Mieiku: autunno

luceautunnalebymd

erbe sgocciolanti al sole
chiome brillanti
protese nell’azzurro
chiazzate dai primi
gialliarancio e rossi
segni d’autunno
sontuosa decadenza

***

una foglia d’acero
riempie il cielo
rosso brillare in caduta
l’occhio ne cattura
l’eterno

***

Non sono haiku (non ne sarei capace), ma mieiku. Folgorazioni, attimi, tentativi di trasporre un incontro, una visione, una sensazione nel minor numero possibile di parole. Ricerca dell’essenziale. Esercizio quantomai filosofico. Ma siccome non sono un poeta (non ne possiedo l’arte), lo faccio in una forma fin troppo libera. Come viene viene. Come piace a me. Mieiku, appunto.

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11 Risposte to “Mieiku: autunno”

  1. anna Says:

    ricordo “la filosofia arranca dietro alla vita”; forse il pensiero arranca anche dietro all’occhio. Sarà la febbre? mah! Comunque, è molto bello questo “mieiku”!

  2. anna Says:

    ripensando a quanto ho scritto, credo che la poesia, in questo caso, e l’arte in generale ci permettano, a volte, di “cogliere” più di quanto non riusciamo a comprendere con la ragione. Ho letto gli aforismi 14 e 14bis: condivido la frase finale “anche se in realtà non sappiamo bene cosa siamo, altrimenti non staremmo qui a chiedercelo”.

  3. milena Says:

    Fra i due io preferisco il secondo. E’ più leggero, immediato, più facilmente comprensibile. E, come si dice, sui gusti non si discute.
    Se per esempio mi si chiedesse “quale stagione preferisci?”, risponderei “l’autunno”.
    Sì, l’autunno, senza dubbio.
    Ieri sul viale rossogiallo stavo pensando che la primavera e l’estate avevano preparato questo splendore e che l’inverno dissiperà le ultime cose

  4. Fabio S. Says:

    Se fossi un poeta, dedicherei questa bella poesia a Stefano Cucchi che non vedrà piu’ l’autunno. E neppure le altre stagioni.

    Attendiamo almeno di capire perche’.

  5. md Says:

    @Fabio: anch’io non sono un poeta, ma dedichiamogliela pure, e vigiliamo un po’ di più.

    @milena: la bellezza sta forse nel cogliere l’eterno nella dissipazione, il “sempre nel mai”, come qualcuno ha scritto, la totalità nel frammento.

    @anna: ho sempre il sospetto (forse troppo romantico per le odierne e postmoderne sensibilità) che i contenuti dell’arte e della filosofia non si discostino poi di molto.
    Però son più bravo a ragionare che a creare…

  6. enrico Says:

    mi ricordano tantissimo i versi, assai influenzati dal Tao. di Mario Novaro (fratello del più famoso Angiolo Silvio, poeta per l’infanzia) e della linea ligure, di cui Sbarbaro fu il più riuscito autore

  7. anna Says:

    @ milena: io non saprei scegliere tra l’autunno e la primavera. Adoro entrambi e in entrambi i casi mi sembra di stare tra pennellate di colori, intensi in autunno e tenui in primavera. Hai visto “al di là dei sogni” con Robin Williams?

  8. valerio Says:

    Il secondo mieiku è molto bello. Ha dell’haiku la capacità di afferrare un momento, di bloccarlo nel suo divenire facendone un istante assoluto, sciolto dal corso del tempo.

  9. Carla Says:

    (io toglierei quella s a gocciolanti, è molto poco poetica;-))

  10. md Says:

    @Carla: accidenti, hai ragione; se però poi lo faccio il tuo commento non si capisce più. Dunque lo lascerei così, con la tua giusta osservazione.

  11. Carla Says:

    grazie 🙂
    p.s., puoi correggermi anche tu, se dovesse capitare…

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