RELATIVISMO III – La pace di Westfalia e gli stranieri morali del Texas

300px-the_ratification_of_the_treaty_of_munster_gerard_terborch_1648.jpg

Sto assistendo con noia e continui sbadigli al dibattito in corso, a proposito dei temi cosiddetti “sensibili” su eticità, stato laico e dintorni. La mia noia non nasce certo dal fatto che non ritenga importanti quei temi (e l’accesa discussione che talvolta anima questo blog ne è piccola testimonianza), quanto dall’ignoranza e dalla protervia che spesso mostrano i vari interlocutori. Che tanto per cominciare sembra non abbiano ben chiari nemmeno i termini basilari della questione e che parlino giusto perché ne hanno facoltà (come se non esistesse anche quella di tacere).
Bisognerebbe intanto che dessero una rinfrescata alla loro memoria storica, andandosi magari a rileggere il capitolo della storia europea intitolato Guerra dei trent’anni, con quel che ne seguì. Una delle tappe cruciali della costituzione del concetto di laicità è infatti la pace di Westfalia, che pose fine nel 1648 a quella guerra terribile e devastante, che, tra le altre cose, vide massacri senza fine tra protestanti e cattolici. L’Impero Asburgico, ci piaccia o no la sua idea, prefigura quel che lo Stato laico sarebbe diventato più tardi, e cioè il simbolo di unità e di garanzia al di sopra della molteplicità e del pluralismo politico, religioso e culturale. Proprio onde evitare l’infinita guerra civile che la diversità religiosa porta quasi naturalmente con sé, specie laddove si tratta di monoteismo.

Hugo Tristam Engelhardt jr., bioeticista “cattolico ortodosso texano” come si autodefinisce, sembra considerare irreversibile l’idea nata in quel di Westfalia, a differenza del papa e della proliferante coorte di politicanti devoti. Egli ritiene la società postmoderna una società inevitabilmente abitata da “stranieri morali”, cioè persone che non appartenendo alla stessa comunità, praticano scelte morali differenti, al punto da apparire reciprocamente immorali.

In passato c’erano due possibilità per risolvere il conflitto: o l’uso della forza oppure il progetto illuministico di un’etica universale basata sulla ragione. O la guerra o l’assimilazione: entrambi, visti i risultati, fallimentari. Engelhardt pensa che l’unica possibilità sia quella di un’etica laica minima, super partes (un po’ come l’impero asburgico) che garantisca una coesistenza tra i diversi. Con il risultato inevitabile di una sorta di schizofrenia: “Noi siamo costretti a vivere la nostra vita all’interno di due dimensioni della moralità. Da un lato siamo legati a particolari visioni dell’assistenza sanitaria moralmente buona in quanto membri di una comunità morale reale e concreta, ossia in quanto buoni battisti, indù, ortodossi, cattolici o ebrei. Ma poiché la nostra comunità non comprende tutti, ci tocca entrare in contatto con gli altri nel rispetto dei vincoli di una morale laica pluralista. La morale laica offre il linguaggio essenziale della comunicazione pacifica tra stranieri morali”.
Come dire che aborto, eutanasia, suicidio, ecc. sono pratiche insieme accettabili (secondo l’etica laica pluralista) e inaccettabili (secondo, ad esempio, il punto di vista cattolico). Ma il cittadino cattolico è insieme cittadino (che deve far sua l’etica laica) e cattolico (che deve seguire i precetti della sua religione). Solo che nel momento in cui è cittadino, cioè si relaziona a tutti gli altri nello spazio pubblico della convivenza, non può far altro che comportarsi da cittadino, e dunque sospendere il suo credo. D’altra parte non è che ci siano molte alternative, a meno di costituire monocomunità omogenee al loro interno e separate dal resto del mondo. Le società complesse e tendenzialmente globali cui l’umanità sta dando luogo appaiono ormai processi irreversibili.
Quel che mi pare urgente, semmai, è di provare a stabilire minimalmente alcune mappe etiche, tracciare alcuni confini (magari provvisori) condivisibili dagli umani in quanto tali (e non in quanto indù, atei, agnostici, islandesi, texani, occidentali, omosessuali, bianchi, ecc.). Cosa impossibile da farsi a partire dall’alto (tramite categorie quali Dio, la Ragione, la Natura, ecc.), ma solo dal basso, attraverso pazienti, finiti, limitati, parziali e sempre divenienti ragionamenti e discussioni. Naturalmente questo richiede preventivamente che esista (o meglio che si creda nell’esistenza di) qualcosa che sta prima delle singole comunità, identità, individualità: un linguaggio e un sostrato comuni trasversali alla sfera umana. Qualora non ci fossero non sarebbe possibile nemmeno quell’etica minima – ma allora, verrebbe da domandarsi, perché costruire società complesse che la richiedono?
In conclusione mi pare di dover ribadire la necessità di uno spazio politico e giuridico (quello della costituzione e delle leggi) in grado di accogliere in una sintesi condivisa le istanze etiche plurali, laddove possibile; ma che si astenga rigorosamente dal farlo se tale sintesi non c’è, demandando alla libertà individuale la scelta, quando questa non calpesta la libertà di altri. Che è poi lo scipito e insapore, ma quanto mai prezioso, principio illuministico di tolleranza invocato da Voltaire.

Tag: , , ,

33 Risposte to “RELATIVISMO III – La pace di Westfalia e gli stranieri morali del Texas”

  1. Ares Says:

    Ares

    Il termine, riferito ad una struttura politica o amministrativa, ne esprime l’autonomia dei principi, dei valori e delle leggi da qualsiasi autorità esterna che ne potrebbe determinare, compromettere o perlomeno influenzare l’azione.

    La laicità, per estensione, si configura anche come assenza di un’ideologia dominante nell’opera di governo di uno Stato, e come equidistanza dalle diverse posizioni religiose ed ideologiche presenti. Ad esempio, nel caso di un regime totalitario, definire lo Stato come “laico” è un errore, in quanto in esso vi è posto solo per l’ideologia ufficiale.

  2. Ares Says:

    Ares

    La parola laicità, in senso politico e sociale, denota la rivendicazione, da parte di un individuo o di una entità collettiva, dell’autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui.

    Laico è, in questo senso, chi ritiene di poter e dovere garantire incondizionatamente la propria libertà di scelta e di azione, particolarmente in ambito politico, rispetto a chi, invece, ritiene di dover conciliare o sottomettere la sua libertà all’autorità di un’ideologia o di un credo religioso.

    Nel significato originario del termine, ancora utilizzato in ambito religioso, il laico è un fedele della religione non ordinato sacerdote o non appartenente a congregazioni religiose.

  3. Ares Says:

    Ares

    Il laicismo (considerato da alcuni sinonimo di laicità) è la dottrina socio-politica che teorizza e propugna la totale separazione tra stato e chiesa, ovvero l’assenza di interferenze religiose dirette nell’ambito legislativo, esecutivo e giudiziario di uno stato.

    Il corrispondene aggettivo è “laicista”. L’aggettivo laico inizialmente indicava i fedeli cristiani non appartenenti al clero. Il successivo significato di carattere politico (“non religioso”), invece, è stato assunto con l’Illuminismo e la Rivoluzione Francese. Attualmente il termine “laico” viene usato in entrambi i significati.

    I termini Laicismo, inteso come teoria politica, e Secolarizzazione, cioè il progressivo declino dell’importanza della fede religiosa nella vita di tutti i giorni sono però concetti differenti e non necessariamente legati da rapporti di causa-effetto.

  4. Ares Says:

    Ares

    Buona parte delle critiche rivolte al laicismo consistono nel sostenere che questa posizione comporti ostilita’ a prescindere nei confronti della Chiesa e delle altre istituzioni religiose. Il laicismo ammette l’esistenza sul territorio dello Stato di istituzioni religiose, e la possibilità che queste possano esprimere posizioni morali, politiche o sociali, ma ciò fin quando queste non vengano imposte, in forza di legge, anche a chi non le condivide.

  5. Ares Says:

    Ares

    Quindi chi leggiFera .. l’uomo che leggifera intendo….. chi deve essere?…
    .. cosa deve pensare?….
    ..se e’ cattolico..non deve legiferare?..
    ..e se non e’ cattolico… o meglio non e’ un buon cattolico ma condivide alcune idee cattoliche…
    ..che deve fare?.. si deve astenere dal legiferare? anche se e’ stato votato..
    .. esist la laicita’ pura ?.. cioe’ un “uomo” … puo’ essere immune da ideologie.. non solo religiose?

  6. Ares Says:

    Ares

    chi e’ un laico puro?.. esiste?

  7. md Says:

    Ares, ma non ti sei accorto che la piattaforma wp è già preimpostata con un “Ares dice” ogni volta che scrivi un commento? C’è bisogno di premetterlo ogni volta? Il risultato è: 6 commenti, 12 Ares… però potresti firmarti ogni volta così sarebbero 18, eh eh…

  8. lealidellafarfalla Says:

    Sempre molto stimolanti, interessanti e degni di approfondimento i tuoi post. Complimenti. Purtroppo ho poco tempo, ma vorei lascaire un link dal quale ho evinto alcuni spunti di un etica minima che penso possa essere condivisa.

    http://it.youtube.com/watch?v=aJfKCn1bUMM

    un caro saluto,
    fabrizio

  9. md Says:

    Grazie Fabrizio, anche per me è un periodo un po’ convulso.
    I “grandi vecchi” e padri costituenti vanno sempre ascoltati con attenzione.

  10. Ares Says:

    Are..

    Ufffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    mi viene automatico scriverlo.. sprecherei piu’ tempo se dovessi pensarepenso di non doverlo scrivere…

    ffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

  11. mario Says:

    Prima di mangiare una mela o qualsivoglia frutto che a Voi piaccia,lo si pulisce dalla polvere o dai prodotti conservativi posti sulla buccia,quindi lo si netta dalle eventuali necrosi presenti e infine si assapora con gusto(quest’ultima azione serve anche allo stomaco) “alla faccia” di maomettani indù cristiani e quantaltri che ci vorrebbero imporre il loro gusto. Non so se mi sono spiegato,spero,mah!

  12. Ares Says:

    ARES

    ..mario, mica tanto.. in prima lettura ho gia’ trovato due interpretazioni:

    1) stai parlando da laico integralista
    2) stai facendo il verso ad un laico integralista

  13. Milena Says:

    per “mario”

    allora é così che tu mangi?
    bene, sono contenta di saperlo

    ma … mangi da solo o in compagnia?

  14. mario Says:

    A milena O sei molto spiritosa o fingi di non capire,mi auguro la prima

  15. Ares Says:

    ARES

    …mmmmm quest’ultimo commento di mario.. mi confonde… anche quello di Milena.. cosa sta’ succedendo?
    … mi sa che non ho capito qualcosa?…

    sono un anima candida io .. spiegatemi !!!

  16. mario Says:

    A Ares (5 marzo 2/34/pm) Amo le traslazioni sia nelle discipline che in quelle umanistiche. Esse permettono di spiegare un concetto contraendo nel contempo
    una spiegazione o un proprio pensiero che occuperebbe molto tempo o pagine di scritto. Normalmente permette anche di evitare inutili polemiche o etichettature che toglierebbero sovente significato alla trattazione stessa. Se quindi tu sovrapponi la mia risposta all’articolo di testa vedrai che vi è un collegamento compiuto. Mi rendo conto che in filosofia un tale modo di esprimersi non usuale,anzi proprio per il suo modo di essere tende a sviluppare,ampliare un concetto una spiegazione nel tentativo di dare tutte le spiegazioni possibili e variegate a una qualsiasi trattazione in atto. Come ti avevo già fatto notare ho più una estrazione tecnica che non umanistica se pur quest’ultima mi “intriga” molto. Quando vi leggo non nascondo che mi procurate un certo piacere mentale e qui mi fermo perchè potrei essere frainteso come è già sovente accaduto in queste pagine.

  17. mario Says:

    Sul precedente. Scusami ares,rileggendomi mi sono accorto che manca qualche vocabolo e verbo,mi sono rimasti nella tastiera,abbi pazienza.

  18. Milena Says:

    a “mario”
    la mia precedente era una semplice domanda.
    ma se non vuoi rispondere va bene lo stesso.
    certo sarei un po’ curiosa di sapere cosa hai pensato intendessi dire

    se sono spiritosa? non mi dispiacerebbe esserlo.
    un po’ di spirito (non alcolico) non guasta

  19. Ares Says:

    ARES

    @mario … non dirlo a me… io sono “diplomato” in informatica… la filosofia non l’ho mai studiata.. tranne che sul bignami a 14 anni… giusto perche’ la mia insegnante di italiano la cito’ per sbaglio in un’occasione
    ..
    comunque da queste perti non c’e’ un atteggiamento supponente, l’autore di questo blog e i suoi frequentatori, sono persone amabili e ben disposte.. e cercano sempre di parlare in modo chiaro.. diciamo pure che li costringo a parlare in modo chiaro… altrimenti scattano le mie domande e le mie travisazioni… che poi innescano discussioni chiarificatorie.. che ultimamente preferiscono evitare .. cercando di scrivere da subito in modo anche a me comprensibile .

    Anche se devo dire, che io faccio la mia parte, vocabolario alla mano.

    Secondo me le traslazioni, possono essere usate, ma con parsimonia, perche’ poi il risultato e’ il fraintendimento a cui abbiamo assistito… Milena ne sa qualcosa.. visto che e’ il bersaglio preferito della mia poca lucidità mentale.

    .. ora.. mi spiegheresti la traslazione della mela?.. so che non si puo’ chiedere di sottotitolare una traslazione….e e pero’ io lo faccio! 😉

  20. mario Says:

    ho bisogno di sedimentare,di una notte nel deserto,mi appropinquo,scusate un’attimo o anime candide.

  21. mario Says:

    per Ares

    ops! scusa è partito prima il mio post del tuo; sei stato troppo veloce!
    Dimezzo la notte. A presto, ciao

  22. mario Says:

    A Ares-Me spiego: La mela è l’oggetto(la pace…)
    La polvere è il tempo e le motivazioni che l’anno prodotta.
    I prodotti conservativi e le necrosi sono gli interessi particolari

    di coloro che sedevano a quel tavolo nonchè le interpretazioni
    attuali non sempre obiettive e sincere.
    Rimane in ultimo il nostro gusto che è la nostra interpretazion
    la nostra analisi che tiene conto del giudizio storico e di altri
    elementi.
    Per ultimo la liberatoria dagli interessi altrui che a seconda di
    di fedi o colori ne traggono le loro interpretazioni.
    Mi auguro di essere stato sufficientemente chiaro.
    Non ho capito bene se tu sei perito informatico o in comunicazione.

  23. Ares Says:

    ARES

    ..ok allora ci ero arrivato.. 🙂

  24. mario Says:

    Circa…. la comunicazione che mi dici?

  25. Ares Says:

    ARES

    ..non ridimensiona la traslazione d’origine.. si, si perfetta!!

  26. mario Says:

    a Milena. Ho aspettato un po a risponderti,ovviamente non per maleducazione ne per indifferenza e non so se questa risposta sarà a tono ne accettabile da parte tua comunque io ci provo. Il tuo commento mi è sembrato molto provocatorio e anche fuori tema. Non comprendo le ragioni di ciò anche se leggendoti nei tuoi commenti ho quasi sempre notato delle spigolature,(probabilmente dovute al tuo carattere).Ovviamente non mi permetto di esprimere pareri e sopra tutto giudizi,ho da guardare prima in casa mia.Ho pensato quindi ad un commento di carattere spiritoso e provocatorio insieme. Mi auguro che sia così.Cordialmente.

  27. Milena Says:

    A “mario”. Sì, era provocatorio e lapidario ma non fuori tema.
    Anzi, la domanda “ma … mangi da solo o in compagnia?” è proprio saltata fuori da sola quando ho letto la frase ““alla faccia” di maomettani indù cristiani e quantaltri che ci vorrebbero imporre il loro gusto”.

    Ed era in tema perché, visto il post che tratta della pace raggiunta dopo trent’anni di guerra sanguinosa, ho pensato che per riuscire a mettersi d’accordo, i nemici non avrebbero potuto continuare a mangiare l’uno “alla faccia” dell’altro, bensì riuscire a trovare dei punti d’incontro che permettesse a tutti di mangiare insieme alla stessa tavola, ossia nel mondo.
    E infatti quando si parla di etica minima, è di questo che si tratta: l’unica possibilità di convivenza pacifica in società complesse multi-etniche e multi-culturali. Tieni presente che un’etica minima non si deve fondare sul “gusto” né di questo né di quello, bensì deve permettere ad ognuno di esercitare liberamente le proprie scelte personali, siano etiche, religiose o di gusto.

    Da parte mia però sono anche curiosa di sapere cosa e come mangiano gli altri, può essere sempre un’occasione. Ad esempio, curiosando nella cucina giapponese tradizionale si possono imparare molti trucchi, non solo per mangiare ma anche per curarsi. Per esempio il raffreddore e il mal di pancia me lo curo con il kuzu e non ho bisogno di prendere medicine. Ma in generale so di certo che ogni cibo può essere o veleno o medicina. Come ogni cosa che entra dalle aperture: immagini, suoni, parole, aria, cibo, ecc..
    E se vuoi, se ti interessa posso passarti qualche ricetta!

    Comunque la metafora del “mangiare” mi sembra proprio azzeccata, visto che questo mondo ce lo stiamo mangiando tutto e forse ce n’è rimasto giusto qualche boccone.

  28. mario Says:

    a Milena Non so cosa sia il kuzu,mi interesserebbe qualche ricetta con relative applicazioni. Sono sempre interessato a ciò che non conosco. Grazie

  29. Ares Says:

    ARES

    ..fiuuu…menomale.. abbiamo evitato una guerriglia.. 😉

  30. mario Says:

    la guerriglia mi piace quando mi diverto,quando ero ragazzino nei giochi tipo,”non ce n’era per nessuno”. Da grande ho cominciato a divertirmi in altri modi.
    In questo caso non conoscendo a fondo l’interlocutore ho preferito” glissare”.
    Meglio uno scivolone che una capocciata…o no?! Comunque le ricette mi interessano.

  31. Milena Says:

    Grazie a te,“mario”. Non so tu, ma a me sembra che da questo dialogo, anche con un po’ d’attrito iniziale, stiano venendo fuori delle buone cose. Anzi, mi sono ricordata adesso di un proverbio africano che dice più o meno che “se le mani non sfregassero l’una contro l’altra non potrebbero essere pulite”. Quindi, se non ci fosse un po’ d’attrito ciò non potrebbe accadere … Ti pare?
    Tra l’altro ti devo dire che quando avevamo iniziato a parlare di cibo e ci siamo un po’ scontrati, in realtà non mi ero ancora accorta di quanto il cibo fosse importante. Perché, sarà anche vero che ognuno ha il diritto di fare quello che vuole della sua vita, e di alimentarsi come più gli pare e piace, ma è anche vero che spesso senza nemmeno accorgerci ci facciamo del male.
    E guarda caso era proprio questo che io stavo facendo, da un po’ di tempo in qua, avevo smesso di volermi bene e di avere cura di me stessa.
    Che infatti non sono affatto una vegetariana, o perlomeno, anche volendolo e anche sapendo cosa fa bene e cosa fa male, la mia volontà è stata per decenni altalenante. Poi, non sto a dirti come e perché è accaduto, da dopo natale ho cominciato a non mangiare carne. Non ho dovuto né costringermi né sforzarmi, è accaduto e basta. Io stessa me ne sono sorpresa e ho assecondato questo cambiamento.
    Ora, tu potresti obiettare sull’affermazione che un cibo possa fare più o meno bene di un altro. Ma, facci caso: anche un bambino sa che un bicchiere di acqua pura fa meno male di un bicchiere di alcool. E lo sappiamo anche noi, visti gli effetti e di un bicchiere di acqua al confronto di uno di alcool. E va bene, questo è un caso estremo e lampante, ma anche in casi meno lampanti ci sono cose che sono migliori o peggiori di altre. E questo è un giudizio che dovremmo affrontare anche soltanto nei riguardi della nostra salute fisica.
    Il problema, però, non è solamente di salute fisica, perché tutto ciò che ingeriamo e con cui veniamo in contatto ha degli effetti sulla psiche. Il corpo e la mente sono la stessa cosa. Quindi anche qualsiasi cosa ingerisco – non solo quello che leggo o studio o ascolto – ha degli effetti sulla qualità del pensiero e sull’intero essere. Ma vale anche viceversa.
    Questo è solo l’inizio di un’introduzione, e potrei continuare ancora ma non vorrei annoiarti.
    Perciò per il momento concludo dicendoti cosa ho mangiato a mezzogiorno, ma considera che io stessa sto ricominciando a sperimentare e c’è molto da fare. Però, ripensandoci, visto che l’argomento non è appropriato in coda a questo post, scrivo la ricetta e la invio nel post sul Post-cannibalismo.
    Post, post, post!

  32. mario Says:

    A Ares MEDIATORE. A Milena non mi annoi. Come da precedenti commenti Voi tre mi date un pò di respiro: Peccato che alcuni commenti per md siano scomparsi,non riesco a riportare due volte le stesse emozioni. Come ho già scritto in un altro commento,ciò che ingeriamo per nutrirci sono (secondo me) delle scintille del Divino. Queste cellule muoiono per noi,affinchè possiamo continuare la nostra esistenza: Ecco perchè prima di consumare il nostro pasto bisogna ringraziare loro e chi ci permette di farlo.Nei più alti gradini della conoscenza orientale esistono (così ho letto) bonzi che riescono,finito il pasto a far rivivere dagli avanzi ciò che prima era in essere.Cose da mal di testa. Ciò che tu hai provato verso la consumazione di alcuni cibi l’ho provato anche io. E il nostro corpo( Macchina insuperabile) che ci indica quanto,come e che cosa dobbiamo ingerire per nutrirci.Ovviamente occorre saper ascoltare. Alla tua prossima.

  33. mario Says:

    Nota-Mi auguro che md non ci bacchetti per i fuori tema.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: