Narcisismi 1 – Piccola fenomenologia dell’auto-centrismo

trash-your-car.jpg

La foto qui sopra è stata scattata da William, un tizio che sta a Scottsdale, in Arizona, e che non mi pare abbia molto gradito la scritta visto il suo commento: “No. How about I trash your bike with my SUV?”. Alcune fotografie del suo sito su flickr lo ritraggono infatti in compagnia del suo macchinone, nel bel mezzo degli sperduti e meravigliosi paesaggi dalle sue parti (dove peraltro sono stato). Ho quindi pensato di dedicare a lui, che per fortuna non mi leggerà mai, questo post…

Di cose cattive da dire sulle automobili e sul loro uso se ne possono trovare a iosa. Lascio qui perdere le motivazioni etiche, ecologiche e di salute pubblica, oltre che individuale, che dovrebbero indurre dei cittadini sani di mente ad abbandonare al loro destino quelle puzzolenti scatole metalliche e a muoversi prevalentemente con le proprie gambe o con i mezzi pubblici. Voglio qui limitarmi a puntare l’attenzione sull’antropologia dell’automobilista, sull’esclusivismo narcisistico che ne caratterizza i comportamenti fino a rasentare una certa forma di fanatismo fondamentalista.

Il punto di partenza di ogni fenomenologia in proposito, è l’assunto che sta alla base della Weltanschaaung dell’automobilista: esisto solo io, ci sono solo io, io io io! Tutto il resto è noia, come cantava la canzone.
Si potrebbe partire dalla bulimia del mezzo: tra Suv, fuoristrada, Hummer, macchinoni di ogni genere, ormai le strade, le città e i marciapiedi sono sempre più intasati da tonnellate di ferraglia luccicante con vetri fumé dietro i quali si può solo immaginare la faccia proterva del guidatore, che il più delle volte rimane un invisibile alieno con gli occhi gelidi e luccicanti. In Italia, poi, siamo secondi ai soli Stati Uniti in fatto di rapporto tra numero di autoveicoli e abitanti (800/1000 in USA, 670/1000 qui; peccato solo che la superficie degli Stati Uniti è di 9.372.614 kmq, cioè 31 volte quella del nostro minuscolo stivale…). Certo, le avvincenti pubblicità ci raccontano di spazi immensi e incontaminati, deserti (tipo quelli frequentati dal nostro amico William), campagne e persino spiagge, dove l’unico ad essere in giro è lui, il sorridente palestrato con la biondona, o anche lo sfigato con la famigliola e il cane, a seconda dei gusti, che nella realtà confluiscono nel povero coglione che va a comprare l’ultimo modello stra-accessoriato con mille “optionals”, esce dalla concessionaria e si trova bloccato nel traffico del centro.

Gli autocentrici mentre guidano fanno anche molte altre cose, giusto per non perdere tempo: innanzitutto parlano al cellulare, sempre e con chiunque, palpano amorevolmente il loro Gps ultimo modello, controllano che la loro pettinatura e gli occhiali da sole siano in ordine, mettono la musica a palla, tunz tunz tunz, e magari tanto che ci sono si sbevazzano un mohito.
Naturalmente hanno “asciugato” moltissimo la loro tecnica di guida, innanzitutto per quanto concerne l’uso delle frecce (o indicatori di direzione): semplicemente non le mettono più, tanto i loro macchinoni vanno dove vogliono e sono sempre e comunque in pol position, poco importa chi sta dietro o in zona.
Lo “sclero” dell’automobilista riguarda infatti l’avere qualcuno tra le palle, specie se è davanti a lui. Semplicemente non lo tollera. Se poi si tratta di una bicicletta lo “sclero” si fa spasmodico. E quando qualcuno gli fa sommessamente notare che non ha dato la precedenza, che stava per metterlo sotto o cose simili, in genere solo a gesti, la faccia sclerata assume un atteggiamento di estraniato stupore, subito tramutato in una vena di disgusto: ‘zzo vuoi? dici a me?
Sì, proprio a te, stronzo!
Prendiamo le rotatorie. Sono state fatte per evitare le code ai semafori, spezzare il traffico e rallentarlo in alcuni punti, giusto? Ma quando mai: perché rallentare, tanto io ce l’ho più lungo e più grosso, dovrà essere l’altro a farlo e a farmi passare!
A proposito poi di velocità: oltre a multe, patenti a punti e quant’altro, pullulano vieppiù dissuasori, rilevatori elettronici, dossi artificiali, bande e chi più ne ha più ne metta. Grande fantasia tecnostradale con sarabanda, insomma. Mi chiedo se tutto questo ambaradan serva a qualcosa o stia solo arricchendo imprese e aziende che lo producono e lo installano. Anche perché l’autocentrico pare sbattersene proprio.
Altra sua prerogativa è quella di lasciare sempre e comunque la macchina un po’ dove gli pare: se sosta per prendere il pane o le sigarette, non si perita di sbarrare passi carrai e uscite di sicurezza e si piazza bellamente su strisce, posti riservati a disabili o di traverso sul marciapiede. Spesso con il motore acceso, tanto per non concedere nulla in fatto di stronzaggine.
Naturalmente lungi da lui l’idea di lasciar passare in santa pace i pedoni sulle strisce, i quali poi, da idioti speculari quali sono, quando qualcuno gli concede di attraversare, ringraziano o si mettono addirittura a correre. (Io il diritto a passare me lo prendo sempre e comunque, con molta molta calma, e infatti prima o poi mi stireranno…).
Naturalmente ne avrei anche per i ciclisti: ma i loro peccati (tipo: non usare le luci o la pista ciclabile quando c’è – che mi fa dire, ma sei scemo?), sono sempre peccatucci veniali se confrontati con quelli mortali degli automobilisti. Oltre al fatto che rischiano sempre di trovare sulla loro strada un William suvmunito piuttosto incattivito.E poi tutto il sistema viario e di circolazione è autocentrato, studiato e concepito per gli automobilisti, mentre invece gli altri sono solo un impiastro.

Mi pare di poter concludere che quella dell’automobilista è la metafora perfetta dello stato sociale in cui versiamo: io io io! Egocentrismo e narcisismo all’ennesima potenza. Chi poi volesse anche indagare sulle implicazioni psicologiche (il macchinone come protesi sessuale o sostitutivo ormonale per richiamare l’attenzione della femmina), troverebbe altro materiale. Ma quello non è il mio campo, e poi a complicare la cosa c’è il fatto che sempre più donne guidano i macchinoni. E tra un po’ magari anche i bambini. E allora come la mettiamo?

(P.s. Mi trovo ora molto in imbarazzo, dato che ho appena ricevuto la notizia che mio fratello intende acquistare una BMW 320 serie 3 – così mi ha detto – oltretutto nera: come mi comporterò quando mi chiederà – e prima di Natale succederà – di salire a bordo?)

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37 Risposte to “Narcisismi 1 – Piccola fenomenologia dell’auto-centrismo”

  1. Ares Says:

    Ares

    Ahahahhahahhahahhahah.. la giusta punizione, tiè!!

  2. Ares Says:

    Ares

    Io a maggio ho comprato una macchina.. non l’ho scelta con attenzione… era pero’ la piu’ conveniente… non era proprio nuova fiammante era una chilometri “0”… e per risparmiare ho dovuto prenderla cosi’ come si trovava: del colore con non mi piaceva e con gli optionals che non volevo… ha i vetri scuri solo dietro…. mia madre dice che sembra una macchina motruaria… e forsa ha ragione; ci ho messo 5 mesi per abituarmi all’idea: io ero abituato alla mia UNO47 dell’87 con 300.000 Kilometri e non mi sentivo a mio agio.

    Ora mi ci trovo bene.. se non l’avessi..e fossi costretto a prendere i mezzi pubblici, tornerei a casa dal lavoro alle 21:30..invece con la mia macchina nuova riesco ad arrivare a casa per le 20:25.

    Non mi ritrovo affatto nella tua descrizione, io sono rispettosissimo dei pedoni e delle altre macchine, sono forse un po’ veloce e bestemmio.. ma tutto sommato cerco di essere corretto. Per quanto riguarda l’inquinamento…. purtroppo non posso permettermi un auto elettrica.

  3. Ares Says:

    Ares

    Se mi cambiate il sistema rinuncio volentieri all’auto, ma se il sistema rimane tale non ho intenzione di perdere 220 ore della mia vita sui mezzi pubblici senza poter far’altro.

  4. Sherasade Says:

    si potrebbe obiettare che se non ci fossero tutte questa auto in giro, Ares, i mezzi pubblici andrebbero molto più veloci…
    ma non è questo, non è giusto demonizzare chi va a lavorare in macchina, semmai chi in macchina ci andrebbe pure dalla cucina al cesso (e ne conosco tanti), una soluzione potrebbe essere quella di andare in 3 o 4 colleghi insieme sulla stessa auto a lavoro, se si abita abbastanza vicini…no?

  5. Milena Says:

    una pubblicità per “la 220” così dice:

    “Il veicolo a impatto zero è già stato inventato, si chiama bicicletta.
    Una mela, 100 calorie, 8 chilometri pedalando tranquilli. Un’auto in città ha quasi la stessa velocità media effettiva, circa la stessa distanza con un litro di benzina o di gasolio, che però vale 7767 calorie. Mela batte benzina 77 a 1.”.

  6. fiak Says:

    Ti suggerisco un altro punto di debolezza dell’autocentrismo: fino all’ anno scorso mi muovevo solo a piedi o con i mezzi pubblici e conoscevo tante graziose fanciulle. Poi mi sono comprato una macchina, e purtroppo la quantità di graziose fanciulle conosciute giornalmente è calata drasticamente!

  7. teo Says:

    beh, il discorso sarebbe abbastanza lungo. io personalmente non demonizzo completamente l’auto (IL SUV Sì).demonizzo l’uso che se ne fa. come dice sherasade, la gente ke esce a comprare le sigarette in auto. la gente ke “fa freddo, quindi prendo la macchina”, la gente ke devo fare sport, quindi vado in palestra, a 200 metri da casa mia, in macchina. la gente ke non ci sono + spazi verdi, bisogna cercarli col lanternino, e adesso vado a correre al parco di legnano in mezzo alla natura.ma vado in macchina.
    anke se il mio odio maggiore (se mai possa esistere un odio maggiore, dato ke vedo l’odio come sentimento “superlativo assoluto”) va alle 40-50enni casalinghe, mogli di imprenditoridistocazzo, ke vanno a prendere i figli a scuola, in piscina, a catechismo con il suv + grande possibile (“xkè mi sento + sicura”), occhiali da sole, faccia da desperate housewife/sonofigasoloio, e ke ci mettono mezz’ora x parcheggiare il suddetto container, sempre con una gomma su sul marciapiede, il muso ke spunta fuori, e un’altra mezz’ora x uscire da questo parcheggio improvvisato. magari portando via lo specchietto della macchina davanti. ma non l’hanno vista, mica è colpa loro…

    fine dello sfogo

    vorrei vedere la tua faccia e l’autto di tuo fratello su questo sito (come ti dicevo ieri):
    http://www.fuh2.com/submissions.php

  8. Ares Says:

    Ares

    Io la macchina la uso per andare a lavorare.. faccio in macchina circa 30 km, che mi portano dall’interland milanese a Milano + 30km per il ritorno… la uso anche per fare la spesa: per raggiungere il supermercato piu’ economico e poter trasportare la spesa che faccio bisettimanalmente.

    @Milena.. la bicicletta sara’ un mezzo romanticamente ecologico, ma non mi permetterebbe di fare tutto quello che riesco a fare con l’auto ; senza contare del tempo che riesco a utilizzare in altro modo, invece che sui mezzi pubblici Milanesi, pieni di umanita’ stitiche,musone e silenti .. tutti intenti come me a leggere quel libro che cercano di finire da circa 2 mesi, non potendolo fare presso la propria abitazione – disfatti – dopo una giornata di lavoro.
    Arriverei tardi alle cene tra a mici, non riuscirei a risparmiare quei 60,00 € mensili(al netto del costo della benzina) facendo la spesa ai supermercati.

    Tenendo conto poi di un dettaglio per me fondamentale: usare la macchina mi permette di fare la spesa il venerdi sera e questo mi evita di sprecare tre ore del sabato , che dedico piu’ volentieri alla mia attività teatrale.

    @Fiak la difficolta’ di socializzare sui mezzi pubblici Milanesi e’ oggettiva.. per me in particolare, che dovrei cambiare circa 4 mezzi pubblici all’andata e 4 al ritorno (treno, metropolitana e 2 mezzi di superfice) per arrivare in ufficio; non farei intempo ad imbastire un discorso con chi che sia, che dovrei lasciarlo a discorso inconcluso.

    Il Sistema – vita sociale/lavoro/affetti – purtroppo confligge con gli interessi del “vampiro”, e’ una corsa continua contro il tempo..siamo in continua astinenza di tempo.

    Ma adesso la Moratti(sindaco di Milano) sta’ mettendo le cose apposto: ha istituito un ticket di ingresso in Milano per impedire o ridurre l’afflusso di auto in città. Questa iniziativa consentirà ai SUV milanesi di trovare piu’ facilmente parcheggio sotto casa.
    – Grazie Moratti, a nome di tutti i lavoratori della provincia che vengono a lavorare presso la sua corte… grazie di cuore!! -.

    Perche’ non organizziamo delle associazioni che offrono “genitori in affitto”, secondo me e’ il business dei prossimi anni.

  9. Ares Says:

    Ares

    Ovviamente i sindaci dell’interland.. non hanno fatto una piega..ci mancherebbe.. sono quasi tutti di destra come la Moratti.

  10. lealidellafarfalla Says:

    Quoto Milena.
    D’altranode sono avvantaggiato, perchè risiedo in una piccola città che mi permette di raggiungere i supermercato in cinque minuti di bici, ( idem pr il lavoro) così faccio la spesa quasi tutti i giorni, specialmente nella bella stagione. L’inverno è un po’ più problematico. Milano complicherebbe ancora di più le cose.

  11. ro_buk Says:

    Teo,mitico il sito da te consigliato. Pure il tuo sfogo non è male. Un pò di sana intolleranza,spesso,è quel che ci vuole!!

  12. Ares Says:

    Ares

    l’auto e’ una tecnologia, e’ la modalità d’utilizzo che e’ criticabile

  13. il monrealese Says:

    la verità è che siete degli scansafatiche. I problemi che adducete, per non prendere la bici, sono ridicoli. in Olanda vanno in bici sotto la pioggia, spesso le madri portano in giro due bambini, altri trasportano anche delle cose per noi impensabili ( televisori, latte di vernice da 30 chili, e sono attrezzati con ceste e borsoni per portare una quantità enorme di spesa), e non sto parlando di atleti ciclisti, persino i vecchi vanno in bici. Dicono bene gli americani e gli inglesi che ci considerano pigri ed apatici. Inquiniamo più di chiunque in Europa e sprechiamo risorse come l’acqua e l’energia. Siamo i nuovi barbari del continente.

  14. Ares Says:

    Ares

    Andranno anche in bicicletta.. ma loro a differenza di noi possono portare la loro bicicletta pieghevole .. sui treni, sulle metropolitane, sui mezzi pubblici in generale… che li funzionano perfettamente… senza grandi ritardi… e tutto e’ concepito per essere raggiunto dalle loro.. meravigliose… non inquinanti …bici..

    Questi italiani che concordano con chi parla male degli italiani mi fanno saltare i nervi…..li prenderei a pugni…. hem.. si fa per dire 😉

  15. il monrealese Says:

    ma i nostri treni, metropolitane, mezzi pubblici in generale, sono gestiti da italiani che hanno dietro una classe dirigente italiana messa li da noi italiani che non facciamo proprio niente per cambiare le cose. L’Olanda degli anni sessanta era intasata di auto tanto e più dell’Italia, poi un politico ha lanciato una sfida “lasciamo le auto e prendiamo le biciclette” la gente ha seguito il suo consiglio. Lo stato ha adeguato strade e mezzi pubblici alle nuove esigenze. La verità è che per gli italiani l’auto è considerata un prolungamento del proprio corpo, la porterebbero in camera da letto, conosco persone che per fare un solo chilometro prendono l’auto.
    Io non prenderei a pugni nessuno, nemmeno per scherzo ma… una tiratina di orecchi a chi non sa fare un po di autocritica si… quella si

  16. Ares Says:

    Ares

    .. che mi dici el 3° debito pubblico mondiale che abbiamo sul groppone noi italiani ?..

    Continuano a dirci che non ci sono soldi …

    Credo che ci siano priorita’ assistenziali…con le quali fare i conti..

    Nel frattempo io prendo la macchina, pago i pedaggi,manutenzione e benzina.. e quando posso vado a piedi.. molto volentieri…

    La bicicletta?… che l’adoperino i pochi fortunati che hanno la fortuna di avere il lavoro a pochi chilometri da casa propria;
    sperando che il privilegio non li autorizzi a vantarsi di un istinto civile, che la “fortuna” ha voluto concedergli.

  17. md Says:

    @monrealese: sì, l’auto come protesi, è proprio vero… ehm, mi togli però una curiosità: “ilmonrealese” c’entra con Monreale, vero?

  18. Ares Says:

    Ares

    Uffffffffffffffffffffffffffff!!!

    @md ma il post sul transumanesimo quando arriva ???

  19. il monrealese Says:

    Ares se allarghiamo il discorso a tutti i problemi che affliggono noi e la nostra italica gente finiamo a Garibaldi e a quei poveri squattrinati dei Savoia, e poi non credi che la salute pubblica migliorerebbe sensibilmente se si eliminasse il concetto Morattiano ” io pago e prendo la macchina, io pago e inquino quanto mi pare e piace”, forse qualcuno sa dove poter comprare dell’altro ossigeno per le nostre città?
    La paventata protervia dei bikers è inesistente anche se sarebbe alquanto giustificata per 2 motivi: 1°) non sono fortunate circostanze abitative o di lavoro ad averli indirizzati a muoversi in bici ma bensì una smisurata voglia di vivere il più naturalmente possibile. 2°) l’inciviltà della stragrande maggioranza degli…autosauri è strabocchevole.
    per md, si hai indovinato.

  20. Ares Says:

    Ares

    Ufffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff..

    parole vuote!!.. lontane anni luci dalla realta’ lavorativa cittadina..

  21. Ares Says:

    Ares

    Apparte il fatto che se entro in citta’ in bicicletta dopo qualche ora mi ricoverano per un danno alle prime e seconde vie respiratorie…… no grazie!

  22. md Says:

    no no no!
    si tratta solo di pigrizia fisica e mentale, mi dispiace
    ci si deve solo riorganizzare; e poi: in Olanda si va in bicicletta anche d’inverno, e piove praticamente sempre; in Norvegia si va in bici anche d’inverno, e si gela (ma loro sono furbi: hanno addirittura le piste ciclabili “riscaldate” per evitare il gelo, oltre a sistemi di trazione delle bici per le pendenze, nientemeno!!!)
    Gli è che gli italiani – sì, Ares, ne parlo malissimo, visto che non me ne fotte niente di essere o non essere italiano, è una faccenda casuale e secondaria – sono dei pigri incalliti e disorganizzati cronici. Spero che la UE, l’Onu, l’Unesco e tutte le agenzie possibili e immaginabili ci stramultino come i peggiori inquinatori d’Europa…

  23. Ares Says:

    Ares

    e si ritorna sempre a quello che penso io..

    dobbiamo organizzarcie associarci per scalzare quei lavatico cronici e incompetenti dei nostri amministratori locali prima e dei nostri politici da retroguardia..

    E’ inutile che ve la prendete con gli AUTO-centrici !!!! ufffffffffffffffffffffffffffffffffffffff.. ve la predete sempre con gli effetti di un problema non con le CAUSE !!

    Questo atteggiamento “induttivo” lo si adottate ad ogni livello..

    Lo si e’ adottato anche nei post precedenti quando si parlava di problematiche etiche.. ufffffffffffffffffffffffffffffffffff!!!!!!

  24. il monrealese Says:

    Ma scusate, chi ha messo al potere i politici inetti ? Li abbiamo votati noi, ed è questa l’unica associazione possibile in Italia, quella dei lecchini raccomandati, e quantunque riuscissimo a mandarli via quali scelte si farebbero? Io, per esempio, sono convinto che con la bici si possa fare quasi tutto nell’ambito urbano e faccia pure bene alla salute, per Ares invece fa molto male al sistema respiratorio per altri ancora è una faticaccia e per giunta antieconomica e poi piove e fa freddo… è proprio vero gli italiani sono ingovernabili pigri e apatici

  25. Ares Says:

    Ares

    Il problema e’ che l’italia e’ eterogenea, purtroppo per certi motivi e perfortuna per altri, e’ l’italia dei comuni delle province e delle regioni.. che vivono a velocita’ diverse..per motivi storici e collocazioni geografiche:

    ..un’area urbana.. non e’ mai uguale ad un’altra in Italia; ti assicuro che viaggiare a Milano in bicicletta e’ da suicidio.. soprattutto in certe ore della giornata..

    .. io non dico che faccia male andare in bicicletta.. anzi!!..

    ..il problema e’ che alcuni italiani non ci possono andare in bicicletta in citta’..almeno che non vogliano rischiare la vita..

    Prima bisognerebbe riorganizzare l’assetto urbano… creando mezzi pubblici efficenti e non inquinanti.. che permettono l’accesso in citta’ anche in bicicletta.. che in citta’ tutte le trade abbiano vie ciclabili.. fatto questo si puo’ pensare di limitare o eliminare(meglio!) l’accesso delle auto in citta’.

    Purtroppo il nostro caro sindaco Moratti, non ha capito un piffero.. e si limita ad afrontare il problema al contrario..gli effetti sono che in citta’ le auto ci sono lostesso.. e solo chi non puo’ pagarsi l’accesso in citta’ in modo continuativo lascera’ l’auto alle porte della città.. inquinamendo la cerchia piu’ esterna della città stessa… il problema non e’ stato solo alleggerito in centro a scapito della periferia.

    La citta’ rimane comunque inacessibile alle biciclette.

  26. Milena Says:

    Io posseggo un macchinone: non è esattamente un SUV – di questi ne ho visti di veramente mostruosi – ma è un discreto macchinone, ormai abbastanza vecchiotto: Yunday Santafè duemilaerotti diesel. L’ho comprato quando, all’inizio dell’ultimo governo Berlusconi, il ministro Tremonti con la sua finanza creativa aveva promosso la vendita di automobili permettendo alle aziende di detrarre non solo l’IVA, ma l’intero capitale investito nell’acquisto di automezzi aziendali immatricolati come autocarri. E – sentite sentite – per trasformare questi macchinoni in autocarri erano state inserite delle griglie in modo da separare definitivamente il bagagliaio dall’abitacolo, riducendone la capacità di trasportare merci – in parole povere non mi riesce di trasportare nemmeno una scala che starebbe comodamente su una Panda – ovvero rendendoli pressoché inutilizzabili come autocarri. Arzigogolata e misteriosa logica di limitare le possibilità d’uso proporzionalmente ai vantaggi fiscali concessi.
    Comunque, ormai è in mio possesso da parecchi anni, e non ho alcuna intenzione di venderlo, di permutarlo con un altro automezzo né di disfarmi del tutto di lui – o lei (questo è un caso esemplare in cui si sento nella ligua italiana la mancanza del pronome neutro), anche perché abito in una zona periferica, adiacente al parco del Ticino che non sarà mai raggiunta dai mezzi pubblici. E’ vero, “mai” è un’enorme quantità di tempo, oppure è un tempo che non esiste: fatto sta che è altamente improbabile che io sia ancora qui quando potrà accadere che questa zona sarà servita dei mezzi pubblici, se mai accadrà. In definitiva, il possesso e l’uso di questo mezzo, o similari, sul momento è una condizione inprescindibile della mia/nostra esistenza. Per lo meno di coloro che come me abitano in queste deserte langhe marginali abbandonate dalle amministrazioni pubbliche.
    Non so se si tratti di rassegnazione o di adattamento, ma ho proprio l’impressione di non poter fare nulla per cambiare lo stato delle cose. Tutto sommato, per andare in centro città con l’autobus mi ci vorrebbe lo stesso tempo che impiego per andare dalla stazione Nord a Milano Cadorna.
    In compenso da un certo tempo ho cominciato gradatamente a muovermi sempre di meno, esclusivamente per lo stretto necessario, e il macchinone rimane in stallo fuori dal cancello di casa a raccogliere la polvere.
    Lo scorso anno ho partecipato ad una riunione a casa di un gruppo di ‘amici della bicicletta” per discutere sui problemi dei trasporti in città.
    Naturalmente mi ci sono recata col macchinone – e con cos’altro, se no?
    Al termine della riunione, quando mi sono avvicinata al mio mezzo rendendo così manifesto il mio turpe possesso, c’è mancato poco che uno di questi ‘amici’ mi sputasse in faccia.
    All’istante ho esattamente compreso come in quel contesto ambientale il possesso di un macchinone di quel tipo, sarebbe stata cosa da tenere preferibilmente nascosta e di cui dovermi vergognare. E che, da lì in poi, sarebbe stato ininfluente, essere o non-essere, dire o pensare: il mio possesso mi avrebbe definito prima di ogni altra cosa. E, se malauguratamente o casualmente – poco importa se cerco di essere un’automobilista attenta e morigerata – fossi stata in possesso di un macchinone, automaticamente avrei fatto parte della categoria degli automobilisti stronzi.
    Allora, e anche ora mi chiedo se in fondo non sono solo “cose”.
    E sarò anche fuori dal tempo e dallo spazio ma, tutto sommato, agli “amici della bicicletta” preferisco ancora gli “amici delle persone”.

  27. il monrealese Says:

    30 aprile 2008
    leggete questa

    il sindaco di Milano, di ritorno da Parigi dopo aver conquistato
    l’organizzazione dell’Expo 2015, durante un’affollatissima conferenza
    stampa ha parlato anche di mobilita’ sostenibile, di biciclette e
    cicloturismo.
    A partire dal prossimo settembre sara’ possibile portare
    la bicicletta su tutti i mezzi pubblici, tutti i giorni a costo zero.
    La Moratti ha anche affermato che sono in corso contatti con il
    governatore della regione Lombardia per favorire in ogni modo il
    trasporto delle bici sui treni sia delle Ferrovie Nord che di
    Trenitalia. In particolare gia’ dal prossimo giugno le Ferrovie Nord
    permetteranno finalmente il trasporto bici tutti i giorni. Per le
    tratte piu’ trafficate e’ prevista l’aggiunta di carri destinati alle
    sole bici in coda ai convogli.
    Anche sul fronte piste ciclabili buone
    notizie: la Comunita’ Europea ha approvato il finanziamento di un
    innovativo progetto di sviluppo delle piste ciclabili a Milano e
    provincia. Tutti i comuni che ne faranno richiesta vedranno finanziati
    i loro progetti, sino a una copertura massima dei costi del 75%. Il
    contributo CE e’ pari a circa 180 milioni di euro ed il coordinamento
    e’ stato assegnato a Regione, Provincia di Milano e FIAB. Unica
    condizione posta: i progetti devono costituire una rete ciclabile a
    livello provinciale ed i lavori devono concludersi prima dell’inizio
    dell’Expo.

  28. Ares Says:

    Ares

    ahahahhahahaahhhahahhahahhahhahahhahahhahahah
    Ci sara’ da ridere visto che le stazioni e le fermate dei mezzi pubblici non sono adatte per poter permettere l’accesso alle biciclette.. ci saranno code per attendere il rimorchio delle biciclette.. che si andrano a sommare ai ritardi quotidiani … hahahhahahahhaahhahah…. non bastano i mezzi pubblici attrezzati.. sono necessarie tutte le infrastrutture…. senza parlare dell’abbattimento delle bariere architettoniche.. che a Milano sono infinite…
    secondo me verra’ fuori un casino inenarrabile..

    La Moratti dovrebbe mettere in atto una riorganizzazione globale della citta’.. AUGURI!!..
    Milano ha appena finito di restringere le corsie laterali della circonvallazione esterna..

    hahahahhahaahah e adesso dovranno rifare tutto ahahhahahahhahahhahaha

    povera Milano… e’ una città troppo provinciale per riuscire nell’impresa.

    Ci aspettano tempi durissimi!!! Misericordia… voglio espatriare!!

    edo poco che la Moratti riuscira’ nell’impresa.. ed immediatamente dopo la fine dell’Expo.. Milano tornera’ come prima.. cioe’ intasata di macchine..

  29. il monrealese Says:

    Probabilmente la Moratti ha saputo delle 20.000 biciclette che il sindaco di Parigi ha collocato in tutti gli arrondissement e del progressivo divieto totale della circolazione alle auto, nel centro. Ma per fare certe cose ci vogliono le palle e una ferrea volontà a volerle realizzare alla faccia di coloro che vorrebbero arrivare in centro con un boeng 737.
    L’expo è un’occasione unica, si investirà una montagna di soldi e si può fare moltissimo per la mobilità dolce. Ricordatevi che un ciclista in più è un’auto in meno con notevoli vantaggi per tutti anche per coloro che non sano rinunciare alla macchina.

  30. Ares Says:

    Ares

    Ma..si..si.. certo, SPERIAMO!.. qualcuno direbbe affidiamoci alla Madonna!!

    .. ci sra’ un magna..magna.. da schifo!!

    Perche’ non mettiamo su un comitato di cittadini che controlli lo svolgersi delle gare d’appalto.. e vigilino sulla Moratti e i suoi compagni di merende .. certo che bisognerebbe lasciare il lavoro per potersi occupare a tempo pieno di queste cose.

  31. il monrealese Says:

    Qualcuno di voi va alla marcia per il clima ( con bici e senza) di sabato 7 giugno, che vi sarà a Milano ? Fatemi sapere forse possiamo anche incontrarci.

  32. md Says:

    acc, mi spiace, ma sabato sono impegnato per un concerto e non potrò esserci, magari ci va qualcuno della critical mass di Legnano:
    http://criticalmasslegnano.wordpress.com/

  33. il monrealese Says:

    In bici a Firenze

    Anche Firenze, dopo altri casi di successo come a Barcellona e Parigi, aprirà le porte ad un progetto di bike-sharing dall’autunno 2008 con 50 stazioni e quasi 800 biciclette. Basta una tessera per prendere a noleggio una bicicletta e spostarsi comodamente in città; in sostanza la tessera magnetica va inserita nelle stazioni e automaticamente viene segnalata la bicicletta disponibile, basta prenderla e poi riportarla nella stazione più vicina ai vostri appartamenti.

    Le stazioni di distribuzione delle biciclette saranno distanti massimo 300 metri l’una dall’altra e in ciascuna saranno disponibili almeno 15 biciclette in ogni momento della giornata, grazie ad un sistema di redistribuzione dei mezzi continuo.

    Il servizio quindi è rivolto a lavoratori, studenti e tutti quelli che devono fare veloci spostamenti in città, che preferiscono la comodità di un parcheggio sicuro e la velocità rispetto all’andare a piedi. A tutto ciò si aggiunge un trasporto pubblico efficiente, ecologico e salutare.
    La tessera avrà un costo annuale di 35€, un bel risparmio!

    FANTASTICO!!!….. SPERIAMO SIA D’ESEMPIO A TUTTE LE CITTA’ D’ITALIA. QUESTA E’ LA PROVA CHE CAMBIARE SI PUO’

  34. Ares Says:

    Ares ^__^

    Alcuni amici mi dicono che in Olanda.. hanno qualche problemino con la ridistribuzione delle biciclette tra una stazione e l’altra… visto la nostra proverbiale organizzazione faremo ridere l’europa intera…. va be’, sperare non costa nulla..

  35. Jeanne Says:

    Hi there! I understand this is sort of off-topic but I needed
    to ask. Does operating a well-established website like
    yours require a massive amount work? I’m brand new to operating a blog but I do write in my journal every day. I’d like
    to start a blog so I can share my own experience and thoughts online.
    Please let me know if you have any kind of recommendations or tips for new
    aspiring blog owners. Thankyou!

  36. md Says:

    no Jeanne, è semplicissimo – almeno con wordpress io non ho avuto nessun problema…

  37. Donald Says:

    Today, I went to the beach with my kids. I found a sea shell and gave it to
    my 4 year old daughter and said “You can hear the ocean if you put this to your ear.” She
    placed the shell to her ear and screamed. There was a hermit crab inside and it pinched her ear.
    She never wants to go back! LoL I know this is entirely
    off topic but I had to tell someone!

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