DIVERTISSEMENT ONTOLOGIQUE

-Toc toc. C’è il signor Essere?
-…
-Toc toc. Cerco il signor Essere, è in casa?
-…
-Signor Essereeeeee! Signor Essereeeeee!
-…
-Vabbé, vorrà dire che mi rivolgerò al signor Molteplice.
-Eeeh?
-Signor Essere! Ma allora c’è.
-…
-Ehilà, signor Divenire, non scappi che sto arrivando.

porta-aperta2

-‘azzo stai dicendo?
-Signor Essere, ma allora è in casa. Perché non rispondeva? Stava dormendo? L’ho per caso svegliata?
-Quando si sentono cianciare certe sciocchezze… il signor Molteplice, il signor Divenire… ma chi ca…
-Ahem, signor Essere, non la facevo così sboccato!
-Sboccato? Che parola è?
-Una parola, come tante.
-Tante! A casa mia “tanto”, “poco”, “molti”, “cambiamenti” sono parole non gradite. Anzi, direi che le parole stesse non sono gradite. Io amo il silenzio.
-Mi scusi, ma lei sta parlando.
-Certo, perché mi hai svegliato.
-Ah già, dimenticavo; la faccenda che Solo Lei E’, che è l’Unico, il Solo, il Vero, l’Eterno…
-Sissì. E’ proprio così. Qualcosa in contrario?
-No, anzi. Però mi chiedevo, non ha già troppa compagnia se ha bisogno di essere qualificato in tutti quei modi?
-Eeeh?
-Sì, insomma: lei è il signor Essere, e tanto dovrebbe bastarle. Invece lei è anche il signor Unico, la signora Verità, il signor Eterno… ma così non siete uno e molteplice? o no?

-Aaaaah, vade retro…
-E poi, e poi, tanto per fare un esempio: io chi sarei? Io non sono lei e lei non è me: dunque siamo due.
-Cazzate. Tu sei, ed è quel che conta: cioè, anche tu sei me. Esiste solo l’essere, che poi sarei Io, tutto il resto è illusione. Cazzate, appunto.
-Ma mi scusi, e allora perché io posso dire “io”? Non sarebbe più logico che fosse tutto “essere” senza possibilità di distinzione e, quindi, di errore?
-Ma è tutto essere e non può che essere così. Tu credi di essere qualcosa d’altro, ma non c’è altro, di essere uno tra i molti, ma non ci sono molti, di nascere e di morire, ma il prima e il dopo sono illusioni e bugie. Credenze. L’unica verità è che io sono e che tu non conti un ca…
-Ahemm, signor Essere, ricominciamo con le scurrilità? Ma allora “io” chi o cosa sono? Da dove salto fuori? Che senso ho? Cosa ci sto a fare qui e ora? Perché sono qui? Che cosa significo? Perché sono così e non cosà? E perché posso farmi tutte queste domande, se sono soltanto un’illusione?
-Boooh? ‘azzo ne so?
-Ora, ipotizziamo per un momento che lei non ci fosse.
-“Lei” chi?
-Ma lei-lei signor Essere!
-Impossibile: l’essere non può non essere, nemmeno per ipotesi. Io non posso non essere. Sono, punto e basta.
-Eppure io lo posso pensare. Io riesco a pensare quella non-cosa che è il… nulla…
-Aaaaargh! ri-vade retro!
-Basta così poco a spaventarla signor Essere? Com’è delicato! Non si direbbe a vederla, possente come sembra… mi scusi, volevo dire… com’è!
-Ma tu, come ho mostrato poco fa, non conti un ca…, sì, insomma, tu non sei tu, ma sei me, quindi non puoi pensare qualcosa di diverso da me, cioè di diverso dall’Essere, perché non puoi pensare altri che me, anzi “altro” e “diverso” sono cose senza senso, e anche “cosa” è senza senso, e a pensarci bene “senso” non è che voglia dire molto… ti è chiaro?
-Mica tanto… Ora però vorrei fare un esperimento.
-Cioè?
-Una specie di gioco. Proverò a lanciarle qualche provocazione.
-Di cosa si tratta? Paralogismi? Contraddizioni? Tautologie? Vizi logici?
-No, no, le vomito addosso un po’ di parole.
-Come come?
-Parole a raffica, tipo: niente, nulla, nessuno, negativo, no, nisba, per niente, non, diniego, negazione, nihil, negare, zero, vuoto, non essere, NULLA NULLA NULLA… E poi ricomincio, a mitraglia: niente, nulla, negativo, no… Ma lei sta impallidendo… lei sta rimpicciolendo… lei sta… eh eh, lei sta diventando… me… come può essere?
-Mi pigli pure per il culo?
-Lei… lei sta scomparendo!
-Beh però anche tu, piccola impertinente, non credere di poter stare al mondo senza di me. Non vedi che anche tu stai diventando sottile e trasparente come carta velina? Ma poi, scusa, perché stavi dicendo che “io sto diventando te?”
-Proprio perché lei sta “rimpicciolendo”, e il mio nome ha a che fare con…
-Già, a proposito, non che m’importi granché, ma tu chi diavolo sei e perché mi stavi cercando?
-Non crede sia un po’ tardi per domandarmelo? E poi, davvero non ha capito chi sono? Mai sentito parlare della signorina Ironia? No? Davvero?
-…

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3 Risposte to “DIVERTISSEMENT ONTOLOGIQUE”

  1. Ares Says:

    Ares ^__^

    Ahahahhahahaha.. carina…

    .. non ho capito perche’ rimpicciolisce anche lei, perchè anche lei e lui ?.. quindi la molteplicita’ non esiste?..

    Perche’ diventano trasparenti e si rinpiccioliscono.. stanno oltrepassando come dice Severino?

  2. md Says:

    Ares, il riferimento al rimpicciolire è aristotelico: in un passo (non ricordo più dove, ma se m’impegno lo trovo) definisce l'”eironeia” come “rimpicciolimento della verità”

  3. Ares Says:

    Ares ^_^

    A ok, una sorta di pratica che consente di ridimensionare a giusta misura l’oggetto/soggetto sul quale si ironizza..

    .. bene .. bene..

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