ALATE TESTE D’ANGELO

“C’era freddo, lì da dove veniva l’Angelo. Le lacrime gelavano invece di scorrere, il
sudore si raddensava nei pori; così l’Angelo non sudava e non piangeva. Scrutava invece tutto quel che c’era intorno con il suo sguardo limpido e chiaro; coglieva con un’occhiata la struttura nascosta di ogni filo d’erba, di ogni formica, di ogni lucertola. E rimaneva solo, perché tanta chiarezza metteva in fuga tutte le viltà, sgomentava tutte le menzogne. Quelle menzogne e quelle viltà che sono il pane quotidiano di chiunque avrebbe potuto liberarlo dalla sua solitudine.
Un giorno l’angelo chiuse gli occhi davanti a un’eclisse, girò la testa quando apparve sul suo cammino un ittiosauro, non degnò d’attenzione le tempeste perfette che si addensavano all’orizzonte. Guardò invece dentro di sé e ci vide un gran vuoto. E pianse; e le lacrime ebbero un bel daffare per sbloccare i dotti induriti, ma infine ne vinsero le resistenze e gli scorsero a fiotti sulle gote. E ci fu tutt’a un tratto un gran caldo, frutto forse d’imbarazzo o di tensione; e l’Angelo si scoperse madido di sudore”.
(E. Bencivenga)

“Siamo finiti su una lastra di ghiaccio dove manca l’attrito e perciò le condizioni sono in certo senso ideali, ma appunto per questo non possiamo muoverci. Vogliamo comunicare; dunque abbiamo bisogno dell’attrito. Torniamo sul terreno scabro!”.
(L. Wittgenstein)

“Abbi la bontà di riflettere su questo problema: cosa farebbe il tuo bene, se non esistesse il male, e che aspetto avrebbe la terra, se ne sparissero le ombre? Sono gli oggetti e le persone che producono le ombre. Ecco l’ombra della mia spada. Ma ci sono anche ombre di alberi e di esseri viventi. Non vorrai per caso scorticare tutto il globo terrestre, estirpandone tutti gli alberi e tutto ciò che è vivo, per la tua fantasia di godere la luce nuda? Sei stupido.”
(M. Bulgakov)

“Purtroppo prima di morire, nessuno può capire che, come nel mondo dei morti un’anima senza corpo è motivo di vera felicità, tra i vivi la più grande felicità è un corpo senz’anima”.
(O. Pamuk)

4 Risposte to “ALATE TESTE D’ANGELO”

  1. Milena Says:

    Caro Mario, potresti dirmi i titoli da cui hai tratto questi stralci? soprattutto quello di Bencivenga?
    Una piccola osservazione sopra le righe: ce n’è per tutti i gusti.
    Questa mattina ho fatto una buona colazione: uova, caffé, pane burro e marmellata e ora mi sorseggio un té.
    Anche oggi, buona giornata.
    Mi.

  2. Tonio Says:

    Invece io preferisco le lettoni.
    Tonio

  3. Marinella Says:

    …e io le fiorentine, di sette etti e mezzo, almeno…
    Marinella

  4. md Says:

    Il testo di Bencivenga (da cui era tratto anche il brano intitolato “Perché” che ho pubblicato qualche settimana fa) è “La filosofia in quarantadue favole” edito da Mondadori nel 2007 (esiste una precedente versione in 32 favole).
    Bulgakov è dal Maestro e Margherita; Pamuk “Il mio nome è rosso”: Wittgenstein non me lo ricordo. Buona giornata acnhe a te.

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