L’UNO E I MOLTI

barakobama

Non sono così cinico e ostinatamente bastian contrario da pensare che… Non sono però nemmeno così ingenuo ed esposto alle retoriche del potere da farmi illudere che…

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Quella di moltitudine è una categoria politico-filosofica intorno a cui molti pensatori della “sinistra filosofica” si sono appassionati. Toni Negri e Paolo Virno, solo per citare due noti pensatori politici italiani, l’hanno abbondantemente utilizzata. Il concetto di moltitudine è rinvenibile, nella sua opposizione originaria a quello di popolo, alle origini della costituzione politica della modernità occidentale: è Hobbes ad utilizzarlo in negativo, quando sostiene che senza l’unificazione ottenuta attraverso le invenzioni giuridico-politiche dello Stato, della sovranità e del popolo (l’uno non può esistere senza gli altri) si avrebbe il caos anarchico della moltitudine. Spinoza vede al contrario nella moltitudine una modalità di espressione della libertà umana. Virno ritiene che alla radice della differenza tra popolo e moltitudine vi è il loro rapporto con l’universale: il popolo tende all’uno, volto com’è alla realizzazione di un universale (un ghénos) che è dunque una promessa, laddove la moltitudine ha l’universale alle spalle, che dunque ne costituisce la pre-messa. Negri e Hardt in Impero scrivono:

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