LIBERI ACCOSTAMENTI

Ho letto per caso in rete un post provocatorio di Dacia Valent dal titolo inequivocabile Italiani di merda, Italiani bastardi, pubblicato un paio di settimane fa sul suo blog Verbavalent. Non condivido per nulla il linguaggio di quel pezzo (troppo simile alla prosa di Oriana Fallaci per i miei gusti), non certo perché sia fiero di essere “italiano”, cosa di cui mi frega ben poco, ma perché ritengo che la semplificazione/riduzione anche quando è generata dalla rabbia e dall’indignazione fa il gioco dei nemici del conflitto e della giustizia sociale, dei guerrafondai e dei razzisti/xenofobi, dei suprematisti, degli etnocentrici e di tutti i delirii identitari inventati dagli umani. Tuttavia…

Ho già avuto modo di citare il grande pensatore illuminista tedesco Gotthold Ephraim Lessing e la sua posizione a proposito di eroismo e di buone azioni. Ma repetita juvant: nel primo dei suoi Colloqui per massoni, a proposito della neutralizzazione del bisogno di opere buone da intendersi come conquista razionale (“massonica”) e dunque vero progresso dell’umanità, Lessing allude ad azioni “che parlano da sole, starei quasi per dire, che urlano”. Ma, conclude, “le vere azioni dei massoni mirano a questo, a rendere superflue, per la massima parte, tutte quelle azioni che comunemente si usa definir buone”.

Ciascuno, ora, è libero di interpretare come vuole il mio libero accostamento di queste due modalità espressive, linguistiche e concettuali alla solitudine e all’ingiusto (stavo per dire inutile) eroismo di Roberto Saviano, cui va necessariamente tutta la mia solidarietà…

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8 Risposte to “LIBERI ACCOSTAMENTI”

  1. Ares Says:

    Ares ^__^

    Ieri Nell’altra Stanza avrei voluto scrivere qualcosa su Saviano, però mi sono detto… “sicuramente md tirera’ fuori qualcosa.. magari in modo indiretto, come usa fare quando gli interessa parlare di un argomento ma ha il vezzo di non parlarne direttamente nel momento in cui tutti ne parlano..

    ..ed ecco qui il post.. scritto con la proverbiale misura che lo contraddistingue ^__^.

    Io su Saviano avrei un mio pensiero.. semplice..

    Io non so se Saviano e’ un eroe e non so neanche se debba esserlo, sono certo pero’ che non ha nessun obbligo sia nei confronti dei suoi concittadini, sia nei confronti degli italiani.
    Saviano e’ uno scrittore, il suo “dovere” di scrittore l’ha fatto, il martirio non e’ cosa che gli compete.
    Ora spetta ei sui concittadini e agli italiani tutti fare il loro dovere a seconda delle loro funzione sociale.
    Ora tocca a noi fare il “nostro dovere” lui l’ha già fatto!!.

  2. Ares Says:

    Ares ^__^

    Per tornare al tuo post..

    io ritengo che il pensiero di Gotthold Ephraim Lessing … sia un po’ il pensiero che attualmente stanno facendo tutti gli scrittori e filosofi italiani.. sulle loro poltrone bergere

    .. dove stanno?….. mi auguro che stiano lavorando “attivamente” in coerenza con il loro pensiero..

    .. gli altri due .. Roberto Saviano e Dacia Valent.. hanno la necessità di urlare… hanno il bisogno, di urlare… Saviano lo fa con uno stile che preferisco.. evidentemente.. nella Valent senti nelle sue parole la ferita originaria della sua storia..

    .. e’ la denuncia che li accomuna.. loro sono stati in trincea, hanno vissuto la trincea sulla loro pelle…non li si puo’ accusare di nulla!!..

    ..li abbraccerei intrembe con tutta la mia forza.

    .. ogniuno si esprima, con la modalità che ha di percepire l’urgenza.

  3. md Says:

    sì Ares, credo che tu abbia colto nel segno

  4. ketty Says:

    Bello “percepire l’urgenza”…

    Per quel che riguarda far passare un messaggio di significato temo che non sia solo una questione di toni ma di recettività del o degli interlocutori, quindi mi permetto di spostare l’attenzione sulle persone tutte e specie quelle che abitano lo slogan e l’essere nelle parole nel momento della conversazione quotidiana. Parliamo per spot e per emergenze e alla fine sembra di essere più che altro in quei vecchi mercati rionali dove i venditori richiamavano con grida ed esortazioni i clienti alla loro mercanzia. Ci si accosta al banco, si vede e non si guarda perché guardare presuppone attenzione, e attenzione è pensiero e pensiero è poi verbo del significante e solo secondariamente è scrittura e la scrittura è a sua volta ultima eco. Se poi non si è capaci di guardare, che cosa significherà leggere? E quanto si legge nel bel paese? E quanto si parla dove si parla? Quando si dialoga e in quali luoghi della parola lo si fa? Le parole fanno eco nelle nostre menti perché i significati dentro di noi non sono riempiti di senso, di idee e di opinioni e scivolano nel vuoto o come diceva la mia maestra delle elementari quello che si dice entra da un orecchio ed esce dall’altro.

  5. Ares Says:

    Ares ^__^

    Be’ Ketty, credo proprio che Saviano e ancor di piu’ la Valent.. abbiano pensato proprio ai loro interlocutori quando hanno scritto, quello che hanno scritto.

  6. Cloro Says:

    Secondo me l’accostamento tra Saviano e la Valent non ci sta neppure nel mondo del “forse è possibile”
    Si puo’ “urlare un’azione” o si puo’ urlare e basta. Saviano deve andar via dall’Italia perchè per la sua terra ha “urlato troppo”.
    Dacia Valent urla perchè ha dei liquami rancidi da spurgare. E’ un bisogno suo, violento, quanto potrebbe (ma non lo sarebbe) essere lecito se fosse uscito da un Saviano. Che comunque non lo farebbe mai di generalizzare e insultare gratuitamente cosi. Sarebbe un tradire quel che ha fatto finora. Una simile diarrea di insulti razzisti puo’ uscire solo da chi ha ferite personali in cui nessun altro c’entra e che, ben seduta davanti alla tastiera, sa di non poter rischiare un ca..o se non qualche (giusta) denuncia.

  7. Ares Says:

    Ares ^_^

    bè Cloro, gli opposti si possono accostare anche solo per dire che sono opposti.. cosi come tu hai fatto ^__^… gli attori in causa poi erano 3 e non solo Saviano e la Valent.

    Sulla Valent, mi sento di dissentire: prova a rileggere il suo pezzo ricordando a te stesso di non essere razzista ad ogni rigo, facendo attenzione ai dattagli, e ti renderai conto che e’ un urlo d’amore per i villipesi tutti..la sua ferita c’e’, ma e’ usata per gli altri.. ricorda che lei e’ in una posizione di privilegio(deputato figlia di un console) e non e’ cosi’ banale da urlare solo per se stessa..prova a leggere quel pezzo, e immagina che lei dica quelle parole di rabbia mentre con la mano destra indica i suoi interlocutori e con la sinista stringa la tua mano.. che gli sei accanto.
    Sempre che tu non ti senta, anche se solo vagamente .. molto vagamente, uno dei suoi interlocutori.
    Sempre che tu non ti senta anche se

  8. Ares Says:

    Ares -_-

    (ANSA) – ROMA, 20 OTT – Sei premi Nobel firmano un appello per lo scrittore Saviano perche’ lo stato faccia ogni sforzo per proteggerlo lottando contro la camorra.

    Dario Fo, Mikhail Gorbaciov, Gunter Grass, Rita Levi Montalcini, Orhan Pamuk e Desmond Tutu sottolineano che ‘e’ intollerabile che tutto questo accada in Europa nel 2008′. I 6 Nobel ricordano come Saviano sia costretto ad una vita clandestina per scritto ‘Gomorra’,’mentre i capi della camorra,dal carcere,continuano a inviare messaggi di morte’.

    .. non c’e’ che dire, uno srittore attore e una scienziata ultra settantenni a tenere alta la bandiera Italiana.. tutto qui?.. grazie comunque!.. per fortuna ci siete almeno voi!!..

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