Affabili pensieri

tenerezza

Di tanto in tanto, nelle mie quotidiane passeggiate là dove la cintura urbana si sfalda per diventare bosco, mi ritrovo a pensare a questo o a quello, un po’ a casaccio – non mi è chiaro se tali pensieri svolazzino attorno e finiscano per appollaiarsi sulle mie spalle o se si limitino a turbinare placidamente nel mio cervello. C’è qualche filosofo della mente che accampa in proposito teorie che potremmo definire “estensioniste”: la nostra mente non sta nel cervello e nemmeno nel corpo ma è tutt’uno con l’ambiente del quale siamo parte.

Lasciando perdere tali quisquilie, mi ritrovo anche a pensare a certe stranezze della nostra epoca: non ho ad esempio ancora ben capito quali trasformazioni sociali ed antropologiche finirà per indurre la avviluppante e labirintica e onnipresente (e spesso appiccicosa nonché soffocante) “rete” nelle nostre menti-ambiente e relazioni. Al di là di una certa dose di casualità, l’incontro con altri umani è sempre stato regolato soprattutto dai contesti sociali, urbani e produttivi: villaggi, campagne, città, mobilità, viaggi, emigrazioni, ecc. – si trattava di contorni piuttosto definiti del mondo delle relazioni possibili. Entro questi contesti giocavano poi, certo, anche gli elementi psicologici individuali. La nostra però è l’epoca “liquida” per eccellenza. Quando su un celebre social network (né più né meno che una piazza virtuale) come facebook i contatori automatici dei contatti segnano numeri come 300 o 1000 o 3000 “amici”, c’è qualcosa che mi sfugge, sia nel numero che nel termine utilizzato.

Ma siccome i pensieri della passeggiata rampollano liberamente, viene fuori che non era nemmeno questo l’argomento di cui volevo parlare oggi. Anche se un po’ c’entra. Uno di questi “amici” o “contatti” incontrati in rete, mi ha scritto qualche giorno fa alcune parole (dietro cui non so bene se intravvedere dei pensieri o delle teorie, data la fuggevolezza e inanità di tali incontri) a proposito di una supposta “affabilità nei confronti del mondo”. Mi tocca riportarle, quelle parole:

“Conoscere qualcuno è un segno di affabilità verso il mondo… comunque. Ovunque e in qualsiasi momento può accadere… ma non vuol dire altro… se non incontrarsi… è un atto d’amore anche quello”.

Ora, il termine affabile viene di solito usato in riferimento ad una persona, e non, che io sappia, al mondo: viene dal latino affabilis, “cui si può parlare”, e attiene dunque alla sfera della cordialità e della garbata urbanità, della cortesia, benignità, compitezza. Chi è affabile ascolta e si fa amabilmente ascoltare dagli altri. E’ l’optimum della relazione, anche perché non ha mai un carattere formale o di distanza: l’affabilità scalda i cuori e avvicina tra di loro le persone.

Immaginare un mondo affabile, è però tutt’altra cosa. E poi, quale porzione di mondo? La società, il luogo di lavoro, il condominio? Luoghi per loro costituzione ben poco affabili. E se poi ci dovessi mettere la natura, anche lì non si scherza: può capitare di trovarsi di fronte un ambiento bucolico (con affabili cipcip e carezzevoli piani erbosi), ma anche uragani, fiamme e tempeste, un’iradiddio che certo non sussurra affabilmente le parole che ha da dire…

Ma ancora i pensieri non accennano a ritirarsi in buon ordine, e allora mi è balenata in mente (o sulla spalla) la strana espressione che Hegel utilizza in più occasioni a proposito della supposta tenerezza di Kant nei confronti del mondo: “qui Kant – dichiara ad esempio nelle sue Lezioni sulla storia della filosofia – mostra per le cose eccessiva tenerezza: sarebbe peccato se si contraddicessero!”. Le antinomie, i dubbi, la negatività, la contraddizione sarebbero cioè solo nella nostra testa, non là fuori. Hegel pensa invece che il sale del mondo sia una razionalità conflittuale, in perenne movimento dialettico, che non ci sia riparo in nessun “dover essere” o comunità di anime belle, e che la tenerezza sia un sentimento che non ci si può permettere, per lo meno non nelle cose “serie”: la fatica del concetto, il corso della storia, il movimento circolare dello spirito, la tragicità dell’esistenza…

Ecco che la giostra dei pensieri gira di nuovo, cambiando ancora la prospettiva (e si torna così al mio “contatto” virtuale): che significato può mai avere essere ben disposti, affabili, “teneri” nei confronti di un mondo che, per lo più, ha quella pervicace e disdicevole (e per nulla affabile) tendenza a sovrastarci e a non farsi mettere sotto controllo dalle nostre buone intenzioni? Ma poi, a ben vedere, non è che la nostra sedicente affabilità debba invece essere letta come una supponente petulanza?

(E fu così che piano piano, pensiero dopo pensiero, fantasticheria dopo fantasticheria, mi ritrovai nel bosco, con due grossi gufi sulle spalle e, di fronte a sbarrarmi il passo, un lupo dagli occhi color miele che mi scrutava silenzioso…)

foto: http://lag0scur0.splinder.com/

Annunci

Tag: , , , , , , ,

4 Risposte to “Affabili pensieri”

  1. Kinnie51 Says:

    Il nostro rapporto con la “rete”,non è altro che la nostra illusione di uscire dalla inevitabile solitudine in cui il mondo odierno ci sospinge. E’ un’illusione appunto il voler credere che un incontro casuale fatto di parole, possa colmare questa mancanza di “affabilità”.

  2. milena Says:

    bello bello

  3. anna Says:

    @ md: probabilmente anche le quisquilie mi aiutano a contrastare la ‘profonda tristezza esistenziale’ e, perciò, mi farebbe piacere sapere chi sono questi filosofi della mente accampano teorie estensionistiche. grazie

  4. md Says:

    @anna: sono i teorici della “embodied and embedded cognition”, la cognizione incorporata e inclusa – precursori gli psicologi sovietici Lev Vygotskij e Anton Luria. Tra gli altri il biologo Gerald Edelman e questo Mark Rowlands di cui sto leggendo “Il filosofo e il lupo”.
    In rete, specie in lingua inglese, trovi parecchie informazioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: