Prima cronaca: la statua di Condillac e la guerra civile in Afghanistan

bambini_cattivi

“Con la possibile eccezione delle più alte sfere della matematica pura o della fisica teorica, è difficile immaginare qualcosa di più inumano della filosofia”.

“Essere filosofo significa essere esistenzialmente sradicato”.

“Ai filosofi bisognerebbe porgere condoglianze piuttosto che incoraggiamenti”.

Con queste frasi appena lette in testa, sconsolato ma sostanzialmente d’accordo, mi sono recato l’altra mattina in una classe di quinta elementare per il primo incontro di un nuovo esperimento filosofico con i bambini. Ci sono stati come sempre grande fermento, agitazione e partecipazione – è una novità, e quindi benvenuta, però loro sono tanti (troppi) e piuttosto svegli.
C’è poi Andrea che ha scelto di fare il guastatore (è uno dei pochi nomi che sono riuscito a memorizzare, insieme a quello di Martina, che è intervenuta a raffica per tutto il tempo). Insomma, la piccola peste decide di indossare la maschera del baby-nichilista e ad ogni uscita intelligente dei suoi compagni su che cosa si debba o si possa intendere per filosofia, spara parole a caso. Distruttore e futurista ad un tempo. Poi succede qualcosa, e senza apparente soluzione di continuità con la parte interpretata prima, se ne esce con queste due perle (non ricordo le parole esatte, ma non erano molto dissimili dalle seguenti):

a) proviamo ad immaginare di disinserire (o non usare) un senso, poi un altro, poi un altro ancora… cosa succederebbe?

b) quel che capita certe volte tra i sensi e la mente è come la guerra civile in Afghanistan!

Ho dovuto trattenere lo stupore (ma non ci sono riuscito granché), per avere appena ascoltato dalla bocca di un bambino il medesimo esperimento mentale immaginato da Condillac, quello della statua, anche se in forma rovesciata, e subito dopo una straordinaria metafora sulla natura umana.
Martina, che continua imperterrita come una trivella, riesce poi a fare una sintesi ineccepibile: il filosofo è colui che si fa domande e vuole sapere il perché di tutto, usando sia la mente che il corpo. Al che io chiedo: ma i bambini di dieci anni come voi possono fare filosofia? Risposta dell’ex-guastatore: sì, è esattamente quello che stiamo facendo!

(Passeggiando subito dopo sotto un sole brillante, anche se appena appena tiepido, sono tornati i pensieri iniziali, quelli ispirati dalle frasi truci di Mark Rowlands. Sto preparando sul suo bellissimo libro Il lupo e il filosofo alcuni post. Non riesco a non essere d’accordo con lui, nonostante tutto. Però sogghigno).

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