IL CIMITERO DI VENDICARI

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“Finché ci sarà un altrove dove poter condurre un’esistenza, ci saranno dita celestiali puntate contro di me”.

(Coetzee, Nel cuore del paese).

Sono stato quest’estate per la prima volta a Vendicari (si pronuncia Vendìcari, l’accento cade sulla i della seconda sillaba). E’ un’oasi naturale protetta, lungo la costa a sud di Siracusa, con tratti incontaminati, pantani e stagni, zone di riproduzione di volatili talvolta rari, meravigliose distese di mirto, palme nane, timo, macchia mediterranea. Di tanto in tanto lungo la costa rocciosa si aprono cale sabbiose (come quella di Calamosca) con acqua turchese limpidissima, dove fare il bagno dopo aver camminato per ore sotto il sole cocente e senza il refrigerio dell’ombra, è come bere acqua dopo avere attraversato il deserto. Un’esperienza paradisiaca. Vendicari è un paradiso, una zona di miraggi e di puro godimento della bellezza della vita e della natura. Ci si sente felici di esistere e di avere quelle cose sotto gli occhi, quei profumi nelle narici, quella brezza e quel sale sulla pelle, come non accade in nessun altro luogo.

Ma Vendicari può anche diventare il confine tragico contro cui si infrangono i sogni di riscatto di alcune porzioni dell’umanità mediterranea, gruppi di umani che hanno avuto la sfortuna di essere casualmente nati dall’altra parte del mare, su coste e terre impoverite e ferite da guerra, miseria e disperazione. Genti che hanno il diritto alla fuga, all’accoglienza e – loro sì – a vivere in sicurezza. Genti che hanno anche il diritto a godere della bellezza di posti come questi. Dove tutto afferma vita, e da dove la morte dovrebbe stare lontana.

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19 Risposte to “IL CIMITERO DI VENDICARI”

  1. Ares Says:

    Ares

    parole sante !!.. ops..hem.. intendevo dire.. cioe’ ..insomma!.. va be’ avete capito!!

  2. fiak Says:

    Bel post!

  3. Milena Says:

    Bellissima la frase di Coetze in apertura.
    “Finché ci sarà un altrove dove poter condurre un’esistenza, ci saranno dita celestiali puntate contro di me”.

    E bellissime le immagini… verrebbe proprio voglia essere lì di persona: come negarlo?

  4. Milena Says:

    Un altro Haiku in occasione di Vendìcari!

    Si rimargina
    la pellaccia graffiata
    vendila cara

  5. chiarac Says:

    ho ricordi bellissimi di vendicari che risalgono ormai a 15 anni fa… è bello sapere che nessun triste evento degradante l’ha colpita. grazie, md!

  6. Ares Says:

    Ares

    Siracusana
    macabra risacca
    d’oleandro

    .. va be’ mi sono avvicinato..

  7. Ares Says:

    Aresomaro

    Qualcuno conosce la regola di divisione in sillabe di parole apostrofate(elisione).. si considera la vocale elisa?.. mi pare di si… non me lo ricordo..

    chi mi divide in sillabe “sull’ombra porpurea” ??

  8. chiarac Says:

    uhmm.. secondo me l’elisa non si considera
    sul – l’om – bra – pur – pu – re -a
    😉

  9. Ares Says:

    Ares

    quindi d’oleandro e’ -> d’o-le-an-dro .. uffi!! ho “ciccato” l’hayku

  10. fiak Says:

    quoto ares non per la divisione delle sillabe ma per il penultimo commento che ha lasciato su paterfamilias e visto il suo ultimo commento ho risposto qui.
    md stiamo a combinà un casino vero?

  11. Ares Says:

    Ares

    Fiocchi di neve
    sull’ombra purpurea
    fine d’autunno

    Milenaaaaaaaaaa ho azzeccato l’haiku !!…

    .. si ma e’ troppo ragionato e perciunta si lega al precedente “ciccato”……. troppo intelletto!!! .. uffffffffff!!

  12. Ares Says:

    Ares

    md.. io anche se divago con gli haiku.. cerco comunque di rimanere nell’argomento del post.. almeno mi sto’ sforzando di restarci!!..

    @fiak… in realta’ e’ Milena che sbaglia post…ufffi e’ sempre colpa mia per tutto, in questo blog?

  13. md Says:

    effettivamente si fa un po’ fatica a seguire gli ultimi commenti, comunque un po’ di caos creativo non guasta

  14. Milena Says:

    Ieri sera c’era lo spettacolo di Paolini su “Il sergente nella neve”.
    Ad un certo punto ha paragonato la distesa innevata della steppa come un’immensa Sindone sulla quale sono rimasti impressi i volti e i corpi di un’intera generazione che era andata a invadere la Russia… cosi come da qualche anno sta accadendo sulle spiagge della Sicilia.
    Anche oggi si tratta di un’invasione, o almeno è così che viene spesso definita, anche se i motivi storici sono diversi: là erano stati inviati come carne da macello in una guerra che poi è stata persino giudicata inutile ed irrilevante; qui la gente scappa da guerre e condizioni di vita impossibili, e non ha alternative.
    Gli schiavi, i poveri, gli oppressi, non hanno mai alternative?

  15. Ares Says:

    Ares

    Quasi mai hanno alternative, se nessuno gli da gli strumenti culturali giusti.. la poverta’ non ha il tempo di desiderare il cambiamento, impegnata com’e’ a sopravvvivere!!

  16. Milena Says:

    @ Ares
    Forse non dovevo mettere il punto di domanda?

    (Questo non è un Haiku, non l’ho scritto io, ma mi è piaciuto molto)

    sassi nello stagno
    rimbalzano
    varie volte
    non si ritira mano
    cerchi concentrici a onde

    (M.me Verdurin)

  17. mario Says:

    Accogli o non accogli? Accogli! fino a quando puoi,con la necessaria premessa ch questo non stravolga te stesso,fino a quando l’ospite non sia indegno. questa è casa nostra e se è vero che questa umanità sofferente scappa dal suo paese per necessità,dovrebbe capire e sapere che non può imporre in casa d’altri le sue regole. Anzi,dovrebbe condividerle,senza peraltro dimenticare le sue radici. Esaminando la cultura di questi disperati occorre osservare che deriva da una mentalità beduina,dove la propria vita la faceva corrispondere alla razzia dei beni e della vita altrui. Difficile cambiare questa mentalità. occorre quindi insieme alla Compassione avere mano molto ferma e rimandare nel loro “inferno” chi pretende di stravolgere le nostre realtà.

  18. md Says:

    @ Mario: “casa nostra”: in che senso? cos’è che la rende “nostra”?
    io, ad esempio, non sempre mi sento “a casa mia” persino sul pianeta, figuriamoci in questo scorcio di società e di “nazione”.
    Sulla mentalità beduina: mi pare francamente poco pertinente, viste le raffinate culture e millenarie civiltà da cui molti migranti provengono – oltre al fatto che vedo molti più “beduini” tra gli indigeni locali…

  19. mario Says:

    Plaudo desisamente alla tua apertura mentale,mi pare di scorgere una sete a volte insaziabile Purtroppo accade anche a me. Spiego meglio cosa intendo per casa nostra. E una affermazione relativa all’occupazione di un territorio di una parte dell’umanità che condivide gli stessi ideali,conoscenze e oltre. E quindi relativa.non assoluta ma comunque non contestabile nella realtà dei fatti. Anche a me piace pensare di essere un cittadino del mondo e possibilmente oltre. Quello che limita questa realtà sono obiettivamente alcune limitazioni di cui la prima e più pesante è il linguaggio. Se invece parliamo di Terra come pianeta che ci ospita,essa è l’unica casa a nostra disposizione attualmente e appartiene indifferentemente a tutti noi.
    Per la seconda parte preciso che le culture o civiltà millenarie che dir si voglia, esse
    fanno parte di un limitato numero di persone. Il loro censo,l’elevatezza del pensiero la capacità di governo hanno permesso a loro di giungere gli apici delle loro civiltà.
    Nulla hanno a che vedere quindi a quella umanitàsofferente o al desiderio di commerci (nel migliore dei casi) che bussano alla nostra porta.
    Condivido l’ultima affermazione.

    liore dei casi) che esprimono coloro che bussano alla nostra porta.

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