LA COSMOLOGIA CRUDELE DI ANASSIMANDRO

anassimandro1

«Principio degli esseri è l’infinito (àpeiron)… da dove infatti gli esseri hanno l’origine, ivi hanno anche la distruzione secondo necessità: poiché essi pagano l’uno all’altro la pena e l’espiazione dell’ingiustizia secondo l’ordine del tempo».

L’unico frammento compiuto rimastoci del successore di Talete ha tutta l’aria di essere una sentenza o la cifra un po’ criptica di una legge universale. Non v’è dubbio tuttavia che si tratti di una concezione squisitamente cosmologica.
Apeiron, il senzaconfine, l’indeterminato, il caos primordiale, ciò che è in potenza tutte le cose, che ha in sé la possibilità inespressa dell’ordine, di tutte le cose è l’arché, il principio ordinatore. Lo studioso di filosofia antica Renato Laurenti ne dà la seguente etimologia: “quel che non può essere attraversato da una parte all’altra fino alla fine, non attraversabile, inesauribile”. Non solo: Anassimandro marca con questo concetto la differenza tra chrònos, tempo della generazione e della distruzione, e aiòn, il senza tempo, l’eterno che è proprio dell’àpeiron. Il ritorno al luogo di origine da parte di tutti gli esseri è vincolato da una necessità poderosa, la medesima necessità che è propria del negativo, cioè che non può non darsi, e che non a caso è associata ad un atto distruttivo. L’arco che si stende su questo percorso, sull’uscire dall’indeterminato e sul tornarvi, è la vera legge che domina l’universo, ed è propriamente il conflitto per la vita e per la morte che oppone gli enti, che li fa essere quel che sono, identità in opposizione l’una all’altra, e che solo in quanto si oppongono consistono.

Sembra quasi che nel cosmo ordinato e determinato di Anassimandro non ci sia sufficiente spazio e che allora solo la guerra possa risolvere la disputa degli enti: ma non è una guerra di carattere umano, dove ciò che prevale è casualmente chi è più forte o furbo o fortunato, è semmai l’éris cosmica che ha un suo ordine logico (e temporale), e che non permette ad un ente di essere oltre i limiti consentiti e, soprattutto, non gli permette di bloccare la rotazione e la successione degli altri enti. La pena che così deve pagare per avere questa ingiusta pretesa di essere più del dovuto (più dell’ordine imposto dalle leggi universali) è infine la distruzione, il ritornare necessario nel luogo di origine, il tornare ad essere un nulla entro l’indeterminato. Perché evidentemente è nella natura di ogni essere quella di imporsi in maniera determinata sull’indeterminato, di bloccare il flusso e di coagularsi in un’identità definita: ma questa sua presunzione e arroganza, la hybris che gli è connaturata, ha già in sé il prezzo da pagare, e insieme la pena e la sua espiazione, un prezzo che non è esclusivo di alcuni esseri ma che è di tutti gli esseri e che quindi ciascuno paga a tutti gli altri: la morte, il nulla. Affinché stia in piedi, il cosmo deve macinare tutti gli esseri che via via produce, come una bocca smisurata che divora i propri figli – meglio, che dispone affinché essi si divorino a vicenda: chrònos è così il tempo della generazione e insieme della distruzione, ciò che aiòn, l’eterno, che è la dimensione temporale propria dell’àpeiron, diviene nel suo manifestarsi sensibile.
La temporalità degli esseri, il movimento delle cose che ha il suo punto di origine nell’indeterminato, è senza dubbio testimoniato dal distacco e dall’opposizione dei contrari: Anassimandro vede nella dialettica caldo/freddo l’asse centrale della sua cosmogonia. L’alternarsi dei contrari distaccantisi dall’àpeiron è il motore della natura, e il permanere di un contrario, il suo rifiutarsi di cedere il posto all’antagonista, la sua assolutizzazione costituirebbe somma ingiustizia, il tempo “girerebbe a vuoto”. Proprio il tempo è così garante della limitatezza e della rotazione degli esseri, non tanto il tempo nella sua astrattezza concettuale, quanto piuttosto nel suo manifestarsi più tangibile, com’è ad esempio il tempo naturale delle stagioni – non è un caso che Anassimandro si sia occupato di meteorologia, geologia, astronomia, misurazioni. Ciò che si ritaglia un confine, che si dà una determinazione, un nome, un’identità appunto, lo fa sempre a scapito di qualcos’altro, e la sua colpa risiede proprio lì, nell’avere dichiarato guerra a tutte le cose con la semplice nascita e affermazione di sé.
In questo dramma cosmologico originario, che a parere di Anassimandro costituisce l’essenza e il funzionamento proprio della physis, vi è l’origine prima di tutte le ossessioni identitarie che da secoli ci attanagliano. Col cosmologo di Mileto ha anche inizio quel florilegio di eleganti soluzioni teoriche che vorrebbero conciliare l’inconciliabile, e cioè l’essere e il nulla, l’assoluta stabilità e il divenire caotico, l’intrasmutabile e il vortice dei mutamenti – il tentativo cioè di salvare, in buona sostanza, la capra e i cavoli. Una lettura semplificatrice (e però non peregrina) di tutto ciò, potrebbe anche indurci ad assegnare alla nostra personalissima e psicologicissima paura della morte un ruolo preponderante nel determinare gli esiti di tali affannose ricerche. Come a dire, l’alibi ontologico per nascondere la nostra pochezza e fragilità…
Ci si potrebbe inoltre chiedere quale sia la relazione tra quel cosmo gelido e “crudele”, impassibile nel suo massacro quotidiano di vite e di enti, tributo all’anànke del suo meccanico funzionamento, e le quotidiane crudeltà dei rapporti intraumani: questi hanno suggerito ad Anassimandro il quadro cosmologico o, viceversa, l’universo riverbera se stesso in ogni suo più piccolo anfratto?
Sarà infine proprio Nietzsche, il pensatore tragico per antonomasia, a chiedersi, volgendo lo sguardo dalla direzione fisica a quella etica, quale è la causa «di quell’espressione di smorfia dolorosa sul volto della natura, di quel lamento funebre senza fine, in tutti i campi dell’esistenza»; e ancora: chi mai potrà redimerci dalla maledizione del divenire e dalla notte che si fa sempre più fonda?

Annunci

Tag: , , , , , ,

32 Risposte to “LA COSMOLOGIA CRUDELE DI ANASSIMANDRO”

  1. sauge Says:

    sicuramente nessun filosofo potrà redimerci dal divenire, ma non era proprio nietzsche a parlare di eterno ritorno? quel tempo trasformato in lavatrice- almeno nella mia elaborazione mentale-? non che sia una soluzione al divenire però…bel blog

  2. md Says:

    benvenuta sauge, grazie!
    simpatica la metafora della lavatrice… l’eterno ritorno, già… potrebbe persino essere una prospettiva terrificante – che so: l’eterno ritorno di Berlusconi, di Bin Laden, di Bush o della De Filippi…
    gli è che Nietzsche era veramente un megalomane, e pensava di poter piegare il tempo entro una folle curvatura egocentrica… così vorrò che fosse o cronocortocircuiti simili;
    naturalmente questo è un commento a basso contenuto filosofico…

  3. sauge Says:

    già in effetti, potrei dirti che l’eterno ritorno è alquanto terrificante perchè toglie ogni possibilità al futuro e per che cosa? per la defilippi o per uno strano presente dove il suo ubermensch è l’oscuro eroe che si libera dai fardelli ecc. ecc.- perdonami, ma i miei ricordi filosofici non sono freschi, prometto che ritornerò con commenti più appropriati- davvero, amo nietzsche perchè mi appassiona e alcune teorie sono piuttosto attuali, ma era un vero megalomane…sisi

  4. Profeta Says:

    Mi sa che l’eterno ritorno di cui parla Nietzsche non è stato compreso.

    La dottrina dell’eterno ritorno non toglie possibilità al futuro, perché tale dottrina è proprio il togliere presente e passato per aggiungere futuro (enti che nel presente e nel passato sono un nulla), solo che questo processo del togliere-aggiungere non ha alcun limite al di sopra di sé, cioè per Nietzsche esiste soltanto questo processo.

  5. sauge Says:

    bè ma nietzsche parla di saper vivere il presente senza essere schiavi nè del passato nè del futuro, non ho detto che toglie ogni possibilità del futuro, e se l’ho fatto intendere mi dispiace – in effetti rileggendo sembra così- scusate l’incomprensione. io parlavo più che altro di un riciclarsi di momenti ma non credo che nietzsche parli di questo, lui dice più che altro di liberarsi dal passato, il che è una prospettiva per vivere il futuro nel mondo migliore, detto in modo spiccio.

  6. luther Says:

    Come sempre trovo dei post interessanti. Ma allora esistono ancora gli esseri …pensanti, stavo per dire umani!
    Da un po’ mi sono avvicinato allo studio della filosofia, nonostante sia stato scoraggiato da qualche “intellettualoide” fermamente convinto che la filosofia debba rimanere una scienza riservata ad un numero ristretto di persone. Si’… perche’ a suo dire la filosofia e il sapere in generale non hanno mai avuto a che fare con il popolo. Basti pensare, a suo dire, ai primi ineguagliabili sapienti, a Eraclito, a Parmenide, che camminavano alteri e superbi, sprezzanti del popolino, consci della loro superiorita’ e bla, bla, bla. In definitiva voleva dire che la cultura e’ elitaria e’ tale deve restare. Vabbe’ io non ho fatto studi classici e nemmeno mi sono mai laureato… magari avessi avuto la possibilita’, anche economica, per farlo. Ma ugualmente ho cercato di “sapere”, mi sono avvicinato alla filosofia con umilta’ ed ho scoperto anch’io Parmenide, Platone, Socrate…insomma e’ come se nella mia mente si fossero aperte porte e finestre.
    Secondo la logica dell'”intellettuale” il figlio di un operaio deve restare operaio e sempre secondo quella logica il figlio di un pastore dovrebbe restare un pastore!

  7. Hermes Says:

    @Md
    Nietzsche era veramente un megalomane, e pensava di poter piegare il tempo entro una folle curvatura egocentrica…
    Rispondo: Le moderne teorie cosmologiche rimandano ad una visione dell’Universo che conferma (incredibile ma vero) le intuizioni di Nietzsche (la curvatura spazio_temporale, il cosmo che eplode ed implode incessantemente) … problematizzò gli universali dell’Occidente, aprendo piste inusitate … in realtà non fu lui, ma la sua Weltanschauung, sponsorizzata dall’ingorda sorella, ad attirare megalomani (gli psiconani nazisti), che raccattavano cultura a casaccio per giustificare le proprie farneticazioni …

  8. Ares Says:

    Ares ^__^

    mi sto’ un po’ perdendo.. ufffff.. non ricominciate con il filosofese!!

  9. Profeta Says:

    Nietzsche e la scienza moderna non piegano affatto il tempo. Anzi, lo dis-piegano facendolo coincidere con l’infinità. Non facciamo confusione.
    Immettere congedare dal tempo sempre diversi stati non significa conchiudere il tempo in una visione statica degli oggetti, bensì significa non inserire il tempo in alcuna dimensione che non sia essa stessa il tempo.

  10. Profeta Says:

    Immettere E congedare

  11. md Says:

    Anche se l’oggetto del post era un altro, facciamo parlare direttamente Nietzsche:
    “Tutte le cose diritte mentono, ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo”.
    “Tutto va, tutto torna indietro; eternamente ruota la ruota dell’essere. Tutto muove, tutto torna a fiorire, eternamente corre l’anno dell’essere. Tutto crolla, tutto viene di nuovo connesso; eternamente l’essere si costruisce la medesima abitazione. Tutto si diparte, tutto torna a salutarsi; eternamente fedele a se stesso rimane l’anello dell’essere. In ogni attimo comincia l’essere; attorno ad ogni “qui” ruota la sfera “là”. Il centro è dappertutto. Ricurvo è il sentiero dell’eternità”.
    Sono due passi dello Zarathustra dove viene teorizzato l’eterno ritorno. C’è però un problema, e cioè che il filosofo distruttore sistematico della filosofia sistematica risulta inafferrabile e che le categorie-chiave del suo pensiero (ubermensch, eterno ritorno, volontà di potenza, ecc.) sono costitutivamente plurisenso e multiverso – ermeneutiche, prospettivistiche e relativistiche già in se stesse.
    E di fatti l’eterno ritorno può essere letto insieme come:
    -teoria cosmologica
    -teoria fisica
    -ipotesi etica (agire “come se”)
    -elegante metafora
    -e non mi sentirei di escludere la “follia”.
    Va da sé che la concezione nietzscheana circolare del tempo e del cosmo riprende buona parte delle teorie presocratiche, e si vuole porre come alternativa alle concezioni (cristiana e borghese) lineare e progressiva.

  12. Luciano Says:

    Salve.
    MD ha introdotto degli argomenti di discussione partendo da Anassimandro e giungendo fino a Nietzsche. Va benissimo citare e fare esegesi filosofica di chiunque, ma io vorrei che diceste cosa pensate voi. Immaginatevi di partecipare ad una discussione. Siete capaci di riportare tutto ciò che dicono gli altri partecipanti. Ma la domanda vera è: voi, che cosa avete detto? Non voglio immaginare che restiate in silenzio…..

    E adesso una bella provocazione…secondo voi il tempo esiste?

    A presto.

    Luciano

  13. luther Says:

    Questo blog mi fa intorcigliare la mente. Cmq chiedo venia per le eventuali “ca*****” che potrei dire, sto qui per imparare.
    @ Luciano
    Il tempo esiste?
    Per Einstein e’ relativo… Eraclito sostiene l’eterno scorrere del tutto, per Parmenide non esiste…Insomma credo che sia la nostra mente a generarlo, potrebbe anche non esistere …ma se esiste, secondo voi, c’e’ un luogo dove finisce ?

  14. md Says:

    scusami Luther, dimenticavo di darti il benvenuto nel blog;
    io parto dal presupposto che non esistano domande stupide e le eventuali “cazzate” possono sempre essere discusse e superate, dunque non temere;
    detto questo la domanda “esiste il tempo?” non è una domanda da poco;
    io risponderei seccamente “certo che esiste”, ma non risponderei altrettanto seccamente su cosa sia e dove stia (e già “dove” è termine inappropriato);
    cmq propendo per una risposta “soggettiva”: “io” sono il tempo, la storia umana determina la temporalità – al di fuori della quale può solo esistere una dimensione (ottenibile per opposizione) che di solito chiamiamo “eterno”; appunto, per tornare ad Anassimandro: chronos e aion, il divenire e l’immutabile.
    Ma è solo l’inizio, perché poi bisognerà determinare la “direzione” del tempo: è una freccia irreversibile (come sostengono i fisici-cosmologici contemporanei), oppure è circolare? o è solo durata psichica? o è la paura della morte a fondarne la nozione?
    Io personalmente non mi sono ancora dato una risposta.

  15. Luciano Says:

    Eccomi qui.
    @luther:
    La logica che sta dietro la concezione einsteiniana del tempo parte dal superamento di quella galileiana del tempo assoluto. Significa che il tempo e le tre coordinate spaziali devono essere trattate esattamente alla stessa maniera (ciascuna come una componente di un quadrivettore) e non come spazio + tempo. Ciò è assicurato dalle trasformazioni che rendono covarianti le leggi fisiche che ci dicono che il tempo per due osservatori in sistemi di riferimento distinti è asincrono.
    Io sono convinto, come hai accennato tu, che il tempo non esista. Mi spiego: le variabili spaziali sono di tipo quantitativo, misurano l’estensione di una porzione di spazio mentre il tempo è una quantità qualitativa, ovvero registra la nostra cognizione del mutamento di stato di un sistema.

    A presto.

    Luciano

  16. md Says:

    @Luciano: beh, non è che ciò che non è quantitativo non esiste…
    se anche, come tu dici, il tempo fosse “cognizione del mutamento di stato di un sistema” sarebbe comunque qualcosa di cui sarebbe contraddittorio negare l’esistenza

  17. Luciano Says:

    Salve.
    @MD
    Forse mi sono espresso male.
    Il tempo non esiste come quantità fisica. E’ una nostra schematizzazione. I giorni, le stagioni sono in realtà differenti posizioni reciproche tra terra e sole. Anche l’orologio ha come meccanismo principale la dislocazione di un sistema che fa da riferimento dalla posizione di quiete. In realtà non misura nulla. Un metro è per definizione una certa quantità di spazio a cui noi diamo appunto quel nome. Ma un secondo che cosa misurerebbe?
    A presto.

    Luciano

  18. md Says:

    @Luciano, ho appunto detto che il tempo è un senso interno, dunque se misura qualcosa misura qualcosa che ha a che fare con la sfera umana (nascita/morte, storia, “progresso”, durata psichica, memoria, ecc.), ma appunto il tempo E’ quel senso (Kant diceva, a ragione, che si trattava di una condizione formale della nostra percezione, insieme allo spazio);
    sul fatto però, che non misuri oggettivamente nulla, sono alcuni fisici e cosmologi a mettere in discussione le tesi classiche di inconsistenza del divenire temporale (cioè: reversibilità e riproducibilità sperimentale); Prigogine, ad esempio, con la nozione di “freccia del tempo”(irreversibile) pensa che il tempo sia nella materia, parte integrante del bios.
    Nonostante propenda per una interpretazione “soggettivistica”, e nonostante non sia un esperto di fisica, non posso non tener conto del dibattito scientifico in corso.

  19. Luciano Says:

    Salve

  20. Luciano Says:

    Salve
    @MD
    Beh, sul fatto che il tempo sia una freccia irreversibile credo siano veramente pochi se tieni conto che esiste un principio in fisica teorica che si chiama invarianza CPT dove T sta per tempo ovviamente (C per carica e P per parità) che prevede l’invarianza delle leggi fisiche a cui è soggetta la particella per coniugazione di carica (da e a -e, cioé da particella a anti-particella), inversione di parità (ad esempio trasformare una immagine nella sua speculare) e inversione temporale. Io ad esempio pur riconoscendo la validità della reversibilità dal punto di vista del modello matematico che descrive i sistemi sono convinto che dal punto di vista puramente fisico non abbia senso considerare il tempo reversibile. Se si passa da uno stato A ad uno B e poi da B si ripassa ad A non si ha una inversione del tempo. Non è un caso che lo abbiamo considerato come lineare. Ma la fisica può essere costruita anche senza l’ausilio della variabile tempo.
    A presto.

    Luciano

  21. Gennaro Says:

    Uffff…non riesco piu’ a seguirvi…troppo complicato…e che e’!!!
    Adesso anche le implicazioni fisico-matematiche. Perche’ non cercate di semplificare, magari distinguendeo tra realta’ fisica e realta’ mentale del tempo. Io so’ rimasto a Sant’Agostino: “Cos’e’ il tempo? Se nessuno me lo chiede lo so. Se voglio spiegarlo non lo so piu’.”
    Vabbuo’ ,abbiate pieta’, su questo blog ci sono anche gli alunni…
    Salut

  22. Gennaro Says:

    p.s.: Luther/Gennaro

  23. Luciano Says:

    Salve.
    @Gennaro
    E’ proprio come dici. Il tempo lo si conosce a livello qualitativo ma nel momento in cui lo devi definire non potendo fare riferimento ad alcun atto percettivo non hai neanche i riferimenti linguistici.
    A presto.

    Luciano

  24. sigmondo Says:

    Fare il punto sul tempo, è – a parer mio – un poco, come fare il fagiolino nell’ente. Esso, infatti, cade sempre (se vi si presta attenzione) al terzo cirpacchio dopo la virgola della sintattigallurìa: tra il fisfante immagolato e lo xiribello di (Romain) Ronald Barthes: nello sfracello, dunque. Che il punto, appuntito nel vertice temporale, debba – a rigore – cadere sotto l’egida del grande scrutatore «semiologicamente» glabro (nonché pelato)?

  25. Ares Says:

    Ares ^__^

    ahahhahahahhaha…. grande, Plao !!

  26. MEMORIA, IMMEMORIALITA’, POLEMOS: note a margine della “terribile verità” di Eraclito « La Botte di Diogene - blog filosofico Says:

    […] a che vedere». Inevitabile il confronto con Anassimandro (ne abbiamo parlato in un precedente post). Vi è senza dubbio, già lo avevamo notato, una certa continuità tra le due cosmologie, entrambe […]

  27. Empedocle guerrafondaio ecologista « La Botte di Diogene – blog filosofico Says:

    […] guerra dei filosofi presocratici, in particolare in Anassimandro ed Eraclito. Ne avevo parlato qui e qui. Empedocle non fa eccezione. Il filosofo-mago vissuto in Sicilia nel corso del V secolo a.C., […]

  28. Rèi (metafore fluviali) « La Botte di Diogene – blog filosofico Says:

    […] 4. Come dicevo in apertura, l’esperienza della visione percettiva di un fiume – che però in questi casi presuppone una serie di categorie già fissate, una su tutte il fiume come soggetto, come “individuo” naturale compiuto, dunque separato dalla totalità entro cui è inserito e dalla quale è solo arbitrariamente separabile – richiama molte suggestioni. Partiamo proprio da quelle eraclitee (o affini alla linea di pensiero del divenire): -la relazione tra identità e mutamento (“mutando riposa“, dice un frammento) -l’impossibilità di afferrare l’attimo (nell’estremizzazione di Cratilo non ci si può immergere nello stesso fiume nemmeno una volta) -l’inarrestabilità e necessità del flusso -la ciclicità (del resto tutto il pensiero eracliteo, coerente con la mentalità presocratica, pone l’accento sulla rotazione degli enti e dei fenomeni) -infine, ancora più pericolosi, il gioco e il caso (quella cosmica “spazzatura sparsa a casaccio” e l’immagine del “bambino che gioca con i dadi” che tanto avrebbero colpito Nietzsche) Le cose devono poter fluire liberamente, pena l’incepparsi dell’armonia conflittuale interna ai processi naturali. E’ bene ed è anzi necessario che le cose scorrano, che fluiscano liberamente, che si compiano. Porre dighe, tentare di arrestarle sarebbe come voler dare una forma all’acqua, afferrare ciò che per sua natura è inafferrabile. E se anche ciò avviene per qualche tempo, prima o poi qualcuno pagherà il fio per la colpa commessa (si veda il “crudele” Anassimandro). […]

  29. Introduzione alla filosofia – 1. Gli inizi « La Botte di Diogene – blog filosofico Says:

    […] nel blog: sullo straniamento, su Anassimandro, su Anassimene, su Eraclito, su Parmenide, su […]

  30. Ingemisco « La Botte di Diogene – blog filosofico Says:

    […] che non può non impressionare. Secondo questa, che già ebbi a definire “cosmologia crudele“, l’esistenza diventa addirittura colpa ed ingiustizia da espiare, peraltro […]

  31. Primo lunedì: apocatastasi! | La Botte di Diogene - blog filosofico Says:

    […] definito su questo blog quella di Anassimandro una “cosmologia crudele”, anche se “crudeltà” è una caratterizzazione più psicologica di quanto non sia […]

  32. monadeapeironx | giacinthomplex Says:

    […] definito su questo blog quella di Anassimandro una “cosmologia crudele”, anche se “crudeltà” è una caratterizzazione più psicologica di quanto non sia […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: