DISCUSSIONI SBILENCHE

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Ieri durante un incontro con dei ragazzi di quinta elementare, ho presentato un libro dell’editore Orecchio Acerbo intitolato Il libro sbilenco. Prima però di rivelarne il contenuto, ho chiesto loro di immaginarlo. Ne è nata una discussione semifilosofica e semiseria sull’opposizione dritto/storto che è durata per ben mezz’ora. Come si possa discutere per tutto questo tempo, con venti ragazzini, di una parola del genere rimane per me misterioso – e, appunto, piuttosto sbilenco. Sta di fatto che si è cominciato col parlare di corpi, di espressioni, di figure, di spazio, per poi finire con le azioni, l’ondeggiare della mente, e perfino la schizofrenia: “io sono sbilenco – ha esclamato un ragazzino – perché sono ora in un modo e subito dopo in un altro”. Evidentemente la percezione dell’ortopedia antropologica, etica e sociale e della sua trasgressione è ben chiara nei suoi termini concettuali fin dalla più giovane età – attenzione, non solo in termini pratici ma anche astratti e teorici.

Tant’è vero che mostrare lo splendido “silent book” L’albero di Iela Mari sull’alternanza delle stagioni ha generato l’esibizione di fronte a me del procedimento logico di induzione, se è vero che nel giro di pochi minuti dai termini empirici e naturalistici, i miei teneri uditori sono disinvoltamente passati ad utilizzare concetti come “ciclo”, “processo”, “infinito”, “ciclicità di nascita e morte”, e simili.

Ma non è finita. Se ancora qualcuno può avere dei dubbi, subito dopo, nel presentare un altro libro bislacco sempre di Orecchio Acerbo intitolato Niente, una storia divertente sulla vacuità della pubblicità, i fanciulli hanno bellamente glissato sullo specifico e, temerari, si sono lanciati nel cercare di definire quel concetto tanto strano e a sua volta sbilenco che è il nulla: qualcuno ha provato ad immaginare il vuoto, l’invisibile, il tutto che sparisce, e così via. Il niente non c’è eppure c’è, dato che se ne parla: paradosso quantomai strano. E si sono così resi conto che nelle espressioni che utilizzano ogni giorno il niente c’è eccome, anzi pullula. “Che cosa hai fatto oggi a scuola?” si sentono chiedere di solito dai genitori, e la risposta è sempre la stessa: “Ma… niente!”. Appunto.

(Il booktrailer del “Libro sbilenco” è su youtube)

25 Risposte to “DISCUSSIONI SBILENCHE”

  1. Ares Says:

    AaaaaAres

    Che meraviglia!!!..

    md… ma ti pagano per fare queste lezioni ai bambini di 10 anni?

  2. Milena Says:

    ““Che cosa hai fatto oggi a scuola?” si sentono chiedere di solito dai genitori, e la risposta è sempre la stessa: “Ma… niente!”. Appunto.”

    ovvero … niente di bello, niente di divertente, niente di interessante, niente che mi abbia stupito, niente di niente … la solita noiosa barba di tutti i giorni … insomma ?

  3. md Says:

    @Ares: alcune le sto facendo come bibliotecario, dunque è “lavoro” (anche se divertente), ma direi che per il 90% di queste attività (compresa la preparazione) non ho visto una sola lira
    @Milena: per qualcuno può anche essere così, ma per la maggior parte di quella classe direi di no, e in qualche caso potrebbe persino esserci una difesa gelosa di cose che sentono come proprie, da non condividere con gli adulti

  4. Milena Says:

    @md
    ovviamente non mi riferivo a quella classe … mi sono solo ricordata che mio figlio Riccardo rispondeva sempre così, alle elementari, quando glielo domandavo.
    “Cosa hai fatto oggi a scuola?”. “Niente”. Poi per un po’ ho smesso di chiederglielo. Almeno fino alle superiori, quando ha cominciato a darmi qualche rispostuccia più entusiasta.
    E devo dire che sono stata molto delusa dagli stimoli che la scuola ha potuto offrire ai miei figli, e non solo ai miei figli. E’ un discorso molto lungo, ma qualche volta sembra proprio che le attività scolastiche a qualcuno scivolino addosso come l’acqua sul marmo.
    Ma forse è anche vero che è una questione di carattere. C’è chi racconta tutto e chi, come dici, è geloso, o introverso.
    Ora che siamo entrambi adulti, però, io e Riccardo abbiamo una buona confidenza. E’ pericoloso iniziare a parlare, fra me e lui, non si sa mai dove andremo a finire

  5. md Says:

    @Milena: che bello!
    E’ vero, sulla scuola ci sarebbe un discorso lunghissimo da fare. A volte cerco di immaginare come la si potrebbe rifare da capo e ripensare dalla fondamenta, chiamandola anche in un altro modo, e mi vengono le vertigini.

  6. Ares Says:

    Ares

    Basterebbe che vi fossero insegnanti ingamba e preparati… poi tutte le difficolta’ organizzative della scuola si supererebbero.. io su 25/30 insegnanti che ho cambiato, solo 3 erano brave e preparate… garda caso erano 3 donne; … diversissime tra loro: la Trentini/Albanello di italiano, era una donna senza eta’, tra i 60 e gli 80 anni…. la Radice era di biologia, 40 anni..prendeva le rane e gli scarafaggi con le mani.. poi cera la simpaticissima e giovanissima Guia di matematica(la definivo la filosofa)… che e’ riuscita a farmi recuperare in un solo anno le lacune accmulate nei due anni precedenti.. sono stato fortunatissimo!!..

    Gli insegnanti maschi.. per la maggior parte erano frustrati o eccessivamente e ingiustificatamente severi…. una tristezza d’uomini..

  7. mattia c Says:

    io sono uno di quei bambini di dieci anni di quinta a

  8. mattia c Says:

    sta roba che scrivete è un sonnifero molto potente

  9. mario Says:

    Parbleu!!!!

  10. md Says:

    mattia sei un grande!!!!!!
    (p.s. ma stanotte ho avuto una pensata: proporrò a Gabriella un piccolo esperimento filosofico nel mese di maggio, per concludere in bellezza le nostre discussioni sbilenche, e ti assicuro che saranno tutt’altro che soporifere…)

  11. mattia c Says:

    di che si tratta?

  12. md Says:

    mattia, ti posso solo dire che c’entrano le ciliegie… ma naturalmente si tratta di una metafora… di più non posso anticipare

  13. mattia c Says:

    CILIEGE?!

  14. md Says:

    sì sì, ciliegie-domande (a proposito, è corretto sia ciliegie che ciliege): hai presente il modo di dire “una ciliegia tira l’altra?” ecco, io credo che succeda la stessa cosa con le domande…

  15. mattia c Says:

    no! con le domande RETORICHE!!!!!

  16. md Says:

    no Mattia, non ti allarmare, nessuna retorica, solo belle discussioni, vedrai!

  17. mattia c Says:

    chissà che roba oooo

  18. mattia c Says:

    lòkxcbnmfgxòòpffffffffffffffffffffffflllllllllllllllllllllccccccccccccòb
    fffffffffffffffvkvkvkckllkvlkblvckjxnlgvbòlkxlògkljbklxklbklxfgkgf
    vklxgjvinbkxfgvibnxigfvjioxfiojfgvbndijofgiojbndiojfgbhfggkljkj
    gkxjiogixfbhiojxfgihbijofgiohnxfjioghnojigxfhnijoxfginijfgxngpokn
    giohioxiojgnhfgxipohnpofghnpkocgfpkonjgfnopkcghopkjnopkcghopkj
    ghpoknkopghpokjnpokghnopkopkghpoknèpgnmP?

  19. mattia c Says:

    ho scritto qualcosa di lungo come mi hai detto tu

  20. Milena Says:

    ora è tutto (lungamente) chiaro …

  21. md Says:

    mattia, l’ho detto che sei un genio!

  22. mattia c Says:

    si lo so lo so o so!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  23. mattia c Says:

    troppo modesti si lo so

  24. mattia c Says:

    scherzavo

  25. mattiac. Says:

    è qua che posso scrivere le grandi domande?

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