SCERIFFI ETICI

Il buon vecchio Hegel è stato spesso attaccato per aver teorizzato quel mostro totalitario denominato “stato etico” – un leviatano, cioè, che decide per tutti i suoi cittadini che cosa è bene e che cosa è male, e che costituisce il fine ultimo degli individui che si vogliono liberi per davvero. Un’apparente contraddizione, ma, appunto, solo apparente, laddove si pensa che la realizzazione della libertà abbia a che fare con la sfera etico-politica (quindi inevitabilmente pubblica, collettiva), mentre la “società civile” e la “famiglia” rimangono pur sempre impigliati nel “particolare”, nella sfera dei bisogni e delle private brame.
Ho già avuto modo di parlare dell’ascesa nella sfera politica italiana della nuova figura dei nazisindaci (neri, verdi o rossi che siano) – quelli che potremmo ribattezzare come una sorta di “sceriffi etici”. Ma della concezione hegeliana di “etica”, correttamente intesa, direi che questi tristi figuri conservano ben poco, per non dire nulla. Mentre alligna in loro qualcosa dell’aspetto totalitario – una microstruttura locale che sovrasti gli individui e agisca per conto loro sovradeterminandoli – anche se il più delle volte si tratta in verità di elementi caricaturali. Cosa che però non impedisce loro di far danni, e ultimamente piuttosto pesanti.

Mi pare che tutto si generi da un equivoco di fondo, e che il nodo da sciogliere sia quello della confusione (concettuale e terminologica) che riguarda la gestione della cosa pubblica nelle città (quelle che un tempo erano gli antichi borghi d’Italia, la ridente provincia dantesca, le mille municipalità…). Gli sceriffi etici, sorretti in questo da un presunto quanto ancora da verificare consenso massiccio dei cittadini, hanno alzato la bandiera del “decoro” contro il “degrado” dei comuni da loro amministrati. Ora, ci si dovrebbe intendere su questi termini. “Decoro” ha a che fare con l’aspetto esteriore, con l’apparenza. L’altra parola magica richiamata è non a caso “ordine”: tutto deve sembrare in ordine, ciascuna cosa al suo posto. Ma di quale ordine stiamo parlando?
A me pare che dietro tutto questo ci sia l’eterna manfrina della morale piccolo-borghese: quel che conta è l’esteriorità; che poi dietro l’apparente ordine (buon costume, si diceva un tempo) ci sia l’abisso della follia o il caos delle ingiustizie poco importa. In realtà quel che si vuole ottenere, specialmente nei centri ricchi delle città, è di togliersi dalle palle una volta per tutte gli straccioni, i miserevoli, la corte dei miracoli di sempre (le categorie possono essere le più varie, già lo abbiamo detto: zingari, albanesi, tossici, fricchettoni, negri, puttane – anything goes per la logica dell’ordine morale). Ma, appunto, la questione è tutt’altra da quella del decoro moralistico, la questione è sostanziale (etica per davvero): è l’altra eterna manfrina (per chi non ne vuol sentir parlare) dell’ingiustizia, della disuguaglianza, della separazione, dell’esclusione sociale.
Ma attenzione: con la scusa del “decoro”, della lotta al degrado e della sirena securitaria (che non vale però per la vera insicurezza urbana: l’aria fetente e la quotidiana invivibilità, la mancanza di servizi, la solitudine, l’abbandono, la noia giovanile, l’incultura, l’assenza di prospettive…), con la delega in bianco che i nuovi sceriffi si sentono di avere in mano, possono nascere inedite istanze etiche provenienti dall’alto, a proposito di come i cittadini debbano o meno comportarsi (e ciò potrebbe non valere soltanto per le categorie indesiderate, da nascondere, da rinchiudere in qualche lager o da bruciare – come già va accadendo qua e là).
A parte tutte le minchiate estive sulle ordinanze creative dei sindaci indotte dal ministro della polizia/pulizia Maroni (zoccoli, fumo, bikini, panchine, baci, feste, piccioni, castelli di sabbia, tatuaggi e via delirando), quel che inquieta sta scritto ad esempio nell’ordinanza di uno di questi “borgomastri”, guarda caso proprio quello di Parma, dove viene detto che si intendono sanzionare i “comportamenti degenerativi in pubblico”. Ecco: il concetto di degenerazione ha un sapore etico-totalitario e, neanche tanto vagamente, nazista (i comportamenti deviati e degenerati erano quelli delle prostitute, degli omosessuali, degli zingari, dei vagabondi che venivano spediti nei lager). A riprova di questo l’assessore alla “sicurezza” (!) del comune di Parma, a proposito di Emmanuel Bonsu, il ragazzo ghanese aggredito e torturato dai suoi scagnozzi-vigili, ha detto ieri a un cronista di Repubblica che lo intervistava frasi del seguente tenore: “La scuola iniziava alle 19, cosa ci faveva nel parco alle 17?… E poi si aggirava, telefonava, faceva gesti…”. Ecco, oggi il coprifuoco e la censura “etica” preventiva toccano ai “negri”, ma domani… chissà?

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8 Risposte to “SCERIFFI ETICI”

  1. Ares Says:

    Ares ^__^

    md… mi va il sangue alla testa , mi si gonfia la giugulare..ogni volta che ci penso..
    ..che ti devo dire?.. abbiamo degli idioti al potere.. basta entrare in un qualunque consiglio comunale e ci trovi dei mentecatti(di qualunque colore) senza competenze, senza buon senso, sensa accume intelletuale, senza dignita’ logico espressiva.. che discutono del nostro domani..
    ..disolito non resisto piu’ di 30 minuti, ed esco per non soffocare di rabbia.

    Se penso che la stessa aria si respira in qualunque consiglio provinciale, regionale o dei ministri..grrr..

    .. abbiamo delegato, per necessità, dei mentecatti senza alcun spessore,per organizzare il nostro vivere..

    .. continuiamo a sbagliare..

    …i veri mentecatti siamo noi!

  2. md Says:

    Ultim’ora dalla Repubblica:

    Roma, giovane cinese malmenato
    da cinque minorenni italiani

    ROMA – Un ragazzo cinese di 25 anni è finito al policlinico di Tor Vergata dopo essere stato accerchiato e malmenato da alcuni ragazzi, cinque minorenni italiani secondo un testimone, in viale Duilio Cambellotti davanti al teatro di Tor Bella Monaca. Sono intervenuti i vigili urbani dell’VIII gruppo. Secondo gli inquirenti si tratta di una aggressione a sfondo razziale.

    Questa volta i vigili urbani hanno fatto urbanamente il loro dovere…

  3. md Says:

    “Popolo della Legaaaa La Lega si è svegliataaaaaa Le mura di Roma stanno crollando sotto i colpi di maglio della Lega. La mia parola è rivoluzione. Questo è il vangelo secondo Gentilini, il decalogo del primo sindaco sceriffo. Voglio la rivoluzione contro i clandestini. Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari. Io ne ho distrutti due a Treviso. E adesso non ce n’è più neanche Uno Voglio eliminare i bambini che vanno a rubare agli anzianiiiiii Se Maroni ha detto tolleranza zero, io voglio la tolleranza doppio zero. Voglio la rivoluzione contro le televisione i giornali che infangano la Lega. Prenderò dei turaccioli per ficcarli in bocca e su per il c… a quei giornalisti. Non li voglio più vedere… Voglio la rivoluzione contro le prostitute. Anche loro devono pagare le tasse. Tutti pagano le tasse e devono pagarle anche le prostitute. Voglio la rivoluzione contro quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici. Qui comprese le gerarchie eclesiastiche, che dicono: lasciamoli pregare. No Vanno a pregare nei desertiiiii Aprirò una fabbrica di tappeti per darglieli ma che vadano a pregare nel deserto. Bastaaaaaa Ho scritto anche al Papa: Islamici, che tornino nei loro paesi. Voglio la rivoluzione contro la magistratura. Ad applicare le leggi devono essere i giudici veneti.
    Voglio la rivoluzione contro chi vuole dare la pensione agli anziani familiari delle badanti extracomunitarie. Sono denari nostriiiiii E io me li tengo. Questo è il vangelo di Gentilini: tutto a noi e se avanza qualcosa agli altri… Ma non avanzerà niente Voglio la rivoluzione contro i phone center i cui avventori si mettono a mangiare in piena notte e poi pisciano sui muri: che vadano a pisciare nelle loro moscheeeee Voglio la rivoluzione contro i veli e il burqa delle donne. Io voglio vedere le donne in viso, anche perché dietro il velo ci potrebbe essere un terrorista e avere un mitra in mezzo alle gambe. Che mostrino l’ombelico caso mai….
    Ho scritto al presidente della Repubblica che bisogna dare un riconoscimento all’usciere di Ca’ Rezzonico che ha vietato l’ingresso alla donna islamica. Io voglio la rivoluzione contro chi dice che devo mangiarmi la spazzatura di Napoli. Io la prendo e la macino e poi se la devono mangiare loro perché sono loro che l’hanno prodotta Io non lo tollero…Io voglio la rivoluzione contro chi vorrebbe dare il voto agli extracomunitari. Non voglio vedere neri, marroni o grigi che insegnano ai nostri bambini. Cosa insegneranno, la civiltà del deserto? Il voto spetta solo a noi. Ho bisogno del popolo leghista.
    Queste sono le parole del vangelo secondo Gentilini. Ho bisogno di voi. Statemi vicini. Non voglio vedere questa gente che gira di giorno e di notte. Un abbraccio a tutti, viva la Lega”.

    http://tribunatreviso.repubblica.it/dettaglio/Gentilini-choc-a-Venezia-Vadano-a-pisciare-nelle-moschee/1521872?edizione=EdRegionale

  4. ketty Says:

    Abbiamo delegato. Abbiamo delegato tutto. Anche la nostra identità è delegata. Sento solo frastuono ed ingiurie all’indice di qualcuno ma poi nel nostro piccolo cosa facciamo di veramente costruttivo per andare incontro all’altro? Parlo anche di me stessa si intende che mi sento persino un’idiota a salutare ostinatamente quello del primo piano che considera il pavimento del garage molto più di me. Ognuno ha i suoi “problema”, se poi è di un altro paese e di un altro colore (anche politico perché no?) allora peggio per lui… scusate. Siamo diseducati all’alterità.
    Non abbiamo perso solo gli ideali o le idee, abbiamo perso la curiosità di andare verso. E continueranno ad avere ragione sempre loro, quelli del ministero della semplificazione, dello sporco qui e sporco là. Banalmente il problema è che il semplice è più comodo, più sicuro, è così involviamo ogni tipo di significato e piano piano le nostre risposte si svuotano di forza, di ragione, di condivisione, (di sentimento è meglio non parlarne per ora), mentre restiamo annichiliti dalla nostra stessa stupidità.
    Perdonate l’intrusione da neofita di un blog

  5. md Says:

    Benvenuta Ketty!
    Come non darti ragione?

  6. sandro Says:

    si!!! questi borghesi benpensanti, questi, neoprimitivi classocentrici. che predicano:…… copri gli occhi ai banbini che non vedano queste brutture. tieni lontano le mogli da queste persone, che le offendono, se le guardano con insistenza. é proprio vero moralisti dell’apparire che di notte popolano i night clab, e di giorno i sagrati delle chiese. una concezione dell’umanita molto piccola, una idea del mondo ridotta, un etica della vita basata solo sull’avere. non importa chi sia l’oggetto dell’accanimento, nero, cinese, rumeno, ecc, basta solo che metta in discussione il loro modo di pensare,
    o addirittura basta solo che non lo osservi.

  7. Daniele Verzetti, Rockpoeta Says:

    L’intolleranza dilaga ed il peggio è che viene anche incoraggiata dall’alto.

  8. lealidellafarfalla Says:

    Questi moralisti dalla morale facile sono insopportabili. Le scuse “è caduto”, “è scivolato” sono le tipiche frasi da poliziesco di bassa lega, sentite centinai di volte quando guardavo i CHIPS da ragazzotto.

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