Karumi

basho

Nell’estetica del grande poeta giapponese Matsuo Basho, famoso per aver dato origine alla tradizione dell’hokku (oggi noto come haiku), è centrale l’idea di karumi, leggerezza. Quella modalità espressiva, cioè, che coglie i momenti poetici nel tessuto della quotidianità, attraverso parole ed immagini sobrie ed essenziali, prive di enfasi o di retorica, leggére appunto.
Leggerezza, però, non vuol dire superficialità, ma capacità di cogliere la bellezza e l’eterno nelle cose più semplici, più ovvie, più banali. Il poeta riesce così a distrarre la nostra attenzione dalla vera banalità – il considerarci l’ombelico dell’universo – e a farci attrarre dall’essenziale: il mostrarsi delle cose nella loro sorgiva immediatezza, spoglie di tutte le sovrastrutture di significati che noi vi abbiamo introdotto o affollato intorno. E’ un’altra modalità della conoscenza, piuttosto rara e difficile perché richiede grande energia, concentrazione, autoeducazione, disciplina, tensione; più un togliere che un mettere; oltre che un lungo viaggio – come quello di Basho – attraverso la vita, i luoghi, la natura (“Ammalatomi in viaggio / il mio sogno corre ancora / qua e là nei campi spogli“, come recita lo splendido haiku che Basho detta a un suo allievo poco prima di morire).
A noi, però, viene data con un minimo di sforzo l’opportunità di fruire di quelle visioni essenziali, mettendoci all’ascolto.
Chi, come me, sovrainterpreta, complica e talvolta fa conflagrare sensi e significati, viene invitato a desistere, a ritrarsi, a fare silenzio. E, per una volta, ad ascoltare.
Solo questo ci chiede il poeta.
In cambio riceviamo doni incommensurabili…

***

Nello stagno antico
si tuffa una rana:
eco dell’acqua.

Nuvole di fiori:
il suono della campana arriva
da Ueno o da Asakusa?

Affaticato,
mentre cerco albergo,
mi scopro sotto i fiori di glicine.

O primavera che se ne va!
gli uccelli cantano,
negli occhi dei pesci lacrime.

Pioggia di primavera:
gocciola dal vespaio
l’acqua della gronda.

Profumo di fiori di pruno:
sorge improvviso il sole
sul sentiero di montagna.

(da M. Basho, Poesie: haiku e scritti poetici, La Vita Felice 2008)

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

2 pensieri riguardo “Karumi”

  1. e la cosa più bella, di queste brevi ed intense composizioni, che devono rispettare una metrica rigorosa, è proprio il contrasto tra la leggerezza della loro veste e il contenuto, che sprigiona, oltre alla visione, lo stato d’animo di quel preciso momento.
    è quindi un fermare le impressioni, la visione, l’essenza (un trio corposo) di un momento vissuto con la partecipazione di ogni senso.

    ciao

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