Psicosofista

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“Cacciatore di ricchezze”, “commerciante”, “venditore”, “atleta della lotta fatta col discorso”;
“Purificatore dell’anima dalle opinioni che sono d’impedimento alla acquisizione delle cognizioni”;
“Un uomo che possiede una scienza apparente su tutto, ma è privo della verità”.

Queste sono alcune definizioni della figura del sofista fornite da Platone nel dialogo omonimo (231d-232c).
Subito dopo, lo straniero invita a figurarsi qualcuno che non solo sia in grado di dire e contraddire su tutto, ma – forzando e potenziando l’immaginazione – di “saper fare e realizzare con un’arte sola tutte le cose…”. Una sorta di artefice geniale capace di produrre rapidamente ogni cosa vendendola per di più ad un ottimo prezzo (233e-234a). In questo modo, tra l’altro, ci si riavvicina al significato originario (e privo di connotazioni negative) del termine sofista, dal verbo sofizesthai, cioè “operare o parlare abilmente”.
Ora, si provi a togliere lo spessore culturale del contesto filosofico-critico e ad aggiungere l’elemento patologico, la mania (non certo la filosofica ma la narcisistica, quella di grandezza), e verrà fuori grosso modo la figura di Silvio Berlusconi, il suo sistema in-formativo totalitario-televisivo, e il deserto antropologico nel quale ha precipitato negli ultimi 25 anni gran parte di questo paese. Che, naturalmente, vi si è fatto precipitare ben volentieri…

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

8 pensieri riguardo “Psicosofista”

  1. I danni del berlusconismo sono immani. L’ infezione si e’ propagata senza sosta… Montanelli affermo’ che gli italiani avrebbero reagito, che avendolo conosciuto avrebbero sviluppato gli anticorpi. Non e’ successo cosi’… Purtroppo un’intera generazione e’ stata “berlusconizzata”… quel che e’ peggio e’ che non c’e’ opposizione culturale e sociale al berlusconismo.
    Saluti

  2. @Md
    Grazie per la segnalazione…un post ed un blog molto interessanti.
    Ho anche inviato questo commento:
    Il film- documentario non l’ho visto…lo faro’…m’intossichero’, poi guardero’ i miei figli vergognandomi per quello che abbiamo permesso.
    Gia’, gli intellettuali di sinistra, i progressisti radical chic, questi rivoluzionari da salotto…mentre loro discutevano Sagunto e’ stata espugnata.
    Si fossero applicati a fare altro…non so…c’e’ quello che ha la passione per la barca (oltre che all’inciucio)…poteva essere un ottimo skipper…
    l’altro il “buonista”, poteva darsi al cinema. Piu’ a sinistra c’e’ stato il “parolaio” quello che ha fatto per anni la soubrette nelle reti televisive…e poi ci siamo noi ” il popolo di sinistra”…quello che non ha capito niente, quello che non ha capito che “viviamo in un mondo dove sono le parole e non l’azione ad avere il potere…”

    Perdona la mia rabbia…ma e’ quello che penso.
    Preferisco nn parlare di politica…Ah dimenticavo di dirti che l’ultima frase nn e’ farina del mio sacco… viene da “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery…Prof spero tu l’abbia gia’ letto…altrimenti “umilmente” te lo consiglio.
    Saluti

  3. Salve.
    Mi vengono spontanee alcune considerazioni:
    Ma dove erano tutte queste persone schifate dalla situazione che si è generata il giorno delle elezioni? Se non ricordo male si parlò di qualche milione di persone (8 mi pare) che aveva partecipato alle primarie. E poi dove sono finite? Dovunque mi giri sento persone che dicono di vergognarsi del proprio paese per quello che è il governo. Ma qualcuno questo governo l’ha votato o no? Se no, è un usurpatore, se sì vuol dire che l’avrà votato una maggioranza. E ancora più curioso è il fatto che una parte politica si presenta alle elezioni avendo l’aspetto serio e compito di chi ha a cuore il bene di tutti, dice di voler abbassare le tasse, vuole l’equità sociale, lo sviluppo, la cultura, la pace, l’ampliamento dei diritti, l’accoglienza, l’integrazione e la gente che cosa fa? Non li vota. Strano no? E allora glielo chiedi: scusa ma perché non li hai votati? E sempre la gente ti risponde: non mi rappresentano, sono stati imposti dall’alto. E allora io mi chiedo: che cosa sono state fatte a fare le primarie?
    Io vorrei che la politica si facesse seriamente e non con questo vezzo snob della critica senza proposte. Trovo francamente riprovevole gloriarsi dell’atteggiamento degli altri paesi nei confronti dell’Italia nell’illusione che il giudizio di quei paesi non sia complessivo ma lasci fuori qualcuno.Gridare al regime mediatico e poi ridere del fatto che Berlusconi ha fatto meno ascolti di Garko senza fermarsi ariflettere che forse questo vuol dire che gli italiani sono liberi di fare quel che vogliono. Oppure non cercare di creare un vero progetto alternativo ma continuare a chiedere a Berlusconi da quanto tempo conosceva Noemi.

    A presto.

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