si fa, ma ciò che si è: “delizioso” (ancora?). Venerdì sera ho letto “E tre!”. oddio! Secondo me, oltre all’umiltà e all’ascolto, alla base delle relazioni occorre innanzitto il rispetto. Purtroppo, ognuno di noi “vede” la realtà più in base a quel che sa, fa e ha, che a quel che è, e allora calpesta le radici degli altri alberi “autentici frammenti di realtà” più o meno intenzionalmente. A mio parere dipende da quanto uno è consapevole di quel che è: uno risponderebbe homo homini lupus, un altro dio, un altro mente, un altro corpo, un altro l’insieme di tutto ciò, un altro ancora “silenzio, lascia spazio a ciò che non sai”. Comunque, alla luce di quanto Md ha trascritto un “E tre!”, temo abbiamo ragione gli amici: non è saggio essere dei “libri aperti”. Altro che “io autentico”! Ho deciso di togliere anche la sedia a dondolo, ecc… Ma neanche un blog filosofico è un’isola felice?! Cerco l’isola che non c’è. “Bisogna sempre riferirsi a ciò che c’è di buono in ogni cosa”: Spinoza dev’essere stato una gran bella persona dentro! Lascerò soltanto qualche foglio di carta ed una biro per scrivere qualche impressione. Basta con gli sfoghi, anche se sono stati “ottimi amici” che mi hanno sostenuta in un periodo particolare, oltre a quelli in carne ed ossa. Una di questi qualche giorno fa mi ha raccontato alcuni vissuti dolorosi; è una donna molto sensibile che la morte sconvolge profondamente. Non riusciva a parlarne prima e dev’essere stato difficile tenersi dentro quel “segreto”, essere meno “autentica”. Ora capisco meglio le sue reazioni. Un abbraccio ha annullato per qualche minuto ogni confine, mi ha trasmesso un po’ del suo dolore ed io, da come mi ha salutata, credo un po’ di speranza. Questa è vita! Ora abitiamo più lontane, ma basta una telefonata e siamo più vicine di prima. Qualche parola di Emily Dickinson che ho scopiazzato da un’agendina “se potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano. Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena, o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano”. Ma anche qui vedo reciprocità: chiedere aiuto o scusa e permettere anche agli altri di non vivere invano. @@ Milena: delizioso anche il quadretto che hai dipinto ieri! Mi sono innamorata della parola “delizioso”!

  404. anna Says:

    credo che rispettare gli altri significhi cercare di mettersi nei loro panni, camminare nei loro mocassini per comprenderli, anzichè esprimere giudizi o apporre etichette.

  405. milena Says:

    @md: proposito di Valli ieri sono stata in Val Formazza, a solo un’ora e mezza da qui, dove ho fatto almeno tre ore di sgambata totale in un paesaggio bianco e silenzioso tra le “montagne del paradiso” (“helmberh” in lingua walser); lì dove la strada finisce, poche case poco abitate, un anello da fondo e nessun impianto di risalita, una diga; non c’è campo per i cellulari ma ho visto una ragazza dagli occhi color fiordaliso.
    La prossima domenica se ci sarà il sole spero di tornarci, con occhiali scuri e crema protettiva …

  406. anna Says:

    “le mani sono dei libri aperti … perchè parlano quando si aprono o si chiudono, quando accarezzano o colpiscono, quando asciugano una lacrima o celano un sorriso, quando si posano su una spalla o accennano un saluto … e allora la morte, terminata l’osservazione, ne concluse che non è vero che l’antonimo della presunzione sia l’umiltà, benchè lo giurino solennemente tutti i dizionari, che hanno da governare se stessi e governare noi con le parole che esistono, quando sono tante quelle che ancora mancano, quella, per esempio, che dovrebbe essere il contrario attivo della presunzione, ma non certo quel capo chino dell’umiltà, quella parola che vediamo chiaramente scritta sul viso e sulle mani del violoncellista, ma che non è capace di dirci come si chiama” Le intermittenze della morte – Saramago @@ qualche giorno fa ho ascoltato alla radio parlare di videogiochi in cui i vincitori sono coloro che violentano più donne e investono il maggior numero di pedoni!! Da uno studio condotto da alcuni psicologi di un’università statunitense sembra che la dipendenza da videogiochi cruenti porti all’assimilazione dell’aggressività come un fatto normale, di tutti i giorni. Cosa spinge le persone ad usare giochi simili? A produrli sicuramente i soldi! Com’è possibile che nessuno impedisca tutto ciò? Lasciarli in mano a bambini o ad adolescenti significherebbe creare dei “mostri”. Fa paura. Meglio cambiare discorso. Secondo alcuni vegetariani anche il consumo eccessivo di carne può alimentare l’aggressività. Non so. Sto leggendo “Cibo e guarigione” della Colbin ed ho iniziato a cucinare cereali in chicco; dovrebbero fornire più energia rispetto alle farine ed essere più salutari. Solo inizialmente il corpo ha bisogno di un po’ di calorie anche tra un pasto e l’altro, e allora, quando sono sola soletta, “sgranocchio” una mela come una vera e propria scimmietta e come Vivienne, una literary agent che conobbi in Inghilterra tanti anni or sono. Le sedie a sdraio in giardino accanto alla finestra aperta per ascoltare la musica classica in sottofondo, tra un sandwich e l’altro, tra una tazza di tè e l’altra, mi parlava dei libri che leggeva. Era affascinante, spontanea; erano momenti “autentici”, “interi”: corpo, cuore e mente. @@ Una sera mentre ascoltavo alla radio delle vecchie canzoni, non so se la musica o le parole… ho provato una sensazione bellissima, di leggerezza, quasi di assenza di gravità. E pian piano si è srotolata nella mia mente una pellicola con impressi alcuni momenti di gioia e di bellezza che ho vissuto: la sabbia calda che scivola tra le mani, gli occhi chiusi che attendono che l’acquerugiola li accarezzi, le mani che porgono l’acqua limpida di un ruscello, i raggi della Luna che filtrano attraverso le imposte e quelli del Sole attraverso le fronde degli alberi, le foglie che si schiudono in primavera, gli occhioni dei Golden Retriever, gli arcobaleni, i silenzi quasi irreali che seguono i temporali e … i lacrimoni di gioia. Ho vagato un po’ in auto. Non so quante albe e quanti tramonti vedranno ancora i miei occhi, ma spero di andarmene in uno di questi momenti meravigliosi, ringraziando la vita. @@ Ho appena letto “la glassa e la torta”. Per me questo blog rappresenta una sorta di finestra che si affaccia su un cortile della Statale. Cercavo risposte ai “grandi” perchè della vita; li cerco ancora. Ricordo un uomo in pensione che frequentava con noi le lezioni di Filosofia Morale. E’ affascinante anche il tendere, fino all’ultimo respiro, verso la conoscenza, i sentimenti, la bellezza e il loro intrecciarsi. Guardando l’immagine posta da Md all’inizio del post, ho ripensato alle torte che amavo preparare da bambina: savoiardi al cappuccino adagiati su strati di crema alla vaniglia e budino al cioccolato; poi ricoprivo la torta con il budino e facevo le decorazioni con la crema o viceversa. A volte avanzava poca crema o budino, perciò si intravedeva la forma dei savoiardi. Preferisco pensare ad un continuo compenetrarsi di cultura e natura. Bellissimo quel “siamo” (se ricordo bene qualcuno aveva scritto “sum ergo cogito”) e “per quel che ne sappiamo”. Appena avrò un po’ di tempo leggerò anche il post su “Storia e destino”. @@ “è dal cuore che deve venire oggi la risposta a quello che veramente vogliamo, e non dalla testa, e non dalla pancia – la testa con la sua logica, la pancia con i suoi bisogni – ma proprio dal cuore, ecco allora che con la musica, con l’arte, il messaggio può andare più a fondo … perchè se la musica tocca qualche corda, non è la corda del corpo, ma è qualcosa che c’è dietro. Allora ben vengano gli artisti per la pace!” Tiziano Terzani – Forse è qualcosa che c’è dentro… e poi, a volte, corpo, cuore e mente si muovono nella stessa direzione @@ anche la morte si commuove di fronte alla musica “il violoncellista comincia a suonare il suo assolo come se fosse nato unicamente per questo … Gli altri musicisti lo guardano meravigliati, il maestro con sorpresa e rispetto, il pubblico sospira, rabbrividisce, il velo di pietà che annebbiava lo sguardo acuto dell’aquila è ora una lacrima. Ormai l’assolo è terminato, l’orchestra, tale e quale a un grande e lento mare, avanza e sommerge dolcemente il canto del violoncello, assorbendolo, ampliandolo come se volesse condurlo in un luogo dove la musica si sublimasse in silenzio, nell’ombra di una vibrazione che a poco a poco percorresse la pelle come l’ultima e ineludibile risonanza di un timpano accarezzato da una farfalla” … “la morte, in piedi nel palco, finalmente sorridendo, incrociò le mani sul petto” Le intermittenze della morte – e poi … @@ dopo parecchi anni ho rivisto un cieco guidato da un cane lupo: sono invecchiati ed il cane ha una zampa posteriore leggermente claudicante. Lentamente la tristezza ha lasciato il posto alla tenerezza: stanno vivendo insieme momenti di eternità

  407. milena Says:

    Protesto! Tutte le domeniche grigie grigie grigie e appena è lunedì ecco che splende il sole. Protesto e accuso la sindrome di Fantozzi, malattia psicosomatica facilmente riscontrabile nelle sottospecie Hominibus Occidens e Digitalis Glabro … ma che barba!
    Comunque ieri sono andata al Brinzio anche se era grigio e freddo. Difficile il primo impatto, quasi impossibile buttarsi fuori. Grigio freddo e umido da piangere. Colori dove siete, cielo azzurro e giallo sole. Ma mi sono infilata gli scarponi, sollevato il cappuccio, chiusa la cerniera fin sotto il mento, preso due bastoni adatti e leggeri dal bordo del sentiero e ho cominciato a marciare.
    Cento passi ed ero già più felice, il grigio non più così grigio, il sottobosco un tappeto generoso e morbido da attraversare. Fruscio di foglie e silenzio. Grandi spazi tra rami di alberi di cui non conosco il nome, ma non è grave. Anche gli alberi non conoscono il mio nome, che lì non serve. Ero già in un bagno di sudore quando ho sentito il rumore dell’acqua e l’ho inseguito, e risalito il corso del ruscello finché la gola non si è fatta troppo stretta.
    Nel voltarmi indietro il mio cuore ha fatto un balzo, un grande cane grigio mi abbaiava contro, energico ed aggressivo.
    Panico. Ora che faccio? In un nano-secondo mi son venuti in mente branchi di cani famelici, orde di lupi, corpi sbranati, e io lì sola come una stupida in mezzo al bosco.
    Mi sono lasciata cadere a terra seduta, e che dio me la mandi buona. E il cane grigio si è arrestato indeciso con una zampa alzata lanciando sguardi a destra e manca. Io pure, col pensiero fulmineo di quanta adrenalina avevo rilasciato in un lampo. Ma subito la voce della sua padrona l’ha richiamato e il pericolo si è dissolto in un baleno. Meno male.
    “E’ molto bella”, ho detto a quella donna. E non so se voleva essere un complimento per lei o per il suo cane, che in realtà era un cane femmina da caccia, o per l’occasione di averla incontrata in mezzo al bosco e non avesse invece lasciato andare in giro il suo cane solo. Mentre io sì, appena la bella signora veloce è scomparsa dalla vista, son rimasta di nuovo sola, seduta su una grande pietra a lato del ruscello a lasciar scemare il tremolio che ancora mi teneva in pugno. Guadare la pozza d’acqua limpida un po’ più sotto e ascoltarne il gorgoglio ininterrotto. Solo quel rumore di fondo e il culo gelato.
    Immaginavo che mi sarebbe piaciuto tornare nella bella stagione su quella pietra a lasciar passare il tempo con un libro tra le mani, ma intanto se non volevo ghiacciarmi del tutto era meglio darsi una mossa.
    Ho ripreso a salire a grandi falcate facendo leva con le punte dei bastoni nel substrato di foglie per non scivolare, finché il respiro si è fatto così forte da sentire l’odore del ferro nelle narici e nella fronte; e mentre aprivo la cerniera per rinfrescarmi ha cominciato a cadere qualche raro e finissimo cristallo di ghiaccio. Bruscoli di neve che volavano intorno e han continuato a volare fino a quando ho raggiunto la cima più interna del bosco, o così mi è parsa, come segnata da un grande masso che emergeva sopra tutto il resto, e dal quale se non ci fossero stati i rami degli alberi si sarebbe potuto guardare molto lontano. Ma da che parte scendere ora?
    Solo un’ora di marcia, e non è stato difficile trovare la via del ritorno, anche se ho mancato il punto per un certo tratto. Però sarà meglio portarsi la bussola, la prossima volta. E magari anche arco e frecce, non si sa mai …

  408. anna Says:

    Qualche giorno fa ho trovato le fotocopie di un vecchio libro di Franco Fornari: “mentre Platone poneva l’anima nel punto più alto dei cieli, in questo libro l’anima viene riscoperta nel punto più profondo della caverna. L’anima infatti, dopo essere stata sepolta all’interno della tradizione religiosa e filosofica, riappare ora, in quanto scrigno leggero degli affetti e dei sentimenti, per essere collegata alla competenza affettiva comune a ogni uomo. … Scrivendolo, avevo l’impressione di scrivere cose molto belle; ma poi ho pensato che tale impressione venisse dal riverbero, su ciò che scrivevo, dello splendore del testo platonico. Mi auguro quindi che il lettore non trovi tale splendore appannato, ma, se mai, riilluminato da un sapere che Socrate, che diceva di non sapere, in realtà sapeva, senza sapere di saperlo; perchè era un sapere inconscio, che appartiene alla competenza comune a ogni uomo”

  409. anna Says:

    Oggi ho deciso di continuare a leggere L’eleganza del riccio “Non avevo nemmeno sette anni e già sapevo che la lenta melopea dei corpuscoli ovattati prefigurava ciò che prova il cuore durante una grande gioia. La durata rallenta e si dilata, nell’assenza di urti il balletto diventa eterno e, quando l’ultimo fiocco si posa, sappiamo di aver vissuto quel “fuori dal tempo” che è il segno delle grandi illuminazioni.” “Ogni volta è un miracolo… tutta questa vita in cui ci trasciniamo fatta di grida, lacrime, risate, lotte, rotture, speranze deluse e possibilità inaspettate: tutto questo scompare di colpo quando i coristi si mettono a cantare. Il corso della vita è sommerso dal canto, d’improvviso c’è una sensazione di fratellanza, di profonda solidarietà, persino d’amore, e le brutture quotidiane si stemperano in una comunione perfetta… Io non sono più me stessa, sono parte di un tutto sublime al quale appartengono anche gli altri, e in quei momenti mi chiedo sempre perchè questa non possa essere la regola quotidiana, invece di un momento eccezionale del coro… In fondo, mi chiedo se il vero movimento del mondo non sia proprio il canto.” “io credo che il sesso, come l’amore, sia una cosa sacra… Marguerite ha una visione intellettuale dell’amore, io invece sono un’inguaribile romantica. Lei considera l’amore il frutto di una scelta razionale (tipo http://www.inostrigusti.com), mentre per me l’amore nasce da un’incantevole pulsione. Su una cosa però siamo d’accordo: l’amore non deve essere un mezzo, l’amore deve essere un fine.” “… come io ora guardo Yoko, con piacere e curiosità, aspettando di vedere la farfalla uscire dal bozzolo, fiduciosa nei disegni ignoti delle sue ali… Ma se nel nostro universo esiste la possibilità di diventare quello che ancora non siamo, saprò coglierla e trasformare la mia vita in un giardino diverso da quello dei miei padri?” “Da dove viene la meraviglia che proviamo di fronte ad alcune opere? L’ammirazione nasce al primo sguardo, e anche se in seguito, nella paziente caparbietà con cui tentiamo di stanare le cause, scopriamo che tutta questa bellezza è frutto di un virtuosismo che si svela solo scrutando il lavoro di un pennello che ha saputo domare luce e ombra e restituire forme e trame magnificandole … tutto ciò non dissolve nè spiega il mistero dell’incanto iniziale.” “A che cosa serve l’Arte? A darci la breve ma folgorante illusione della camelia, aprendo nel tempo una breccia emotiva che non si può ridurre alla logica animalesca. Come nasce l’Arte? E’ generata dalla capacità propria dello spirito di scolpire la sfera sensoriale. Che cosa fa l’Arte per noi? Dà forma e rende visibili le nostre emozioni e, così facendo, conferisce loro quell’impronta di eternità che recano tutte le opere le quali, attraverso una forma particolare, sanno incarnare l’universalità degli affetti umani. L’impronta dell’eternità” la seduta dallo psicanalista … “Per quanto io sappia benissimo che il mondo è brutto, non ho voglia di vederlo” … il Requiem in bagno… “La Tooscaana non è una terra millenaria. Esiste solo per dare alle persone come Colombe, la mamma o i Grinpard il brivido del possesso. La Tooscaana è di loro proprietà, così come la Cultura, l’Arte e tutto ciò che si può scrivere con la Maiuscola”. “La cosa sconcertante e al contempo meravigliosa di Kakuro è che unisce entusiasmo e candore giovanile a un’attenzione e una benevolenza da grande saggio… mi sembra che lui consideri le persone con indulgenza e curiosità, mentre gli altri esseri umani di mia conoscenza le affrontano con diffidenza e gentilezza (Manuela), ingenuità e gentilezza (Olympe) o arroganza e crudeltà (il resto del mondo).” “Io devo dormire come un ciocco almeno otto ore per poter cogliere il mondo con lucidità” “Giorno dopo giorno percorriamo la nostra vita come si percorre un corridoio … E poi, pioggia d’estate. Sapete che cos’è una pioggia d’estate? All’inizio la bellezza pura che irrompe nel cielo, quel timore rispettoso che si impadronisce del cuore, sentirsi così irrisori al centro del sublime, così fragili e così ricolmi della maestà delle cose, sbalorditi, ghermiti, rapiti dalla magnificenza del mondo. Dopo, percorrere un corridoio e d’improvviso penetrare in una stanza piena di luce. Un’altra dimensione, certezze appena nate. Il corpo non è più un involucro, la mente abita le nuvole, sua è la potenza dell’acqua, si annunciano giorni felici, in una nuova nascita … certe piogge d’estate si radicano in noi come un nuovo cuore che batte all’unisono con l’altro”

  410. anna Says:

    Questa sera ero indecisa tra guardare “Mi ricordo Anna Frank” o continuare a leggere L’eleganza del riccio. Ho pensato “niente lacrime, meglio il libro” … “arrivederci” dice Paloma accozzando il suo primo sorriso, un misero sorrisetto fuori allenamento che mi spezza il cuore”. “La lezione che avrebbe dovuto trarre dalle sue letture medievali è che la verità ama soprattutto la semplicità della verità”. “Guardando lo stelo e il bocciolo cadere, ho intuito in un millesimo di secondo l’essenza della Bellezza … E’ l’effimera configurazione delle cose nel momento in cui ne vedi insieme la bellezza e la morte… è così che dobbiamo vivere? Sempre in equilibrio tra la bellezza e la morte, tra il movimento e la sua scomparsa. Forse essere vivi è proprio questo: andare alla ricerca degli istanti che muoiono”. “e mi rendo conto che ho detto tutto, ho raccontato tutto… piango copiose, calde, lunghe e benefiche lacrime convulse, confusa ma incomprensibilmente felice per la trasformazione dello sguardo triste e severo di Paloma in un pozzo di affetto che accoglie i miei singhiozzi… forse vivere è questo”. “ci sono dei bei fiorellini bianchi e rossi… e un giorno le ho chiesto che cos’erano, ma non sono riuscito a memorizzare il nome… quando stavo parecchio male, pensavo ai fiori e mi faceva bene… praticamente mi hanno salvato la vita… una camelia può cambiare il destino”. “Lev salta giù dalla poltrona e viene a strusciarsi alla mia gamba. Questo gatto… è anche un’anima generosa che sente le oscillazioni del mio cuore.” “Perchè mai andiamo a cercare l’eternità nell’empireo di essenze invisibili? Questa piccola cosa biancastra ne è una briciola ben tangibile”. “Prima di morire quello che dobbiamo vivere è una pioggia battente che si trasforma in luce”. “….” “Quando qualcuno a cui vuoi bene muore, allora posso dire che capisci cosa significa, ed è una cosa che fa molto male. E’ come un fuoco d’artificio che si spegne di colpo e tutto diventa nero. Mi sento sola, malata, ho la nausea e ogni movimento mi costa uno sforzo immane”. “E’ come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai … D’ora in poi, per te, andrò alla ricerca dei sempre nei mai. La bellezza, qui, in questo mondo”

  411. Andrea Says:

    scusa md, faccio un po’ il prof (deformazione professionale) e ti segnalo un refuso: la citazione di Dante che hai messo in alto a destra (“fatti non foste…”) è dal XXVI canto dell’Inferno e non dal XVI.

  412. md Says:

    sì sì è vero, certo che è il XXVI, provvedo subito a correggere! grazie

  413. anna Says:

    @@ “Non uscire da te stesso perchè la verità abita nell’uomo interiore; e se troverai la sua natura mutevole, trascendi anche te stesso; però nel trascendere te stesso, trascendi un’anima razionale; tale superamento devi perciò tentarlo là donde viene ogni luce di ragione; dove giunge ogni buon ragionatore, se non alla verità? La verità non ritrova se stessa col ragionamento, perchè essa è ciò che ragionando si cerca; osserva qui un’armonia superiore ad ogni altra; confessa di non essere tu ciò che è la verità poichè essa non cerca se stessa; tu invece, cercandola, sei giunto a lei per unirti a lei come uomo interiore” Agostino @@ ” Tu sai com’è questo: se guardo la luna di cristallo, il ramo rosso del lento autunno alla mia finestra, se tocco vicino al fuoco l’impalpabile cenere o il rugoso corpo della legna, tutto mi conduce a te; come se ciò che esiste, aromi, luce, metalli, fossero piccole navi che vanno verso le tue isole che m’attendono” P. Neruda

  414. md Says:

    @anna
    che belli quei versi di Neruda!
    E sull’interiorità di Agostino ci sarebbe molta materia di riflessione…

  415. anna Says:

    Sì, sabato scorso ho dato un’occhiata ai post che hai scritto nelle scorse settimane; li leggerò con calma. Per ora ho letto l’ultima lezione spinozista (stupenda!) e mi è venuto in mente Agostino. @@ di Neruda mi piace molto anche La lettera lungo la strada “… Vado a lottare in ogni strada, dietro ogni pietra. Anche il tuo amore m’aiuta: è un fiore chiuso che ogni volta mi empie del suo aroma e che s’apre d’improvviso dentro di me come una grande stella. … Forse arriverà un giorno in cui un uomo e una donna, uguali a noi, toccheranno questo amore, e ancora avrà forza per bruciare le mani che lo toccheranno. Chi fummo? Che importa? Toccheranno questo fuoco, e il fuoco, dolce mia, dirà il tuo semplice nome e il mio, il nome che tu sola sapesti, perchè tu sola sulla terra sai chi sono, e perchè nessuno mi conobbe come una, come una sola delle tue mani, perchè nessuno seppe come, nè quando, il mio cuore stette ardendo: solamente i tuoi grandi occhi … e in mezzo alla vita sarò sempre vicino all’amico, di fronte al nemico, col tuo nome sulle labbra, e un bacio che giammai s’allontanò dalla tua bocca”.

  416. anna Says:

    Ho letto l’aforisma 28. Mi ricorda “Io e Dewey”, una storia per “gattofili”: “la direttrice della biblioteca di Spencer, nell’Iowa, trova un gattino mezzo congelato nella cassetta di restituzione dei libri… Per 19 anni sarà l’inquilino più apprezzato, coccolato e amato della biblioteca, riuscendo a compiere un autentico piccolo miracolo: rendere migliori le persone”. … “Intendiamoci, non sono una donna sentimentale, tutt’altro, sono una madre single e una ragazza di campagna che ha dovuto superare momenti parecchio difficili in vita sua, ma quello fu così, così … inatteso”. … “Questa è la vita. Tutti noi finiamo tra le lame di un trattore di tanto in tanto e tutti ne riportiamo i segni, che siano tagli profondi o un lieve graffio. La cosa più importante è avere qualcuno che ci raccolga, che ci stringa forte e che ci dica che tutto va bene. Per anni sono stata convinta di aver giocato questo ruolo con Dewey, pensavo che fosse quella la storia che avevo da raccontare. E in effetti quando Dewey ne ha avuto bisogno io ci sono stata, l’ho stretto fra le mie braccia e mi sono assicurata che tutto andasse bene. Ma questo è solamente un frammento della realtà. La pura verità è che per tutti quegli anni, nei giorni duri, nei giorni buoni e in tutti quelli dimenticati nelle pagine del libro della vita, è stato Dewey a tenermi fra le braccia, e lo fa ancora. Quindi grazie, Dewey. Grazie, ovunque tu sia”. A proposito di animali, mi è venuto in mente un articolo (La Repubblica del 10 maggio) su “L’anima degli animali” di Umberto Eco: “La posizione di Descartes conseguiva e dal suo meccanicismo e dal suo dualismo. Un corpo animale è una macchina, pura res extensa e non res cogitans. Gli animali avvertono gioia, timore o dolore, ma in modo non riflessivo, e cioè senza essere capaci di comprendere questa passione in modo razionale. Nasce dalla posizione cartesiana una polemica che si sarebbe protratta a lungo … Si trattava di riconoscere un linguaggio agli animali, di riconoscere loro anche un’anima, o di contrastare un meccanicismo che avrebbe potuto trasformarsi in materialismo totale, sottraendo l’anima anche agli umani? Una posizione meccanicistica poteva evitare molti rovelli morali circa la crudeltà verso gli animali, dato che non si può parlare di crudeltà nei confronti di una macchina. In secondo luogo agiva una sorta di difesa nei confronti della cosidetta “superstizione pitagorica”, e cioè la questione della trasmigrazione delle anime. Se gli animali non hanno anima, non possono riceverne per trasmigrazione (bell’argomento, che però non esclude che trasmigrazione possa esservi tra esseri umani)”

  417. Valerio Says:

    Salve md!!! Ti ricordi di me??? Beh, quest’anno sono davvero sparito, è stato ed è tuttora un anno davvero difficile, ma devo dire che ho continuato a seguire il tuo stupendo blog…a filosofia suppongo di essere presentato con 10 all’esame ma devo proprio dire che nn mi interessa nulla…solo una cosa volevo condividere insieme a te e tutti coloro che leggeranno questo piccolo intervento………ma quanto può essere stupendo Nietzche?? Md per la prima volta ho trovato un filosofo che sente di dover rispondere alle mie stesse problematiche, e la cosa che mi ha sconvolto ancora di più è che molte delle sue risposte le avevo pensate io, molto alla lontana, prima ancora di studiarlo!!!
    Ora vado che sennò domani mattina chi si sveglia più?? Un saluto affettuosissimo md, a te ed ad Andre che è sempre stato gentilissimo…fammi in bocca al lupo per l’esame!! e se quest’estate passi a roma, se ci sono, avvertimi!!!

  418. md Says:

    caro Valerio, e come posso dimenticarti?
    è un vero piacere sentirti, e sentire a pelle questo tuo entusiasmo.
    Proprio in questi giorni sto preparando una “trilogia” un po’ amara sull’età dell’adolescenza (o meglio sulle categorie ad essa connesse), ma certo non potrò non tener conto dei (non pochi) giovanissimi che vado incontrando qua e là e che misteriosamente illuminano la cupa notte che stiamo attraversando.
    Nietzsche è certo il filosofo più terrestre, più paradossale e però più aperto alle possibilità (anche estreme) che la nostra epoca ci abbia consegnato.
    Sono felice per questo tuo felice incontro.
    Non so se quest’estate passerò da Roma (ci sono stato lo scorso marzo), ma se ti capita di passare da Milano non mancare di avvertirmi.
    Non sparire più per così tanto tempo e – da ultimo, ma innanzitutto – in bocca al lupo per l’esame!!!

  419. Andrea Says:

    Ciao Valerio, grazie del saluto che ricambio.
    Anche a me fa piacere il tuo entusiasmo per Nietzsche, è sicuramente segno che il “bernoccolo filosofico” non ti manca, come già prometteva la corrispondenza dell’anno scorso.
    Anch’io da ragazzo rimasi rapito al primo incontro con Nietzsche, e colpito dall’effetto adrenalinico che la sua lettura mi suscitava – e che tuttora a volte mi suscita.
    Accanto a Nietzsche ti inviterei a lasciarti conquistare anche da altri pensatori (sebbene forse non proprio come lui), magari dal fascino meno rapinoso, come Kant, più razionalmente “grigi” ma per questo più chiari e meno passibili di strumentalizzazione.
    In bocca al lupo per l’esame! Sono certo che avrai la soddisfazione che meriti.

  420. anna Says:

    @@ “Bisogna non esagerare stoltamente l’importanza d’una spiegazione unica, nè inclinare verso di essa, osservando anche ciò che non è ad essa conforme” Epicuro. @@ – Seneca teorizza la liberazione dell’anima dal carcere del corpo, ma la morte non è per lui una unione mistica con Dio, quanto invece “una naturale estensione del nostro pensiero nell’infinito”, un ritorno dell’anima al principio dell’essere da cui è venuta. Seneca nega, come Paolo, che esista una differenza tra l’uomo libero e lo schiavo; ma il legame comune non è l’unione mistica con il corpo di Cristo, bensì l’unione con il gran corpo universale della natura “che ci generò parenti, dandoci una stessa origine ed uno stesso fine”; ciò che rende lo schiavo pari al libero è la libertà dell’anima “che non si può mai dare in schiavitù”, perchè “tutto ciò che viene da essa è libero”- @@ “Quando la filosofia si dà di preferenza a dividere non riesco a venirne a capo e posso dire che essa talora mi ha nuociuto, turbando il mio naturale procedere; ma quando essa unisce, o piuttosto, quando esalta, assicura e converte in una intuizione calma e profonda la nostra impressione originaria di essere una cosa sola con la natura, essa mi torna gradita” Goethe – In questo spirito Goethe apprezza particolrmente la Critica del giudizio di Kant nella quale i prodotti dell’arte e quelli della natura si illuminano a vicenda; ma all’unità di spirito e natura non ci introduce la conoscenza, bensì il sentimento immediato … la poesia –

  421. md Says:

    @anna:
    sullo schiavo pari al libero: è comodo soprattutto per il libero pensare di essere pari allo schiavo in qualcosa come l’anima che, oltretutto, ha costruito per entrambi al fine di nascondere la nuda e cruda realtà, e cioè che lui è libero di costruire mentre lo schiavo ha solide catene ricoperte dei prelibati fiori dello spirito

    sul Goethe “ecumenico” e “sintetico” (piuttosto che analitico) non ho obiezioni, anzi, mi è del tutto congeniale… però non posso nemmeno prescindere dal “pòlemos”, elemento vitale e dialettico dell’attività filosofica…

  422. Francesco Says:

    @Valerio:
    il mio intervento è un po’ tardivo (ho visto il tuo commento solo oggi), ma quando ho letto che sei stato stregato da Nietzsche non ho potuto non andare indietro nel tempo e ricordare gli anni in cui i suoi libri mi accompagnavano praticamente in ogni momento, sempre pronti a illuminarmi con qualche aforisma o a sollecitare riflessioni sempre nuove.
    Ma c’è stato anche un altro pensatore, successivamente, che mi ha letteralmente affascinato e che mi permetto di segnalarti: Ortega Y Gasset. Raramente se ne sente parlare (mi sono sempre chiesto il perché), ma è un autore che secondo me vale assolutamente la pena di leggere, se non altro per le sue straordinarie metafore, capaci di catturarti e trasportarti sulla scena, come in una rappresentazione in 3D.
    Allora in bocca al lupo per i tuoi studi e a presto..

  423. Valerio Says:

    Md, Andrea, Francesco……ho preso 100!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Woooooooooooooooow!!!!! Sono davvero felicissimo…mi ha detto la prof che la commissione nn ha esitato nemmeno un istante a mettermi 100!!!!
    P.S. FRANCESCO MA LO SAI CHE LA TESINA L’HO FATTA SUL 3D, la storia, le tecnologie e le applicazioni!!!!
    Un grandissimo saluto a tutti…

  424. md Says:

    @Valerio: bravo! complimenti!
    adesso però avrai un po’ più di tempo per intervenire sulla Botte, eh eh…
    anche se immagino che, più che alla rete, ti dedicherai a delle meritate e (spero lunghe) vacanze!
    a presto

  425. Francesco Says:

    @Valerio:
    bravissimo! Sono proprio contento. Il 3D (quello vero) per altro è stato da sempre una mia grande passione, sin da quando da piccolo mi dilettavo a guardare le diapositive del View Master..
    Allora buone vacanze e a presto..

  426. Valerio Says:

    md stavo vedendo nell’area dedicata ai film…avatar 10 con lode…posso dirti che 6 un grandissimo? Quel film l’ho visto 3 volte al cinema e credo proprio che ci sia veramente tutto! Bellissima la storia d’amore, la natura reinventata, l’incredibile legame tra la popolazione e la natura stessa, le musiche, il senso di fratellanza ed unione tra le differenti tribù…uno spettacolo che uest’anno mi ha permesso di evadere dalla vita di tutti i giorni…una finestra aperta su qualcosa di totalmente nuovo ed unico…spettacolare, voto anche io il 10 con lode…

  427. maria pia lippolis Says:

    riprendendo il filo di mamma afrika, io l’ho sognata nell’istante stesso in cui è morta. Le dicevo che per me loro sono il popolo eletto e le chiedevo come facesse a cantare così. Allora lei mi ha detto : è facile dammi la mano e canta con me. Da quel giorno un ritornello……….inconscio collettivo….riemerge affoga affonda si tuffa e rinasce nel mio canto

  428. maria pia lippolis Says:

    perchè corpo e anima sono la stessa cosa, io non ho un corpo e poi un’anima ma l’uno mi permette di essre vivere sentire il mio cuore che batte, banzare se la terra vibra sotto i miei piedi, respirare il silenzio, annusare aletheia cioè frammenti di profumi e di verità, sentire il cielo lo specchio di questa terra, sentirmi un macrocosmo nel microcosmo, sentirmi necessaria qui e ora poichè il caso non esiste ed è solo la necessità degli eventi………nati non foste per viver come bruti ma per inseguir virtute e conoscenza……ma senza le virtù nulla io sono e la democrazia ovvero l’etica della democrazia degenera in demagogia……Tutto ciò era stato previsto da Aristotele….. ma ancor prima da Socrate….e…in seguito da cicerone a Roma ….vedi la congiura di catilina su you tube e tutto quanto libera sophia nel senso più alto del termine perchè l’amore per la sapienza non è contrario alla sapienza dell’Amore ……piochè quest’ultima è la Sapienza di ogni Sapienza. Vi consiglio la lettura di A.Ligtman Einstein dream’s, il mondo come io lo vedo di Einstein e dello stesso genio un mondo senza tempo. ….che per quel che mi riguarda……. ebreo emigrato in America col grande senso di colpa per aver svelato agli americani il segreto della bomba nucleare, a causa della competizione tra vecchia URSS e USA, entrata solo per ultima nel conflitto mondiale,,,,,,,,,,,,,nel mondo come io lo vedo lui scrive un enciclica del 1933……e il senso del giudaismo per lui…. poichè…….fede e scienza non sono mai state il lotta. Se avete pazienza…..pubblicherò i temi dei miei allievi di classe 5^ elementare della scuola primaria di Sondrio…..tema di FILOSOFIA DELLA STORIA. MI CHIEDO per questo come mai LA FILOSOFIA non debba essere introdotta in tutte le scuole dal momento che i bambini ma soprattutto le donne speciali contengono già in se il linguaggio e ci danno le risposte. Noi siamo semplici traduttori del sapere. Ed è solo così che il sapere può essere librato……come le ali di una farfalle verdi e fucsia……come i colori delle mie tende verdi e fucsia con una splendida farfalla, guada caso degli stessi colori, un affresco dipinto sul muro a macchie blu con onde ed eclissi, un cavallo alato sognato la notte precedente che scende, e dalla sua testa medusa si trasforma in una meravigliosa sirena che soffia aria sul mondo e ispira i poeti di tutti i tempi, vivi e morti………Accanto una celebre frase di Shakespeare: siamo intessuti della stessa materia dei sogni……più in là…. le cinque righe del pentagramma……..accanto le note che volano libere nell’aria. Le cinque note del pentagramma……come i cinque livelli attraverso cui guardo e leggo il mondo……Saper leggere il libro del mondo con parole cangianti e nessuna scrittura…… come cantano ancora tutti gli amanti di De Andrè. Manca solo un pezzo da suonare e cantare: un ottico

  429. piergiorgiodestefani Says:

    “Se poi nessuno passerà di qui, o ci passa solo raramente, poco importa. Vorrà dire che la stanza diventerà un po’ polverosa e che qua e là si formeranno alcune ragnatele. Però è bene sapere che c’è e che la porta è sempre aperta…” A volte piccole maliconie esistenziali sono necessarie per sentirsi vivi. Malinconia intesa come gioire nella tristezza percepita. Là nelle stanze dell’anima dove qualche ragnatela si è formata quando nessun ospite è passato da un pò di tempo a questa parte.
    Ma la porta mai chiusa a chiave, mai serrata, segna il trionfo di chi non ama lo spazio per ciò che vi contiene ma per ciò che può contenere. E nella possibilità stà la sua gioia più grande.
    Piergiorgio De Stefani

  430. Andrea Says:

    @ Valerio
    Chiedo venia per il ritardo con cui ti faccio le congrutalazioni per il tuo 100.
    La maturità è la prima cosa che inizia a contare “socialmente”, e chi ben comincia…
    Nell’augurarti vacanze indimenticabili (per me è stata l’estate più lunga) sono curioso di sapere come sceglierai di proseguire gli studi: un 100 comporta anche la responsabilità di non poter smettere di studiare e di avere un destino da intellettuale, comunque si voglia intendere questa parola.

  431. anna Says:

    Leggendo gli ultimi articoli, mi sono venute in mente alcune poesie: “Un’intera nottata buttato vicino a un compagno … ho scritto lettere piene d’amore. – Non sono mai stato tanto attaccato alla vita” Ungaretti – Veglia. “Oscuramente forte è la vita” Quasimodo – Al padre. “…Quali tempi son questi, quando – discorrere d’alberi è quasi un delitto, … Ma come posso io mangiare e bere, quando – quel che mangio, a chi ha fame lo strappo, e – manca a chi ha sete il mio bicchiere d’acqua? Eppure mangio e bevo. Vorrei anche essere un saggio. Nei libri antichi è scritta la saggezza: lasciar le contese del mondo e il tempo breve – senza tèma trascorrere… Tutto questo io non posso: davvero, vivo in tempi bui! …Oh, noi – che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza, – noi non si potè essere gentili. – Ma voi, quando sarà venuta l’ora – che all’uomo un aiuto sia l’uomo” Bertold Brecht – A coloro che verranno. “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale – e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. – Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. – Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono – le coincidenze, le prenotazioni, – le trappole, gli scorni di chi crede – che la realtà sia quella che si vede. – Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio – non già perchè con quattr’occhi forse si vede di più. – Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due – le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, – erano le tue” Montale – Xenia II 5. “Hanno figli che saranno padri d’uomini – Hanno figli senza casa senza patria – Che reinventeranno le case – Che reinventeranno gli uomini – E la natura e la patria – Quella di tutti gli uomini – Quella di tutti i tempi” Paul Eluard – La morte l’amore la vita. “… solo il silenzio come un sudario si stenderà fra il cielo e la Terra per mille secoli almeno. Ma noi non ci saremo. E il vento d’estate che viene dal mare intonerà un canto fra mille rovine, fra le macerie delle città, fra case e palazzi che lento il tempo sgretolerà, fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo, ma noi non ci saremo. E dai boschi, dal mare ritorna la vita, e ancora la Terra sarà popolata. Fra notti e giorni il Sole farà le mille stagioni e ancora il mondo percorrerà gli spazi di sempre per mille secoli almeno. Ma noi non ci saremo” Francesco Guccini – “Nel ruscello c’è una canzone che fluisce” Reverdy. Grazie, Md!

  432. anna Says:

    Ieri ripensavo a “L’amaro calice”, a quei piedi e alla delicatezza di Montale “Tuo fratello morì giovane; tu eri – la bimba scarruffata che mi guarda – “in posa” nell’ovale di un ritratto. – Scrisse musiche inedite, inaudite, – oggi sepolte in un baule o andate – al macero. Forse le riinventa – qualcuno inconsapevole , se ciò ch’è scritto è scritto. – L’amavo senza averlo conosciuto. – Fuori di te nessuno lo ricordava. – Non ho fatto ricerche: ora è inutile. – Dopo di te sono rimasto il solo – per cui egli è esistito. Ma è possibile, – lo sai, amare un’ombra, ombre noi stessi”.

  433. anna Says:

    Leggendo “Lezioni di estetica dai Monti Nebrodi” mi è apparsa davanti agli occhi l’immagine scelta per “Il pieno transindividuale”: quei due tetraedri, la bellezza del loro “incastonarsi” nel creare un essere umano

  434. Letizia Says:

    La filosofia è la mia condanna ma è anche la mia felicità. Credo di non essere in grado di provare una passione così vigorosa per nient’altro, amo pensare perchè è l’unica cosa che mi fa sentire viva, anche facendomi star male. Apprezzo moltissimo i contenuti del blog, e grazie per avere ancora il coraggio di filosofare!

  435. md Says:

    @grazie a te Letizia!
    hai ragione, per filosofare occorre coraggio, anche perché non c’è nulla di più lontano da lenitivi e palliativi

  436. florario Says:

    ciao md sono una tua appassionata lettrice da bologna e spero che ci sarai al festival della filosofia.
    metto un cartello al collo col tuo nome così potrò farti i complimenti di persona!
    :>

  437. md Says:

    cara florario, purtroppo non ci sarò – grazie comunque per i complimenti e la passione!

  438. Fabrizio Brascugli Says:

    Uscirà ai primi di dicembre con tanto di ISBN. Ne conservo una copia per la tua biblioteca se poi ti andasse di fare un piccolo incontro con l’autore per me sarebbe un piacere venirti a trovare e conoscerti di persona per parlare di libri, scienza e filosofia.

    http://lealidellafarfalla.net/la-mano-di-rod/

    Un saluto
    Fabrizio

  439. md Says:

    Bene Fabrizio, con molto piacere!
    A presto

  440. Valerio Says:

    Sono in crisi mio caro md…a giurisprudenza il colore dominante è il grigio, e la voglia che ho di prepararmi a questi esami va sotto lo zero…diritto pubblico ti leva qualsiasi voglia di sognare, meno male che la mia sorellina è ancora al liceo e le posso dare una mano nella nobile disciplina…verso febbraio potrei fare una puntatina a milano…ti mando un abbraccio fortissimo mentre avverto una grandissima mancanza…un saluto anche ad andrea e francesco…

  441. md Says:

    Caro Valerio, mi spiace molto per il grigiore universitario nel quale sei incappato; non so se ciò dipenda dalla materia in sé (anche se il diritto dovrebbe avere in teoria parecchi risvolti filosofici ed umanistici), o da come viene insegnata nelle nostre università.
    So che ai tempi in cui io facevo filosofia guardavamo gli studenti di giurisprudenza dall’alto in basso, e loro noi con la puzza sotto il naso (era la borghesia bene di Milano che mandava i propri rampolli non solo alla Cattolica ma anche in Statale – anche se a dire il vero a Filosofia di rampolli perbenino ce n’erano in abbondanza… ma questo era il secolo scorso, e c’entra poco con il tuo attuale disagio).
    Che altro dirti? Resisti e dedicati alla filosofia tutte le volte che puoi!
    Non mancare di avvisarmi se e quando verrai a Milano, così combiniamo un incontro e ne parliamo vis-a-vis.
    A presto!!!

  442. Andrea Says:

    Grazie del saluto Valerio, che ricambio.
    Convengo con md che il diritto non è certamente privo di risvolti interessanti, e anche di una sua nobiltà, se non altro perché è solo con l’affermarsi del diritto che si può garantire un minimo di giustizia nella società. Quindi i motivi per appassionarti al diritto non dovrebbero mancarti, e forse proprio al diritto pubblico, che regola le norme della res publica, più che altre branche di esso.
    Ma magari è solo un momento, passeggero, di sconforto e di nostalgia: l’università è dura, anche il mio consiglio è quello di non arrendersi alla prima difficoltà, stringere i denti e resistere, è proprio all’inizio che è più difficile.
    Se invece credevi di possedere il sacro fuoco della filosofia – e solo della filosofia – ovvero una passione smodata in modo incomparabile solo e soltanto per la filosofia ripeto, bè allora a mio avviso avresti dovuto assecondare questo tuo profondo ed esclusivo interesse anche negli studi universitari.
    Almeno questo è il consiglio che do ai miei alunni.
    In bocca al lupo qualunque sia la tua scelta, l’importante è impegnarsi sempre e cercare di dare il meglio di sé.

  443. Valerio Says:

    md 30 e lode a diritto pubblico!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Wooooooooooooooooow!!!!!!! Troppo troppo contento!!!! Il primo esame!!!!

  444. md Says:

    bravo Valerio!!!!

  445. Profeta Says:

    LA STRUTTURA CONCRETA DELL’INFINITO. Negare la “storia dell’uomo”, oltrepassando il pensiero di Severino.
    Autore: Marco Pellegrino
    Editore: youcanprint
    Di prossima pubblicazione

  446. md Says:

    Molto bene caro Profeta, non appena verrà pubblicato non mancare di informarci!

  447. Profeta Says:

    Certo Mario, l’ho finito di scrivere pochi mesi fa, e dovrebbe uscire tra poche settimane. Ti lascio la quarta di copertina e l’Indice del libro:

    Quarta di copertina:

    La struttura concreta dell’infinito non è in alcun modo qualcosa che non si possa esperire; anzi, è il senso stesso dell’esperienza di tutto ciò da cui è formato ogni istante della nostra vita: è l’affermazione innegabile di tutto ciò la cui esistenza è immediatamente posta.
    Il linguaggio di quest’opera intende pertanto testimoniare che ogni parola, ogni segno – ogni parte – designa lo stesso significato – cioè la totalità -, altrimenti il segno denoterebbe significati che sono a loro volta dei segni, e così via in indefinitum, giacché nessun significato sarebbe posto, e pertanto non sarebbe posto nemmeno alcun segno, cioè non esisterebbe nulla – appunto perché il segno è tale rispetto al significato.
    Che la struttura dell’infinito sia la nostra esperienza originaria, e che il linguaggio si rivolga ad un unico significare, vuol dire che “tutto ciò che esiste è eterno proprio nel modo irripetibile e limitato in cui dal primo avvenimento si è in attesa dell’ultimo, il quale, non essendo soltanto un atteso, ma anche un presente, è destinato ad accadere col sopraggiungere della fine di quell’attesa”.

    INDICE

    Introduzione

    Indicazioni preliminari sul rapporto tra il linguaggio di quest’opera e il linguaggio di Severino

    I. L’identità semantica tra i termini “essente”, “esistere” e “apparire”

    Il “significare” è l'”essere”
    Il segno è oltrepassato da ciò di cui esso è il segno
    Corollario: il differire tra le differenze è identico al differire tra l’identità e le sue differenze
    Nota
    Passaggio
    Identità semantica tra “essente” ed “esistere”. Differenza tra tale identità e il “certo essente”
    Ancora sulla medesimezza tra “essente” (“qualcosa”) ed “esistere”
    Risolvimento di un’obiezione
    Totalità dell’identità di “esistere” e “qualcosa”
    Passaggio
    Contraddizione della distinzione semantica tra “esser sé” e “non esser altro”
    Essere uguale a sé, non essere il nulla
    Passaggio: essere significa apparire
    Contraddizione di un’ipotesi
    Replica e soluzione
    Nota 1ª
    Nota 2ª
    Ripresa: indistinzione veritativa tra “logico” e “fenomenologico”
    L’apparire include se stesso come incompiuto
    Ancora sul senso dell’apparire. Corollario: l’autocoscienza come coscienza totale della coscienza finita
    Passaggio
    Rapporti di coincidenza e di inclusione tra essenti
    Noesi e dianoesi
    La proposizione: proposizioni analitiche, sintetiche a posteriori, sintetiche a priori

    II. Il fondamento concretamente immediato del manifestarsi della totalità eterna delle parti

    Essere, nulla, non apparire
    L’essere non è il nulla: il nulla come negato e come affermato
    Nota 1a
    Nota 2a
    Corollario: la totalità come oltrepassamento compiuto della parte
    Ripresa: il non apparire come parte contraddicentesi
    Io sono tutto ciò che vedo
    Le parti, in quanto tali, non sono un numero infinito di parti
    Passaggio: tutto ciò che esiste non proviene dal nulla
    L’autofondazione della totalità
    Contraddittorietà della provvisorietà (spuria) dell’essente
    Immediatezza della totalità eterna e mediazione delle sue parti
    Nota
    L’impossibilità che la parte appaia in assenza dell’apparire del Tutto
    Corollario: l’eternità è propria di ogni singolo essente variante
    Necessità e libertà dell’essente, al di fuori delle loro implementazioni nichilistiche
    Passaggio: la variazione della totalità
    Identità semantica tra “tempo” (“luogo”) e “parte” (“differenza”). Muoversi rispetto al trascendentale infinito
    Interpretare l’essente

    III. Divenire: aggiungersi e togliersi rispetto all’eternità del cangiante

    La concreta “differenza ontologica” come differenza tra le parti
    Il distinguersi è l’incominciare e cessare degli essenti
    Permanenza onnipresente dell’infinito
    Accadere e non accadere dello stesso essente
    Il fluire del Tutto concreto
    L’apparire dell’eterno: l’eternità di ciò che è destinato a passare
    Necessità del divenire altro, al di fuori della sua contraddittorietà
    Il divenire altro dell’eterno non implica la nullità di ciò che diviene altro
    Stare insieme e distinguersi
    L’identità concreta
    Accogliere il cangiante
    La classe degli essenti, al di là delle teorie di Russell e Severino

    IV. Il primo e l’ultimo evento della struttura concreta: contraddittorietà dell’ampliamento all’infinito delle differenze

    Oltrepassamento già da sempre attuato del tempo e necessità del primo e dell’ultimo sopraggiungente eterno
    Quantificare la struttura infinita
    Necessità dei tempi e necessità che essi siano il differire dell’uguaglianza totale
    L’infinito e il suo compito finito
    L’originario come identico all’Io infinito
    Oltrepassare temporalmente il finito
    Infinità dello sfondo e impossibilità che ogni incominciante sia oltrepassato da altri incomincianti
    Inattuabilità di un cammino che si allunghi all’infinito
    Il “trascendente” infinito è il “trascendentale”, la cui processualità interna è un insieme finito di contenuti
    L’incominciare a spettare necessariamente allo sfondo della struttura infinita è, in quanto tale, un’impossibilità
    Modo contraddittorio e modo necessario di oltrepassare temporalmente il tempo
    Nota prospettica
    L’ultimo “poi” e l’infinito

    V. La molteplicità finita degli essenti come già da sempre inclusa nella struttura infinita che ogni essente è

    Gli “altri” sono le differenze di un unico io
    Il trascendentale infinito come necessità che “la costellazione infinita dei cerchi finiti” sia un che di contraddittorio
    Lo sfondo è l’oltrepassamento eterno dell’ “altro”: il non apparire di un essente è sempre parziale
    Includere l’altro
    Essenti cangianti che oltrepassano altri cangianti: non ogni evento è un futuro, e non tutti gli eventi sono un passato
    Non può esistere qualcosa che preceda l’atto iniziale col quale l’eterno si staglia nel fluire finito delle differenze
    La contraddizione: come eternamente avvolta dall’immutabile verità dell’essente, e come oltrepassamento diveniente di se stessa
    Ogni essente (“ognuno di noi”) è vita infinita che esperisce già da sempre ciò che appartiene alla morte in cui consiste il finito
    In ogni essente è destinato a manifestarsi il riunirsi finito degli essenti, e ogni essente è destinato a svelarsi in ognuno degli essenti di un riunirsi siffatto. Negazione di un progetto denotante un convegno che, all’infinito, mostra la relazione tra le differenze
    L’infinità della struttura concreta è la negazione che la totalità eterna consista in qualcosa di addizionale rispetto agli essenti il cui aggiungersi e togliersi è necessariamente posto
    L’autentica matematica: i numeri, nella verità della struttura concreta dell’infinito
    Sincronia del legame tra gli essenti e diacronia del loro distinguersi
    L’identità del molteplice in relazione alla necessità che il passato e il futuro degli essenti non siano una variazione annientante, ma lascino intatto il modo in cui la totalità eternamente si sviluppa
    Differire e non differire del cerchio infinito della totalità

    VI. Linguaggio veritativo e linguaggio interpretante

    Oltrepassare gli artifici ingenui delle interpretazioni del linguaggio
    Il linguaggio come decisione pratica: il linguaggio di quest’opera e gli altri linguaggi
    Persintassi e iposintassi dell’essente: il linguaggio veritativo e i suoi limiti interni
    La struttura dell’innegabile è l’eterno strutturarsi di ogni singolo essente
    Illudersi che l’essere non sia l’eterno: cultura tradizionale e filosofia contemporanea
    Nota

    VII. Non accorgersi di essere l’infinito e primo modo esplicito di designare la totalità inautentica: da Talete alla filosofia eleatica

    1. L’eccedenza dell’acqua in Talete
    Note (con riferimenti bio-bibliografici)

    2. L’infinito (ápeiron) inautentico di Anassimandro
    Note (con riferimenti bio-bibliografici)

    3. Anassimene e il principio dell’aria
    Note (con riferimenti bio-bibliografici)

    4. Eraclito: l’incessante trasformazione degli opposti
    Note (con riferimenti bio-bibliografici)

    5. Il numero pitagorico
    Note (con riferimenti bio-bibliografici)

    6. Parmenide: il tentativo mancato di indicare l’autentico senso dell’eterno
    Note (con riferimenti bio-bibliografici)

    7. I “paradossi” di Zenone e la loro soluzione veritativa
    Note (con riferimenti bio-bibliografici)

    8. L’essere infinito e Melisso
    Note (con riferimenti bio-bibliografici)

    VIII. Esposizione sintetica del discorso filosofico di Severino

    Avvertenza
    Originarietà eterna dell’essente
    Il tempo come svolgimento dell’eterno
    Contraddizione della verità e contraddizione dell’errore
    Al di là della morte e dell’illusione: coscienza inesauribile del Tutto
    Il nichilismo dell’Occidente: filosofia, politica, tecnica

    IX. Ciò che effettivamente si manifesta è l’infinito, la cui finitezza è il contraddirsi del dolore

    La forma della verità come concretezza totale
    Essere la verità e illudersi di non esserlo
    Il contraddirsi autentico e l’impossibilità della “contraddizione C”
    Ancora sulla manifestazione dell’infinito e sulla volontà errante di essere soltanto il finito
    Soluzione di un’aporia
    Il non esser la totalità è identico al non accorgersi di esserlo
    Nascondersi, restando eternamente all’interno della luce concreta della struttura infinita
    Tutto l’essente è l’infinito, l’infinito è tutto l’essente
    L’iposintassi in quanto tale è la terra in quanto terra: l’inesauribile non può includere un processo senza fine, e cioè non può includere un numero infinito di problemi
    La persintassi è identica all’apparire infinito della totalità concreta degli essenti, che non è né isolato né distinto dall’iposintassi; e in quanto se ne distingue, esso è lo stesso contenuto iposintattico
    Il sonno e la veglia
    Soffrire è contraddirsi, all’interno della felicità del superamento concreto del dolore
    Delucidazioni, domande, rinvio

    Nota bibliografica

  448. Pandi Says:

    Sono entrata per casualità… mi piace , è interessante.
    Pandi

  449. md Says:

    @Pandi
    grazie e benvenuta!

  450. Chassidy Says:

    Hi there excellent blog! Does running a blog like
    this take a massive amount work? I’ve no expertise in computer programming but I had been hoping to start my own blog soon. Anyhow, should you have any recommendations or techniques for new blog owners please share. I understand this is off subject however I just had to ask. Cheers!

  451. www.nbs.go.tz Says:

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  452. md Says:

    https://twitter.com/BottediDiogene

  453. icalamari Says:

    Mi scuso davvero, ma mi piace il tuo blog e non ho potuto fare a meno di passargli il testimone di un insulso giochetto a cui mi è capitato di partecipare. Si chiama Liebster Award, ma tu non farlo…
    Francesca

  454. md Says:

    In effetti non l’ho fatto né intendo farlo… 🙂

  455. md Says:

    Ok icalamari,ho visto ora sul tuo blog, grazie per la “nomination”!

  456. icalamari Says:

    Prego…!

  457. hermmk Says:

    Il discorso delle ragnatele…

    In un suo libro Manlio Sgalambro irride un po’ nonmiricordochi per la sua irritazione verso Spinoza, che affermava di divertirsi a guardare le mosche cader preda dei ragni.

    Ah, Sgalambro nei momenti in cui prova ad abnegare la propria anima. Ma ci riesce per poco.

    Se uno legge La Morte del Sole, si accorge che il vero titolo è La Morte della (Mia) Anima.

    Ma se uno si accorge che la sua anima è morta, non può essere, ancora, morta tutta.

    E dire che se il grande amore da Sorrisi di una notte di mezza estate non fosse finito come tutti devono finire, 4 anni fa, io di tutte queste cose non ne avrei, forse, mai scorta nessuna.

    Il dating online , attraverso le centinaia di esperienze, ti fa conoscere gli esseri umani.
    A quel punto, se non sei uno di loro, come dire, ti confondi un poco…

    Loro hanno l’auto-inganno, attivo perfino nei sogni (anche se meno).
    Tu non ce l’hai.

    Come farai a vivere, d’ora in poi?

    Io so solo che voglio farlo.

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