Diciassett’anni!

manichini

Ho intervistato MDB, adolescente diciassettenne figlio di amici, quest’estate. Proprio in quel periodo stavo cominciando a scrivere una “cosa” (un racconto o un romanzo, non sapevo e non so ancora) su un gruppo di ragazzi di provincia mediamente annoiati, nichilisti e superalimentati (da un mare di sciocchezze, oltre che di cibo e di merci). La storia non è progredita granché, e non so ancora bene che cosa succederà. Anche l’intervista è rimasta a dormire per alcuni mesi, finché l’altro giorno non mi sono deciso a trascriverla e, ora, a pubblicarla.
Quando avevo chiacchierato con MDB, facendogli quella sfilza di domande un po’ pretenziose, avevo in verità trovato le sue risposte un po’ insipide, forse troppo lapidarie e in qualche caso persino reticenti. Risentendole a distanza di tempo, mi sono del tutto ricreduto. Ed ecco la lezione appresa: a) mai pensare che qualcuno, specie con trent’anni in meno di te, sia assimilabile e riconducibile ai tuoi schemi mentali; b) diffidare della dilagante ed omologante doxa che vorrebbe tutti i ragazzi ridotti a vuoti tubi desideranti (ma questo già lo sospettavo); c) scendere definitivamente dal piedistallo e lasciare spazio al nuovo che avanza, anche se questo nuovo non ci piace o non lo comprendiamo.
Infine: le risposte di MDB sono semplicemente belle, spontanee, nette, anzi direi proprio ammirevoli. Se poi si confrontano con quelle disperanti dei suoi coetanei protonazi che avevo raccolto circa un anno fa…
Non ho ritoccato nulla, mi sono solo permesso di sottolineare i passi che mi sono piaciuti di più.

La prima domanda: perché credi che ti voglia intervistare?
Per conoscere il punto di vista delle generazioni più giovani.

Come vedi il mondo? Ovviamente dal tuo punto di vista.
Il mondo… per adesso, il mondo esterno non mi interessa molto, al di fuori delle cose importanti…

Ti piace questo mondo? Sei ottimista?
Alcune cose sì, altre no. Ma mi piace abbastanza. Ne abbiamo solo uno, dobbiamo accontentarci.

Che rapporto hai con gli adulti?
Non c’è conflitto con loro. Dipende: con certi adulti parlo di certe cose con altri no. Con i miei parlo di tutto. Con certe persone non vado a parlare delle mie cose personali (spero non sia una frecciata a me…)

Non hai l’impressione che sia già stato scritto tutto da loro? Non te lo senti cucito addosso il loro mondo?
Neanche tanto. Mi sento libero, posso decidere io del mio futuro.

La vedi facile entrarci?
No di certo. Personalmente non ho molte difficoltà, ma vedo dei miei amici che hanno difficoltà a crescere, uscire dall’essere ragazzino. Alcuni proprio non vogliono crescere. Alcuni dei miei coetanei invece fanno già dei progetti.

Come vedi i tuoi coetanei?
Ci sono migliaia di sfaccettature.

Che cosa pensi della campagna criminalizzatrice dei mass-media contro i giovani “teppisti”?
Conosco molta gente. Alcune persone sono effettivamente “non serie”, ci sono quelli che devono uscire a bere per forza, ma poi ci sono anche gli altri che fanno altre cose…

C’è un tratto caratteristico della tua generazione secondo te?
Non sapendo bene cosa facessero le generazioni passate, in realtà mi sembra che non c’è nulla che davvero accomuna tutti i giovani. Ci sono molti stili. Già i miei amici sono vari, ci vestiamo in modi diversi: ho un amico hippy, che vuole viaggiare in furgone, poi c’è un amico gabber con tanto di piercing che balla l’hardcore e tutto quanto, poi ci sono un paio di rockettari capelloni, poi ci sono gli amanti del rap…

E tu dove ti collochi?
Non mi reputo al di sopra, ma non ho una categoria. Non mi piace essere “schedato”. Non mi ispira avere etichette.

Come mai?
Non mi piace il fatto che i gruppi discriminano altri gruppi.

Ma c’è molto questo aspetto tra i giovani?
Un mio compagno ad esempio odia gli emo e vorrebbe bruciarli tutti…

Come vedi il tuo futuro?
Adesso come adesso incerto. Specialmente su che cosa mi può dare il mondo quando io sarò adulto: ad esempio in fatto di ambiente o di risorse energetiche. C’è poi questa storia del 2012, con l’inversione dei poli terrestri…

Sì, ne ho sentito parlare. Ma tu ci credi?
Mah! Scientificamente… non saprei proprio come sia dimostrabile.
Il lavoro c’è, io ad esempio l’ho cercato e l’ho trovato.

Lavori già?
Oltre a studiare (che ovviamente è la sua occupazione principale), faccio dei piccoli lavori. Guadagno qualcosa per me, poi faccio anche qualche favore. Mi diverte portare in giro le pizze!

Passiamo a qualche domanda filosofica. Ti sei mai chiesto “che senso ha la mia vita”?
La vita non ha un senso, bisogna farselo. Non credo al destino. Sei tu che decidi che cosa fare della tua vita. Ovviamente è condizionata dagli studi, dalle risorse economiche, ma anche da cose fisiche.
“L’uomo è artefice del suo destino”. Io ci credo: non è logico pensare a un destino, chi l’avrebbe fatto?

Pensi che siamo diversi dagli animali? Diversi in maniera radicale, intendo.
La differenza principale è la ragione.

Ma anche gli animali ce l’hanno…
Non è la stessa cosa, gli animali hanno l’istinto. L’uomo ha una mentalità superiore.
Siamo animali più evoluti, ma comunque animali.

Ti occupi di politica?
Finché posso ne sto fuori. Sono solo casini. Non c’è più il politico, ma solo il far carriera. Il politico di adesso non pensa al popolo, ma fa le cose pensando solo a quello che si guadagna. Che è poi il pensiero di ogni persona: ogni persona, prima di dare a qualcun altro, si occupa dei propri bisogni.

Ma credi che sia importante la politica?
Sì, perché è un regolatore della società.

Tutti dovrebbero occuparsene?
Se viene eletto un politico che crea problemi, non deve essere rieletto. Bisognerebbe… (non sa bene cosa rispondere)

Si può fare qualcosa?
Toglierlo dal potere… (la parola “rivolta” che gli suggerisco non gli piace). No, non farei una rivolta, ci vorrebbero degli organismi superiori che controllino.

Discutete di politica tra amici?
Solo con alcuni. Ho molti amici che hanno idee inculcate dai genitori. Non penso che uno a 14 anni può avere idee razziste o di discriminazione. A 14 anni si gioca a pallone, si va in bicicletta, non si parla male degli albanesi…

Ma tu ti definiresti di destra o di sinistra? Oppure non ti definisci
Non mi interesso molto di politica: io non trovo le mie idee né di qua né di là.

Ma le tue idee? Dimmene una…
Evitare che i politici si facciano delle leggi per risolvere i loro problemi.

Che cos’è l’amicizia?
Un rapporto tra due persone legato ai momenti passati insieme, alle emozioni. Ci sono quelli con cui passi molto tempo, per abitudine; ma poi ci sono quelli con cui hai idee comuni.
Gli amici “veri” sono molto importanti.

Cosa intendi per “veri”?
L’amico vero è quello che quando torno dalle vacanze mi abbraccia, non si limita a dire “uei ciao.” …c’entra con la mancanza.

E l’amore?
E’ qualcosa di più, ma io non ne ho fatto esperienza, non so come definirlo… non so cos’è. Solo quando lo vivi lo capisci, anche se non te ne accorgi, e cambia da persona a persona.

Credi in Dio?
Sinceramente no.

Cosa pensi della religione?
Penso che sia un modo per rispondere a dei problemi che non si riescono a risolvere… Ma le cose si possono spiegare attraverso la scienza: il big-bang, l’evoluzione, ecc.

Ma tu pensi che tutto quello che c’è… abbia un senso?
La spiegazione è una cosa, il senso è un’altra cosa. Attraverso la scienza si può capire, come sono nate, come si sono sviluppate, ma non si può trovare un “senso” a qualcosa che è più grande di te. Si arriva a un punto, a un limite oltre il quale non si riesce a sapere perché.

Che posto hanno nella tua vita: i libri e la lettura?
Non leggo molto. Leggo per scuola. Ma la lettura è importante: si parla bene se si legge tanto.
Se però c’è qualcosa che mi ispira, che mi prende, qualche storia (ad esempio Terra, di Stefano Benni, che ho finito proprio stamattina.)

La conoscenza?
Cose di cui parlare. Il dialogo è la base del rapporto umano. Magari se due tipi parlano di quantistica e tu non sai cos’è…

Cioè spiegami: ci sono dei ragazzi che parlano di quantistica?????
Succede…

L’informazione?
E’ molto pilotata. Non sono diffidente, però so che molte cose te le dicono e molte no.

Tra giornali, TV e internet di chi ti fideresti di più?
Principalmente internet: avendo un giro mondiale…

Hai mai sentito il termine “nativi digitali”?
No.

Cosa vorrà dire?
Boh?

(Glielo spiego). Tu ti senti un nativo digitale?
Mah, quando sono nato io non c’era nemmeno il cellulare… Io sono molto legato all’era del cellulare, lo trovo utilissimo. Non dico che mi sento perso se non ce l’ho, però mi è davvero utile.

Internet?
Chattare, reperire informazioni, approfondire argomenti. Però se non ci fosse non penso che sarebbe così grave. Ho fatto 20 giorni senza e stavo bene uguale.

Ti ritieni più scientifico o più umanistico?
Più scientifico. La scienza mi attrae in un modo diverso: scoprire come sono fatte le cose!

L’arte?
La principale arte che contemplo è la musica. Una canzone mi calma, mi fa sfogare…

Ne hai una visione “patologica”, cioè molto emozionale… Un ‘altra arte?
La fotografia…

Andare a vedere una mostra di pittura?
E’ interessante: il periodo storico, le situazioni descritte, lo stile… Ma la musica è più diretta. Il quadro lo devi interpretare, mentre la musica ti arriva immediatamente…

Che cos’è la bellezza?
Una cosa che ti fa sentire bene.

E’ soggettiva o oggettiva?
C’è il bello soggettivo, ma come per i romantici anche il bello ideale. Quella cosa che è bella non perché ha un certo aspetto…

Come dev’essere una ragazza, o una persona, bella?
Non c’è un canone. Una ragazza bella per me, non lo è perché ha un bel sedere, ma perché è tutta bella. E’ bella perché è bella. Conoscendo meglio la persona questa bellezza può anche aumentare.

Cos’è la giustizia?
La regolamentazione del giusto.

Ti prego, non darmene una definizione!
E’ un mettere a posto le cose che non vanno. Una cosa sbagliata che si corregge: è un fare giustizia. La giustizia sociale è non violare la libertà altrui.

E la libertà?
Non è uno stato, una persona è libera quando non ha vincoli fisici, di pensiero, può… però ci sono alcune libertà che vanno… non limitate, ma controllate.

E chi le controlla?
Bisogna controllarsi da soli, e se non si riesce bisogna farsi aiutare.

Tu ti senti libero?
In generale sì: mi vesto come voglio, leggo quello che voglio, parlo di quello che voglio, mangio quello che preferisco…

Ora rispondi in maniera lapidaria. Ti sei fatto un’opinione su:
Eutanasia

Sono d’accordo quando è necessaria: se una persona non può riprendersi è accettabile.

Testamento biologico
Non ci ho pensato molto. Non mi interessa.
(provo ad insistere) Può aiutare… essendo suo il corpo e la vita deve decidere lui.

Coppie omosessuali
Una persona è libera di amare chi vuole, non bisogna creare discriminazioni solo perché non è come me. E’ ovvio che non è come me, nessuno sarà mai come me.

Adozione dei figli
Io sono cresciuto con la figura della mamma e del papà e non so come si troverebbe un bambino a crescere con due mamme o due papà. Magari non cambierebbe molto. Non saprei…

Diritti degli immigrati
Uno che emigra in un altro stato lo fa perché ha dei problemi. Non lascerebbe la sua casa, i suoi affetti, gli amici…

Sicurezza
Non c’è adesso il “problema sicurezza” perché ci sono gli immigrati. Tutto il mondo è paese: è di più, ma solo perché ci sono più persone.

Ronde
Sono principalmente delle cavolate.

Ecologia
E’ una gran cosa perché bisogna tutelare il mondo. Non sono un attivista, ma mi interessa.
Se ti dicessero: per l’ambiente non usi lo scooter un giorno sì e un giorno no?
Se devo proprio farlo e servisse, sì.

Famiglia.
E’ molto importante, perché ti forma. Uno diventa quello che è principalmente grazie alla famiglia.
La tua esperienza?
Positiva. Conosco dei ragazzi con genitori separati… non sono diversi, però hanno dei comportamenti e degli atteggiamenti diversi…

Sei felice?
Sì.

Sei sicuro?
Certo.

Sempre?
La felicità non è costante. Non ho problemi rilevanti.

Come ti immagini tra 20 anni?
Più alto! (ride). Laureato in non so che cosa; con una compagna e con dei figli; una casa mia, magari un mondo un po’ meno incasinato.

Dove?
Qui. Non so se riuscirei a staccarmi dai miei amici. Però andrei ad abitare in riva al mare.

Come ti è sembrata questa intervista?
Lunga…

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6 Risposte to “Diciassett’anni!”

  1. Kinnie51 Says:

    A giudicare da questa intervista, i diciassettenni di oggi sembrerebbero molto più maturi, realistici e felici di quanto non lo fossimo noi alla loro età,che eravamo soprattutto dei sognatori e anche piuttosto tormentati (c’era lo scontro generazionale, il rapporto con l’altro sesso, ecc.). e non è vero che non hanno valori: almeno a due, la famiglia e l’amicizia , tengono molto. Certo ci sono mille sfaccettature ( o forse tante quante ognuno di noi), come dice il ragazzo,e molto dipende dall’ambiente di crescita e dal carattere: ci sono quelli che si fanno influenzare facilmente dai pregiudizi o dalle mode e quelli più indipendenti.
    Mi piacerebbe però che alle stesse domande rispondesse una ragazza, per vedere quanta distanza c’è fra questa generazione di diciassettenni e la mia.

  2. Daniele Verzetti, Rockpoeta Says:

    Un ragazzo in gamba. Forse un po’ disilluso o se vogliamo pragmatico. Sicuro di avere il futuro in mano come ogni giovane a quell’età ( e questo é un segno distintivo dei giovani di quasi ogni epoca…) e, a differenza di altri suoi coetanei come lui stesso ammette, meno disposto a farsi inquadrare in gruppi o categorie sociali di appartenenza. E questo lo rende più raro rispetto, secondo me, ad altri coetanei. Raro e prezioso.

  3. md Says:

    @kinnie51: era in programma un’intervista alla sorella quindicenne, che però in quei giorni non ho potuto realizzare, ma che è sempre all’ordine del giorno;

    @Daniele: sì, è vero, molto pragmatico – nel suo caso c’è poi un vissuto doloroso che nell’intervista non è emersa, e su cui ho preferito sorvolare;
    vorrei tanto che quel “raro e prezioso” fosse moltiplicabile come i pani e i pesci…

  4. anna Says:

    Trovo bellissima la tua idea di intervistare i ragazzi e di scrivere ‘qualcosa’ per aiutare quelli “che non sanno controllarsi da soli”, quelli che “hanno idee inculcate dai genitori” o quelli che “hanno una categoria”

  5. md Says:


    Non si può essere seri a 17 anni – Rimbaud e Leo Ferrè reinterpretati

    @anna: grazie!

  6. Adolescenti III – Intervista a Laura B. « La Botte di Diogene – blog filosofico Says:

    […] sopraggiunge l’inserzione del nuovo, come sempre. Dopo aver intervistato lo scorso anno MDB (il quale ci aveva fatto dono di una insospettabile saggezza adolescenziale, al contrario dei […]

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