INDISPONIBILE

Io sottoscritto Domina Mario,
nel pieno delle mie facoltà mentali, e allo scopo di salvaguardare la dignità e l’integrità della mia persona, intendo con questo documento disporre quanto segue circa il compimento della mia vita:

1. In caso di stato irreversibile di incoscienza che mi impedisca di prendere decisioni, dispongo di interrompere ogni terapia medica e di non utilizzare alcun dispositivo artificiale, destinati al mero prolungamento della mia vita vegetativa;
2. Chiedo che, in caso di malattie terminali, vengano intrapresi tutti i provvedimenti atti ad alleviare le mie sofferenze, compresi i farmaci oppiacei, anche qualora ciò significasse un’anticipazione della mia morte;
3. Non intendo usufruire di nessuna assistenza religiosa, né in vita né dopo la morte;
4. Il mio corpo potrà essere donato per trapianti e utilizzato per scopi scientifici;
5. Voglio essere cremato;
6. Chiedo che le mie ceneri vengano portate nella mia Sicilia e disperse in uno qualunque dei luoghi cui ero legato;
7. Non voglio nessun tipo di funerale, né religioso né civile. Se qualcuno mi vorrà ricordare potrà farlo a suo piacimento, magari con una bella festa in cui ci siano vino, musica e poesia.

***

Questo il testo che ho redatto e sottoscritto il 31 dicembre scorso, e consegnato a due persone di fiducia che garantiranno per l’esecuzione delle mie volontà.

La mia coscienza e il mio corpo, che sono tutt’uno e dei quali non sono certo “padrone e signore”, e che però sono, fino a prova contraria, sottoposti alla mia volontà, sono insieme ciò che costituisce la mia specifica quanto provvisoria e diveniente individualità e singolarità: ritengo questi confini invalicabili, e quindi del tutto indisponibili per gli ideologi della vita, i difensori dei sacri e inviolabili diritti della “persona”, quegli stessi sepolcri imbiancati amici dei negazionisti e dei guerrafondai, misogini, omofobi,  difensori dei preti pedofili e aguzzini, da sempre massacratori di streghe, inquisitori, colonizzatori… Non voglio che questa marmaglia metta su di me le sue sudicie mani, né ora né mai!

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5 Risposte to “INDISPONIBILE”

  1. Andrea Says:

    Porca miseria md, come sei incavolato…
    Ovviamente condivido la sostanza.

  2. Fabrizio, the wings Says:

    Mi sa che ne preparo uno anche io
    Un saluto

  3. yudhistira Says:

    Lo riadatto e me ne approprio, ti dispiace?

  4. md Says:

    certo che no! benvenuto e a presto

  5. Luciano Says:

    Salve.
    Il caso di Eluana apre vari fronti di discussione. Tralascio il disgustoso teatrino politico che vede Berlusconi come protagonista ma che ha anche altri comprimari. Mi rendo conto che la politica avendo l’onore e l’onere di legiferare e quindi stabilire regole vincolanti per il vivere civile di una comunità si trovi nella posizione di dover dire la sua su questa come su altre faccende. Però lo sciacallaggio non è ammissibile.Certamente uno dei fronti è la necessità di lasciare, nell’ambito di un ambiente normativo condiviso, le proprie volontà qualora si presentasse una situazione simile, come ha fatto MD. Io credo che quel che si dovrebbe dichiarare è il consenso ad essere attaccati alle macchine e non il contrario. Mi spiego. Al di là di quelle che sono le cure basilari, il paziente dovrebbe essere sempre lasciato andare a meno che non esprima il proprio consenso all’utilizzo di macchine qualora questo dovesse esser necessario. Poi c’è il rispetto per il dolore di un padre. Su questo credo non dovrebbe esserci neanche la necessità di aggiungere qualcosa. Dovrebbe essere implicito.E ancora c’è il modo in cui Eluana viene accompagnata al termine della propria vita. Perché invece di togliere alimentazione e idratazione non si agisce con vera pietas e si fa in modo che il cuore cessi di battere nel più breve tempo possibile? Io trovo crudele che si aspetti quei quindici, venti giorni prima che il corpo cessi di vivere. Perché volenti o nolenti il corpo di Eluana è vivo, come sono vive tutte le cellule dei nostri corpi. Ho letto su un giornale che il problema vero è che per Eluana non ci sono spine da staccare. Respira da sola, il cuore batte senza bisogno di macchinari. La sua vita si spegnerebbe al termine della naturale capacità delle sue cellule di rigenerarsi. Si ma che vita sarebbe? Non essendo un medico non posso dire nulla sulla situazione clinica di Eluana. E forse sarebbe meglio che in molti che danno di questa tragica vicenda una lettura ideologica tacessero senza sparare giudizi trancianti prendendo per verità assolute soltanto quei dati che fanno loro comodo per avvalorare le loro tesi. Io ammetto la mia ignoranza in materia. Ho cominciato per questo ad informarmi dal punto di vista scientifico al fine di poter avere un’idea basata su fatti certi.

    A presto.

    Luciano

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