37 Risposte to “MA HA DAVVERO SENSO UN BLOG FILOSOFICO?”

  1. Ares Says:

    Ares ^__^

    Testimonianza..

    Io garzie a questo Blog Filosofico sto’ imparando nuove cose, da un certo punto di vista sto’ ricominciando a ragionare ad “alta voce” su tematiche importanti..non e’ facile trovare nel quotidiano occasioni e persone che possano aver voglia di affrontare questi ragionamenti con me.

    Devo dire che ultimamente il discutere in questo luogo virtuale mi porta a desiderare che la discussione si estenda anche al difuori, con i miei amici ma anche con i miei colleghi, ne deriva una contaminarione positiva del reale che si riperquote sulle relazioni.

    Direi che questo blog su di me non ha avuto l’effetto alienante che certi blog producono, ma anzi ha avuto l’effetto di generare in me il bisogno di comunicare quel che apprendevo virtualmente ai miei amici o ai miei colleghi, che ultimamente mi guardano ancor piu’ con diffidenza e ammirazione e si chiedono come faccia ad uscirmene con certe osservazioni o con certi argomenti.. “Ma te le sogni la notte certe domande?” dicono..

    Su certe tematiche, grazie a questo blog, ho messo in discussione molte mie convinzioni, per altre tematiche ho addirittura rafforzato convinzioni che consideravo deboli e provvisorie.

    Internet in generale mi permette di essere aggiornate su quel che succede nel mondo, in modo libero, non condizionato e non costoso.

    Per me un blog del genere ha avuto un’ utilità pratica evidente i cui benefici si riperquotono nel reale.

  2. Luciano Says:

    Salve.
    Mi riservo di leggere con cura il post e commentare di conseguenza…basta però che non mi veniate a dire che il blog è l’essere e in quanto essere, unico ed eterno esso è anche l’illudersi e quindi anche l’errare ma anche (parafrasando Veltroni) la verità e in ultimo anche l’imprevedibile.
    Ovviamente scherzo…anzi vorrei fare i miei complimenti (dico sul serio) a Profeta (che non so se leggerà questo post) per la sua capacità di elaborare un pensiero così complesso, cosa non da tutti. Tra l’altro devo ringraziarlo per aver reso interessante la disputa dialettica che ho avuto con lui.
    A presto per un commento più puntuale.

    Luciano

    P.S. La questione tra oralità e scrittura è stata trattata in modo splendido da Walter Ong “Oralità e scrittura”

  3. Hermes Says:

    @Caro Md,
    grazie, grazie di cuore, per aver posto la questione (che ci azzecca la “forma blog” con la filosofia ?) in termini così articolati e “problematici”.
    Le mie modeste osservazioni nascevano tutte per un disagio reale che io avvertivo nel relazionarmi con un supporto (il Blog) così intrigante, sfuggente, disarticolato nei rapporti che interpersonali che poneva in essere.
    Avevo un’esigenza, probabilmente molto personale, di trattare le questioni, relative alla domanda fondamentale (che il Greco si pose in maniera inaudita nel VI° sec. a.C.) sul perchè esiste il mondo e sul perchè è fatto come è fatto, in maniera pacata e continuativa con altri che sentissero dentro l’eco di quella domanda originaria come un imperativo ineludibile.
    Ma poi, con il passare del tempo, la situazione intersoggettiva mi è apparsa piena di trabocchetti e di insidie che ritenevo non potessero che mortificare il dibattito “filosofico/epistemico” ovvero banalizzarlo (al di là delle singole volontà e delle singole percezioni di gradimento)
    Mi spiego con una metafora:
    … se degli amici si recano in un luogo appropriato per conversare su cose “serie”, come possono trarre soddisfazione dal dialogo se
    ogni proposta formulata può ricevere i segueni trattamenti:
    a – silenzio
    b – controproposta fuori tema
    c – battuta, sbadiglio
    d – impossibilità di replicare in tempi certi
    e via dicendo …
    A presto …

  4. Luciano Says:

    Salve.
    Rieccomi di nuovo.
    @MD
    Caro MD, al di là di come vogliamo chiamarla, la discussione tra menti pensanti su argomenti disparati diviene interessante soltanto per chi quell’interesse lo coltiva. Ad esempio, io sono appassionato di calcio, e quindi trovo le discussioni che vertono su tale argomento interessanti. Come me altre n persone. Il livello della discussione può essere qualsiasi, dalle bestialità del Bar dello Sport fino a disquisizioni basate su argomentazioni tattiche, caratteristiche motorie dei calciatori e loro impatto sul ruolo ricoperto, analisi del comportamento di squadra, sinergie e punti di debolezza di una compagine alla luce delle caratteristiche psicofisiche di ciascun elemento che la compone, e così via. Prendiamo un signor X qualsiasi a cui non piace il gioco del calcio. Se fosse presente alle nostre discussioni si annoierebbe. E sempre il signor X è amante del cinema. Anche qui, la discussione di X con i suoi amici può andare da “hai visto che gnocca la Bellucci, basta però che non la fai recitare” oppure”E’ tutta rifatta quell’attrice, però come l’hanno rifatta bene” a quanto la psicologia di un certo personaggio influisce sulla storia e a quanto di questa psicologia, del suo comportamento ha toccato la nostra anima, disquisizioni puramente tecniche su fotografia, dizione degli attori, necessità di un doppiaggio e così via. A me il cinema fa schifo. Mi ritrovo insieme a X e ai suoi amici e penso a quale noia mortale mi sono sottoposto. Quale potrebbe essere la soluzione? Non uscire insieme a X e ai suoi amici, perché mica me l’ha ordinato il dottore.

    Non voglio dare giudizi trancianti ma continuare a pensare che “parlo di argomenti alti” significa implicitamente creare una sorta di scala di valore tra noi e “loro”, gli altri che magari non sono interessati alle stesse questioni. Questo è sbagliato.

    Tu dici che il blog, o se preferisci la rete è veloce, volatile. Pensi realmente che una discussione de visu debba necessariamente essere più lenta e ponderata? Qui entra in ballo il rapporto tra linguaggio orale e linguaggio scritto che bada bene non coincidono in modo univoco. Nel momento stesso in cui sei “costretto” a scrivere qualcosa riguardo un certo argomento, pure il più scemo, è necessario che ponderi ciò che scrivi altrimenti il tuo pensiero sarà sensa senso. Anche il tuo ragionare su quanto sto scrivendo per potermi rispondere in modo adeguato riposa pesantemente sul fatto che è un testo scritto quello che hai davanti. L’importanza dei Greci non è (soltanto) quella di aver “inventato” la filosofia, ma di averla posta in forma scritta. E questo perché il passaggio da una cultura ad oralità primaria ( cioè una in cui sia sconosciuta o quasi ogni forma di scrittura) ad una chirografica è stato fondamentale non soltanto per la cultura occidentale ma per il genere umano intero Per non parlare del passaggio a quella che si definisce cultura tipografica che ha segnato la diffusione di massa della cultura stessa. Per ultimo, quello attuale, il passaggio alla cultura “elettronica” che ha segnato la globalizzazione della cultura. Non c’è bisogno di parlare quale legame queste transizioni possano avere sulla evoluzione della mente e dei mezzi esterni di immagazzinamento delle informazioni, ovvero su quanto la specie umana non utilizzi più da tempo la memoria biologica per trattenere le informazioni. Prova a pensare a due secoli fa. Lo scambio di argomentazioni tra scienziati, filosofi, scrittori era forzatamente epistolare se essi non vivevano nella stessa città. In quel tempo anche un viaggio tra Roma e Milano durava magari giorni e quindi c’erano dei carteggi anche fitti. Oggi che le distanze si sono ridotte nella nostra percezione abbiamo altri mezzi. Ed ecco che nasce la stanza filosofica, il blog. Un libro e l’argomento di cui parla possono comporre le due parti di un ossimoro? Eh no. Non si possono mischiere le pere con le patate. Allo stesso modo non potranno mai essere ossimorici un argomento e il veicolo che lo trasporta.

    @Hermes
    Una sola considerazione. L’elenco con cui concludi il tuo intervento si chiama umanità. Le persone hanno personalità variegate, e ognuna potrebbe reagire in uno dei modi che hai citato. Ma come detto prima, se a qualcuno non interessa quel che sto dicendo che glielo dico a fare?

    A prestissimo spero.

    Luciano

  5. md Says:

    Di fatti, Luciano, la risposta alla domanda che ho posto col post (mi si perdoni il gioco di parole un po’ scemo), è “sì, ha senso”.

  6. Hermes Says:

    @Luciano
    Non posso risponderti in modo esaustivo, come del resto in tante altre occasioni, per mancanza di tempo. Le tue argomentazioni richiederebbero (in particolare il concetto di “umanità”) una risposta molto articolata. Dovrei stare tre ore davanto a questo monitor assai “freddino” e la cosa non mi appaga minimamente. Ribadisco la mia opinione (doxa), da sofista impenitente: Il discorrere filosofico mal si concilia con la “forma blog” … per tutto il resto “c’è mastercard”, come recita la pubblicità, ovvero “liberi tutti” di affollarsi sul blog per acquisire informazioni, per materializzarsi, per raccontarsi e per raccontare storie, per scaricare la propria adrenalina …
    Vengo al dunque: considero la relazione virtuale “bloghettara”, per quanto riguarda la filosofia, una relazione “debole”, vagamente alienante, scarsamente con-cludente …
    porto un esempio: recentemente si sono “consumati” post a profusione per arrivare all’asserzione “sensazionale”, definitiva e “incontrovertibile” che “l’ESSERE E’ ” (fondamento metafisico “stupefacente”), grazie anche al contributo del buon Profeta (profeta di sventure ontologiche? Ovviamente è solo una battuta che deriva dalla mia modesta umanità) …
    Il commento di Md, mente lucida, originaria, guarda caso, della Magna Grecia, se non ricordo male, fu lapidario e illuminante: “noioso”, dall’inglese noise = rumore) …
    @Md
    Tu dici: “sì, ha senso” ovvero “yes we can”. Bene, non mi resta che togliere il disturbo, ringraziando tutti per la pazienza dimostrata …
    Buone feste!!

  7. Luciano Says:

    Salve.
    Caro Hermes,
    non devi prenderla in questo modo. Pensa a quanto abbiamo discusso noi due ad esempio. Se non ci fosse stata questa possibilità non avremmo magari potuto farlo. Per me, e spero anche per te, è stato comunque stimolante. Per rispondere alle tue argomentazioni o domande ho dovuto comunque pensare, ricercare materiale che fosse sufficientemente chiaro senza andare nelle specificità tecniche per quel che riguarda la fisica e così via. Mi rendo conto che tu, come tutti noi sia chiaro, senti prepotente il bisogno di confrontarti con altri esseri umani invece che premere tasti e guardare un monitor. ma questo è solo uno dei modi, forse non il migliore, ma uno dei modi. Io non passo la mia vita su internet (anche se lavoro nell’informatica) ma il sapere che c’è questa stanza filosofica in cui si parla di cose che a me interessano mi ha reso l’uso del web più piacevole. Ora da questo possiamo desumere che esso sia esaustivo? Che sia concludente? Chiaramente no. Tutto è perfettibile. Magari non potremo riuscire a renderlo perfetto come vorremmo ma almeno potremo migliorarlo. Non perdere una possibilità e soprattutto non far perdere a noi la possibilità di “parlare” con una mente lucida come la tua.
    A presto.

    Luciano

  8. Hermes Says:

    @Dear Luciano,
    Pensa a quanto abbiamo discusso noi due ad esempio …
    Certo, ma con che sfasature temporali e, soprattutto, con quanti misunderstandings …!
    Per essere “produttivi”, in ambito strettamente filosofico, bisognerebbe stabilire delle regole, assumere uno statuto deontologico; per esempio, formulare post monotematici e non ridondanti di postulati e considerazioni varie. Niente “rumore” o sbadigli, niente giudizi di merito sulla persona con cui si interloquisce ma solo osservazioni personali sul tema in oggetto. Quindi occorrerebbe diminuire il grado di libertà editoriale per ogni “bloghettaro” veramente interessato al dia-logos … Chi entra e sproloquia (sempre SOLO per i temi circoscritti alla ricerca in essere) si auto-escluderebbe dal discorso automaticamente (nel senso che non riceverebbe un benvenuto ma solo un “no comment” ) …
    Insomma il caos non si addice alla ricerca filosofica. La filosofia nacque in origine proprio per individuare l’ordine che si celava dietro il caos apparente … Instauriamo un certo ordine, altrimenti l’entropia avrà comunque la meglio e ci seppellirà, ontologicamente parlando.

    Se sei d’accordo, sono disponibile … altrimenti un caro saluto senza rancore alcuno … Viva la Filosofia !!!

  9. md Says:

    La mia “attività filosofica” di 25 anni circa avrà dedicato alla rete sì e no l’1 per cento di tempo ed energie, tutto il resto è stato: lettura, studio forsennato, passeggiate meditative, discussioni infinite (a volte pacate e meravigliose, a volte ebbre) con chiunque (non solo filosofi, docenti, accademici ed esperti), scritti e appunti sparsi – e persino la pubblicazione di un saggio – lettere ad amici e conoscenti, la costituzione di un’associazione filosofica, corsi di filosofia per adulti e per bambini…
    Da quasi due anni ho aperto questo blog, e certo la percentuale di cui parlavo sopra si sarà innalzata, ma questo non mi ha tolto il gusto di continuare a fare tutte le cose di prima, anzi ad esser sincero mi è successo di dedicare alla filosofia più tempo e più energia con maggiore passione.
    E Hermes, non è mai “noioso” parlare di essere, che è forse la cosa più importante di cui si possa parlare – anche perché alla fin fine non si può parlare d’altro…
    Una buona domenica a tutti/e.

  10. md Says:

    Hermes, ho letto ora il tuo ultimo intervento e non concordo quasi su nulla.
    Non capisco tutto quel discorso che fai sulla ridondanza, sul monotematico, sulla limitazione della libertà e quant’altro.
    Non esisterebbe questo blog senza la più assoluta libertà di pensare, discutere, ricercare. Che non significa dire tutto quel che si vuole, in maniera irresponsabile o disordinata o inconcludente, come del resto mi pare sia dimostrato dai suoi contenuti.
    Rarissimamente nelle discussioni di questo blog si è usciti dall’oggetto della discussione per dare “giudizi di merito” sulla persona che interviene – per lo meno a me non pare di averlo mai fatto, se altri lo hanno fatto non posso certo impedirlo (salvo le regole della netiquette), del resto questo può avvenire anche in un dibattito non virtuale.
    Sul caos: non serve citare Nietzsche, ma la ricerca filosofica non può mai prescinderne, ha sempre a che fare col caos e spesso i filosofi hanno costruito dei cosmi provocando innanzitutto la caduta rovinosa dell’ordine precedente.
    Tutto sommato non mi pare che questo blog si sia posto lo scopo di costruire un nuovo sistema.
    Ha pretese ed ambizioni molto più modeste, che mi pare di avere già enunciato più volte.

  11. Luciano Says:

    Salve.
    La domanda introdotta dal post era se avesse senso o meno un blog filosofico. Spero sia emerso chiaramente dai miei interventi precedenti che la risposta a tale quesito è sì. Detto questo mi pare anche del tutto evidente che esso è una forma come un’altra figlia dei tempi in cui viviamo. E’ caotica? E ci mancherebbe il contrario. Partendo da un problema, specie in ambito filosofico, se ne scatenano altri mille. Ma questo è vero anche anche quando si discute vis a vis. Basta una traccia e se essa è minimamente interessante, diventa il nuovo argomento di discussione. E’auto-moderante. Se non ti interessa te ne vai, o addirittura manco entri. Non vuole costruire un nuovo sistema…e chi lo sa? Il pensiero è la nostra guida. Se poi questo possa o debba diventare azione non dipende dal blog, ma dalle persone che vi afferiscono e superano l’ambito puramente astratto che appartiene al pensiero per diventare qualcs’altro. Questo per dire che non spetta al blog avere pretese, ma al suo inventore. Quel che mi preme, e l’ho ripetuto più volte, è che discutendo emerga quello che è il pensiero di ciascun frequentatore, scevro dalle citazioni di questo o quel filosofo. Ciò ovviamente non significa che non si possa partire da quanto affermava Socrate o Parmenide, ma vorrei sentire ciò che pensa chi scrive. Questa la considero filosofia.
    Buona giornata a tutti.

    Luciano

  12. Luciano Says:

    Salve di nuovo.
    Scusate se mi reintroduco.
    Volevo poi considerare che la filosofia non è una categoria concettuale a sé stante, senza legami con il mondo che ha attorno. Essa è sempre e comunque frutto dell’uomo e come tale possiede metodi e meriti derivanti da esso e dalle sue conoscenze. Ora se è giustficato un modo di parlare di particolari tematiche, siano esse l’esistenza, l’essere, il divenire e così via, da un certo punto divista per quel che riguarda Platone o Aristotele, non si può non tener conto che sono passato più di duemila anni da quando essi esprimevano le loro idee. Voglio dire che la cultura in generale e la scienza in particolare ci hanno permesso di modificare quella che è la nostra conoscenza della realtà che ci circonda e quindi è necessario che anche la filosofia ne tenga conto, come in effetti spesso fa.
    Magari ci si può ragionare sù….

    A presto.

    Luciano

  13. Andrea Says:

    Ciao Luciano,
    un filosofo del ventesimo secolo, Whitehead, ha detto che tutta la storia della filosofia non è altro che un commento a Platone.
    E, in fondo, è quello che continuiamo a fare, sia pure per affermarne il contrario.
    E poi la filosofia ha di bello – secondo me – che si interroga anche sul proprio stesso contenuto. E che ognuno la possa considerare, ovviamente argomentando e non per semplice partito preso, in modo diverso.
    Accettiamo quindi che si possa anche fare filosofia attraverso la storia della filosofia, anche se magari ci (ti) annoia e non se ne vede il senso.

  14. Camu Says:

    Bè visto che Whitehead la pensava così…un blog filosofico serve sicuramente a commentare tutti gli altri illustri filosofi e attraverso di loro dare un senso alla quotidianità.

  15. Andrea Says:

    Sottoscrivo.

  16. Luciano Says:

    Salve.
    Non si tratta di noia. E Whitehead ha perfettamente ragione ad affermare quel che dice. La nostra cultura è a base platonica. Se fosse stata basata sulla filosofia aristotelica ad esempio le cose sarebbero andate diversamente. Questo non lo dico io ma Orlando Francescelli nelle prime pagine di un suo libro “La natura dopo Darwin”. Partire dall’evoluzione del pensiero filosofico sottolineandone le tappe è giusto. Però quel che mi preme è che la discussione non diventi un mero esibire di letture, di frasi di altri. Sono necessarie perché ci fanno da spunto, da abbrivo, ma poi vorrei che la mia/nostra nave veleggiasse spinta dal mio/nostro pensiero. E’ un po’ come se qualcuno vedesse una partita e poi dicesse che un suo amico ha detto che è stata bella, un altro suo amico invece che avrebbe dovuto vincere la sua squadra, un terzo che è stata la peggiore della sua vita. E se insistendo gli chiedi, sì, ma tu che cosa pensi della partita, lui dicesse che il suo amico dice che è stata bellissima, che un altro che doveva vincere la sua squadra e un terzo che è stata la peggiore della sua vita. Giustissimo partire da questi commenti, ma poi? Quali sono le sensazioni che ha provato lui?

    Voglio in ultima analisi dire che spero che quel che uscirà su queste pagine sia non soltanto cosa dice il filosofo X ma anche quel che pensiamo noi. Alle volte crediamo che nascondere i nostri pensieri dietro una citazione di qualcuno dia ad essi un valore maggiore.

    Sia chiaro che da parte mia non è un atto d’accusa o peggio ancora un mettersi su qualche improbabile piedistallo di superiorità.

    A presto.

    Luciano

  17. Andrea Says:

    1. (premessa scherzosa, ma neanche tanto) Per favore, basta con le metafore calcistiche. Tra politici che “scendono in campo” e ministri di governi che formano una “squadra”, proprio non ne possiamo più…
    2. Va bene, la “partita” che stiamo commentando è proprio quell’immenso patrimonio di idee che la storia della filosofia ci ha trasmesso, a partire da Platone, la “madre di tutte le partite”.
    3. Non è che nascondiamo le nostre idee dietro ai nomi paludati dei grandi filosofi, ma semmai che cerchiamo una strada di senso attraverso le loro parole, proprio perché riteniamo (ritengo) che ci dicano cose importanti ancora oggi, anche se vecchi e impolverati. Sarà che io, personalmente, non ho elaborato un mio personale “sistema”… E’ comunque vero che condivido le tesi che difendo e che prediligo alcune interpretazioni rispetto ad altre.
    4. Tanto per restare alle analogie (valide sempre fino ad un certo punto), un fisico che volesse affermare una nuova teoria, potrebbe ignorare Newton e Einstein, tanto per fare due nomi?
    5. Forse la questione più importante. Non credo che sia da ricercare tanto l’originalità, quanto la profondità di pensiero. E se per farlo dobbiamo ancora ragionare su parole vecchie di duemila anni e più, io on ci trovo nulla di scandaloso. Il nuovo per il nuovo non mi interessa. E se in campo scientifico possiamo dire che ne sappiamo più dei greci, in fatto di comprensione dell’esistenza non direi altrettanto.
    6. Un’ultima cosa. Ignoro chi sia Orlando Francescelli, e me ne scuso. Ma tra i commentatori di Platone il primo è proprio Aristotele.

  18. Luciano Says:

    Rieccoci.
    Mi scuso per la metafora calcistica, era solo un ambito in cui applicare il ragionamento. Avrei potuto dire un film, sarebbe stato lo stesso. Ma a parte questo, sono perfettamente d’accordo con te. Non pretendo nessuna originalità e ben mi guarderei dall’affermare che ho elaborato un mio personale sistema. Ripeto, l’essenziale è non riportare soltanto quel che dicono i filosofi che non sono per niente impolverati. Se ti chiedo: secondo te il tempo esiste? Sicuramente apprezzo di più che tu dica non mi sono mai fermato a pensare su questa cosa piuttosto che X dice che il tempo….
    Poi il fatto che tu possa sapere cosa dice X al riguardo e che lo dica anche a me non può che farmi piacere così anche io imparerò qualcosa in più. E questo è sempre positivo Purtroppo l’esempio della fisica non calza come dovrebbe. In fisica si parla di risultati acquisiti, la gravitazione universale, la relatività e così via. Non c’è un fisico che ha un suo sistema e altri che ne hanno uno loro. Ovvero non c’è l’equivalente personalistico della filosofia in cui uno detta la legge e gli altri appartengono alla sua scuola.
    Ma questo è un discorso che riprenderemo….
    A presto.

    Luciano

  19. Andrea Says:

    Scusa Luciano, abbi pazienza, però l’idea della filosofia come di un campo dove qualcuno “detta la legge” e gli altri si appecorano (scusa il termine) mi sembra un tantino riduttivo.
    Diciamo che la filosofia è un linguaggio, e come tutti i linguaggi ha un proprio codice. E come quello della fisica moderna è la matematica, così per la filosofia il codice è il patrimonio concettuale prodotto dai grandi filosofi nella storia. Tutto qui.

  20. md Says:

    Discussione molto interessante, che condivido in gran parte.
    Però, Luciano, non ho capito perché chiami “risultati acquisiti” e non “teorie” – per quanto provate e funzionanti – la gravitazione universale, la relatività, ecc.

  21. Hermes Says:

    @Md
    Tu dici: … Hermes, non è mai “noioso” parlare di essere, che è forse la cosa più importante di cui si possa parlare – anche perché alla fin fine non si può parlare d’altro…
    Vedi, caro Md, anche qui siamo incappati in un “fraintendimento” (Il fraintendimento è peggio dell’errore, perché l’errore si manifesta a te in maniera rapida … Il fraintendimento no. Ti prende in giro, ti tiene sulle spine, si mostra e si nasconde, si manifesta e si oscura” – citazione da Pierpaolo Lala http://www.coolclub.it/editoriali/dettaglio.asp?menu=2&submenu=0&Id_Editoriale=18)…
    Il senso della mia frase era questo: sottolineavo che tu avevi lapidariamente stigmatizzato il “modo” con cui si affrontava la questione dell’ESSERE e non il “fatto” di discuterne …
    Comunque, questa è un’ ulteriore prova che il dialogo, nell’ambito di un blog, su temi filosofici, per giunta, è veramente defatigante e vagamente masochistico …
    Occorre sistematicante precisare, ribadire, distinguere in un continuo rimpallo di “fraintendimentì” …. davanti ad un monitor algido e scostante … tu dici :… Non capisco tutto quel discorso che fai sulla ridondanza, sul monotematico, sulla limitazione della libertà e quant’altro …
    Ecco, bravo … ed ora io dovrei mettermi qui, ore e ore (come faccio?) a
    dare sfoggio di capacità ermeneutiche rispetto alle mie modeste proposte “multi-tematiche” ? … ti sembra ragionevole ? Conosco i miei limiti e non voglio esibire più di tanto il mio “delirio d’onnipotenza” …
    Concludo: ogni attività umana impone delle regole di gestione … se il grado di libertà nel blog è “extra-large” (dire tutto e il contrario di tutto, oltre-“tutto” senza capirsi), la qualità del prodotto “finito” (risultato della ricerca) non potrà che essere minima … cioè solo precisazioni su precisazioni auto-referenziali, senza intra-vedere un capolinea di senso (tu, infatti, sintetizzi: non concordo quasi su nulla!) …. in un gioco al massacro che mi è francamente estraneo … si otterrà solo rumore ovvero noise/noia … e quel rumore, ineluttabilmente, non potrà che “alienarmi” (perdità d’identità) …
    Ergo: io non scappo, fuggo! …
    Buona filosofia a tutti !!!, ma anche (basso manchismo veltroniano) Buone Feste!!!

  22. md Says:

    Beh Hermes, il fraintendimento non è certo tipico di un blog, è umano, molto umano…;
    e l’attività del “sistematicamente precisare, ribadire, distinguere” è propria della filosofia;
    oltretutto la discussione su un blog può (può, dipende dai soggetti che lo usano) permettere di fare un bel respiro prima di rispondere, pensarci su un po’ e poi rispondere, cosa ad alto tasso filosofico-riflessivo che spesso nelle discussioni vis-a-vis non capita;
    c’è anche la possibilità di astenersi dal rispondere;
    così come, da parte mia, quella di astenermi dallo scrivere: ma perché mai se ho delle cose da dire (che non sono proprio “tutto e il contrario di tutto”), e se scrivere mi fa star bene e discutere anche?

  23. Hermes Says:

    @Caro Md,
    tu dici: …. il fraintendimento è umano, molto umano… rispondo con Nietzsche: “Troppo umano!!!” e quando è troppo è … TROPPO!!!
    Adieu !!!

  24. Luciano Says:

    Salve.
    @Andrea
    Non mi piace rinfocolare polemiche, però credo che qualche precisazione sia d’obbligo:
    La filosofia è un campo in cui un filosofo traccia la strada e, o appartieni a quella scuola oppure dici qualcosa di diverso che a quella linea filosofica non appartiene. Non credo esistano due filosofi lche dicano la stessa cosa. Platone ha la sua filosofia, Aristotele ha la sua filosofia. Anassimandro, Anassimene, Socrate, Protagora, etc,etc. Ciascuno dice una cosa diversa. Questo era il senso della mia argomentazione. Per quel che riguarda la fisica le cose non stanno così. Non è una diversa visione del mondo che si modifica da fisico a fisico. I fisici parlano la stessa lingua perché è necessario che dimostrino ciò che dicono e solo dopo di questo quanto detto viene accettato da tutti. Poi, Andrea, la filosofia non è un linguaggio ma una struttura argomentativa. Non a caso il filosofo usa quel che si chiama il linguaggio naturale, la scienza, no. La fisica in particolare usa la matematica semplicemente perché è un metodo simbolico universale, nel senso condiviso da tutti e soprattutto rigoroso.

    @MD
    Era solo un’espressione come un’altra. Una volta dimostrata una teoria per noi è un risultato acquisito nel senso di dimostrato e comunemente accettato. Ma ovviamente si parla della teoria della gravitazione così come della relatività…

    A presto.

    Luciano

  25. Andrea Says:

    Ciao Luciano,
    nessuna polemica, solo una discussione. E le puntualizzazioni sono il sale della filosofia, come ci ricorda il nostro anfitrione.
    1. I filosofi non sono monadi senza porte né finestre, ognuno con il proprio mondo, slegato e indipendente dagli altri. Tanto per fare un esempio, c’è un filone che considera il sensibile non come un vero essere, ma soltanto come apparenza (la cosiddetta “concezione negativa del sensibile”), che parte da Platone, passa per il neoplatonismo (Plotino, Proclo), arriva a Cusano, Bruno, e approda al razionalismo (Cartesio, Spinoza, Leibniz, il quale addirittura riprende la teoria platonica della reminiscenza), fino a Hegel. E ce n’è un altro, che ugualmente attraversa millenni, il quale invece sostiene la “concezione positiva del sensibile”, quella opposta, da Aristotele fino all’empirismo (Locke, Hume) e Kant.
    2. Quanto alla scienza, non è forse una diversa “visione del mondo” considerare spazio e tempo assoluti, come fa Newton (che addirittura nello Scolio Generale dei Principia Mathematica Philosophiae Naturalis chiama lo spazio “sensorio di Dio”), o relativi, come fa Einstein? Considerare la massa una proprietà invariabile dei corpi, come fa Newton, oppure una grandezza convertibile in energia e quindi ad essa equivalente, come fa Einstein?
    Forse le cose sono un pochino più complesse…
    3. Bene, la fisica non usa il linguaggio naturale. E la medicina? La biologia? Non sono scienze perché lo usano? Dicendo che la filosofia è un linguaggio voglio semplicemente dire che, come tutte le discipline, ha un proprio contenuto, un patrimonio di conoscenze (una “grammatica”) che andrebbe conosciuto dal momento che se ne vuole parlare. Poniamo il caso che tu voglia intervenire, che so, in un blog di critica letteraria o di critica d’arte. Credi che potresti farlo con un minimo di credibilità ignorando le principali tendenze, le interpretazioni più importanti, ecc.? Ma lo stesso vale in particolare per le cosiddette “scienze dello spirito”, come la storia o la psicologia. Si potrebbe dire qualcosa che so, di Napoleone, o di psicanalisi, ignorando i principali contributi della storiografia o Freud e Jung? Sembra persistere invece l’idea che si possa filosofare semplicemente aprendo bocca e “dandole fiato”, dicendo ciò che passa per la mente e non tenendo conto dei contenuti che appartengono a questa disciplina (è la stessa idea che porta a pensare che i filosofi sono stati degli originali che hanno prodotto ognuno un proprio mondo bizzarro e stravagante senza nessun rapporto tra di loro).
    Alla prossima

  26. Giulio Says:

    Ciao Andrea,
    tu, giustamente, contesti l’idea che si possa “filosofare semplicemente aprendo bocca e “dandole fiato”, dicendo ciò che passa per la mente e non tenendo conto dei contenuti …”
    Ma allora tu pensi che, in un dibattito aperto a “tutti”, come accade in questa sede, il “ragionamento filosofico”, fatte salve alcune sporadiche convergenze tra persone competenti, non possa che essere di qualità scadente? In pratica solo una “babele” filosofica, un dialogo tra sordi ? Un gioco a non capirsi tra chi sa e chi non sa ?
    Aspetto notizie.
    Giulio

  27. Luciano Says:

    Salve.
    @Andrea.
    Vedi, come tu giustamente hai evidenziato, della filosofia se ne conoscono gli esponenti, non gli argomenti. Platone, Plotino, Protagora, tanto che poi tu hai parlato di neo-platonici. Della fisica si parla invece delle teorie e se ne attrbuisce il nome a qualcuno quando perviene a risultati innovativi, non punti di vista differenti. E’ chiaro che le cose non sono così nette, era solo un modo di semplificare. Mentre uno scienziato fa parte di una comunità scientifica, il filosofo può invece essere considerato proprio una monade come dici tu, anche se non completamente slegato dagli altri. Ovviamente è meno vero oggi, ma nel passato…
    Vorrei però che fosse chiaro che non sto dicendo che non si debba tenere presente quel che gli altri filosofi hanno fatto o detto, tanto è vero che i filosofi hanno messo e mettono le loro teorie per iscritto. Dico solo che in un contesto accademico ha maggior senso la citazione di questo o quel filosofo, in un blog forse sarebbe più apprezzabile, pur tenendo in conto le conoscenze filosofiche di ciascuno, sentire l’idea di chi scrive piuttosto che il riproporre quel che sull’argomento ha detto X o Y.
    Il progresso scientifico è proprio quello che hai detto tu: Galileo considerava lo spazio e il tempo assoluti e Einstein invece rivoluziona la teoria introducendo uno spazio quadrivettoriale che nella versione generale (quella con la gravità per intenderci) è addirittura curvo.
    Per quel che riguarda l’ultima osservazione vorrei dirti che un conto è se parli di una discussione accademica o comunque tra esperti della materia (nel qual caso hai perfettamente ragione), un altro è se parli tra “amici”, caso in cui quel che conta non è cosa hanno detto i critici d’arte o quali siano le correnti (artistiche, musicali etc, etc) ma la tua opinione su cosa ti ha suscitato un quadro, un libro e così via.
    A presto.

    Luciano

  28. Andrea Says:

    x Luciano,
    con tutto il rispetto per l’uomo di scienza, le tue considerazioni sulla filosofia di cui “si conoscono gli esponenti ma non gli argomenti” (perché generalizzare una condizione personale?) e sul fatto che “il filosofo può davvero essere considerato una monade, anche se non completamente slegato dagli altri” (e che razza di monade sarebbe allora?), lasciano davvero il tempo che trovano. Non credo di offenderti, mi sembri persona intelligente e aperta, quindi magari riflettendoci un attimo ti renderai conto di aver scritto una fesseria, come ne scriverei io se oggi volessi parlare, improvvisando, di superconduttori o particelle subatomiche, per quanto abbia studiato un po’ di storia della scienza.

    Interessante l’altra parte del tuo discorso, e con questo cerco di rispondere a Giulio. Innanzitutto credo spetti a chi l’ha creato decidere cosa debba essere questo blog. A me tra l’altro, sta benissimo così com’è (altrimenti non ci sarei entrato).
    Luciano sostanzialmente dice: questa è una chiacchierata tra amici, perché ammorbarci – Luciano, so che esagero estremizzando la tua posizione – con ‘ste storie di vecchi filosofi, ognuno dica quello che gli passa per la capa, e amen.
    Perfetto. Allora è un blog di chiacchiere tra amici.
    Se vuole essere un “blog filosofico” non credo possa prescindere da un certo grado, variabile, di conoscenza di ciò che la filosofia è, vale a dire un patrimonio di idee, pensieri, teorie. Opinabile, discutibile, criticabile quanto si vuole, ma questo è (tra l’altro non è che filosofi si nasca: se la cosa interessa davvero, si può anche studiare un po’… io ogni tanto cerco di farlo).

    Poi, come ho già scritto, la filosofia si interroga anche su quale sia il proprio oggetto e il proprio statuto, su che cos’è e di cosa si debba occupare. Fa parte del suo repertorio migliore e “classico”.
    Quindi che lo faccia anche questo blog mi sembra davvero un buon segno.

    Buona vigilia

  29. Luciano Says:

    Salve.
    @Andrea
    Certamente ho estremizzato. Ma lasciamo perdere la questione delle monadi (probabilmente ci sarebbe molto altro da dire) e veniamo al nocciolo di quella che era la mia argomentazione. In effetti (ci ho pensato dopo, ma ormai era scritto) non è corretto dire che si conoscono i filosofi e non gli argomenti. Quel che intendevo dire è che nella scienza c’è una convergenza che nella filosofia manca. Due scienziati (parlo della fisica perché quello è il contesto che conosco meglio) possono prendere strade diverse per spiegare un certo fenomeno, ma nessuno dei due, una volta che l’altro ha prodotto un risultato, può non tenerne conto. Anzi, la sua teoria deve necessariamente riprodurre quel risultato (che viene verificato sperimentalmente prima di essere ritenuto valido) pena il fatto che la sua teoria Ovvero, due fisici dicono assolutamente le stesse cose. Nessuno (tranne una sparuta minoranza che però non porta a sostegno prove di ciò che dice) afferma che non sia valida la teoria della relatività o la teoria quantistica dei campi. Quando in fisica viene introdotta una novità non è mai in antitesi con la teoria accettata dalla comunità scientifica. Il salto epocale del passaggio dalla meccanica classica a quella quantistica non ha fatto sì che la prima venisse buttata nel cestino. E’ un passo ulteriore non una sua negazione. Il nome di uno scienziato (fisico) viene ricordato come “onorificenza”, altrimenti si parla di teoria della relatività, teoria dei superconduttori, meccanica quantistica, etc,etc. In filosofia c’è (forse si dovrebbe dire c’era) un maggior personalismo. C’è la filosofia di Platone che è diversa da quella di Socrate che è diversa da quella di Aristotele che è diversa da quella di Protagora che è diversa da quella di Pitagora che è diversa da quella di Parmenide e così via. Eppure tutti hanno parlato dell’essere o del divenire. Già il fatto che un filosofo consideri l’essere come unico ed eterno e un altro come molteplice è indicativo. Se tu sei uno studioso di filosofia della mente potresti dire che sei un riduzionista per esempio. Oppure un costruttivista. Le due posizioni sono inconciliabili. Ovviamente anche questa volta sto estremizzando. Cosa hanno in comune Heidegger e Husserl? Oppure Hegel e Kant? Io credo che questa maggiore personalizzazione della filosofia dipenda, magari in parte, dal fatto che in realtà quello che viene insegnato nelle scuole è la storia della filosofia e quindi maggiormente legata alle figure di spicco che ne hanno segnato l’evoluzione.

    Il secondo punto da te citato lo discuterò tra un attimo.
    A prestissimo.

    Luciano

  30. Luciano Says:

    errata corrige:
    pena il fatto che la sua teoria venga rigettata

  31. Luciano Says:

    Eccoci di nuovo.
    Veniamo al secondo punto.
    Quando ho affermato che era “una chiacchierata tra amici” intendevo ovviamente che non si trattava di qualcosa di accademico riservato a chi è studioso ed esperto di un certo argomento.Questo è infatti un luogo virtuale in cui si è liberi di esprimersi. Chiaramente si deve rimanere per quanto possibile nella pertinenza dell’argomento del post. Questo non vuol dire affatto “che cosa ce ne importa dei vecchi filosofi” o altre espressioni simili. Significa invece, tenendo conto di ciò che su di un determinato argomento è stato già detto, espongo quello che è il mio pensiero. Se non c’è una tua eleborazione personale, stai semplicemente riportando ciò che gli altri (i filosofi) pensano e dicono in merito. Questa però non è filosofia, e questo non sarebbe un blog. In tal caso potrei tranquillamente leggere il titolo del post, poi prendo un libro e il gioco è fatto. Quindi, ripeto, è imprescindibile una conoscenza che debba via via farsi più approfondita dell’argomento di fondo. Anzi è la scusa per approfondire, rileggere, meditare di nuovo. I filosofi, come d’altronde gli scienziati, non sono degli angeli o dei superuomini discesi sulla Terra da chissà dove. Non è che siccome una cosa l’ha detta Socrate (o Platone o chiunque altro) abbia più valore che se la dici tu. Nessuno ha la verità in tasca. Questo per dire che quel che spero non si verifichi è che il blog divenga un luogo in cui senza nulla aggiungere si fa solo sfoggio di citazioni pensando (secondo me a torto) che questo ci metta su un piano diverso da chi magari citazioni non ne fa ma prova a dare un contributo originale. Questa è secondo me la ricerca. D’altronde credo che anche i filosofi antichi non si siano sveglaiti una mattina e detto “da oggi faccio il filosofo”. In conclusionequesto è un blog filosofico perché si affrontano argomenti legati alla filosofia. E’ un blog di ricerca filosofica perché molto spesso quelli che scrivono propongono punti di vista personali, frutto di elaborazione e discussione. E in questo modo il loro ragionamento viene via via affinato nei contrasti e nelle convergenze con gli altri.
    A prestissimo e con piacere.

    Buon Natale a tutti.

    Luciano

  32. md Says:

    Non mi fermo per ora sulla differenza di oggetto di scienza e filosofia (oltretutto sarebbe meglio dire “scienze” e “filosofie”), argomento piuttosto complesso e non certo liquidabile in poche battute. Differenze che è sia di oggetto, appunto, che di metodo e linguaggio. Che non significa certo che ci sia incomunicabilità in molte questioni, direi anzi piuttosto contigue (cosa che anche la storia intrecciata della filosofia e della scienza ci dice).

    Giusto per fare l’ecumenico, concordo sia con Andrea, che rileva come la ricerca e la discussione filosofiche non possano mai prescindere dal patrimonio di idee, testi e teorie precedenti, sia con Luciano che sottolinea l’importanza della rielaborazione personale: i testi vanno letti, metabolizzati e fatti propri, esattamente come succede (o dovrebbe succedere) con il linguaggio e con qualsiasi altro meccanismo dell’apprendimento – e poi, magari, si può anche rimuovere, rifiutare, rivoluzionare, giudicare il tutto un’accozzaglia di stoltezze, e rifare tutto daccapo. Ma non se ne può mai prescindere, noi siamo ed esistiamo già da sempre all’interno di un sistema dato di acquisizioni, teorie, abitudini mentali, ecc. ecc.
    Questo blog è nato grosso modo dalla domanda: ma che cosa ce ne facciamo di tutte quelle teorie? ci dicono qualcosa ancora oggi? possono servire a qualcosa? possono aiutarci a comprendere meglio il mondo ed, eventualmente a trasformarlo?
    Che significa anche due cose: nessuna esclusione/preclusione su nuovi e originali apporti e interpretazioni; nessuna esclusione/preclusione rispetto a chi non abbia una formazione filosofica e quei testi non li abbia letti. Dopo di che l’invito è anche quello di cominciare a leggerli, se se ne ha voglia, occasione, possibilità. Ma più di tutto conta che si pensi con la propria testa, non con quella di un altro.
    Infine: lo “stile” del blog vuole anche essere quello necessariamente “soggettivo” del genere: “che effetto fa su di me tutto questo?”, quali reazioni provoca, quali emozioni, passioni? Perché la filosofia non è solo algida razionalità…

  33. Luciano Says:

    Salve.
    Mi pare una sintesi perfetta.
    A presto.

    Luciano

  34. Andrea Says:

    Una volta tanto sono d’accordo con Luciano…

  35. Sedicenti blog e Medioevo 2.0 « La Botte di Diogene – blog filosofico Says:

    […] degli altri è più facile, più immediato, ma anche più problematico. In questi due anni (come ho già osservato) è stato per me un’esperienza utile, che ha assolto ad una pluralità di funzioni: una sorta […]

  36. maria pia lippolis Says:

    Premettendo che non ha molto senso, secondo me, porsi la domanda sul senso del blog……….credo tuttavia che , la filosofia, in quanto madre di tutte le scienze diventate in seguito autonome e degne di avere un proprio oggetto, metodo, strumento e linguaggio,perda il suo senso quando smette di mantenere il rapporto, l’unione, il nesso tra i vari saperi. Penso che la filosofia sia un ponte fatto per unire non per dividere i vari saperi. Non credo riuscirei a fare filosofia in un unico versante, senza pensare di collegarla al cinema, alla musica, alla matematica, alla fisica, all’arte, e perchè no anche al calcio, alla cucina. Primum vivere deinde dilosofare, dicevano gli antichi, anche se, tuttavia la domanda sul senso del proprio esistere nasce e accompagna l’uomo per tutta la vita, talvolta in modo più “sensitivo” e quindi magari soggettivo, personale……ma ci può anche stare, altre volte invece in modo più oggettivo, ma senza mai dimenticare l’aspetto umano che caratterizza tutti i saperi e tutte le scienze. E soprettutto, Husserlianamente parlando, senza smarrirne mai il senso, la strada, la via che solo un cuore umano che batte può indicare. In tal senso certo che ha senso un blog filosofico a livello ontologico, collettivo- relazionale ecc…Poichè Anche quando non so chi è il mio interlocutore diretto, le parole sono traghettatrici lunari, portatrici di un’energia e una potenza in grado di tras-formare qualcosa o qualcuno. Io ci credo. E credo soprattutto agli apporti che vi verranno da altri saperi, se si eviterà di cadere nel mero narcisismo e nella vana speculazione puramente filosofica.

  37. Dialégesthai in chat « La Botte di Diogene – blog filosofico Says:

    […] geniale formula “il medium è il messaggio”. Si è più volte discusso in questo blog (qui e qui, ad esempio) della forma problematica della riflessione filosofica, relativamente ai nuovi (e […]

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