La repubblica delle salme

Viareggio

“Vado a prendere in mano la situazione”, così avrebbe detto ieri il presidente del Consiglio prima di recarsi a Viareggio. Non poteva utilizzare espressione più calzante e significativa, naturalmente a rovescio (Berlusconi è davvero un ossimoro vivente): da una parte la politica – non questo o quel politico, non questo o quel partito, ma la politica in senso lato, come governo, gestione e controllo razionale delle cose – che mostra ancora una volta la sua inanità, il suo volto sfatto e impotente. Dall’altra ci viene suggerita un’impossibilità e una fragilità, la nostra radicale esposizione, cioè, agli eventi: noi siamo davvero canne al vento, e poco importa, con buona pace di Pascal, se siamo canne pensanti; di fronte all’imprevedibile la razionalità piega il capo sconfitta, e arranca, e gli uomini e le donne in carne e ossa sono ancor più impotenti di quel potere politico cui pure hanno delegato il compito di proteggere le loro vite e di salvarli dal baratro.
Rimane il fatto che tra le rovine, nonostante tutto, si ripresenta sempre l’onnirisorgente volontà di sollevare il capo, di rimarginare le ferite e di ricostruire la tela spezzata – “riprendere in mano la situazione” appunto, possibilmente senza delegarla a soggetti avidi quanto inetti; ma soprattutto risorge la pietà, quella vera, senza pelose sovrastrutture: quel sentimento, cioè, che tiene insieme tutti gli esseri senzienti, che li fa essere un noi prima che un io o un tu. Pietà per i morti, i vivi, i morenti, i morituri, noi tutti e la vita stessa.

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Una Risposta to “La repubblica delle salme”

  1. kinnie51 Says:

    Grazie per questo toccante post. Mai come in questi momenti ci rendiamo conto che “di fronte all’imprevedibile, la razionalità piega il capo sconfitta e gli uomini e le donne in carne ed ossa sono ancor più impotenti di quel potere politico cui pure hanno delegato il compito di proteggere le loro vite e di salvarli dal baratro.”
    In questi momenti appunto, mettiamo da parte la nostra seppur limitata razionalità per dar posto ai sentimenti.

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