Fermare il femminicidio

manifestazione

manifestazione contro la violenza 24 nov

scritta3

———————————————————————————————–

Da tempo vorrei scrivere quel che penso sul femminicidio in corso, sulla guerra transnazionale e transculturale che il patriarcato continua imperterrito a condurre contro le donne; una guerra che viene utilizzata anche in funzione delle campagne mediatiche e securitarie, orchestrate a comando e atte soltanto a creare un clima di terrore che non scardina di un millimetro quel sistema di potere, ed anzi genera più spesso un clima ancor più maschilista e militarista, con il corollario etnico-nazionalista sottaciuto ma chiarissimo che recita “le nostre donne ce le stupriamo noi”.

E’ questo un tema da cui la filosofia ufficiale si mantiene vergognosamente a distanza; e così ho pensato che sarebbe stato opportuno, come primo atto di una riflessione che vorrei inaugurare sul blog, pubblicare un documento elaborato dal collettivo femminista separatista milanese Maistat@zitt@, gentilmente suggeritomi dalla mia amica filosofa Nicoletta Poidimani, che di quell’esperienza è protagonista pensante e militante. Il dossier era seguito all’imponente manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne, svoltasi a Roma il 24 novembre 2007, e rappresenta ad oggi, a mio parere, l’analisi teorico-pratica più avanzata interna al movimento. Vi si legge nelle prime pagine:

“…E niente uomini in corteo, o almeno nello spezzone di apertura: perché la violenza degli uomini sulle donne non è neutra, non ha passaporto, non ha bandiere, e i responsabili vanno nominati nel genere a cui appartengono. Che gli uomini lavorino e pensino, ed elaborino a loro volta una lotta contro l’aberrante mentalità di repressione e dominio che sottende al femminicidio.

Quanto a noi, riteniamo di non dover dare giustificazioni di un agire politico che è l’unica opposizione reale alla cultura del patriarcato. Noi, le milanesi del collettivo Maistat@zitt@, abbiamo seguito e discusso i dibattiti delle assemblee, condiviso i contenuti, diffuso la nostra pratica di autodifesa militante per imparare a riconoscere la violenza sin dai primi subdoli segni (il silenzio, gli occhi bassi, il trattenersi, il giustificare, il cercare di non pensarci, il controllare voce, gesti, abiti…). Eravamo in piazza contro i pacchetti sicurezza, utili solo a coprire i veri assassini con le chiavi di casa; eravamo in piazza per affermare una politica di donne fatta dal basso, contro ogni delega e ogni complicità, perché non siamo “soggetti deboli” ma, se mai, “soggetti indeboliti”. La violenza è sempre stata l’arma del patriarcato per soggiogare le donne in tutte le epoche, usata indiscriminatamente per perpetuare la schiavitù di genere. Solo con l’autodeterminazione e la lotta possiamo scardinare questa logica di dominio e di oppressione dell’uno sull’altra.

[…]

I numeri, lo sappiamo tutte, sono impressionanti:

– Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita.

– La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare.

– Oltre il 94% non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l’età media delle vittime.

Un milione e 400mila ha subito uno stupro prima dei 16 anni.

– Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un “reato”, mentre il 44% lo giudica semplicemente “qualcosa di sbagliato” e ben il 36% solo “qualcosa che è accaduto” (dati Istat).

La violenza sulle donne è accettata storicamente e socialmente. Viene inflitta senza differenza di età, colore della pelle o status ed è il peggiore crimine contro l’umanità. Quello di una parte contro l’altra. La politica e le istituzioni d’altro canto continuano a ignorare il tema pubblicamente.

Senza una battaglia culturale che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo, non sarà possibile attivare un nuovo patto di convivenza tra uomini e donne che tanto gioverebbe alla parola civiltà.”

I numeri sono agghiaccianti, anche se noti (e forse ancor più agghiaccianti proprio perché quotidianamente esibiti), a dimostrare che è in corso – qui, nel nostro civilissimo paese, non nel paese del burqa – una guerra “a bassa intensità” ma socialmente diffusa – con ricadute di altissima e devastante intensità sui corpi e sulle diverse soggettività femminili.

Nel documento si dice giustamente che non è quello delle donne un “sesso debole” (definizione che proviene del resto dall’altro sesso), ma semmai “indebolito” – così come non esistono “popoli poveri” ma “impoveriti” ed asserviti a quelli ricchi. E, tanto per insistere sui paralleli, non è certo con una “guerra umanitaria” o con l’esportazione della “democrazia” che si estinguerà la millenaria guerra patriarcale: solo la lotta e l’autodeterminazione potranno mutare gli assetti sociali, politici, economici – il sistema integrato del dominio patriarcale che è storicamente, non biologicamente, determinato.

Spetta a chi è schiavo innanzitutto di liberarsi dalle catene – alle donne di dire e di agire, così come di rompere il “patto” implicito ed ogni complicità con il dominio maschile. Mentre ai (troppo pochi) maschi che vogliono davvero sottrarsi alla logica del patriarcato, di fare un proprio percorso di radicale autocritica – nei fatti, non solo a parole – che, rompendo con la solidarietà di genere, li conduca ad un riposizionamento e a nuove – orizzontali – modalità relazionali. E’ questo il prerequisito per poter parlare di una possibile, futura e nuova alleanza di genere e tra soggettività diverse.

Qui sotto si può scaricare il documento nella sua interezza:

dossier_msz.pdf

Annunci

Tag: , , , , , , , , ,

9 Risposte to “Fermare il femminicidio”

  1. Daniele Verzetti, Rockpoeta Says:

    Niente uomini in corteo…. ecco il problema primario. Deve partire da noi questa protesta per isolare questi figuri e per isolare anche solo chi si permette di avere atteggiamenti da bullo sfigato.

    Ciao Mario
    Daniele

  2. Betty Says:

    Davvero cazzute queste donne! Ops!! Forse cazzute è un termine un pò maschilista.
    Sottoscrivo in pieno la loro analisi. Niente partiti, sindacati, bandiere e sigle contro l’indebolimento della donna.

  3. Fabrizio, the wings Says:

    Non so se avete sentito l’ultima del presidente del consiglio.
    http://zucconi.blogautore.repubblica.it/2009/02/06/la-macchinetta-per-fare-bambini/
    siam messi benino

  4. md Says:

    sì Fabrizio, non riesco nemmeno ad immaginare quale possa essere il percorso intellettivo (????) che genera questi mostri: qui non è più il sonno della ragione, nemmeno la cecità ideologica o che altro. Non mi capacito, non mi so dare spiegazioni, però so di essere furente…

  5. Valerio Says:

    Ragazzi ho a dir poco la pelle d’oca…ma ci rendiamo conto che cosa ha detto il rappresentante del nostro logoro e spaccato stato??? Sono davvero senza parole…e mi trovo d’accordissimo con il pensiero di md in alto a destra nella pagina iniziale del blog…cmq al gg d’oggi i politici pur di conservare i voti arriva a violare i diritti umani…davvero davvero amareggiato

  6. Lorenzo Says:

    Ho copiato il documento delle donne sul mio blog perchè lo trovo straordinario.
    Se non sei daccordo mandami una mail

  7. md Says:

    Lorenzo, hai fatto benissimo.
    Domani, con più calma, farò un giro nel tuo blog, che mi sembra piuttosto interessante. Ciao e a presto

  8. luther Says:

    Sono mortificato per le aberranti parole di Berlusconi sulla famiglia Englaro. Fortunatamente stamattina ho trovato “l’antidoto” che ha stemperato un po’ la mia rabbia contro le sue banalita’, contro la sua volgarita’…contro i suoi insulti. Su “la Repubblica” Michele Serra ha scritto : “…ogni volta che Berlusconi pronuncia anche una sola parola sulla famiglia Englaro mi sento umiliato dalla sua grossonalita’ morale…Specie quando costui osa addentrarsi in dettagli fisiologici, che riguardano un corpo inerte e lo strazio quasi ventennale di chi la veglia e la cura, mi si rivolta lo stomaco. Un argomento che anche i filosofi accostano con sorveglaitissima prudenza diventa, in bocca a lui la ciancia superficiale di un importuno, per giunta dotato di enormi poteri, che in genere agli importuni non vengono affidati.” E ancora: ” Non posso credere che essere di destra, oggi in Italia, significhi rassegnarsi a essere rappresentati da uno di quella fatta.”
    Un altro schiaffo (ma ci vorrebbe ben altro) l’ha ricevuto dalla mia Napoli, dove un’ovazione ha accolto l’arrivo del Capo dello Stato al San Carlo. Poi il “nano” come sempre accade ha detto d’essere stato frainteso.
    Ma ho letto anche le parole di un filosofo cattolico…di Giovanni Reale che afferma:”… Berlusconi non vede mai più lontano del proprio esclusivo interesse. E oggi utilizza il corpo di una donna in stato vegetativo permanente da diciassette anni, utilizza il dolore del padre, per un mero, schifoso, riprovevole calcolo politico…Fanno ribrezzo le parole talebane di Berlusconi su Eluana che non può morire perché potrebbe avere figli.”
    Saluti

  9. md Says:

    Sì luther, ma al di là della grossolanità e del ribrezzo che tutti proviamo c’è proprio quel modo “biopolitico” di manifestarsi del potere che va indagato (criticato e ridimensionato). In Berlusconi poi, che usa anche il proprio corpo come simbolo ostentato di potere, la biopolitica si fa addirittura thanatopolitica come era successo con il nazismo, e quelle allusioni necrofile sul corpo della povera Eluana puzzano schifosamente di stupro.
    Brava Napoli! Ero a Milano sabato, sotto la pioggia battente, con migliaia di persone indignate; spero che questo grido si levi in ogni città…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: