LA BELLEZZA

museo32.jpgL’occhio non vedrebbe mai il sole
se non fosse simile al sole
né l’anima vedrebbe il Bello
se non fosse bella.

(Plotino)

Sabato pomeriggio passeggiavo nel parco-museo Pagani di Castellanza, e ammirando per l’ennesima volta le opere lì esposte mi chiedevo se quella che stavo facendo non fosse un’esperienza di “bellezza”.

E’ da sempre che mi chiedo “cos’è la bellezza” e ho dato risposte diverse nel tempo – così come i filosofi, i non filosofi e le persone cosiddette “comuni” (perché poi “comuni”? mah…). La bellezza qui, la bellezza là. La nascita, lo sbocciare delle cose, ma anche il loro compimento, la loro perfezione. E poi: la forma o il contenuto? o tutte e due? Bellezza e bontà; bellezza e verità; il tralucere sensibile dell’intelligibile o dell’Idea – nientemeno! E ancora: il gusto, la percezione, l’arte, l’estetica… e poi l’eros… uuuh, quante implicazioni!
Ma non voglio qui disquisire del concetto di bellezza, darne conto e definizioni, voglio solo riportare le impressioni di una passeggiata di fine luglio tra sculture e mosaici, con linee, forme e colori ficcati negli occhi entro la cornice di un bellissimo giardino. Sono stato molte volte al museo Pagani, ma ogni volta che ci torno c’è qualcosa di nuovo che mi colpisce. Banale. Ovvio, si dirà. Del resto sono centinaia le opere esposte, può ben capitare che non uno ma mille particolari sfuggano. Già solo un’opera vista molte volte può produrre questo effetto, figuriamoci così tante messe insieme. Ma quella non l’avevo mai vista! Mio Dio, com’è possibile? E’ bellissima! Quel rosso smagliante, quel nero luccicante, quei materiali con cui è fatta, quel volto, quell’espressione, quella postura, quella forma, quell’armonia o disarmonia… mi si mozza il fiato! O forse… magari non me la ricordo, l’altra volta l’occhio le è scivolato sopra… o è solo cambiata la prospettiva, ora le sto per la prima volta dinanzi, oppure dietro, di lato, di sghimbescio, sopra, sotto… ora chiudo gli occhi…
La bellezza – questa parola che già era affiorata altre volte (com’è ovvio dato che si tratta di arte) mi si pianta nel cervello, non se ne vuole andare. La bellezza, la bellezza! Sempre, di nuovo.
Ma perché, dov’è? – mi chiedo.
In che cosa, nel guardare queste opere, la scorgo?
“Diversità, molteplicità, possibilità” – sono le prime parole che mi vengono in mente.
Ma come? La bellezza non dovrebbe essere qualcosa di fisso, di stabile, qualcosa che sfugge al tempo, alla caducità? E allora, com’è che mi vien da pensare che proprio nella novità che ogni volta sorge dallo sguardo e dalla contemplazione di questi oggetti si nasconde quella magica parola?
Dunque è soggettiva, sono io che trovo belle queste cose perché ogni volta mi suggeriscono nuove emozioni, nuove sensazioni – anche nuove conoscenze.
Oppure no, sono loro che nascondono gran parte di sé per rivelarsi piano piano, a piccole gocce, a brevi sorsi, mostrando una sola faccia del poliedro, un solo raggio della propria luminosità, concedendosi poco alla volta, senza mai cedere e svelare il proprio segreto – i misteri di cui sono ammantate – una volta per tutte…
“La natura ama nascondersi” diceva il grande Eraclito.
Ma ancor più, mi permetto di chiosare, è la bellezza che ama nascondersi.
Ma allora, che cos’è la bellezza?
Chi sa rispondere?

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11 Risposte to “LA BELLEZZA”

  1. milena Says:

    Non so quante persone entrino a leggere questo blog – una o centomila? – e non so quante persone conoscano il museo Pagani… ma la lettura del post di oggi mi ha fatto pensare che potrebbe accadere che nei prossimi giorni, verosimilmente o solo in sogno, in frotte, come topolini attratti dal suono di un flauto magico, vi si recheranno in pellegrinaggio, per scoprire a loro volta o per riuscire una volta tanto ad afferrare con lo sguardo o lasciarsi abbracciare dalla sensazione che così soavemente viene evocata, di un’esperienza estetica, forse persino estatica e trasformatrice.
    Oh, che meraviglia sarebbe, davvero, se molti o qualche o anche uno solo dei topolini, potesse restare contagiato dalla nostalgia della bellezza, tanto da aprirsi alla possibilità di lasciarsi attraversare e trasformare dalla grazia, e di accoglierla nel proprio cuore.
    Cosa sarebbe la vita se non esistesse la bellezza? anche qui, nelle nostre città invase da cemento, macchine, rumori e motori e cattivi odori, anche qui, la ricerca di bellezza non è mai finita. In ogni momento può coglierci di sorpresa e lasciarci ancora una volta senza parole. In un luogo dove non esiste tempo, non esiste spazio, e dove, su una base insignificante di realtà, l’immaginazione fila e tesse nuovi disegni…

    Personalmente ho l’impressione che l’esperienza estetica, nell’arte – ma non solo – accade quando riesco ad afferrare quella specie di corda tesa che si lancia nell’infinito… che mi permette di fare un salto insieme a lei… che mi trascina oltre me stessa, oltre il mondo finito.
    Anche solo un piccolo salto di qualità, un attimo sospeso sulle asperità della vita, oltre la superficie e in profondità, dalla vita finita, alla vita infinita…

  2. ro_buk Says:

    Che la bellezza non sia semplicemente lo specchio di ciò che siamo,viviamo e ci condiziona? Ciò che è bello per me può non esserlo per te e viceversa.Probabilmente guardiamo le cose con occhi diversi perchè siamo diversi,abbiamo un vissuto diverso e siamo stati condizionati da esperienze,anche visive,diverse.Accorgersi di qualcosa di bello che si era fino ad ora ignorato può significare nuove esperienze fatte o nuove cose viste che ci hanno abituato ad una bellezza nuova,fino ad ora ignorata.E che dire dell’influenza del nostro stato d’animo su ciò che guardiamo? Probabilmente sto scrivendo cose sensa senso,ma credo sia veramente difficile afferrare il significato di una parola tanto astratta.
    Comunque concordo sul fatto che il Museo Pagani sia un luogo bellissimo,immerso com’è nel verde e così pieno di opere d’arte da guardare…

  3. milena Says:

    Nel commento precedente non ho neppure cercato di rispondere alla domanda “che cos’è la bellezza”: un concetto, infatti, non solo astratto ma anche relativo, così influenzato da stati d’animo e vissuti personali, tant’è che quello che può essere bello per me, può non esserlo per un altro, come ha detto ro_buk.
    Ho parlato invece dell’esperienza estetica – come quella che ci ha comunicato Mario nel suo scritto (e non fare il timido, Mario, che davvero coi tuoi scritti negli ultimi tempi ci stai viziando!) – che io trovo “bella” di per sé, alla stregua di un’“opera d’arte”, indipendentemente dai motivi o dagli oggetti che possono averla provocata, soprattutto quando si esprime in un linguaggio artistico come può esserlo la scrittura.
    E può accadere, infatti, che le interpretazioni di un’opera d’arte superino di gran lunga le intenzioni di chi aveva realizzato quell’opera, o che da questa ne scaturiscano altre, come nel gioco del domino.
    E’ anche abbastanza certo che se mi fossi trovata a guardare quello stesso oggetto con le mie proprie o limitate capacità d’immaginazione, non ne avrei ricevuto le stesse emozioni né avrei saputo esprimerle allo stesso modo. Forse però, trovandomi nel museo Pagani, in una bella giornata di sole e con uno stato d’animo aperto e sensibile, ne avrei tratto godimento, o diletto, più o meno – non saprei dire quanto. Il diletto, come l’arte o la bellezza e molto altro, per fortuna, non sono misurabili…

    Per questo non provo nemmeno a rispondere alla domanda “cos’è la bellezza.
    Che forse la bellezza non esiste affatto ma è l’uomo che di volta in volta ha la possibilità di crearla, o come dice Mario, di trovarla dove è andata a nascondersi…
    Ma se non sa in partenza cos’è la bellezza, come potrà trovarla, o crearla?
    Forse più che trovarla, l’uomo si ritrova nella bellezza, si riconosce in quella bellezza, la vede e la sente parte di sé. O come ha detto ro_buk, proietta la sua idea di bellezza all’esterno, in opere, creazioni ed interpretazioni.

    Vedo un fiore che si fa strada e sboccia nell’asfalto… e lo trovo incantevole; mi provoca un’emozione ma non lo tocco nemmeno; quindi lo fotografo, o scrivo di quel fiore e dell’emozione che mi ha provocato, perché questo esprime la mia idea di bellezza in questo momento, e vorrei poter comunicare anche ad altri questo mio sentire.
    O una farfalla nera con due ghirigori arancio sulle ali. O una particolare forma di nuvola in movimento che desidererei fermare – sono solo esempi.
    Nel clik di una foto c’è forse l’aspirazione di strappare un istante all’oblio, alla dimenticanza, di trattenerlo nel presente per qualche tempo, ancora un po’ di più. Oppure?

    Quello che più di ogni altra cosa mi piace, comunque, è la possibilità di ogni uomo (anche e soprattutto di ogni uomo cosiddetto ‘comune’) di ‘fare arte’, di cercare la bellezza, di interpretarla coi suoi mezzi, di sentire, esprimersi, comunicare e condividere.
    E visto che ogni comunità, anche piccola, ha bisogno dei suoi artisti e dei suoi poeti, ben vengano… e lode a loro! che se smettessimo di cercare e creare la bellezza, saremmo già morti.

    (Da parte mia in questo momento comincio però a sentire il bisogno di trovarmi faccia a faccia con la bellezza ancora presente nella natura – mi manca – e spero proprio di sdraiarmici in mezzo e non pensare più a niente… per un bel pezzo.)

  4. milena Says:

    Anche Flora vorrebbe dire qualcosa… sulla bellezza. Infatti mi sta dicendo che ha cominciato a pensarci.
    – E allora dillo – le dico io – o scrivilo, almeno.
    – No, non posso – mi risponde – scrivilo tu per me…
    – Ma perché non puoi – le chiedo – cosa ti succede?
    – Mi sono cresciute le unghie: non vedi? e il dottore mi ha detto che non posso più battere sui tasti…
    – Ah, è così? va bene, allora, lo faccio io per te, dettami cosa stai pensando.
    – Sto pensando che quando dico che una cosa è bella, semplicemente è perché mi piace.
    – Ma cosa significa ‘mi piace’?
    – Significa che in un modo o nell’altro mi provoca piacere.
    – Che tipo di piacere?
    – Di vario genere… per esempio: di un cibo che soddisfa il mio gusto dico che mi piace.
    – Ma allora quello è buono, non bello!
    – Sì, è vero… ma forse anche quando dico che una cosa è bella significa che soddisfa il mio gusto, e che quindi mi piace: ovvero mi dà soddisfazione, diletto, la trovo piacevole o gradevole… quindi è un giudizio di gusto… analogo. A me sembra così…
    – Ma non mi hai ancora detto perché ti piace.
    – Mi piace… uhm, mi piace perché sono ‘abituata’ a quel particolare gusto?
    – Ma se mangi qualcosa di nuovo, esotico magari, e mai provato prima?
    – Può darsi allora che mi ci dovrò abituare… ma la novità potrebbe essere piacevole di per sé, o stimolante, o potrebbe aprirmi a nuove possibilità, nuove percezioni, sensazioni…
    – Quindi ti piace conoscere… qualcosa di nuovo? dopodiché ti convinci, o ti abitui, e dici anche che è bello, o buono? ma non si capisce ancora perché ti piace…
    – Be’, ma allora dovremmo capire in quale luogo del nostro corpo nasce e si sviluppa la sensazione di piacere…
    – E dove… di grazia?
    – Uhm… ho l’impressione che si trovi tra la mente e il corpo.
    – E cosa vuol dire, dov’è questo luogo?
    – E’ ‘tra’ la mente e il corpo, appunto: è l’articolazione, al limite tra i due… forse è quello che un tempo chiamavano ‘anima’.
    – Ma cosa dici? l’anima non esiste, nessuno l’ha mai trovata, né pesata, né misurata. Esiste il corpo che sente e la mente che pensa. Non è così?
    – Già: ma come sente il corpo? attraverso la mente! E come pensa la mente? attraverso il corpo! Perciò io dico che anche il corpo pensa, così come la mente sente.
    – Non è chiaro…
    – Tutte le parti del nostro corpo pensano… e la mente sta dentro il nostro corpo… Quindi, io dico, per esempio, che nel cervello si possono avere rappresentazioni molto diverse: una è razionale, l’altra è organica e ormonale, e quindi anche irrazionale, nel senso che spesso fugge al nostro controllo e comprensione. Quindi i nostri giudizi, soprattutto quelli estetici, hanno origine nel luogo d’incontro tra razionale e irrazionale. E a volte razionale e irrazionale entrano in conflitto, non sanno decidersi… Ma comunque, è li che nascono e si sviluppano… Non trovi?
    – Mah… non ho capito molto bene. Ma è questo che volevi dire? C’è qualcos’altro?
    – Sì, un’altra cosa: voglio dire che i giudizi di ‘bello’ e ‘buono’ si influenzano l’un l’altro.
    – E cioè?
    – Voglio dire che non mangio una cosa solo perché mi attrae il suo aspetto e perché mi è gradevole al palato. Voglio dire che dal momento che la mia ragione conosce cosa è ‘buono’, ovvero ciò che mi fa bene, troverò maggiormente appetibile la cosa buona anziché quell’altra solo bella e appetibile ai sensi; per cui la cosa buona mi darà maggiore piacere. Non so se vale per tutti, ma io posso dire che il mio giudizio di bello è influenzato dal mio giudizio di buono, e che quindi il buono, o il ‘bene’ è superiore al ‘bello’.
    – Già, ma allora cos’è ‘buono?
    – Buono è ciò che fa bene, o, in minor grado, che almeno non fa male. Oppure (la butto lì e potrei sbagliarmi): buono è ciò che soddisfa non solo il mio piacere ma anche la mia morale, quindi il mio giudizio di ‘giusto’.
    – Quindi che il razionale è superiore all’irrazionale?
    – Diciamo che un buon compromesso fra i due è sempre la cosa migliore. Forse. A meno che non si tratti di un’esperienza estetica pura… nel qual caso…
    – Ah! ma se stai lì a farti tutti questi ragionamenti ogni volta che devi mangiare qualcosa… rischi di morire di fame… mia cara Flora!
    – Che ci vuoi fare… io amo il rischio!
    – Vuoi dire ancora qualcosa? perché sai, ho altre cose da fare e non posso star qui tutto il tempo a scrivere quello che ti passa per la testa…
    – Vorrei parlare anche dell’arte e dei musei… ma vabbé… non oggi…
    – E quando?
    – Mah… si vedrà…
    – Forse dovresti tagliarti le unghie…

  5. milena Says:

    – Non ti sei ancora tagliata le unghie, Flora?
    – No, mi dispiace tagliarle… è la prima volta che riesco a farle crescere… e sono belle…
    – Già, ma se quelle unghie ti impediscono di scrivere, allora sono dannose… o poco utili. O no?
    – Sì, è vero, sono belle ma non sono molto utili! ci penserò…
    – E allora, cosa vuoi dire oggi?
    – Vorrei parlare dell’arte.
    – Dimmi tutto…
    – Secondo me esiste l’Arte con la ‘A’ maiuscola, e l’arte con la ‘a’ minuscola. Però, sempre secondo me, l’Arte con la ‘A’ maiuscola è l’arte che ci viene imposta dal mercato dell’arte… (Hegel la chiamerebbe ‘positiva’); mentre l’arte con la ‘a’ minuscola è l’arte di tutti, ossia quell’arte che non ha un valore commerciale, l’arte alla portata di chiunque abbia voglia creare, trovare, interpretare, o si voglia semplicemente esprimere con un mezzo artistico, appunto.
    – Fammi un esempio, per favore…
    – Hai presente i disegni dei bambini? per me sono opere d’arte, né più ne meno, che se li guardi bene non sono molto diversi dai disegni di Klee. Solo che Klee ha fatto del suo talento una professione artistica, ed è stato anche bravo, e anche fortunato; mentre i bambini disegnano in modo spontaneo, poi magari smettono di dipingere perché diventano grandi e devono andare a lavorare. Ma se avessero continuato a dipingere…
    – Uhmm…
    – Oppure i graffiti che i ragazzi dipingono sui muri: qualche volta sembra che si divertano solo ad imbrattare i muri, ma qualche volta fanno delle opere pregevoli. Insomma, credo che chiunque possa praticare un linguaggio artistico…
    – Una specie di arte-terapia, intendi?
    – Oh, ogni cosa può essere una terapia… Anche per Vang Gogh l’arte è stata una terapia…non credi?
    – Mah, non saprei. Però forse fare il pittore non deve avergli fatto molto bene… (oltre a non aver venduto nemmeno un quadro)
    – Come lo puoi dire? Forse se non avesse dipinto sarebbe stato anche peggio… Dovremmo chiedere a lui cosa provava quando dipingeva.
    – Forse gli piaceva…
    – O lo faceva sentire vivo?
    – Cosa significa? finché era vivo… era vivo… e non era ancora morto. O no?
    – Non intendo in senso fisico, ma vivo e ‘felice’ di emergere dalla faticosa necessità… e di far splendere qualche perla…
    – Ah, è vero. Di realizzare qualcosa di non necessariamente utile alla vita materiale…
    – Infatti… utile allo spirito, se si può dire… visto che ‘spirito’ in italiano (a parte lo spirito alcolico che è molto usato e fa sicuramente male, o lo spirito comico, che può essere buono e divertente) è una parola un po’ desueta e ci ricorda tanto lo Spirito Santo… mentre in francese… senti che bella parola… ESPRIT… e che bel suono…
    – Eh sì, hai ragione… mi piace proprio. Esprit…
    – Esprit libre.
    – Come?
    – Spirito Libero!
    – ……
    – Libero!
    – ……
    – ……
    – E i musei?
    – I musei sono dei cimiteri.
    – Ma dai…
    – Ma sì, e anche i cimiteri sono utili, eccome no! Puoi andare a piangerci, a commemorare, a farti stringere il cuore (o le palle), anche a prendere spunti, suggerimenti, idee. Ma l’arte dev’essere viva e per rinnovarsi deve abitare in ogni casa, in ogni città, in ogni uomo. Ognuno può, se vuole, essere libero di fare arte…
    – Ogni giorno dell’anno?
    – Tempo permettendo?
    – Sono già stanca…
    – Pure io…
    – Che ne dici se invece di metterci a dipingere andiamo tutti quanti in quel museo?
    – Ma sì, andiamoci… e speriamo di trovare qualche mummia ben conservata…
    – E chissà che non ci sorrida…
    – Si, magari è rimasto qua e là un po’ di spirito in sospensione…
    – Be’, potrebbe capitare…
    – … un po’ di suspense…
    – ……

  6. mario Says:

    E vero,la bellezza è un concetto.NON relativo a meno di scinderlo nelle varie attività dell’uomo. Davanti allo sguardo di un bimbo anche il più ignorante degli esseri umani si ferma e lo contempla. Essa si esprime nella natura nei suoi multiformi aspetti e solo la sensibilità della persona può renderla relativa. In essa gioca ovviamente la cultura.
    Una iena ai più può fare ribrezzo,ma al naturalista non può che essere stupefacente.
    E un caleidoscopio di forme,colori,sensazioni,che ci accompagna,che ci impregna e forse ci aiuta a vivere nonostante il negativo che ci assedia.

  7. leontina Says:

    Che cos’è la bellezza?
    Meravigliosa domanda cui so solo rispondere, come risponderebbe Socrate, – non lo so-
    E da questo non sapere che mi rilassa e mi inquieta ad un tempo, posso partire.
    Non cercherò di pensare e pensare, che già mi sentirei abbruttita, ma come posso lasciare che il pensiero sgorghi fluido e leggero, quindi bello?
    Ecco che improvvisamente mi arriva l’idea che il bello sia connesso con Eros,
    la dove c’è eros c’è bellezza, un giardino è bello quando si percepisce l’amore di chi l’ha costruito e curato ogni giorno, un opera d’arte è bella perchè l’artista ha amato molto, ha amato e ama le sue emozioni, le sue sensazioni, le sue tele e colori, e anche la sua sofferenza, quando ne è l’ispiratrice.
    Una piccola casa è bella quando si sente l’amore di chi la abita, una persona è bella anche se non ha lineamenti e corpo perfetti, se c’è amore dentro di lei, un figlio deforme è reso bello dall’amore che anima l’occhio della madre.
    Eros è il grande infermiere che cuce le ferite, colora di rosa le lenti di chi guarda, cura e si prende cura di te e di me senza nessun secondo fine, senza stancarsi mai, eros è grande ma non si sente tale, è umile e gentile, eros sa ascoltare e risponde in silenzio, lasciando che tu intuisca la risposta.
    Eros è relazione, incontro, con-fusione tra me e l’altro.
    Creare la bellezza è possibile se lasciamo che eros ci ispiri, creare più bellezza possibile, lasciare che occupi spazio e lo tolga quindi al brutto, lasciare che dilaghi e compensi tutta la bruttezza con cui siamo obbligati a convivere.
    Eros non lotta contro nulla e nessuno, ma occupa spazio vitale, e più ne occuperà, più bellezza avremo intorno a noi.
    Perchè la bellezza della natura non basta, infatti non è sempre bella, a volte è matrigna e crudele.
    Psychè ha bisogno di Eros per salvarsi.

  8. ilenia Says:

    Il Simposio di Senofonte:
    una gara di bellezza tra Socrate e Critobulo

    Nel “Simposio” Senofonte descrive una gara di bellezza fra Socrate e il giovane e avvenente Critobulo:

    SOCRATE. Pensi forse che la bellezza si dia solo nell’uomo, o anche in qualche altro essere?
    CRITOBULO. Io credo che la si possa trovare anche in un cavallo o in un bue ed in molte cose inanimate. Ad esempio io riconosco come bello uno scudo, una spada o una lancia.
    S. E come è possibile mai che possano essere belle tante cose differenti e prive di alcuna relazione l’una con l’altra?
    C. Perché, se questi oggetti sono stati fabbricati in modo opportuno per gli scopi per i quali noi li acquistiamo, oppure sono adatti per natura ai nostri bisogni, allora questi oggetti io li chiamo belli nei vari casi.
    S. Bene; dunque gli occhi a che ci servono?
    C. Ovviamente, per vedere.
    S. Allora è bell’e dimostrato che i miei occhi sono più belli dei tuoi. Perché mai? Perché i tuoi vedono soltanto quello che ti sta di fronte, mentre i miei sporgono in fuori in modo tale che io posso vedere anche quanto mi sta di fianco non meno di quello che ho di fronte.
    C. Vuoi dire che il granchio è l’animale che ha gli occhi più belli?
    S. Per l’appunto, perché dal punto di vista dell’efficacia, i suoi occhi sono quelli meglio concepiti dalla natura.
    C. E va bene; ma quale dei nostri due nasi è il più bello?
    S. Il mio, direi, se è vero che gli dei ci hanno dato le narici per cogliere gli odori, dato che le tue sono rivolte a terra, mentre le mie sono belle larghe così da recepire gli odori da ogni parte.
    C. Ma in che modo un naso camuso puà essere più bello di uno diritto?
    S. Perché non costituisce alcun ostacolo, bensì permette agli occhi di vedere quello che vogliono, mentre un dorso di naso più alto ne ostruisce la visuale come per dispetto.
    C. Lo stesso varrà anche per la bocca, te lo concedo fin da ora, perché se la bocca è fatta per mordere, tu puoi dare morsi molto più grandi dei miei.
    S. Poi, con le mie labbra grosse, non pensi che io riesca a dare baci assai più morbidi?
    C. A darti ascolto, io avrei una bocca più brutta che gli asini.
    S. Non è questo, allora, un altro motivo per cui io sono più bello di te? Le Naiadi, che sono dee, generano quei Sileni che assomigliano molto più a me che a te.
    C. Non so più in che modo replicare. Si metta pure ai voti per decidere subito che cosa devo fare o che multa devo pagare.

    N.B. Ho scorto questo sito circa un’ora fa, cercando qualcosa di interessante sulla bellezza..e devo dire che mi piace molto..scrivete tutti delle cose meravigliose che pubblicherei sul mio blog..se solo voleste..credo siate persone normali, ma qualcosa mi dice che non lo siete affatto..non tutti in questo mondo sono capaci di arrivare a pensare cose come quelle su scritte..non tutti hanno quella sensibilità, “quell’olfatto” che permette di carpire odori inebrianti rari e ..inspiegabili.. beh..grazie per avermi regalato con le vostre parole picoole perle di saggezza..che hanno dato gioia al mio essere..
    per sdebitarmi..ho copiato e uncollato un documento su Socrate..che penso possa piacervi..e che creedo sia oggettivamente bello!”..

  9. Ares Says:

    Ares ^_^

    Concordo, in questo Blog si trovano tante suggestioni interessanti.. su qualunque argomento…

  10. md Says:

    grazie Ilenia, se mi fai sapere l’indirizzo del tuo blog lo visito più che volentieri!

  11. MEG Says:

    La bellezza per me sta alla base di tutto.
    Premettendo che è bello esclusivamente ciò che piace.
    E’ per l’attrazione per il bello che si prova simpatia per un’altra persona,che ci si innamora ed è sempre per amore del bello che si concepisce.Ed è qui che parte la vita.

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