LA BANALITÀ DEL MALE

volti by hidden sideQuel che spesso mi colpisce nei volti migranti che si incontrano quotidianamente nelle strade, sui treni, sui tram e sugli autobus delle nostre caotiche città, è il “peso” dei pensieri da cui vedo gravate le loro fronti, i loro sguardi, le loro bocche. Si capisce senza alcuno sforzo di penetrazione che hanno mille preoccupazioni: le nostre “normali” più le loro, specifiche, dovute alla precarietà, alla lontananza, al senso di estraneità e di spaesamento, al surplus di sfruttamento e ingiustizia, e, spesso, di paura che pervade la condizione dello xénos, dello straniero (e straniera, con l’ulteriore gravosità che ciò comporta), nel paese che lo ospita.
Eppure xénos, nella lingua greca, vuol dire non soltanto “straniero”, “forestiero” (con i significati connessi di insolito, sorprendente, meraviglioso), ma soprattutto ospite, colui/colei che viene accolto/a e che si lega ad altri per vincoli di reciproca ospitalità. E di fatti questa reciprocità è contenuta nel significato stesso della parola “ospite”, una parola della lingua italiana che mi ha sempre intrigato per quel tratto duplice, ancipite, dato che si riferisce tanto a chi ospita quanto a chi è ospitato – come a voler indicare che, al di là dell’appartenenza ad un luogo anziché ad un altro, tutti siamo ospiti della medesima terra, partecipiamo della medesima condizione di provvisorietà e fragilità, ed è un imperativo etico quello di soccorrerci nella comune sorte.

Dicevo del “peso” dei pensieri: posso solo vagamente immaginare quel che gravava sul povero Navtej Singh Sidhu – persona ed essere umano, xenos nel senso più pieno, prima ancora che “indiano”, “immigrato”, “disoccupato”, “barbone” – quando è stato aggredito e bruciato l’altra notte, poiché non bastavano ancora le quotidiane ambasce, doveva essere leso e devastato nella sua totale vulnerabilità.

Non più di due giorni fa, durante una serata dedicata alla memoria e prima di un toccante monologo recitato da una mia cara amica, mi sono trovato a leggere e commentare alcuni passi tratti da I sommersi e i salvati di Primo Levi, in particolare quelli dove si parla della “zona grigia”. Provavo poi ad accostare questa categoria alla “banalità del male” così come viene definita da Hanna Arendt. Dopo aver accennato alla figura del “testimone integrale”, e al venire meno di ogni testimonianza residua con lo spegnersi progressivo e inevitabile delle ultime voci, terminavo il mio intervento con un accenno al memento di Se questo è un uomo, quel dovere etico della memoria che è insieme una maledizione per la sua inadempienza (“i vostri nati torcano il viso da voi”), e che si sostanzia in alcune righe nettissime e chiarissime tratte dall’introduzione dello stesso Levi che devono farci pensare, e agire, oggi:

“A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che ‘ogni straniero è nemico’. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager”.

Nel linguaggio e nell’apparire dei tre ragazzi che hanno aggredito e bruciato Navtej, si legge quel “per lo più”, quella “latenza”, quella banale normalità, la casualità dell’incoordinato: “farsi l’indiano”, il “lavoretto”, “solo uno scherzo, una bravata” – magari con l’attenuante dell’essere posseduti dalle sostanze e manovrati dalla biochimica che, si sa, deresponsabilizza… Ma certo, quel “per lo più” e quella “normalità” sono anche ciò che li circonda e che nutre le loro menti: la “noia”, e il nulla che vi sta dietro, sono sempre un prodotto sociale e culturale. Loro sono responsabili in prima persona, ma anche i mandanti, come ho già avuto modo di dire altre volte, sono netti e ben definiti, hanno nomi e cognomi. E però nessuno di noi si può chiamar fuori, tutti ci troviamo ad essere corresponsabili, esposti come siamo alla banalità del male e all’appartenenza alla zona grigia.
Ma, appunto e a maggior ragione, si deve pensare e agire oggi, oggi, oggi: domani ci sarà posto solo per il Lager.

foto di hidden side

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63 Risposte to “LA BANALITÀ DEL MALE”

  1. luther Says:

    Adesso si verseranno fiumi d’inchiostro, si apriranno dibattiti televisivi,si diranno le solite “banalita”…ma quei giovani “imbestialiti”, ridotti allo stato belluino sono figli di questa societa’. Una societa’ annichilita, abbrutita dal dio denaro. La famiglia e’, come affermava Moravia in una celebre intervista, un cumulo di ipocrisia…la scuola poi e’ sotto un cumulo di macerie. Quando eravamo noi italiani i “diversi”, quando nei “democratici” States si bruciavano le case abitate dagli italiani, con dentro le persone…se solo sapessero…se solo qualcuno provasse a ricordarlo nelle scuole, per non dimenticare …come si fa ricordando continuamente la shoah!…
    Il mio intervento sara’ banale…ma la rabbia e’ troppo forte…l’indifferenza e’ quella che fa piu’ rabbia…oggi in ufficio i maschietti parlavano di calcio e le signorine del grande fratello…io piangevo dentro…piangevo mentre loro si riempivano di nulla…

  2. md Says:

    @luther: sì, proprio quell’indifferenza è l’origine del male; condivido il tuo pianto…

  3. Hidden Side Says:

    niente da dire … è come dici …

  4. Ares Says:

    Ares -_-

  5. md Says:

    grazie Hidden Side, soprattutto per la fotografia; ho linkato il tuo blog, che trovo interessante e in sintonia
    ciao

  6. Luciano Says:

    Salve.
    Eh no, questo non l’accetto. Dobbiamo dire eccome. Dobbiamo dire che in questa nostra società c’è qualcuno che pensa che una ragione buona per uccidere un essere umano può essere la noia, come quella per tirare sassi da un cavalcavia, come quella di pestare un disabile, Io non so se esiste un istigatore. Ma sarebbe anche troppo facile dire che la colpa è della società. Tutti colpevoli, nessuno colpevole. No, non ci sto. Ciascuno deve assumersi le responsabilità di ciò che fa, dice e pensa. E’ vero invece che questa nostra società, in nome di un garantismo ipocrita, finisce per sanzionare in modo lieve comportamenti che invece andrebbero duramente perseguiti. Ma d’altronde che cosa ci si può aspettare da una giustizia che riduce la pena ad uno stupratore e assassino adducendo quale motivazione che la vittima si era difesa? Il problema è che la repressione da sola non basta o addirittura non serve perché rischia di fomentare l’esibizionismo. Ci vuole crescita culturale. E sarà uno sforzo immane. Per quel che riguarda l’indifferenza di cui si parla nei commenti precedenti, essa è tale soltanto perché siamo sottoposti tutti i giorni ad un bombardamento continuo di efferatezze. Se dovessimo fermarci a piangere per ogni crimine dell’uomo sull’uomo non ci resterebbe tempo per fare altro perché è tale la crudeltà di cui è pervasa la nostra specie che il fermarsi a pensare anche un solo secondo ci toglierebbe il respiro.

    A più tardi.

    Luciano

  7. md Says:

    Luciano, non ho affatto detto che la responsabilità è della società. Proprio non l’ho detto. Non a caso ho richiamato Primo Levi, che inchioda ciascuno alle sue precise e determinate responsabilità…

  8. Luciano Says:

    Salve.
    Non era una critica indirizzata a te. Piuttosto una considerazione di carattere generale. Ho sentito troppo spesso dire che la colpa è della società. Il problema è che in parte questo è vero, per questo mi ci arrabbio. La colpa è della società che accetta (quasi) supinamente che possa succedere una cosa simile (come molte altre purtroppo). L’arroganza del più forte sul più deboleè insopportabile..Questa volta più debole era un immigrato, altre volte è stato chi è più povero, altre ancora chi ha una bassa scolarità e ancora chi non è stato fortunato come noi che possiamo fare quel che vogliamo con il nostro corpo.

    A presto.

    Luciano

  9. Ares Says:

    Ares ^__^

    Primo Levi.. ha indicato uno per uno, tutti noi… che guarda caso componiamo la societa’!!.. io invece trovo molto comodo criminalizzare il singolo, giusto per aver modo di non fare mai autocritica. Se la societa’ e’ questa..e le azioni criminali sono queste….allora siamo dei complici.. ed e’ troppo comodo accusare il reo.

  10. Ares Says:

    Ares ^__^

    .. accusare lui e basta, e’ troppo comodo.

  11. Luciano Says:

    Salve.
    @Ares.
    No caro Ares, non credo che quel che dici sia completamente esatto. Se è vero come è vero che anche la società ha le sue colpe (e questo io l’ho detto) è altrettanto vero che non si può non dire che il singolo ha le sue colpe che non possono essere mascherate o sminuite accusando l’intera società. Ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità e deve pagare per ciò che commette qualora questo qualcosa fosse illegale. E qui oltre all’illegalità c’è anche l’abiezione di chi uccide un uomo solo per dare colore ad una serata tra amici, dei genitori che affermano che il figlio (uno dei colpevoli) è tranquillo, ha raccontato con calma quello che è successo e non è per nulla sconvolto di ciò che ha fatto. Ora certamente quei genitori colpe ne hanno ma credo sia innegabile la colpevolezza del ragazzo.

    @luther
    Caro luther, tu ti rammaricavi giustamente per la mancanza di sensibilità dei tuoi colleghi e colleghe. Questo è un blog filosofico (per il quale non smetterò mai di ringraziare MD) e si presuppone che sia frequentato da persone con una certa coscienza oltre che interessi culturali. Volevo soltanto farti notare che anche qui siamo in pochi qui a commentare questo fatto così drammatico. E se siamo pochi noi che ci interessiamo all’Essere, al Divenire all’Ontologia e alla Metafisica figurati coloro che aspettano il lunedì sera soltanto per vedere il GF (che è la loro ragione di vita).
    Forse un giorno miglioreremo, speriamo prima di estinguerci.

    A presto.

    Luciano

  12. Ares Says:

    Ares ^__^

    Ok Luciano, ma se siamo tutti colpevoli, perche’ l’unico che deve pagare duramente e’ il ragazzo? … il discorso non ta’ in piedi ^__-

  13. Luciano Says:

    Salve.
    Le colpe non sono le stesse, e anche il modo in cui si deve pagare. Il ragazzo deve pagare duramente perché è lui che materialmente ha commesso il fatto. A noi spetta l’onere di educare ed educarci affinché cose del genere non soltanto non accadano ma non vengano neanche in mente.

    A presto.

    Luciano

  14. Ares Says:

    Ares ^__^

    Bene, abbiamo fallito allora… che pena prevedi quindi?….. per noi intendo società civile..

    ..chi paghera’ i danni al povero ragazzo indiano?…

  15. Luciano Says:

    Salve.
    Beh, i danni li pagherà il trio, secondo le responsabilità che emergeranno (nel nostro ordinamento la responsabilità è personale) dalle indagini. Noi come società “pagheremo” facendoci carico di fare tutto il possile affinché cose simili non accadano mai più. Bisogna dedicare più tempo, spazio e risorse per ottenere questo risultato perché hai ragione che finora non abbiamo imparato. Pensavamo che la Shoa ci avesse insegnato qualcosa e invece il conflitto nei Balcani ha dimostrato che non è così. D’altronde bisogna pur andare avanti…altrimenti per quanti abominii dovremmo ancora piangere e disperarci? La lista è lunga quanto la storia dell’uomo.

    A presto.

    Luciano

  16. Ares Says:

    Ares ^__^

    ..ma che pena del cavolo e’?… Luciano ti assolvi troppo facilmente… quell’indiano non ricevera’ nessun indennizzo, lo sappiamo, ne’ dai 3 ne’ dallo stato italiano che ha permesso che l’atto potesse compiersi. Dietro quell’atto ci sono responsabilita’ sia politiche che personali, da ricercare ad ogni livello della società… troppo comodo..
    Tu così sostieni che la società civile dovrà pagare continuando a comportarsi come si comporta, auspicando una sorta di autocoscenza che non si realizzera’ mai se non attivamente condizionata..

  17. Luciano Says:

    Salve.
    @Ares.
    Non ci siamo proprio. Intanto lo stato non ha permesso che ciò accadesse. Gli eventi accadono indipendentemente dagli stati. E francamente non si può dire che tutta la società è colpevole per questi tre bastardi. Francamente un risarcimento statale lo trovo un buonismo a buon mercato. Ma che significa che le responsabilità sono da ricercare ad ogni livello? Se io uccido qualcuno ci sono altre responsabilità oltre le mie? Così diventa tutto facile davvero. No, non è mia soltanto la colpa. E’ della società, del mio maestro delle elementari che mi dava le bacchettate sulle mani, dei miei genitori che volevano che prendessi voti alti a scuola, dei miei amici che non mi presentavano le ragazze e infine del mio vicino di casa che lascia sempre l’ascensore aperto. No! No! La responsabilità è di chi commette l’atto, senza altre scusanti. Per quel che riguarda lo sforzo educativo oltre che repressivo dello stato esso è proprio quel che deve fare una comunità per vigilare e impedire che cose simili accadano ancora.

    Un’ultima considerazione. Io non mi assolvo troppo facilmente. Non posso caricarmi colpe che non ho. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, sono convinto che giornali e tv stiano creando il caso ad arte per vendere giornali, servizi televisivi e altro. Sono più che convinto che se quei tre deficienti avessero trovato un altro barbone qualsiasi avrebbero commesso lo stesso atto.

    A presto.

    Luciano

  18. md Says:

    Piccolo problema: il ministro della repubblica Maroni ha detto che coi clandestini bisogna essere “cattivi”, qualcuno ogni tanto suggerisce di sparare sui barconi, la Lega sta al governo (mica nelle osterie), i pogrom degli ultimi anni sono stati altro che tollerati, le forze di polizia sono una fucina di neofascismo e di neorazzismo, ecc. ecc. – non mi pare si tratti di casi isolati né di mele marce, è lo Stato nel suo insieme (che non è un concetto astratto, ma un insieme di forze e di atti concretissimi) che sta andando in una direzione ben precisa…
    I ragazzotti sono responsabili certo, ma aspettiamoci ben altro…

  19. Luciano Says:

    Salve.
    Non credo che si possa prendere una frase (peraltro una gran idiozia) per dire che questa è la linea di un paese nel risolvere un determinato problema. Non credo che negli anni 50/60/70 qualcuno del governo abbia mai detto qualcosa sugli italiani del sud nel senso fategli questo o quello. Ciò non ostante sulle case si leggeva che ai meridionali non si affittavano gli appartamenti e io ancora ricordo un veneziano che sul traghetto ci chiamava terroni (nel 1979). Adesso poi che le forze di polizia siano una fucina di neofascismo e razzismo mi pare una esagerazione un tantino ideologica. Non trovi? L’Italia non è un paese razzista anche se ammetto che dobbiamo fare ancora di più per evitare che cose del genere di quello che è accaduto alla stazione di Nettuno.
    L’unica cosa che realmente condivido è che purtroppo la Lega sia al governo…..magari potesse essere messa in una osteria.

    A presto.

    Luciano

  20. md Says:

    Luciano, io metto insieme fatti, non ideologie: quel che fa il governo, quel che fa la polizia (soprattutto da Napoli e da Genova anno 2001 in poi), quel che pensa e fa la gente – gli “italiani” sono diventati razzisti? O sono sempre i soliti “italiani brava gente”? Non è vera né l’una né l’altra delle affermazioni (le generalizzazioni non spiegano nulla e anzi sono fuorvianti), ma socialmente e culturalmente qualcosa è cambiato, anzi si è spezzato, in questo paese, e la crisi economica può anche produrre effetti piuttosto spiacevoli…

  21. Luciano Says:

    Salve.
    Sono d’accordo con te che in un paese con 60 milioni di persone ci saranno quelli razzisti e quelli “brava gente”, però è pur vero che i poliziotti di Bolzaneto non sono tutta la polizia. Esattamente come i vigili che hanno malmenato un immigrato (credo un venditore ambulante) qualche tempo fa non sono tutto il corpo dei vigili urbani. Certo la valutazione di un evento dipende anche dai punti di vista che ci guidano nella percezione della realtà. L’analisi di un “benpensante” borghese sicuramente sarà diametralmente opposta alla tua. Non tanto nei fatti in sé quanto nelle motivazioni che a quei fatti hanno condotto. Io cerco di coltivare sempre l’ingenuità che esista una verità e una giustizia al di sopra di qualunque ideologia personale. Forse mi illudo…

    A presto.

    Luciano

  22. md Says:

    Segnalo l’interessante analisi di Tommaso Ariemma nel suo blog:
    http://ariemma.wordpress.com/2009/02/02/nettuno-ci-puo-giudicare-su-chi-uccide-per-passare-il-tempo/

  23. Ares Says:

    Ares ^__^

    Scusate l’assenza.. ma ogni tanto devo pur lavorare!!

    ufff..md.. mi hai anticipato… mi stavo cuocendo lentamente Luciano e tu vieni subito fuori “precipitosamente” con gli argomenti giusti…. e poi come al solito vieni accusato di dire cose ideologizzate.. questo perche’, dovresti fare prima delle premesse, citare situazioni, date , circostanze, ricordare alcune affermazioni di governanti locali… etc…

    Luciano, ormai non posso piu’ farti cambiare idea, mi sembri abbastanza incrostato sulle tue posizioni, un po’ come lo sono io ^__^… sappi comunque che questo “atto ignobile”
    e’ frutto di un concorso di colpe…. che partono, perche’ no, proprio dalle elementari e dall’asilo … il razzismo si impara, e non solo il razzismo, anche la paura e l’odio per la diversità..

  24. Luciano Says:

    Salve.
    Per ora rispondo ad Ares.
    Ma tu veramente pensi che ci siano luoghi istituzionali in cui ci insegnino ad odiare il diverso, l’emarginato?
    E allora, se questo è vero, perché non andiamo tutti a bruciare quelli che dormono sulle panchine, oppure perché non andiamo tutti a bruciare i negozi gestiti da extracomunitari e a ucciderne i relativi proprietari?
    Forse che ci sia differenza da individuo a individuo? Forse perché ciascuno pensa con la propria testa? Forse perché non ho mai sentito i miei genitori, i miei amici o un mio professore dirmi che che viene dal di fuori dei nostri confini sia inferiore a me?

    A presto.

    Luciano

  25. Ares Says:

    Ares ^__^

    E chi paghera’, sara’ sempre l’esecutore e mai il mandante..

    p.s. io non ho mai parlato di risarcimento di stato… anche se non e’ una cattiva idea; credo che sia il minimo comunque…anzi punterei a un risarcimento civico locale.. puo’ essere una buonissima idea.

    Detto questo ribadisco che e’ troppo comodo assolversi puntando il dito verso il reo sapendo che i complici sono iln libertà.

  26. Ares Says:

    Ares ^__^

    Nooooo Luciano, il razzismo non e’ istituzionalizzato, anche se sai benissimo che lo e’ stato in passato…

    ..pero’ io ricordo come fosse ieri di aver incrociato nel corso della mia vita scolastica, numerosissimi insegnanti fascistoidi, e anche un insegnante di religione che insinuava nei discenti diffidenza verso gli omosessuali.. .. diciamo che la puzza fascista, che noi italiani non siamo mai riusciti a toglierci di dosso, aleggia da qualche tempo ad ogni livello..

    ..proprio ieri una colega diceva che sua figlia era tornata a casa dall’asili dicendo che i neri puzzano e picchiano i bambini….l’affermazione l’avrebbe fatta Lucia, l’educatrice, e’ in corso un indagine piu’ approfondita della collega, che mi sembrava turbata.. come non esserlo.

  27. Luciano Says:

    Salve.
    Scusa ma se esistono dei complici di quei ragazzi la magistratura ha il dovere di perseguirli. Tu parli di mandanti come se veramente credessi che qualcuno ha detto a quei tre scemi di andare alla stazione e di dare fuoco all’immigrato. Ma se anche fosse così questo aggraverebbe le loro responsabilità perché sarebbero due volte idioti. Io cittadino onesto, insieme agli altri cittadini onesti di qesto paese dobbiamo semmai sentirci lparte lesa insieme a quel ragazzo bruciato vivo, non colpevoli di qualcosa che non ci saremmo mai sognati di commettere..Sarebbe come dire che siccome la mafia ha ucciso Falcone e Borsellino la colpa è anche nostra e che noi si debba in qualche modo risarcire le famiglie dei due magistrati perché sarebbe troppo facile e autoassolutorio dire che i colpevoli sono da ricercare nella mafia in primis e in coloro che anche all’interno delle istituzioni l’appoggiano. Bisogna che sia chiaro che io (e insieme a me tutti gli italiani onesti) siamo vittime di quel terzetto di bestie (anche se ovviamente potrebbero aver frequentato ambienti dove echeggiano queste tesi che schiferebbero anche gli animali)
    E a me chi mi risarcisce? Chi risarcisce la mia sensibilità umiliata e ferita per quello che ha dovuto subire un altro essere umano?

    A presto.

    Luciano

  28. Ares Says:

    Ares ^__^

    Purtroppo Luciano oggi non ho molto tempo per risponderti, lo faro’ piu’ tardi con piu’ attenzione… ti anticipo che:

    .. io non cerdo che qualcuno abbia detto loro “andate e bruciate l’indiano”(almeno non in questi termini).. credo pero’ che i tre abbiano vissuto in un humus inquinato fatto da parole, suggestioni, situazioni, che all’unisono affermano “il povero e’ male”..”l’immigrato e’ male”.. “il diverso e’ male”. Se poi sei vittima di un sistema che annichilisce le tue potenzialità e il tuo diventare altro, “adulto”, e alle spalle non hai un contesto formativo e familiare ingrado di aiutarti a decodificare e oggettivare le problematiche del vivere..e anzi con intento surrettizzio(anche inconscio),talvolta involontario, ti priva di alcuni taselli della conoscenza di sè e del mondo – in affanno continuo per la sopravvivenza-…il mostro e’ creato.

    Poi.. se Falcone e’ Borsellino(i mie veri miti!!) sono morti, e’ colpa nostra che quotidianamente permettiamo a delle bestie di condizionare la nostra vita e con mestizia accettare che questi si sostituiscano ad un’autorita’(lo stato) che dovrebbe carantire il nostro benessere, e non lo fa’ perche’ noi continuiamo a votare sempre gli stessi stronzi!

    Per questa pochezza e grettezza d’animo dovremmo pagae a vita… invece chi paga e’ il povero Navtej Singh Sidhu e ogni uomo che davanti a quella efferatezza si sente responsabile e dilaniato nelle carni e nell’anima ..come io in questi giorni.. assolversi e’ troppo facile, additare e’ ipocrita.

  29. Luciano Says:

    Salve.
    Credo che noi si stia su due sponde diverse.
    Cominciamo con la prima delle tue argomentazioni:
    “io non cerdo che qualcuno abbia detto loro “andate e bruciate l’indiano”(almeno non in questi termini).. credo pero’ che i tre abbiano vissuto in un humus inquinato fatto da parole, suggestioni, situazioni, che all’unisono affermano “il povero e’ male”..”l’immigrato e’ male”.. “il diverso e’ male”. Se poi sei vittima di un sistema che annichilisce le tue potenzialità e il tuo diventare altro, “adulto”, e alle spalle non hai un contesto formativo e familiare ingrado di aiutarti a decodificare e oggettivare le problematiche del vivere..e anzi con intento surrettizzio(anche inconscio),talvolta involontario, ti priva di alcuni taselli della conoscenza di sè e del mondo – in affanno continuo per la sopravvivenza-…il mostro e’ creato.”

    Ora, a parte il fatto che io non me la sento di descrivere la situazione italiana in un modo così catastrofico, anche se fosse veramente così il nocciolo della questione è, a questo punto, per quale motivo non ci sono assalti generalizzati agli immigrati e quant’altro da parte di tutta la popolazione. Questo a mio avviso amplifica le responsabilità del singolo, E dato che questo humus degradato non può coincidere con tutta la società, la società stessa (cioè la parte sana di questa) è vittima anche lei di questa e semmai gli si può dire che deve aumentare gli sforzi per combatterla non prendersi le sue colpe. Potrebbe essere così se la società stessa non facesse nulla per impedirlo ma anzi guardasse con benevolenza queste cose. Ma visto che la magistratura sta facendo e ha fatto, da quando siamo in democrazia, il proprio dovere, sicuramente non posso sentirmi colpevole di quello che fa uno (o più) stronzo/i, semmai mi sento parte lesa come essere umano e come cittadino. Credo poi che se dovessimo addossci noi le colpe di chi delinque perché non l’abbiamo impedito dovremmo dolerci di tutto e sarebbe la paralisi della vita civile. Stessa cosa vale per la mafia. Puoi dire che dobbiamo intensificare la lotta alle organizzazioni criminali ma non puoi ritenere te stesso colpevole perche c’è chi delinque. Sennò torniamo al diritto romano che dava la colpa a chi aveva subito il furto perché non era stato abbastanza attento da impedire che il ladro gli portasse via le cose.

    A presto.

    Luciano.

  30. Ares Says:

    Ares ^__^

    Saro’ schematico, e’ un periodaccio..ho molte attività lavorative, e non, da terminare:

    1) Luciano, purtroppo la situazione italiana stà andando in questa direzione, se non te ne accorgi dipende molto da qual’e’ il tuo punto d’ossevazione e in quale strato sociale sei collocato, e di quali privilegi godi.

    2) Se non andiamo tutti per strada a bruciare “l’indifeso” o il “diverso” .. diciamo che e’ per una questione di culo….. molto dipende dalle opportunita’ educative e formative che il tuo status ti ha permesso….. per dirla in modo pulito, se non hai ancora ammazzato e’ questione di fortuna. La tua formazione morale, cosi’ come quella di tutti noi, dipende dal contesto formativo in cui sei nato, familiare ma anche istituzionale. Le ultime iniziative economiche di questo governo tendono ad impoverire le maglie piu’ deboli della società: oltre a sottrarre loro risorse economiche tende a sotrarre loro opportunità formative importanti.

    3) Non dico di sentirsi responsabili al punto di bloccare ogni reazione riparatrice, dico pero’.. che se accadono certe cose non dobbiamo essere pronti ad accusare, prendendo posizioni altere edistintive, pur sapendo di essere, in qualche modo, complici. Complici perche’ ancora non si e’ pronti a lasciare tutto(i personali interessi e talenti) per dedicarsi ad un attivita’ politica attiva tesa a tirar giù dalle poltrone parlamentari questi cialtroni che ci governano.

  31. Luciano Says:

    Salve.
    Io non godo di nessun particolare privilegio. Devo lavorare per vivere, ho un mutuo di 30 anni sulla groppa, i miei genitori facevano la donna di servizio e il cameriere in un ristorante e io a 3 anni stavo da solo in casa perché non c’era nessuno che poteva badare a me e soprattutto non potevamo permetterci tate o babysitter, hanno preso la licenza di quinta elementare quando l’ho presa io e a tutt’oggi mia madre ha la mano che trema quando deve firmare qualcosa e per inciso scrive con una calligrafia malmessa, non sono vissuto ai Parioli ma in un quartiere popolare dove fino agli anni 80 c’erano ancora le baracche come le chiamavamo noi ed era pieno di drogati e pure parecchi delinquenti, ho fatto quello che a Roma si dice “un culo come un secchio” sui libri fino a laurearmi in fisica, ho fatto politica militante e molti dei miei amici sono finiti in carcere come terroristi e altri morti per overdose. Quindi francamente non mi sento un privilegiato e soprattutto non si tratta di fortuna. E’ certamente vero che una componente importante è costituita dall’ambiente in cui vivi però, caro Ares, la parte maggiore è frutto del tuo carattere, della tua predisposizione ad essere un criminale. Nessuno può obbligarti a fare ciò che non vuoi. E per inciso, io non mi sento affatto complice di questi tre stronzi. Loro continuano ad essere colpevoli dell’atto infame che hanno compiuto di loro spontanea volontà. Se un istigatore occulto esiste lui è colpevole delle cazzate che manda in giro e loro sarebbero colpevoli due volte perché si aggiungerebbe aver agito su mandato di un altro senza usare la loro fottutissima testa. Allargare le responsabilità significa diminuire le loro e io non ci sto. E’ compito della parte sana della comunità di vigilare e reagire a questi fatti. Se dici che in fondo sei un po’ colpevole anche tu, con quale coraggio li condanni? E non condannarli sarebbe anche peggio. Questo ovviamente non vuol dire che non devi ricercare le cause di tutti ciò e combatterle. Infine vorrei farti notare che ogni 5 anni (e a volte anche prima) ci sono le elezioni. Dove eravate quando si è votato? Sbaglio o il PD aveva fatto le primarie (una delle più grosse prese per il culo che abbiano fatto ai danni del corpo elettorale)? Non c’erano milioni di italiani a firmare? E dove sono finiti? E’ troppo facile dopo fare quelli che hanno la puzza sotto al naso….(non dico che tu ce l’abbia, ma molti che sento sì). Per la prima volta nella storia di questo paese la sinistra comunista è scomparsa dal Parlamento, e di chi è la colpa?

    A presto.

    Luciano

  32. md Says:

    Luciano, interessante spaccato di “vita vissuta”! E’ bello che ogni tanto, dietro le argomentazioni razionali della scrittura, per quanto appassionate e sanguigne possano apparire, si scorga qualche elemento della “biografia” di chi scrive…

  33. Ares Says:

    Ares ^__^

    Va be’ Luciano… mettiamola cosi’, io condanno i 3, ma sapendo intimamente che sarei potuto essere al loro posto se nella mia vita non avessi incontrato un paio di persone che hanno fatto si che la mia morale si costruisse sul rispetto dell’altro. Ho sempre considerato questi incontri un privilegio, oltre aver sempre considerato un privilegio nascere da una donnina di 1,50 m con la III elementare che mi ha insegnato, lei per prima, il rispetto per ogni altro essere vivente.

    Io non penso che si nasca con un’indole buona o un’indole cattiva.. la tua indole e la tua morale dipendono dall’humus culturale e affettivo in cui sei inserito…. ed e’ per questo che non ritengo che un colpo di fortuna, come quello che ho avuto io, possa autorizzarmi a salire sul gradino piu’ alto per accusare i 3 balordi senza riserve.

    Quest’atto mi riempie di mestizia e basta, non riesco ad accusarli, dovranno pagare per quel che hanno fatto, ma non penso che accanirsi e prendere totalmente le distanze da loro serva alla loro redenzione.

    Poi, un’altra cosa che ritengo intollerabile e’ che i parenti del ragazzo ustionato dai 3 italiani non possano raggiungere l’ Italia perche’ poveri, e sia necessario invocare una colletta o un atto di solidarietà personale per poter dare loro la possibilità di venire in Italia per accudire il loro figlio o fratello.

    Come minimo lo stato italiano avrebbe dovuto chiedere scusa e a testa bassa agevolare il loro ingresso in Italia e provvedere al loro risarcimento morale.. una morale continuamente offesa dai piu’ alti rappresentanti di questo stato di merda.

  34. Luciano Says:

    Salve.
    Vedi Ares, io non credo che i genitori di quei tre ragazzi li abbiano cresciuti nell’odio per il diverso. Poi in effetti non lo so….mica ho vissuto con loro. Gli stupratori del Circeo venivano da famiglie agiate, rispettabili che probabilmente non hanno fatto mancare nulla ai loro figli. Eppure si sono comportati come bestie. E uno di loro, Angelo Izzo, è stato messo in condizione di uccidere ancora. Lo stato non può chiedere scusa ad ogni fatto di cronaca efferata, a meno che non nsiano palesi e acclarate delle sue responsabilità dirette. Non capisco perché questo stracciarsi di vesti non l’ho avvertito per altri fatti di cronaca. Ad esempio per la Reggiani. E bada bene che io me ne frego se l’assassino di quella povera donna era straniero o italiano. Non è questo il punto. Sarebbe oltremodo stupido pensare che soltanto gli stranieri delinquano così come che gli italiani siano tutti “brava gente”. Ciascuno agisce secondo ciò che sente di fare in un determinato momento, a meno che non si trovi di fronte a cause di forza maggiore. Quindi caro Ares nessuna testa bassa, ma rivendicare con forza la differenza e la lontananza da chi pensa che sia giusto uccidere chi è più debole, sia esso un barbone come un disabile come un povero. Inoltre vorrei sottolineare che questo atto è ancora più vergognoso in quanto commesso per noia, per dare un qualcosa di diverso ad una serata altrimenti incolore.

    A presto.

    Luciano

  35. Ares Says:

    Ares ^__^

    La questione quindi si arena: Secondo te Luciano, c’e’ il buono e il cattivo, bisogna perseguire il cattivo, in modo che paghi,grazie a una condanna e il compito della società e dello stato finisce quì.

    Quindi i 3 sono dei cattivoni, se non addirittura dei malati psichici e stop… e’ inutile quindi agire in termini preventivi… come dire… l’indole e’ indole.

    No caro Luciano, i tre esempi che mi porti… anche’essi hanno origini sociali, e responsabilità sociali.. che tu continui a rimuovere.

  36. Luciano Says:

    Salve.
    L’ambiente è certamente importante nella vita di ciascuno. Ma poiché non puoi cambiare l’indole (o se vuoi il carattere) di una persona, sebbene seppellita sotto vari strati socio-culturali essa, qualora si presenti l’occasione “favorevole”, uscirà fuori immancabilmente. Chi è di indole violenta si tratterrà (per tutti i motivi che vuoi tu) cento volte, ma succederà che magari la centounesima darà libero sfogo a quello che il suo carattere gli suggerisce. L’agire in termini preventivi è proprio quello che ho sempre detto nei miei interventi precedenti. Non ho mai affermato: sono stati loro e quindi basta condannare loro. Anzi io ho detto che sono stati loro e lo stato deve vigilare (attivamente, cioé agendo in termini preventivi) a che ciò non avvenga di nuovo. Però non si può sminuire la colpa di quei tre dicendo che in fondo tutti siamo colpevoli (e quindi nessuno lo è) e che ognuno di noi avrebbe potuto fare la stessa cosa. Per ultimo direi che sei tu a non considerare che proprio quegli esempi ti dimostrano invece che anche condizioni ambientali ottimali non preservano chi ha un’indole violenta dal commettere delitti efferati.

    A presto.

    Luciano

  37. Luciano Says:

    Salve.
    Inoltre, se fosse come dici tu, allora nei paesi più poveri dovrebbero esserci soltanto violenti. E nelle società più evolute soltanto persone per bene. Invece non è così perché l’indole della persona è fondamentale (molto più dell’ambiente in cui vieni cresciuto) nel determinare le modalità di interazione interpersonale.

    A presto.

    Luciano

  38. Ares Says:

    Ares ^__^

    Io non ho mai affermato che i paesi piu’ ricchi sono piu’ evoluti… ho solo detto che il contesto formativo e sociale in cui vivi, puo’ determinare ho meno il tuo agire..

    Ti diro’ di piu’ io penso che sia vero invece che nei paesi piu’ poveri, spesso costituiti da gruppi etnici che si rifanno alle tradizioni tribali e matriarcali, e’ piu’ dfficile che accadano azioni efferate; e solo la loro occidentalizzazione puo’, semmai, essere la causa dela loro rovina… vedi i recenti esempi centro africani.

  39. Luciano Says:

    Salve.
    Si ma questa è una riedizione del mito del buon selvaggio di Rousseau. Le culture impongono una serie di comportamenti ritualizzati che vengono comunemente accettati al fine di regolare la convivenza sociale ed economica (es. le regole con cui si sta a tavola e si mangia, il tipo di abbigliamento e così via).a cui tutti siamo, per ciascun gruppo umano di appartenenza, più o meno consapevolmente sottoposti pena l’emarginazione dal gruppo stesso. Questo concetto possiede un’invarianza di scala, ovvero vale per il gruppo in generale al di fuoiri della sua contestualizzazione sociale. Alcuni individui, avendo una maggiore affinità caratteriale con queste regole si troveranno a proprio agio, altri meno e chi invece se ne discosta radicalmente, soffrirà fino a soccombere. Per fare un esempio, nella Germania nazista coloro che avevano una indole violenta e malvagia non avranno fatto fatica a compiere efferatezze contro gli ebrei, ma altri che avevano un carattere più mite avranno subito il doversi comportare in determinati modi che non appartenevano loro magari fino a soccombere. Ovvero ci sarà stato chi ha preso parte alla Shoa con convinzione e piacere e chi non avrà avuto il coraggio di ribellarsi per impedirlo. Al di là di tutte le nostre conquiste tecnico-scientifiche e culturali l’uomo resta pur sempre un animale. Credere che una persona di indole violenta e aggressiva possa essere reso docile e mansueto è una pia illusione. Prima o poi quello che è nell’intimo uscirà fuori.

    A presto.

    Luciano

  40. md Says:

    Luciano, non concordo con questa visione “essenzialistica” del male. O meglio, concordo solo in parte.
    C’è un nucleo “fisiologico” del male che è certo riconducibile all’elemento violento e aggressivo “naturale”, ma nelle dinamiche sociali funziona in maniera del tutto differente – tant’è che alcuni atti di violenza restano inspiegabili e insondabili per la loro gratuità e apparente non causalità: non c’erano passioni e non c’erano istinti vitali in gioco in quel fatto (cibo, pulsioni sessuali, difesa, ecc.) – a meno che si voglia tirar fuori la faccenda della “territorialità”, che però non tornerebbe in altri casi.
    Cioè, il discorso è sempre lo stesso: noi siamo sì degli animali, ma degli animali “culturali”, che quindi funzionano in maniera diversa (così come i gatti, i cani e le amebe funziona in maniera diversa anche tra loro) – e il modo di funzionare della specie umana è che ha deciso di non affidarsi interamente alla biologia, di non farne un destino. Anzi, direi che fondamentalmente la “cultura” (la politica, l’etica, ecc.) nasce proprio per regolare/gestire le pulsioni distruttive che provengono dalla biologia.
    Ma queste pulsioni si presentano in maniera diversa da quello che sarebbe stato un contesto puramente “naturale”.
    Non mi pare che il nazismo sia spiegabile con la biologia – credo semmai (rovesciando la prospettiva) che l’avere fatto della biologia un destino lo spieghi molto meglio…

  41. Ares Says:

    Ares ^__^

    Mammamia Luciano e che diamine!!!…. ma tu mi parli di esseri umani affetti da psico-patologie come Angelo Izzo… ma quei 3 ragazzi, ed e’ proprio questo che turba, non sono dei malati psichici…sono dei ragazzi normali, se mai sono dei malati sociali!!!… un po’ come tutti noi!!.

    L’esempio nazzista che fai e’ completamente fuori posto, le cause dell’ascesa nazzista sono ben note e nascono da un malessere sociale, in qualche modo e’ stao creato un clima sociale adatto all’ascesa nazzista(e fascista): si sono sparsi nell’aria il germe dell’intolleranza razziale, della paura, approfittando di un lungo periodo di crisi economica che affligeva gli anni tra l’800 e il ‘900…. il nazzismo e’ frutto di un processo di deterioramento sociale e culturale, non e’ un movimento nato spontaneamente, ha trovato il suo humus ideale in una società deteriorata…. ti diro’ di piu’ il nazzismo e il Fascismo si sono retti grazie a tutta una serie di interventi sociali atti a tenerne viva l’ideologia, soprattutto nella sfera educatica… queste attivita’ sociali hanno determinato la nascita di mostri.. .

    Osserva le attivita’ che questo governo continua a mettere in piedi, e ti accorgerai che sono le stesse che il governo nazzista e fascoista hanno messo in piedi prima della loro ascesa.

  42. Luciano Says:

    Salve.
    Io credo che un fattore che forse ho dato per implicito ma avrei dovuto citare è che è vero che l’uomo è un animale culturale come tu dici, e questo è vero perché la mente dell’uomo ha acquisito una fase che viene definita mente teoretica. Mi spiego. Giustamente tu dici che “il modo di funzionare della specie umana è che ha deciso di non affidarsi interamente alla biologia, di non farne un destino. Anzi, direi che fondamentalmente la “cultura” (la politica, l’etica, ecc.) nasce proprio per regolare/gestire le pulsioni distruttive che provengono dalla biologia.” Infatti la cultura riproduce in forma simbolica quelle che sono le attività che ci derivano dalla nostra biologia. Siamo passati attraverso altre tre fasi di evoluzione mentale (episodica, mimica e mitica) prima di pervenire a quella che è la fase attuale, per cui molti comportamenti ci appaiono slegati ma in realtà non lo sono. Tra l’altro, tieni conto che sostanzialmente tutte le specie viventi su questo pianeta (tranne qualche rara eccezione) condividono la stessa struttura di DNA (che è diverso specie per specie ma rimane strutturalmente uguale, stesse 4 basi, doppia elica, etc, etc) e quindi hanno comportamenti simili. Tutte si nutrono, tutte si riproducono tutte provano dolore e via dicendo. Quando parlavo di indole intendevo dire che una persona violenta avrà maggiori probabilità di agire/reagire in modo violento di una persona con un carattere meno aggressivo. E questo al di là della sua educazione. Se un violento educato ha 100 battibecchi con un altro magari per tutti e 100 non fa nulla poi al centounesimo rifà i connotati. Un altro aspetto che (questo sì ci contraddistingue) è quello di “sapersi mettere nei panni dell’altro” ovvere essere in grado di immedesimarsi nelle reazioni altrui alle nostre azioni, cioé sapere che cosa prova l’altro. Questo è ciò che ci permette ad esempio di realizzare degli accordi e ci deriva dai neuroni specchio (ma questo è un discorso più lungo che magari si potrà fare in altro post). Io credo che tu abbia una eccessiva fiducia nella cultura creata dall’uomo. Infine, l’esempio del nazismo era solo per dire che ci sono individui “portati” alla malvagità che ben si adattano ad un ambiente socio culturale violento e altri che hanno un carattere diverso che invece lo subiscono.

    A presto.

    Luciano

  43. Ares Says:

    Ares ^__^

    ..e poi, nel periodo nazzista e fascista… ti assicuro che anche gli esseri umani di indole piu’ mite e buona, sono stati condizionati dall’humus culturale in cui si trovavano…e non hanno agito, se hanno agito male, consapevoli di errare… perche’ il condizionamento sociale era molto forte… solo coloro che avevano avuto il privilegio di vivere in un clima affettivo ed educativo ideale, hanno sofferto e ancora oggi si pentono di non aver agito contro il potere in modo eversivo..

  44. Ares Says:

    Ares ^__^

    md.. spero che non chiudano il blog per istigazione sovversiva ^_-

  45. Luciano Says:

    Salve.
    @Ares
    Questo avvalora quel che dico, e i Giorgio Perlasca, i Salvo D’Acquisto stanno a testimoniarlo.

    Ma conviene uscire fuori da questo esempio specifico. Anche in quartieri come lo Zen di Palermo ci sono persone che non cedono alla violenza e alla disonestà.

    A presto.

    Luciano

  46. Ares Says:

    Ares ^__^

    Si, io ho molta fiducia nella cultura creata dagli uomini, non farei il teatrante se non fosse cosi’, ma la cultura non basta ..e’ fondamentale anche la sfera umana affettiva e relazionale..quella che determina i caratteri…che tu ritieni formarsi grazie a un non ben identificato processo “naturale”..

    ..le azioni politiche piu’ recenti tendono ad ostacolare queste 2 sfere umane fondamentali, che sottendono ad ogni convivenza civile e pacifica tra gli uomini.

  47. Ares Says:

    Ares ^_^

    Perlasca e D’Acquisto.. li inserisco tra quelle categorie di individui che hanno ricevuto il privilegio di nascere in realta’ educative ed affettive che hanno fatto di loro degli eroi, loro malgrado. Che devono essere, dalla cultura, esaltati come simbolo e mito.

  48. Luciano Says:

    Salve.
    Caro Ares, tanto per precisare Giorgio Perlasca era fascista convinto e addirittura Schindler era nazista. Il tuo ragionamento non regge. Da una parte dici che l’humus culturale (quale? La società, la famiglia, la scuola?) ci rende colpevoli, ci influenza al punto che possiamo essere capaci di fare qualsiasi cosa e allo stesso tempo esistono realtà educative (che stanno dove? Nella società, nella famiglia, nella scuola?) che ci pongono al sicuro da tutto questo. Eh no. Emtrambi sono cresciuti in una cultura (specialmente il secondo) invasiva e razzista. Ma la storia ha reso evidente che la malvagità non era parte dei loro caratteri. Ciascuno ha il proprio carattere che può essere fino ad un certo punto mitigato ma non cambiato perché non è un prodotto culturale, sta scritto nel DNA di ciascuno.

    Complimenti per essere un attore. Il teatro è affascinante.

    A presto.

    Luciano

  49. md Says:

    Luciano, non mi sembra che la scienza abbia dimostrato con assoluta certezza quanto sostieni a proposito del rapporto tra DNA e carattere (anche il concetto di “carattere” andrebbe un po’ meglio determinato); oltretutto se così fosse bisognerebbe andare a cercare in ultima analisi le vere responsabilità nella biologia e, dunque, assolvere sempre gli imputati, visto che hanno agito necessitati dalle loro proteine e dai loro geni…

  50. Luciano Says:

    Salve.
    No MD. La biologia che tu pensi separata dall’uomo, fa parte dell’uomo stesso, ovvero l’uomo è la sua biologia. Certo è anche altro. Ma io credo che tu riponga un pò troppa fiducia non tanto nelle attività cognitive umane quanto nel loro prodotto, ovvero la cultura che per sua natura è relativa e se proprio andiamo a vedere anche fugace. Quando dico che fa parte del tuo carattere essere aggressivo, violento o mite e remissivo non allontano da te le responsabilità delle tue azioni. Dico solo che non hai agito per caso. Che un altro con un carattere diverso si sarebbe comportato diversamente.

    A presto.

    Luciano

  51. md Says:

    Luciano, l’uomo è “anche” la sua biologia – che oltretutto, concettualmente, è una sua invenzione. Non ci sarebbe scienza biologica senza essere umano (il viceversa, però, non vale).
    Ma, giusto per non finire nel circolo ermeneutico, se proprio vogliamo la cultura è a sua volta un prodotto biologico che, però, è in grado di retroagire sulla sua causa.

  52. Luciano Says:

    Salve.
    Beh la biologia come la intendi tu, ovvero come scienza, è parte della cultura dell’uomo. Ma resta ineludibile il fatto che non è l’uomo che ha inventato il DNA, il metabolismo, le proteine, Ha dato un nome a queste strutture che esistevano prima dell’uomo e che esisteranno anche dopo che egli sarà scomparso da questo pianeta e che ne hanno determinato forma e comportamento nel corso della sua evoluzione. La cultura è un prodotto della biologia, è verissimo, perché essa ha sempre teso a riprodurre e ottimizzare la biologia dell’uomo.

    A presto.

    Luciano

  53. andrea Says:

    Nietzsche diceva: “La maggior parte dell’umanità non è cattiva, è stupida”.
    Il ‘misterium iniquitatis’ si nasconde in questa banalità: chi fa il male lo fa perché pensa che tu possa essere un pericolo per lui e si difende da un pericolo inesistente.
    Vincere la supidità non è meno difficile del vincere il male.
    Amo tantissimo il Nietzsche che nello Zarathustra soggiunge: “Voi guardate in alto,perché volete innalzarvi, io guardo in basso,perché sono già in alto”.
    Chi guarda le cose da questa prospettiva non desidera il male di nessuno perché già vola, nell’infinito, come la tua istitutrice, carissimo Mario.

  54. Ares Says:

    Ares ^__^

    Perlasca e Shindler non sono stati risparmiati dal condizionamento dell’ideologia fascista e nazzista, cosi’ come non lo e’ stata il 90% della popolazione europea negli anni ’40.

    Se vogliamo l’ideologia fascista e Nazzista in quegl’anni rivestiva carattere di novità e speranza in un futuro migliore, la propaganda politica prometteva una prospettiva futura rosea per tutti, e un’europa che in quegli anni stava vivendo una crisi economica devastante, vide nell’ideologia fascista e nazzista una soluzione possibile, forse ideale,alla crisi.

    Perlasca e Schindler erano dei commercianti(imprenditori, si direbbe oggi), appartenevano cioe’a quella classe che auspicava il cambiamento, ecco da dove deriva la loro iniziale affiliazione all’ideologia, loro stessi sono stati inizialmente vittime del condizionamento imposto dall’ideologia dominante: aderire all’ideologia poteva garantire una certa libertà di movimento e l’occasione per arrichirsi. In un certo senso i due sono degli eroi per caso, che solo da un certo punto in poi hanno capito che quell’ideologia stava distrugendo tutto e si stava trasformando in totalitarismo.. che non avrebbe dato loro modo di sopravvivere, se non totalmente asserviti al potere. Comunque Luciano, non capisco perche’ l’adesione di Perlasca e Schindrel all’ideologia dominante dovrebbe negare le mie tesi, che mi sembrano invece confermate, nessuno di noi e’ indenne dal condizionamento della società, c’e’ chi poi per fortune educative ed affettive riesce a fare un distinguo salvifico. Il loro “cambiamento” e’ stato dettato dal loro bisogno di libertà.. e’ il bisogno di liberta’, non e’ inscritto nel DNA… ma e’ un concetto che si apprende – si impara, ad essere liberi- cosi’ come si impara ad essere buoni.

    Quando io parlo di humus culturale mi riferisco alla mescolanza di piu’ fonti che generano pensiero e cultura, quindi parlo sia della società, sia della famiglia, sia della scuola… ma anche ogni altra fonte che ha la caratteristica di generare cultura e pensiero.. ma anche affettività.

    Mi darai atto che ciascuno di noi puo’ avere fortune diverse di incontrare fonti ideali di cultura, pensiero e affettivita’?.. bene, questo determina le differenze comportamentali..

    .. ma se noi permettiamo, con il nostro immobilismo politico, che questo governo annichilisca le fonti d’ispizazione culturale ed affettiva… allora siamo dei COMPLICI, di tutti coloro che commettono efferatezze , a causa di carenze formative ed affettive… cosi’ come e’ siccesso per i 3 ragazzi di cui si parla dall’inizio della discussione.. ed e’ da ipocriti additare i tre, tirandosi totalmente fuori dalla questione.

  55. Luciano Says:

    Salve.
    @Ares

    “Mi darai atto che ciascuno di noi puo’ avere fortune diverse di incontrare fonti ideali di cultura, pensiero e affettivita’?.. bene, questo determina le differenze comportamentali.” .

    No. Il tuo comportamento dipende dal tuo carattere (dalla tua indole se vuoi), mediato sicuramente dall’ambiente in cui ti sei formato (e in questo per semplicità inserisco tutto), ma fino ad un certo punto. Se la tua indole è malvagia possono educarti quanto vuoi, rimarrai malvagio e alla prima occasione quello che sei salterà fuori.

    “.. ma se noi permettiamo, con il nostro immobilismo politico, che questo governo annichilisca le fonti d’ispizazione culturale ed affettiva… allora siamo dei COMPLICI, di tutti coloro che commettono efferatezze , a causa di carenze formative ed affettive… cosi’ come e’ siccesso per i 3 ragazzi di cui si parla dall’inizio della discussione.. ed e’ da ipocriti additare i tre, tirandosi totalmente fuori dalla questione.”

    No anche in questo caso. Per prima cosa perché non mi sembra che ci sia un governo che addirittura annichilisca le fonti d’ispirazione culturale e affettiva (di sicuro si può fare di meglio, ma ripeto, dov’era la gente che affollava i gazebo e le sezioni del PD per le primarie?) e secondariamente perché la responsabilità di una comunità è quella di fare tutto ciò che può per prevenire questi fatti, dopo di che caro Ares la responsabilità delle tue azioni è tua e non te la puoi cavare chiamando in correità gli altri. Troppo facile.

    A presto.

    Luciano

  56. md Says:

    Ma il DNA, le proteine, il metabolismo non bastano (anzi non spiegano per niente) né il “male” né, come suggerisce Andrea, la stupidità…

  57. Ares Says:

    Ares ^__^

    .. troppi assiomi… uffffffffff

    Luciaoooooooooo perche’ affermi che se uno e’ cattivo lo e’ per ragioni biologiche..e’ un affermazione pericolosa la tua, di mengeleiana memoria …. allora se uno delinque una volta, secondo te, dovremmo tenerlo a vita in carcere perche’ potrebbe reiterare il reato?..

    ..il carattere si forma gia’ nell’utero materno e poi nella prima infanzia, e anche li, gli aspetti formativi e “ambientali” non che affettivi ne condizionano le caratteristiche.

    Quindi per te Luciano il concetto di redenzione non e’ realizzabile ?!? ..naaaaaaaaaaaaaaaaa!!!

    Ma come Luciano…. questo e’ un governo che CONTINUAMENTE attenta alle fonti educative e formative, talvolta manipolandole a proprio uso e consumo, senza parlare di quelle affettive, insinuando nelle famiglie il germe della precarieta’ e della povertà!!!!

    Qualche esempio

    … l’idiozia della televisione di stato..

    …. IL MAESTRO UNICO della nostra squola elementare, che e’ stata un esempio per la comunità mondiale fino al mese di dicembre dello scorso anno…ora un’insegnante dovra’ seguire 25 alunni tutta/o da sola/o….. io ricordo benissimo la mia insegnante quanto poco curasse la nostra formazione educativa e scolastica… riuscendo, a malapena, a controllarne gli equilibri della classe.

    ..e i denari sottratti all’università, senza provvedere alla loro riorganizzazione ?!?..

    .. e i soldi sottratti agli enti teatrali e culturali?!?

    … le leggi sulla flessibilità lavorativa: che generano precariato e poverta’ nelle famiglie italiane e che sono causa degli inasprimenti dei rapporti ?!?..

    ..su che pianeta vivi Luciano?!?

    … il PD se l’e’ cercata.. alle primarie ci sarano andati quelli di destra.. e’ un partito senza leadersheep..o e’ una leadersheep imitativa… che poco piace agli elettori con un pizzico di acume intellettivo…

    ..tieni comunque presenze che le azioni atte ad anichilire le masse.. non partono con quest’ultimo governo… partono da molto prima… per incapacita’ o per volontà…… e se ora siamo in questa situazione e’ perche’ siamo stati ingrado di generare una società frustrata, povera, aggressiva, annichilita, dove anche gli intellettuali e gli uomini di cultura hanno le loro responsabilità, che ha votato il politico nel quale piu’ si rispecchiavano, in termini di grettezza e dignità.

  58. Ares Says:

    Ares ^__^

    Ah!… vedi Luciano.. tu che dicevi che uno nasce feroce per natura.. e inveve, così come si evince della ricerca del CNR che hai riportato sul post “IL VIAGGIO FILOSOFICO DI SIR DARWIN”..

    ” Un ambiente opprimente e violento, può avere un’interferenza enorme sull’espressione comportamentale delle due varianti polimorfiche di questo gene.”(il Gene MAO-A)

  59. Luciano Says:

    Salve.
    Certo Ares. Infatti la risposta alle sollecitazioni esterne è guidata dai geni come si evince proprio dalla ricerca che ho riportato. Quello che vuole evidenziare è proprio che data per scontata l’influenza dell’ambiente (cosa che io peraltro non ho mai negato) la risposta più o meno aggressiva dipende, in questo caso particolare, dalla presenza o meno di una delle due varianti. Ovvero, il cervello apprende dagli stimoli esterni ma questi stimoli vanno ad innestarsi su una struttura biologica preesistente.

    A presto.

    Luciano

  60. Ares Says:

    Ares ^__^

    be’ pero’ a questo punto mi chiedo, cosa determina la presenza di una delle due varianti ? la ricerca non e’ esaustiva… non dice nulla del momento in cui una delle due varianti prende posto.. e se fossero frutto di una mutazione condizionata dall’ambiente esterno che ha la sua origene nel periodo post natale se non addirittura nel momento della gestazione..

    La ricerca comunque non nega la possibilita’ che nonostante sia presente la variante piu’ “aggressiva”… altri geni possano intervenire in compensazione, magari stimolati proprio da un condizionamento emotivo virtuoso , scatenato prioprio dal individuale percorso formativo ed affettivo..

  61. Luciano Says:

    Salve.
    Alla prima domanda credo si possa rispondere che potrebbe essere il caso. Poi non è che la prima variante ti trasforma in un lupo e l’altra in un agnellino. E comunque il fatto che persone cresciute in ambienti “positivi” abbiano commesso delle efferatezze credo stia a dimostrare che l’influenza dell’ambiente con il comportamento umano è più complessa da definire di quel che potrebbe sembrare a prima vista.

    Alla seconda questione che sollevi rispondo che è vero che non lo nega però neanche lo afferma, mentre l’origine genetica è dimostrata.

    A presto.

    Luciano

  62. Ares Says:

    Ares ^__^

    … evabè,siamo punto e a capo…..

    .. comunque rasserenati ho ragione io e basta !!! ^__-

    chi sa se esiste un gene della cocciutaggine ?!.. io devo esserne pieno ^_^

  63. Luciano Says:

    Salve.
    Anche io credo di non esserne privo.

    A presto.

    Luciano

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