IL SOGNO DI MATTEO

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C’era una volta Leo Lionni, uno dei più grandi illustratori contemporanei… La casa editrice Babalibri, che Dio la benedica, ne sta ripubblicando gli albi. L’ultimo, Il sogno di Matteo, è un piccolo gioiello, come tutti gli altri del resto. Lionni lo ha scritto e illustrato nel 1991. Con la semplicità del tratto e del testo che lo contraddistinguono, riesce qui a costruire una storia di livello altissimo in cui si intrecciano il tema della povertà, del riscatto sociale, del rapporto tra arte e realtà, tra sogno e realtà, la trasfigurazione della mediocrità del reale in bellezza, l’importanza dello studio, ecc. Da non credere come abbia fatto a fare tutto ciò in poche pagine. Le tavole sono straordinarie! Il libro si presta anche per essere utilizzato come introduzione all’arte per bambini molto piccoli. Ma è godibilissimo da tutti, grandi e piccini, come si suol dire…

Qualche brano, giusto per dare l’idea:

“Nella penombra di una soffitta polverosa tappezzata di ragnatele, viveva una coppia di topi e il loro unico figlio Matteo. In un angolo, fra mucchi di vecchi giornali, pile di libri sfasciati, una lampada rotta e quella che una volta era stata una bambola, c’era il giaciglio di Matteo. I topi erano poverissimi e il piccolo Matteo era la loro unica speranza. Andava bene a scuola e chissà…”
La stessa stanza, qualche pagina dopo, farà dire a un Matteo appena risvegliatosi da un sogno bellissimo che si svolge all’interno di un quadro: “Come è brutto il mondo!”. “Ma ecco che, – continua Lionni – come per magia, tutto cominciò a cambiare: le forme si abbracciarono teneramente, i colori emersero dal disordine e acquistarono una nuova vivezza…”.

Indovinate un po’ che cosa corse a dire subito Matteo ai suoi genitori a proposito di quello che avrebbe fatto da grande!

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

31 pensieri riguardo “IL SOGNO DI MATTEO”

  1. continuerò a lavorarci su…
    (per cominciare)
    certo che fra il dire e il fare…
    com’è bello il mare?

    è arrivato un grillo sulla tastiera
    (questa sera)
    è verde chiaro
    con un punto rosso sulla schiena.

  2. … trovo che ‘artista’ sia una parola un po’ gonfia… e d’altronde leggendo il testo, sappiamo già che farà l’illustratore… nel senso che cercherà di mostrare come le cose possono cambiare… le forme si abbracciarsi teneramente, i colori emergere dal disordine e acquistare una nuova vivezza…
    come dice lo stesso autore…

  3. Ares
    Perdere?..e che si perde?..

    .. ma no e’ un topolino.. non puo’ pensare di fare l’illustratore.. prima pensa di fare il pittore, lo dice ai genitori.. poi il “sistema” lo porta a fare l’illustratore per qualche casa editrice.. per on morire di fame…
    md.. confermi?

  4. che poi, quello che quel topolino farà da grande, è un po’ in là da venire… dire una cosa, è una cosa, altra cosa è farla diventare realtà. che poi uno cerca una cosa e poi ne trova un’altra. cerchi le indie e trovi l’america… e lì, o ti accontenti o fai un giro un po’ più al largo… se ce la fai…
    piuttosto quel topolino ha delle scelte da fare: starsene nella soffitta con genitori e ragnatele, o salutarli e dirgli ciao: se sto qui non andrò mai da nessuna parte. potrebbe restarsene lì a sognare e di quando in quando levare un po’ di ragnatele… ma le ragnatele, non possono levarsele anche da soli, non ce la fanno? non possono chiamare un’impresa di pulizie? sono proprio così derelitti o sono proprio un po’ viziati a farsele levare da Matteo? povero Matteo, si trova in un bel dilemma…

  5. Ares
    Cappero e’ vero gli dice che va via di casa!.. porca merenda..
    ..
    Evidentemente lo davo per scontato.. ma non lo era cosi’ tanto
    ..
    va be’ vado a giocare al superenalotto

  6. cosa c’è da perdere? le illusioni forse? come i denti di latte che non servono più? c’è sempre una buona occasione per predere le illusioni. Però se togli la speranza ad un topo, allora è quasi quasi meglio un volo d’angelo, e non pensarci più. Forse?

    ma anche i genitori… poverini… senza contare che nel frattempo – che i topi, si sa, si riproducono rapidamente – sono nati tanti fratellini, e sono tutti lì a dire a Matteo, “resta con noi, non te ne andare sulle strade del mondo… Matteo”.

  7. Ases
    Contesto l’autore Lionni:
    un topo non si puo’ chiamare Matteo!

    al limite Skuitty ..o Gigio…… ma Matteo no!!..
    ..mi ricorda mio cugino, che ora avra’ la iattura di avere un nome da bambino, ma quando eravamo piccoli era il piu’ coccolato e chiamato!.. lo odiavo.. una volta l’ho preso a morsi.. e’ in quella occasione che ho perso i miei incisivi da latte!!

  8. certo che eri un bel cattivello.. da bambino.. e poi cosa hai fatto? sei diventato samurai,
    oltre che contestatore?

    eh, sì, non bisognerebbe umanizzare troppo gli animali, lo dicono anche i veterinari.. non è giusto neanche per loro: vivendo con gli ‘esseri umani’, si addomesticano e perdono la loro natura selvaggia, che poi non sanno più chi sono e appena escono pigliano botte da orbi (sto pensando alla mia gattina Cippy, che perlomeno non ha un nome umano, ma le piglia, eccome! da quei brutti gattacci neri o bianchi.).

  9. ma se non mi spieghi il contesto… rimane sempre ambigua
    devi darmi più particolari… sennò, come faccio a mettere insieme la struttura del romanzo?

  10. Grazie!! (con due punti esclamativi perché wordpress mi dice che altrimenti si tratterebbe di un commento duplicato, incredibili queste macchine, ora ti dicono anche quello che si deve e non si deve scrivere…)

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