I MANDANTI

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Da alcuni giorni ho in mente di scrivere qualcosa sull’uso e sul peso delle parole. Rinvio la riflessione e mi faccio prendere anch’io un po’ dal vortice irrazionale creato ad arte in questi giorni. E allora urlo ad alta voce che questi governanti, questo centrosinistra – tutto compreso – mi fanno schifo e orrore. Che dio li stramaledica. Così come maledico il giorno in cui ho deciso di votarli.

Nel frattempo si è aperta la caccia al romeno. Avremo anche noi i nostri bei pogrom. I pogrom di sinistra (con manovalanza di Forza nuova), i pogrom degli italiani-brava-gente. Così anche le donne, i gay, i migranti, i bambini, i vecchi, i malati e i disabili e tutti coloro che abitano nelle periferie fetenti e abbandonate a se stesse si sentiranno più sicuri…

16 Risposte to “I MANDANTI”

  1. Milena Says:

    So che non piace a nessuno parlare di limiti alla libertà di stampa: ma dov’è la libertà di stampa nell’informazione pubblica? E’ solo un’illusione!
    Forse andrebbero posti alcuni limiti alla stampa e ai mezzi di informazione “selvaggia”, perché anche la libertà di stampa, come ogni libertà, deve essere regolata per non essere incivile. Ad es., sto pensando ad una legge “precauzionale’ in vigore negli Stati Uniti, che vieta ai media di trasmettere, insieme alle notizie dei reati, l’etnia degli autori, qualunque essa sia. E’ stato constatato, infatti, che diffondere capillarmente tali notizie specificando l’etnia degli autori dei misfatti, a breve o lungo andare aumenti la discriminazione razziale e l’ostilità da parte della “gente”, verso uno o l’altro gruppo etnico.
    Non dico che non ci siano problemi reali con cui i singoli, da una parte e dall’altra, si trovino a confrontarsi. Non mi sento nemmeno di negare le difficoltà di chi si vede, o si sente ‘invaso’, perché ascoltando molte persone non è pensabile tacciare le loro espressioni e tutte le loro spiacevoli esperienze unicamente come sintomo di razzismo. Ma dico che andrebbero analizzati più in profondità i motivi scatenanti questa sensibilizzazione a senso unico.
    Quello che voglio dire, insomma, è “che almeno i media non ci mettano a soffiare sul fuoco!”.
    Credo che l’informazione pubblica avrebbe bisogno di vera moderazione, perché così come sta facendo, gettando le notizie alla rinfusa e come viene viene, senza alcuna discriminazione, fa dei danni enormi. Senonché non sia proprio questo l’obbiettivo che vuole ottenere: ossia di eccitare le emozioni e gli impulsi primitivi, paura, rabbia, livore.
    Così che alle prossime elezioni, quando si ritornerà a votare…

  2. md Says:

    Milena hai ragione. Una legge “civilizzatrice” dei linguaggi e della comunicazione potrebbe anche servire.
    I poveracci che si sentono “invasi” da altri poveracci posso capirli (i campi rom non son mica in via Montenapoleone o ai Parioli), ma chi ha responsabilità politiche, etiche, sociali (cioè: governi, sindaci, stampa, intellettuali, Tv, ecc.ecc.) non può MAI (s)ragionare con la pancia, ma sempre e solo con la testa. Io posso dire cazzate a ruota libera (e fino ad un certo punto), chi governa no.
    Ma hai ragione ancora tu, ho il sospetto più che fondato che la paura e il livore siano eccellenti meccanismi per par funzionare il potere. E magari ispirarsi a Nerone, distrarre i cittadini con un po’ di sangue versato nelle nuove arene mediatiche e progettare (o solo paventare) un bell’incendio sociale rigeneratore…

  3. Milena Says:

    Pensa che avevo scritto il prec. commento qualche tempo fa, ancora prima di quest’ultima emergenza, che guarda caso (coincidenza?) è capitata proprio a fagiuolo.
    (Un mio amico molto “malfidente” ha persino avanzato l’ipotesi che il fatto della povera signora uccisa potrebbe essere stato monitorato, che dal suo punto di vista significa creato ad hoc, addossando poi la colpa del reato al rumeno. Io non sono così ardita e non voglio pensare che tutto il mondo, comprese le forze dell’ordine, possano essere coinvolte nel manipolare i fatti. Anche se in genere la realtà supera di gran lunga le peggiori fantasie, e potrebbe essere successo qualsiasi cosa, considerata la violenza dilagante. Quindi rifiuto i suoi sospetti che reputo dettati da un’emozionalità opposta)
    Però certamente credo che il governo è “anche” stato costretto dalle pressioni dei media.
    (Perché anche il governo in carica, stramaledetto, è costretto a fare la scelta del minor male. Come molti che lo hanno votato hanno scelto il minor male… vista la scelta tra zuppa o pan bagnato e muffito, e le alternative scarse. E se tornasse di nuovo lo psiconano saremmo di nuovo punto e a capo, anzi, molto peggio. Spero davvero che questo si possa evitare. Che intanto non hanno ancora fatto la legge sul conflitto d’interesse. Ma se non l’hanno fatta, non sarà perché non hanno i numeri?)

    Ma chi detiene il potere dei media? siamo sempre qui: nasce prima l’uovo o la gallina?
    Chi manipola l’opinione di massa? chi, a furia di battere sullo stesso chiodo, fa diventare un problema più importante e problematico di quello che realmente è? ma anche se non fosse manipolata, come mai va sempre e troppo in una direzione?
    (La gente che viveva sulle sponde del fiume, nelle baracche che prontamente sono state sgomberate, viveva lì magari da cinque anni, o anche di più, gente che non può permettersi di pagare l’affitto di una casa. E i romeni che sono stati picchiati ieri sera da militanti di Forza Nuova, è gente che tira a campare, sfruttata dal caporalato.)

    Certo, come dici tu, concentrare l’attenzione sul problema di rom e rumeni, serve anche a mettere i bastoni tra le ruote ad un governo che già di suo tiene l’anima tra i denti e a dargli l’utimo scrollone.
    Ricordiamoci però cosa ci aspetta se questo governo cade, visto che i maggiori delinquenti sono sempre in circolazione.
    Ahi ahi ahi, mi viene il mal di pancia…

    (non riesco quasi mai a scrivere un commento breve: scusatemi.
    Ma immaginatevi se prima o poi dovesse capitarci di aver paura persino a scrivere (e dire) quello che pensiamo in un blog: ovvero: quali potrebbero essere le leggi sulla sicurezza del caprone!)

  4. fiak Says:

    Non credo che il problema della politica sia quello di limitare la stampa. Se un problema c’è e non viene raccontato il problema non smette certo di esistere.
    Credo che piuttosto il problema sia politico-sociale. Non possiamo accettare immigrati e poi mandarli a vivere nei campi nomadi solo perché in questa maniera loro diventano manovalanza da 15 euro al giorno. Il sistema Italia deve permettere agli immigrati, anche quando essi sono reietti della società, una vita in cui essi non sono ai margini della civiltà. Il sistema Italia deve decidere quanti immigrati può sostenere per evitare che questi si ritrovino a vivere nei campi nomadi, per evitare che ci sia uno sfruttamento della prostituzione, uno sfruttamento dell’elemosina minorile etc etc

  5. Milena Says:

    Se un problema non viene ribattuto in modo strumentale, ma comunque esiste, certamente la politica deve trovare dei modi per risolverlo, o diminuire i danni.
    Io parlo di limiti di stampa per non fomentare odio razziale (che forse è solo un piccolissimo espediente).
    Tu parli di limiti alle frontiere.
    Certamente la politica “buonista”, per quanti guai ci siano in circolazione, temo non faccia che rinviare il problema o tenersi in casa un problema che ne innesca molti altri.
    Se non vogliamo continuare ad essere idealisti, ma realisti, credo che il problema, se esiste, andrebbe affrontato.
    E se non lo farà questo governo, lo farà il prossimo.
    Sono molto cauta ad esprimere giudizi su faccende che non conosco a fondo. Perché in realtà io vivo, per ora, in un’isola dorata, e le uniche cose che so mi vengono passate dai media.
    Posso solo dire che a furia di sentire certe notizie alla TV, un mio vicino di casa una sera è venuto a suonarmi il campanello (non l’ha mai fatto in trent’anni), dicendomi di chiudere per bene le serrande perché si è accorto che le lascio aperte anche di notte, raccontandomi che in una casa poco lontano qualcuno aveva cercato di forzare la porta, e il propietario, col porto d’armi, gli ha fatto sentire il rumore della pistola. Però in realtà il presunto malvivente nessuno l’aveva visto. Incubo o realtà?
    Anche qui la paura dilaga e fa novanta!

  6. md Says:

    Ho poi come l’impressione che gli attuali fenomeni di migrazione, ancor più di quelli di sempre, siano ben poco “governabili”: si tratta di processi globali su cui la politica non può molto (c’è in proposito su La Repubblica di oggi l’editoriale di Renzo Guolo che dice cose interessanti). E del resto: circolano liberamente le merci (anche le più fetenti), perché non possono circolare liberamente gli umani (anche i più fetenti)?
    Oltretutto i signori securitari e per la blindatura delle frontiere, magari sono gli stessi che fanno affari in Romania o Bulgaria, o che vanno in Thailandia a togliersi certi “sfizi”…
    Non nego, ovviamente, che un problema c’è: fiak ha ragione quando dice che è ingiusto che si viva nei campi o per strada, ecc.
    Ma mi verrebbe da dire: prezzi collaterali da pagare per il nostro arricchimento…
    Sempre Guolo fa notare come la percezione immediata dei migranti sia la paura e la questione securitaria, e non il dato incontestabile dell’apporto economico e demografico. Se tutti gli immigrati incrociassero le braccia magari calerebbero spaccio e furti, ma di sicuro il “sistema Italia” si bloccherebbe.

  7. Milena Says:

    Se è per questo, tutto il “sistema italia” sembra poco “governabile”.
    Ci sono anche circa sette milioni di individui (italiani) con un reddito al di sotto della soglia di povertà e per i quali non si sono ancora fatti interventi, sussidi, cose del genere (forse dovremmo accompagnare tutti quelli che non hanno un reddito sufficiente alle frontiere?). Poi anche qui sta esplodendo la crisi dei mutui, e gli affitti sono alle stelle. Si parla tanto dell’aumento di centesimi del prezzo del pane, ma gli affitti?
    15 euro all’ora, dice fiak: be’, non è neanche poco: conosco ragazzi laureati che lavorano anche per meno e per di più fanno i pendolari e alla fine devono essere mantenuti dalle famiglie, che non ce la fanno mica a vivere con quell’elemosina.
    E poi c’è la corruzione e la mafia che sono un fattore strutturale del “sistema italia”.
    Queste cose le sappiamo tutti, se ne avete altre da aggiungere alla lista, fate pure.
    Quindi il problema è sempre economico, e per di più abbiamo un apparato statale che si succhia risorse che potrebbero essere usate diversamente, e che tra l’altro il proprio lavoro non lo sa fare molto bene, viste le condizioni in cui ci troviamo.

    Ma poi c’è tutto il discorso sulla violenza che viene innescato dalla povertà e dal disagio sociale. E quando parliamo di disagio sociale si crede di parlare soltanto di immigranti e derelitti. E invece no: è una violenza che scatta anche nelle case delle famiglie “per-bene”: ma quali sono i motivi?
    Anche gli psichiatri si chiedeno: perché succede?
    Da parte mia, io accuso la televisione di essere uno dei mandanti di questa violenza sempre più diffusa. E se non è il mandante principale, ha la sua bella fetta di responsabilità. Soprattutto quando per le masse è l’unica fonte di cultura e non si danno alternative.

    Ma certo è il capitalismo la vera fogna che disumanizza gli uomini e uccide il mondo.
    Però dire che “ci vuole un altro sistema sociale” rimane pur sempre un’utopia, anche se le riforme non riescono che a mettere delle miserissime toppe ai danni dell’escalation di problematiche innescate dall’avanzamento del neoliberismo economico.

    (scusatemi, ma oggi ho proprio mal di pancia)

  8. fiak Says:

    Milena parlavo di 15 euro al giorno, è la paga di un paio di operai rumeni che lavoravano 10 ore al giorno dalle mie parti; magari 15 all’ora!
    Sinceramente non credo che il permettere agli immigrati di entrare in un paese senza potergli offrire le strutture necessarie e le opportunità di condurre una vita civile, perchè quella nei campi nomadi non è vita civile, sia una scelta molto umana.
    Purtroppo questi sono gli effetti della globalizzazione, o del consumismo globale, una quantità sempre maggiore di persone è ridotta alle soglie della povertà, il motore della popolazione è medio borghese e il capitale si accentra nelle mani dei pochi.

  9. Milena Says:

    @ Fiak:
    Allora vuoi proprio farmi venire i crampi! cacchio, ma dove vivi?
    Quando me lo potevo permettere davo 50 euro a pomeriggio ad un’ucraina per pulire i vetri di casa, e al suo paese ci vivevano marito e figli per un mese. Così diceva.
    Diceva anche che gli uomini italiani sono migliori. Certo non si riferiva a quei biechi personaggi del caporalato… tanto per cominciare.
    ========================================================

    Oggi ho trovato un articolo di Franco Arminio che riporto per intero (tanto ormai siete abituati a vedermi prendere spazio e andar fuori dalle righe, e finché non protestate, io vado avanti).

    * L’emigrazione in camera da letto (da l’Unità del 31 ottobre 2007)
    Siamo sempre andati dagli altri a lavorare e dovremmo avere rispetto per chi adesso viene da noi a lavorare. Non è così os e in questo modo oltre a disprezzare la storia degli altri disprezziamo anche la nostra. La gran parte delle donne immigrate in Italia non arrivano in una città, in un paese, ma semplicemente in una casa dove c’è una persona che non abbiamo più tempo e voglia di assistere. Vengono per lavorare nell’unica fabbrica efficiente che abbiamo, la fabbrica dell’agonia.
    La civiltà contadina non era particolarmente efficace nel garantire beni materiali, ma assicurava almeno una buona gestione della morte e della malattia. Intorno al letto di un sofferente c’era sempre animazione. Era un fatto normale. Si faceva per gli altri quello che gli altri avrebbero fatto per noi. Adesso le donne dell’est sono le custodi di un crepuscolo solitario. E quando la persona assistita muore si ritrovano disoccupate, devono ricominciare in un’altra casa, in un’altra agonia.
    Forse queste donne non scrivono le lettere commosse e commoventi che scrivevano i nostri emigranti. Usano il telefonino e non resta traccia dei loro umori. Non sappiamo come ci vedono, come vedono le nostre piazze vuote, le nostre case grandi senza libri e senza pianoforte. Queste donne scendono ogni giorno nelle miniere della malattia, ma non c’è niente da scavare e da riportare in superficie. Oltre ai pochi soldi che diamo si ritrovano in tasca come buonuscita il ricordino della persona defunta.
    Sarebbe il caso di coinvolgerle nella nostra vita prima ancora che nella nostra morte. Un coinvolgimento collettivo, pubblico, politico. E invece al massimo le usiamo come ripiego alla nostra disoccupazione sessuale. Insomma, queste donne non sono qui per contribuire alla costruzione di una società come accadeva a noi in Svizzera o altrove, ma per occuparsi dei nostri corpi. Corpi morenti o corpi astinenti, comunque corpi afflitti, soli, sformati.
    Uno scapolo indigeno che lavora in campagna non ha nessuna possibilità con le ragazze italiane. Uno che odora di stalla non ha nessun sex appeal per le nostre fanciulle apparecchiate sul modello delle veline. Ormai sono tanti quelli che nelle nostre campagne hanno la moglie rumena o albanese. E non è un tradimento al motto «moglie e buoi dei paesi tuoi». In fondo per questi nostri ultimi contadini le vere straniere sono le fanciulle indigene, quelle che usano il loro corpo per mandare in giro i vestiti e gli occhiali da sole e il telefonino.
    Viviamo in una situazione sconvolgente e la cosa piùù sconvolgente è che questa situazione non sconvolge nessuno. Tutto è relegato in una dimensione ineluttabilmente privata. Noi siamo emigrati per fare piazze e palazzi. Lavoravamo in spazi pubblici, costruivamo un mondo. Adesso il vero centro dell’immigrazione che ospitiamo nel letto. Piaghe da decubito o masturbazioni, poco importa. Non abbiamo da proporre altro che questi corpi senza destino.
    Allora i veri stranieri, i veri sbandati siamo noi. Basta guardare le facce nostre e quelle degli altri le poche volte che camminiamo affiancati. In realtà temiamo il confronto. Loro si muovono a piedi, sono le uniche persone che non hanno automobili. Hanno polpacci forti, schiene dritte. Hanno volti in cui ancora spira quell’indefinibile senso dell’umano che sembra svanito dal nostro sguardo.
    Ci sarebbe bisogno di una trasfusione collettiva di spiritualità. Far scendere il loro sangue nelle nostre vene. E invece accade che lasciamo cadere nelle loro tasche solo poche monete.

  10. fiak Says:

    @milena
    Io sono a pescara e 15 euro al giorno è la paga della badante di mia nonna. Per 50 euro al pomeriggio i vetri te li vengo a pulire io e quando me ne vado ti faccio trovare la cena pronta da mettere sul fuoco!
    Ps Milena, addirittura l’articolo per intero!

  11. Milena Says:

    @ Fiak
    già già… devo aver fatto qualche confusione tra le lire e gli euro, è vero, mi capita ancora.
    Comunque peccato che abitiamo così lontani che se no magari ci facevo un pensierino, ma soltanto se non mi lasciavi poi a mangiare da sola. Che sai il divertimento!
    Ps: eh sì, non mi piacciono gli articoli a metà, e non sarebbe nemmeno corretto per l’autore: non ti pare?
    E a parte tutto, l’hai letto?

    Altro discorso.
    La scorsa primavera, un ragazzotto – figlio di un mio amico che stava facendo gli esami di terza media, e lo dico perché non ne conosco esattamente l’età – una sera, al termine di una riunione “filosofica”, saltò fuori col dire che “le prostitute assolvono una funzione sociale”.
    Io non mi permetto di avere opinioni e tanto meno su un tema così delicato, però quest’idea l’ho trovata ardita e curiosa. E tutto sommato è abbastanza in linea con l’articolo di Arminio.
    Che è davvero un bell’articolo. Non è vero?

    (Mi dispiace solo di aver dimenticato all’inizio della seconda frase un refuso – “os” – che nuturalmente non c’entra niente).

  12. fiak Says:

    @milena
    si l’ho letto l’articolo! Basta con questa storia che commento senza leggere! Bello!
    Ps il ragazzo per fare solo la 3za media mi sembra che abbia già le idee abbastanza chiare! Ahahahah

  13. Milena Says:

    @ Fiak
    guarda che non stavo mica insinuando niente: era solo una domanda innocente.
    e figurati se mi ricordo ancora quello che ci siamo scritti la settimana scorsa.

    Però è dalla settimana scorsa che non si sente più Ares. Mi manca.
    – Ares dove seiiiiiiiiiiiiiiiii?

    Comunque, rileggendo l’articolo di Arminio mi sono accorta che c’è più di un refuso.
    Se dovesse passare di qua, faccia finta di niente.

  14. arminio Says:

    eccomi qua

    sono arminio
    alto e fragile, d’alluminio….

    un abbraccio equo e solidale

  15. md Says:

    Grazie Arminio!!!
    Milena, grazie anche a te: se tu non avessi riportato il testo dell’articolo io non l’avrei letto (e magari anche qualcun altro).
    La rete serve a qualcosa allora…
    (ma per smentirmi subito: date un’occhiata, se non l’avete ancora fatto, ai commenti scritti oggi sul blog del ragazzo arrestato di Perugia: http://raffasollecito.spaces.live.com/)

  16. SCORIE « La Botte di Diogene - blog filosofico Says:

    […] un cazzo! – mi vien da dire. Avevo già accusato il precedente governo di essere il mandante dei primi pogrom contro i nomadi; a maggior ragione non posso non ritenere corresponsabile questo […]

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