UBERMENSCH A FUMETTI

julia01221

Può sembrare bizzarro o fuori luogo parlare di un fumetto – anzi di un singolo albo di un fumetto – all’interno di un blog filosofico. Ma chi è aduso a leggere queste pagine di certo non si stupirà. Del resto la filosofia si annida ovunque, e poi ho smesso da molto tempo di contrapporre “alto” e “basso” in ambito culturale. Un mio amico superfilosofico sosteneva invece che il fumetto, per sua natura, non può essere filosofico, perché troppo invischiato col mondo delle immagini. Sarà…
L’ultimo numero di Julia (una serie della casa editrice Bonelli, quella di Tex e Dylan Dog) si intitola I superuomini e racconta di un trio di adolescenti il cui leader, Robin, ha fatto di alcuni passi di Nietzsche malamente intesi il proprio “credo”: “l’uomo è un cavo teso tra la bestia e l’oltreuomo, un cavo al di sopra di un abisso“; “il futuro influenza il presente tanto quanto il passato“; “cos’è male? tutto ciò che deriva dalla debolezza“; “bisogna avere in sé il caos... (questa la conoscono tutti ed è scritta dappertutto) – e così via.

Non solo. La protagonista della serie, Julia Kendall, una criminologa che si divide tra l’insegnamento universitario e la collaborazione con la polizia, cita ad un certo punto della vicenda, durante una lezione, Umberto Galimberti a proposito della sua lettera aperta ai ragazzi del cavalcavia, citata anche ne L’ospite inquietante. Addirittura in una pagina si parla del concetto di anomia utilizzato dal sociologo francese Durkheim. Dunque il tema dell’episodio è piuttosto “alto”, nientemeno che il nichilismo e il suo pericoloso (e talvolta fascinoso) rapporto coi giovani.
Un altro ingrediente importante della storia, che non poteva mancare, è la rete, nella fattispecie il blog di Robin, un blog a senso unico, senza possibilità di lasciare commenti, dove le frasi di Nietzsche, prive di contesto, vengono ammantate di propositi mortiferi, distruttivi e autodistruttivi.
Non svelo il finale, che comunque è drammatico e ricalca fatti terribili successi in alcune scuole americane (ma ormai anche europee), così come non entro nel merito dei temi, già più volte discussi in quest blog multisenso e multiverso, anche se mai abbastanza.
Certo, si tratta di un fumetto e non dell’esegesi heideggeriana di Nietzsche, ma credo che quel mio amico dovrebbe rivedere il suo giudizio così tranchant su strisce e comics…

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10 Risposte to “UBERMENSCH A FUMETTI”

  1. Hermes Says:

    @Md
    Del resto la filosofia si annida ovunque …
    Concordo con un’avvertenza: l’approccio al nichilismo richiede una visione del mondo (Weltanschauung) dichiarata che guidi il lettore (spesso sprovveduto) … altrimenti potrebbero emergere nella mente del fruitore pericolose assonanze (gli episodi nelle scuole) … il nulla non può “incantare” se consapevolmente problematizzato e ri-condotto ai principi dell’ermeneutica …

  2. titus Says:

    concordo sull’abolizione della distinzione alto-basso, da estendere a quasi tutti gli ambiti.
    e questo fumetto sembra davvero interessante. vedrò di recuperarlo.
    con il nichilismo galimbertiano non concordo in toto, è tuttavia una valida prospettiva tramite la quale poter analizzare la società odierna.

  3. Valerio Says:

    @ md:beh, di nietsche non ho ancora studiato praticamentre nulla, ma ricordo di essere rimasto particolarmente male quando attaccò socrate e lo incolpò di aver devastato la tavola dei valori greca…opinione a mio parere totalmente errata, perchè Socrate arricchì la tavola dei valori greci con virtù che superavano il lato esteriore della gente, e non la impoverì. Te che ne pensi???

  4. md Says:

    @Hermes, cautela condivisibile
    @Titus, avevamo discusso non poco su Galimberti e il suo ospite inquietante
    https://mariodomina.wordpress.com/2007/11/27/nietzsche-e-lospite-inquietante/
    anche se temo ci siano in quel libro non poche semplificazioni e omissioni
    @Valerio: non posso nemmeno cominciare ad affrontare un tema così immane, Nietzsche era un grande conoscitore del mondo greco, che interpretò in maniera originale caricandolo sicuramente di categorie anacronistiche (del resto per lui tutto è interpretazione, detto all’ingrosso…). L’attacco a Socrate è l’attacco al fondatore di quella tradizione di pensiero (che in Platone trova la massima espressione) che nasconde col trucco del mondo delle idee e dei concetti (il piano della “verità”), la vera natura delle cose – il caos diveniente, il nostro essere terrestri, la realtà tragica del mondo scoperta dai pensatori presocratici, ecc. Tradizione che verrà ripresa e fatta propria dal cristianesimo che vi costruirà una morale risentita, da “perdenti”.
    Ma, ripeto, il discorso è molto più lungo e complesso. Credo non mancherà l’occasione per riprenderlo – nel frattempo mi permetto di consigliarti un paio di letture che possono introdurti (ma già in termini alti) all’argomento: di Nietzsche “La filosofia nell’epoca tragica dei greci” e di Giorgio Colli “Scritti su Nietzsche”, entrambi editi da Adelphi.

  5. Ares Says:

    Ares ^__^

    ..va bè..

  6. Ares Says:

    Ares ^__^

    Quando parliamo di julia vogliamo citare anche il suo creatore non che sceneggiatore Giancarlo Berardi.. gli sceneggiatori sono sempre l’ultima ruota del carro anche al cinema(almenoche il regista non abbia colaborato alla sceneggiatura), sono rilegati nei titoli di coda, sull’ultimo rigo disponibile dopo i costumisti e i parrucchieri .. e’ un’ingiustizia!!

  7. Hermes Says:

    @Valerio
    … Nietzsche attaccò Socrate e lo incolpò di aver devastato la tavola dei valori greca…
    … in realtà segnalò che il concetto è un’idea astratta (ideazione) o un simbolo mentale che non riflette il nostro concreto “esserci” ; è un Assoluto (tipo l’idea di Dio) e, in quanto tale, una finzione, un rimedio (maldestro) al caos delle opinioni soggettive (doxà), di cui occorre salvaguardare quel tanto di verità (relativa) che esprimono (come patrimonio del vissuto di ogni soggetto percepiente): esiste solo il MIO albero, perchè concretamente ne faccio esperienza, L’Albero in sè non è rintracciabile tra gli enti di natura … il concetto serve per comunicare (linguaggio) ma non dà conto della vita reale, del “sangue” che scorre nelle vene …
    Nietszche, distruggendo ogni assoluto, ci co-stringe a fare i conti con la realtà (la nostra provvisoria fisicità), senza attingere al trascendente …

  8. Ares Says:

    Ares ^__^

    Accettiamo la caducità del corpo.. e della mente e viale’..

    E siviluppiamo una morale del contiggente.. che tenga conto del bene comune… e dell’amor proprio e finiamola li… uffff… godiamoci in pace le soddisfazioni che ci e’ dato di avere.. nel sispetto del bene comune ..

  9. md Says:

    Giusta l’osservazione di Ares, il merito di Julia va innanzitutto al suo creatore Giancarlo Berardi
    http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Berardi

  10. enricodesimone@fastwebnet.it Says:

    Caos soggettivo ( opinioni ) e caos oggettivo ( il mondo ). La suprema legge regolatrice dell’universo – ordine cosmico – e’ l’unico assoluto in cui individuare l’ ente Dio per cui il caos materiale e relazionale e’ fuori dall’ordine cosmico

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