La Gazzetta di Diogene – nr. 1

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♦ L’Iran filonuclearista sfida la comunità internazionale. Le potenze (più o meno super, a seconda della lunghezza delle ogive) in possesso dell’atomica dove stanno, su un altro pianeta?

Ah già, ma l’Iran è un paese canaglia, pieno di estremisti e terroristi. Gli USA, Israele, la Russia, l’Inghilterra, la Francia, la Nato e compagnia bombardante, invece, sono mammolette aureolate…

Ma non è che ci stanno preparando l’ennesima guerra preventivo-umanitaria? Compagno Obama, che cazzo fai?

Morte a credito: non è solo il titolo del romanzo di Celine, ma anche il senso dell’ Earth Overshoot Day, cioè della nostra “impronta ecologica” sul pianeta: quest’anno le risorse annualmente rinnovabili sono scadute il 25 settembre, “sforiamo” cioè del 40%. Bisognerebbe poi andare a vedere dove l’EOD scade già ai primi di gennaio…

♦ Battaglia della memoria in corso a Ponteranica: tolta la targa a Peppino Impastato; rinominate nottetempo alcune decine di vie a Peppino Impastato; tagliato nottetempo un ulivo dedicato a Peppino Impastato con (immagino incomprensibili) scritte in bergamasco; migliaia di persone manifestano per la memoria di Peppino Impastato e ristabiliscono un minimo di decenza; Castelli dice che si tratta di razzisti.

Del resto ciascuno si sceglie i suoi “eroi”: Berlusconi, il mafioso Mangano; una parte d’Italia (tra cui il sottoscritto), Peppino Impastato. Ora tocca ai cittadini di Ponteranica decidere…

♦ Berlusconi alla festa del PdL si è fatto scappare un lapsus da manuale (passato senza censura sull’inchinato Tg1!): “Abbiamo organizzato il terremoto!”

♦ Maroni: “Qualunque cosa facciamo c’è sempre qualcuno che critica”. Sissì!

♦ Ascanio Celestini in tournée con il nuovo spettacolo “Il razzismo è una brutta storia”. L’attore dichiara: “Il tema del razzismo in realtà è affascinante, perché è straordinaria la capacità, che solo l’uomo ha, di inventare l’altro, il ‘diverso’. Si tratta di creazioni culturali, totalmente innaturali, che infatti non sono proprie degli animali”.

In effetti ce ne dà conferma la tizia di Pieve di Soligo (ma dove si trova?) terrorizzata dal burqa indossato da un’immigrata – che però poteva anche essere Pippo o Freddy Krueger!

♦ Scudo fiscale: ho letto con molto interesse sul Sole 24 ore le dettagliate tabelle con la relativa casistica. Ero, in verità, alla ricerca di motivi inconsci o reconditi circa la scelta del termine (usato finora prevalentemente in ambito militare). Non ho trovato nulla. Ho letto però la straordinaria espressione “attività scudabili”…

♦ La lotteria-stipendio: 4000 euro al mese. Minchia!, la fortuna in differita…

♦ Pare che la diffusione dei cellulari nei paesi in via di sviluppo costituisca una vera rivoluzione “materiale”, ad altissimo impatto socio-economico (sembra, per ora, a favore dei contadini, in termini di credito, pagamenti, transazioni, controllo dei prezzi, ecc.). Sarebbero circa 3 miliardi gli utenti planetari stimati, ma il prossimo miliardo sarà in Africa, Asia e America Latina. L’impatto sociale e culturale sugli occidentali di cui tanto si ciancia è in confronto una bazzecola. “Proletari di tutto il mondo… telefonatevi!”

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2 Risposte to “La Gazzetta di Diogene – nr. 1”

  1. luther Says:

    “Una telefonata allunga la vita” era uno spot di qualche tempo fa.
    In fondo tutto viene fatto per scopi umanitari…quelli che muoiono di fame prima di spirare potranno sempre fare una telefonata…

    Scudo fiscale: Purtroppo caro MD l’economia non conosce valori…e’ una strategia per far tornare i capitali dall’estero…anche altri paesi europei hanno adottato questo sistema.Rispetto agli altri paesi pero’ in Italia viene applicata un’aliquota bassissima…ma sai bene che chi ci governa e’ molto vicino a certi ambienti…e vuoi che non facciano uno sconticino agli “amici” ?…Altrimenti che patto sarebbe?

    Saluti

  2. milena Says:

    La scorsa settimana ho ascoltato lo psiconano n.2 Brunetta mentre elucubrava grettamente da suo alto scranno sulla disfunzione degli “uomini di cultura” che, secondo lui, producono soltanto feccia, a paragone di tutta quell’Italia che lavora e produce, che si alza alla mattina e si dà da fare.
    E sono assolutamente convinta che quella fosse una onesta seppur inconscia riflessione su se stesso. Non ci sono dubbi.
    Peccato che la sua sordità congenita gli impedisca di ascoltare e meditare sulle sue stesse parole.

    Mi chiedo come sia stato possibile che questo genere di nani siano saliti sugli alti scranni. Certo, sappiamo tutti che se sono in quel luogo, ciò è accaduto per “democratiche votazioni popolari”, così come Hitler amava ripetere spesso anche nei giorni immediatamente precedenti alla sua caduta.
    Rimango in attesa del tonfo. Eppur ancora non s’ode

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