EMO-NEORINASCIMENTO

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Al termine del suo primo libro autobiografico, Giovanni Allevi sostiene che è la ragione, in quanto facoltà che divide e differenzia e che pretende di conoscere il mistero, ad essere all’origine della violenza. E’ quindi venuto il momento, a suo parere, di affidarci a una nuova epoca, quella che lui chiama l’Era dell’Emozione, dove siano l’arte e la bellezza ad essere le protagoniste. Mi astengo per una volta dal commentare o dare giudizi, e mi limito a riportare alcuni passi dell’ultimo capitolo:

“Un Nuovo Rinascimento è alle porte.
Proprio in un’epoca buia, fatta di meccanismi inceppati, di sistemi saturi e non più sicuri, siamo costretti a tornare alla sorgente del nostro agire: la spinta ideale, il sogno, la visione, per prendere di nuovo in mano le redini del nostro destino, metterci in gioco e vedere il disegno realizzarsi, qualunque esso sia, poco per volta.
L’esistenza si trasforma in un’avventura e ciò che si costruisce cresce, anche se di un solo millimetro all’anno. Tornano a far parte di noi l’entusiasmo, l’ebbrezza della sfida agli impedimenti reali, la relatività della ricchezza materiale e la scoperta del genio, un concetto che sembrava relegato a un passato remoto. La scoperta anche di una cospirazione divina, che finisce per premiare chi più crede nelle proprie idee, attraverso l’inaspettato aiuto di energie e forze esterne.
A intuire tutto ciò in maniera forse inconsapevole, ma per questo autentica, sono le nuove generazioni.
[…]
Le nuove generazioni trascineranno il mondo verso un Nuovo Rinascimento”.

(Giovanni Allevi, La musica in testa, Rizzoli 2008; foto: Allevi discute con gli ammiratori a San Siro, by md).

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12 Risposte to “EMO-NEORINASCIMENTO”

  1. Hermes Says:

    “Un Nuovo Rinascimento è alle porte …
    Tutti hanno diritto di sognare e di credere in un futuro migliore (Martin Luther King “I have a dream”- Obama “We can ..”) , in un futuro apollineo, fatto di forme artistiche perfette, assolutamente razionali, ma dietro l’angolo incombe sempre il buon Dionisio, pronto a ricordarci che la vita gronda lacrime e sangue e che solo un trascendimento dell’uomo (Übermensch) potrà consentire a noi tutti di “reggere” alla sfida titanica che la vita ci impone … solo l’artista potrà oltre-passare l’abisso? Questo è l’interrogativo che il pensiero di Allevi ci offre.

  2. Ares Says:

    Ares ^__^

    Sabato mi sono regalato 2 cd: Fleurs 2 di Battiato e AlleviLive di Allevi..

    ..ultimamente mi sento molto romantico..

  3. md Says:

    Ares, devi dirmi assolutamente com’è Fleurs 2, sto facendomi una lista cd da regalarmi a Natale… (breve ed essenziale, naturalmente)

  4. Ares Says:

    Ares ^__^

    @md.. mi devi sempre caricare di responsabilità.. uffff.. come faccio a dire com’è.. lo sai che i CD di Battiato sono sempre da metabolizzare..

    ..ci provo..uffffffffff :

    .. a un primo ascolto sembra un CD,come dire….ufffff.. sperimentale ecco…sembra che Battiato abbia voluto “giocare” su canzoni scritte da altri e abbia tentato di “abbellirle” grazie all’uso di sonorità raffinate che non tradiscono pero’ la versione originale.

    Molte sono le cover in questo cd .. ma ci sono anche canzoni originali, per ora su 12 canzoni me ne piacciono 4 di cui 2 cover….. pero’ , lo sai, io sono un po’ lento… ho i miei tempi di metabolizzazione.. ^__-.. uffffff…. ecco ho detto..

  5. Fabrizio, the wings Says:

    Non che io disdegni l’emotività, ma mi sembra la sola gamba di uno zoppo se non si relaziona con la ragione, anch’essa arida se pretendesse di essere mero calcolo.

  6. cristiano Says:

    E’ vero che “ci troviamo in un’epoca buia, fatta di meccanismi inceppati, di sistemi saturi e non più sicuri”; sono questi meccanismi che consentono l’ascesa e la riconoscibilità di un musicista mediocre come Giovanni Allevi. Ed è naturale che egli preconizzi un’epoca abbandonata dal senso critico. Avventura, entusiasmo ed ebbrezza sono modalità di funzionamento; ma se non c’è un oggetto dal valore riconosciuto da far funzionare allora …

    cristiano

  7. md Says:

    @Fabrizio: sono d’accordo;
    @Cristiano (cui do il benvenuto): non sono molto d’accordo con quel che dici.
    Sulla “mediocrità” di Allevi non saprei dire (anche la Terza di Ludwig o le sinfonie di Mahler avevano fatto storcere il naso ai critici-critici, e di episodi del genere è piena la storia della musica), ma io non mi reputo un esperto di musica, dunque mi limito a giudizi puramente estetici soggettivi (nel senso del “sentire immediato”).
    Per quanto concerne la faccenda del “senso critico” non concordo proprio: non è che Allevi dica che non ci deve essere senso critico, dice un’altra cosa, e cioè che la ragione per come si è storicamente manifestata nel Novecento nella sua forma tecnicistica e riduzionistica ha fatto aumentare il tasso di violenza anziché farlo diminuire, ha portato maggiore infelicità, ecc.
    Il Nuovo Rinascimento da lui auspicato – se interpreto bene – va nella direzione di una ricomposizione delle facoltà, di una concezione meno scissa dell’essere umano, altrimenti non avrebbe utilizzato il termine “rinascimento”.

  8. umberto Says:

    Non è un po’ la stessa tesi di Adorno e compagnia secondo cui gli orrori del Terrore francese e le 120 giornate di Sodoma del marchese De Sade sono l’inevitabile conseguenza di una mentalità fiduciosa ad oltranza verso la ragione? Certo secondo me bisogna andare molto cauti, a mio parere in qualunque maniera la si veda la ragione per l’uomo è solamente uno strumento.
    Persino per il più puro e disinteressato uomo di scienza la ragione non è il fine ultimo, ma il fine ultimo è il piacere della scoperta e dunque l’emozione.
    Il razionale in sostanza è al servizio dell’irrazionale, non so quanto si possa mettere la questione in termini differenti.
    Per quello che dice Allevi, due cose vorrei dire:
    innanzitutto essendo un musicista bisogna stare attenti a quello che dice, perchè ogni tanto i musicisti, specie se di cultura classica, le sparano grosse – mi ricordo di un’intervista che hanno fatto a Muti il direttore d’orchestra in cui disse delle cose francamente opinabili riguardo ad un metodo di indagine tedesco sull’efficacia della musica sull’apprendimento.
    Detto questo, credo di essere d’accordo con lui; di nuovo Rinascimento vado farneticando da qndo ero scolaretto al liceo, e le parole che usa mi sembrano estremamente pertinenti: sogno, visione, spinta ideale, mirabili argomenti! Avventura, ebbrezza ed entusiasmo. Cazzo parla pure di entusiasmo, costui ci sa fare 🙂
    Un’osservazione: dal passo che leggo qui Allevi non cita ne arte ne bellezza, ne fa riferimento altrove? In che termini?
    Concludo: secondo me è possibile quanto dice. Un’ipotesi di prassi: si dovrebbe fare con la scienza quello che si fa con la morte: sapere che c’è, ma fare come se non ci fosse (in tanti lo fanno benissimo con la morte no?). Credo sia il migliore viatico per non confondere ragione con emozione, non sovrapporle e ridare un po’ di freschezza al mondo impolverato.
    Ovverossia: dimenticanza consapevole, ovvero illusione?
    E’ indubbio che la scienza quando “descrive” oppure “ovvieggia” ha un elevato potere castrante, e risulta talvolta anche noiosa. Quando affascina è perchè allarga l’immaginario (con le sue galassie e le sue esplosioni di soli) e allora qui siamo ancora nell’ambito dell’emozione, e della ragione al suo servizio.
    Come quegli sfigati che vogliono dimostrare formule chimico-matematiche per spiegare l’amore: una volta che l’avranno scoperto i coglioni, pensate che cambierà qualcosa della mia vita? Mi studierò la teoria, comprenderò le equazioni, ma con grande stile continuerò a fare tutte le mie cose come se queste equazioni non fossero mai state scoperte. Mavalà…
    In ultimissima, azzardo che un approccio del genere è invero troppo moderno perchè venga recepito facilmente. Tutti coloro i quali sono privi di un’istruzione scientifica discretamente approfondita (e non parlo di Newton o Le Scienze, ma di equazioni e leggi fisiche, roba un po’ più tecnica in sostanza, meno discorsiva), sentono l’esigenza di darsi la patina di “scientifico” perchè esso è diventato segno di affidabilità, rispettabilità e di tutto il resto del vaffanculo (mi spiegate cosa cazzo sono i “comitati scientifici” o robe simili nelle mostre d’arte???). Chi nella fisica e nella matematica ci sta dentro, tende a farne il proprio idolo, con il che contribuendo a questa opera di stupido proselitismo scientifico. Purtuttavia ci sono in questo gruppo molte fra le persone più aride che si siano mai viste sotto questo cielo (e ne ho conosciute). E azzardo pure, in una forma criticabilissima, ma tant’è sono proprio stufo che mi si proponga come bello e meritevole un mondo gremito di froci con gli occhialoni bordati di nero, ci sono molti sfigati, cioè gente che s’è data alla scienza perchè l’unico buco che potevano rimediare era quello dell’ozono, o il buco nero (quello della teoria della relatività.. :D) (ho conosciuto anche questi).
    Al che è chiaro che il meccanismo NON può reggere. Regge perfettamente se è inserito in un contesto di classi dominanti: in america il modello sociale cheerleader/giocatoredifootball vs —nientefiga—/geek funziona (sacerdoti e guerrieri nicciani?), e credo perchè sia un certo genere di classi dominanti a volerlo così.
    C’è poi chi delle classi dominanti se ne fotte e pensa con estrema presunzione che il modello abbia bisogno di una piccola revisione, e tra quelli mi ci metto io (e chi altri?).

  9. md Says:

    @Umberto: sì, Allevi parla di “arte” e “bellezza”, ma ora non ho il testo sottomano per chiarirti in che termini;
    il “mondo gremito di froci con gli occhialoni bordati di nero”, però, te la potevi proprio risparmiare…

  10. florario Says:

    condivido appieno le parole di Allevi (non apprezzando tuttavia la sua musica), ho grandissima fiducia nelle generazioni future!!
    complimenti per il blog

  11. md Says:

    Grazie Florario!

  12. costanzademedici Says:

    Discendo da Lorenzo il Magnifico e sono Presidente di Associazioni estere che si occupano di promuovere il Neorinascimento.

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