ONDA SU ONDA

mario-by-rob

Ieri ho scioperato e sono andato in manifestazione, a Milano, in compagnia del mio amico Roberto. Abbiamo girovagato un po’ in piazza Cairoli, luogo del concentramento dei Cub e dei Cobas, e poi abbiamo deciso di seguire l’Onda. Ci siamo accodati al corteo degli studenti medi. Io potevo sempre figurare come un prof simpatizzante (alcuni in effetti c’erano). Roberto, con la sua macchina fotografica, aveva l’aria più svagata e giovanile del reporter.

L’onda.
Una bella idea di autorappresentarsi.
Movimento oscillatorio, variabile, sussultorio, vibrante.
Propagazione ed energia – senza materia!
Onda elettromagnetica.
Moto ondoso, che fluisce e rifluisce, frange, infrange e si rifrange.
Onde meccaniche, longitudinali, acustiche, sonore, trasversali, sferiche, elastiche, superficiali, armoniche, periodiche, stazionarie, solitarie.
Onde lunghe, microonde, raggi e radiazioni cosmiche.
Onde gravitazionali (che non si sa bene cosa siano…).
L’onda viene da lontano e va lontano. Sono corpi ondeggianti e menti pensanti.
Ora c’è, è visibile e talvolta impetuosa, poi si nasconde nei meandri del sottosuolo e si fa carsica. Per rispuntare all’improvviso. Sembrava non ci fosse più, invece era laggiù, nei sotterranei della storia.
L’onda è simpatica e ti accoglie. Ci scivoli sopra, ti ci immergi.
Ma poi diventa impetuosa, anomala.
E allora può travolgere tutto e tutti.
Onda d’urto.
L’onda è pervasa da correnti che vengono da lontano.
L’onda lunga della storia.
L’onda corta dei singoli.
Che ogni tanto si incrociano e si combinano.
Mille onde, una dopo l’altra, senza fine.
Un’unica ondata, tranquilla e poderosa, massa d’acqua imponente.
Onda.
Bella parola. Ricca. Densa di cose, teorie, metafore.
Sì, si sono scelti un bel modo di rappresentarsi.
Purché se lo tengano stretto.
E’ roba loro.
Io ho attraversato l’onda per un piccolo tratto.
E l’onda mi ha attraversato.

Siamo in Piazza Fontana, è il 12 dicembre, 39 anni dopo. Un ragazzo e una ragazza puntano decisi verso di me e mi chiedono in maniera secca: “sì o no?”. Io, che di solito prediligo il no, questa volta dico “sì” e loro mi rispondono con un sorriso largo di assenso. Sono entrambi bellissimi. Ma chissà cos’avevano in mente, che cosa intendevano dire? Boh? Poco importa…
Poi c’è quest’altro ragazzo con il rossetto in mano, che mi colora le guance. Ecco, anch’io adesso ho tracce dell’onda sulla mia pelle.
L’onda vuol lasciare un segno.
L’onda vuol incidere e decidere.
L’onda vuole prospettare un futuro.
L’onda è già una forma di futuro.
Ma ora mi tocca di andarmene, devo lasciarla, rifluire, d’altra parte è roba loro, io non c’entro.
Il cielo è livido.
Restano quei segni sul viso che cominciano a colare misti di pioggia.
E qualcosa di sottile, nascosto laggiù, dietro la bardatura real-razionale e post-hegeliana che irretisce la mia mente, un baluginìo impercettibile che fatico a chiamare “speranza“, per paura di apparire troppo retorico e un po’ sopra le righe persino a me stesso. Parola scandalosa e inconfessabile.
Loro sono l’onda, e quella parola.
Io, i resti sparsi sulla spiaggia…

foto di ro_buk

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5 Risposte to “ONDA SU ONDA”

  1. Andrea Says:

    Anch’io ieri ho scioperato, e anch’io, invece di unirmi alle varie sigle sindacali, mi sono unito al corteo degli studenti, però universitari.
    Ero (sono) a Roma, e dall’università siamo arrivati fin sotto il ministero a viale trastevere. Cinque ore sotto la pioggia.
    Oltre al Tevere in piena mentre attraversavamo ponte Matteotti, mai visto così, mi restano le tue stesse impressioni, e finalmente il senso dopo tanti anni che manifestare, rinunciando a qualche soldino in busta paga, può non essere solo ritualità, ma può servire a qualcosa, a noi e agli altri.
    Forse è impossibile non essere retorici, e me ne vergogno. Quindi non dico altro.
    Aggiungo solo che sicuramente, in questa “Italia del 12 dicembre”, essere ieri a Milano in piazza Fontana aveva un significato particolare.

  2. Camu Says:

    Su Kant hai ragione….la lettura delle sue opere richiede ogni tanto un po’ di cazzeggio altrimenti ti manca l’aria!!!!!
    Per quel che riguarda lo sciopero io non ho partecipato a quello di Torino non perchè non ne condividessi le motivazioni ma per chi lo ha organizzato ,la CGIL.
    Io sono una delle tante lavoratrici che si sono viste svanire il posto di lavoro 1 anno fa per futili motivi, per uno spostamento dell’azienda in un’altra regione solo perchè Torino e dintorni non piacevano a un AD argentino!!!!La lotta per garantirci un minimo di dignità e di risarcimento è stata dura ed è durata un anno; ma quel che è peggio non è stata solo una lotta contro i vertici dell’azienda è stata anche una lotta con il sindacato.
    In diverse occasioni tramite i suoi delegati la CGIL ha mostrato la sua inadeguatezza e la mancanza di professionalità,la cosa importante era solo avere tesserati!!!!
    Per me la messa in mobiltà ha rappresentato la possibilità di riprendere gli studi interrotti ma per molti ha rappresentato e rappresenta ancora ora una sconfitta e il vedere il futuro lavorativo come un buco nero.
    Tutte le volte che sento Epifani pontificare mi viene l’orticaria, e l’Onda secondo me va sostenuta non strumentalizzata e trasformata “in numeri di partecipanti” come spesso accade!
    L’Onda esprime un malessere e un sindacato deve cercare di alleviare questo malessere non solo acutizzarlo;purtroppo attualmente in Italia non c’e’ una sigla sindacale in grado di far nulla.
    Forse è un inutile sfogo il mio ma non posso farne a meno, tutte le volte mi dico fregatene e lascia andare ma non si può stare a guardare lo sfacelo che si sta consumando e bisogna sempre ascoltare la voce della speranza.

  3. md Says:

    Mi correggo: “benvenuta” Camu; come non darti ragione? Domani, con calma, farò un giro nel tuo blog.

    Andrea, grazie per la condivisione di sensazioni e di impressioni.

  4. roberto Says:

    la foto con questo testo sono un connubio perfetto, avevi ragione…

  5. todomodo Says:

    Piazza Fontana…
    L’onda da una parte mi convince senza alcun dubbio. Dall’altra, invece, e non tanto per colpa sua quanto per la controparte, temo non porti a nulla.
    Ma forse in realtà è vero, è già il fatto che l’onda sia onda che è positivo, forse ci si sta svegliando (e indignando seriamente)

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