Trinacriablog – 6. Stordimenti

26.Caltagironemigranti eritrei sopravvissuti

Ho appreso la notizia della colpevole e programmata distruzione di 73 vite umane da parte di un’inedita alleanza criminale di vari stati mediterranei (tra cui il “nostro”), con la complicità del cinismo imperante, di mattina presto, mentre ero in viaggio verso Caltagirone. Attorno a me paesaggi trasognati e meravigliosi, mentre dalla radio colavano impietose quelle notizie, riguardanti una tragedia che si era oltretutto consumata nel tratto di mare verso cui ero diretto.
(Trentasei ore dopo avrei sostato di fronte a quel mare, intrico quant’altri mai di una millenaria storia di scambi e relazioni. Culla di mille civiltà. Oggi della più crudele e fetida delle inciviltà).
Ascoltavo, piangevo e mi guardavo attorno. Sgomento e impotenza accanto alla bellezza e alla gioia. Una lacerazione intollerabile che produceva una sorta di stordimento.
Arrivato a Caltagirone, a quelle sensazioni si è aggiunto lo “stordimento verticale” – quell’ossessivo guardare in alto, e poi in ogni direzione, che ad un certo punto diventa un non saper più dove posare lo sguardo – che le città siciliane, specie quelle intrise di barocco, inducono nel visitatore.
Caltagirone è un gioiello e un vertice di bellezza; quelle vite provenienti dalla martoriata Eritrea non sono più – e io rimango sempre più preda dello stordimento.

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

1 commento su “Trinacriablog – 6. Stordimenti”

  1. ieri sera la mia immaginazione (più che fervida, dato che non so il siciliano) ha saltellato tra “stordimenti” e “a gola fiorita”. La bellezza di una poesia, di un innamoramento, di un’opera architettonica, ti “solleva” e ti porta in alto. Poi i palpiti di quei 73 esseri umani: di loro non rimangono che le ali, i loro sogni di una vita migliore. Fino a quando uno spiraglio di luce illumina di nuovo l’orizzonte: la valle dei templi, persone che hanno trovato una nuova casa, ideali o idee con le ali che si realizzeranno, innamoramenti che diventano amori… E continui a camminare

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