OBIETTIAMO GLI OBIETTORI

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Volentieri pubblico l’appello lanciato dal collettivo femminista Maistat@zitt@, di cui la mia amica filosofa Nicoletta Poidimani fa parte, a proposito degli attacchi ormai quotidiani e intollerabili contro l’autodeterminazione delle donne. Ne condivido ogni parola:

“Di fronte agli attacchi sempre più pesanti all’autodeterminazione delle
donne non si può più rispondere semplicemente invocando la difesa della 194.
Le scellerate dichiarazioni degli antiabortisti in queste ultime settimane
rendono ancor più evidente il potere sulla sfera della riproduzione (e, più
in generale, su quella della salute) che la classe medica può esercitare,
coadiuvata anche dall’articolo 9 della legge 194 che prevede per il
personale sanitario la possibilità dell’obiezione di coscienza ­ possibilità
contemplata unicamente rispetto all’interruzione di gravidanza: in nessun
altro ambito medico né in altra professione vale questa opzione.

Per riaffermare con efficacia il nostro diritto di autodeterminazione
dovremmo, quindi, ripartire proprio dal nodo dell’obiezione di coscienza, da
questa “opzione”, riconosciuta per legge, secondo cui alle scelte e ai
problemi di sofferenza delle donne (perché abortire è una scelta sofferta)
il personale medico-sanitario può anteporre i suoi “problemi di coscienza”,
la sua visione della vita ­ in poche parole, in nome della propria
“coscienza” può opprimere il soggetto a cui deve assistenza.
Gli effetti di ciò sono sotto gli occhi di tutte: oggi abortire è diventato
quasi impossibile e le donne stanno ritornando a pratiche clandestine per
l’interruzione di gravidanza; l’arroganza degli obiettori è immensa, e nei
reparti il personale che non vuole adeguarsi ai diktat dei primari obiettori
ha vita dura; perfino l’accesso alle scuole di specializzazione in
ostetricia e ginecologia è sempre più vincolato all'”atto di fede”
dell’obiezione di coscienza. Chi si adegua ha una strada privilegiata per
far carriera; chi invece non obietta è costretta/o a impiegare la maggior
parte del proprio tempo a praticare aborti per sopperire alla scarsità di
personale non obiettore. Per non parlare, poi, della cospicua fetta di
finanziamenti pubblici destinata agli ospedali cattolici in cui non è
riconosciuta la possibilità dell’interruzione di gravidanza.

Se una cattiva legge permette, attraverso l’obiezione, di calpestare i
diritti individuali, anche le/i cittadine/i hanno diritto di sapere chi sono
coloro che le/i curano e di scegliere da chi farsi curare: che fiducia si
può avere in quel/la ginecologo/a che costringe a inutili sofferenze in nome
delle proprie convinzioni morali, pensando di aver dei diritti sul corpo
dell’altra?

Crediamo sia arrivato il momento non solo di rivendicare dei diritti ma
anche di praticarli.

“Obiettiamo gli obiettori” significa che esercitiamo il diritto di scegliere
da chi farci curare, pretendendo un rapporto di fiducia, trasparenza e
assunzione di responsabilità con la persona a cui affidiamo la nostra
salute.
Significa, quindi, pretendere dalle Asl, dai Consultori e dagli Ospedali
l’elenco del personale medico-sanitario che pratica l’obiezione di
coscienza.

Alle donne che intendono difendere e affermare il diritto
all’autodeterminazione proponiamo di:
1. costituirci come soggetti politici che esigono la pubblicizzazione e
l’affissione pubblica negli ospedali e nei consultori delle liste del
personale sanitario che fa obiezione;
2. cominciare a raccogliere città per città, ospedale per ospedale,
consultorio per consultorio tutte le informazioni che già si hanno, facendo
una prima lista dei nominativi che si posseggono;
3. promuovere il boicottaggio in toto di tutti i reparti e di tutte le
prestazioni (analisi del sangue, visite, ecc) degli ospedali in cui ci sono
più obiettori;
4. creare un sito dedicato a questo dove raccogliere informazioni.

Sappiamo bene che in nome di “sacri principi” vengono compiuti i più grandi
crimini della storia, la violazione dei più elementari diritti umani. Hannah
Arendt ci ha insegnato che “Il male appare banale e proprio per questo
ancora più terribile: perché i suoi più o meno consapevoli servitori, altro
non sono che dei piccoli, grigi burocrati, simili in tutto e per tutto al
nostro vicino di casa”.
Difendere la nostra autodeterminazione dai “burocrati del male” significa
diventare protagoniste nell’esercizio e la difesa dei nostri diritti.
Smantellare il sistema che si è creato intorno all’obiezione di coscienza,
significa smantellare un sistema che alimenta e legittima gran parte degli
attacchi contro l’autodeterminazione dei nostri corpi e delle nostre vite.
Sta a noi donne determinare un grande risveglio prendendo coscienza della
vastità dell’abuso subito e impedire che si ripeta, rimpadronendoci di un
sapere e di pratiche che ci mettano in grado di opporci agli abusi e di
chiederne conto”.

Collettivo femminista Maistat@zitt@

Categorie: Bioepoca, Politica
Tags: femminismo
Fotografia: la poetessa e femminista americana Audre Lorde

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

53 pensieri riguardo “OBIETTIAMO GLI OBIETTORI”

  1. Ares

    ..mah…

    … ma che cavolo di battaglia e’ ?1?

    .. cosa cavolo c’entrano i nomi di quelli che obbiettano ?
    .. il fatto di conoscere i nomi tutelerebbe la donna?.. e in che modo?

    .. ma scusate , battetevi piuttosto per avere un ginecolologo/a.. ostetrico/a.. “non obbiettore” in tutte le strutture? (anche se non credo si possa pretendere dalle strutture cattoliche).

    .. non e’ piu’ normale pubblicare i nomi.. dei “non obiettori” … e le strutture dove lavorano… per mettere in condizioni la donna.. di recarsi nel posto giusto…

    COMUNQUE l’ABORTO….NON..E’..UNA..SCELTA!!!!.. la scelta si fa.. quando ci sono piu’ alternative e quando si e’ in condizione di decidere…

  2. L’aborto E’ una (dolorosissima) scelta.
    La campagna è volta (anche) a danneggiare economicamente i medici obiettori. E comunque le strutture pubbliche DEVONO garantire sempre e comunque il diritto delle donne ad abortire, alla salute, all’autodeterminazione.
    Oltretutto è ora che i maschi la smettano di intromettersi in faccende che non li riguardano, anche perché mmi pare che in qualche migliaio di anni di patriarcato hanno prodotto solo danni. Quindi per un po’ obiettino per davvero e stiano zitti. Ecco: propongo in proposito una bella moratoria. Papi, devoti, medici, politicanti e compagnia cantante si astengano per un tot di tempo (possibilmente gli stessi millenni di esercizio del patriarcato) dal comandare e frugare su/nelle teste e nei corpi delle donne.

  3. Ares

    Ma ti pare che, io medico, debba essere costretto per ragioni di stato, a compiere un atto che considero abberrante ?.. ma figurati!!.. ma che legge fascista sarebbe ?

    .. questa protesta mi pare che non abbia ne’ capo ne’ coda .. pretendere che un “medico” che dovrebbe evere il compito di salvarci la vita, deve essere messo nelle condizioni ,per legge, di “terminare” la vita… soprattutto se non cisono gravi motivi di sopravvivenza della donna ???

    Che si creino delle figure preposte a questo.. che non si chiamino ginecologhi/ostetriche ..ma “tecnici abortisti”… e’ facciano solo quello… credo che l’italia sia piena di questi ossimorosi e loschi figuri…

    Creiamo una sorta di BOIA .. cosi’ come ce ne sono in tutto il mondo e anche nella civilissima america:… sono stipendiati… gli diamo tutti i privilegi che hanno i BOIA… compresi i 3 giorni di riposo dopo l’esecuzione.. e l’assistenza psicolocica nel caso la richiedessero..

    Ma pretendere che un medico o una struttura sanitaria sia OBBLIGATA .. a praticare l’aborto mi pare una richiesta discutibile.

    Che si creino questi “para-ospedali”.. che si occupino soltanto di terminare la vita.. e si occupino solo di quello.

    Ovviamente .. lo stipendio e le strutture le finanziate voi… io i miei soldi li destino ad altro!!!

    Spostate i vostri obbiettivi altrove… mi chiedo che centrano queipoveretti chwe fanno obiezione..

    E soprattutto che gli aborti non si facciano negli ospedali ..ma in strutture separate.. che non possano essere chiamati ospedali… negli ospedali si salva la vita

  4. Ares

    Gli obiettori considerano “vita”… “vita umana IN POTENZA”.. quel che i non obiettori .. considerano massa organica d’origine umana.. (che, comunque, nel 10% dei casi riuscirebbe a sopravvivere se adeguatamente e tempestivamente assistita, nonostante il trauma dell’aborto).

    E trovo disgustoso criminalizzare un medico solo perchè si rifiuta, di tradire il motivo originario che dovrebbe sottendere alla scelta di fare il medico, compiendo un atto barbaro, se non giustificato da GRAVI MOTIVI.

  5. Ares

    E’una battaglia sbagliata, che coinvolge come causa e obbiettivo, “persone” …che hanno tutto il diritto di AUTODETERMINARSI..rifiutandosi di compiere un atto che considerano ATROCE.

    Spero che la protesta FALLISCA … perche’ mal proposta nella sua formulazione.

  6. Ares, non condivido una sola parola di quello che hai detto.
    Di fatti dal tuo discorso è del tutto assente il soggetto principale, e cioè la donna che dà, se e quando decide di darla, alla vita una creatura. Non si tratta di un “corpo portatore” ma di un soggetto.
    I medici, poi, devono fare i medici e rispettare le leggi e non quel che gli pare, altrimenti cambino mestiere, e vadano a fare i preti o i missionari.

  7. @ Ares
    Prima di dire se questa battaglia sia giusta o sbagliata, bisognerebbe ammettere che chiunque ha diritto di intraprendere la battaglia in difesa delle proprie convinzioni.
    Peccato però che qualcuno abbia iniziato la guerra, dico io.

  8. Ares

    Il soggetto principale non e’ affatto la donna, i soggetti sono la donna e la vita che porta nel grembo(della quale non bisogna far finta che non esista); per un obiettore.. sono due esseri viventi di “pari dignita’”..
    La vita nel grembo e’ certamente piu’ indifeso e inerme…

    Se io medico ritengo, valutati tutti i motivi che rendono la “scelta sofferta” di abortire, l’atto abortistico inconciliabile con il mio concetto di vita, e trovandomi nelle condizioni di sentire tradito il “motivo salvifico originario” .. IO POSSO OBIETTARE !!..e nessuno si puo’ PERMETTERE di OBBLIGARMI, per legge, a compiere un atto che va contro i miei principi etici e deontologici.

    E nessuno puo’ usare il mio nome per GETTARE DISCREDITO su di me.

  9. Il soggetto principale direi che è SOLO la donna.
    I medici svolgono un servizio (pubblico), e non sono né dei giudici, né dei preti. E se tutti obiettano è giusto precettarli.

  10. Non sono una donnna, ma la vita nel grembo può esserci anche a causa di un atto di violenza. E sentire le prediche di un medico in corsia sui valori della vita è un’altra violenza gratuita. La casistica specifica del perchè una donna decide di abortire è molto vasta, e trovarsi in un ospedale dove la maggioranza, se non tutti, sono obiettori è da considerare un tentativo di condizionamente delle volontà

  11. Ares

    @md se il soggetto principale e’ la DONNA..il bambino che ha in grembo, che alla 23 esima settimana e’ praticamente formato, cose’??….. un eruzione cutanea(brufolo)?

    Concordo che i medici non siano dei giudici, ma ritengo che siano delle “persone” e non degli esecutori senza cervello ne’ cuore… la “liberta’ di opinione” e’ ancora un diritto fino a prova contraria: non puoi pretendere da me “singolo”.. che faccia qualcosa che vada contro i miei principi morali e i miei principi deotologici .. che mi vedono come figura “salvifica” e non d’argomento “tanatologico”.
    Il medico obiettore non giudica… si rifiuta di operare un atto che va contro i propri principi etici legati ad un istinto salvifico… che dovrebbe essere l’istinto che dovrebbero avere tutti i medici.

    Come ho detto in precedenza: che si creino figure professionali specifiche, che non si possano definire medici.. ma “tecnici”…

    @leali .. non sono qui a discutere dei motivi che portano all’aborto.. so benissimo che c’e’ ne sono di gravi e l’aborto e’ la conseguenza inevitabile.

    Che i medici non si debbano occupare di predicare valori sono daccordo con te, ma non sono daccordo che la donna sia “lasciata sola”.. davanti ad una tale, abnorme, ingestibile sofferenza; chiedere aiuto e’ un atto d’umilta’ straordinario, offrire aiuto quando una Donna non e’ nelle condizioni di chiedere aiuto e’ un dovere assoluto. Il tentativo deve essere fatto… deve essere data la possibilita’ alla Donna… di poter essere “certa” della sua decisione e solo dopo che le sono state chiarite tutti i percorsi alternativi possibili.

    Chi deve aiutare in questo la Donna, non devono essere il medico, ma figure professionali e civili di chiara fama,una sorta di gruppo di saggi di varia estrazione culturale.. che non deve convincere…. deve chiarire tutte le alternative possibili e deve attuare tutti i meccanismi d’aiuto conseguenti.

    Ladecisione ultima spetta alla Donna.

    Se la sofferenza morale che l’aborto procura alla Donna e’ tale da protrarsi negli anni per non sparire mai… e’ perche’ e’un atto truce e per questo da evitare “quando possibile” … se la donna decide di abortire, si e’ fallito.

  12. da qualsiasi parte la si guardi, è una brutta faccenda
    Se da una parte le donne possono avere i più svariati gravi motivi per decidere di abortire, d’altra parte non si può chiedere ad un medico di operare in contrasto alle sue convinzioni, anche se lavora in un servizio pubblico. Un servizio pubblico non è un esercito, e un medico non è un soldato tenuto ad obbedire agli ordini. Perciò credo che abbia il diritto di obiettare. Non però quello di combattere una battaglia per promuovere le sue convinzioni etiche o religiose all’interno del servizio pubblico, e di usare il suo potere in tal senso.
    Diciamo che un richiamo ad un atteggiamento neutrale, nel rispetto delle decisioni e scelte altrui, sarebbe auspicabile.

  13. Ares

    Che ci siano obiettori anche nell’esercito o nelle forse dell’ordine e’ comunque auspicabile, se tra gli ordini imposti ci sono atti che vanno contro il proprio giudizio etico..

    Se al G8 di Genova ci fossero stati degli obiettori.. gli atti criminali di pestaggio indiscriminato contro cittadini italiani inermi non ci sarebbero stati.

  14. @Ares
    Hai preso la palla al balzo per cambiare discorso, Ares. E’ ovvio che l’esercito è per antonomasia il luogo dove non si potrebbero discutere gli ordini superiori, e nel caso un soldato non esegua il mandato ricevuto può anche essere espulso. Ma anche lì, se un ordine è indegno può rifiutarsi di eseguirlo subendone anche personalmente le conseguenze. Perché nessuno può giustificare qualsiasi cosa con la scusa di aver eseguito degli ordini. Ma mi sembra che si stia divagando, il discorso è un altro.

    La protesta delle donne è che, negli ospedali, in un momento già di per sé difficile, vengono sottoposte ad un’ulteriore ed inutile sofferenza, da parte di quei paladini della “vita a tutti i costi”, che, senza usando o meno eufemismi, gli sbattono in faccia che sono delle “assassine”.
    E che i medici, i primari ecc, creano delle lobby (credo che si dica così), per sfavorire i medici non obiettori, ed esercitano pressioni per una sorta di “atto di fede” all’obiezione.
    Ma allora è come essere costretti ad entrare in un fantomatico “esercito della salvezza”!

    Inoltre, credo proprio che una donna debba decidere da sola, senza tentativi maldestri di interferire nelle sue scelte. A meno che sia psicolabile o cerebrolesa e non possa farlo da sola.
    Anche perché, a scelta fatta, in un modo o nell’altro sarà comunque e sempre sola. Quindi è bene che si abitui fin da subito a questa evidenza: che qualunque scelta prenderà la responsabilità sarà sempre e solo sua.
    Per questo sono convinta che qualsiasi interferenza nella sua decisione possa soltanto nuocere.
    C’è una bella differenza fra “informare”, o “cercare di convincere”. E la stessa distanza corre fra “ascoltare”, o “giudicare”.

  15. … e non vedo perché un obiettore dovrebbe considerare “discredito” essere riconosciuto per le idee che sostiene e di cui è tanto orgoglioso.
    Mentre, non so se sarà possibile, ma mi sembra plausibile che le donne chiedano di scegliere se ricevere le cure da un obiettore o da un non-obiettore.

  16. Ares

    @Milena non stavo divagando… uffffffffffffffff… stavo solo dicendo che se i poliziotti al G8 avessero avuto un po’ di cervello avrebero obiettato, come daltronde qualcuno a fatto, e non ci sarebbero stati tutti quei feriti… e un morto!.

    Sfido chiunque a dire che quelli che hanno obiettato, siano perseguibili. VI MORDO!!

    In tutte le categorie “pubbliche” dovrebbe esistere la possibilità di obiettare!!.. e soprattutto li..

    Per tornare al tema del post….. per evitare le lobby “dell’esercito della salvezza” … basta tirar fuori dagli ospedali -luoghi di cura-la pratica abortista… per autorizarla solo in strutture apposite… di gestiote “totalmente statale “…. in modo che possa esserci un controllo e un monitoraggio costante delle attivita’ ….in modo da evitare che dei privati possano approfittare della sofferenza altrui.

  17. Ares

    Se fai una lista e’ dici ..” GUARDATE QUESTI NOMI… SONO I NOMI DI GINECOLOGI OBIETTORI E SONO DELLE CAROGNE” – e questo mi sembra il tono della proposta – io questo lo definisco discredito!

    Io penso che si possa scegliere….. e io.. se dovessi scegliere.. da chi far nascere mio figlio… io sceglierei di farlo nascere da un OBIETTORE… e non da un ginecologo che si deginisce abortista………… VADERETRO!

  18. @ Milena: quoto in pieno il tuo ultimo intervento.
    @ Ares: la tua, come quella dei medici obiettori, è semplicemente una demonizzazione della donna che sceglie di abortire. Credo che se i maschi (e i medici obiettori lo sono in gran parte) provassero sul loro corpo quel che immagino possa significare per una donna abortire, beh allora ci penserebbero un bel po’ prima di sentenziare e giudicare. Ribadisco quel che ho detto sopra a proposito del patriarcato.

  19. Ares

    @md … perche’ appoggi Milena e demonizzi me?.. io e lei diciamo la stessa cosa!

    ..io sono solo contro la “negazione dell’obiezione” .. a tutti i livelli..
    .. e faccio delle proposte concrete.. per aggirare il prblema della loddy anti abortista..creando una separazione delle cariere.. che distinguo in cariera salvifiva e anatologica!

    perche devo essere sempre travisato.. uffffffffff

  20. (Ieri avevo scritto questo: il solito minestrone … così avevo rinunciato ad inviarlo. Ma visto che ormai è quasi ora di cena … tutto fa brodo …)

    E’ davvero complicato. Sembra una discussione infinita e inutile, come sempre accade quando, partendo da una diversa e contrapposta cornice di pensiero, una parte non è disposta ad ascoltare e comprendere le ragioni dell’altra.
    A quale scopo allora tentare un dialogo con chi ha già deciso di essere un paladino in difesa della “vita tutti i costi“, e non è disposto ad ascoltare le ragioni delle donne, che ritengono di aver diritto di scegliere se portare a termine una gravidanza o meno?
    L’aborto è una scelta dolorosa, e le ragioni di tale scelta sono tutte a monte, nelle strutture e sovrastrutture della società in cui viviamo. E sarebbe meraviglioso che nessuna donna, date le condizioni della vita, fosse costretta a scegliere di abortire.
    Fatto sta che ci si trovano, in una certa o incerta condizione di vita, e il più delle volte è una scelta obbligata. Una non-scelta. Ovverosia scegliere di non scegliere la vita. Ovverosia scegliere di interromperla. E uno dei motivi potrebbe essere che non sono certe di poter garantire al nascituro una vita degna di essere vissuta, poiché magari la vita è già abbastanza indegna anche per loro stesse. Una vita che molto spesso è una condanna più che una benedizione.
    Ma i casi sono svariati e molteplici.
    L’anno scorso ho sentito Dario Fo che raccontava di essere diventato nonno perché sua nipote sedicenne “ha fatto all’amore e ha avuto un bambino”. E lo diceva con estrema naturalezza. Estrema naturalezza? Forse … perché sappiamo tutti che non è così, e in quasi nessuna famiglia un figlio viene accolto a braccia aperte se non sussistono certe condizioni codificate – matrimonio, indipendenza economica, situazione stabile, ecc.. E non tutte le donne (e le famiglie), hanno il coraggio di affrontare una situazione in contrasto alle regole sociali fondamentali diffuse e accettate, nonché di reggere con le loro deboli forze il peso e la responsabilità di una nuova vita. Dipende da molti fattori, dal contesto e dal ceto sociale in cui si trovano, ecc.. E non tutte le donne sono disposte a far nascere un bambino che non sarà amato e accettato, bensì considerato in certi casi persino una“colpa“, o che interferirà in modo irreparabile, a loro avviso, col decorso futuro dell’esistenza di entrambi.
    Che donna egoista – non è vero? – che pensa a se stessa come persona, soggetto con diritto di scelta, invece di considerasi soltanto una buona madre disposta a qualsiasi sacrificio per un bambino che esiste ancora solo come possibilità futura.
    Fatto sta che nessuno – uomini e donne – riescono a conoscere il futuro, ma solo a fare delle proiezioni e dei progetti.
    Fatto sta che una donna può tentare di scegliere solo nello stato di realtà in cui si trova.

    E fatto sta che i soldatini di questo squadrone di obiettori sono solo una parte di quell’esercito che ha creato e mantiene le stesse regole sociali che avranno indotto una donna a scegliere di abortire.

    Io dico: che cambino le condizioni della vita, allora, così che le donne non siano più costrette a scegliere la non-vita, così che possano affrontare serenamente e degnamente gravidanze e figli, e prevenirne di indesiderate/i. Se lo vogliono.
    Non so se sarà mai possibile, però, che non accadano “incidenti di percorso” che una donna sia sempre e in ogni caso ben disposta ad accettare.
    E questi sono solo alcuni aspetti del problema, così come lo vedo io, una donna diversa da tutte le altre donne diverse a loro volta, ma che hanno qualcosa in comune: la stessa condizione femminile che le ha dotate – e destinate – della capacità di procreare. Per questo potremmo procreare anche senza scegliere di farlo (così come gli uomini possono fecondare una donna senza volerlo?)
    Fatto sta che le donne rivendicano il diritto alla scelta di una maternità consapevole, magari chiedendo agli uomini l’impegno ad una paternità consapevole.
    Fatto sta che alcune di esse forse hanno rinunciato a crederlo possibile.

  21. Ares

    @Milena parole sante… ma nel frattempo? … ci teniamo la legge cosi’?

    ..Chi dice che l’obiettore, obiettando, esprime un giudizio sulla donna ? … l’obiettore giudica il “suo” atto…indegno per il “suo” ruolo che dovrebbe esere salvifico.

    .. eppure mi sembra cosi’ facile da capire…quello che voglio dire…

    Non c’e’ Giudizio, da parte mia, nei confronti della Donna…e’ il BOIA che contesto!!

    …Se consideriamo l’atto abortistico un atto inevitabile.. all’interno di un umanita’ imperfetta… abbiamo almeno l’onesta’ di dire che e’ un atto truce…. invece di mascherarlo come se fosse un atto terapeutico… tanto da affidarne la pratica ad un medico che e’ lo stesso che cura e salva la vita…

    Non facciamolo diventare un atto ambulatoriale come l’estrazione di un dente..NON LO E’.

  22. Ares

    @leali

    Si infatti io il militare non l’ho fatto….

    .. ma se io avessi fatto il militare, magari perche’ illuso dall’idea di poter fare azioni militari di protezione e difesa civile….. nel momento in cui mi giunge l’ordine di sparare sui civili(per rappresaglia ad esempio)… rivendico il diritto di obiezzione…

    Io sono un militare per fare azioni di pace, e voglio continuare con quegli scopi.. non lo ritieni possibile?

  23. Ares, un militare che porta la pace è per definizione un ossimoro, come la guerra umanitaria (o credi ancora nella favoletta del cavaliere difensore dei deboli?).
    Sulla questione aborto partiamo da due irrimediabili differenti punti di vista: di fatti tu utilizzi termini quali “truce” o allusioni da “mattatoio”, io penso che si tratti di una scelta drammatica. E’ ovvio che sarebbe meglio che nessuna donna abortisse, ma non penso assolutamente che l’aborto sia un omicidio, è l’opzione di non far nascere una creatura che non si desidera far nascere.
    In ogni caso ritenga che su questa questione la parola spetti principalmente alle donne. E pertanto condivido in toto l’ultimo intervento di Milena.
    E comunque sì, Ares, ci teniamo la legge così com’è.

  24. Ares

    ufffffffffffff… era un esempiooooooooo … mi stavo mettendo nei panni di un giovane militare, sprovveduto .. che si.. ritrova a fare la guerra nonostante… il suo istinto sia quello di portare illusoriamente “la pace”, con un’azione di guerra(so che e’ un ossimoro) in un paese “oppresso”.

    … e’ una chiara illusione … lo SO….CEEEEERTO!!! … UFFFFFFFF…

    Questo SPROVVEDUTO.. pero’…. a un certo punto… SCOPRE LA VERITA’,come nelle favole con un lieto fine, quando il suo comandante gli “ordina”, per rappresaglia di sparare ai civili ..
    ..
    .. io sostengo che un militare che riceve questo ordine debba poter OBIETTARE…. “io sparo contro altri militari che mi stanno attacando… ma non voglio prendermela con dei civili inermi”…… questo in un ESERCITO.. e’ possibile che possa avvenire…………. quel militare non puo’ essere accusato di nulla… sara’ ghetizzato, vilipeso, emarginato… ma non puo’ essere “accusato” ne’ “perseguito” ne’ “screditato” per non aver obbedito a un ordine tant “truce”.

  25. Ares

    @MD .. finiscila di mettermi in bocca parole, e nella testa pensieri , che non dico ne’ penso. 😉

    Tu la chiami “scelta dolorosa di non far nascere” …. OK chiamiamola cosi’ “scelta”….(giusto per farti contento);

    secondo me una donna che decide per l’aborto aborto… NON HA altra SCELTA.. QUINDI NON SCEGLIE!!!…
    ..
    questo e’ l’unico “mio pensiero” che ha come soggetto la Donna..

    ..Non mi sono permesso di accusare la Donna di NULLA , la mia e’ una semplice constatazione, osservazione , precisazione… che ..non.. cela.. GIUDIZIO!!!

    Il SOGGETTO vero della mia discussione … e’ L’UOMO(essere umano… di solito maschio) ..NON OBIETTORE….al quale la Donna si affida.. per interrompere la sua gravidanza…

    Mi fa RABBRIVIDIRE l’idea che esistano UOMINI… ingrado.. di porsi ad un livello tanto alto, da compiere un atto tanto truce.. su un “corpo(corpi)” .. che non e’ il loro… ne’ di un loro familiare..ne’ il LORO CORPO… e che questi loschi e ossimorosi soggetti esercitino la loro professione in luoghi che dovrebbero essere salvivici, e sono gli stessi soggetti che aiutano quotidianamente a far nascere “creature umane”… le stesse creature che sono ingrado di dissolvere e straziare con la stessa, naturalezza.

    ..
    TUTTO QUI!!!
    ..

    e mi infastidisce una BATTAGLIA… che vede come soggetti INCRIMINABILI…. proprio i loro omologhi ed opposti…gli OBIETTORI.

    .. vista la distorsione della protesta, mi chiedo se le promotrici di questa battaglia “ad personam”… abbiano mai subito il dramma dell’aborto o siano solo delle presuntuose portavoci ideologizate , vecchie matrone incartapecorite alto borghesi o donne in conflitto con la propria natura e quella opposta, da essere cosi’ miopi.. da considerare l’Obiezione una colpa.. l’unico ostacolo al compiursi della legge.

  26. Due sono i concetti di partenza che questa interessantissima e articolata discussione portano con se. Il primo riguarda legge, che deve stabilire le norme su problema sociale, il secondo,che può dirigere la legge in porti sociali di assoluta condivisione perchè come spesso accade sotto l’egida di legiferare diventino dei dictat che nulla hanno a che vedere con una sana e consapevole politica sociale.
    L’aborto è il punto d’arrivo,sovente degenerativo di atto compiuto a monte.
    L’ignoranza,l’egoismo,la violenza sono i capisaldi che provocano questa realtà.
    Non parlo ovviamente dell’aborto terapeutico che ovviamente non puo essere qui contemplato e a cui nessun medico verrebbe in mente di obiettare.
    Se la donna è sola nel decidere questo atto,ahimè, i relativi maschietti sarebbero da sterilizzare e le rispettive femmine da interdire sino a tempo da valutare.
    Ma il danno è fatto e la società e chiamata nei rispettivi ambiti a decidere quali provvedimenti prendere all’orquando si presenti il caso. E evidente che la donna che decide di compiere questo atto è dominata da alcuni motivi di carattere sociale e da motivi che risiedono nella sua maturazione intelletiva. E qui che la legge deve considerare le opzioni di intervento costringendo il cittadino a prendere atto delle sue responsabilità ancorchè aiutandolo materialmente (solo la prima volta si intende)
    per risolvere questa situazione. Adopo,devo andare a pranzo grazie

  27. Continuo nel mio intervento,sperando di non tediare.
    E in questo campo che i diversi rami della medicina devono intervenire con alto senso di responsabilità come dovuto dal giuramento di Ippocrate che molti di essi intendono come formalità,che pesantemente non è. Purtroppo la padronanza delle scienze non corrisponde a maturità intellettuale. Detto questo gli scudi si abbassino,sediamoci consapevolmente al tavolo del confronto,senza pregiodiziali,con il solo scopo di aiutare,felici di servire …anche ad una giusta causa.
    Per ciò che riguarda le forze di polizia di cui personalmente ho un alto concetto devo fare una precisazione. Essi sono posti al nostro servizio dalla volontà delle nostre Gens. Ho notato per esperienza personale che la stragrande quantità di loro hanno un alto concetto della patria e del servizio che compiono ahime poco valutato in molti sensi. Non credo che nei fatti qui descritti loro ne abbiano alcuna colpa,anzi
    “chapeau” per il contenimento delle loro emozioni (sono uomini come noi),per la freddezza delle loro decisioni. Il servizio militare (anche in senso lato),sotto qualsiasi cielo,civiltà.è stato il passaggio fra lo stato puberale e quello adulto,ne quale il giovane e entrava ne consesso degli adulti e obbediva coscentemente allle norme dettate dall’esperienza degli anziani e alle necessità della società in cui viveva.
    Ogni qualvolta la persona infrangeva queste regole,veniva ripreso e nei casi peggiori emarginato. Se vuoi vivere secondo le tue regole vai sotto un’altro cielo,dimostra la fondatezza delle tue convinzioni,dopo di che se ne riparlerà. Questo era grosso modo il messaggio della società in cui viveva. Altro che obiezzione. Oggi in questa società pluri acculturata, pomposamente definita civile,si obietta a tutto,con l’unico scopo(senza pagare dazio) di aprire bocca prima di innestare il cervello e senza ovviamente fatto autocritica nel proprio pensiero. Attenzione quindi ad obiettare,prima parliamone,magari facciamoci un giro”il sole solleva le nebbie del mattino. grazie di avermi accolto

  28. Cosa vuol dire un’altro? Mi complimento con te che possiedi sicuramente la massima capacità espressiva epadronanza del sapere. Purtroppo non tutti hanno questa capacità e la compressione del pensiero è tale che abbinata alla non facile capacità espositiva che tu possiedi possono generare fastidio. Mi spiace,cercherò in futuro frasi più semplici,più esplicative per poter essere capito (è sostanziale e merita lo sforzo). Scusami ancora.

  29. Ares

    ..ahhahahaha…un un altro permalosone …

    Mario non prendertela.. il mio era solo un commento provocatorio.. divertito…la “faccina gialla” in calce .. serviva a chiarirne gli intenti.

    .. E’ che qui siete tutti aulici: usate troppe subordinate o termini arcaici se non addirittura in disuso…. e io, che non ho la padronanza di lingaggio che tu ritieni che io tenti di auto-attribuirmi, faccio un po’ fatica a seguirvi… soprattutto perche’ posso leggere questo blog solo nei ritagli di tempo, mentre svolgo il mio lavoro quotidiano, modalità che spesso non mi permette di rileggere 2 volte lo stesso testo compresi i miei commenti che – come avrai sicuramente notato – sono zeppi’ fi errori grammaticali ed espressioni gergali, uniti ad una leggera dislessia.

    @md… ti faccio fare sempre brutta figura con i nuovi arrivati.. 8)

  30. Non abbassarti dal tuo livello,non è giusto. Sai esprimerti molto bene. Le tue argomentazioni sono puntuali e descrivono molto bene sia lo stato d’animo che il concetto del tuo pensiero. Quanto agli errori “scagli la prima pietra chi può.” Personalmente sono conscio dei miei limiti letterari e il tuo appunto non può che farmi bene. La compressione del mio pensiero è il mio limite (con l’esercizio può essere spostato) . Ho una estrazione tecnica che anche se accompagnata da approfondimenti classici autodidatti mi creano qualche problema nell’esposizione.
    Sorry, a piacevolmente rileggerti. mario

  31. Appoggio in pieno la campagna e mi domando: giustissimo obiettare ma altrettanto giusto quindi assumersene le conseguenze, perchè io pago le tasse per la Samità Pubblica e quindi gli stipendi di persone che si rifiutano di applicare le leggi? Se a uno non sta bene ha solo da andare a lavorare nel privato e lì obietterà a tutto ciò che secondo lui non è per la vita ma contro.
    Se io obiettavo e non svolgevo il servizio militare nelle forze armate subivo delle limitazioni per una eventuale carriera in certi corpi dello Stato, questi non applicano le leggi e si beccano pure i soldi.

  32. Ares

    @Luka

    La parola OSTETRICE/o..deriva dal latino OBSTETRICEM… parola composta da OB(dinanzi) e STETRICEM.. da STèTI-Stare..onde il senso di star pronta/o a un servigio… L’OSTERICE/O e’ colui o colei che assiste la partoriente e ne raccoglie il parto:

    io dico..E RIPETO.. che le cariere debbano essere separate, le osteriche/osterici.. e i ginecologi..debbano occuparsi SOLO della NASCITA….che la professionalita’ dei “non obiettori si chiami in altro modo(es.Tanatosteriche) e che questi NON POSSANO MAI FAR NASCERE….
    .. auspicherei, che possano “esercirare” SOLO IN STRUTTURE PUBBLICHE e MAI in strutture private.

    Gli ostetrici e ginocologi obiettori.. che continuino ad esercitare dove preferiscono.. visto che da sempre fanno il loro dovere: il dovere salvifico imposto dalla deontologia medica e dal nome della loro professionalità.

  33. Ritorno su questo argomento, attorno al quale il dibattito pubblico è rovente in queste ultime settimane e, senza riepilogare episodi di attualità, arrivo al punto: la campagna anti-abortista avviata da Ferrara si sta espandendo a macchia d’olio, persino a livello internazionale, come si può constatare al sito http://www.fratelloembrione.it/rassegna-stampa/rassegna-stampa-moratoria-aborto.html
    La cosa che più mi disturba è che, anziché avanzare delle proposte concrete questa campagna si presenta come una battaglia ideologica, che come tale non può che scontrarsi con altre posizioni ideologiche, ecc. ecc..
    Ma sono proprio le proposte concrete che sto aspettando e che mi preoccupano.
    Poiché, ammesso che alcune donne si trovino nella condizione di avere intenzione di proseguire una gravidanza, vale a dire che sarebbero davvero disposte a portarla a termine se non si trovassero in una condizione difficile e “precaria”, quali sarebbero, in concreto, gli aiuti che i paladini di questa crociata pro-life sarebbero disposti a garantire per loro e il nascituro?
    Quali sarebbero, al di là delle belle parole – o brutte, per lo più, visto che tendono a far leva sul senso di colpa e l‘abnegazione al sacrificio – gli aiuti tangibili, le risorse a loro disposizione?

    “300 euro al mese per 38 mesi”, ho sentito proporre in modo informale dall’elefantone in un’intervista (beninteso si riferiva alle donne extracomunitarie).
    Alla faccia dell’elemosina pelosa! dico io.

    Non sono riuscita a trovare un riscontro aggiornato sulle leggi francesi, ma so di certo che negli anni ottanta una mia amica francese ragazza-madre, Joselyne, riceveva dallo stato in franchi il corrispondente di 500 mila lire al mese. E li avrebbe ricevuti fino al compimento del diciottesimo anno d’età di Josef, suo figlio, che allora aveva cinque anni. E come lei, altre sue amiche a ragion veduta convivevano col compagno, padre dei loro figli, e ricevevano l’assegno di mantenimento. Non che vivessero nel lusso, ma erano bohemien e a loro andava bene così. Più o meno bene, come per tutti. Non sto a sottilizzare.
    Naturalmente trovo aberrante far precedere la scelta di accogliere un figlio dalla disponibilità economica. Nello stesso tempo è chiaro che per poter accogliere un bambino si deve potergli garantire una condizione accettabile “anche” dal punto di vista economico. Altrimenti non saremmo in questo sporco mondo ma saremmo in paradiso.
    E a parte il fatto che oltre alle neo-possibili-madri e possibili neo-nati, siamo in molti qui a navigare in cattive acque …
    … soprattutto perchè la politica non si deve occupare degli affari del paradiso.
    Fare una proposta pro-life, prima e dopo e al di là di tutte le proposte ideologiche e sensibilizzazioni pubbliche, dovrebbe significare: quanti soldi siamo disposti a stanziare per promuoverla.
    Prosaicamente, il succo è questo. Dovrebbe essere questo. E questo è l’unico punto sul quale le donne potrebbero essere disposte a dialogare.
    Per il resto, non dovremmo essere disposte a concedere diritti a nessuno su quello che accade nel nostro proprio corpo.
    Tanto varrebbe ricorrere alla ruta come le vacche al pascolo!

  34. Ho trovato questo il racconto di questo “fatto realmente accaduto” nel blog di Sherasade, e mi è parso giusto inserirlo per esteso. Vale.
    ——————————————————————–

    altra piccola riflessione sull’aborto
    ( sabato, 23 febbraio 2008; 14:59 )

    Ieri sera, per puro masochismo, ho visitato alcuni siti di quegli AVVOLTOI che compongono i cosiddetti movimenti per la vita.
    Ora, per chi non lo sapesse, queste sono associazioni cattoliche che mandano i propri adepti (non so se siano volontari o pagati) nei consultori e nei reparti di ginecologia e ostetricia degli ospedali a TARTASSARE SISTEMATICAMENTE le donne che hanno deciso di sottoporsi alla IVG (interruzione volontaria di gravidanza).
    Per farvi capire quanto questi individui (per la maggior parte donne) siano crudeli, vi racconto un piccolo e straziante episodio che ho visto coi miei occhi nel reparto di ginecologia dell’ospedale PUBBLICO della mia città.
    Mi ero recata lì per sottopormi ad una visita di routine ed ero seduta in sala d’aspetto ad attendere il mio turno, davanti a me c’era una donna incinta di poche settimane (l’ho sentita parlare col marito) evidentemente malata di cancro e in chemioterapia.
    Questa donna non avrà avuto più di trent’anni, era in sedia a rotelle, debolissima, magra da far spavento, calva per le cure a cui era sottoposta, il viso e il collo gonfi e il colorito terreo, aveva grandi occhi blu lucidi di dolore e parlava con un filo di voce.
    I maledetti avvoltoi hanno aspettato che il marito si allontanasse per qualche minuto e l’hanno immediatamente assalita, in quattro, dicendole insistentemente che non doveva macchiarsi di un OMICIDIO, che il bambino l’avrebbero preso loro, che era un’egoista, una peccatrice, che sarebbe bruciata all’inferno, e questa povera donna che piangeva e implorava di lasciarla in pace.
    Ovviamente non ho saputo tollerare un simile attacco ad una persona malata e mi sono lanciata in sua difesa, ricevendo anche insulti parecchio volgari (“che ci fai qui? sei sposata? vuoi abortire anche tu? ah non sei sposata? e che ci fai da un ginecologo? non sei vergine eh…” roba da pazzi) ho chiamato l’infermiera e anche lei si è vista insultare, così ha chiamato a sua volta la sicurezza che ha portato via dal reparto queste specie di inquisitrici della domenica, pronte ad attaccare in questo modo una donna malata in nome di non si sa quale carità cristiana (sono sicura che Gesù Cristo se avesse assistito a questa scena avrebbe fatto peggio che coi mercanti nel tempio).
    Questo è un ottimo esempio di cosa sia il movimento per la vita.
    Meglio un aborto oggi che una figlia del genere domani dico io.
    Quello che mi ha fatto a lungo riflettere è l’abuso della parola omicidio in questi siti.
    A questo proposito mi è venuta in mente una cosa, che può ben spiegare quanto sia assurdo l’uso di questa parola in un simile contesto.

    Se è vero che chi impedisce che un essere umano venga al mondo è un assassino, allora è vero anche il contrario, ossia che chi salva la vita a qualcuno (per esempio molti medici di pronto soccorso) equivale a chi la vita gliela dà, in pratica è sua madre.
    Il ragionamento non fa una piega (Aristotele docet).

    Ci rendiamo conto?

    post scriptum:
    (ndr: ecografia dell’utero dell’autrice)

    Questo qui è il mio utero.
    Mio, mio e di nessun altro, non del papa, non della chiesa, non del mio uomo, non di mia madre, non di Dio..
    Ci entra chi dico io e per quanto tempo dico io.

  35. grazie mille, non mi aspettavo una simile pubblicità, sono felice che ciò che ho scritto sia stato condiviso!
    Grazie Milena e grazie md (anche per la telefonata), sono quasi commossa.
    Milena mi ha chiesto di linkare (qui, credo, sul mio blog non avrebbe senso o_O) i miei ultimi interventi.
    non ho modo di linkarli singolarmente, per chi volesse sono tutti nella prima pagina del blog da cui si accede cliccando sul mio nick o sul link che ha messo Milena.
    Aspettiamo aggiornamenti md, scusami se non ti commento spesso ma mi trovo talmente d’accordo con te che mi è difficile aggiungere altro!

  36. Ares

    Non ho capito se L’episodio estrapolato dal sito di Sherasade e’ stato vissuto da Sherasade in persona… ho e’ solo un intervento fatto sul suo blog da altri.. in ogni modo credo che sia impossibile che una donna in stato di gravidanza possa portare a termine una gravidanza facendo la chemio terapia… l’aborto sarebbe spontaneo e inevitabile.. comunque… anche se lei non volesse abortire… Di solito le madri ammalate di cancro… rifiutano la chemio per il tempo necessario alla gravidanza.

    ..mi chedo come mai chi ha assistito all’episodio… non abbia “protetto”, magari intromettendosi sfacciatamente, la donna assalita da quei poveri mentecatti pro-life… magari .. richiamando il marito…..o magari prendendoli semplicemente a calci nel culo..

    p.s. La rivendicazione del possesso dell’utero .. mi ricorda gli sloan femministi anni 70… sepro che quella fase adolescenziale un giorno sia superata.

  37. @Ares, l’intervento è mio, l’ho vissuto in prima persona e se l’hai letto attentamente avrai visto che io MI SONO intromessa sfacciatamente, ricevendo anche insinuazioni pesanti riguardo la mia presunta amoralità.
    p.s. sarà adolescenziale, ma nel momento in cui il mio utero viene visto unicamente come strumento di piacere o come mezzo di procreazione indipendentemente da quella che è la mia volontà in proposito, che sembra contare ben poco, allora rimarco.
    del resto, scusa, non voglio fare a mia volta insinuazioni, ma un maschio rischia lo stupro solo da bambino o se lo rischia da adulto è sempre per mezzo di un altro maschio, per una donna è quasi materialmente impossibile stuprare un uomo (sia per via della nostra scarsa forza fisica che per il fatto che meccanicamente se un uomo non vuole è dura costringerlo a fare sesso), e che anche quando per somma disgrazia capitano queste cose non rischiate una gravidanza non voluta, nessuno, quindi, può dirvi cosa fare del vostro corpo, mentre purtroppo noi donne (complice una misoginia imperante) dobbiamo fare i conti col fatto di non poter girare tranquillamente quando fa buio, a volte nemmeno se accompagnate, e col fatto che la contraccezione è (erroneamente) vista come un problema solo nostro, e molto spesso ci viene impedito anche di sfruttarla come dovremmo (mi è capitato che una ginecologa cattolica si rifiutasse di prescrivermi la pillola perchè sarei “troppo giovane per averne bisogno”, ho 20 anni, o di dover girare 3 centri tra consultorio, clinica e ospedale prima di trovare qualcuno che mi prescrivesse la pillola del giorno dopo, e quel qualcuno era un oncologo che ho implorato pressochè in lacrime).
    adolescenziale? sarà….

    se vuoi continuare questo scambio di opinioni ti pregherei di farlo commentando il mio blog, onde evitare di intasare questo post di commenti 😉

  38. Ares

    No, ti prego non farmi entrare in un altro blog.. non me li posso ricordare tutti a memoria..(qui mi cancellano la cronologia ogni 10 minuti)..poi ..md .. questo post l’ha scritto perche’ si possa discuterne.. (sono stato bravo MD ? …mi devi una cena! 😉 ).

    Si oddio… non riesco ad identificare l’utero come luogo di profanazione o violenza.. semai e’ tutto il corpo che viene violato..mente compresa; partizionare la violenza sessuale… e’ frutto di un persorso mentale strano, elementare.. che non e’ solo maschile vedo.
    E’ possibile essere violentati da una donna.. la violenza sessuale non e’ meccanicistica..e non necessita’ di apparati.

    .. l’aborto e’ una profanazione truce, una violenza, non so… per la serie “facciamoci ulteriormente del male”..

    ..e come al solito..

    .la Donna e’ “pronta al sacrificio”.. tanto da rivendicarlo come un diritto! .. forse la vera emancipazione, e’ rifiutare l’aborto.

    Poi non ho capito perche’ devi assumere “tu” la pillola del girno dopo e nuocere così alla “tua” salute .. invece che essere “lui” ad ad infilare il “cappottino” a tua e sua protezione ..lo trovo un gesto di rispetto… che dovresti esigere… ma si sa’ le donne amano il sacrifici.. sono educate a questo.

  39. @ Ares:
    [E’ possibile essere violentati da una donna.. la violenza sessuale non e’ meccanicistica..e non necessita’ di apparati.]
    tutto quello che vuoi, ma se vogliamo fare illazioni allora tutto è possibile, se vogliamo parlare di fatti basta guardare i giornali e le statistiche…
    [.la Donna e’ “pronta al sacrificio”.. tanto da rivendicarlo come un diritto! .. forse la vera emancipazione, e’ rifiutare l’aborto.]
    rifiutarlo implica poter scegliere, se ti viene imposto di abortire non hai nessuna scelta, e altrettanto se ti viene imposto di non farlo, è la possibilità di scegliere che si rivendica, non è che io personalmente muoia dalla voglia di abortire…
    [Poi non ho capito perche’ devi assumere “tu” la pillola del girno dopo e nuocere così alla “tua” salute .. invece che essere “lui” ad ad infilare il “cappottino” a tua e sua protezione ..lo trovo un gesto di rispetto… che dovresti esigere… ma si sa’ le donne amano il sacrifici.. sono educate a questo.]
    essendo la pillola del giorno dopo un contraccettivo di emergenza fidati che l’ho dovuta cercare proprio per una situazione di emergenza:
    http://myglimpsingmoonlight.splinder.com/tag/avere_ventanni
    il primo intervento della pagina spiega chiaramente la situazione in questione 😉
    non sono, nè lo è il mio ragazzo, una sprovveduta o una persona che pensa poco alle conseguenze delle sue azioni, soprattutto in questo campo 😉

  40. Ares

    1) Le violenze sessuali su uomini, non le troverai ne’ sui giornali ne’ nelle statistiche. semplicemente perche’ non vengono denunciate.

    2) Chi ti impone di “non abortire” ?.. non l’ho neanche lontanamente pensato.
    Penso pero’ che la legge possa essere “migliorata”.. se le manifestanti avessero rivendicato il diritto all’aborto.. e al “non aborto” riaffermando che il diritto alla nascita e al sontentamento della prole e’ un diritto inviolabile(estendendo il tutto anche hai calndestini) sarebbero risultate piu’ credibili. L’oggetto della manifestazione invece era “altro”..

    3) Io denuncerei la ditta produttice del profilattico… e chiederei anche i danni morali: i profilattici devono superare test severissimi…. le scatole lo affermano con enfasi..pertanto le ditte sono perseguibili.. se hai anche una registrazione filmata 🙂 dell’accaduto puoi chiedere fino a 100.000,00€ di danni.

  41. @Ares:
    1) vado sulla fiducia, allora 🙂

    2) siamo perfettamente d’accordo.

    3) non sono solita filmare i miei rapporti, temo conseguenze poco gradevoli in termini di immagine pubblica 😉
    ho pensato di denunciare l’accaduto, ho lasciato perdere perchè dubito che una causa del genere contro un’azienda internazionale come quella avrebbe portato qualche risultato…e sicuramente si sarebbero appellati ad una presunta mia mancata osservanza delle istruzioni (con tanto di disegnini :D), che non avrei potuto confutare in alcun modo (sarebbe stata la mia parola contro la loro).

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