MEGARICCHI

C’è un libro di un autore francese che è stato tradotto con il titolo Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il pianeta. Devo premettere che mi aspettavo molto di più, sia in termini analitici che per quanto concerne il capitolo delle proposte e delle prospettive. Tuttavia, nella congerie di dati che il testo presenta ci sono alcune comparazioni che fanno una certa impressione. Ne riporto qualcuna a caso: 793 megaricchi censiti da Forbes possiedono 2600 miliardi di dollari che corrispondono alla totalità del debito dei paesi del Terzo Mondo; da fonti ONU risulta che i guadagni delle 500 persone più ricche sono superiori a quelli dei 416 milioni di persone più povere; c’è poi qualcuno che, secondo Le Monde, guadagna più di 1 miliardo di dollari all’anno (entrate, non patrimonio), ecc. ecc.
Ormai la setta è cosmopolita: Russia, Cina India, non solo USA o Europa; questa che ci viene presentata con una serie di numeri e di caratterizzazioni, di stili di vita e di relazioni globali da Hervé Kempf è la vera casta che domina il pianeta. Niente di nuovo rispetto al passato e all’eterna girandola delle disuguaglianze, ma una cosa inedita c’è: i limiti della biosfera. L’unica vera soluzione per evitare le catastrofi prospettate a causa della forzatura di quei limiti si sostanzierebbe nei seguenti tre punti: “fermare la crescita materiale”, bloccare il processo di emulazione sociale e “cambiare gli standard culturali del consumismo esibizionista”. L’autore profila scenari in cui la democrazia è seriamente in pericolo con una evidente pulsione verso l’apocalisse…

Similmente Hans Jonas parlava ormai una quindicina di anni fa di “collisione che si è verificata tra la quasi-infinità del potere e del desiderio umani da un lato e la finitezza di una natura, che esiste per fornire il necessario a tale scopo dall’altro”. La fondazione del suo celebre principio-responsabilità, per certi versi contrapposto al più tradizionale principio-speranza, tiene conto di questa impasse ineludibile e richiama direttamente la questione del potere e del rapporto tra potere e responsabilità. Jonas dichiarava a tal proposito in un’intervista agli inizi degli anni ’90, la sua sorpresa per il misero fallimento della pianificazione socialista e dei regimi autoritari comunisti che avrebbero potuto “risparmiare” la natura e non l’hanno fatto: un potere immenso incapace di assumersi per lo meno alcune precise responsabilità. Parallelamente esprimeva qualche perplessità sulla idoneità dei sistemi democratici elettivi nell’affrontare tali questioni, soprattutto per il loro corto respiro e incapacità di gestire progetti di lungo periodo e di ampia portata.
Come dire: solo un potere forte e lungimirante potrebbe assumersi una reale responsabilità. Ma in questo momento quel potere forte (e per nulla lungimirante) è in mano a una consorteria di avidi e criminali megaricchi ed è del tutto irresponsabile, mentre le “democrazie” sottostanti balbettano e cincischiano con elettori più propensi ad emulare i potenti che a preoccuparsi del destino del pianeta e delle generazioni future, ed eletti-inetti del tutto incapaci di assumersi la benché minima responsabilità. Quindi?

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5 Risposte to “MEGARICCHI”

  1. Ares Says:

    Ares ^__^

    Quindi entriamo in politica…

  2. Ares Says:

    Ares ^__^

    Ma, io credo che il desiderio di accumulo di denaro, e non solo, quando assume certe forme di sfruttamento a discapito dell’esistente – umano e non – debba essere considerata a tutti gli effetti una patoligia psichiatrica; questi soggetti devrebbero essere fermati ..perche’ creano un danno reterato a livello, sia nazionale che mondiale; La loro e’ una patologia psichiatrica simile a quella dei serial killer… finche non vengono fermati..continueranno nella loro opera distruttiva..inconsapevoli.. perche’ accecati dal loro desiderio.

    Bè!.. che ogni governo inizi dal proprio territorio: questi soggetti dovrebbero essere, innanzi tutto tassati a dovere, considerando tutto il danno che la loro patologia produce; poi io li internerei per qualche tempo.. che so.. 25-30 anni…. in cliniche di disintossicazione..e mentre loro si curano.. perseguiterei tutto il loro entourage… e tutti i loro sostenitori mediatici, per la legge del contrappasso li metterei alla gogna mediatica, con l’accusa di aver fatto diventare dei “malati psichici” dei simulacri da imitare e venerare..

    Con i soldi ricavati dala loro riproporzionata tassazione, estinguerei il debito mondiale, giusto per rispettare le legislazioni attuali che regolano il debito pubblico, poi ovviamente riformulerei anche queste(non posso mica fare tutto in una voltra!).. mi occuperei e procederei alla riorganizzazione del sistema economico che su quel tipo di “patologia prichica” si fonda, ovviamente poi chiuderei tutti gli atenei universitari che sostengono e regolamentano scentificamente “LA PATOLOGIA”.. ovviamente internerei anche tutto il parco docente… che sostiene ancora le vecchie teorie economiche basate sullo sfruttamento delle risorse (tutte!.. umane e non).

    Be’ poi ci sarebbela riorganizzazione generale della società… l’operazione inversa mi viene difficile pensarla!.

    E’ un progetto troppo dispotico? ^__^

  3. Ares Says:

    Ares ^__^

    E’ notizia di oggi :

    Per non pagare le tasse, il 58% di fuoribordo, sofisticate barche a vela e auto di lusso sono intestati a nullatenenti o a pensionati ottantenni, prestanomi di imprenditori e facoltosi.

  4. Daniele Verzetti, Rockpoeta Says:

    E’ chiaramente in atto un processo altamente degenerativo. Dove porterà non so dirlo, gli sbocchi possono essere tantissimi ( e pochissimi piacevoli e positivi), ma a qualcosa porterà e presto temo.

    Ciao
    Daniele

  5. lealidellafarfalla Says:

    quoto Daniele, tutti questi mega-ricchi hanno rotto.

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