CATALOGARE IL VIVENTE

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E’ una “naturale” tendenza della ragione umana quella di classificare, catalogare, incasellare tutte le cose, appiccicare loro un’etichetta, metterle in ordine. Oltre alla valenza conoscitiva generale, funzionale anche alla “prassi” e alla tecnica, ciò ha un importante significato psicologico: se tutto quello che hanno intorno è noto e conosciuto, “in ordine” per l’appunto, gli umani si sentono meno minacciati, più sicuri. E poi vi sarebbe in loro una sorta di Begierde, di brama incontenibile di conoscere, come la definiva Hegel, senza la quale la loro pretesa di controllare e dominare il pianeta sarebbe piccola cosa.

Ricordo che da bambino, un’estate, ero stato preso da tale mania classificatoria: mi ero così munito di penna e blocco notes e avevo cominciato a segnare le caratteristiche di ogni vegetale presente nel mio giardino di casa, elencandone le caratteristiche e riproducendolo con degli schizzi. Intendevo poi allargare il territorio di ricerca ai campi e ai boschi vicini per poi passare anche al mondo animale. Naturalmente mi fermai quasi subito: l’impresa era immane.

Una bella notizia, a proposito di catalogazione del vivente, viene da San Diego, in California: sarà infatti collocato lì il potentissimo computer che conterrà la gigantesca Encyclopedia of Life, una enciclopedia on-line costruita sul modello di Wikipedia che conterrà testi, foto, video, tutte le informazioni disponibili riguardanti tutte le specie viventi conosciute. I numeri sono impressionanti: 1.800.000 le specie note, ma molte di più (le stime oscillano dai 3 ai 15 milioni) quelle effettivamente esistenti sul nostro pianeta. E’ stato poi calcolato che se tale compilazione dovesse avvenire su carta occorrerebbero circa 300 milioni di pagine! Si valuta infine in 10 anni il tempo necessario per portare a termine la prima parte del lavoro.

Oltre all’aspetto faraonico dell’impresa, vi è però un aspetto etico da non sottovalutare: il direttore del progetto, James Edwards, ha infatti auspicato che l’opera serva anche a sensibilizzare e rendere tutti partecipi del dramma che molte specie stanno vivendo a causa dei cambiamenti climatici e dell’impatto antropico (si calcola che ogni anno scompaiono 40.000 specie viventi!). E’ il lato etico della conoscenza, da non sottovalutare mai. L’essere è bello, ricco, vario, molteplice, conoscerlo ci dà gioia e soddisfazione (oltre a una strana sensazione di ebbra potenza), ci serve per vivere, ma di tutto ciò noi siamo e dobbiamo essere responsabili. Oltre che dell’essere e delle altre specie, ne va di noi e della nostra sopravvivenza sul pianeta.

Il sito esiste già, in veste dimostrativa, alla pagina http://www.eol.org/

(Fotografia pubblicata su Flickr da MirkoA)

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2 Risposte to “CATALOGARE IL VIVENTE”

  1. mile Says:

    Quella farfalla con due paia d’occhi
    spalancati sulle ali
    pare un mio caro amico con gli occhiali.

    milena r.

  2. Apologetica vegetale « La Botte di Diogene – blog filosofico Says:

    […] svariati milioni di specie, che non abbiamo ancora avuto il tempo o la fortuna o il privilegio di classificare. Il fatto poi che si ricerchino significati, o che si attribuiscano a vanvera insignificanze, non […]

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