LE LACRIME DI HILLARY, IL NASO DI CLEOPATRA

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Lo storico inglese Edward Carr, noto soprattutto per la sua monumentale Storia della Russia sovietica, in un libretto pubblicato negli anni sessanta da Einaudi con il titolo Sei lezioni sulla storia, ad un certo punto discute del “famoso problema del naso di Cleopatra”. Lo fa nella lezione quarta, quando si occupa dell’intricata questione della causalità storica. Lo storico è sempre alla ricerca di cause determinate – da cui la tesi “deterministica”, da intendere però nell’accezione più pragmatica, quella che Carr definisce “la convinzione che tutto ciò che accade ha una o più cause, e avrebbe potuto accadere in modo diverso soltanto se la causa o le cause fossero state diverse”, e non qualcosa di inevitabile, necessario se non addirittura ineluttabile. Detto questo, il celebre storico passa ad analizzare il peso degli “accidenti” nell’accadere storico, le cause cioè secondarie o imprevedibili o, meglio ancora, “casuali”. In che rapporto stanno, cioè, casualità e causalità? E’ un’annosa questione: che cosa sarebbe successo se Antonio non si fosse infatuato di Cleopatra o se re Alessandro di Grecia non fosse morto in seguito al morso di una scimmietta? Gli esempi, naturalmente, si possono moltiplicare, ma Carr non ha dubbi: esistono cause generali e cause particolari che vanno tenute ben distinte; esiste una gerarchia causale precisa, che va attentamente indagata e valutata, e da cui uno storico non può mai prescindere. E così via.

Ora, fare la storia con i “se”, ci avverte Carr, è una faccenda emotiva e poco seria. Figuriamoci poi con applicazioni preventive e “futurologiche” delle ipotesi in campo. E così, pensare che la storia americana, e di riflesso quella mondiale, cambierà radicalmente qualora venisse eletto un presidente repubblicano o uno democratico, e, nella seconda ipotesi, se Hillary Clinton o Barack Obama, probabilmente sarebbe una posizione del tutto astorica e irrazionale. La storia, poi, è fatta di processi, e il peso degli individui, si sa, è in netto calo. In ogni caso solo a cose fatte (cosa fatta capo ha!), cioè tra uno o due decenni, si potrà esprimere un giudizio storico determinato, che a sua volta continuerà a modificarsi con il passare del tempo. Non sto qui a tirare in ballo la faccenda della catena innescata dal battito di ali di una farfalla, molto ben illustrata nel blog omonimo Le ali della farfalla (si vedano in particolare le categorie “caos” e “complessità”), ma lo stesso mi chiedo, un po’ per celia un po’ seriamente: la lacrimuccia di Hillary avrà una qualche influenza o no sul corso storico a venire? E, soprattutto, sarà mai determinabile?

Categorie: Politica
Tags: storia
Riferimenti bibliografici: Edward Carr, Sei lezioni sulla storia, Einaudi 1966
Immagine tratta da NonSoloBiografie

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3 Risposte to “LE LACRIME DI HILLARY, IL NASO DI CLEOPATRA”

  1. lealidellafarfalla Says:

    Ti ringrazio per la citazione. Bello il post. Quanto influisce il naso di cleopatra? Al momento non siamo in grado di saperlo, così come non siamo in grado conoscere l'”effetto lacrimuccia”. Ma qualcosa condizionano o hanno condizionato entrambi. Forse più di quello che possiamo sospettare?
    Forse il rapporto fra causalità e casualità è tutto in una vocale cambiata di posto. 😉

  2. raffaele Says:

    🙂 bella cleopadra

  3. silver boots Says:

    silver boots

    LE LACRIME DI HILLARY, IL NASO DI CLEOPATRA | La Botte di Diogene – blog filosofico

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