I FILOSOFI E LA GUERRA

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Vedi allegato: COSMOLOGIE DELLA GUERRA

Filosofia e antimilitarismo sono sempre stati un mio pallino. Nello scritto qui allegato ho tentato di dare qualche suggestione in proposito. Ma su questo argomento, un vero e proprio rimosso della cultura occidentale, è nata da qualche anno una rivista piuttosto interessante: Conflittiglobali, edizioni Shake. Per ulteriori informazioni: http://www.shake.it/confl1.html

2 Risposte to “I FILOSOFI E LA GUERRA”

  1. mario Says:

    Ho letto il suo “cosmologie della guerra”. Personalmente preferisco stare con i piedi per terra. Le regole. Nel contesto della formazione di gruppi di uomini,si è sempre assistito alla necessità di stabilire delle regole per un sano vivere civile.
    Se tutti rispettassero queste regole la parola guerra non esisterebbe. Può esserci la parola competizione in quanto essa esprime non un rivaleggiare,ma un confrontarsi,un modo diverso di imparare,un moto dell’animo che risveglia le intelligenze. La giustizia è lo strumento che permette agli uomini di frenare gli impulsi che portano a superare queste regole nel rispetto della libertà reciproca.
    Un esempio potrebbe essere quello che un tempo le amministrazioni comunali mettevano in atto per disciplinare i commerci nel comune stesso.
    Vi era la regola del governo del territorio. Ogni singola attività aveva una precisa collocazione che riguardava la sua influenza nello spazio del territorio
    stesso. Fino a quando queste regole furono rispettate si ebbe un normale sviluppo commerciale e una normale concorrenza in ambito cittadino. Dopo
    venne il diluvio. Allargando l’orizzonte a quello che può essere una nazione
    il valore di queste regole è stato ulteriormente valorizzato. E evidente che solo uomini probi (veri eroi della virtù) capaci e esperti dei problemi sociali possono garantire l’ordinato sviluppo di una siffatta società. Dove sta quindi
    l’inghippo che sostituisce l’ordine alla guerra? L’incapacità voluta a non far rispettare le regole,nel nome di una sopraffazione dell’altro e quindi dell incapacità voluta dell’amministrazione della giustizia. Il fato quindi non c’entra
    nulla,è una stupida scusa per eludere le proprie responsabilità.

  2. Prima parola: guerra | La Botte di Diogene - blog filosofico Says:

    […] sulle cosmologie della guerra […]

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