IL PUGNO DELLA CONOSCENZA

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Zenone di Cizio, fondatore dello stoicismo, “chiamava sensazione ciò che era colto dai sensi; e se ciò era appreso in maniera tale da resistere al vaglio del ragionamento, lo chiamava scienza, altrimenti non-scienza”. Rendeva la peculiarità del modo di conoscere del saggio con un gesto: “Quando mostrava la palma della mano con le dita aperte, diceva: «Ecco la rappresentazione!». Poi, con le dita un po’ piegate diceva: «ecco l’assenso!». Infine, col pugno completamente chiuso, affermava che quella era la comprensione”. Ma ancora non bastava: “In seguito avvicinava la mano sinistra, e stringendo nel dovuto modo e con forza il pugno, affermava che questa era la scienza, su cui nessuno, tranne il saggio, ha potere”.

(La fonte è Cicerone, Academici, e si trova in Stoici antichi. Tutti i frammenti, Bompiani 2002, pp. 33-35).

Foto di nicdalic

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

3 pensieri riguardo “IL PUGNO DELLA CONOSCENZA”

  1. Cleante (304-232 a.C.) è il secondo scolarca dello stoicismo antico e successe a Zenone nella guida della Stoà, carica che rivestì fino alla morte. Si distinse per aver conferito alla dottrina stoica un indirizzo più teoretico che morale, indirizzo, quest’ultimo, preferito dal maestro Zenone. Cleante compose un Inno a Zeus, di cui ci rimangono 40 versi, in cui il dio greco viene celebrato come il principio divino che regge sommamente il cosmo.

  2. Crisippo (281-204 a.C circa) è il terzo e ultimo scolarca della scuola antica. Successe a Cleante nella guida della Stoà e acquistò grande fama tra i suoi contemporanei, tanto da meritarsi l’appellativo di rifondatore dello stoicismo (contribuì in senso decisivo alla fortuna filosofica della dottrina).
    La sua opera si concentrò sulla sistemazione della logica, sua la distinzione tra segno, significato e significante, nonché la distinzione tra necessità assoluta e relativa in relazione agli accadimenti del destino.

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