CUPE VAMPE

Naturalmente le responsabilità per la macelleria bosniaca (e jugoslava in generale) non possono essere attribuite solo a singole persone. Ma nemmeno possono sciogliersi e annullarsi col pretesto della storia e del suo incedere oggettivo. Ecco perché l’arresto di Radovan Karadzic, uno dei maggiori responsabili di quell’atroce guerra, dell’assedio di Sarajevo, del genocidio di Srebrenica, della pulizia etnica, è comunque una buona notizia. In quella guerra si bruciarono anche le biblioteche – non solo i corpi ma anche la memoria, non solo gli alberi ma anche le radici, non solo la vita ma anche i segni e i simboli, affinché non rimanesse nulla, nemmeno l’ombra, delle culture e dei popoli nemici.

Ce lo ricordano i CSI con una canzone scritta nel 1996, subito dopo la terrificante pace che seguì alla terrificante guerra:

Di colpo si fa notte
s’incunea crudo il freddo
la città trema
livida trema
brucia la biblioteca i libri scritti e ricopiati a mano
che gli Ebrei Sefarditi portano a Sarajevo in fuga dalla Spagna
s’alzano i roghi al cielo
s’alzano i roghi in cupe vampe
brucia la biblioteca degli Slavi del sud, europei del Balcani
bruciano i libri
possibili percorsi, le mappe, le memorie, l’aiuto degli altri
s’alzano gli occhi al cielo, s’alzano i roghi in cupe vampe
s’alzano i roghi al cielo, s’alzano i roghi in cupe vampe
di colpo si fa notte
s’incunea crudo il freddo
la città trema
come creatura.

Cupe vampe livide stanze
occhio cecchino etnico assassino
alto il sole: sete e sudore
piena la luna: nessuna fortuna
ci fotte la guerra che armi non ha
ci fotte la pace che ammazza qua e là
ci fottono i preti i pope i mullah
l’ONU, la NATO, la civiltà
bella la vita dentro un catino
bersaglio mobile d’ogni cecchino
bella la vita a Sarajevo città
questa è la favola della viltà.

La canzone è anche visibile e ascoltabile su youtube
Nella foto, l’incendio della biblioteca nazionale di Sarajevo.

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4 Risposte to “CUPE VAMPE”

  1. Paola Says:

    E’ stato terribile per me, mentre percorrevo delle strade della Bosnia, vedere gruppi di case in piedi con in mezzo una sola casa distrutta: l’obiettivo era distruggere le cite che abitavano là dentro perché appartenenti ad una cultura e religione diversa….

  2. redbeppeulisse Says:

    i genocidi e la pulizia etnica non è mai morta e questi fatti lo dimostrano . grazie peer il ricordo degli eventi . mipiacerebbe , scusa se te lo dico qui , ma non ho la tua email , pecato che non sia un utente splinder altrimenti ti avrei invitato a scrivere sul mio blog

  3. md Says:

    mario.domina@alice.it
    ciao

  4. Anfibolie della memoria « La Botte di Diogene – blog filosofico Says:

    […] rimarginati. Ricordare quel che accadde vent’anni fa brucia – troppo cupe furono le vampe – e allora c’è da chiedersi cosa fare perché le braci non si riattizzino, ma nello […]

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