FILOSOFIA CON I BAMBINI – 1

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Il progetto Philosophy for children, nato negli Stati Uniti negli anni settanta con gli esperimenti di Matthew Lipman, professore di Logica alla Columbia University, e consolidatosi poi in un “curricolo” con manuali e percorsi formativi vari, si va ormai diffondendo anche in Italia.
Convegni, studi, pubblicazioni si susseguono da alcuni anni; l’editoria per ragazzi si è fatta più attenta sull’argomento e in alcuni casi ha pubblicato libri interessanti; si moltiplicano nelle scuole gli esperimenti didattici.

Ho la fortuna di condurre uno di questi presso la Scuola elementare Manzoni di Rescalda, con due classi di bambini di quinta.
Nulla di formale o di preordinato: l’occasione (o il pretesto) è stato generato dalla curiosità espressa dai bambini a proposito del termine “filosofia”, tenuto conto che poco o nulla c’è sui libri che parlano dell’antica Grecia per quell’età. E allora, perché non chiedere a qualcuno che ha studiato filosofia e che, soprattutto, ne è appassionato?
Doveva trattarsi di un intervento estemporaneo, e invece sta ormai diventando un appuntamento quindicinale: in una delle due classi è stato addirittura inaugurato il “quaderno di filosofia”.

Il termine philosophy for children, però, non mi pare adeguato: preferisco parlare di filosofia con i bambini. Prima di stabilire un qualsiasi “curricolo” imposto dall’alto (secondo il modello americano) trovo sia importante la fase sperimentale che muova dal basso: diventa quindi necessario ripartire ogni volta dai bambini, dalle loro risposte e reazioni, ed aggiustare eventualmente il tiro.

Di grande aiuto sono stati alcuni racconti e collane pubblicati di recente (di cui fornirò via via le indicazioni bibliografiche).
Meravigliose le insegnanti con cui sto collaborando, tanto quanto i loro alunni.
Con questo post inauguro una sezione del blog dedicata alla raccolta dei materiali prodotti durante gli incontri. Non si tratta di materiali organici e, soprattutto, i “verbali” degli incontri danno solo una vaga idea della ricchezza e dei picchi di intensità dialogica che a volte vengono raggiunti: in questo la filosofia si conferma per quel che è fin dalla sua origine, figlia della meraviglia e riflessione orale comune, impossibile da imbrigliare nelle prigioni del testo scritto. Proprio ieri mattina, ad esempio, è accaduto qualcosa del genere: ho provato a far emergere liberamente i discorsi, a ruota libera, limitandomi a dare la parola e a partecipare alla pari alla discussione, ed è venuto fuori di tutto. Sogni, desideri, utopie, morte, immortalità, Dio, male, violenza (persino la teodicea senza che venisse nominata), pena, perdono, e altro ancora. Ad un certo punto Nicole ha esclamato qualcosa tipo: “mi scoppia la testa”, ma non era vero visto che è andata avanti a disquisire imperterrita con gli altri per un’altra mezz’ora buona. E questo è solo un esempio di quel che sta accadendo.

Niente di organico, dunque, ma solo tracce ed esperimenti che ritengo giusto pubblicare e rendere disponibili a chi sia interessato e voglia a sua volta usarli.

Naturalmente i ragazzi sono stati avvisati e hanno dato il loro consenso, e in ogni caso la loro privacy verrà rigorosamente rispettata.

In allegato trovate i verbali relativi a tre incontri di una delle due classi:

cos’è-la-filosofia.pdf

primo-incontro-con-mario.pdf

secondo-incontro-con-mario.pdf

Siti utili:
http://www.swif.uniba.it/lei/scuola/children.htm
http://www.p4c.org.nz/

3 Risposte to “FILOSOFIA CON I BAMBINI – 1”

  1. ro_buk Says:

    Ho letto cos’è la filosofia.E’ sorprendente la discussione e giustissimo il “si!!” finale.Menti aperte pronte a recepire e ad elaborare.Ho quasi invidia.Ciao.

  2. md Says:

    Effettivamente anch’io sono molto sorpreso dalla capacità cognitiva dei ragazzi a quest’età: aveva ragione Epicuro, che diceva che non è mai troppo presto per cominciare ad occuparsi di filosofia – ma nemmeno troppo tardi!

  3. Laura Says:

    Molto bella questa iniziativa e speriamo che non rimanga soltanto un’esperimento isolato. I bambini e ragazzini di oggi sono sicuramente più abituati alla discussione e all’analisi più profonda delle cose. Si può notare già dal tipo di approccio che hanno con la scuola, sono molto piu stimolati a ragionare e a capire con il proprio cervello senza apprendere soltanto a memoria.
    Bene, il seme é stato gettato ……….. Ciao

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