Franco Volpi

volpi-divano

“Sbagliano quelli che pensano che la vita si spiega con la filosofia. Per quanti sforzi il pensiero faccia, il risultato è sempre lo stesso: la filosofia arranca dietro la vita che se la ride”.

Era, questa, una frase che Franco Volpi amava spesso ripetere. Leggevo sempre con attenzione i suoi articoli su La Repubblica; ho letto con molto interesse Il nichilismo, edito qualche anno fa da Laterza, e sarà forse il caso che lo rilegga; il Dizionario delle opere filosofiche della Bruno Mondadori da lui ideato e coordinato è una miniera straordinaria e imprescindibile (le voci sono così belle e così ben scritte da invogliare quasi sempre a leggere i testi, assolvendo così a una funzione che va ben oltre i limiti didascalici).

Purtroppo la sua vita è stata stroncata, ieri l’altro, sui Monti Berici, in uno dei consueti giri in bicicletta che lo storico della filosofia amava fare. La filosofia arranca anche dietro la morte…

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

14 pensieri riguardo “Franco Volpi”

  1. Grazie delle informazioni: colpevolmente, devo ammettere che volpi non lo conoscevo. Mi piace la sua frase: la filosofia arranca dietro la vita.
    Ne condivido il senso, il che implica sottolineare la natura biologica della persona umana, in contraddizione con gran parte della filosofia che abbi9amo studiato.

  2. Anch’io apprezzo la frase “la filosofia arranca dietro la vita”. Mi ricorda molto il paragone che si fa con la conoscenza: un vaso che più si riempie e più diventa grande. La vita è appunto questo vaso.

  3. @Md
    La filosofia arranca anche dietro la morte …

    La filosofia arranca, “arranca” per definizione, perchè ad ogni passo denuncia (onestà intellettuale) tutta la sua impotenza e la sua fragilità.
    La scienza applicata, al contrario, vuole “controllare” la morte, sottraendola al divenire per “tracotanza”, ma questa è una vecchia storia, un pò polverosa, che gli “apprendisti stregoni” si scrollano di dosso con fastidio.
    Sic transeat gloria mundi.

  4. Su questo “arrancare” della filosofia – o su questo arrancare nel quale la filosofia consiste – in effetti ci sarebbe non poco da riflettere.
    E’ forse meglio una vita vissuta immediatamente, “biologicamente” o “naturalmente”, senza alcuna ambascia o domanda, totalmente immersa in se stessa, aderente a se stessa, che non si chiede chi o che cos’è e perché inizia e cessa o trapassa; oppure una vita che non si dà pace, si arrovella, esce da se stessa,si sdoppia, si finge altro da sé solo per il gusto di chiedersi chi o che cosa essa sia e perché essa sia così e non altrimenti e perché ci sia questo suo stesso chiedersi, e così via all’infinito…?
    Vexata quaestio…

  5. @md
    Quello che tu dici però implicherebbe che la filosofia non stia anch’essa dentro la vita, che le esigenze di “parlare” del mondo non siano anch’esse geneticamente determinate. Posizione lecita, ma non scontata: io credo che tutto ciò che facciamo sia sempre una forma di vita (come il buon Wittgenstein, il filosofo non-filosofo che, assieme a Darwin, ha più di tutti condizionato la mia visione del mondo).

  6. @Vincenzo
    La filosofia sta dentro la vita, ed è una forma di vita, ma nel momento in cui si chiede “che cos’è la vita” tenta (non è detto che ci riesca) di prenderne le distanze.
    Questo suo dentro/fuori è la sua maledizione, ma forse anche la sua benedizione, dato che riesce a guardare anche oltre se stessa, ad altre forme di vita…

  7. Era un fottuto maschilista, ma cacchio, non doveva andarsene!
    Lutto. Terribile lutto.
    Sono così pochi quelli che sanno pensare a questo mondo, e sono ancora meno in questo paese, perché se ne è andato?
    Cacchio, cacchio, cacchio.

  8. La morte di Volpi addolora chi – come me – sa cosa significa perdere una persona non solo cara ma intellettualmente onesta.
    Ebbi la fortuna di conoscerlo in una delle tante conferenze che teneva in Italia. A Napoli venne per parlare di Nietzsche.
    Aveva un modo di fare molto interessante.
    Sì, arranchiamo tutti.
    Arranca la vita, la filosofia, il pensiero e l’esistenza che siamo costretti a vivere, nonostante tutto.

  9. Una perdita non da poco, verissimo. Quanto alla filosofia che arranca dietro la vita, permettemi di dissentire. Qualcosa come “la vita”, come concetto, l’ha inventato la filosofia. Quindi, ciò che intendiamo come “vita” arranca dietro la filosofia.

  10. Di Volpi ho apprezzato particolarmente la sua disponibilità, tipica solo di un grande uomo di cultura. Mi aveva promesso la partecipazione alla IV edizione del “Borgo dei Filosofi” nel novembre prossimo; non era mai stato in Irpinia, e quest’appuntamento l’intrigava non poco. Gli dedicheremo una sessione di studi e non dimenticheremo lo studioso e l’uomo.

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