Le milizie (poco celesti) di San Michele

San Michele vince il diavolo - Gonzalo Perez XV secSancte Michael Archangele,
defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium.
Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque,
Princeps militiae caelestis,
Satanam aliosque spiritus malignos,
qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,
divina virtute in infernum detrude.
Amen.

“Credi in Dio e fottitene dei santi” – o qualcosa del genere – era un modo di dire che un mio spiritoso prozio siculo soleva ripetere. In verità, spesso i santi balzano in primo piano, scalzando il loro diretto superiore, soprattutto grazie alla valenza immaginifica e alla loro potenza simbolica. E’ il caso del santo del giorno – oggi 29 settembre – e cioè Michele Arcangelo, con la sua spada dardeggiante.
L’interessante pamphlet di Saverio Ferrari, edito da BFS, e intitolato Le nuove camicie brune, fa riferimento in uno dei suoi capitoli più raccapriccianti proprio a San Michele, simbolo della famigerata Guardia di ferro a lui dedicata e fondata nel 1927 in Romania da un tal Codreanu. Era questi un fervente cattolico nazionalista che intendeva usare la spada del santo a capo delle celesti milizie per “purificare” la sua nazione corrotta, estirpare ebrei, borghesi e comunisti, e restituire così “la Romania ai rumeni”. Per alcuni anni tali legioni imperversarono organizzando persecuzioni, attentati, omicidi politici (anche tra i governanti, che pure se ne servivano) – fino al terrificante pogrom di Bucarest, nel gennaio del 1941, quando centinaia di ebrei vennero riuniti nel macello comunale, sgozzati, scorticati vivi, decapitati ed appesi ai ganci.

Tutto potrebbe benissimo rimanere confinato agli orrori della storia – ed alle sue giuste e necessarie rievocazioni mnestiche – se non fosse che quei simboli e quelle gesta rivivono oggi in alcune formazioni neofasciste e (sempre più) neonaziste nostrane, quali Forza Nuova – che, non a caso, dichiara di essere stata fondata proprio il 29 settembre del 1997. L’armamentario ideologico, i simboli e il linguaggio sono sempre quelli – basti sostituire la “feccia” ebraica con quella extracomunitaria, cosa che non impedisce certo di agitare ancora lo spettro affaristico-internazionale sionista. Ciò si coniuga all’evocazione ossessiva delle “radici cristiane”, operando così la possibile saldatura in un unico fronte reazionario di neonazisti, camicie verdi e integralisti cattolici (su tali sovrapposizioni ideologiche tornerò in un prossimo post).
Ma come la mettiamo con la recente criminalizzazione italiana del popolo rumeno? La risposta ce la dà direttamente Nova dreapta, movimento gemellato in Romania con Forza nuova: i criminali “non sono rumeni, ma zingari”! Più semplice di così…

(San Michele, tra l’altro, è il santo protettore del mio paese di origine tra i Nebrodi – Sant’Angelo di Brolo – che proprio in questo momento lo sta festeggiando e starà preparando le bombe e i fuochi d’artificio da sparare alla mezzanotte – unico “scarmazzo” consentito, dato che non c’è un bel niente da “purificare”; ad ogni modo, ce ne potremo anche fottere dei santi, ma del ritorno di rune, croci celtiche, spade giustiziere e denti di lupo proprio no…).

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3 Risposte to “Le milizie (poco celesti) di San Michele”

  1. Fabio S. Says:

    Provo a buttarla giu’ cosi’:

    Dio attiene alla spiritualita’.

    I Santi alla religione.

    Non andrebbe fatta confusione.

    Ciao

  2. md Says:

    @Fabio S.: mi è abbastanza chiaro cosa sia la religione, un po’ meno la spiritualità…
    comunque posso immaginare cosa intendi con questa distinzione: la lettera e lo spirito, la religione positiva e l’interiorità, la tradizione e la ricerca della verità, i dogmi e la vita vissuta, temporale/spirituale, ecc. ecc.
    Tuttavia ci sono stati santi – prima di diventare tali – (mi viene in mente Francesco) che stavano sul fronte della spiritualità così intesa spesso “sovversiva” ed eretica – per poi naturalmente essere integrati a pieno titolo nella Ecclesia. In effetti c’è una “santità” che è uno stile di vita, spesso alternativo all’ordine costituito, e una santità postuma che è la sua istituzionalizzazione/normalizzazione.

  3. Fabio S. Says:

    @MD. Grazie per il bel commento.

    Io ancora mi agito nella mia contraddizione tra idealismo e materialismo.

    Lo Spirito di certo non crea la materia.

    Ma senza Spirito l’Uomo non vive.

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