DIGITAL-MAN

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L’uomo digitale non guarda mai le cose direttamente. Il suo occhio e il suo cervello le filtrano, selezionano e riproducono attraverso la sua fotovideocamera. @@@ L’uomo digitale non ascolta mai musica dal vivo, ma solo attraverso iPod e formati mp3. @@@ L’uomo digitale si guarda bene dall’incontrar gente: troppi inconvenienti, e poi magari hanno un cattivo odore. Molto meglio chattare, messaggiare, commentare sui blog, nei forum, inviare email, sms, mms… @@@ L’uomo digitale frequenta assiduamente Second Life. Ma lui preferisce chiamarla First Life. @@@ L’uomo digitale non muove un passo senza il suo Gps ultimo modello. Ma a pensarci bene, l’uomo digitale non muove un passo tout court. @@@ L’uomo digitale fa solo sesso virtuale. Rigorosamente scarnificato ma di gran lunga più immaginifico ed eccitante. E senza quella fastidiosa sensazione di sudaticcio e di sporco. @@@ L’uomo digitale è bulimico di informazioni ma anoressico di conoscenze. La sua competenza linguistica è limitata agli acronimi. @@@ L’uomo digitale non ha bisogno di allenare la memoria. Anzi, l’uomo digitale non ha memoria. La sua memoria si trova in Google. @@@ L’uomo digitale ha alcune zone del cervello enormemente sviluppate, un pollice opponibile che fa acrobazie, l’occhio destro fuori dalle orbite e il sinistro “sbarluccicante” di pixel; lamenta problemi di tendinite al polso, ma attende fiducioso che Bill Gates glieli risolva con un taglio netto al maledetto topolino. I suoi piedi e le sue gambe sono in fase di atrofizzazione. Del resto non gli servono. @@@ L’aspirazione massima dell’uomo digitale è la caverna elettronica, da dove non dover più uscire. Telelavoro, guadagni, acquisti e movimentazione on-line del denaro, permanente connessione alla rete, pareti ricoperte di suadenti e ammiccanti monitor – il mondo che arriva in casa, senza bisogno che lui ne fuoriesca mai. @@@@@@@

Naturalmente l’uomo digitale non è mai sfiorato dalla seguente domanda: che cosa succederebbe al mondo come sua digital-volontà e digital-rappresentazione se là fuori qualcuno recidesse i cavi della rete e spegnesse la corrente?

Progetto e realizzazione fotografica a cura di ro_buk , che naturalmente ringrazio.

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25 Risposte to “DIGITAL-MAN”

  1. ro_buk Says:

    ahahah!Bel post,la descrizione di digitalman mi pare veritiera e minuziosa.Credo che ognuno di noi,in parte,almeno spero,ci si possa riconoscere.Bel colpo.Andato a segno!

  2. Milena Says:

    tremendo… e tremando… ma remando verso dove?
    dove le @@@@@@@ stanno per un sacco di palle?

    è molto curioso ed spiritoso tutto questo ma
    davvero non riesco a capirne il senso

    vuol’essere ironia o sarcasmo? o una nuova forma di filosof’arte?
    vuoi dirci che non è neppure corretto presentare la realtà in questo modo?
    o vuoi dire “che ognuno si rispecchi in quello che gli pare”?

  3. md Says:

    Omnis determinatio est interpretatio

  4. Milena Says:

    bello però quel parco sullo sfondo…
    …dove si trova?

  5. md Says:

    parco di Legnano

  6. Milena Says:

    troppo lontano
    arrivare fin lì significherebbe inquinare
    meglio accontentarsi di guardare i colori dell’immagine, per ora
    forse un giorno creeranno un simil luogo virtuale in cui potremo sentire il soffio del vento, il freddo sulle mani e gli odori e i rumori dal vivo
    ‘naturalmente’ filtrati dai dati indesiderabili (cacche dei cani, spazzature, barboni)

  7. lealidellafarfalla Says:

    Divertente, molto divertente: almeno fino alla parte sesso mi ci sono rivisto. Per quanto riguarda la corrente dovrò premunirmi e pensavo ai piccioni viaggiatori conuna @ stampata sul becco.

  8. fiak Says:

    Bello spunto quello della caverna digitale, e anche quello della digital-rappresentazione… Qualcosa mi dice che questo post è tratta da un lavoro molto più lungo, ho ragione?

  9. Milena Says:

    accendo il computer, piuttosto lento, devo dire, e intanto mi rollo una sigaretta. Per questo non me ne frega che sia lento, anzi mi piace, che così mi permetto ancora di fare qualcosa di diverso con i polpastrelli che non sia battere su questi tasti bastardi e maledetti. Il mio nonno si faceva le sigarette a mano. Me lo ricordo ancora quando negli ultimi anni della sua vita se ne stava rintanato nel seminterrato con le mani appoggiate sulla Bibbia aperta sempre alla stessa pagina consunta e ingiallita, e intanto si rollava sigarette. Tanto la libertà può essere anche libertà di farsi del male anche senza saperlo. Un pomeriggio ero andata da lui perché doveva darmi le uova che riponeva in un cassetto del comò nel corridoio, quello con lo specchio macchiato in cima, e gli avevo chiesto: “Allora te ne stai qui a leggere la bibbia?”, e lui aveva annuito. “Ma leggi sempre la stesso pagina?”, e lui offeso mi aveva risposto “Eh sì, perché questa è la pagina più importante.” Furbo il nonnino, non è vero? E invece io credo ancora che bisogna leggere tutto dalla prima all’ultima riga. Ma non serve, basta che non se ne accorga nessuno. Però quel giorno che l’ho sgamato non gli dev’essere piaciuto troppo. Così, dopo aver arrotolato le uova nei fogli di giornale – la Famiglia Cristiana, naturalmente, l’unico giornale che entrava nelle nostre case, non solo allora, ma quasi anche adesso – ho preso in mano il cartoccio e gli ho chiesto, “Cosa ti devo?”, lui mi ha risposto “Puoi pagarmi in natura.”. Ho guardato quei suoi occhi verdi appannati e gli ho chiesto “In natura, cosa vuoi dire?”. “Mi dai un bacio?”, mi ha detto. Io mi son messa a ridere e gli ho risposto “Perché no, va bene.”. Tant’è che non ci ha messo molto ad avvicinarsi e a baciarmi sulle labbra. Un bacio che non mi è sembrato proprio un bacio che si dovrebbero scambiare un nonno e la sua nipote preferita, anche perché non ero preparata, non ho ricambiato, e sono rimasta come una scema quando mi ha messo le mani sulle tette. Piuttosto imbarazzante. Sì, ci ho messo un po’ per capire la faccenda, mi ha rattristato, ma non più di tanto. Che insomma, un uomo di ottant’anni, circa, avesse ancora delle nostalgie.
    Ma non era questo che volevo dire. Guarda un po’ che giri nella memoria può fare una mente soltanto se le si lascia un po’ di tempo libero per vagolare a vuoto mentre aspetta che il sistema si carichi per funzionare. Ma adesso è pronto. Mi chiama. Mi cerca. Non posso lasciarlo aspettare.
    La presa è già inserita nei buchi del telefono, che qui da me in campagna l’ADSL non c’arriva, anche se appena più sopra il cielo è percorso da aerei al ritmo di uno ogni due minuti almeno. Ma bisogna accontentarsi, non si può avere tutto. E visto che c’abbiamo anche usignoli e cucù, non c’è da lamentarsi davvero, e infatti non lo faccio. Mi accontento di quel che c’è, e non altro. La Malpensa coi cucù e gli usignoli. E il giardiniere, che non è proprio come il guardacaccia di Lady Chatterly ma svolge le sue mansioni, come riesce. Più o meno.
    Che poi appena clicco sul cursore e si apre remote access, che decisamente è molto remoto il mio accesso, si apre la finestra e do il via alla connessione. Tu Tu Tu, graccolii fruscii strofinii che sembrano provenire dal regno dell’oltretomba, qualche secondo di silenzio e ci siamo. Da qui in poi – così esattamente leggo – il tempo è illimitato.

  10. Milena Says:

    libera interpretazione, naturalmente, non c’è niente di personale

  11. md Says:

    @fiak, non proprio, è vero però che in questo periodo sento di avere un cantiere in testa

    @milena: accidenti, mi sa che tuo nonno rientra nelle statistiche di certe pratiche familiari sulle donne decisamente spiacevoli… mi verrebbe da chiederti come mai l’hai raccontato…

  12. md Says:

    ah, ecco, ora sono più tranquillo!

  13. Milena Says:

    no dai, non era mia intenzione accusare il nonnino, che negli ultimi anni della sua vita era decisamente appannato. io ci leggo piuttosto il desiderio che affiora comunque e in ogni modo, a qualunque età, come desiderio di vita, e forse anche come nostalgia di ciò che è si perso e che si perderà per sempre.
    Il motivo per cui l’ho raccontato? perché oggi è il 33° anniversario del mio matrimonio, quando allora avevo 16 anni. Ma soprattutto perché mi sono fatta qualche bicchierino di bianco e non ho voglia di mettermi a cucinare

  14. Milena Says:

    spero che rimani comunque tranquillo, perché anch’io lo sono, più o meno

  15. fiak Says:

    Beh mi auguro che il cantiere non sia troppo rumoroso….

  16. norton Says:

    mi ha fatto sorridere soprattutto la seconda parte… è vero, non ho più memoria, so solo cercare su google o su wikipedia… ma forse non mi serve (il rischio dell’unplugged è uno dei rischi di quest’epoca…)

  17. Milena Says:

    La foto di ro_buk mi ricordava qualcosa… e gira e rigira… ecco cosa: il quadro di Magritte dal titolo “La condition humaine”. Non so se l’avete presente: c’è un quadro sul cavalletto davanti ad una finestra aperta su un paesaggio, che rappresenta esattamente la parte di paesaggio nascosta alla vista dal quadro, tanto che se non fosse per dei piccoli particolari non ci accorgeremmo della differenza dei piani.
    “E’ così che noi vediamo il mondo”, dice Magritte, “lo vediamo come al di fuori di noi anche se è solo di una rappresentazione mentale di esso che noi facciamo esperienza dentro di noi.”.
    Nella foto di ro_buk il volto di Mario è nascosto dall’immagine di Mario che appare sullo schermo. Mario esiste simultaneamente nella nostra mente, sullo schermo del computer e, supponiamo, nel parco, eppure non possiamo esserne certi. Chi sta dietro lo schermo potrebbe essere un’altra persona, niente ci assicura che sia davvero Mario. Insomma: chi e cosa c’è dietro?
    Ma potremmo anche dire che ogni rappresentazione è, appunto, una rappresentazione, che potrebbe non coincidere affatto con la realtà della cosa nascosta dalla rappresentazione. O sarebbe più esatto affermare che ogni rappresentazione non può che essere una menzogna?

  18. tango Says:

    “Il mondo è diventato la mia casa e il mio computer è la porta attraverso la quale scorrono le mie parole come fili per tessere libri, dove le mail alimentano il mio blog come il fiume alimenta il mare, dove le foto fermano un istante.
    Il mio computer è un rifugio per scrivere o controllare i risultati di una partita.
    E’ la mia finestra sul mondo!”
    (Paulo Coelio)
    Penso che i miei nipoti -se mai avrò figli e quindi nipoti- non saranno tanto distanti dal pensiero di Coelio.
    Per me ciò è vero per metà, preservo l’altra per l’esperienza in prima persona senza il filtro dell’ormai indispensabile calcolatore.

  19. Ares Says:

    Ares

    Mammamia che immagine inquietante quella sel digitam-man infermo, artrosico, con patologie di ogni genere, anche psichico-maniacali… un po’ mi ci ritrovo 😉 … soprattutto per quanto riguarda il tunnel carpale, che da qundo leggo questo blog mi comincia a dolere..

  20. norton Says:

    alla domanda: che cosa succederebbe al mondo come sua digital-volontà e digital-rappresentazione se là fuori qualcuno recidesse i cavi della rete e spegnesse la corrente?

    rispondo: quello che è successo per la mancanza di benzina, o quello che succede durante il black out, panico.
    Gli strumenti, qualsiasi essi siano, riplasmano le nostre capacità cognitive, che siano auto, che sia internet, e l’assenza di questi strumenti rappresenta un handicap più o meno risolvibile.

  21. Milena Says:

    Ciao ciao. qualche giorno fa ho inciampato nel filo di allacciamento a internet e si è spezzato, e non ho potuto andare a comprarne un altro perché l’automobile era rimasta senza benzina. Per finire ieri sera è saltata la corrente in tutto l’isolato, così che, invece di accendere il computer ho acceso il camino – anche se non si potrebbe, vista una recente legge Formigoni che lo vieta, perché inquina. Cmq. ho telefonato all’Enel e hanno riparato il guasto abbastanza in fretta. La cosa strana è che nessuno dei miei vicini aveva segnalato il guasto e tutti si sono limitati ad accendere le pile e stare ad aspettare. Non se si tratti di una specie di rassegnazione. Quest’estate è mancato poco che un mio vicino rimanesse schiacciato dall’auto ch’era ruzzolata giù dallo scivolo, e la moglie e il figlio erano rimasti lì impietriti, mentre il giardiniere che aveva sentito il tonfo era corso fuori in mutande a soccorerlo, con la schiuma da barba sul viso. Per fortuna non era grave. Quando succedono dei guai, il più delle volte rimaniamo impreparati, non riusciamo a fare nulla o facciamo le cose sbagliate. E il tempo passa.
    Ma non è tutto: questo pomeriggio si è guastata anche la linea telefonica, e non l’hanno ancora riparata. Non so cosa stia succedendo: la mia casa sta andando a pezzi. Qualche tempo fa si era rotta la lavastoviglie e adesso lavo i piatti a mano e non mi dispiace. Infatti se adesso ho mal di schiena non è colpa della lavastoviglie. Poi si è allagato il bagno bello, poi quello dabbasso, ma me ne frego finché c’ho quello in mansarda. Ah già, anche il videoregistratore è out e la stampante è andata.
    Ora sono qui a scrivere a mano sulla carta, c’é ancora un po’ di brace nel camino e, se non vi disturba troppo, magari domani ricopierò il tutto. Il guaio, anche questo è un guaio, è che non mi riesce di scrivere di meno, o tagliare, o fare sintesi. Che d’altronde non sono proprio esperta in chimica

  22. mario Says:

    L’uomo digitale. Certo che se fosse così “saremmo ben messi”. per quanto riguarda il taglio delle connessioni,beh forse preso da profonda isteria uscirebbe dalla sua scatola e vagabondando si troverebbe in campagna,assalito dall’odore della terra,dalla scoperta dei prati,dalla presenza degli animali. Forse comincerebbe a toccarli,annusarli,e,scoprirebbe che un pò più in la vi sono altri umani che fanno le stesse cose,chissà….

  23. mario Says:

    Per quanto riguarda il nonno,forse al tuo posto mi sarei messa a piangere e prendendo nelle mie le sue mani rugose forse mi sarei accorta che anche il suo volto era rigato di lacrime…valli a capire questi umani.
    “Il mettersi in piazza” senza paura di essere giudicati,ma chiedendo solo condivisione è a parer mio un grande atto di umiltà…virtù oggi rara,molto richiesta,ma a volte non capita.

  24. carmine Says:

    Il vero uomo digitale…fa sesso su red light center….
    leggi QUA

    ….povero lui…fa semplicemente il business degli altri…che l’hanno studiata a dovere…

  25. CAOS DIGITALE « La Botte di Diogene - blog filosofico Says:

    […] appariva qualche giorno fa il ripiano delle attività elettroniche di Digital-man. Caos e alienazione digitale. Ora sono intervenute le megapulizie generali che hanno riportato un […]

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